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TOPPI – Le profondità verticali

Cari amiche e amici di DETTI E FUMETTI

Dal 23 la mostra di Toppi.

Presentata la nuova mostra del Palazzo del Fumetto, Toppi – Le profondità verticali che celebra uno dei più influenti, geniali e rivoluzionari fumettisti italiani, Sergio Toppi. Visitabile dal 23 maggio al 4 ottobre 2026, l’esposizione è curata da Luca Raffaelli con Michel Jans e Francesco Verni e accende i riflettori su un protagonista forse poco popolare, ma certamente tra i più importanti e significativi nel mondo dell’illustrazione e dei fumetti per l’indiscusso stile, il personalissimo segno e l’utilizzo dei colori, in grado di ispirare generazioni di artisti, sia in Italia che all’estero. 

La mostra

L’esposizione al Palazzo del Fumetto di Pordenone presenta oltre cento tavole originali e si sviluppa lungo un percorso cronologico, articolato per temi, che riflette un attento lavoro di studio e di ricerca critica sugli aspetti peculiari dell’arte del grande disegnatore. Tre le sezioni in cui è stato diviso il percorso espositivo: nella prima sala vengono mostrate 17 tavole per segnalare le principali particolarità stilistiche che nascondono l’intensità del pensiero di Toppi, prima di entrare nel percorso biografico che lo ha portato alla sua maturità artistica. Nelle sale superiori dell’esposizione vengono mostrati gli originali di tre fumetti completi (due dei quali a colori) per accedere quindi al suo straordinario mondo di illustratore e di creatore di piccole statue personalmente realizzate, dando prova di ulteriori straordinarie competenze. Un ruolo centrale della mostra è affidato alla proiezione in grande formato di una storia completa, immersa in un’atmosfera onirica che accompagna il visitatore in un viaggio suggestivo all’interno delle tavole originali. 

Una parte della mostra è dedicata al profondo interesse di Toppi per il Giappone, una cultura che amava e che emerge anche nelle opere esposte al Palazzo del Fumetto.

L’autore

Sergio Toppi, (Milano 1932 – 2012), è stato un autore trasversale. Le sue prime esperienze professionali risalgono all’attività di disegnatore nello studio dei Fratelli Pagot, dove venivano realizzati i celebri Caroselli pubblicitari, tra cui quello dedicato al personaggio di Calimero.

Dopo alcune vignette per il Candido di Guareschi, Toppi arriva al fumetto disegnando per il Corriere dei Piccoli le storie del Mago Zurlì, il personaggio televisivo dello Zecchino d’oro. Nel 1966 la realizzazione del primo fumetto sempre per il Corriere dei Piccoli: si tratta della storia di Pietro Micca, eroe dell’assedio di Torino, sceneggiato da Mino Milani.

Inizia così la lunga carriera di Toppi nel fumetto realistico, prima con un approccio classico, con la più consueta divisione della pagina in vignette, successivamente scardinando tale modello, rivoluzionando questo canone standard del fumetto. È quanto accade anche nei suoi lavori per la casa editrice Bonelli, dove Toppi comincia a collaborare realizzando l’ultima parte di un fumetto biografico sui personaggi del west che Rino Albertarelli, morto improvvisamente, non aveva concluso.

Sergio Bonelli apprezza profondamente Sergio Toppi, pur concedendogli la libertà di trasgredire alcune delle regole fondamentali imposte dalla casa editrice. Non è inoltre l’unico a riconoscere il suo talento. Tra coloro che sono stati conquistati dal genio di Toppi figurano anche la redazione del Corriere dei Piccoli, oltre al Messaggero dei Ragazzi con padre Giorgio Colasanti e a Il Giornalino con don Tommaso Mastrandrea. In Toppi il fumetto diventa fluttuante, con tavole che incantano il lettore, lo invita a sollevarsi, creando un clima contemplativo e ipnotico. I grigi e la combinazione degli spazi invitano a entrare come dietro le quinte di un teatro. E poi ci sono le nuvolette tonde, galleggianti all’interno della striscia, in grado di essere in qualsiasi punto della scena senza aggrapparsi alla cornice, come i balloon fanno di solito. E così anche il movimento si fa unico, in Toppi: lo sguardo fluttua, cerca nella profondità, si fa largo fra gli incanti e i suoni del tempo che scorre fra i segni sulla carta.

Le illustrazioni di Sergio Toppi sono comparse sui principali quotidiani italiani, tra cui Il Messaggero e Corriere della Sera, oltre che su storiche riviste di fumetto come L’Eternauta e Orient Express.

La sua attività supera i confini nazionali, portando la sua arte a essere apprezzata anche all’estero. Toppi è infatti un autore riconosciuto e celebrato a livello internazionale, in particolare in Francia, dove è pubblicato per editori come Larousse e Mosquito. 

Il catalogo

Il catalogo della mostra Toppi. Le profondità verticali rappresenta uno strumento essenziale per approfondire la figura di un autore tra i più rilevanti e rappresentativi della Nona Arte, oltre che per esplorare i contenuti dell’esposizione attraverso le opere che la compongono e la definiscono.

Ad aprire il volume sono i testi introduttivi del presidente del Palazzo del Fumetto, Marco Dabbà, e del curatore Luca Raffaelli. Seguono il contributo di Francesco Verni (giornalista, co-curatore ed esperto di fumetti), dedicato al tema Haiku e Samurai e all’influenza orientale nell’arte di Sergio Toppi, e il saggio di Stefano Cristante, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento, incentrato sulla poetica visionaria dell’artista.

La dimensione internazionale dell’opera di Toppi e la sua produzione per il mercato estero emergono nell’intervento di Michels Jans, fondatore della casa editrice francese Mosquito e co-curatore della mostra al Palazzo del Fumetto. Il contributo riprende un’intervista tratta da Une Monographie (Mosquito Éditions, 2007).

Visite guidate

A partire dal 30 e 31 maggio, ogni sabato e domenica alle 16.00, il pubblico potrà partecipare alle visite guidate alla mostra Toppi. Le profondità verticali, un’occasione speciale per approfondire il percorso espositivo tra tavole originali, illustrazioni e racconti dedicati alla sua poetica visionaria. Le visite accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle opere esposte e dei temi centrali della mostra, offrendo uno sguardo approfondito su uno dei maestri più influenti della Nona Arte. 

Dichiarazioni

“La mostra di Toppi al Palazzo del Fumetto di Pordenone rappresenta perfettamente uno delgi obiettivi assoluti della nostra Fondazione, cioè quello di divulgare la conoscenza dei grandi maestri del disegno, dell’illustrazione e del fumetto. Questa esposizione vuole celebrare e rendere il più possibile popolare il lavoro di un genio cristallino e forse finora ancora non giustamente riconosciuto”.

Marco Dabbà, presidente Palazzo del Fumetto

“Toppi ama l’immagine fluttuante: così invita lo sguardo di un suo lettore a muoversi lentamente sulla pagina di un suo fumetto alla ricerca della chiave per entrarci dentro, cercare nella profondità, farsi largo fra gli incanti, sentire i suoni del tempo fra i segni sulla carta”.

Luca Raffaelli, curatore della mostra

“L’originalità e la qualità dell’opera di Sergio Toppi sono state riconosciute in tutto il mondo. La forza della sua grafica è evidente al punto che quasi dimentichiamo il suo talento nella scrittura. Molto rapidamente nella sua carriera si è liberato dagli scenari convenzionali e stereotipati. Poiché ha rifiutato di chiudersi nella creazione di eroi ricorrenti, ha pagato questa esigenza perdendo una parte del pubblico, ma guadagnando l’ammirazione degli amanti della nona arte”.

Michel Jans, fondatore della casa editrice francese Mosquito e co-curatore della mostra

“Questa esposizione, ospitata nei magnifici spazi del Palazzo del Fumetto, è la mostra che ho sempre desiderato vedere. Aver contribuito alla sua curatela rappresenta per me un onore profondo. Sono convinto che il posto occupato da Sergio Toppi — o meglio, dal “Toppi” — nella storia dell’arte figurativa del Novecento sia, e resterà, assolutamente centrale. Questa mostra rende finalmente giustizia a un gigante dell’arte: a uno stile unico e irripetibile, impossibile da imitare ma ammirato e studiato da artisti di tutto il mondo; alla sua straordinaria sintesi grafica; alla rivoluzione copernicana che ha saputo imprimere al fumetto e all’illustrazione, ridefinendone linguaggio e possibilità espressive. Un’arte che, ancora oggi, continua a dare vertigini”

Francesco Verni, co-curatore della mostra

“Il Palazzo del Fumetto vuole essere davvero un luogo di cultura, non solo di intrattenimento, celebrando i protagonisti popolari, quelli che entrano nelle case di tutti e fanno parte della memoria collettiva, ma aprendosi anche a mondi meno visibili, ospitando mostre di artisti che hanno fatto la storia della nona arte pur non essendo conosciuti al grande pubblico. Una mostra e un autore che sapranno sorprendere, nel pieno stile di Pordenone Capitale italiana della Cultura.”

Alberto Parigi, Assessore alla Cultura Comune Pordenone

FARE MUSICA OGGI

Oggi vorrei esplorare con voi il significato profondo di fare musica nell’epoca contemporanea, un atto di consapevolezza interiore e una ricerca del proprio posto nel mondo.

FABRIZIO FONTANELLI illustrazione di Filippo Novelli
Graphic Novel Sandcastle scritto da  Fontanelli 
Santarsiero e Novelli

Ritengo che dobbiamo contrapporre la Musica – e la sua immagine superficiale che ci danno i media alla Musica diretto atto di responsabilità dell’artista, il cui compito è trasformare pensieri intimi in un dono per il pubblico. Creare canzoni non è una semplice sequenza di accordi, ma un viaggio faticoso che richiede studio, motivazione e la volontà di lasciare un’impronta duratura. In un’era dominata dalla velocità e dalla tecnologia; in qursto contesto  l’arte diventa uno strumento per rimettere l’essere umano al centro, favorendo uno scambio potente e autentico tra chi crea e chi ascolta. La musica e’ un dialogo continuo capace di influenzare gli altri, rendendo essenziale la focalizzazione totale dell’artista sul proprio messaggio.

I Mardi Gras – illustrazione di Filippo Novelli

In una recente intervista, durante il nostro LIVE per il Comune di Roma presso il polo museale La Vaccheria ho avuto modo di approfondire questo tema.

Vi riporto l’intervista integrale e il video QUI

L’intervista

Mardi Gras

MASSIMO: COSA VUOL DIRE FARE MUSICA OGGI?

F. In un percorso di vita in cui ognuno cerca il proprio posto nel mondo, il proprio “campo di battaglia”, spesso molte attitudini restano inespresse (per pigrizia o mancanza di ricerca interiore, perché non ci si ascolta a sufficienza) io penso chen fare musica è essenzialmente ascoltare se stessi, ascoltando  quella spinta che porta a riempire un foglio bianco di pensieri per poi destinarli a degli accordi ma non solo. Intraprendere questo percorso significa sentire che il proprio “Battlefield” è la Musica, compiendo un atto di presa di posizione verso se stessi e verso ciò che si può dare al mondo, che sia arte, cultura o scrittura.

In un mondo che corre veloce, la musica offre il tempo per fermarsi, sentire se stessi e regalare qualcosa agli altri. Si viene a creare un dialogo, una conversazione continua con l’audience. Se in questo contesto riusciamo a dare qualcosa di potente, allora sono certo che riceveremo in cambio qualcosa di altrettanto bello e potente.

Fare musica oggi e’ un’esperienza totalizzante che richiede una grande motivazione, studio e comprensione di se stessi; non è affatto facile.  E’ un viaggio che nasce dalla volontà di dare, ricevere e mettere in pratica le proprie fantasie, andando oltre una semplice sequenza di accordi.

Quando vedete uno Show non dovete credere al fatto che si tratta solamente di stare su un palco, di fare una passerella televisiva con su i lustrini; e’ qualcosa di molto più profondo e intimo che entra nelle case delle persone. L’artista ha la grande responsabilità di sapere che ciò che scrive e dice verrà scandagliato da chi lo ascolta e  che con le sue parole, i suoi versi potrà influenzare tanta gente. Fare musica oggi è cruciale perché riporta l’uomo al centro di tutto.

[Fabrizio Fontanelli per DETTI E FUMETTI – SEZIONE MUSICA – ARTICOLO DEL 19 MAGGIO 2026]

MAFALDA E LA PIMPA A ROMA

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI come ogni Maggio e’ arrivato il tempo dell’ARF. Questo anno iniziamo col botto.

ARF! Festival e l’Instituto Cervantes di Roma presentano alla Sala Dalí di Piazza Navona Mafalda & La Pimpa, la mostra che dal 14 maggio all’11 luglio 2026 porta per la prima volta insieme a Roma le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa.
L’esposizione, realizzata da ARF! Festival e Instituto Cervantes di Roma — in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. agenzia letteraria — rinnova l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto di Roma.

A inaugurare la mostra, curata da Stefano Piccoli (S3Keno) e Daniele Bonomo (Gud) per ARF! Festival nell’ambito della sua XII edizione, giovedì 14 maggio alle ore 17.30, sarà il Maestro Altan, che incontrerà il pubblico per un talk e una sessione di firmacopie.

“Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti” è il filo invisibile che attraversa l’esposizione, dove Mafalda e Pimpa, due protagoniste amatissime che hanno attraversato generazioni, generi e mode, si fronteggiano come due modi diversi e complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.
Da un lato Mafalda, la bambina dai capelli corvini creata da Quino, osserva il quotidiano con lucidità disarmante: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Dall’altro lato la Pimpa, nata dalla mano di Altan, abita un universo in cui la scoperta è continua ma mai minacciosa, fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile e meraviglia.
Ne nasce un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie. Due modi diversi di usare la semplicità come forma di verità.

Come sottolinea Daniele Bonomo: “Vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole de La Pimpa ha una doppia valenza. Da una parte l’importanza di ripercorrere insieme la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra parte rivivere più di cinquant’anni della nostra Storia attraverso gli sguardi, i segni e le parole di Quino e Altan, due grandi Maestri del nostro tempo.”

I riferimenti dell’ufficio stampa dinARF sono


Ufficio stampa ARF!: Fabiana Manuelli – Mob. +39 347 8263425 – stampa@fabianamanuelli.it

Credits :MAFALDA: © 2026 eredi di Joaquín S. Lavado (Quino)
PIMPA: © Altan/Quipos S.r.l.

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI- SEZIONE FUMETTO- ARTICOLO DEL 5 MAGGIO 2026]

Maria Barosso il mondo nei suoi acquarelli

Maria Barosso visse tra il 1879 e il 1960 e fu testimone delle grandi trasformazioni urbanistiche di Roma.

Grazie alla sua arte e al rigore filologico e’ annoverata tra le cosidette artiste archeologiche. I suoi acquerelli sono memorabili per resa estetica e precisione documentale

Grazie alle sue prospettive, alla rappresentazione delle atmosfere, la dovizia di particolari, oggetti, impalcature e attrezzature, riusciamo a immergerci nell’Italia del primo 900.

Riportiamo una selezione di opere in parte ricavate dalla mostra monografica che le e’ stata dedicata a marzo di questo anno: MARIA BAROSSO,artista e archeologa nella Roma in trasformazione – Centrale Monte Martini ( 17/10/25-15/03/26)

[ Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – SEZIONE ARTE- ARTICOLO DEL 15.03.26]

L’AMICIZIA MASCHILE E FEMMINILE – Tra le righe dell’anima di Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI

Amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo di amicizia maschile e femminile. Si bisogna distinguere il genere perche’ sono completamente divere e capirlo puo’ aiutare ad “attingere” caratteristiche utili a tutti.

Dentro ognuno di noi c’è una sfera femminile e una sfera maschile dalla quale noi possiamo attingere tanto noi quanto gli uomini anche per gestirci meglio a livello amicale.

Fateci caso gli uomini riescono a conservare le amicizie dall’infanzia, addirittura quelle della primissima infanzia, fino alla vecchiaia; probabilmente gestiscono l’amicizia riconoscendogli un grandissimo valore nella sua capacità di alleggerire la percezione personale della realtà per distrarsi dalle sofferenze interiori;

Guardiamo bene la maggior parte delle donne invece tende a riprodurre quel rapporto viscerale che in qualche modo abbiamo avuto avremmo desiderato avere con la madre; bene di mamma ce n’è una sola,ok; ricorda che la tua migliore amica resterai sempre e comunque te stessa; ricorda che non c’è bisogno di raccontare tutti i fatti tuoi alle amiche al fine di suggellare amicizie (eterne?) che la maggior parte delle volte invece, non per cattiveria, magari per superficialità, per noia, per pochezza dell’individuo, finiscono; esperienza nella quale almeno una volta siamo cascate tutte. Quante vengono tradite queste amicizie? Quindi cosa fare? Possiamo gestire le amicizie un po’ più come fanno gli uomini, godendone veramente nella loro funzione principale che è quella di distrarci dal nostro mondo interiore quando diventa pesante.

Un abbraccio e ci vediamo al prossimo episodio de TRA LE RIGHE DELL’ANIMA.

per i pigri se volete riascoltare l’articolo e condividerlo con le vostre amiche… ricordate c’è sempre il video QUI

[CHIARA NARRACCI per DETTI E FUMETTI – sezione sociologia – articolo de 7 febbraio 2026]

Troppo Libera – la storia a fumetti della scultrice Camille Claudel

Amici di Detti e Fumetti vi segnaliamo l’uscita del Graphic Novel  di Alessia Petricelli e Sergio Riccardi dal titolo TROPPO LIBERA.

Vi diamo un po’ di informazioni utili.

Titolo: Troppo libera. L’arte, l’amore, la lotta di Camille Claudel

Autori: Assia Petricelli e Sergio Riccardi


Casa Editrice: Tunué (Collana Prospero Book)


Data di uscita: 24 febbraio 2026


Genere: Biografia (graphic novel, romanzo a fumetti)


Target: 16+


Formato e Pagine: Cm 16,8×24, 272 pagine a colori, cartonato


Prezzo: Euro 19,90


ISBN: 9788867906567


Ma di cosa parla esattamente il libro?

Racconta la storia di Camille Claudel, talentuosa scultrice nella Parigi di fine Ottocento, allieva e amante di Auguste Rodin,

che finì i suoi giorni reclusa in manicomio dai familiari. Il libro riflette sulla lunga esclusione delle donne dagli ambiti della vita pubblica e artistica. Sottolinea come la grandezza e la volontà di Camille di essere un’artista alla pari degli uomini,

rifiutando un’arte considerata “femminile”, l’abbiano condotta a una strada senza uscita.


Il graphic novel ha uno stile asciutto ed essenziale, una scelta perfetta per coinvogliare l’attenzione del lettore sulla storia della scultrice. La dinamicita’ delle forme e il sapiente tratto di Riccardi rendono le composizioni delle tavole uniche ed equilibrate nella loro capacita’ di cogliere le atmosfere dei luoghi della Francia di fine ottocento. La sceneggiatura    e i dialoghi di Petricelli sono fondamentali  e si sposano appieno con lo stile grafico del fumetto. Ne e’ una testimonianza la sintesi degli avvenimenti storici in esso contenuti (leggi la costruzione della Torre Eifel e l’avvento del nazismo)  che sono magistrali sia per la scelta cromatica sia per le immagini ricercate.

E’ interessante ricordare anche che la Postfazione e’ di Daniela Brogi, professoressa di letteratura all’universita’ di Siena, specializzata in cinema e arti visive. Il che da spessore al graphic novel.


Ed ora una breve bio degli  Autori:


Assia Petricelli: Sceneggiatrice e insegnante di lettere, si occupa di questioni di genere, arte e storia contemporanea, vive a Napoli.


Sergio Riccardi: Lavora nell’illustrazione e nell’animazione, è docente di Tecniche di Animazione Digitale, vive a Napoli.


Insieme hanno vinto il premio Andersen nel 2014 con il graphic novel Cattive ragazze. 15 storie di donne audaci e creative

e hanno realizzato per Tunué il romanzo a fumetti Per sempre.

Buona lettura!

[ Filippo Novelli per Detti e Fumetti- sezione fumetto- articolo del 13 gennaio 2026]

Sociologia e psicologia, cosa le accomuna e cosa le distingue

Cari lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI, dal momento che e’ entrata nella nostra redazione una sociologa,  siamo stati inondati di domande da parte dei nostri lettori.

E’ per questo motivo che abbiamo sentito l’esigenza di creare una FAQ che raccolga le domande  e i motivi che hanno guidato le nostre scelte.

1.Il vostro blog e’ sempre e solo scritto da tecnici con alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Perche’ questa scelta?

Si, la scelta di chiamare sempre dei tecnici qualificati a scrivere solo e soltanto di temi in cui hanno conseguito una specializzazione o su temi sui quali abbiamo una esperienza pluriennale, e’ uno dei caratteri distintivi del Blog, per distinguersi dalla massa e dal rischio di banalizzare alcuni ambiti se portati avanti dalla sola passione e hobbistica.

Abbiamo molti esempi in tal senso:

Il progetto MARTA, Il fumetto didattico sulla sulla salute e sicurezza e’ scritto da tecnici di altissimo livello.

Il progetto musicale della storia del rock o di Sandcastle, vede impegnati musicisti professionisti con esperienza pluriennale

Il progetto di economia Artiglio, primi passi nella lean economy e open innovation, vede tra i protagonisti professori universitari di chiara fama.

Potremmo elencarne tanti altri.

Questo rende comprensibile ancor di piu’ il fatto che la rubrica di sociologia si inserisce in questo filone in modo coerente.

2. Perche’ avete deciso di far entrare in redazione un tecnico, nella fattispecie una sociologa?

Quando nel 2009, ad oggi 17 anni fa, abbiamo aperto DETTI E FUMETTI, la sociologia era gia’ tra gli argomenti trattati insieme alla letteratura, arte, musica, cinema. Si pensi solo alla nostra prima “raccolta” OSVY, AFORISMI PER SALVARE IL MONDO

Il libro altro non e’ che un compendio di letteratura e sociologia.

Quindi realizzare una vera e propria rubrica sulla sociologia e’ stato il naturale approdo di un percorso iniziato 17 anni fa.

Il successo che sta avendo e’ merito del fatto che il focus sui temi sociologici acceso nel lontano 2009 non si e’ mai spento e che i nostri lettori sono fidelizzati e apprezzano questa idea.

3.Perche’ avete deciso di concentrare tanta attenzione (sono gia’ otto articoli consecutivi) che pubblicate su temi come: i sentimenti, le emozioni,ecc. Volete fare gli psicologi perche e’ trandy?

Parto dall’ultima parte della domanda.

Vedete concentrati tanti articoli di Chiara perche’ vorremmo raggiungere al piu’ presto un numero minimo di articoli da poter raccogliere in un libro illustrato. E’ il nostro obiettivo. Se vogliamo che sia a breve termine e’ inevitabile tenere questo ritmo. Per quel che riguara la prima parte della domanda, la risposta e’ no, non abbiamo nessuna intenzione di  aprire un sito di psicologia acchiappa like.

Attenzione a non cadere nella confusione. Bisogna fare chiarezza. Noi stiamo parlando di sociologia. Anche se e’ un po’ lungo da fare, distinguiamo bene Sociologia da Psicologia e, visto che siamo in ballo, da Psichiatria.

Sebbene sociologia, psicologia e psichiatria si occupino tutte in qualche modo dell‘uomo e del suo comportamento, differiscono nettamente per oggetto di studio, formazione professionale e approccio.

Ecco una sintesi delle differenze principali:


1. 🧑‍🤝‍🧑 Sociologia

La sociologia è una scienza sociale che studia l’uomo in relazione agli altri e all’ambiente sociale.

  • Oggetto di Studio: La società nel suo complesso, i gruppi sociali, le istituzioni, i fenomeni collettivi e le dinamiche relazionali. Si concentra sui processi sociali che influenzano i pensieri, i sentimenti e le azioni degli individui e dei gruppi (es. disuguaglianza, migrazioni, cambiamenti culturali, comportamento di folle).
  • Focus: Il livello macro e meso (società, gruppi, organizzazioni). Spiega il comportamento individuale come risultato di fattori sociali, economici e culturali.
  • Formazione: Laurea in Sociologia o Scienze Sociali. Non è una professione sanitaria e non si occupa di diagnosi o trattamento di disturbi individuali.
  • Obiettivo: Comprendere, analizzare e interpretare i fenomeni sociali per risolvere problemi sociali e prevedere i cambiamenti.

2. 🧠 Psicologia

La psicologia è la scienza che studia i processi mentali, il comportamento e le dinamiche affettive dell’individuo.

  • Oggetto di Studio: L’individuo e il suo mondo interiore: mente, comportamento, emozioni, processi cognitivi (memoria, percezione, pensiero) e sviluppo.
  • Focus: Il livello micro (l’individuo). Si occupa del benessere psicologico e relazionale, e del disagio psichico non prettamente organico.
  • Formazione: Laurea in Psicologia, seguita da tirocinio e Esame di Stato per l’abilitazione. Lo psicologo non è un medico e non può prescrivere farmaci. Se consegue una specializzazione quadriennale, diventa Psicoterapeuta e può fare terapia.
  • Obiettivo: Comprendere e spiegare il comportamento e i processi mentali, e intervenire per sostenere la crescita personale e gestire il disagio psicologico (ad esempio attraverso colloqui e psicoterapia).

La nostra collana di fumetti la trovate QUI

3. ⚕️ Psichiatria

La psichiatria è una branca della medicina che si occupa della salute mentale.

  • Oggetto di Studio: La patologia mentale dal punto di vista medico, biologico e bio-psico-sociale. Si concentra sulla diagnosi, cura e prevenzione dei disturbi mentali gravi e persistenti.
  • Focus: L’individuo con una malattia psichiatrica. Vede il disturbo mentale come un’alterazione che può avere cause biologiche, genetiche e ambientali.
  • Formazione: Laurea in Medicina e Chirurgia, seguita dalla Specializzazione in Psichiatria. Lo psichiatra è un medico e, per questo, è l’unico tra i tre a poter prescrivere farmaci (psicofarmaci) e richiedere ricoveri ospedalieri.
  • Obiettivo: Diagnosticare, trattare e riabilitare le malattie mentali, spesso utilizzando una combinazione di farmaci, psicoterapia e interventi psicosociali.

Tutti i libri della nostra collana citati nell’articolo li trovi QUI

[ La redazione di DETTI E FUMETTI- ARTICOLO DEL 14 DICEMBRE 2025]

L’importanza dei super eroi nel mondo di oggi

I supereroi, figure da tempo relegate all’immaginario dei fumetti, del cinema e della narrativa fantastica, mantengono una rilevanza straordinaria nel mondo contemporaneo. Lungi dall’essere semplici evasori dalla realtà, essi fungono da specchio culturale e da catalizzatori di ideali fondamentali. La loro importanza si manifesta su più livelli: psicologico, etico-morale e socio-culturale.

In un’epoca caratterizzata da incertezze globali, crisi ambientali, economiche e politiche, i supereroi offrono un bisogno fondamentale dell’animo umano: la speranza.

  • Fonte di Ispirazione: Essi rappresentano la possibilità che anche di fronte a minacce schiaccianti, l’individuo o un gruppo unito possa prevalere. Questo alimenta un senso di ottimismo e incoraggia la resilienza personale.
  • Gestione dell’Ansia: I loro nemici spesso incarnano le paure collettive (il caos, l’ingiustizia, il fanatismo). Vedere questi problemi affrontati e, spesso, risolti, offre un meccanismo di catarsi e aiuta a gestire l’ansia legata a problemi reali e complessi.
  • La Dualità “Eroe-Umano”: La maggior parte dei supereroi di successo (come Spider-Man o Batman) non sono solo esseri onnipotenti, ma persone che affrontano problemi quotidiani, fallimenti e dubbi. Questa umanizzazione rende i loro successi più accessibili e ispira le persone a essere “eroi” nella propria vita, anche senza superpoteri.

I supereroi sono potenti veicoli per l’esplorazione e la trasmissione di concetti etici complessi.

  • Il Concetto di Responsabilità: Il celebre mantra di Spider-Man, “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, è diventato un principio morale cardine. Sottolinea l’obbligo etico che accompagna il talento, la posizione o l’influenza, spingendo a riflettere sull’uso responsabile delle proprie risorse.
  • Giustizia vs. Legge: Molte narrazioni supereroistiche si concentrano sulla tensione tra ciò che è strettamente legale e ciò che è moralmente giusto. Questo costringe il pubblico a confrontarsi con i limiti dei sistemi stabiliti e con l’importanza dell’azione individuale in difesa dei più deboli.
  • Inclusività e Diversità: Le nuove generazioni di supereroi riflettono una crescente attenzione alla diversità razziale, di genere e di orientamento. Essi normalizzano la presenza di eroi provenienti da tutte le estrazioni sociali e culturali, diventando potenti simboli di inclusione e accettazione in una società multiforme.

I supereroi hanno trasceso la cultura pop per diventare la mitologia moderna della nostra società.

  • Identità Collettiva: Essi forniscono un linguaggio e un insieme di archetipi condivisi. Proprio come gli antichi si identificavano con Ercole o Ulisse, noi ci identifichiamo con Superman, Wonder Woman o Black Panther. Questi personaggi rappresentano il meglio che l’umanità può aspirare a essere.
  • Commento Sociale: Le storie dei supereroi sono spesso allegorie dei problemi contemporanei. Ad esempio, gli X-Men sono una metafora potente dell’intolleranza, del razzismo e della discriminazione. Attraverso il filtro della fantasia, il pubblico può affrontare e discutere temi sociali delicati in modo indiretto e meno polarizzante.
  • Motore Economico e Creativo: L’industria dei supereroi (cinema, TV, fumetti, videogiochi) è un colosso economico che alimenta migliaia di posti di lavoro creativi e genera miliardi di dollari, dimostrando la loro massiccia e continua risonanza culturale.

L’importanza dei supereroi nel mondo di oggi non risiede nella loro capacità di volare o di lanciare raggi dagli occhi, ma nella loro funzione di fari morali e di ancore psicologiche.

E’ in questo contesto che abbiamo accolto nel gruppo Chiara il falco, sociologa. Essi ci ricordano costantemente che, anche quando i problemi sembrano insormontabili, la combinazione di coraggio, altruismo e senso di responsabilità è il vero superpotere a disposizione di ogni persona. In sintesi, i supereroi sono fondamentali perché ci ispirano a credere non tanto nei poteri sovrumani, ma nel potenziale straordinario dell’umanità.


[ La redazione di DETTI E FUMETTI- Articolo del 13 dicembre 2025]

CHIARA IL FALCO e la sua rubrica TRA LE RIGHE DELL’ANIMA e la sua sigla

Care lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI, da qualche settimana vi abbiamo proposto  gli episodi della video rubrica di sociologia TRA LE RIGHE DELL’ANIMA scritta e interpretata da Chiara Narracci.

Illustrazione dello speed painting di Filippo Novelli per il video Clip: Chiara, il sole dentro la stanza

Ma chi e’ Chiara, lo abbiamo chiesto ad un suo amico che ci ha detto che lei irradia positività e luce; e’ capace di migliorare l’umore e l’autostima di chi le sta intorno. Forte e’ il suo impatto trasformativo sulle persone, non attraverso la perfezione, ma sostenendo l’autenticità e ricordando agli altri il loro valore. Insomma c’avra’ pure i suoi difetti ma l’influenza benevola e rassicurante di Chiara si infonde tutto attorno quando entra dentro una stanza.

Non ce lo ha detto cosi’ direttamente; ci ha mandato una canzone su di lei e noi, con l’aiuto della matita di Filippo, il nostro CEO e illustratore ufficiale, ne abbiamo fatto un video Clip che potete vedere facendo click QUI

A proposito questo e’ il testo della canzone:

CHIARA PORTA IL SOLE DENTRO LA STANZA.

DETTI E FUMETTI PRODUCTION

SAMI prompt sound engineering

Video clip by Filippo Novelli

Chiara porta il sole quando entra nella stanza

Chiara sa far brillare chi si sente senza

Ogni sorriso suo ti cambia la giornata

Ti guardi allo specchio e pensi forse valgo qualcosa

Rit: Tu es tre belle, ti ru ti ru le, ti ru ti ru le,

Chiara cammina e sembra che il mondo rallenti

Non dice molto ma capisci tutto dai gesti

Ha quella luce che ti prende senza chiedere niente

Ti fa sentire meglio anche quando non lo pensi

Non parla di perfezione, parla di essere veri

Ti guarda un attimo e ti ricorda chi eri

Con lei ti piace un po’ di più la tua storia

E quel sorriso che regala te ne lascia un po’ in memoria.

[DETTI E FUMETTI- Editoriale del 13 dicembre 2025]

QUANDO E’ CHE SI DIVENTA ADULTI? primo episodio della rubrica TRA LE RIGHE DELL’ANIMA la rubrica di CHIARA NARRACCI alias FALCO per DETTI E FUMETTI

Bentrovate lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI oggi apriamo la nuova rubrica di sociologia TRA LE RIGHE DELL’ANIMA; io sono CHIARA NARRACCI e, come consuetudine in DETTI E FUMETTI, per entrare nella redazione da oggi sarò CHIARA IL FALCO.

Illustrazione di Filippo Novelli

QUANDO E’ CHE SI DIVENTA ADULTI?

Iniziamo questa rubrica con il cercare di rispondere ad un gran quesito. Quand’è che finalmente si diventa adulti? Vi leggo un passo molto interessante: “Persone in grado di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di vivere serene. Le relazioni con i genitori”. Iniziamo con il dire che molti continueranno a piangersi addosso e ad accollare il peso dei propri fallimenti ai genitori, all’infanzia subita. Altri riusciranno ad accettare che siamo solo persone e tutti fallibili, compresi i genitori, e che tutti potremmo scegliere come comportarci al di là di come ci viene istintivo.

Prosegue lo scritto: “Personalmente ci misi mesi anche solo a rendermi conto di non conoscermi affatto, al di là di come ero solita gestirmi. A livello relazionale ho avuto paura di essere una bambola rotta, vuota, perché le mie domande restavano senza risposta. Ho poi capito che non ero mai stata abituata a prendermi in considerazione in prima persona, probabilmente anche perché donna invasa dall’impronta materna.

Non sono certo l’unica ad aver fatto confusione fra il mio pensiero e quello di mia madre, fra il mio sentire ed il suo rispetto a ciò che vivevo sulla mia pelle. Confusione amplificata crescendo dal confronto costante anche con le amiche e con le altre donne incontrate, dove l’unica certezza, l’unica costante erano le reazioni istintive alle altrui sollecitazioni. Non c’era la scelta di come e se agire, era un reagire istintivamente.

Facciamo un passo indietro. Quando veniamo al mondo siamo per noi stessi fonte di disagio. Abbiamo fame, sete, ci sporchiamo e siamo completamente dipendenti dai nostri genitori per appagare i nostri bisogni.

Scatta la convinzione che noi per noi stessi siamo il male, mentre i genitori sono il bene perché ci alleviano dai disagi. Scatta anche l’automatismo di dare più importanza a loro che a noi stessi, motivo per il quale crescendo ci identifichiamo con ciò che più spesso ci diranno di essere. E saranno proprio quei due tre aggettivi il nostro biglietto da visita con il quale ci presentiamo al gruppo di pari, fino a quando non scopriremo di essere molto di più.

Crescere è spogliarsi di queste percezioni limitate ed accettare i nostri limitati e limitanti genitori. È smetterla di pretendere da loro l’approvazione su tutto o smetterla di remarci contro incarnando la pecora nera pur di confermare la loro idea di noi. Credo sia questo il lavoro da fare quando si parla di dover “uccidere” i propri genitori, abbandonare l’idea o la convinzione atavica che i genitori hanno sempre ragione, salvando però l’amore che ci lega loro.

Come farlo? Scegliendo di piacerci noi in primis, imparando a prenderci in considerazione consapevole, uscendo dagli automatismi relazionali che attivano quelli personali, quei due tre aggettivi che dicevamo prima,  aprendoci alla vita, dandoci il tempo di valutare come è meglio muoversi. Chi inizia con il  chiederti di fronte alle piccole scelte quotidiane cosa penso? cosa sento?  Mi va? è buono per me?. Questa è la via per diventare ciò che vogliamo essere, Adulti.

Il video dell’articolo lo trovi QUI

Se non impariamo a conoscerci, continueremo a non rispettarci e a soffrire per come ci vedono gli altri . TU Che ne pensi?

Al prossimo episodio.

[Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI, Sezione Sociologia. Articolo del 10 ottobre 2025]