ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO, NON DI SOLUZIONI. TRA LE RIGHE DELL’ANIMA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI Ci tenevo ad allertarvi un attimo sui pericoli dell’utilizzo errato e inconsapevole della AI che a volte puo’ arrivare ad essere  tossicità per i piu’ giovani.

Mi riferisco al recente inserimento in un social molto utilizzato dai giovani: il tanto amato WhatzApp.

Perché la ritengo tossica?

Non certo perché risponde in maniera gentile ed accurata, non certo perché invita a essere più composti o a dare sempre delle risposte rassicuranti; non ho una critica da fare sul modo che ha di rispondere ai nostri quesiti, ma sul fatto che lei ti risponde sempre 24 ore su 24 .

Critico la ” presenza costante”.

Credo che questo sia il suo tallone d’Achille: lei ci tiene a sottolineare che è lì per offrire un servizio, per essere sempre a nostra disposizione.

Questo si traduce  per i ragazzi, specie nei giovanissimi, in un vizio di forma.

Il problema e’ che mentre chatti, scordi il fatto di vista che stai chattando con un computer, con l’AI,  perché ora non devi aprire un’app preposta a questo compito. Sono saltati i filtri di protezione. Tu  sei semplicemente su WhatsApp. In WA  i nostri figli  “ci vivono”; hanno una velocità pazzesca nel chattare. Lo fanno contemporaneamente con più persone e in piu’ gruppi; con degli automatismi pazzeschi, a volte senza neanche guardare il telefono.

A questa velocità, si perde di vista il fatto che dall’altra parte c’è l’AI,  una macchina  “sempre a tua disposizione”. 

E lo sappiamo tutti che le nuove generazioni tendono a mandare messaggi piuttosto che telefonare;  questo fatto  vizia  ancor di piu’ questa malsana idea che  dall’altra parte debba esistere qualcuno che è sempre là per te.

Per studiare questo nuovo fenomeno l’altro giorno ho installato anche io questa opzione ed ho chiesto alla AI:”Quando una persona diventa fin troppo insistente o scrive in orari non consoni, tu le metti un freno? un punto?

Questo perche’  nei rapporti umani, quando una persona è cosi’ insistente, ridondante, solitamente gli si dice: ‘Oh, anche meno, basta, mollami’.

E questo è sano, perché ci porta a riflettere e a toccare con mano che l’altro non deve stare là sempre e comunque a nostra disposizione solo perché abbiamo ansia, paura o bisogno di parlare con qualcuno.

Non e’ sano pensare che l’altro debba scattare ogni volta che ne abbiamo bisogno. Nei rapporti umani, ogni individuo ha il diritto di portare avanti i propri progetti, doveri e affetti anche al di là del rapporto di coppia. Questa IA va a creare un’ennesima aspettativa non ancorata alla realtà dei rapporti umani, perché nessuno è tenuto a esserci sempre per te, se non te stesso, e di certo non buona cosa che dall’altra parte del telwfono ci sia una macchina.

Per chi vuole l’articolo e’ riportato nel mio video a link QUI

[Chiara Narracci per Detti e Fumetti – sezione sociologia – articolo del 28 aprile 2026]

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