LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #8

Cari Amici siamo giunti alla 8° puntata di questa storia del manga per immagini ed ancora non vi ho parlato di uno dei suoi elementi distintivi: le espressioni del volto e in modo particolare quella degli occhi. L’uso dell’espressione facciale, della maschera, proviene direttamente dalla tradizione del teatro antico giapponese, che esaltava questa parte del corpo per esprimere emozioni e stati d’animo.

Non esiste un solo tipo di rappresentazione degli occhi come molti potrebbero immaginare. Nel manga-shoujo  gli occhi sono grandi ed espressivi ( in quanto esso è destinato ad un pubblico femminile che va dagli ultimi anni dell’infanzia sino alla fine dell’adolescenza); nel manga-shounen sono piu’ semplici e dinamici ( infatti questo genere è per un pubblico maschile dall’età scolare fino alla maggiore età); infine vi è l’occhio del manga- seinen  che è realistico e piccolo perchè disegnato per un pubblico maggiorenne.

A proposito di occhi nel fumetto proprio ieri mi è capitato di rivedere il mitico film di animazione “Chi ha incastrato Roger Rabbit” [della Disney, diretto da Robert Zemeckis] dove all’attore che recita il cattivo gli schizzano via gli occhi quando si trasformava in un cartone.

Mi piace ricordare questo film nel nostro escursus sul fumetto perchè è stato una pietra miliare mondiale per il connubbio tra film e cartoon americano [primo film a tecnica mista mai realizzato- 1988]. Qualche anno dopo anche il Bel Paese dava il meglio di sé con il film a tecnica mista “Volere Volare” [1991] del maestro Maurizio Nichetti, che lo disegnò dopo la sua lunga esperienza come sceneggiatore per l’atrettanto grande maestro del fumetto italiano Bruno Bozzetto, i cui disegni e animazioni spopolavano già da decenni e che tanto ha influenzato i ragazzi di allora.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – rubrica di Fumetto del 12 maggio 2013]

 

 

 

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