L’ AI e La fotografia per L’ARTE

Oggi voglio parlarvi dell’impatto che sta avendo, secondo me, l’AI sull’Arte e su come usarla senza esserne sopraffatti.

L’AI secondo il parere di molti e’ arrivata nel mondo dell’ARTE come un tornado che diventera’ sempre piu’ grande e non ha trovato persone  culturalmente attrezzate per reagire.

Non e’ la prima volta che una tempesta si infrange in questo mondo. Successe con l’invenzione della fotografia. Da allora l’ Arte e’ cambiata per sopravvivere all’impatto.

In un recente articolo che ho letto su persepolis viene spiegato bene il cambiamento. Ve lo riporto per poi proseguire insieme la riflessione sull’Ai.

Tutti possono fare una tela bianca con una linea e addirittura tagliarla con un coltello ( Fontana) o attaccare una banana al muro ( Cattelan), ma il motivo per cui quella è considerata arte e la propria no risiede nell’evoluzione storica del concetto di arte stessa.

Per millenni, l’arte è stata una sfida tecnica dove il genio era chi, come Michelangelo o Caravaggio, riusciva a copiare meglio la realtà.

Con l’avvento della fotografia, copiare la realtà è diventato inutile, spingendo i pittori a concentrarsi su ciò che la macchina non poteva cogliere, come le impressioni di luce e vento. Nel ‘900 si è passati dal voler copiare il mondo al volerlo interpretare: attraverso il cubismo e l’astrattismo, l’opera ha smesso di rappresentare un oggetto (come un cavallo) per mostrare come l’artista “sente” quell’oggetto. Picasso stesso affermò che gli ci volle una vita intera per imparare a dipingere come un bambino.

Negli anni ’60 si è verificata una rivoluzione radicale: l’arte non è più l’oggetto, ma il pensiero. In questo contesto, l’opera non è più, ad esempio, una sedia fisica, ma la domanda stessa su “che cos’è una sedia” . Da qui derivano la Land Art, l’Arte Povera e le installazioni, dove l’idea non può essere replicata anche se l’oggetto lo è.

Il valore dell’arte contemporanea, quindi, non è nella mano, ma nella mente. Nel caso della celebre banana di Cattelan, l’opera non è il frutto, ma il dibattito che essa genera. Sebbene sia facile imitare un gesto, è difficilissimo inventarlo per primi nel contesto e nel momento giusto. In definitiva, la vera arte è sempre l’invenzione di un nuovo modo di vedere il mondo“.

Che paura ci puo’ fare l’AI se siamo consapevoli e pronti a reagire?

Se l’utilizzo dell’AI e’ dichiarato, se se ne fa un uso etico ( leggi: non usare l’ai per generare immagini che non abbiano come fonte quelle di altri artisti ma esclusivamente le proprie. La promulgazione di leggi di tutela per gli artisti e’ essenziale) allora l’AI diventa quell’amplificatore di potenzialita’ di cui fino ad oggi non si disponeva.

Esempi che mi vengono in mente:

Ricerca di parole, dati,correlazioni all’interno di migliaia di pagine in pochi secondi.

Interpolazione di immagini fisse per creare traiettorie in movimento e generare animazioni di una tua illustrazione.

Conversione di strumenti musicali in altri che non hai a disposizione e loro mixaggio e  masterizzazione per evitare passaggi costosi in uno studio di registrazione vero e proprio.

In generale l’eliminazione (e la loro automazione)  di passaggi manuali lunghi, noiosi e ripetitivi -a volte anche molto costosi – che spesso erano un muro che bloccava le potenzialita’ di un artista dall’attuare la propria opera ( liberare tempo  per amplificare gusto, intuito, sensibilita’, la Visione, tutte doti umane che la macchina non ha)

Se della AI se ne fa un corretto uso,credo che assisteremo ad una democratizzazione dell’Arte.

Nello stesso tempo assisteremo  alla  evoluzione dell’artista.

Se vogliamo  piu’ che una evoluzione, assisteremo ad un ritorno in chiave moderna dell’artista rinascimentale; periodo nel quale non si poteva piu’ restare semplici artigiani della matita, ma occorreva divenire scienziati (Leonardo oggi studierebbe il prompting engineering, l’arte di saper fare le domande giuste all’AI e riconoscere le sue allucinazioni che fanno scadere a livelli bassissimi un opera Ai), occorreva divenire direttori di orchestra, manger illuminati (la prima ingegnerizzazione di una bottega d’arte fu fatta da Raffaello che aveva decine di allievi che completavano le sue commissioni sotto la sua egida), occorreva essere visionari (pensate a Michelangelo quando progetto’ la cupola autoportante del Duono; oggi di cosa sarebbe capace con l’AI?)

Osvy direttore di orchestra di Filippo Novelli

In conclusione l’artista oggi se vuole accettare e vincere la sfida dell’AI deve evolvere scientificamente e strutturarsi culturalmente, acquisendo competenze che lo portino a controllare i nuovi mezzi a sua disposizione come un Direttore di Orchestra. Solo cosi’ potra’ abbattere muri e raggingere traguardi e opportunita’ nuove.

[ Filippo Novelli  per DETTI E FUMETTI – SEZIONE ARTE, ARTICOLO DELL’8 FEBBRAIO 2026]

NON E’ UN GIOCO DA BAMBINI.WILLY INTERVISTA  GLORIA LUCE CHINELLATO IN OCCASIONE DELL’USCITA DELLA SUA NUOVA PIECE TEATRALE

Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti oggi incontriamo una nostra cara amica, che già in passato si è affacciata felicemente alla ribalta teatrale con divertenti commedie; l’attrice regista e scrittrice Gloria Luce Chinellato. Questa volta la vedremo in una nuova pièce al Teatro Petrolini con “Non È Un Gioco Da Bambini” scritta a quattro mani con la scrittrice e madre di Gloria, Enrica Corradini, che salutiamo. 

Giulia e Marco convivono da oltre tre anni. Sono una coppia contemporanea: ironici, indipendenti. E allergici a ogni forma d’incasellamento. Vivono di lavoro, sushi e sarcasmo. Eppure, sotto la superficie, cresce una tensione sottile e feroce: tra libertà e legame, tra il bisogno di restare sé stessi e la scoperta di essere già legati da un filo – un filo che, a poco a poco, si trasforma in un campo di prova per il loro equilibrio”.  

Una commedia attuale, ironica e spietatamente vera. Uno spettacolo dal ritmo brillante, con momenti di grande densità emotiva. Perché la vita, a volte, cambia le regole proprio quando credevi di averle capite. E scopri che… non è un gioco da bambini.

W. Perché hai avvertito l’esigenza di scrivere insieme a tua madre una commedia con questi presupposti?

G.L. L’idea è “nata” mentre ero in attesa della mia seconda figlia, Caterina. Questa seconda maternità mi ha portato maggiore consapevolezza delle paure che una gravidanza comporta… ma anche l’infinita gioia che ne consegue.

E proprio questa gioia mi ha portato ad interrogarmi sul perché oggi si abbia il terrore di mettere al mondo i figli… e sul perché la società stia diventando sempre più individualista.

Immediatamente, ho sentito l’esigenza di confrontarmi con mia madre, in primis, in quanto madre, appunto, poi in quanto Donna, per di più di un’altra generazione ma soprattutto in quanto formidabile mente e penna… essendo l’autrice di tutti gli spettacoli che ho messo in scena fino ad oggi. Insieme abbiamo indagato e cercato di creare attraverso un dialogo una storia moderna che tocca non solo aspetti appartenenti a qualsiasi generazione ma anche e soprattutto quelli propri di questi anni. 

W. Sotto certi aspetti ti riconosci nel personaggio di Giulia?

G.L. Credo di essere molto diversa dal personaggio di Giulia, sia per carattere, sia perché la mia storia è andata, per una serie di circostanze, all’opposto. Giulia però potrebbe benissimo essere la mia migliore amica, mia sorella, mia cugina e gran parte delle ragazze che conosco che si trovano ad affrontare da sole delle grandi sfide, cercando di far combaciare quello che vogliono essere e quello che la società impone che siano. 

W. Dove hai trovato l’ispirazione per costruire il personaggio di Marco, interpretato dall’attore Nicolas Zappa?

G.L. il personaggio di Marco incarna un prototipo di uomo molto molto diffuso. È sensibile, intelligente e attento ma non lo vuole dare a vedere. È spaventato e preferisce pensare a sé stesso piuttosto che deludere aspettative altrui.

W. Le pièce comiche o drammatiche nascondono messaggi subliminali diretti al pubblico; in questa commedia, qual è?

G.L. il messaggio che volevamo mandare è che nonostante la società imponga sempre più l’assunzione di comportamenti egoistici per sopravvivere in un mondo che ci vuole perennemente in competizione e performanti, se si trova il coraggio di fermarsi e costruire insieme, il risultato sarà in qualche modo una forma di amore. 

W. Oltre alla sinossi, vuoi aggiungere qualcosa in più a proposito della commedia?

G.L. Non ve lo perdete… così ci direte voi qualcosa di più…

W. Bene Gloria Luce, grazie anche a nome delle Lettrice e Lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata. Ci vediamo a teatro!

Nicolas Zappas e Gloria Luce Chinellato, vi aspettano al:

Teatro Petrolini il 19-20 febbraio 2026 alle ore 20:45

Il 21 febbraio 2026 (Doppio Appuntamento) 17:30-20:45

[DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE TEATRO – ARTICOLO DEL 8 FEBBRAIO 2026]

L’AMICIZIA MASCHILE E FEMMINILE – Tra le righe dell’anima di Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI

Amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo di amicizia maschile e femminile. Si bisogna distinguere il genere perche’ sono completamente divere e capirlo puo’ aiutare ad “attingere” caratteristiche utili a tutti.

Dentro ognuno di noi c’è una sfera femminile e una sfera maschile dalla quale noi possiamo attingere tanto noi quanto gli uomini anche per gestirci meglio a livello amicale.

Fateci caso gli uomini riescono a conservare le amicizie dall’infanzia, addirittura quelle della primissima infanzia, fino alla vecchiaia; probabilmente gestiscono l’amicizia riconoscendogli un grandissimo valore nella sua capacità di alleggerire la percezione personale della realtà per distrarsi dalle sofferenze interiori;

Guardiamo bene la maggior parte delle donne invece tende a riprodurre quel rapporto viscerale che in qualche modo abbiamo avuto avremmo desiderato avere con la madre; bene di mamma ce n’è una sola,ok; ricorda che la tua migliore amica resterai sempre e comunque te stessa; ricorda che non c’è bisogno di raccontare tutti i fatti tuoi alle amiche al fine di suggellare amicizie (eterne?) che la maggior parte delle volte invece, non per cattiveria, magari per superficialità, per noia, per pochezza dell’individuo, finiscono; esperienza nella quale almeno una volta siamo cascate tutte. Quante vengono tradite queste amicizie? Quindi cosa fare? Possiamo gestire le amicizie un po’ più come fanno gli uomini, godendone veramente nella loro funzione principale che è quella di distrarci dal nostro mondo interiore quando diventa pesante.

Un abbraccio e ci vediamo al prossimo episodio de TRA LE RIGHE DELL’ANIMA.

per i pigri se volete riascoltare l’articolo e condividerlo con le vostre amiche… ricordate c’è sempre il video QUI

[CHIARA NARRACCI per DETTI E FUMETTI – sezione sociologia – articolo de 7 febbraio 2026]

WILLY INTERVISTA ANTONELLA ARDUINI PER DETTIE FUMETTI

Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti oggi scambieremo due chiacchiere con l’attrice Antonella Arduini.

Antonella. Ritratto di Filippo Novelli

Allora Antonella, sei nata a Roma, con origini ciociare e napoletane. Ti diplomi presso l’Accademia del Teatro e dello Spettacolo Con la commedia “La maschera in soffitta”, diretta da Luciano Bottaro. Approdi  nella compagnia del Maestro Alfiero Alfieri, hai lavorato con vari registi tra cui Marcello Amici, Roberto Lopez, Tonino Tosto. Hai partecipato a fiction televisive tra cui “Permette Alberto Sordi”.

W. Chi o cosa ti ha spinto a farti dire “da grande farò l’attrice”?

A. Credo la mia curiosità e l’esigenza di tirare fuori tante emozioni..

W. Lavorare con il Maestro Alfiero Alfieri che impronta ha dato alla tua carriera?

A. Sicuramente mi ha insegnato la naturalezza. Il fatto che con lui si andasse “a braccio” sul palco..era divertente e molto formativo.

W. Cosa provi quando hai l’occasione di rivederti in televisione?

A. Sono spesso critica perché trovo sempre qualcosa da “aggiustare” e migliorare. Raramente mi piaccio al 100%. Vedi, fare l’attore è spesso un mestiere sottovalutato e invece è difficile e continuamente in evoluzione e deve essere così per riuscire a dare a chi ti guarda e anche a dare a te stesso. È uno scambio di imput ed emozioni.

W. A questo punto della  tua carriera non  avverti l’esigenza di fondare una tua compagnia teatrale? 

A. Non ci ho mai pensato concretamente..ma da tre anni lavoro con Roberto Lopez ed Armando Puccio e siamo diventati come una compagnia stabile diciamo.. Nel futuro non escludo però che nascerà una vera compagnia stabile con un suo proprio nome.

W. L’emozione più forte la provi sul palcoscenico o su un set televisivo?

A. Sicuramente sul palcoscenico, dove tutto è vero ed istantaneo.

W. Cosa diresti a tua nipote che vuole seguire il tuo esempio?

A. Di seguire quello che sente e che la sua anima richiede. Perché io dico sempre di essere fatta si, di carne ed ossa,ma anche di teatro nel suo più Vero significato e quindi sentirmi quel personaggio mettendoci le mie emozioni e le mie sensazioni.

W. Al Teatro Tordinona  di Roma, dal 22 al 25 gennaio è andato in scena “ Spalanca le tue Braccia” Scritto e diretto da Roberto Lopez. Ce ne vuoi parlare?

A. Si tratta di una piece nuova e quindi messa in scena per la prima volta che parla di un uomo radicato e chiuso nelle sue convinzioni. Ad un certo punto però entra nella sua vita qualcuno..che porterà dei cambiamenti e lo farà sicuramente riflettere..

(Lo spettacolo sarà replicato il primo marzo alle 19 sempre al teatro Tordinona)

W. Il tuo sogno nel cassetto?

A. Continuare la mia strada e in quello in cui fermamente credo ed avere il mio “giorno da leoni”..che non vuol dire diventare la più famosa del mondo ahahah..ma riuscire a fare qualcosa che riempia talmente tanto..da essere ricordata da tanta gente..

W. Bene cara Antonella, grazie anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti, per questa piacevole chiacchierata

A. Grazie a te per avermi coinvolta e a tutti quelli che leggendo quest’intervista, capiscano il valore delle mie parole .

[DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI SEZIONE TEATRO – ARTICOLO DEL 4 FEBBRAIO 2026]

IL FALCO E IL CUCU’-LA GESTIONE DEL TEMPO E’ UNA PREROGATIVA DI GENERE? LA RUBRICA TRA LE RIGHE DELL’ANIMA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi voglio parlarvi di quanto i cambiamenti culturali in atto siano importanti per l’emancipazione femminile.

Prendiamone uno per tutti (ma non e’ detto che non ritorneremo sull’argomento)

La gestione del tempo.

Poniamoci una domanda: e’ ancora una prerogativa maschile?

È da qualche tempo che mi interrogo sul peso della memoria genetica legata ai generi maschile e femminile, perché, al di là dell’educazione ricevuta, esistono ancora oggi delle differenze sostanziali, ad esempio nella gestione del tempo.

Ho notato, anche nelle generazioni più giovani, che moltissime donne si innervosiscono molto di più degli uomini per i tempi burocratici.  Gli uomini sono abituati a svolgere mansioni fuori casa, mentre, se riflettiamo un attimo,  dalla notte dei tempi, la donna è stata dentro casa; è facile constatare che in quell’ambiente eravamo noi donne a dettare il tempo.  In casa sappiamo esattamente quanto tempo ci occorre per ogni cosa e gestiamo il tempo in maniera indipendente.

Tutto ciò che dobbiamo gestire fuori di casa, come una pratica in comune ad esempio, richiede tempi molto lunghi.  Avere il ‘file aperto’ e non poter chiudere una pratica, a differenza di come si inizia e finisce di cucinare, ci pesa maggiormente rispetto agli uomini. 

Secondo me, abbiamo solo bisogno di tempo. Dopotutto, sono passate pochissime generazioni da quando abbiamo ottenuto dei diritti sulla carta; diritti che definisco ‘orribili’ perché scelte come il divorzio o l’aborto sono drammatiche e fanno male.

I cambiamenti culturali richiedono diverse generazioni, da alcuni studi, circa sette. 

Dobbiamo mettere in conto queste fatiche come parte del processo di cambiamento,  senza abbatterci. Prima di essere uomini e donne, siamo esseri umani e persone; a livello di struttura interna e funzionamento siamo uguali.  È vero che la donna ha sviluppato maggiormente l’interiorità (il femminile) e l’uomo la capacità di andare avanti, ovvero l’esteriorità (il maschile), ma non è che noi non possediamo quest’ultima.  Dobbiamoci darci  solo il tempo di imparare a conoscerci e gestirci, per essere tutti più liberi e rispettosi. Baci.”

Il video della puntata lo trovate QUI

Al prossimo episodio

[CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI- SEZIONE SOCIOLOGIA- ARTICOLO DEL 17 GENNAIO 2026]

Troppo Libera – la storia a fumetti della scultrice Camille Claudel

Amici di Detti e Fumetti vi segnaliamo l’uscita del Graphic Novel  di Alessia Petricelli e Sergio Riccardi dal titolo TROPPO LIBERA.

Vi diamo un po’ di informazioni utili.

Titolo: Troppo libera. L’arte, l’amore, la lotta di Camille Claudel

Autori: Assia Petricelli e Sergio Riccardi


Casa Editrice: Tunué (Collana Prospero Book)


Data di uscita: 24 febbraio 2026


Genere: Biografia (graphic novel, romanzo a fumetti)


Target: 16+


Formato e Pagine: Cm 16,8×24, 272 pagine a colori, cartonato


Prezzo: Euro 19,90


ISBN: 9788867906567


Ma di cosa parla esattamente il libro?

Racconta la storia di Camille Claudel, talentuosa scultrice nella Parigi di fine Ottocento, allieva e amante di Auguste Rodin,

che finì i suoi giorni reclusa in manicomio dai familiari. Il libro riflette sulla lunga esclusione delle donne dagli ambiti della vita pubblica e artistica. Sottolinea come la grandezza e la volontà di Camille di essere un’artista alla pari degli uomini,

rifiutando un’arte considerata “femminile”, l’abbiano condotta a una strada senza uscita.


Il graphic novel ha uno stile asciutto ed essenziale, una scelta perfetta per coinvogliare l’attenzione del lettore sulla storia della scultrice. La dinamicita’ delle forme e il sapiente tratto di Riccardi rendono le composizioni delle tavole uniche ed equilibrate nella loro capacita’ di cogliere le atmosfere dei luoghi della Francia di fine ottocento. La sceneggiatura    e i dialoghi di Petricelli sono fondamentali  e si sposano appieno con lo stile grafico del fumetto. Ne e’ una testimonianza la sintesi degli avvenimenti storici in esso contenuti (leggi la costruzione della Torre Eifel e l’avvento del nazismo)  che sono magistrali sia per la scelta cromatica sia per le immagini ricercate.

E’ interessante ricordare anche che la Postfazione e’ di Daniela Brogi, professoressa di letteratura all’universita’ di Siena, specializzata in cinema e arti visive. Il che da spessore al graphic novel.


Ed ora una breve bio degli  Autori:


Assia Petricelli: Sceneggiatrice e insegnante di lettere, si occupa di questioni di genere, arte e storia contemporanea, vive a Napoli.


Sergio Riccardi: Lavora nell’illustrazione e nell’animazione, è docente di Tecniche di Animazione Digitale, vive a Napoli.


Insieme hanno vinto il premio Andersen nel 2014 con il graphic novel Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative

e hanno realizzato per Tunué il romanzo a fumetti Per sempre.

Buona lettura!

[ Filippo Novelli per Detti e Fumetti- sezione fumetto- articolo del 13 gennaio 2026]

QUANDO LA VOCE CHIEDE TEMPO, La raccolta delle interviste di Willy il bradipo

Amici e amiche di DETTI E FUMETTI siamo felici di annunciarvi l’uscita della nostra raccolta piu’ grande delle interviste ritratto dei nostri amici artisti e professionisti di settore scritte negli ultimi dieci anni.

Copertina di Filippo Novelli

Un saggio profondo e complesso che indaga l’arte in tutte le sue manifestazioni

In distribuzione su Amazon nei mercati di tutto il mondo e’ accompagnata da una bellissima recensione

UNA RACCOLTA DELLE MIGLIORI INTERVISTE DAL BLOG DETTI E FUMETTI. UN MANIFESTO CONTRO LA SUPERFICIALITA’ E UN ELOGIO ALLA LENTEZZA. IL METODO BRADIPO E’ BASATO SULLA EMPATIA E SULLA CAMA ED OFFRE ALL’INTERLOCUTORE E AL LETTORE IL TEMPO NECESSARIO PER UNA PROFONDA INTROSPEZIONE E PER RIVELARE LA PROPRIA AUTENTICITA’. IL VOLUME E’ IMPREZIOSITO DAI RITRATTI DI FILIPPO NOVELLI CHE AGGIUNGONO UNA DIMENSIONE VISIVA CHE DIALOGA CON IL TESTO.

Ogni testimonianza e’ preziosa. Una immersione sincera e intima nelle riflessioni degli artisti, rendono questa raccolta un saggio unico nel suo genere capace di dare uno spaccato autentico delle professioni del mondo dell’arte e della comunicazione.

Il punto piu’ alto penso sia stato raggiunto nella intervista quadrupla a delle poetesse. Il libro diviene scrigno di un tesoro fatto di emozioni e sentimenti allo stato puro.

Trovate il libro Qui.

Buona lettura.

Vi aspettiamo alla presentazione del libro e alla esposizione dei ritratti degli artisti intervistati  con tutti i protagonisti il giorno 28 febbraio 2028 alle ore 17 presso il polo espositivo del Comune di Roma -LA VACCHERIA in via L’Eltore 35 – 00144 Roma zona Eur.

Per l’evento ci patrocina il COMUNE DI ROMA IX MUNICIPIO EUR.

Rassegna Stampa

Lazio eventi

Quando la voce chiede tempo a Roma https://share.google/ebvvlaUnzhw4k161w

Slowcult

“QUANDO LA VOCE CHIEDE TEMPO”  – https://share.google/AGpRIivqUuFknjRfn

La vaccheria

Presentazione del libro e la mostra dei ritratti “QUANDO LA VOCE CHIEDE TEMPO, la raccolta delle interviste ritratto di Willy” – La Vaccheria https://share.google/mhluQc51K07GskPyF

Funweek

Quando la voce chiede tempo – Funweek https://share.google/xzma2iHnJ9hGuciJb

BO BO BO EVENTI

Quando la voce di bo bo bo eventi

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE LETTERATURA – ARTICOLO DEL 9 GENNAIO 2026]

L’Eroica Fifa Blu – La mostra al palazzo del fumetto di Pordenone

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI volevo ricordarvi della bellissima mostra che si sta tenendo in questi giorni su LUPO ALBERTO.

Un tuffo nell’avvincente epopea del lupo più famoso dei fumetti e della simpatica combriccola che abita la fattoria McKenzie. Il percorso esplora le prime strisce in cui Lupo Alberto è protagonista, passando per l’uso delle onomatopee, le citazioni, la sua valenza sociale fino alla scoperta di quanti lupi sono nati e cresciuti partendo dal genio di Silver.

Con l’occasione vi segnaliamo anche le altre mostre in corso. Un motivo in piu’ per andare a vedere Alberto.

  • Scienziate a fumetti

Oltre 40 tavole originali delle biografie di personaggi storici, in particolare donne scienziate, tratte dai fumetti di Alice Milani. L’esposizione rientra nel Progetto Curie dell’associazione Tandem Arte in Movimento.

  • Tra roccia e cielo – 100 anni di Cai a Pordenone

Progetto degli studenti di 5^A del Liceo Artistico “Galvani”, indirizzo Architettura, per celebrare il Centenario del CAI Pordenone attraverso la progettazione di un nuovo bivacco alpino che sostituisca il Granzotto-Marchi, nel cuore delle Dolomiti Friulane.

  • Calendario ISIA 

In mostra per tutto il 2026 le tavole del progetto editoriale ISIA-UniPordenone che nasce dalla virtuosa collaborazione con la Fondazione CRO Aviano e beneficia del patrocinio del Comune di Pordenone. Il tema del calendario, Progetti In/Forma, segna e festeggia i quindici anni di ISIA Roma Design nella città di Pordenone.

  • Museo del Fumetto

L’esposizione permanente del Palazzo del Fumetto racconta la storia del fumetto attraverso i suoi molteplici formati editoriali, grazie a un allestimento multimediale e interattivo che stimola il coinvolgimento diretto del pubblico con i materiali esposti.

Info: Prenotazioni sul sito www.palazzodelfumetto.it

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE FUMETTO – ARTICOLO DEL 18 DICEMBRE 2025]

Sociologia e psicologia, cosa le accomuna e cosa le distingue

Cari lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI, dal momento che e’ entrata nella nostra redazione una sociologa,  siamo stati inondati di domande da parte dei nostri lettori.

E’ per questo motivo che abbiamo sentito l’esigenza di creare una FAQ che raccolga le domande  e i motivi che hanno guidato le nostre scelte.

1.Il vostro blog e’ sempre e solo scritto da tecnici con alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Perche’ questa scelta?

Si, la scelta di chiamare sempre dei tecnici qualificati a scrivere solo e soltanto di temi in cui hanno conseguito una specializzazione o su temi sui quali abbiamo una esperienza pluriennale, e’ uno dei caratteri distintivi del Blog, per distinguersi dalla massa e dal rischio di banalizzare alcuni ambiti se portati avanti dalla sola passione e hobbistica.

Abbiamo molti esempi in tal senso:

Il progetto MARTA, Il fumetto didattico sulla sulla salute e sicurezza e’ scritto da tecnici di altissimo livello.

Il progetto musicale della storia del rock o di Sandcastle, vede impegnati musicisti professionisti con esperienza pluriennale

Il progetto di economia Artiglio, primi passi nella lean economy e open innovation, vede tra i protagonisti professori universitari di chiara fama.

Potremmo elencarne tanti altri.

Questo rende comprensibile ancor di piu’ il fatto che la rubrica di sociologia si inserisce in questo filone in modo coerente.

2. Perche’ avete deciso di far entrare in redazione un tecnico, nella fattispecie una sociologa?

Quando nel 2009, ad oggi 17 anni fa, abbiamo aperto DETTI E FUMETTI, la sociologia era gia’ tra gli argomenti trattati insieme alla letteratura, arte, musica, cinema. Si pensi solo alla nostra prima “raccolta” OSVY, AFORISMI PER SALVARE IL MONDO

Il libro altro non e’ che un compendio di letteratura e sociologia.

Quindi realizzare una vera e propria rubrica sulla sociologia e’ stato il naturale approdo di un percorso iniziato 17 anni fa.

Il successo che sta avendo e’ merito del fatto che il focus sui temi sociologici acceso nel lontano 2009 non si e’ mai spento e che i nostri lettori sono fidelizzati e apprezzano questa idea.

3.Perche’ avete deciso di concentrare tanta attenzione (sono gia’ otto articoli consecutivi) che pubblicate su temi come: i sentimenti, le emozioni,ecc. Volete fare gli psicologi perche e’ trandy?

Parto dall’ultima parte della domanda.

Vedete concentrati tanti articoli di Chiara perche’ vorremmo raggiungere al piu’ presto un numero minimo di articoli da poter raccogliere in un libro illustrato. E’ il nostro obiettivo. Se vogliamo che sia a breve termine e’ inevitabile tenere questo ritmo. Per quel che riguara la prima parte della domanda, la risposta e’ no, non abbiamo nessuna intenzione di  aprire un sito di psicologia acchiappa like.

Attenzione a non cadere nella confusione. Bisogna fare chiarezza. Noi stiamo parlando di sociologia. Anche se e’ un po’ lungo da fare, distinguiamo bene Sociologia da Psicologia e, visto che siamo in ballo, da Psichiatria.

Sebbene sociologia, psicologia e psichiatria si occupino tutte in qualche modo dell‘uomo e del suo comportamento, differiscono nettamente per oggetto di studio, formazione professionale e approccio.

Ecco una sintesi delle differenze principali:


1. 🧑‍🤝‍🧑 Sociologia

La sociologia è una scienza sociale che studia l’uomo in relazione agli altri e all’ambiente sociale.

  • Oggetto di Studio: La società nel suo complesso, i gruppi sociali, le istituzioni, i fenomeni collettivi e le dinamiche relazionali. Si concentra sui processi sociali che influenzano i pensieri, i sentimenti e le azioni degli individui e dei gruppi (es. disuguaglianza, migrazioni, cambiamenti culturali, comportamento di folle).
  • Focus: Il livello macro e meso (società, gruppi, organizzazioni). Spiega il comportamento individuale come risultato di fattori sociali, economici e culturali.
  • Formazione: Laurea in Sociologia o Scienze Sociali. Non è una professione sanitaria e non si occupa di diagnosi o trattamento di disturbi individuali.
  • Obiettivo: Comprendere, analizzare e interpretare i fenomeni sociali per risolvere problemi sociali e prevedere i cambiamenti.

2. 🧠 Psicologia

La psicologia è la scienza che studia i processi mentali, il comportamento e le dinamiche affettive dell’individuo.

  • Oggetto di Studio: L’individuo e il suo mondo interiore: mente, comportamento, emozioni, processi cognitivi (memoria, percezione, pensiero) e sviluppo.
  • Focus: Il livello micro (l’individuo). Si occupa del benessere psicologico e relazionale, e del disagio psichico non prettamente organico.
  • Formazione: Laurea in Psicologia, seguita da tirocinio e Esame di Stato per l’abilitazione. Lo psicologo non è un medico e non può prescrivere farmaci. Se consegue una specializzazione quadriennale, diventa Psicoterapeuta e può fare terapia.
  • Obiettivo: Comprendere e spiegare il comportamento e i processi mentali, e intervenire per sostenere la crescita personale e gestire il disagio psicologico (ad esempio attraverso colloqui e psicoterapia).

La nostra collana di fumetti la trovate QUI

3. ⚕️ Psichiatria

La psichiatria è una branca della medicina che si occupa della salute mentale.

  • Oggetto di Studio: La patologia mentale dal punto di vista medico, biologico e bio-psico-sociale. Si concentra sulla diagnosi, cura e prevenzione dei disturbi mentali gravi e persistenti.
  • Focus: L’individuo con una malattia psichiatrica. Vede il disturbo mentale come un’alterazione che può avere cause biologiche, genetiche e ambientali.
  • Formazione: Laurea in Medicina e Chirurgia, seguita dalla Specializzazione in Psichiatria. Lo psichiatra è un medico e, per questo, è l’unico tra i tre a poter prescrivere farmaci (psicofarmaci) e richiedere ricoveri ospedalieri.
  • Obiettivo: Diagnosticare, trattare e riabilitare le malattie mentali, spesso utilizzando una combinazione di farmaci, psicoterapia e interventi psicosociali.

Tutti i libri della nostra collana citati nell’articolo li trovi QUI

[ La redazione di DETTI E FUMETTI- ARTICOLO DEL 14 DICEMBRE 2025]

L’importanza dei super eroi nel mondo di oggi

I supereroi, figure da tempo relegate all’immaginario dei fumetti, del cinema e della narrativa fantastica, mantengono una rilevanza straordinaria nel mondo contemporaneo. Lungi dall’essere semplici evasori dalla realtà, essi fungono da specchio culturale e da catalizzatori di ideali fondamentali. La loro importanza si manifesta su più livelli: psicologico, etico-morale e socio-culturale.

In un’epoca caratterizzata da incertezze globali, crisi ambientali, economiche e politiche, i supereroi offrono un bisogno fondamentale dell’animo umano: la speranza.

  • Fonte di Ispirazione: Essi rappresentano la possibilità che anche di fronte a minacce schiaccianti, l’individuo o un gruppo unito possa prevalere. Questo alimenta un senso di ottimismo e incoraggia la resilienza personale.
  • Gestione dell’Ansia: I loro nemici spesso incarnano le paure collettive (il caos, l’ingiustizia, il fanatismo). Vedere questi problemi affrontati e, spesso, risolti, offre un meccanismo di catarsi e aiuta a gestire l’ansia legata a problemi reali e complessi.
  • La Dualità “Eroe-Umano”: La maggior parte dei supereroi di successo (come Spider-Man o Batman) non sono solo esseri onnipotenti, ma persone che affrontano problemi quotidiani, fallimenti e dubbi. Questa umanizzazione rende i loro successi più accessibili e ispira le persone a essere “eroi” nella propria vita, anche senza superpoteri.

I supereroi sono potenti veicoli per l’esplorazione e la trasmissione di concetti etici complessi.

  • Il Concetto di Responsabilità: Il celebre mantra di Spider-Man, “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, è diventato un principio morale cardine. Sottolinea l’obbligo etico che accompagna il talento, la posizione o l’influenza, spingendo a riflettere sull’uso responsabile delle proprie risorse.
  • Giustizia vs. Legge: Molte narrazioni supereroistiche si concentrano sulla tensione tra ciò che è strettamente legale e ciò che è moralmente giusto. Questo costringe il pubblico a confrontarsi con i limiti dei sistemi stabiliti e con l’importanza dell’azione individuale in difesa dei più deboli.
  • Inclusività e Diversità: Le nuove generazioni di supereroi riflettono una crescente attenzione alla diversità razziale, di genere e di orientamento. Essi normalizzano la presenza di eroi provenienti da tutte le estrazioni sociali e culturali, diventando potenti simboli di inclusione e accettazione in una società multiforme.

I supereroi hanno trasceso la cultura pop per diventare la mitologia moderna della nostra società.

  • Identità Collettiva: Essi forniscono un linguaggio e un insieme di archetipi condivisi. Proprio come gli antichi si identificavano con Ercole o Ulisse, noi ci identifichiamo con Superman, Wonder Woman o Black Panther. Questi personaggi rappresentano il meglio che l’umanità può aspirare a essere.
  • Commento Sociale: Le storie dei supereroi sono spesso allegorie dei problemi contemporanei. Ad esempio, gli X-Men sono una metafora potente dell’intolleranza, del razzismo e della discriminazione. Attraverso il filtro della fantasia, il pubblico può affrontare e discutere temi sociali delicati in modo indiretto e meno polarizzante.
  • Motore Economico e Creativo: L’industria dei supereroi (cinema, TV, fumetti, videogiochi) è un colosso economico che alimenta migliaia di posti di lavoro creativi e genera miliardi di dollari, dimostrando la loro massiccia e continua risonanza culturale.

L’importanza dei supereroi nel mondo di oggi non risiede nella loro capacità di volare o di lanciare raggi dagli occhi, ma nella loro funzione di fari morali e di ancore psicologiche.

E’ in questo contesto che abbiamo accolto nel gruppo Chiara il falco, sociologa. Essi ci ricordano costantemente che, anche quando i problemi sembrano insormontabili, la combinazione di coraggio, altruismo e senso di responsabilità è il vero superpotere a disposizione di ogni persona. In sintesi, i supereroi sono fondamentali perché ci ispirano a credere non tanto nei poteri sovrumani, ma nel potenziale straordinario dell’umanità.


[ La redazione di DETTI E FUMETTI- Articolo del 13 dicembre 2025]

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