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ANDIAMO A CACCIA DI BELLEZZA – TRA LE RIGHE DELL’ANIMA – CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI.

Care lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI oggi parliamo del perche’ si deve andare a caccia di bellezza.

Andare a caccia di bellezza nel quotidiano, come notare semplicemente il colore rosso di un libro, è considerato fondamentale per mantenere una bella vibrazione interiore. In un mondo segnato da sofferenze, dolori e brutture che rischiano di incattivire o abbattere le persone, la ricerca del bello rappresenta una strategia efficace emersa da anni di consulenza familiare e ascolto di persone spaventate o addolorate.

La pratica suggerita consiste nello svegliarsi la mattina, riconoscere che il proprio corpo funziona e ricordarsi che, nonostante la bruttezza circostante, esiste anche molta bellezza che aspetta solo di essere colta, respirata e portata in giro. Questo approccio non significa negare il dolore, la paura o il diritto di stare male, bensì aiuta a ridimensionare e circoscrivere la sofferenza a momenti specifici, evitando di drammatizzare eccessivamente o di “affogare” completamente nelle difficoltà.

Se volete vedere il video fate click QUI

Al prossimo episodio

[ Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI – SEZIONE SOCIOLOGIA- ARTICOLO DEL 13 MAGGIO 2026]

ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO, NON DI SOLUZIONI. TRA LE RIGHE DELL’ANIMA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI Ci tenevo ad allertarvi un attimo sui pericoli dell’utilizzo errato e inconsapevole della AI che a volte puo’ arrivare ad essere  tossica per i piu’ giovani.

Mi riferisco al recente inserimento in un social molto utilizzato dai giovani: il tanto amato WhatzApp.

Perché la ritengo tossica?

Non certo perché risponde in maniera gentile ed accurata, non certo perché invita a essere più composti o a dare sempre delle risposte rassicuranti; non ho una critica da fare sul modo che ha di rispondere ai nostri quesiti, ma sul fatto che lei ti risponde sempre 24 ore su 24 .

Critico la ” presenza costante”.

Credo che questo sia il suo tallone d’Achille: lei ci tiene a sottolineare che è lì per offrire un servizio, per essere sempre a nostra disposizione.

Questo si traduce  per i ragazzi, specie nei giovanissimi, in un vizio di forma.

Il problema e’ che mentre chatti, scordi il fatto che stai chattando con un computer, con l’AI,  perché ora non devi aprire un’app preposta a questo compito. Sono saltati i filtri di protezione. Tu  sei semplicemente su WhatsApp. In WA  i nostri figli  “ci vivono”; hanno una velocità pazzesca nel chattare. Lo fanno contemporaneamente con più persone e in piu’ gruppi; con degli automatismi pazzeschi, a volte senza neanche guardare il telefono.

A questa velocità, si perde di vista il fatto che dall’altra parte c’è l’AI,  una macchina  “sempre a tua disposizione”. 

E lo sappiamo tutti che le nuove generazioni tendono a mandare messaggi piuttosto che telefonare;  questo fatto  vizia  ancor di piu’ questa malsana idea che  dall’altra parte debba esistere qualcuno che è sempre là per te.

Per studiare questo nuovo fenomeno l’altro giorno ho installato anche io questa opzione ed ho chiesto alla AI:”Quando una persona diventa fin troppo insistente o scrive in orari non consoni, tu le metti un freno? un punto?

Questo perche’  nei rapporti umani, quando una persona è cosi’ insistente, ridondante, solitamente gli si dice: ‘Oh, anche meno, basta, mollami’.

E questo è sano, perché ci porta a riflettere e a toccare con mano che l’altro non deve stare là sempre e comunque a nostra disposizione solo perché abbiamo ansia, paura o bisogno di parlare con qualcuno.

Non e’ sano pensare che l’altro debba scattare ogni volta che ne abbiamo bisogno. Nei rapporti umani, ogni individuo ha il diritto di portare avanti i propri progetti, doveri e affetti anche al di là del rapporto di coppia. Questa IA va a creare un’ennesima aspettativa non ancorata alla realtà dei rapporti umani, perché nessuno è tenuto a esserci sempre per te, se non te stesso, e di certo e’ non buona cosa che dall’altra parte del telefono ci sia una macchina.

Per chi vuole l’articolo e’ riportato nel mio video a link QUI

[Chiara Narracci per Detti e Fumetti – sezione sociologia – articolo del 28 aprile 2026]

QUANDO SI TRADISCE – TRA LE RIGHE DELL’ANIMA- CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi vi parleremo di quando si tradisce, cosa si fa e cosa invece si dovrebbe fare.

Sabato sono stata ad un corso di aggiornamento organizzato dal Centro La Famiglia di Roma dal titolo ‘Il tradimento nelle coppie‘. Ci sono stati diversi interventi molto interessanti, soprattutto uno di Sergio Premoli, un collega che ha messo in evidenza cosa accade all’interno di ogni rapporto quando ci sono dei tradimenti.

Un tradimento si concretizza spesso e nei modi piu’ disparati. Ad esempio all’interno di un rapporto di coppia si ha un tradimento quando la fase dell’ innamoramento finisce e tu  apri gli occhi sulla realtà dell’altra persona, è un tradimento rispetto all’idea che c’eravamo fatti dell’altro. Ci sono tanti tipi di tradimento: non soltanto fisici, ma anche economici, lavorativi, o organizzativi come per le scelte da fare nell’educazione che si sperava di impartire congiuntamente nei confronti dei figli.

Qual è l’atteggiamento migliore da avere nei confronti dei tradimenti che sinsubiscono? Innanzitutto, non viverli con la colpa, perché la colpa prevede vendetta, del tipo ‘mi hai tradito e ora te la faccio pagare’.

Ogni volta che in qualche modo tradiamo o siamo traditi si viene a creare un danno . In qiesti casi la domanda da porci è: cosa posso fare per evitare il danno?

La cosa migliore che possiamo fare è intanto prenderci un attimo di tempo e di spazio per ricentrarci, perché quando viviamo delle forti emozioni non siamo lucidi e rischiamo di prendere delle decisioni azzardate. Una volta tornati con i piedi per terra, la cosa migliore da fare è aprirsi ad una comunicazione intima, caratterizzata non dal puntare il dito, ma dall’ascolto e dall’autosservazione delle nostre responsabilità.

Ogni volta che un rapporto ha una crisi dovuta a uno dei tanti tradimenti, è bene andare a caccia della propria parte di responsabilità perché c’è sempre una corresponsabilità.

Più che alimentare un sentimento di vendetta, è molto più utile riaprirsi ad una comunicazione intima capace di risvegliare l’aspetto amicale del rapporto, che è alla base anche del rapporto sessuale. Bisogna vedere se ci sono le condizioni per riscegliersi, per riscegliere il bene e il piacere di avere un atteggiamento amabile nei confronti dell’altra persona, di noi stessi e della vita, perché abbiamo solo questa.

[CHIARA NARACCI PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE SOCIOLOGIA- ARTICOLO DEL 30 MARZO 2026]

COMUNICARE CON GENTILEZZA- TRA LE RIGHE DELL’ ANIMA -CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Cari amici di Detti e Fumetti si e’ da poco concluso l’evento QUANDO LA VOCE CHIEDE TEMPO che ha visto tra gli ospiti anche me.

Sono contenta di condividere con voi un estratto della mia intervista che entra a far parte degli episodi di TRA LENRIGHE DELL’ANIMA poiche’ credo molto all’importanza del tema che abbiamo affrontato: L’IMPORTANZA DI COMUNICARE CON GENTILEZZA.

MASSIMO CANORRO:A proposito di comunicazione volevo chiedere a Chiara quanto la comunicazione e come la comunicazione condiziona il nostro vissuto.

Chiara:Beh, diciamo la verità: quando siamo piccoli il modo in cui i nostri genitori ci descrivono, quindi gli aggettivi che più spesso ci rimandano per descriverci, ci condizionano tantissimo perché quando siamo molto piccoli ovviamente siamo dipendenti in tutto e per tutto da loro . Di conseguenza, definiamo l’idea che abbiamo di noi stessi attraverso il modo in cui loro ci descrivono e attraverso le parole che noi utilizziamo per descrivere la nostra realtà.

Poi, quando diventiamo adulti, la deformiamo pesantemente: se io tutte le mattine mi sveglio e vado  cercando di portare in giro una bella versione di me stessa, cercando di andare a caccia di bellezza nelle piccole cose, allora molto probabilmente avrò una gran bella vibrazione. E siccome le emozioni viaggiano a livello di vibrazione e sono contagiose, avrò sicuramente molte più possibilità di toccare la bellezza dentro di me, intorno a me e nelle altre persone.

Quindi le parole che noi utilizziamo sono importantissime in ogni tipo di rapporto.

Quando Dario mi ha chiesto di fare l’intervista è stato pazzesco perché lui dice “diamo tempo, a me interessa la persona”, ma la gentilezza con la quale si approccia, il modo in cui ti mette nelle condizioni di darti quel tempo e’ fondamentale.

Io credo che la chiave della gentilezza sia qualcosa che abbiamo molto perso, perché andiamo talmente tanto di fretta che non ci badiamo piu’.

Nel mio lavoro di consulente familiare, la chiave per aiutare le persone a respirare piano piano, a insegnargli a volersi bene e a godere della loro vita per quello che sono e per quello che hanno, è proprio quella gentilezza, il rispetto di quello che siamo e il rispetto dell’altro.

Invece, la maggior parte delle volte all’interno delle mura domestiche ognuno di noi si sente in diritto di scaricare addosso agli altri tutti i propri nervosismi; non c’è niente di più brutto perché, in fondo, se stiamo insieme è proprio perché ti voglio bene e tifo per te. Eppure diamo tanto per scontato: “vabbè, ma è ovvio che ti voglio bene, è ovvio che ti amo”. Ma dillo, dillo e agisci in nome di quell’amore …dimostralo l’amore, perché non è scontato affatto.

Anche perché le critiche entrano, i complimenti scivolano; la parola gentile, lo sguardo gentile, la grazia con cui ti poni verso l’altro è qualcosa di prezioso.»

Per chi vuole vedere il mio intervento, lo trova  QUI

Io sono CHIARA NARACCI, questa e’ Tra le righe dell’anima e noi ci vediamo al prossimo episodio.

Restate connessi

[CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI- SEZIONE DI SOCIOLOGIA- ARTICOLO DEL 18 MARZO 2026]

IL PROSSIMO TUO. TRA LE RIGHE DELL’ANIMA. CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo del nostro prossimo.

Volevo condividere con voi una scoperta, nella mia immensa ignoranza, fatta poco tempo fa ad uno spettacolo di Corrado Augas dal titolo Musica e spiritualità.

Augias ha fatto notare che  nel Vangelo secondo Matteo la frase di Gesù : ‘non fare agli altri quello che non vuoi che venga fatto a te”, in realta’ è messa in forma affermativa: cioè, ‘fai agli altri quello  che vorresti che venisse fatto a te’.

Una frase del genere e’potente perché rimanda allo scegliere in prima persona se stessi;  al prenderci in considerazione e piantarla di viverci sempre in risposta ai comportamenti degli altri.

Ed questo e’ un atteggiamento meraviglioso  da tenere. Ricordiamocelo sempre.

Per chi vuole vedere il video sull’argomento, fate click QUI

Noi ci vediamo al prossimo elisodio di TRA LE RIGHE DELL’ANIMA.

[ CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI. SEZIONE SOCIOLOGIA. ARTICOLO DEL 19 MARZO 2026]

COME SI COMBATTE L’EGOISMO DEI FIGLI. Tra le righe dell’anima di Chiara Narracci ler DETTI E FUMETTI

Tra le righe dell’anima oggi vuole raccontarvi di come si combatte l’egoismo dei figli.

Molte mamme soffrono per gli egoismi dei figli; è fondamentale ricordare che nasciamo come “animaletti” mossi dall’istinto e dall’egoismo. La trasformazione in “belle persone” avviene attraverso una lunga educazione dell’anima che dura circa 25 anni, basata sull’esempio dei genitori, su piccoli gesti di cura e su necessari interventi di contenimento.

Man mano che i figli crescono, i genitori devono imparare a fare un passo indietro, poiché i figli devono iniziare ad assumersi la responsabilità della qualità dei loro rapporti. È importante evitare di cadere nel vittimismo Ho sentito dire spesso frasi del tipo:  “nessuno mi considera” o “faccio tutto per loro e mi trattano male”.

Se i figli ci vedono come vittime, è probabile che ci stiamo comportando come tali; invece, cerchiamo di essere capaci di scegliere, di dire di no e di decidere che tipo di persona vogliamo essere.

Per cambiare questa dinamica, è utile:

  • Responsabilizzare i figli, facendoli sentire importanti e riconoscendo il loro valore.
  • Imparare a chiedere aiuto in maniera decisa e ferma, invece di soffrire perché non ci viene offerto spontaneamente.
  • Responsabilizzarli quando si comportano male.

Spesso i figli scaricano i propri nervosismi sulle madri perché si sentono “forti nelle viscere del nostro amore” e, di conseguenza, si sentono in diritto di sgarrare.

Il compito del genitore è quello di contenerli, adottando la strategia di salvare l’amore, ma condannare il comportamento sbagliato volta per volta. È un percorso lungo, ma necessario.

Se volete vedere il video lo trovate QUI

Ci vediamo al prossimo episodio di TRA LE RIGHE DELL’ ANIMA.

[ Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI. SEZIONE SOCIOLOGIA . ARTICOLO DEL 10 MARZO 2026]

IL FALCO E IL CUCU’-LA GESTIONE DEL TEMPO E’ UNA PREROGATIVA DI GENERE? LA RUBRICA TRA LE RIGHE DELL’ANIMA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi voglio parlarvi di quanto i cambiamenti culturali in atto siano importanti per l’emancipazione femminile.

Prendiamone uno per tutti (ma non e’ detto che non ritorneremo sull’argomento)

La gestione del tempo.

Poniamoci una domanda: e’ ancora una prerogativa maschile?

È da qualche tempo che mi interrogo sul peso della memoria genetica legata ai generi maschile e femminile, perché, al di là dell’educazione ricevuta, esistono ancora oggi delle differenze sostanziali, ad esempio nella gestione del tempo.

Ho notato, anche nelle generazioni più giovani, che moltissime donne si innervosiscono molto di più degli uomini per i tempi burocratici.  Gli uomini sono abituati a svolgere mansioni fuori casa, mentre, se riflettiamo un attimo,  dalla notte dei tempi, la donna è stata dentro casa; è facile constatare che in quell’ambiente eravamo noi donne a dettare il tempo.  In casa sappiamo esattamente quanto tempo ci occorre per ogni cosa e gestiamo il tempo in maniera indipendente.

Tutto ciò che dobbiamo gestire fuori di casa, come una pratica in comune ad esempio, richiede tempi molto lunghi.  Avere il ‘file aperto’ e non poter chiudere una pratica, a differenza di come si inizia e finisce di cucinare, ci pesa maggiormente rispetto agli uomini. 

Secondo me, abbiamo solo bisogno di tempo. Dopotutto, sono passate pochissime generazioni da quando abbiamo ottenuto dei diritti sulla carta; diritti che definisco ‘orribili’ perché scelte come il divorzio o l’aborto sono drammatiche e fanno male.

I cambiamenti culturali richiedono diverse generazioni, da alcuni studi, circa sette. 

Dobbiamo mettere in conto queste fatiche come parte del processo di cambiamento,  senza abbatterci. Prima di essere uomini e donne, siamo esseri umani e persone; a livello di struttura interna e funzionamento siamo uguali.  È vero che la donna ha sviluppato maggiormente l’interiorità (il femminile) e l’uomo la capacità di andare avanti, ovvero l’esteriorità (il maschile), ma non è che noi non possediamo quest’ultima.  Dobbiamoci darci  solo il tempo di imparare a conoscerci e gestirci, per essere tutti più liberi e rispettosi. Baci.”

Il video della puntata lo trovate QUI

Al prossimo episodio

[CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI- SEZIONE SOCIOLOGIA- ARTICOLO DEL 17 GENNAIO 2026]

Sociologia e psicologia, cosa le accomuna e cosa le distingue

Cari lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI, dal momento che e’ entrata nella nostra redazione una sociologa,  siamo stati inondati di domande da parte dei nostri lettori.

E’ per questo motivo che abbiamo sentito l’esigenza di creare una FAQ che raccolga le domande  e i motivi che hanno guidato le nostre scelte.

1.Il vostro blog e’ sempre e solo scritto da tecnici con alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Perche’ questa scelta?

Si, la scelta di chiamare sempre dei tecnici qualificati a scrivere solo e soltanto di temi in cui hanno conseguito una specializzazione o su temi sui quali abbiamo una esperienza pluriennale, e’ uno dei caratteri distintivi del Blog, per distinguersi dalla massa e dal rischio di banalizzare alcuni ambiti se portati avanti dalla sola passione e hobbistica.

Abbiamo molti esempi in tal senso:

Il progetto MARTA, Il fumetto didattico sulla sulla salute e sicurezza e’ scritto da tecnici di altissimo livello.

Il progetto musicale della storia del rock o di Sandcastle, vede impegnati musicisti professionisti con esperienza pluriennale

Il progetto di economia Artiglio, primi passi nella lean economy e open innovation, vede tra i protagonisti professori universitari di chiara fama.

Potremmo elencarne tanti altri.

Questo rende comprensibile ancor di piu’ il fatto che la rubrica di sociologia si inserisce in questo filone in modo coerente.

2. Perche’ avete deciso di far entrare in redazione un tecnico, nella fattispecie una sociologa?

Quando nel 2009, ad oggi 17 anni fa, abbiamo aperto DETTI E FUMETTI, la sociologia era gia’ tra gli argomenti trattati insieme alla letteratura, arte, musica, cinema. Si pensi solo alla nostra prima “raccolta” OSVY, AFORISMI PER SALVARE IL MONDO

Il libro altro non e’ che un compendio di letteratura e sociologia.

Quindi realizzare una vera e propria rubrica sulla sociologia e’ stato il naturale approdo di un percorso iniziato 17 anni fa.

Il successo che sta avendo e’ merito del fatto che il focus sui temi sociologici acceso nel lontano 2009 non si e’ mai spento e che i nostri lettori sono fidelizzati e apprezzano questa idea.

3.Perche’ avete deciso di concentrare tanta attenzione (sono gia’ otto articoli consecutivi) che pubblicate su temi come: i sentimenti, le emozioni,ecc. Volete fare gli psicologi perche e’ trandy?

Parto dall’ultima parte della domanda.

Vedete concentrati tanti articoli di Chiara perche’ vorremmo raggiungere al piu’ presto un numero minimo di articoli da poter raccogliere in un libro illustrato. E’ il nostro obiettivo. Se vogliamo che sia a breve termine e’ inevitabile tenere questo ritmo. Per quel che riguara la prima parte della domanda, la risposta e’ no, non abbiamo nessuna intenzione di  aprire un sito di psicologia acchiappa like.

Attenzione a non cadere nella confusione. Bisogna fare chiarezza. Noi stiamo parlando di sociologia. Anche se e’ un po’ lungo da fare, distinguiamo bene Sociologia da Psicologia e, visto che siamo in ballo, da Psichiatria.

Sebbene sociologia, psicologia e psichiatria si occupino tutte in qualche modo dell‘uomo e del suo comportamento, differiscono nettamente per oggetto di studio, formazione professionale e approccio.

Ecco una sintesi delle differenze principali:


1. 🧑‍🤝‍🧑 Sociologia

La sociologia è una scienza sociale che studia l’uomo in relazione agli altri e all’ambiente sociale.

  • Oggetto di Studio: La società nel suo complesso, i gruppi sociali, le istituzioni, i fenomeni collettivi e le dinamiche relazionali. Si concentra sui processi sociali che influenzano i pensieri, i sentimenti e le azioni degli individui e dei gruppi (es. disuguaglianza, migrazioni, cambiamenti culturali, comportamento di folle).
  • Focus: Il livello macro e meso (società, gruppi, organizzazioni). Spiega il comportamento individuale come risultato di fattori sociali, economici e culturali.
  • Formazione: Laurea in Sociologia o Scienze Sociali. Non è una professione sanitaria e non si occupa di diagnosi o trattamento di disturbi individuali.
  • Obiettivo: Comprendere, analizzare e interpretare i fenomeni sociali per risolvere problemi sociali e prevedere i cambiamenti.

2. 🧠 Psicologia

La psicologia è la scienza che studia i processi mentali, il comportamento e le dinamiche affettive dell’individuo.

  • Oggetto di Studio: L’individuo e il suo mondo interiore: mente, comportamento, emozioni, processi cognitivi (memoria, percezione, pensiero) e sviluppo.
  • Focus: Il livello micro (l’individuo). Si occupa del benessere psicologico e relazionale, e del disagio psichico non prettamente organico.
  • Formazione: Laurea in Psicologia, seguita da tirocinio e Esame di Stato per l’abilitazione. Lo psicologo non è un medico e non può prescrivere farmaci. Se consegue una specializzazione quadriennale, diventa Psicoterapeuta e può fare terapia.
  • Obiettivo: Comprendere e spiegare il comportamento e i processi mentali, e intervenire per sostenere la crescita personale e gestire il disagio psicologico (ad esempio attraverso colloqui e psicoterapia).

La nostra collana di fumetti la trovate QUI

3. ⚕️ Psichiatria

La psichiatria è una branca della medicina che si occupa della salute mentale.

  • Oggetto di Studio: La patologia mentale dal punto di vista medico, biologico e bio-psico-sociale. Si concentra sulla diagnosi, cura e prevenzione dei disturbi mentali gravi e persistenti.
  • Focus: L’individuo con una malattia psichiatrica. Vede il disturbo mentale come un’alterazione che può avere cause biologiche, genetiche e ambientali.
  • Formazione: Laurea in Medicina e Chirurgia, seguita dalla Specializzazione in Psichiatria. Lo psichiatra è un medico e, per questo, è l’unico tra i tre a poter prescrivere farmaci (psicofarmaci) e richiedere ricoveri ospedalieri.
  • Obiettivo: Diagnosticare, trattare e riabilitare le malattie mentali, spesso utilizzando una combinazione di farmaci, psicoterapia e interventi psicosociali.

Tutti i libri della nostra collana citati nell’articolo li trovi QUI

[ La redazione di DETTI E FUMETTI- ARTICOLO DEL 14 DICEMBRE 2025]

L’importanza dei super eroi nel mondo di oggi

I supereroi, figure da tempo relegate all’immaginario dei fumetti, del cinema e della narrativa fantastica, mantengono una rilevanza straordinaria nel mondo contemporaneo. Lungi dall’essere semplici evasori dalla realtà, essi fungono da specchio culturale e da catalizzatori di ideali fondamentali. La loro importanza si manifesta su più livelli: psicologico, etico-morale e socio-culturale.

In un’epoca caratterizzata da incertezze globali, crisi ambientali, economiche e politiche, i supereroi offrono un bisogno fondamentale dell’animo umano: la speranza.

  • Fonte di Ispirazione: Essi rappresentano la possibilità che anche di fronte a minacce schiaccianti, l’individuo o un gruppo unito possa prevalere. Questo alimenta un senso di ottimismo e incoraggia la resilienza personale.
  • Gestione dell’Ansia: I loro nemici spesso incarnano le paure collettive (il caos, l’ingiustizia, il fanatismo). Vedere questi problemi affrontati e, spesso, risolti, offre un meccanismo di catarsi e aiuta a gestire l’ansia legata a problemi reali e complessi.
  • La Dualità “Eroe-Umano”: La maggior parte dei supereroi di successo (come Spider-Man o Batman) non sono solo esseri onnipotenti, ma persone che affrontano problemi quotidiani, fallimenti e dubbi. Questa umanizzazione rende i loro successi più accessibili e ispira le persone a essere “eroi” nella propria vita, anche senza superpoteri.

I supereroi sono potenti veicoli per l’esplorazione e la trasmissione di concetti etici complessi.

  • Il Concetto di Responsabilità: Il celebre mantra di Spider-Man, “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, è diventato un principio morale cardine. Sottolinea l’obbligo etico che accompagna il talento, la posizione o l’influenza, spingendo a riflettere sull’uso responsabile delle proprie risorse.
  • Giustizia vs. Legge: Molte narrazioni supereroistiche si concentrano sulla tensione tra ciò che è strettamente legale e ciò che è moralmente giusto. Questo costringe il pubblico a confrontarsi con i limiti dei sistemi stabiliti e con l’importanza dell’azione individuale in difesa dei più deboli.
  • Inclusività e Diversità: Le nuove generazioni di supereroi riflettono una crescente attenzione alla diversità razziale, di genere e di orientamento. Essi normalizzano la presenza di eroi provenienti da tutte le estrazioni sociali e culturali, diventando potenti simboli di inclusione e accettazione in una società multiforme.

I supereroi hanno trasceso la cultura pop per diventare la mitologia moderna della nostra società.

  • Identità Collettiva: Essi forniscono un linguaggio e un insieme di archetipi condivisi. Proprio come gli antichi si identificavano con Ercole o Ulisse, noi ci identifichiamo con Superman, Wonder Woman o Black Panther. Questi personaggi rappresentano il meglio che l’umanità può aspirare a essere.
  • Commento Sociale: Le storie dei supereroi sono spesso allegorie dei problemi contemporanei. Ad esempio, gli X-Men sono una metafora potente dell’intolleranza, del razzismo e della discriminazione. Attraverso il filtro della fantasia, il pubblico può affrontare e discutere temi sociali delicati in modo indiretto e meno polarizzante.
  • Motore Economico e Creativo: L’industria dei supereroi (cinema, TV, fumetti, videogiochi) è un colosso economico che alimenta migliaia di posti di lavoro creativi e genera miliardi di dollari, dimostrando la loro massiccia e continua risonanza culturale.

L’importanza dei supereroi nel mondo di oggi non risiede nella loro capacità di volare o di lanciare raggi dagli occhi, ma nella loro funzione di fari morali e di ancore psicologiche.

E’ in questo contesto che abbiamo accolto nel gruppo Chiara il falco, sociologa. Essi ci ricordano costantemente che, anche quando i problemi sembrano insormontabili, la combinazione di coraggio, altruismo e senso di responsabilità è il vero superpotere a disposizione di ogni persona. In sintesi, i supereroi sono fondamentali perché ci ispirano a credere non tanto nei poteri sovrumani, ma nel potenziale straordinario dell’umanità.


[ La redazione di DETTI E FUMETTI- Articolo del 13 dicembre 2025]

CHIARA IL FALCO e la sua rubrica TRA LE RIGHE DELL’ANIMA e la sua sigla

Care lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI, da qualche settimana vi abbiamo proposto  gli episodi della video rubrica di sociologia TRA LE RIGHE DELL’ANIMA scritta e interpretata da Chiara Narracci.

Illustrazione dello speed painting di Filippo Novelli per il video Clip: Chiara, il sole dentro la stanza

Ma chi e’ Chiara, lo abbiamo chiesto ad un suo amico che ci ha detto che lei irradia positività e luce; e’ capace di migliorare l’umore e l’autostima di chi le sta intorno. Forte e’ il suo impatto trasformativo sulle persone, non attraverso la perfezione, ma sostenendo l’autenticità e ricordando agli altri il loro valore. Insomma c’avra’ pure i suoi difetti ma l’influenza benevola e rassicurante di Chiara si infonde tutto attorno quando entra dentro una stanza.

Non ce lo ha detto cosi’ direttamente; ci ha mandato una canzone su di lei e noi, con l’aiuto della matita di Filippo, il nostro CEO e illustratore ufficiale, ne abbiamo fatto un video Clip che potete vedere facendo click QUI

A proposito questo e’ il testo della canzone:

CHIARA PORTA IL SOLE DENTRO LA STANZA.

DETTI E FUMETTI PRODUCTION

SAMI prompt sound engineering

Video clip by Filippo Novelli

Chiara porta il sole quando entra nella stanza

Chiara sa far brillare chi si sente senza

Ogni sorriso suo ti cambia la giornata

Ti guardi allo specchio e pensi forse valgo qualcosa

Rit: Tu es tre belle, ti ru ti ru le, ti ru ti ru le,

Chiara cammina e sembra che il mondo rallenti

Non dice molto ma capisci tutto dai gesti

Ha quella luce che ti prende senza chiedere niente

Ti fa sentire meglio anche quando non lo pensi

Non parla di perfezione, parla di essere veri

Ti guarda un attimo e ti ricorda chi eri

Con lei ti piace un po’ di più la tua storia

E quel sorriso che regala te ne lascia un po’ in memoria.

[DETTI E FUMETTI- Editoriale del 13 dicembre 2025]

IL POTERE DI UN ABBRACCIO.  TRA LE RIGHE dell’anima, LA RUBRICA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo di ABBRACCI.

Stanno per iniziare le feste e con esse spesso anche i tanti scompensi emotivi che possiamo vivere soprattutto in quest’epoca caratterizzata da grandi solitudini.

Bene, sappiamo tutti perché ci è capitato, che, nel momento in cui ci sentiamo sconsolati, un po’ inadeguati, un po’ tristi, un po’ soli, eccetera eccetera,  ci sentiamo anche le energie a terra e di conseguenza non è che proprio moriamo dalla voglia di uscire e di farci vedere così a terra dagli altri.

Di conseguenza viene istintivo chiudersi in se stwssi.

Non c’è niente di peggio. E’ la cosa peggiore che possiamo fare. Perché? Perché è assolutamente normale vivere dei momenti di fatica di vivere.

Se noi ci chiudiamo non facciamo altro che enfatizzare questa sensazione di inadeguatezza.

Se invece noi alziamo il telefono e magari chiamiamo un amico dicendogli “Mi sento un po’ giu’; ho bisogno di un abbraccio; ho bisogno di essere distratta da da me”.

Vienimi a dare un abbraccio, andiamoci a mangiare una pizza; coccolami un attimo. Eh già, e ricordiamoci che per gli uomini poterci essere nella loro veste più arcaica, come figure di sostegno, è qualcosa che li gratifica da morire;  quindi chiedendo loro di sostenerci, non facciamo altro che farli sentire importanti.

Ad ognuno di noi in fondo piace esserci per gli altri; soprattutto in una veste naturale e per l’uomo probabilmente questo sostenere anche fisicamente è proprio qualcosa che gli viene naturale dalla notte dei tempi.

Quindi non gli chiediamo l’impossibile e allora chiediamolo. 

In conclusione se ho bisogno di un abbraccio lo chiedo e me lo prendo; se ho bisogno di coccole, le chiedo e me le prendo, ma soprattutto se ho bisogno di distrarmi da me, perchè  è un periodo in cui guardandomi dentro mi angoscio, allora devo farmi abbracciare; non devo  chiudermi in me stessa.

Ci sentiamo al prossimo episodio e se volete riascoltare questo lo trovate QUI

Ciao

[ Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI. Sezione sociologia. Articolo del 11 dicembre 2025]

A caccia di bei ricordi, l’importanza di sentirsi amabili. Tra le righe dell’anima la rubrica di Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI

Care amiche ed amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo di bei ricordi e del come utilizzarli a nostro vantaggio. Vorrei approfondire con voi della importanza di sentirsi AMABILI.

Falco a caccia di bei ricordi

È appurato che c’è una strettissima connessione tra i pensieri che ognuno di noi coltiva dentro di sé, le emozioni che in qualche modo va ad attivare e quello che poi va a rilevare dal quotidiano che vive.

Lo stesso identico discorso vale anche per i nostri ricordi: se sei solito portare avanti una narrazione triste della tua vita, in qualche modo ti affiorano più velocemente alla mente le volte nelle quali non ti sei sentito importante, amato o considerato dalle figure di riferimento, dagli amici, dalle ragazze, dai ragazzi, mariti, moglie e via dicendo.

Bene, ti di un consiglio:  vai a caccia di bei ricordi: mettiti nelle condizioni di raccontartela in maniera diversa la storia della tua vita.

Sicuramente ci sono stati dei momenti che ci hanno spiazzato, ma sicuramente ce ne sono stati tanti altri che invece ci hanno messo nelle condizioni di farci sentire amati e farci sentire importanti. Tanto più noi li riattiviamo, tanto più ci mettiamo nelle condizioni di andarci a prendere l’amore anche oggi.

Queste narrazioni tristi della nostra esistenza, nelle quali ci saltano agli occhi le volte nelle quali non ci siamo sentiti amati, non fanno altro che portarci ad avere un atteggiamento pessimista, come a dire “Nessuno può farmi sentire amato” .

Andare a caccia di bei ricordi, delle volte nelle quali invece ci siamo fatti una grassa risata e ci siamo sentiti amati, è fondamentale: ci consente di fare pace con noi stessi e di ricordarci che anche noi possiamo essere amati.

Soprattutto, entriamo nell’ordine di idee di essere amabili, quindi di portare in giro la bella versione di noi stessi invece che la versione sconsolata, pessimista, pesante e anche egoista.

C’è tanta bellezza: andiamone a caccia nel presente e nel passato, sperando di coglierla anche nel futuro.

Al prossimo episodio e se volete vedere il video lo trovate QUI

[CHIARA NARRACCI per DETTI E FUMETTI. SEZIONE SOCIOLOGIA. Articolo del 2 dicembre 2025]

Da Dove nasce l’autocritica, fin dove e’ una buona pratica e quando non lo e’ piu’. TRA LE RIGHE DELL’ANIMA la rubrica di CHIARA NARRACCI per DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi vorrei parlarvi di un tema secondo me molto importante non solo per come comportarsi con i propri figli ma anche e soprattutto verso se stessi.

Riuscire a comprendere questo passaggio e comportarsi di conseguenza credo possa cambiarti radicalmente la vita.

Sto parlando dell’AUTOCRITICA.

E’ una buona pratica sempre? A volte bisognerebbe metterle un limite? Quali sono le conseguenze? Ma soprattutto da dove nasce?

Falco dubbiosa allo specchio

Vi racconto un aneddoto.

Un giorno ho incontrato una signora la quale mi ferma e mi dice: “Ma da dove nasce l’autocritica? da dove nascono  tutti questi pensieri disturbanti; tutte queste critiche questi autogiudizi, questa ferocia, che poi in fondo ognuno di noi riversa a se stesso?”

Io credo che la risposta sia nel fatto che quando ognuno di noi viene al mondo è completamente dipendente dalle figure di riferimento;  motivo per il quale gli studi più recenti, anche relativi all’analisi transazionale, dimostrano che inizialmente i bambini, quando vengono al mondo, hanno la percezione in qualche modo di essere fonte di disagio; di conseguenza quello che viene da parte loro è male .

E’  male il fatto che non sono in grado di sostentarmi da solo, che ho bisogno di appagare i primi bisogni esistenziali, che sono quelli di nutrimento; poi ci sono quelli legati alla sicurezza; ho bisogno di sentirmi protetto;  di sapere che qualcuno di fronte al mio bisogno, che sia di movimento, di accudimento, di riconoscimento, mi appaghi;  e questo qualcuno sono le figure di riferimento.

Quindi il bambino si percepisce come se fosse male e il genitore come se fosse bene.

Il bene viene da fuori. A questo punto si creano come degli automatismi nei nostri circuiti neuronali che ci portano a dare più importanza a quello che pensano gli altri di noi.

Anche perché inizialmente ovviamente non pensiamo niente di noi;  l’unica percezione che possiamo avere è di essere fonte di disagio e che c’e’ qualcuno fuori di noi invece che ci allevia i disagi. Lui e’ il bene.

Il motivo per il quale, quando il genitore, attraverso anche formule di ogni tipo, dalle generalizzazioni allo scherno, rimanda al bambino più e più volte alcune etichette, alcuni aggettivi ridondanti, questi aggettivi tendiamo poi alla fine della fiera, per appagare il nostro bisogno di sentirci vivi, visti e considerati e tendiamo ad incarnarle.

Fatto sta però che se la mia prima percezione è negativa, inevitabilmente quando il genitore o chi per lui ci rimanda che in qualche modo  non funzioniamo, ovviamente gli crediamo anche perché noi pendiamo dalle sue labbra.

Di conseguenza, tutto cio’ premesso, capite le conseguenze del nostro atteggiamento sui figli, quando ci rivolgiamo a loro, cerchiamo d’ora in poi di essere un pochino più morbidi, ingentilendo anche questi aggettivi spesso tanto spiacevoli; anche perché più li ingentiliamo meno ci pesano.

E veniamo all’altro aspetto che interessa la maggiorparte delle persone: lo stesso discorso vale per noi stessi. E’ provato che tanto meno mi critico e mi giudico per quella che sono, tanto più godo anche delle mie belle risorse.  Provare per credere.

Al prossimo episodio di Tra le righe.

Se volete vedere il video di questa puntata

Ecco il LINK

[ Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI – sezione Sociologia – articolo del 28 novembre 2025]

AGIRE O REAGIRE, il bivio della consapevolezza. TRA LE RIGHE DELL’ANIMA la rubrica di CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi vorrei affrontare con voi il tema della

Consapevolezza, cioe’ la caratteristica centrale dell’agire, in netta opposizione al semplice reagire ai comportamenti altrui.

Infatti c’è una differenza sostanziale tra agire e reagire vediamola insieme la maggior parte di noi vivendo sempre in relazione con gli altri è più propenso a reagire ai comportamenti degli altri piuttosto che agire cioè prendersi in considerazione in maniera consapevole chiedendosi di volta in volta come è meglio gestirsi chi invece tende a reagire ai comportamenti degli altri tende a dare più importanza agli altri che a se stesso e di conseguenza tenderà a comportarsi sempre nello stesso modo recitando la famosa frasetta sono fatto così: No impara a fermarti impara a guardarti impara a osservarti impara a riconoscerti un valore e a scegliere come comportarti

Falco, pronto a reagire.

In sintesi, la consapevolezza di sé implica:

  • Prendersi in considerazione in maniera consapevole.
  • Chiedersi di volta in volta come è meglio gestirsi.
  • Dare importanza a se stessi, anziché limitarsi a dare più importanza agli altri.

Come fare? imparando a fermarsi, a guardarsi, a osservarsi e a riconoscersi un valore . Tutto questo porta alla capacità di scegliere come comportarsi .

Se vuoi vedere il video eccolo, Buona visione . Fai clic QUI

[CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI. SEZIONE SOCIOLOGIA, ARTICOLO DEL 26 NOVEMBRE 2025]

TRAUMI INFANTILI- TRA LE RIGHE DELL’ANIMA, LA RUBRICA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI


Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi vorrei raccontarvi qualcosa di personale perché può essere utile a comprendere meglio che cosa si intende spesso e volentieri per trauma infantile.

Falco da piccola

perché nell’accezione comune anche solo il termine trauma emotivo viene associato all’essere presi a bastonate o comunque a vivere in punizione essere abbandonati a essere maltrattati dalla mattina alla sera ; bene in alcuni casi purtroppo ci sono anche questi episodi altri invece affiorano alla memoria dei ricordi che in qualche modo c’hanno ferito ci hanno turbato ci hanno intristito parecchio perché proprio in quel momento avevamo bisogno magari di una considerazione gentile, di sentirci guardati con ammirazione e con amore.

Ecco l’aneddoto: un giorno io bambina convinco finalmente mia madre a portarmi alle giostrine; quelle che girano con i cavalli. Salgo su questa benedetta giostrina e lei si mette a parlare con una sua amica e, ogni volta che io gli passo davanti con il cavalluccio e gli faccio “Ciao mamma ciao mamma mamma sono qua” , lei che voleva fare due chiacchiere con l’amica, giustamente mi salutava anche un po’ scocciata; bene, me lo ricordo ancora. Che cosa vuol dire questo? Vuol dire non che ci dobbiamo legittimare tutte i nostri atteggiamenti sciatti come genitori. Cerchiamo di guardare i nostri figli con amore; cerchiamo di guardare alle loro risorse alle loro qualità e cerchiamo però anche di mettere in conto che ognuno di noi affronta anche un percorso dell’anima, che consiste nell’impare a prenderci cura in prima persona dei nostri bisogni e sentirci importanti per noi stessi, diventando adulti, rispettandoci. E allora quando nella pancia si chiude qualche cosa, rimaniamo in qualche modo feriti e turbati, fermiamoci e chiediamocelo: che cos’è che mi ha ferito? cosa mi ricorda? in quale altra occasione mi sono sentito così? perché conoscersi è fondamentale per imparare ad amarsi.

Potete vedere il video QUI

A presto, alla prossima puntata di TRA LE RIGHE.

[CHIARA NARRACCI per DETTI E FUMETTI – SEZIONE SOCIOLOGIA – articolo del 19 novembre 2025]

SEI MIA, IL NUOVO EPISODIO DELLA RUBRICA TRA LE RIGHE DELL’ANIMA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di Detti e Fumetti oggi vi parleremo di Possesso nella coppia.

Partiamo da una semplice riflessione:

Il Falco

una cosa è direi “Sei mia”  in un momento di passione e sì ci piace da morire … ancora oggi e già ci portiamo dietro il fatto di essere fondamentalmente degli animali istintivi e passionali e ci portiamo dietro anche una memoria genetica della notte dei tempi che inevitabilmente nel momento in cui il nostro uomo ci fa sentire l’unica ci si scioglie qualcosa nelle viscere … e questo va benissimo;   altra cosa è assumere tutti questi atteggiamenti  di controllo: dalla geolocalizzazione allo scrollo dei social dell’altro, al in qualche modo coltivare un atteggiamento di possesso dell’altra persona. Ricordiamocelo che dare fiducia a qualcuno è una scelta razionale.  Scelgo di darti fiducia perché scelgo la mia serenità e comunque si può tradire in ogni momento del giorno e della notte di conseguenza tutto questo controllo tutto questo possesso dell’altra persona non fa che portarci a perdere l’altra persona alla lunga perché non piace a nessuno non sentirsi libero, di vivere; e allora prendiamoci il bello anche di queste espressioni così passionali, così travolgenti, così potenti; però diamoci anche il permesso di metterci da subito nelle condizioni di rispettarci; come? intanto conoscendoci e conoscendo anche il peso della memoria genetica che in qualche modo a noi donne – soprattutto –  ci porta a prenderci un po’ poco in considerazione anche dal punto di vista dell’amore; non è un caso se ancora oggi le cucciole cercano qualcuno che si prenda cura di loro quando in realtà ad oggi saremmo liberissime di prenderci cura da sole di noi stesse; ebbene allora cerchiamo qualcuno che goda della persona che siamo. Per farlo bisogna intanto imparare a conoscerci e a rispettarci e nella relazione con l’altro diamoci il tempo di condividere qualche esperienza. Credo che sia fondamentale perché nella condivisione ci rendiamo conto di tante cose; cosa che nel mondo virtuale ovviamente è molto più difficile. Quindi apriamoci ad una conoscenza diretta dell’altra persona, dandoci il tempo di capire se anche a noi piace l’altro perché è bellissimo sentirsi scelte, sentirsi desiderate, sentirsi apprezzate, ma da chi tante volte manco lo sappiamo. Ci basta quello e allora anche no, non può bastare conoscerci per rispettarci e conoscere l’altra persona per rispettarla. Diamoci tempo

Il video di Chiara il falco lo potete vedere QUI

[ Chiara Narracci, il falco per DETTI E FUMETTI – Sezione sociologia – articolo del  3 novembre 2025]

QUANDO E’ CHE SI DIVENTA ADULTI? primo episodio della rubrica TRA LE RIGHE DELL’ANIMA la rubrica di CHIARA NARRACCI alias FALCO per DETTI E FUMETTI

Bentrovate lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI oggi apriamo la nuova rubrica di sociologia TRA LE RIGHE DELL’ANIMA; io sono CHIARA NARRACCI e, come consuetudine in DETTI E FUMETTI, per entrare nella redazione da oggi sarò CHIARA IL FALCO.

Illustrazione di Filippo Novelli

QUANDO E’ CHE SI DIVENTA ADULTI?

Iniziamo questa rubrica con il cercare di rispondere ad un gran quesito. Quand’è che finalmente si diventa adulti? Vi leggo un passo molto interessante: “Persone in grado di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di vivere serene. Le relazioni con i genitori”. Iniziamo con il dire che molti continueranno a piangersi addosso e ad accollare il peso dei propri fallimenti ai genitori, all’infanzia subita. Altri riusciranno ad accettare che siamo solo persone e tutti fallibili, compresi i genitori, e che tutti potremmo scegliere come comportarci al di là di come ci viene istintivo.

Prosegue lo scritto: “Personalmente ci misi mesi anche solo a rendermi conto di non conoscermi affatto, al di là di come ero solita gestirmi. A livello relazionale ho avuto paura di essere una bambola rotta, vuota, perché le mie domande restavano senza risposta. Ho poi capito che non ero mai stata abituata a prendermi in considerazione in prima persona, probabilmente anche perché donna invasa dall’impronta materna.

Non sono certo l’unica ad aver fatto confusione fra il mio pensiero e quello di mia madre, fra il mio sentire ed il suo rispetto a ciò che vivevo sulla mia pelle. Confusione amplificata crescendo dal confronto costante anche con le amiche e con le altre donne incontrate, dove l’unica certezza, l’unica costante erano le reazioni istintive alle altrui sollecitazioni. Non c’era la scelta di come e se agire, era un reagire istintivamente.

Facciamo un passo indietro. Quando veniamo al mondo siamo per noi stessi fonte di disagio. Abbiamo fame, sete, ci sporchiamo e siamo completamente dipendenti dai nostri genitori per appagare i nostri bisogni.

Scatta la convinzione che noi per noi stessi siamo il male, mentre i genitori sono il bene perché ci alleviano dai disagi. Scatta anche l’automatismo di dare più importanza a loro che a noi stessi, motivo per il quale crescendo ci identifichiamo con ciò che più spesso ci diranno di essere. E saranno proprio quei due tre aggettivi il nostro biglietto da visita con il quale ci presentiamo al gruppo di pari, fino a quando non scopriremo di essere molto di più.

Crescere è spogliarsi di queste percezioni limitate ed accettare i nostri limitati e limitanti genitori. È smetterla di pretendere da loro l’approvazione su tutto o smetterla di remarci contro incarnando la pecora nera pur di confermare la loro idea di noi. Credo sia questo il lavoro da fare quando si parla di dover “uccidere” i propri genitori, abbandonare l’idea o la convinzione atavica che i genitori hanno sempre ragione, salvando però l’amore che ci lega loro.

Come farlo? Scegliendo di piacerci noi in primis, imparando a prenderci in considerazione consapevole, uscendo dagli automatismi relazionali che attivano quelli personali, quei due tre aggettivi che dicevamo prima,  aprendoci alla vita, dandoci il tempo di valutare come è meglio muoversi. Chi inizia con il  chiederti di fronte alle piccole scelte quotidiane cosa penso? cosa sento?  Mi va? è buono per me?. Questa è la via per diventare ciò che vogliamo essere, Adulti.

Il video dell’articolo lo trovi QUI

Se non impariamo a conoscerci, continueremo a non rispettarci e a soffrire per come ci vedono gli altri . TU Che ne pensi?

Al prossimo episodio.

[Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI, Sezione Sociologia. Articolo del 10 ottobre 2025]