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SANDCASTLE, la danza della sabbia – il nuovo graphic musical di FONTANELLI, SANTARSIERO E NOVELLI-Il Comunicato Stampa, rassegna e raccolta interviste in occasione della sua uscita

Cari amici di DETTI E FUMETTI abbiamo lasciato la parola al nostro amico MASSIMO CANORRO, giornalista di settore, per darvi la grande notizia che tutti quanti aspettavate: l’uscita del nostro fumetto, SANDCASTLE, la danza della sabbia, un graphic musical come lo abbiamo chiamato, frutto della collaborazione con i nostri amici i bravissimi MARDI GRAS,

La rock band italiana dal respiro internazionale che ha musicato la storia, realizzandone l’omonimo CD pubblicato da Underground Simphony Records.

Ecco come in questi giorni Massimo sta presentando il Graphic Musical SANDCASTLE alla Stampa.

Copertina di SANDCASTLE disegnata da Filippo Novelli

“America. Jersey City. In un paese in cui il male si presenta agli umani nelle forme più disparate, due fratelli soli al mondo inciampano in disavventure malinconiche, finché, grazie alla forza dell’amore, riusciranno a trasformare sé stessi e a cambiare il loro destino. Legati da un rapporto disperato e inevitabile, come solo il vincolo di sangue può essere, vivono la vita in comune, esistono insieme invece che divisi, si sentono qualcosa quando gli altri sono nulla. Perché due fratelli sono già una famiglia”.

(Sandro Bonvissuto, scrittore)

Se venissimo colpiti negli affetti più cari, riusciremmo a reagire trovando in noi una forza mai espressa? È il tema di Sandcastle, la danza della sabbia, un avvincente graphic musical – disegnato da Filippo Novelli (fondatore del blog Detti e Fumetti) su soggetto originale di Sante Sabbatini, Francesco Braida e dello stesso Novelli, con la sceneggiatura e dialoghi a cura di Dario Santarsiero (redattore di Detti e Fumetti per la sezione “Teatro e Letteratura”) , Fabrizio Fontanelli (musicista) e lo stesso Filippo Novelli – dove la colonna sonora è quella dei Mardi Gras.

La rock band italiana dal respiro internazionale ha infatti musicato la storia, realizzandone l’omonimo CD pubblicato da Underground Simphony Records. Negli 8 brani dell’album,i Mardi Gras hanno ulteriormente espanso il loro profondo playground sonoro, lasciandosi guidare dal racconto. Il graphic musical e il disco diventano così due oggetti inseparabili, nell’ambito di in progetto sviluppato a 360 gradi dagli autori che prevede anche la produzione di un merchandising a tema Sandcastle.

Disponibile su Amazon, Sandcastle, la danza della sabbia narra le vicende di due fratelli, Cecilia e Nicholas Amato, sullo sfondo della Jersey City negli anni ’80. Un racconto a tinte forti, con al centro la trasformazione di Nicholas, ragazzo geniale ma costantemente bullizzato che – dopo un incidente occorso a Cecilia, vittima di un tentativo di violenza da parte di Sebastian – riuscirà a lasciarsi alle spalle il suo passato difficile, per combattere chi ha cercato di approfittare di sua sorella. Non mancheranno i colpi di scena, molti dei quali alimentati dalla figura dell’affarista Don Nate Caruso, affiliato alla mafia italo-americana.

“È incredibile essere tra i protagonisti di un graphic musical – il commento dei Mardi Gras, classic rock band punto di riferimento nella scena romana –, e se già fa uno strano effetto rivedersi in foto e video, lo è ancora di più ritrovarsi nei disegni di Filippo Novelli”

Sandcastle verra’ presentato al Concerto dei Mardi Gras che si terrà ALL’AUDITORIUM  il 26 2 2025

Biografie

Dario Santarsiero, autore teatrale e scrittore; le sue commedie sono andate in scena in diversi teatri romani.

Redattore di DETTI E FUMETTI per la sezione TEATRO e LETTERATURA, tra i suoi libri e fumetti ricordiamo: IN TRENO DA MONTE MARIO A VALLE AURELIA, RACCONTI SPARSI, FUGHE, DA GRANDE FARO’ L’ARTISTA, FARE TEATRO, MARTA, SALVO e OLIVIA.

Fabrizio Fontanelli autore e musicista, è il fondatore della band romana Mardi Gras. Cresciuto musicalmente tra Roma e Dublino, ha prodotto i quattro album e svariati singoli dei Mardies. Negli ultimi anni ha organizzato eventi musicali e letterari promuovendo la musica originale e creando connessioni tra autori e musicisti. 

Filippo Novelli, ingegnere e maestro d’arte, è il fondatore del blog DETTI E FUMETTI nel quale: cura la rubrica di ARTE e FUMETTO, realizza fumetti didattici ed illustra gli articoli degli altri redattori. Tra i suoi libri e fumetti ricordiamo: OSVY, AFORISMI PER SALVARE IL MONDO, FUGHE, DA GRANDE FARO’ L’ARTISTA, MARTA, SALVO, OLIVIA, LA SICUREZZA IN CANTIERE A FUMETTI, LA STORIA DEL ROCK, ARCHITETTURA GLOBALE, FARE TEATRO, OSVY E IL GATTO, OSVY FIGHT THE COVID E ARTIGLIO, PRIMI PASSI NELL’OPEN INNOVATION E NELLA LEAN ECONOMY

MARDI GRAS

Un’intrigante miscela di pop, rock, soul, con qualcosa che rimanda al country irlandese e al grunge. Vi manda in confusione? Non deve, anche perchè il tutto è presentato in modo invitante, con riff accattivanti e messaggi potenti nei loro testi che arrivano dritti all’anima”

Cosi è descritto il viaggio sonoro dei Mardi Gras, inseriti nei 7 acts europei da scoprire da parte del Reader’s Digest, il magazine più letto al mondo;

La band romana è nata ufficialmente nel 2006, anno di uscita del loro primo album.  Il nome Mardi Gras deriva dall’ultimo album in studio dei Creedence Clearwater Revival, oltre ad essere il noto Carnevale celebrato ogni anno a New Orleans.

A caratterizzare la band un caleidoscopio di musica, colori ed energia. Italiani ma da sempre con l’orecchio ed il cuore rivolti verso i songwriters americani, irlandesi ed inglesi, i Mardi Gras hanno voglia di raccontare storie, sentimenti e movimenti dell’anima. Un percorso che negli anni li ha fatti evolvere da gruppo acustico ad una vera e propria rock band, sempre rivolta ad un pubblico internazionale.

L’attitudine dei Mardi Gras li porta a rappresentare l’Italia allo Sziget festival di Budapest e ad intraprendere due tour in Irlanda, terra che li ha “adottati” nei primi anni del loro viaggio, con entusiastiche recensioni, passaggi e interviste radio. I Mardi Gras provengono da un album come “Drops Made” del 2006, definito “sette piccoli quadretti classici e senza tempo” da Rockerilla. 

Anche “Among The Streams” del 2011, in cui il blend di irish rock, country e americana ha portato il lavoro della band ad essere inserito tra gli album rivelazione del 2011 secondo la stampa e la critica specializzata

Le svariate esperienze sui palchi italiani e irlandesi, anche al fianco di artisti come i Frames, Glen Hansard, Mundy, Jack Savoretti, Billy Bragg, Giorgio Canali, Paolo Benvegnù, li hanno imposti come una band dalla “sanguigna passionalità liberata soprattutto dal vivo” (Federico Guglielmi).

 Le due canzoni di protesta dei Mardi Gras “The Wait” (contro la pena di morte) e “Scarecrow in the snow” (sulla paura del diverso indotta dai politici per scopi elettorali) sono ambedue ospiti del sito “Songs of the times” di Neil Young, una raccolta di “peace and protest songs” che il cantautore canadese ha stilato dopo l’11 Settembre.

Nel 2015 esce “Playground”, il terzo disco della formazione romana, registrato a Roma e masterizzato presso gli Abbey Road Studios di Londra da Simon Gibson.

Un campo giochi sonoro dove la band fa proprie tutte le sue influenze e le rielabora tra ballads, rock, funky e brani intimisti. Ospite speciale è Mundy uno degli artisti irlandesi più noti.
 

La band tra il 2018 e il 2021, in attesa del quarto album in studio, ha fatto uscire svariati singoli, tra cui due collaborazioni speciali con l’artista Irlandese Mark Geary. La loro rivisitazione di “One Guitar” di Willie Nile, oltre ad essere un singolo benefico per la “Light of Day Foundation” che si occupa di raccogliere fondi per la lotta al Parkinson, li ha portati ad essere ospiti nel 2021 durante le maratone online organizzate dalla fondazione, assieme ad artisti come Bruce Springsteen, Little Steven e molti altri.

“Sandcastle” è il loro quarto lavoro, un album sorprendente ed intenso che ritroviamo nelle live performance illustrate nel nostro graphic musical.

Sandcastle copertina di Filippo Novelli

Informazioni aggiuntive su SANDCASTLE

Tipo: brossurato

Pagine: 72 a colori

Formato: 21.59 x 0.43 x 27.94 cm

ISBN-13: 979-8339857860

Prezzo: 9,99 euro

disponibile su AMAZON QUI

Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e materiali.

Ufficio Stampa:

Massimo Canorro

mob. +39 333 531 46 96

email: massimocanorro@yahoo.it

SCRIVONO SU SANDCASTLE

–The parallel vision

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A STAR BENE SI IMPARA. DARIO SANTARSIERO intervista l’autrice, la sociologa Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI

A star bene si impara!

“In un mondo che viaggia fin troppo velocemente si dimentica spesso di prendersi in considerazione in prima persona e nel presente.”

Ritratto di Chiara di Filippo Novelli

Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti vorrei presentarvi Chiara Narracci, sociologa; con lei parleremo del suo libro “A star bene si impara!” Edizioni G.A.Z.. Prima però, due righe di presentazione. Nata a Roma l’08/04/76, ti sei laureata in Sociologia a La Sapienza, hai due master in Consulenza e in Mediazione Familiare, collabori con: il consultorio Centro la Famiglia al Vicariato da 20 anni e con diversi avvocati matrimonialisti. Sei responsabile di diversi sportelli d’ascolto nelle scuole. Docente di Sociologia della famiglia nelle varie sedi italiane della Sicof [Scuola Italiana Consulenti della Coppia e della Famiglia].

Autrice dei seguenti libri: la grande abbuffata, pubblicato con la Regione Sicilia; le favole di Pietro, edizioni progetto cultura; le favole di Bruno, edizioni progetto cultura; le favole di Elena, edizioni progetto cultura.

Il libro di Chiara Narracci “A star bene si impara!” suggerisce come gestire le nostre emozioni e tentare di risolvere al meglio le proprie insicurezze e paure in tutti i campi della nostra vita, che minano il nostro equilibrio sia psichico che fisico. Nella seconda parte del libro, Chiara indica, tramite le favole, dedicate ai propri figli, come i miti e le leggende, ci aiutano ad accogliere e normalizzare le resistenze e le credenze cognitive.

D. Allora Chiara, come mai hai sentito l’esigenza di scrivere “A star bene si impara!”?

C. Per sfatare diversi pregiudizi che ci bloccano nella crescita personale, portandoci a vivere trascinando i piedi…

troppe volte sento affermazioni tipo: le persone non cambiano, al massimo peggiorano! O anche: sono fatto così! 

Di qui l’idea della copertina, dove la pecora Rosa è colei che ha imparato a conoscersi e a volersi bene pertanto sceglie consapevolmente come gestirsi nelle varie situazioni.

D. Perché Conoscere la propria storia di vita e le relative dinamiche relazionali è fondamentale?

C. Ognuno di noi costruisce la propria peculiare storia di vita, in base a come viene più spesso definito dalle figure di riferimento… conoscere come ci siamo strutturati; comprendere come funzioniamo nelle dinamiche interne e relazionali; perdonare le mancanze ricevute ed imparare a compensare da soli

È la strada per la libertà di scegliere quali condizionamenti ricevuti fare propri, perché buoni per noi e quali lasciare andare.

È l’ignorare che ci porta a subire noi stessi e a farci sentire vittime degli altri e degli eventi… possiamo però imparare a gestire il nostro mondo emotivo.

D. Nella tua lunga esperienza come consulente e mediatore familiare, affermi che ciò che ci destabilizza ad ogni età è il mondo emotivo; ce ne vuoi parlare?

C. Grazie all’analisi transazionale di Berne compresi che il mondo emotivo è fermo all’infanzia e che l’imprinting emotivo ha effetti anche sui comportamenti associati alle varie emozioni che adottiamo nel presente. 

Esser consapevoli che gli eventi di oggi sono tanto destabilizzanti perché a percepire la realtà è il bambino che eravamo e non l’adulto che siamo diventati aiuta a ricentrarsi velocemente. Come? Leggi il libro! [Sorride N.D.S.]

D. Quanto la comunicazione influisce sul nostro vissuto?

C. Moltissimo perché le parole deformano, definiscono e limitano la percezione della realtà esterna e interna, se un bambino viene spesso definito pigro si convincerà di esserlo e metterà in scena atteggiamenti in linea con questa etichetta pur di sentirsi considerato. 

Pertanto, conoscere le proprie etichette, comprenderne il peso avuto e scegliere di non metterle in scena è liberatorio.  

D. Nel libro indichi quali sono le regole di base della comunicazione e quali sono gli errori da evitare; ce ne puoi anticipare qualcuno?

C. Penso agli out-out! A tutte le volte che esasperati dall’atteggiamento disturbante di qualcuno gli intimiamo di cambiare pena il perderci… non funzionano! Nella migliore delle ipotesi producono un cambiamento momentaneo dettato dalla paura non dall’amore.

Sono convinta che l’unica leva che funzioni sia l’amore: il mettere in evidenza ciò che amiamo dell’altro, ci aiuta ad esempio ad avere maggior tolleranza verso ciò che ci piace di meno, portandoci ad ingentilire le etichette: un conto è dire ad un figlio, spesso e volentieri, che è un bugiardo, un conto è rimandargli che ha molta fantasia!

D. perché le favole hanno un significato socio pedagogico?

C. Le favole come i miti e le leggende si rivolgono direttamente al mondo emotivo, che come ho accennato e’ fermo all’infanzia pertanto ci livellano tutti ad un comune sentire bypassando le resistenze cognitive e culturali.

Con le favole si esplora il mondo emotivo e lo si normalizza consentendoci di accettarlo come parte di noi e della nostra storia.

Solitamente da adulti quando siamo in preda a forti emozioni ci giudichiamo come inadeguati portandoci a sentirci ancor più destabilizzati, la chiave invece è nel guardare al bambino che eravamo con tenerezza e tranquillizzarlo… per poi godere delle nostre risorse da adulti per gestirci al meglio nel presente.

D. Bene. Cara Chiara, sicuramente hai stimolato i nostri lettori a leggere il tuo libro “A star bene si impara!” G.A.Z. edizioni. Ed approfondire così il tema dell’emotività interiore.

C. Un saluto a te e alle lettrici e lettori di Detti e Fumetti

[WILLY ALIAS DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI- SEZIONE LETTERATURA- ARTICOLO DEL 4 SETTEMBRE 2024]

SAM SMITH -I’M NOT THE ONLY ONE -STORIA DI UNA CANZONE

Amici di DETTI E FUMETTI ecco un nuovo capitolo di Storia di una canzone. oggi vogliamo parlarvi di Sam Smith e della sua I’m not the only one.

Sam Smith nasce a Londra il 19 maggio 1992; studia canto e scrittura creativa al St. Mary di Cambridge e inizia a collaborare con i Disclosure con i quali si fa conoscere al grande pubblico nel 2012 grazie al brano Latch (Latch raggiunge l’undicesima posizione in Gran Bretagna).

Nel 2013 debutta come solista e l’anno successivo vince 4 Grammy con In the lonely hour.

Il suo stile inconfondibile è un soul contaminato dal pop, R&B e gospel con inserimenti di musica d’orchestra. Torna a vincere un altro Grammy Award con Petras con il brano Unholy e collabora con molti artisti. Nel 2015 con “Writing’s on the Wall” vince l’Oscar come miglior colonna sonora. Nel 2020 fa coming out e si dichiara non binario,  portando avanti la causa per la sua e le altre categorie poco rappresentate nel panorama musicale fino ad allora.

I temi delle sue canzoni ruotano attorno all’amore, spesso non corrisposto, alla vulnerabilità e alla perdita.

La canzone di cui oggi vi vogliamo parlare ne è chiaro specchio. Stiamo parlando di I’m not the only one.

Pubblicata nel 2014 all’interno del suo album di esordio “In the Lonely Hour” che ha vinto il primo Grammy. Narra in prima persona del tradimento e della infedeltà di cui il cantante sospetta del suo compagno. Con una melodia malinconica e struggente, Sam Smith pone al centro le sue qualità canore.  

L’apice nel ritornello quando l’artista dichiara: “dico che sono pazzo perché non credi che io sappia cosa hai fatto, ma quando mi chiami baby so di non essere l’unica” (“You say I’m crazy Cos you don’t think I know what you’ve done, But when you call me baby I know I’m not the only one”) esprime il tormento interiore della persona tradita, che è consapevole della situazione nonostante i tentativi di nasconderla.

Testo di I’m Not The Only One

You and me we made a vow
For better or for worse
I can’t believe you let me down
But the proof is in the way it hurts

For months on end I’ve had my doubts
Denying every tear
I wish this would be over now
But I know that I still need you here

You say I’m crazy
Cause you don’t think I know what you’ve done
But when you call me baby
I know I’m not the only one

You’ve been so unavailable
Now sadly I know why
Your heart is unobtainable
Even though Lord knows you kept mine

You say I’m crazy
Cause you don’t think I know what you’ve done
But when you call me baby
I know I’m not the only one

I have loved you for many years
Maybe I am just not enough
You’ve made me realise my deepest fear
By lying and tearing us up

You say I’m crazy
Cause you don’t think I know what you’ve done
But when you call me baby
I know I’m not the only one

You say I’m crazy
Cause you don’t think I know what you’ve done
But when you call me baby
I know I’m not the only one
I know I’m not the only one
I know I’m not the only one
And I know.And I know.And I know.And I know.And I know…
I know I’m not the only one

Questa e’ un nuovo capitolo di STORIA DI UNA CANZONE, la nostra rubrica che parla di musica e che presto diventerà un concept book acquistabile sui nostri canali insieme al poster e alla t-shirt. Stay tuned.

la pursue respighi orchestra ha interpretato il brano nel suo concerto dell’ ottobre 2024 che potete ascoltare qui.

[Filippo Novelli -sezione musica – articolo del 16 aprile 2024]

ARF X- roma 24/25/26 maggio – al MATTATOIO- LA PELANDA – il manifesto di CAMBONI

La decima edizione di “ARF! – Festival di Storie, Segni & Disegni” si terrà a Roma dal 24 al 26 maggio 2024 negli spazi del Mattatoio La Pelanda e della Città dell’Altra Economia.

Silvio Camboni firma il manifesto della decima edizione di ARF! Festival del Fumetto, che celebra il suo talento attraverso una specialissima mostra che lo racconta autorialmente a tutto tondo, sottolineandone il respiro internazionale: dalle sue storie per il Topolino settimanale – che lo hanno visto disegnare anche su testate di culto come Mickey Mouse Mistery Magazine e X-Mickey – ai due splendidi volumi Mickey e l’Oceano Perduto e Mickey e la Terra degli Antichi di quella incredibile collana francese Disney/Glénat su cui ARF! aveva già puntato i propri riflettori con l’esposizione Mickey by Glénat del 2018.

In questo excursus dal titolo 𝙓𝙏𝙍𝘼𝙊𝙍𝘿𝙄𝙉𝘼𝙄𝙍𝙀!, tra layout, matite digitali e tavole definitive che esplodono in tutto il loro colore, si passerà dalle avventure de Il Viaggio Straordinario (di cui Panini Comics ha già tradotto e pubblicato i primi 9 capitoli) alle tavole ancora inedite in Italia di Prima Spatia, la nuova saga fantascientifica che lo vede ancora una volta “trasformare” in spettacolari disegni i testi di Denis-Pierre Filippi, lo sceneggiatore che – non a caso, come nella maggior parte del percorso artistico d’Oltralpe di Camboni – è la penna di altre opere in mostra tratte da Gargouilles e da Les mondes cachés. Il viaggio sarà davvero straordinario!

«Nel rinnovare la suggestione della favola di Cappuccetto Rosso (fil rouge di tanti manifesti delle prime 9 edizioni del Festival – n.d.r.) che cavalca una sorta di Pterodattilo (citazione esplicita all’Arzach di Moebius – n.d.r.),ella vola sopra sopra una Roma post-atomica dove la vegetazione si sta riprendendo tutti i suoi diritti: il Ponte dell’Industria è invaso da liane e rampicanti, così come il Gazometro, che sembra avere addirittura radici, quasi si fosse trasformato in albero metallico anch’esso. Si riconoscono i pini parasole romani; il Tevere è incorporeo, riflette il cielo senza esitazioni, e sembra non esistere più, un vuoto più che un pieno.» Silvio Camboni


Silvio Camboni ha avviato la sua carriera di fumettista mentre era ancora studente di Architettura al Politecnico di Milano, nel lontano 1988. La sua collaborazione con la Walt Disney lo ha portato a pubblicare regolarmente su Topolino e altre testate disneyane, segnando l’inizio di un percorso professionale di grande successo. Tuttavia, è a partire dal 2001 che si è distinto nel panorama fumettistico internazionale, soprattutto in Francia, dove ha lavorato a stretto contatto con lo sceneggiatore Denis-Pierre Filippi. Insieme, hanno dato vita a saghe di grande impatto, come i fumetti Gargouilles, Les mondes cachés e Nefesis per Les Humanoïdes Associés e l’editore belga Dupuis.

In seguito, Silvio Camboni ha ampliato ulteriormente il suo campo d’azione, collaborando con Vents d’Ouest/Glénat e altri importanti editori. Ha partecipato alla realizzazione della serie Le voyage extraordinaire, composta da ben dodici volumi, confermando la sua abilità nell’illustrare storie coinvolgenti e suggestive. Presso l’editore Glénat, ha prestato il suo talento alla collana dedicata a Mickey Mouse, firmando i disegni dei volumi Mickey et l’Océan perdu e Mickey et la Terre des Anciens, opere che hanno ottenuto apprezzamento e successo anche in Italia, oltre che nella loro terra d’origine.

La sua produzione più recente include l’opera fantascientifica Prima Spatia, che già ha conquistato il pubblico nonostante sia ancora inedita in Italia. Oltre alle sue opere principali, Silvio Camboni ha lasciato il segno in ambito fumettistico attraverso la creazione del personaggio Baby Legs in collaborazione con Bepi Vigna. Ha inoltre arricchito il mondo del fumetto con le sue illustrazioni per una storia del Bone di Jeff Smith. La sua versatilità e creatività hanno avuto un impatto significativo nella primavera del 2020, durante il lockdown pandemico, quando ha partecipato al progetto benefico COme VIte Distanti curato da ARF! Festival.

Parallelamente alla straordinaria carriera nel fumetto, Silvio Camboni ha svolto molteplici attività come architetto, giornalista, animatore, docente, curatore editoriale, autore e conduttore radiofonico e televisivo. Il suo contributo nel campo dell’animazione è stato davvero rilevante, avendo diretto il film Dopo trent’anni prima nel 2006 e i cortometraggi Mosca, W la neve e Santa Notte per l’Antoniano di Bologna e Rai Cinema. Inoltre, ha condiviso la sua passione e conoscenza nell’ambito della radio e della televisione sulle emittenti sarde Radiolina e Videolina, confermando il suo impegno costante nel mondo dell’arte e della comunicazione.

La prolifica carriera di Silvio Camboni non si è limitata al panorama italiano e francese, avendo pubblicato anche per importanti editori come Source/La Sirène, IDW Publishing ed Egmont. Il suo contributo eclettico e di grande impatto ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del fumetto e dell’arte in generale, confermando il suo talento poliedrico e la sua capacità di reinventarsi costantemente.

RIFERIMENTI

ARF! Festival del Fumetto – Edizione X
Roma, 24/25/26 maggio 2024
c/o MATTATOIO – La Pelanda – Città dell’Altra Economia
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – 00153 Roma – Testaccio, Roma
www.arfestival.it

Ufficio stampa: Fabiana Manuelli – stampa@fabianamanuelli.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto -articolo del 5 aprile 2024]

OLIVIA, LA SALUTE E LA SICUREZZA RACCONTATA AI RAGAZZI E’ ON LINE

Cari amici di DETTI E FUMETTI ci siamo, da oggi potete avere OLIVIA LA SALUTE E LA SICUREZZA RACCONTATA AI RAGAZZI,

Olivia, la salute e la sicurezza raccontata ai ragazzi è la terza stagione di MARTA, e nasce con l’intento di parlare di queste tematiche alla fascia dei ragazzi più grandi, prossimi ad entrare nel mondo del lavoro.

L’intuizione di coinvolgere un gruppo di esperti di sicurezza nasce dalla consapevolezza che oggigiorno il fumetto è divenuto un veicolo potente per trasferire cultura e nella fattispecie la cultura della sicurezza a tutte le fasce di età.
Trattare temi come la sicurezza stradale, il junk food e altre tematiche di educazione civica con questo medium pensiamo valga per i più piccoli piu’ di mille ramanzine e raccomandazioni. Leggendo Marta o Salvo o ora Olivia, il lettore compirà quel percorso virtuoso che dal conoscere il pericolo, passa per il saper essere coscienzioso, per arrivare quindi a sentire i comportamenti corretti e sicuri come parte del proprio agire quotidiano. Un iter formativo vero e proprio in materia di salute e sicurezza, nel quale l’immedesimazione che avviene nel fumetto e il desiderio di emulare i suoi eroi, tipico della giovane età, completerà il percorso di consapevolezza che tutti auspichiamo.

Ci teniamo a ringraziare IL TEAM DI ESPERTI :Michele Rovida, Ivan Mainardi, Paola Favarano, Stefano Paglino, Elena Magno,Filippo Novelli,Vito Schiavone e Carla Mammone .

Ringraziamo anche chi nelle precedenti stagioni han fatto parte del TEAM MARTA: Alessandro Nanni, Veronica Bonanomi, Maria Grazia Apuzzo, Paolo Zambianchi, Stefano Pancari

TESTI del fumetto di Dario Santarsiero e Filippo Novelli

Disegni: Filippo Novelli

Contiamo di condividere il progetto tramite il terzo settore e i nostri amici sponsor in tutte le scuole di Italia. Se siete interessati a partecipare scrivete a filipponovelli.911i@gmail.com

INFO UTILI

Potete acquistare OLIVIA su AMAZON con un semplice click QUI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 29 novembre 2023]

ARF 9 -CON IL CUORE

Filippo Novelli presenta il Reportage del Festival del fumetto di Roma, sul caleidoscopico mondo del fumetto a cura di DETTI E FUMETTI

“Nei miei disegni vi è una esplosione di colore che si fa messaggio e mezzo per richiamare l’attenzione del pubblico, superando il segno stesso. Utilizzo una atmosfera prospettica per dare anima ai miei personaggi il che ha in se qualcosa di rivoluzionario se siete abituati ai classici colori delle icone dei vostri eroi”. E’ cosi’ che Nicoletta Baldari, firma della copertina della nona edizione di ARF, ci introduce ai suoi disegni.

ARF, il Festival del fumetto di Roma, appuntamento obbligatorio per chi vive nella capitale (e non solo) quest’anno ci ha stupito piacevolmente per la scelta degli autori portati in mostra e per i  temi affrontati nei talk a vogliamo oggi dare ampio spazio. Temi, sempre in linea con l’attualità, sempre trasversali nella Cultura, sempre geniali nell’approfondire l’hype del momento: Zerocalcare che sfonda la quarta parete e si fa intervistare dai tiktoker e dai 2010; CAPAREZZA, la targa Tenco 2021 innamorata del fumetto; Lillo-Posaman che rivela le sue doti di fumettista; i personaggi delle fiction che si rivelano essere azzeccatissimi personaggi da fumetto come Raiz e Giacomo Giorgio di MARE FUORI. Sono tutti benzina del motore di questo ARF 9.

 Interessantissima la mostra del maestro Mattotti che ti permette di apprezzare la genesi delle tavole. Un vero e proprio salto nel tempo per tornare agli echi della metafica italiana dei due fratelli DE CHIRICO e SAVINO .Vi riportiamo alcuni capolavori affiancati ai loro bozzetti.

Dopo il tempo sospeso degli anni pandemici, la sfida per gli ARFER era grande:  tornare l’ARF degli anni d’oro 2018-19. Sapevano che non sarebbe stata una missione facile; il pubblico dimentica velocemente, oggigiorno l’offerta è sempre piu’ variegata e frammentata; le generazioni si susseguono, il pubblico si rinnova e tu devi ogni volta rincorrerlo e farti conoscere, farti notare in qualche modo. Ovviamente hanno accettato la sfida; hanno decuplicato l’offerta (mai organizzate tante mostre in una unica edizione). Insomma hanno affilato le loro armi migliori “Per offrire il meglio ARF di sempre” [cit. Fabrizio Verrocchi].

 

gli spazi della pelanda – Werther Dell’edera – Mostra su Arfio

Hanno innanzitutto riconquistato gli spazi della PELANDA, luogo perfetto per far esplodere le peculiarità dell’ARF e farne un unicum riconosciuto a livello nazionale. I feedback ed i numeri gli hanno dato ragione. Tenete conto che in una sola giornata hanno superato quelli della edizione precedente.

 

Cari lettori di DETTI E FUMETTI come promesso oggi vogliamo accompagnarvi all’interno di alcuni dei TALK più belli di questa edizione dell’ARF. Se avrete voglia di unire i puntini disegnati dalla mente dell’ARFER MAURO UZZEO, se vorrete interpretare la sua sceneggiatura del festival, allora sono sicuro che ne uscirete arricchiti e con le idee piu’ chiare sul MONDO DEL FUMETTO di oggi.

 Mauro e la sua squadra ha portato sul palco dei Talk la serie campione di incassi MARE FUORI [ panel dal titolo: ULTRAPOP: “COME FOSSE UN FUMETTO” – INCONTRO CON IL CAST DI MARE FUORI – (Intervengono: Ivan Silvestrini, Raiz, Giacomo Giorgio – Conducono: Mauro Uzzeo e Riccardo Corbò) ],

MARE FUORI è in onda su  RAI PLAY, e ha raggiunto un totale di 214 milioni di visualizzazioni con un numero incredibile di tempo speso pari a cica 89 milioni di ore. Con questi numeri ha scritto la storia della RAI  ed i suoi protagonisti verranno ricordati per sempre. Nel titolo il motivo di questo panel “come fosse un fumetto”.

Con il regista, Ivan Silvestrini, e due dei principali  protagonisti della serie, Giacomo Giorgio (Ciro Ricci) e Raiz – Gennaro della Volpe (Don Salvatore), è stata fatta una accurata analisi di MARE FUORI al fine di far emergere e apprezzare alla platea gli stilemi del fumetto che sono alla base della storia. La dissertazione sull’uso del colore nella caratterizzazione dei personaggi (ad ogni personaggio è abbianto un colore  correlato con il carattere) è stato uno dei passaggi che ho apprezzato di piu’.

Ivan ha fatto notare l’attento uso della palette: vestiti con delle tonalità marina per alcuni personaggi,  tonalità verde marrone per altri,  vestiti nella scala dei grigi per altri ancora; i protagonisti, i Ricci, che spiccano sugli altri personaggi per il colore dei  vestiti: bianco o nero con inserti oro.  Tutto è funzionale per distinguerli e fare loro delle vere e proprie icone.

Altro tema mutuato dal fumetto è stato quello del valore dato al ruolo del Villain (del cattivo); a tal proposito è stato chiesto il parere ai protagonisti del talk.

Giacomo: “Confesso di essermi ispirato per certi aspetti anche a Joker; ho trovato che interpretare un cattivo è molto più affascinante ed interessante che interpretare il buono. Il mio personaggio tuttavia non ha voluto  raccontare il male fine a se stesso, bensi’ far vedere il male come qualcosa che imprigiona l’uomo, che di base è  buono e fragile. Quando il protagonista muore questa verità emerge. Ciro si rivela un ragazzo indifeso e fragile che ha bisogno di suo padre, un padre purtroppo assente. Se disegni un personaggio di questo genere, ne fai un eroe perchè lo fai entrare in empatia con il pubblico. Si badi bene, Ciro si rivela essere ben diverso dallo psicopatico serial killer  che puo’ essere il Joker.  Spesso mi viene posta la domanda sul rischio della emulazione del cattivo/male. Io penso che il cinema deve essere scevro da qualunque tipo di rapporto nel sociale; non si può pensare al cinema come qualcosa di educativo. Il cinema è messa in scena, è Arte. Se ci facessimo questi problemi allora film come Il Padrino o Scarface non avremmo dovuto mai farli. Ed invece sono diventati  tutti grandi film che hanno fatto la storia del cinema; film con grandi cattivi il cui compito non è educare. L’importante è che tu regista o attore non inciti all’imitazione ma anzi spieghi, fai capire, che chi si comporta così poi fallisce, muore. Questo messaggio noi abbiamo cercato di darlo con Mare Fuori. Penso che invece la chiave vincente di Mare Fuori è che è un veicolo  per dare una educazione emotiva.

Per chiudere con una battuta sul falso problema della emulazione: visto il successo di don Matteo, se valesse questo principio il mondo sarebbe pieno di gente brava, buona e santa come lui, Voi li avete visti?

Un altro talk “sul pezzo” dopo Mare fuori è stato quello con Barbara Baraldi all suo esordio come nuova curatrice di Dylan Dog.  (panel: BARBARA BARALDI E LA QUINTA STAGIONE DI DYLAN DOG -Intervengono: Barbara Baraldi, Michele Masiero – Conducono: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo)

La prima domanda fatta a Barbara nasce da una curiosità che accomuna tutti noi: Quale è la prima cosa che hai fatto quando sei diventata curatrice di Dylan? “.

B.:Studiare chi aveva lavorato in questo stesso ambito prima di me. Io quando inizio a scrivere ho come metodo di lavoro il cercare delle persone che lo hanno fatto prima di me; in Italia per quel che riguarda l’horror  prima fra tutte abbiamo avuto Carolina Invernizio, soprannominata la casalinga di Voghera, nomignolo attribuitole per offenderla. Lei diceva che si era vendicata di questo nomignolo dei critici, facendo loro presente che le loro madri e le loro mogli leggevano i suoi scritti.

M.: E’ giustamente arrivato il tempo delle donne in posizioni apicali. Bonelli si è allineata al trend.

la Barbara Baraldi di Filippo Novelli

B.:In Bonelli mi hanno detto che mi hanno scelta perché in questi anni ho scritto buone storie; mi è piaciuta molto questa loro naturalezza nel dirmi che sono qui non per il mio genere ma per il lavoro che ho fatto. Io mi sento orgogliosa e carica di responsabilità. I miei lettori, nel complimentarsi per la notizia, mi hanno scrittouna bella frase che ricordo volentieri: “Spero che in quanto donna porterai delle cose sicuramente diverse in Dylan”.  Ebbene questo è uno divenuto uno dei miei principali obiettivi. Spero di portarlo a termine.

V.: Non hai scritto moltissimo in Dylan ma le tue storie hanno una  forte identità e si nota una forte conoscenza del personaggio; Dylan è considerata testata più femminile della Bonelli perché Dylan Dog è letto dalle donne, cercato dalle donne, voluto dalle donne; le donne trovano una sensibilità più affine a loro che non per altri personaggi di altre testate Bonelli. Tu che rapporto hai con il personaggio Dylan?

B.: Non sono mai stata innamorata di Dylan Dog, per me è sempre stato mio fratello. Io sono la più grande di quattro fratelli; ai piccoli spesso ho fatto da mamma; per i piu’ grandi sono stata la loro confidente.  Con Dylan è lo stesso. Lo considero uno di famiglia, un fratello. Il caso vuole poi che abbiamo molte cose in comune: infatti come lui soffro di claustrofobia, di vertigini, inizialmente avevo anche la fobia sociale… ora ce ne vuole per fermarmi quando inizio a parlare sul palco.

Vi confesso che ho sempre avuto una timidezza cronica; fino a poco tempo fa non sarei mai riuscita a parlare davanti alle persone. Questo per dire che leggendo Dylan ho trovato casa perché tutte le tematiche dilaniate erano mie; Posso elencarvene altre: l’invisibilità, il camminare ai margini mentre tutte le altre persone erano al centro e vivevano la vita vera (cosa che non facevo io).

Poi la scrittura mi ha riscattato, mi ha permesso di spaccare molti di questi muri che avevo tirato su. Riuscire piano piano a far vivere i miei personaggi mi ha consentito di  tirare fuori la mia voce;  e, come vi dicevo,  adesso si fa fatica a spegnermi. Oggi riesco ad esprimermi facilmente e questo, se vogliamo, lo devo a Dylan.

Diventare la curatrice del tuo beniamino è una cosa che fa tremare i polsi, pero’ la voglia di fare vince la paura. Quella voglia di fare che nasce dalla ossessione. Penso che l’ossessione sia la cosa che ci fa andare avanti nella vita. Quando davvero amiamo qualcosa le tue paure le superi.  

Ricordo quando ero adolescente;  in Dylan ho trovato tutto quello che amavo: vi  era l’orrore; c’erano le citazioni; c’era una scrittura che mi faceva provare davvero delle emozioni. Ecco vorrei che il lettore ritrovasse quello che ho trovato io nel nuovo Dylan che curerò. Il mio intento è riprendere il canone di Dylan.

Masiero: Dylan Dog nasce come fenomeno di massa molto importante; nel tempo ha risentito della della crisi generale del fumetto e della crisi dell’editoria. E’ diventato progressivamente sempre meno di massa; sul perchè ci sarebbe da fare un lungo ragionamento che inzia dalle edicole che spariscono e prosegue con i fenomeni generazionali, che non si agganciano piu’ come prima a personaggi del livello di Dylan; ma non è questa la sede. L’esigenza che sentivamo era quella di  rivitalizzare Dylan. Il nostro desiderio è riportare Dylan Dog a vivere le urgenze dei ragazzi di oggi.

Urgenze che hanno una accelerazione e sono molto diverse da quelle che intercettò Sclavi ai suoi tempi. Tuttavia  i “problemi” giovanili sono sempre gli stessi; non è che cambiato molto; è cambiato il modo di metterli in scena, questo si.  Ci siamo chiesti perché non provare a cercare una strada per far ritornare Dylan in mezzo ai giovani?

V.: Qual è il tuo rapporto con Tiziano Sclavi? Quanto ha contato per te? Sappiamo che Dylan ti ha formata e ti ha dato tantissimo; aver conosciuto Tiziano Sclavi in che modo pensi che abbia influito sulla persona che sei adesso?

B.: Ho un aneddoto che ce lo puo’ far capire.  Lucarelli  (lo scrittore) m’ha detto: “Quando racconti una cosa devi sempre avere un aneddoto” perchè l’aneddoto aiuta a capire. Tiziano mi volle conoscere dopo che scrissi la storia di Dylan: “Gli anni Selvaggi”. Era una storia delicata da trattare perchè toccava l’adolescenza di Dylan Dog, cosa mai fatta prima.  Andai a trovarlo a casa; lui viveva ai margini di un bosco in un paesino lontanissimo; mi venne a prendere la bibliotecaria della libreria nata grazie a una sua donazione. Mi disse: “Ti devo portare in un posto”, senza dirmi quale fosse (… era la casa di Tiziano). Il viaggio con lei sembrava una trama perfetta di un film horror. Dalla paura mi appiattii sul finestrino e pensai “Adesso mi ammazzano”. Ho finito il viaggio con la mano sulla portiera, pronta a saltare giu’ dall’automobile. Paranoia assoluta.

A sorpresa alla fine invece arrivai a casa di Tiziano. Mi accolse la moglie, lui e i sette bassotti. Quella fu la prima volta che lo conobbi. In quell’incontro non dissi quasi nulla dall’emozione,  sembrando una tipa molto misteriosa/educatissima.  Successivamente è nata la nostra lunga amicizia. Una volta all’anno ora vado a trovarlo nella casetta nel bosco e parliamo di libri, film (senza mai parlare di Dylan- salvo che lo chieda lui) .

Dovete sapere che i nuovi episodi di prossima uscita lui già li ha letti e sta contribuendo moltissimo con osservazioni e consigli. Questo credo che sarà un regalo per tutti noi; io da fan mi ci metto in mezzo.

Per tornare sui nostri obiettivi: vogliamo attrarre le giovani generazioni. Vi racconto come.

Già ho scritto cinque romanzi per ragazze; ho scritto una saga dark fantasy.  So cosa attrae i lettori giovani anche se sono consapevole che il genere Young Adult è il piu’ difficile da scrivere.

Devi avere rispetto per loro e non scrivere qualcosa da piccoli; i ragazzi hanno bisogno di essere portati via da qualcosa. Ad esempio nei miei racconti ho affrontato temi adulti come l’elaborazione del lutto. I giovani di oggi leggono molto i manga perché al loro interno si spinge  molto sull’acceleratore delle emozioni.

Nei  prossimi racconti cercheremo di inserire almeno una scena memorabile che vi faccia provare un brivido, o che sia onirica, vedremo. Voi ci direte se ci saremo riusciti.

Ci siamo dati una prospettiva nuova per l’immediato futuro. Portero’ quello che mi si muove dentro nella speranza che rispecchi il desiderio dei nostri lettori. Ci saranno tanti collaboratori a dare il loro contributo.

Ci metteremo a servizio non del mio gusto ma del gusto di Dylan. Come curatore cercherò di portare su tutte le storie nel rispetto del canone di Dylan.

Con questo non intendo dire che torneremo indietro al Dylan degli anni ottanta. Per quello già c’è l’Old Boy.

Fateci caso, i ragazzi di oggi vivono in un ambiente molto censurato (vedi YOUTUBE, i prodotti della Disney/Marvel) pertanto trovare un canale nuovo come il fumetto di Dylan in cui proporgli l’horror (horror come antidoto, direi) potrebbe essere la chiave vincente (molto piu’ vicina al manga per tematiche che non ai film disneyani).

L’incontro termina tra gli applausi.

A seguire un interessante talk che ci racconta la nuova frontiera del fumetto: il WECOMIC.  AI MIEI TEMPI QUA ERA TUTTO WEBCOMIC! [ intervengono: Giacomo Bevilacqua, Lorenzo Carucci (Jundo), Dario Sicchio e Lorenzo Magalotti (Tacotoon) – Conduce: Valeria Gobbato]

V. Facciamo un giro di tavolo e chiediamo agli ospiti di presentarsi. Iniziamo con Giacomo.

G.: Ho iniziato a disegnare Panda nel 2008. All’epoca c’ero io, Eriadan e pochi altri. Pensate che Zerocalcare è arrivato circa due anni dopo. Era un’epoca meravigliosa perché c’era ancora il Facebook dove i like delle persone (vere) contavano qualcosa. La gente ti metteva un like per il tuo disegno e tu facevi UAUH!. Adesso, nell’epoca dell’Algoritmo, anche se hai 6 milioni di like, ti arriva uno, quasi sempre un profilo fake o peggio una persona reale, solitamente uno che non ti conosce, che si prende la libertà di insultarti gratuitamente … e tu ci rimani malissimo…; ed è cosi’ che ti scordi gli altri 5,999 milioni like … e vai in paranoia. Bello eh?

V. Panda è nato su internet, figlio dello scroll verticale, quando le piattaforme ancora non esistevano; Lorenzo che cosa è successo con l’avvento delle piattaforme?

L.: Con le piattaforme è cambiato tutto. Ho fondato Jundo che per farvi capire, è una sorta di Netflix del fumetto digitale che contiene piu’ di 200 opere; queste possono essere webtoon (e poi vedremo magari un pò la differenza tra webcomic e webtoon) o webcomic, nazionali e internazionali. Abbiamo anche uno shop integrato dove è possibile acquistare i volumi cartacei di queste opere; lo scopo della nostra piattaforma è:  da un lato creare una sinergia totale tra cartaceo e digitale, dall’altro rompere quello schema dove cartaceo e digitale si sono visti molto in contrasto l’uno con l’altro, pensando erroneamente che il digitale va a mangiare il cartaceo oppure il cartaceo tiene indietro l’innovazione del digitale.

In realtà non c’è contrasto perchè  si creano due set molto fighi e molto diversi tra loro, dove il digitale e il cartaceo della stessa opera avranno proprio due dimensioni creative completamente indipendenti ma entrambe valide.   L’altra innovazione del MODELLO PIATTAFORMA è l’avere la linea original con il 100% dei profitti (esclusi i costi di produzione) che va all’autore. I profitti per la piattaforma infatti derivano dalle subscription: per accedere al catalogo bisogna pagare 2 € al mese (appunto il modello simil-NETFLIX). E’ questo il motivo per cui possiamo dare sui nostri original il 100% all’autore proprietario della propria opera.

In un momento storico in cui il nuovo autore fatica ad entrare nel mondo del fumetto, questa metodologia penso che  lo aiuti moltissimo. Non solo, gli autori hanno un feedback immediato, cosa che non è per nulla scontata con altri sistemi di promozione.

V.: Dario parlaci di te e di Tacotoon.

D.: ho iniziato a fruire del webcomic come lettore per poi arrivare ad esordire come autore. Ho vissuto l’epoca in cui i siti alla blogspot e Facebook  stavano iniziando a declinare.  Per intenderci i siti alla blogspost (estensione dei blog su piattaforma google) erano realizzati dagli autori  per far conoscere il proprio lavoro; delle vere e proprie pagine personali. Li si mettevano le proprie opere on line senza nessuna contezza del linguaggio del web. Noi autori avevamo solo coscienza del fatto che in quel modo i nostri lavori si potevano far leggere su internet. L’unica cosa che cambiava rispetto al cartaceo era il disporre le vignette in verticale per lo scroll. Usavamo Facebook per rimandare a queste pagine. Nulla di piu’.

Nel 2021 sono diventato line editor (coordinatore editoriale) delle produzioni originali di Tacotoon, che è un’app di fumetti a cui puoi accedere tramite browser. Ha un impianto leggermente diverso da quello di Jundo, nel senso che non ha un modello con sottoscrizione. Usa il pay-per-read (paga per leggere) . Ogni serie ha un primo capitolo gratis; poi se vuoi continuare a leggere, per sbloccare i capitoli successivi, bisogna pagare. I fumetti sono in formato webtoon; sono fatti per essere letti da smartphone o tablet ed offrono un’esperienza di lettura unica e performante. In tacotoon abbiamo tutta una serie di prodotti su licenza ma diamo anche una enorme attenzione alle produzioni originali, che sono uno dei prodotti di punta di Tacotoon.   

Se il webcomic è piu’ stile simil-scan (con l’impostazione tradizionale) da social (tipo Instgram),  nel  webtoon invece si inizia a identificare la infinite canvas, vale a dire si ha una lettura verticale infinita,  un ambiente narrativo diverso e con grande potenzialità. Il tutto è trasponibile in cartaceo.  Mi occupo infatti anche di line editing per quanto riguarda le produzioni italiane cartacee di edizioni BD che è la casa editrice madre da cui è nato il distaccamento digital che tacotoon. Se posso sintetizzare la differenza tra i due generi posso dire che: “ Ogni webtoon è un web comic; non tutti i web comic sono webtoon”.

Con lo scroll   (lo scorrimento verticale) che si ha nel webtoon possiamo creare una tensione; ad esempio creando una vignetta molto  lunga in cui più si scorre più scopriamo qualcosa fino ad avere una rivelazione finale; questa cosa nel fumetto cartaceo (che ha vignette affiancate e giustapposte) non è altrettanto efficace. Con il webtoon quindi c’è piu’ tensione  e siamo noi a decidere che cosa far comparire sullo schermo in quel determinato momento.

Dal punto di vista interazione casa editrice-autore, questo nuovo mezzo da a quest’ultimo molta più indipendenza. Non c’è piu’ quel rapporto ingessato con la casa editrice. Non si parla piu’ di minimo garantito, di avere un po’ piu’ royalty, o una tiratura maggiore, ecc.

Vorremmo concludere questo panel dando un po’ di numeri per far capire che è un medium valido; i lettori della piattaforma sono circa 100.000 in Italia e sono in aumento anno dopo anno.

Nuova giornata all’ARF e nuovo PANEL. Domenica mattina apre la sala talk l’incontro:  CALEIDOSCOPI DI LUCI, OMBRE, MACABRO E COLORE

Il panel recita cosi’: “Nicoletta Baldari, superstar del fumetto americano rappresenta il volto e il cuore di ARF! 2023, mentre Margherita Morotti incarna la sua anima più indipendente. Due fumettiste, due illustratrici, due autrici uniche dal talento straordinario raccontano il loro percorso e come, la loro arte, rappresenti perfettamente i loro moti interiori”. – Moderano: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo.

Mauro introduce il talk facendo presente che Baldari e Morotti in un modo o nell’altro rappresentano il volto dell’edizione di quest’anno di Arf. La prima ha realizzato il poster di ARF ed è presente al festival con

il Manifesto ARF 2023- di Nicoletta Baldari

una sua personale. Morotti rappresenta l’anima della SELF AREA e Arf ha preparato anche per lei una personale.

L’arf fin dal primo anno, spiega Mauro,  si è posto un obiettivo: quello di parlare di fumetto a 360 °; l’ARF è quel posto dove  Topolino e Corto Maltese sono posti allo stesso livello  senza alcuna distinzione; il linguaggio del fumetto è talmente vario e talmente ampio che non ci sembrava giusto focalizzarci solo su un determinato aspetto. Mauro conclude l’introduzione ringraziando Francesca Procopio, responsabile della Self Area, per aver contribuito a rafforzare questa idea  di  ricchezza delle potenzialità del fumetto e dell’illustrazione.  

Mauro con una serie di domande dirette e mirate ci da modo di conoscere meglio le due protagoniste di oggi.

La Nicoletta Baldari di Filippo Novelli

M.: Nicoletta chi sei e da dove vieni.

N.: Sono una fumettista e nasco come tale;  ho fatto anche delle illustrazioni e oggi lavoro con varie case editrici come: Disney, Marvel, DC, Bao, e altre.  Ogni tanto mi piace uscire fuori dagli schemi, evadere; ne sono un esempio alcuni lavori che ho portato in mostra  (vedi i disegni ad inizio articolo).

M.; E tu Margherita?

Mar.: Sono una freelance, lavoro dal 2011. Ho cominciato con l’autoproduzione e da allora ho lavorato per riviste e grandi marchi (Martini).  

M.: Guardando e visitando le vostre mostre,  ma anche vedendo il vostro percorso artistico,  la prima cosa che salta agli occhi è il diverso uso che fate del colore.  Nelle opere di Margherita troviamo una tensione tra il bianco e nero. E’ come se ci fosse una continua battaglia tra la luce e l’ombra. Invece guardando le opere di Nicoletta noto una esplosione emozionale di colori. E’ come se foste complementari l’una all’altra.  Approfondiamo meglio.  

Mar.: Per anni ho lavorato  solo  in bianco e nero perché non capisco bene i colori e non ho li ho mai  studiati in modo approfondito;  ho un difetto alla vista per cui non percepisco bene tutti i toni. L’uso del  bianco e nero mi ha permesso di capire subito (anche tramite grigi) dove andavano le profondità  e cosa volevo che funzionasse all’interno di una composizione senza dover pensare anche ai colori.

Il mio è un disegno molto di pancia dove linee sottilissime trattengono figure potenti. Uso la texture con la volontà di aggiungere dettagli senza dover far ricorso a molte ombre. Dal punto di vista della organizzazione della mia giornata di lavoro, io mi trattengo tutto dentro durante il giorno e poi la sera riverso sul foglio bianco le mie sensazioni. E’ quasi terapeutico.

N.: Ho iniziato ad usare questa “esplosione di colore nei miei disegni quando mi sono prefissa l’obiettivo che il colore fosse un vero e proprio mezzo espressivo di comunicazione. Avevo un disegno abbastanza forte, che pero’ era povero di inchiostrazione; c’era bisogno del colore. Il mio colore è tonale. Per meglio capire di cosa parlo facciamo l’esempio del mio Uomo Ragno. Lui non è piu’ blue, è viola. Uso il viola, un tono caldo, per ricreare l’atmosfera calda del tramonto. All’inizio la Marvel  aveva espresso dei grossi dubbi per come coloravo i suoi personaggi, perchè sai “i supereroi non si toccano”; tuttavia quando ho spiegato loro che la prospettiva atmosferica e la scelta dei colori  che utilizzavo erano importanti  e funzionali alla storia, allora si sono ricreduti ed hanno accettato l’Uomo Ragno viola. La successiva uscita del film  Spider-Verse ha sdoganato  definitivamente questo approccio. Oltre al colore ho voluto cambiare anche il fisico dell’Uomo Ragno; non volevo più che fosse muscoloso e ingessato; Peter era spiritoso, faceva acrobazie;  ho immaginato che dovesse essere molto agile e sempre in movimento;  quindi ho esaltato all’estremo la linea.  Mi sono detta: “Facciamo si che tutto sia  funzionale”. Anche l’uso della “sporcatura” nel tratto mi ha aiutato a sentire tutto piu’ vero, a donare freschezza al disegno. Essa crea empatia con con gli spettatori.

M.: E’ vero. E’ un po’ come nel cinema il respiro dell’operatore di macchina. Sapete oggi nel digitale ricreano questo effetto perchè piace e rende tutto meno artefatto e freddo.  

M.: Guardando le vostre opere un’altra cosa che salta all’occhio  è la differenza di approccio al disegno.

Molti dei lavori di Margherita rivendicano di essere analogici, materici, viscerali. Invece Nicoletta si vede che lavora totalmente in digitale.

Mar.: Lavorare in analogico  mi permette di capire meglio le proporzioni; con il digitale io faccio fatica e comunque anche quando provo ad andarci poi stampo e controllo su un foglio di carta se tutto funziona. Lavorare in digitale mi darebbe velocità, essendo io molto lenta, ma trovo molto meno senso di appartenenza. Quindi preferisco l’analogico.  Lo so che lavorare in analogico vuol dire sbagliare e non poter piu’ tornare indietro; tuttavia questo fatto significa per me solo che devo essere piu’ concentrata. L’analogico rende il mio lavoro piu’ immersivo anche se so che il digitale mi darebbe possibilità infinite.

M.: Te Nicoletta invece sei il caso opposto. Tutto digitale. Come mai? Ricordo quando ti sono venuto a trovare in studio ho notato una cosa:  ingrandivi l’illustrazione tipo un milione di volte e poi iniziavi a cesellare il disegno. Lo sai che solo gli alieni dotati di super retina si accorgeranno di quei particolari?  Parliamone.

N.: Ho iniziato a disegnare in cartaceo e con il solo inchiostro; tuttavia vedevo che questa tecnica non riusciva a darmi quello che io volevo.  Fu allora che inizia ad usare la tavoletta grafica; proprio per le sue immense possibilità. E’ stato molto divertente sperimentare dal punto di vista grafico. La mia è diventata non piu’ solo disegno/pittura bensi’ la  giustapposizione gioiosa di elementi.

Grazie al vantaggio dei tempi piu’ stretti di realizzazione che mi dava il digitale, ho potuto sperimentare molto e lo ho fatto in uno spazio illimitato che solo questo medium puo’ dare.  In esso posso sbagliare, ripetere e ripartire quante volte voglio. Questo è il mio approccio.

M.: Margherita, che differenza di approccio usi quando lavori per grandi brand come Martini e rispetto a quando fai cose per te, stile self. 

La Margherita Morotti di Filippo Novelli

Mar.: Ho capito negli anni che c’è qualcosa che funziona meglio per un progetto  (grandi committenti) rispetto ad un altro. Quando lavoro per grandi marchi divento una sorta di ghost artist  Solitamente questo tipo di lavori non li pubblico nemmeno, non li pubblicizzo.

M.: Tra il pubblico probabilmente c’è gente che vorrebbe essere voi. Potete raccontargli quale è il percorso che avete fatto per arrivare fin qui e che strada è bene intraprendere?

N.: Io fin da piccola volevo disegnare le principesse Disney; era il mio sogno da bambina.  ho coltivato questa passione e ho cercato di farla diventare un lavoro vero e proprio; a tale scopo sono andata a scuola di Comics. Dovete sapere che il lavoro del fumettista non è sempre facile. Ho ricevuto anch’io tanti no ma mi sono serviti  a crescere.  Il mio primo lavoro che feci era in bianco e nero e in stile  grottesco. E’ stato un trampolino per i successivi lavori.  Penso che se ti armi di determinazione e costanza, oltre che di tanta passione, riesci ad ottenere tutto.  

Alla Disney mi ha detto no due volte prima di prendermi a lavorare con loro. A pensarci ora  quei no sono stati fondamentali per la mia crescita. Quando me li diedero chiesi loro di farmi  capire dove non funzionava il mio disegno. Fortunatamente loro mi hanno aiutato a capire e, dopo due anni, quando mi sono ripresentata, hanno accettato il mio lavoro; dopo la Disney è arrivata la Marvel ( anche lei all’inzio mi ha dato il due di pikke). Insomma i fallimenti devono spronarvi a continuare ad andare avanti con determinazione.

In fondo facciamo il lavoro piu’ bello del mondo.  Saltando da un lavoro all’altro ho sviluppato quel mio stile che è diventato quello che conoscete; stile che ancora cambierà presuppongo, perche’ trovo bello cambiare; è bello studiare e studiando ci si evolve, si cambia.

Mar.: Infatti in questo lavoro non si arriva mai. In fondo l’artista ha questa peculiarità: mettersi sempre in discussione. Non fermarsi mai a fare sempre le stesse cose, a raccontare sempre le stesse cose.  

M.: E’ vero! immagina un regista che facesse sempre lo stesso film. E’ impensabile.  Margherita a te invece come è andata?

Mar.: Io ho cominciato ricopiando i manga e l’ho fatto fino dall’età delle medie. Mi sono trasferita a Milano e ho studiato illustrazione. Terminati gli studi avevo chiaro in testa che volevo fare l’illustratrice ma con un approccio che non fosse commerciale. Anche io ho ricevuto diversi no per i lavori che portavo ai miei committenti. All’inizio i miei disegni erano forse troppo complessi e poco leggibili nella composizione. Quando ho inziato ad usare il colore per alleggerire il tutto è andata meglio e sono arrivate le approvazioni e le nuove commissioni.

Proseguiamo il nostro racconto dalla sala talk, cuore dell’ARF, con quello che ritengo uno dei migliori panel anche perchè ci tocca da vicino a noi di DETTI E FUMETTI in qualità di blog che con passione prova a fare della divulgazione sul fumetto.

Il titolo del panel recita cosi’: “ I FUMETTI, SPIEGATI BENE. Da quando Vincenzo Mollica portò per primo le telecamere dei telegiornali della Rai a sbirciare dietro le quinte delle case editrici, all’esplosione dell’informazione fumettistica sul web grazie ai siti specializzati e ai social. Ne parliamo con i precursori della divulgazione e con chi, quotidianamente, ci racconta quel che accade nel mondo della Nona Arte.

Intervengono: Alucyel (Tiktoker, in collegamento), Riccardo Corbò (TG3, Utopia Comics Magazine), Kuro  (youtube/twitch), Luca Deejay (youtube/Instagram) – Andrea Gagliardi (blogger de LO SPAZIO BIANCO) -Moderano: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo

M.: Abbiamo parlato di chi i fumetti li fa, di chi i fumetti li legge. Oggi parleremo di chi li divulga e tenta di farli conoscere al piu’ vasto pubblico possibile, dando una panoramica la piu’ ampia possibile sui mezzi utilizzati.

Riccardo Corbo’ è stato il fondatore una delle prime fanzine italiane di fumetto, Utopia

Corbo’ è noto al pubblico di ARF perchè è stato il moderatore di molti dei nostri talk. E’ uno dei giornalisti di settore più noti e ci introdurrà un’altro grande giornalista che ha dedicato la sua vita al fumetto: Vincenzo Mollica. Oggi presenteremo con Riccardo alcuni reportage RAI storici di Mollica in cui si tratta il fumetto non tanto come notizia ma come un vero e proprio fenomeno sociale e sociologico.  Addirittura di fumetto come causa della depravazione della gioventù di allora.

R.: “Mollica è stato innovativo perchè è stato il primo giornalista di settore che ha parlato di autori e  li ha fatti conoscere al grande pubblico. Questo è stato un cambio di paradigma per l’epoca; ed è una rivoluzione ancora in atto non del tutto compiuta; lo dimostra il fatto tutti sanno chi è Topolino o Dylan Dog, pochi chi è il loro sceneggiatore.

Le interviste in TV di Mollica sono ancora valide a quasi quaranta anni di distanza. Viene da chiedersi quanti di noi produttori di contenuti  sono certi che tra quaranta anni tali contenuti abbiano ancora un valore?”.

A questo punto del panel si apre la storica  diatriba tra comunicazione del passato e quella presente. La domanda che ci si pone è: “Oggi è ancora possibile una comunicazione di massa condivisa e generazionalmente trasversale in stile RAI-Mollica? Le sue interviste le vedevano tutti, anche perchè la TV era l’unico mezzo visivo di comunicazione, mentre oggi i mezzi sono diventati molteplici, sempre piu’ specializzati e sempre piu’ di nicchia  (solo per citarne alcuni: YOUTUBE, TWITCH, TIK TOK, CLUBHOUSE, ecc) . Che battaglie affronterebbe oggi un Mollica tiktoker?

M.: Andrea, quest’anno il blog/portale Lo spazio bianco ha festeggiato i suoi ventuno anni.  Il portale ha cercato di dare un quotidiano aggiornamento sulla realtà fumettistica italiana ed internazionale. Dopo le fanzine cartacee degli anni ottanta si è passati al web di UTOPIA e poi ai portali come Lo spazio bianco. Ogni fanzine, blog, portale nasceva in quel tempo come una sorta di piccolo club (l’etimologia stessa di blog da la misura dell’approccio del medium usato. Blog infatti è una sorta di diario intimo e informale da far leggere ai tuoi amici); dove a noi redattori piaceva parlare di fumetto.

E’ una situazione quindi del tutto diversa dai programmi televisivi o dalle interiviste in TV. Quello che accadde successivamente sui canali youtube (a livello di possibilità di approfondimento di certe tematiche) è stata la diretta trasposizione dei blog e dei portali.  E’ cambiato il mezzo e con lui anche il pubblico.

Infine vi è stato l’avvento di Tik Tok che ha un approccio, se vogliamo, piu’ simile ai servizi giornalistici dei TG in TV, come loro infatti ha un tempo limitato, da 30-40-50 secondi; arrivi al massimo a 3 minuti; è pocchissimo tempo rispetto ai 30 minuti di un pezzo su youtube, dove si puo’ sviscerare un tema, approfondire. Spesso la formula degli elenchi, delle classifiche, dei “consigli” su tik tok è da un certo punto di vista limitata. Se ne deduce una “critica”, un giudizio superficiale del tipo da parte del divulgatore: “E’ bello per me” o   “A me piace”, e giu’ di li. Sono pareri o al massimo brevissime recensioni.

Poco tempo = poche informazioni.

Con questo non li voglio sminuire. Sottolineo che non è semplice avere successo come tik toker. Non è semplice avere una comunicazione veloce ed efficace. In poco tempo devi dare molte informazioni, precise, coincise e devi riuscire a coinvolgere l’ascoltatore, la tua cosidetta “community”.  Ci riesci se sai cogliere quella cosa importante di quel determinato  fumetto.

Interessante è anche sottolineare le differenze che vi sono tra il pubblico televisivo e il pubblico di youtube o dei social in generale. Mentre il primo è in ascolto passivo, il secondo invece interagisce con te. Youtube da questo punto di vista è piu’ “democratico” come medium. Inoltre mentre Mollica era uno. Oggi ci sono tanti youtuber, tanti tiktoker . La concorrenza è fortissima.

Ascoltare uno youtuber che ti parla di un fumetto è come entrare in una fumetteria e chiedere dei consigli su cosa leggere. E’ un rapporto piu’ diretto e intimo.

Il rischio di mancanza di approfondimento, il rischio di scadere nel dilettantismo ovviamente c’è. E’ dietro l’angolo; non lo si può negare.

Non si ha più la garanzia di poter ascoltare un esperto che divulga alla Mollica.

Questo problema nasce dalla disponibilità del medium. Grazie ad esso tutti possono parlare di tutto e dare un loro parere. Parere che è  soggettivo. E’ insito nella natura del nuovo media.

Stà poi nelle capacità  e nella intelligenza dello youtuber che ha la “pretesa” di approfondire, scegliere  di affidarsi ad esperti per parlare di determinati temi (magari intervistandoli).

Se sei bravo Youtube ti da modo anche di creare una sorta di piccoli documentari, di inchieste fruibili da tutti.

Per la sua facilità d’uso ed immediatezza, Youtube ti da la possibilità di mantenere la tua spontaneità (dipende dal taglio che vuoi dare) e quindi volendo ci sta  anche una certa amatorialità nel fare un pezzo. Cosa che ha i suoi pregi (come quello di entrare in stretto contatto con il tuo pubblico- cosa che con la TV non accadeva) e i suoi difetti (il rischio di essere superficiale è sempre dietro l’angolo e si contrappone al rigore giornalistico di ieri come di oggi).

R.: Serve secondo me a questo punto fare una riflessione, sia sulla divulgazione, sia sui mezzi che si usano, sia su cosa si vuole divulgare.

Ci siamo mai domandati veramente cosa vuol dire fare divulgazione? Vuol forse dire creare una conoscenza comune? E se si, il fumetto è un tema condivisibile? Può essere posto sullo stesso piano del:

– calcio

-dell’amore per la pizza

 -della musica

 La domanda è retorica e la risposta è no.

Inoltre la trasformazione della divulgazione è figlia dell’aumento dei modi di comunicare.

Quando ce ne era uno solo, la televisione di Mollica, qualcosa spostava. Anche il fumetto.

Oggi è tutto cambiato. I giovani la televisione nemmeno la guardano piu’. Vi è un pubblico per ogni media. Un media è piu’ efficace di un altro nel promuovere un determinato tema/oggetto/settore.

M.: Concordo e per farmi meglio capire faccio un esempio sulla quella che è stata la  mia scelta del mezzo per fare divulgazione e su quale ho trovato piu’ adatto per un mio prodotto. Io sono autore di un fumetto. Fare un passaggio sul canale youtube di Dario Moccia per promuovere il mio libro “il confine” mi ha aiutato molto di piu’ che non un servizio di qualche minuto in televisione. Buona divulgazione oggi significa parlare a pochi interessantissimi piuttosto che a tanti “distratti” e poco interessati.

Ritengo che forse a questo punto oggi è meglio avere pochi ma buoni lettori (interessati) -che quindi ci comprano (vedi il caso delle Variant)-  piuttosto che numeri piu alti di indifferenti.

R,: Il rischio tuttavia è che diventino sempre meno anche se sempre piu’ interessati è dietro l’angolo. Alla fine ti trovi a parlare con 100 persone, che, credo, che commercialmente forse è un obiettivo fallimentare.

M.: ok, però questo ragionamento va anche contestualizzato rispetto alla quantità di offerta del mercato. Facciamo l’esempio dei Manga. Ne escono moltissimi. Dal punto di vista del divulgatore è impensabile pensare di “fare la critica” ad ogni episodio. D’altro canto dal punto di vista del lettore è difficilissimo orientarsi.

Dove è che la domanda incontra l’offerta? al lettore piace (o forse deve accontentarsi) avere anche poche notizie su tutto cio’ che lo incuriosisce; il tiktoker gliele da nel giusto modo  (o come forse come puo’) condendo il tutto con tanta passione, intimità, vicinanza. Questo connubbio funziona visti i follower che hanno alcuni tiktoker.

R.: Ok, comprendo e alla fine dei conti sono contento che ci sia tanto “cuore” da parte di tutti coloro che sono intervenuti e fanno divulgazione di fumetto; anche io ci metto il mio, ormai un cuore cinico, ma ci sta.

Ne traggo questa conclusione: La verità è che viviamo in un mondo in movimento dove le forme cambiano. Sono sicuro che se ripetiamo questo talk tra un anno, ci sarà un nuovo medium per divulgare il fumetto. Quello che è certo è che la passione ci deve guidare;  bisogna creare un rapporto fiduciario con il lettore/ascoltatore/follower; è pur vero che rimango della mia idea:  c’è divulgazione e divulgazione; la gente vuole farsi consigliare ma deve aver ben chiaro chi è che la sta “consigliando” in termini di competenza altrimenti tutto scade nella superficialità e nella amatorialità e a rimetterci è tutto il mondo del fumetto sia gli autori che i consumatori.  

M.: E’ vero quello che dici, te lo riconosco. Da autore è molto bello parlare con persone (i divulgatori) che ne sanno e allo stesso tempo è molto triste parlare con persone non hanno minimamente idea di tu sia. Tutto ciò danneggia il mondo del fumetto e anche e soprattutto il lettore/ascoltarore/follower. Quindi mi raccomando parlate di fumetto ma con “cura e attenzione”.

Ci uniamo all’appello di Mauro e Riccardo e ,nella speranza di aver dato un contributo con questo reportage sul Festival ci diamo l’appuntamento ad ARF X nel 2024. Buon fumetto a tutti.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – articolo del 16 maggio 2023]

SALVO – episodio 6 – COSA FARE DURANTE UN TERREMOTO

Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al sesto episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi.

Per chi non ci conosce ancora siamo un TEAM di esperti che ha deciso di collaborare assieme per divulgare la cultura e la sicurezza ai piu’ giovani attraverso l’uso potentissimo del fumetto, che riteniamo essere un mezzo trasversale, chiaro e diretto per poter portare avanti contenuti utili alla collettività.

Nel nostro curriculum già vi è MARTA (potete prenderlo a questo LINK) , simile a SALVO, ma rivolta ai piu’ piccoli ( fascia di età 9-12).

Tanti i temi trattati in materia di salute e sicurezza, la maggior parte dei quali si rifà ai punti fondamentali dell’INAIL ma che spazia anche in materie come l’educazione civica, l’alimentazione e la pedagogia.

Nel ringraziare DETTI E FUMETTI, che con questo progetto coglie appieno la sua essenza, cioè quello di essere un HUB NEL WEB e unire mondi e culture diverse nell’insegna del fumetto, oggi vogliamo concludere questo primo ciclo di SALVO parlandovi di uno dei temi che ci sta piu’ a cuore: SALVare VITE. Come farlo? Aiutando a capire come reagire e comportarsi se si viene colti da un evento sismico e/o atmosferico avverso mentre si è in un locale.

Prendiamo ad esempio il Terremoto.

COSA FARE DURANTE UNA SCOSSA?

Prima di tutto  occorre identificare posti sicuri all’interno e all’esterno del luogo in cui sei quando si verifica una scossa:

INTERNI

► Contro un muro, interno;

librerie pesanti o altri mobili pesanti potrebbero

► Lontano da dove vetri potrebbero frantumarsi (come nei pressi di finestre, specchi, quadri) o da dove scaffali potrebbero cadere.

 ► Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una

porta inserita in un muro portante (quelli più spessi)

o sotto una trave … ti può proteggere da eventuali

crolli;

► Sotto mobili robusti, come per esempio una pesante

scrivania o un tavolo;

► Riparati sotto un tavolo

… è pericoloso stare vicino

ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero

caderti addosso;

► Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore

… talvolta le scale sono la parte più debole

dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti

di uscire;

ESTERNI

► All’esterno, lontano da edifici, alberi, linee telefoniche

ed elettriche, cavalcavia o autostrade sopraelevate.

Di questo e di molto altro parleremo in SALVO nel capitolo dedicato al SISMA. Se voltete effettuare il pre order potete scrivere a filipponovelli.911i@gmail.com. Per il momento vi anticipiamo una pagina del fumetto, buona visione!

Il TEAM MARTA si avvale della collaborazione di esperti del settore:

Paola Favarano, Elena Magno, Veronica Bonanomi, Maria Grazia Apuzzo, Ivan Mainardi, Michele Rovida, Paolo Zambianchi, Alessandro Nanni, Stefano Pancari, Vito Schiavone. Con il sostegno di Carla Mammone e Roberto Scirocchi.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – Articolo del 27 febbraio 2023]

SALVO – Episodio 5 – Come andare in bicicletta

Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al quinto episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi.

Il nostro racconto sulle best practices in materia di salute e sicurezza va avanti con grandi risultati e riscontro di pubblico, quel pubblico della fascia di eta 14-18 che è cosi’ difficile da coinvolgere. A compiere l’impresa è il mezzo vincente, fresco e trasversale del fumetto che i nostri esperti della sicurezza hanno adottato. Il fumetto come strumento per raccontare tematiche attuali e coinvolgenti, strumento per catturare l’attenzione in modo nuovo di quelli che saranno i lavoratori del futuro.

Ormai ogni responsabile della salute e sicurezza vuole avvalersi di questo “aiuto” quando si reca nelle scuole a parlare di sicurezza perché tramite il fumetto riesce a tenere viva l’attenzione, a far immedesimare il suo pubblico, a farlo partecipare al corso.

Già con MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini ( che potete prendere QUI) si era riusciti nella impresa in occasione dei corsi presso le scuole elementari. Con Salvo si vuole arrivare ai licei e agli istituti tecnici.

Ma veniamo al tema “calamita” del giorno: come andare in bicicletta in modo sicuro.

Quando si va in bicicletta ci si puo’ disporre in fila, in coppia o in tre a ruote appaiate? Come si attraversano le strisce? come si segnala la svolta a destra o a sinistra? Di questo e di tante altre curiosità e consigli parleremo nella scheda di approfondimento presente nel fumetto. Oggi vogliamo anticiparvi una pagina, quella con la storia della gita di Salvo. Se siete interessati al fumetto completo di SALVO potete contattarci alla e mail: filipponovelli,911i@gmail.com

per un pre order del fumetto.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione FUMETTO – articolo del 24 febbraio 2023]

SALVO E L’ABUSO DEI VIDEOGIOCHI

Amici di DETTI E FUMETTI siamo arrivati al quarto episodio di SALVO, un fumetto disegnato per raccontare la sicurezza alle ragazze ed ai ragazzi. Tema TOP di oggi l’abuso dei videogiochi, una dipendenza subdola perchè intangibile e difficile da fronteggiare da parte dei genitori. Diceva un famoso samurai: La prima cosa da fare per sconfiggere il tuo nemico è conoscerlo. Approfonidiamo allora questa dipendenza e proviamo a combatterla.

Lo sapevate che esistono QUATTRO CYBER DIPENDENZE apparentemente simili ma con effetti dei piu’ svariati?

  1. da internet/ smartophone
  2. dalla TV/dai videosocial
  3. dai videogiochi
  4. dipendenza dal gioco d’azzardo

Di questi temi oe di come gestirli parleremo nel prossimo fumetto SALVO. Per il momento potete acquistare MARTA

e leggere una anticipazione che vi proponiamo di seguito. Buona lettura

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – Sezione FUMETTO – Articolo del 21 Febbraio 2023]

SALVO e le cinture di sicurezza – episodio 3

Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al terzo episodio di SALVO, la seconda stagione di MARTA, il fumetto didattico che racconta la salute e la sicurezza alle ragazze e ai ragazzi accendendo in loro la curiosità su alcuni argomenti cardine per la loro sicurezza. Strumenti che gli tornano utili nella vita di tutti i giorni. Strumenti che noi adulti possiamo usare da leva negli incontri sul tema salute e sicurezza ma anche semplicemente nei momenti di confronto con loro durante la vita di tutti i giorni.

Argomento principe per chi inzia ad utilizzare la fatidica MINI CAR o semplicemente esce con gli amici e si siede accanto o dietro in auto è LA CINTURA DI SICUREZZA.

Quanto è importante? perchè dobbiamo indossarla? queste e tante altre domande che stimoleranno la loro curiosità e si imprimeranno nella loro testa le troverete nel prossimo FUMETTO in uscita in questi prossimi mesi; nel frattempo in anteprima una pagina a tema del fumetto SALVO. buona lettura.

prima pero’ potete acquistare il FUmetto della prima stagione QUI e prenotare SALVO scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 13 febbraio 2023]

SALVO Episodio 2: Le Cadute e ..i tuffi

Amici di DETTI E FUMETTI siamo al secondo episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi, che altro non è che la seconda stagione del fumetto MARTA che si rivolgeva ai piu’ piccoli.

POTETE GIA’ ACQUISTARE IL FUMETTO DI MARTA FACENDO CLICK QUI

e prenotare quello di SALVO scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com

Quale è la cosa piu’ pericolosa che un adolescente puo’ fare? I tuffi.

In questo episodio scopriremo quali sono le tecniche e le regole per continuare a tuffarsi in sicurezza ben sapendo che ad un adolescente non puoi impedire di fare una cosa solo perchè è pericolosa… anzi, finiresti per “provocarlo”.

Ad accompagnare questo racconto, come da nostra abitudine, utilizziamo il medium del fumetto, medium potentissimo che infrange la distanza tra colui che consiglia, suggerisce e colui che ascolta, il nostro caro adolescente. Il nostro team di esperti ha trovato questo escamotage e ne ha fatto il proprio strumento preferito di approccio con l’utenza di questa età, raccogliendo ottimi riscontri.

Il fumetto “ragionato”, cosi’ ci piace chiamarlo, non è ad ogni modo strumento esclusivo dell’esperto che si reca in aula e spiega un tema riguardante la sicurezza o la salute. Il fumetto è anche utile come metodo di approccio di certe tematiche in famiglia. Abbiamo molti manager di azienda che ci hanno chiesto questo fumetto didattico per regalarlo ai propri dipendenti al posto di tanti inutili gadget. I dipendenti lo hanno portato in famiglia e lo hanno usato per parlare di certi argomenti con i propri figli. In conclusione un approccio nuovo, al passo con i tempi che si è dimostrato simpatico, efficace e …vincente.

Ma torniamo al tema del giorno: I TUFFI e piu’ in generale le cadute (cadute in piano, dall’alto, ecc. ) argomento annoverato tra i punti dell’INAIL.

DIAMO dei numeri

Tra tutti gli infortuni che accadono agli uomini il 33% è dovuto alle cadute dall’alto; il 70% delle volte ci si frattura qualcosa e il 50% delle volte a rompersi è la testa. La maggior parte delle cadute avviene perchè non si sta attenti a dove si cammina; accade infatti che se sei su un tetto, o non sai se è in grado di reggere il tuo peso (caduta per sfondamento della copertura 40%) oppure non riesci a rimanere in equilibrio o non ti sostieni adeguatamente (pavimento sdrucciolevole o mancanza di dispositivi di sicurezza come cinture e parapetti 20%); non ultimo il fattore ambiente: cioè il pericolo non è stato segnalato in modo adeguato (mancata interdizione o segnalazione 40%). Per raccontare i numeri che abbiamo dato ci viene in aiuto una delle attività piu’ divertenti che si possono fare al mare: i tuffi.

Di come ci si tuffa in sicurezza e di molti altri aspetti ne parleremo piu’ approfonditamente nella SCHEDA del FUMETTO DI SALVO presto in uscita su AMAZON. Per il momento vi anticipiamo una pagina del suo fumetto.

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI -sezione FUMETTO – Articolo del 7 febbraio 2023]

SALVO, la seconda stagione di MARTA – il fumetto didattico che racconta la salute e sicurezza ai giovani- Episodio 1 – SALVO e i PERCORSI

Cari lettori di DETTI E FUMETTI dopo il successo di MARTA inauguriamo oggi la seconda stagione del fumetto didattico che racconta la salute e la sicurezza ai giovani: SALVO.

Per coloro che non conoscono il progetto MARTA ecco la sua breve storia.

il progetto MARTA prodotto da DETTI E FUMETTI e OSVY PROJECT nasce nel 2020 come declinazione per i bambini di una serie di fumetti didattici da me prodotti nell’arco degli anni 2001-2005 che avevano lo scopo di rendere gli argomenti dei corsi della salute e sicurezza, tenuti al POLIMI ( Politecnico di Milano), piu’ accattivanti.

Lo scopo era quello di preparare al mondo del lavoro i bambini che altro non sono se non i lavoratori del futuro e dare loro uno strumento per un approccio differente alla educazione civica e alla salute tramite il medium fresco e semplice del fumetto.

All’interno del blog DETTI E FUMETTI pertanto furono pubblicati una serie di episodi di MARTA a partire dal 2020 ed ebbero un gran riscontro di pubblico.

Nel 2022, visto il successo del fumetto, decisi di realizzarne una raccolta arricchendola di una serie di schede di approfondimento sui temi che erano stati trattati. Per produrre un fumetto che fosse semplice ma nello stesso tempo con contenuti di alto livello, chiamai a raccolta una serie di esperti del settore. Venne creato il TEAM MARTA con cui ad agosto di quello stesso anno riuscimmo a pubblicare il fumetto.

(lo puoi acquistare facendo click QUI).

Associazioni, scuole, case editrici ci contattarono per poterlo utilizzare come strumento originale e innovativo di insegnamento per i bambini.

Alcuni pensarono di darlo come regalo ai loro lavoratori in modo che in famiglia si potessero trattare certe particolari tematiche; altri proposero di inserirlo come allegato di testi scolatisci di educazione civica. Alcune scuole chiesero di proporlo come piccolo manuale nelle giornate dedicate alla sicurezza (Le prove di evacuazione sono obbligatorie delle scuole e chiamano a raccolta tutti gli alunni della suola 2 volte all’anno).

Tra tutte le richieste che ci arrivarono quella piu’ simolante e interessante venne fatta da alcune associazioni: replicare il nostro fumetto (MARTA è adatto ad un pubblico di 9-12 anni- scuole medie) anche per ragazzi piu’ grandi.

Abbiamo aderito a questa bellissma richiesta ed abbiamo disegnato SALVO e OLIVIA, che sono rispettivamente il fratello e la sorella di MARTA.

SALVO è un liceale e quindi il suo fumetto sarà adatto alla fascia di età (14-18), mentre OLIVIA è una studentessa universitaria (fascia 18-24) e grazie a lei tratteremo argomenti piu’ maturi .

SALVO – I COMPORTAMENTI DEGLI ADOLESCENTI

Molte erano le tematiche che avremmo voluto affrontare per questa fascia di età, una eta’ di mezzo tra la fanciullezza e la maturità, in cui la voglia di libertà ed indipendenza ti spinge ad essere spesso poco attento nell’affrontare i pericoli perchè spesso non si riflette sulle conseguenze.

Se immagino un giovane la prima cosa che mi viene in mente è la strada che sta percorrendo verso il futuro. Ecco perche il primo tema che ho voluto trattare con l’aiuto del TEAM MARTA è come affrontare un percorso: i percorsi, i camminamenti, le vie di fuga in caso di pericolo.

SALVO EPISODIO 1 – OSTACOLI, VIA DI FUGA, CAMMINAMENTI

Per capire meglio cosa intendiamo per ostacoli facciamo un esempio che ci è familiare come quello dello spostamento dalla vostra classe alla palestra: cosa dovete fare insieme al vostro insegnante per essere sicuri?

·Verificare la presenza di un percorso sicuro, senza ostacoli e protetto verso la palestra;

·Valutare qual’è il percorso più idoneo/sicuro da percorrere per accedere alla palestra;

-Verificare la presenza eventuale di interferenza con altre persone che non fanno parte della vostra classe ma che sono comunque presenti lungo il percorso che dovrete percorrere (potrebbero essere dei tecnici/operai che stanno facendo dei lavori, dei bidelli o anche altre classi.

A cosa devo stare attento quando entro per la prima volta in un luogo chiuso? quali segnali devo osservare? ci sono delle segnalazioni acustiche

Di questo e di tanti altri temi parleremo nell’approfondimento che sarà presto pubblicato nel fumetto di SALVO. per ora leggiamo insieme la prima pagina del suo fumetto.

Potete leggere MARTA acquistandolo QUI e potete fare il preordine di SALVO scrivendo alla mail filipponovelli.911i@gmail.com.

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 31 gennaio 2023]

STORIA DI UNA CANZONE – THE BEATLES – ELEANOR RIGBY – a cura di Carlo Di Tore Tosti per DETTI E FUMETTI

Cari lettori di DETTI E FUMETTI, non potevamo cavarcela così con i Beatles e dedicargli solo un capitolo (MY GUITAR GENTLY SWEEP). La loro grandezza meritava un BIS come nei migliori concerti.

Abbiamo chiesto al nostro amico Carlo Di Tore Tosti, bravissimo bassista dei Mardi Gras, nonchè beatlessiano della prima ora, di raccontarci la storia di una altra loro HIT, entrata con merito nell’olimpo delle canzoni piu’ ascoltate di sempre: Eleanor Rigby.

Quando i Beatles iniziano a suonare nel 1962 non c’è nessuno come loro. Provarono ad imitare il rock di Elvis ma gli venne talmente male che dovettero creare qualcosa di nuovo: aprire nuove porte a quel fenomeno noto come BEAT.

Creatori di arrangiamenti e melodie (specie dopo l’incontro del 64 con Dylan) vennero da tutti ,  Rolling Stones compresi, come i veri creatori del BEAT. In realtà è grazie al cortocircuito con Dylan che i Beatles introducono testi piu’ densi e pregnanti, iniziano ad usare l’ elettronica e a mixare vari generi tra cui il rock, il folk e il blues. .

ELEONOR RIGBY, appartenente all’album Revolver (nel 45 giri con Yellow Submarine -1966), è stata scritta nel ’65 da Paul Mccartney (infatuato da Vivaldi) in occasione crediamo di un refuso mentale.

Paul stava andando a Bristol e lungo la strada trovò un negozio dal nome RIGBY che gli rimase impresso nella mente. Aveva appena terminato il film HELP dove recitava la bellissima attrice Eleanor Bron. Paul uni’ i due nomi Rigby con Eleonor e ne fece il titolo della canzone. Ma c’è di piu’, Paul scrive questa canzone incentrata sul tema della povertà, sulla solitudine senza redenzione, ambientata nella Inghilterra post bellica degli anni 40-50, che furono gli anni della sua gioventù  trascorsa a Liverpool.

 In quegli anni lungo la strada per andare a casa il piccolo Paul passava in un cimitero (che come sappiamo in Inghilterra spuntano tra le case e dove gli inglesi sono soliti passeggiare, sostare a prendere il sole senza farsi troppi problemi).

Ebbene in quel cimitero, Paul tornò a passeggiare dopo qualche tempo quando la sua E. R. era divenuta una canzone da hit parade e vi trovò la tomba di una certa Eleonor Rigby. Eleonor era sempre stata li e il giovane Paul aveva letto mille volte il suo nome sulla lapide ma lo aveva rimosso. Immaginate che strana causalità.

George Martin, il produttore dei Beatles, definito da molti il quinto Beatles, chiese a Paul di arrangiare Eleanor Rigby alla stregua di Yesterday ( 1965- sempre di Paul – prima canzone arrangiata con un quartetto di archi-cosa rivoluzionaria per l’epoca)  mediante un doppio quartetto di archi… e quella fu la fortuna della canzone che la rese immortale. Fu la prima canzone che Paul compose e arrangiò tutto da solo scrivendo e cantando la parte delle voci tanto che George nel 1966, anno del loro ultimo concerto, intervistato dai media rivelò questo segreto alla domanda se i Beatles avessero o meno dei progetti da solisti. La dichiarazione fu: si Paul sicuramente, se pensate che  mentre componeva Eleanor gli altri Beatles non c’erano e si erano andati a prendere un the.

il CONCEPT BOOK -mix di fumetto, partiture musicali per orchestra e narrazione dei brani del repertorio del concerto, STORIA DI UNA CANZONE conterrà questo brano di cui vogliamo anticiparvi alcuni passi.

Al prossimo concerto sarà disponibile insieme alla T-shirt realizzata da Filippo Novelli. Per gli appassionati e per chi volesse averli per primo, si puo’ fare il preorder scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com .

Alle prossima puntata! Rimanete connessi.

MARDI GRAS & Carlo Tore Tosti BIO

Carlo di Tore Tosti – bassista dei MARDI GRAS è già stato nostro ospite quando ci ha raccontato come un suono puo’ trasformarsi in disegno. Se volete approfondire potete andare (QUI)

Liina Rätsep MARDI GRAS . foto di Roberta Gioberti
— presso Kill Joy. Tutti i diritti sono riservati

[Carlo Di Tore Tosti per DETTI E FUMETTI -sezione MUSICA – articolo del 2 agosto 2022]

[

STORIA DI UNA CANZONE -Quarta puntata -While My Guitar Gently Weeps – THE BEATLES – a cura di Alessandro Ciocca per DETTI E FUMETTI

Amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo di un gruppo mitico, i BEATLES sui quali torneremo in seguito.

Specificatamente di una delle loro canzoni piu’ belle a nostro parere: While My Guitar Gently Weeps

Illustrazione di Filippo Novelli -(ALL RIGHT RESERVED)

Canzone dei Beatles, composta da George Harrison e pubblicata nell’album “The Beatles” del 1968 (anche noto come “White Album”).

La fonte d’ispirazione del brano venne a Harrison dalla lettura dell’I Ching, il libro dei mutamenti cinese: “In Oriente ogni cosa è connessa con ogni altra cosa, mentre in Occidente è solo una coincidenza”. Con questa idea in testa Harrison cominciò a scrivere la canzone partendo dalle prime parole della pagina di un libro qualsiasi aperto a caso dove lesse: “Gently Weeps” (piange dolcemente).

La canzone While My Guitar Gently Weeps cambiò significativamente dai provini iniziali alla versione ufficiale pubblicata.

Nel brano i Beatles ospitarono contributi di musicisti famosi: la chitarra solista appartiene ad Eric Clapton, amico di Harrison e futuro marito della prima moglie di costui, Pattie Boyd.

PH da ULTIMATE CLASSICI ROCK

Eric Clapton, pur intimorito dall’idea di suonare con i Beatles (a nessun membro esterno alla band era mai stato concesso fino a quel momento questo privilegio), fornì una delle migliori prove in assoluto della sua carriera. Chiese tuttavia di non essere accreditato e di far alterare il suono della sua chitarra per renderlo “traballante” e conferire alla canzone proprio quell’effetto “piagnucolante” desiderato dal suo autore.

La presenza di Clapton nello studio contribuì inoltre a stemperare le ormai crescenti tensioni tra i quattro Beatles, stimolandoli ad impegnarsi ed esibirsi al meglio delle loro potenzialità (un esperimento che la band avrebbe replicato con successo sia con Brian Jones per la registrazione di “You know my name” sia con Billy Preston per le sessioni di “Let it be”).

Alla sua pubblicazione, While My Guitar Gently Weeps venne incensata dalla critica, e da allora è ritenuta uno dei migliori brani in assoluto di George Harrison, esempio riconosciuto della sua maturità come autore.

Il contributo chitarristico di Clapton al pezzo è stato definito “monumentale” dalla critica.

While My Guitar Gently Weeps fa parte del repertorio del prossimo concerto della young orchestra PRO oltre che ovviamente del concept book, mix di fumetto narrativa e partiture musicali per orchestra, STORIA  DI UNA CANZONE.

Vi diamo un assaggio dello spartito del brano che troverete nel libro.

Le T-shirt della canzone saranno disponibili ai concerti. Per promozioni/anticipazioni e pre order contattare l’organizzazione alla mail: filipponovelli.911i@gmail.com

BIO

Alessandro Ciocca, chitarrista e cantante, è attivo su piu’ fronti in ambito musicale e nel sociale per quel che riguarda la promozione e diffusione della cultura musicale; è presidente della associazione culturale NUOVE ARMONIE.

Fa parte infatti del gruppo i “I Briganti di Friolo  e del coro polifonico Ladislao in … canto diretto dal bravissimo soprano Yukiko Kondo Ciocca scrittrice tra l’altro del fumetto di DETTI E FUMETTI: Da Grande farò l’artista, disponibile al link QUI.

LADISLAO –IN CANTO

I BRIGANTI

I BRIGANTI DI FRIOLO,: sono un gruppo di musica popolare. Spazia nella vasta tradizione dei paesi del mediterraneo (dalla penisola alle grandi isole) oltre a proporre propri brani nel rispetto dei canoni linguistici e musicali originari. Un ritorno alle origini nel vortice dell’arte più semplice e genuina: le percussioni ed il tamburello, la chitarra ritmica, la fisarmonica ed altri strumenti “poveri”, i canti in dialetto a più voci e le travolgenti danze di pizziche e tarantelle.

[Alessandro Ciocca per DETTI E FUMETTI -sezione Musica -Articolo del 17 agosto 2022]

LUDOVICO EINAUDI – NUVOLE BIANCHE – Storia di una canzone- Terza puntata a cura di Cesare Secli’ per DETTI E FUMETTI

La storia di questa canzone inizia così:

“Lentu lassame ‘mpaccire
(vento lascia che io impazzisca)
Iddhra prima o poi a turnare
(lei prima o poi dovrà tornare)
Lassame suffrire sula
(lasciami soffrire sola)
Lassame cu scerru ‘mprima
(lascia che io dimentichi al più presto)
Sula sula aggiu restare
(sola sola devo restare)
Lassa cu ddenta nu sule
(lascia che esca il sole)
Iou allu scuru a’ rimanire
(io nell’oscurità devo restare)
‘Ola tie nu te fermare”.
(tu vola e non ti fermare)


L’amore come nuvole arriva con il vento, e con il vento se ne va.
Quel vento caldo che in Salento non manca mai, così come nuvole bianche che accarezzano il sole per donare un po’ di ombra e sollievo, così come quell’amore che fa “‘mpaccire” (impazzire).

Illustrazione di Filippo Novelli


“Nuvole bianche”, nella versione cantata da Alessia Tondo, ci mette a pieno confronto con la nostra anima, rendendoci più consapevoli della nostra pena non senza però quella speranza che, come nuvole al vento, passeggia tra i tasti bianchi e i tasti neri del pianoforte di Einaudi.

Alessia Tondo ritratto di Filippo Novelli


Maestro Concertatore del festival della “Notte della Taranta” di Melpignano, nel 2010 e 2011, Ludovico Einaudi si innamora della cultura salentina, ma soprattutto della sua violenta e dolce musica, incidendo l’album Taranta Project nel 2015. Un progetto che coinvolge vari artisti di origine diversa; quindi un progetto di unione e fratellanza, un progetto firmato Italia, Mali, Gambia, Gran Bretagna, Francia, Turchia e Salento.
Le origini, le culture sono diverse ma le passioni umane, il bisogno di liberare il proprio canto o il proprio urlo, perché morsi dalla taranta o imprigionati da una storia d’amore finita male, sono le stesse nuvole che il vento della musica sa portare via. 

Nuvole Bianche di Einaudi fa parte del nuovo concept book di DETTI E FUMETTI, un mix di storia delle canzoni, fumetto e partiture musicali per orchestra, la PRO, una YOUNG ORCHESTRA autogestita di Roma che il prossimo anno inserirà nel repertorio del suo primo concerto il brano di Einaudi.

Ecco una anticipazione di NUVOLE BIANCHE, il resto nel libro.

Restate connessi per scoprire gli altri brani.

Sono in pre ordine il libro STORIA DI UNA CANZONE e le t-shirt dei brani, scrivendo all’indirizzo e-mail: filipponovelli.911i@gmail.com.

[Cesare Secli’ per DETTI E FUMETTI – sezione MUSICA – Articolo del 11 agosto 2022

MARTA, IL PRIMO FUMETTO SULLA SALUTE E SICUREZZA DEDICATO AI BAMBINI. INTERVISTA a MICHELE ROVIDA e FILIPPO NOVELLI a cura di DARIO SANTARSIERO

Ciao lettori di DETTI E FUMETTI oggi è un grande giorno per noi redattori del blog e vogliamo condividere questo evento con tutti voi.

Pubblichiamo un libro facente parte di un ambizioso progetto corale a cui abbiamo lavorato per piu’ di un anno: MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini.

Copertina di Filippo Novelli

Insieme a Filippo Novelli e anche grazie ai consigli del nostro musicologo (sia nella vita e nei nostri fumetti basti pensare a LA STORIA DEL ROCK di STEO ) Stefano STEO Pancari

copertina di FILIPPO NOVELLI

abbiamo sceneggiato e scritto i testi di MARTA, una bambina peperina e vivace che salva i suoi amici dai mille pericoli in cui si cacciano quotidianamente.

Filippo, Michele ed io abbiamo letteralmente trascinato Stefano in questo progetto, facendogli recitare il ruolo del papà di MARTA, e facendogli fare il mestiere che lui realmente fa nella vita: l’esperto della salute e sicurezza.

A Filippo ho chiesto anche di disegnare le avventure della piccola Marta con uno stile semplice e colorato che arrivasse diretto ai nostri piccoli lettori.

Oggi mi voglio far raccontare direttamente da lui e dal nostro ambassador Michele MIRO’ Rovida come e perché e nato il progetto e in che modo è stata costituita la squadra del TEAM MARTA, che ci ha consentito di creare questo concept unico ed innovativo che è il libro MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini, il primo Fumetto “ragionato” sulla salute e sicurezza

W.: per ospitalità iniziamo con Michele Miro’ Rovida. Michele come e perché sei entrato in questo originale progetto?

M.: Sono amico di Filippo da più di vent’anni (21 per l’esattezza) e le piu’ grandi risate ricordo ce le siamo fatte quando lui disegnava le peripezie dei nostri colleghi ed io le commentavo direttamente sul mega schermo della conferenze, la sera al termine del lavoro ( ci siamo conosciuti sulla TOrino Milano, in cantiere). Ricordo una sera che si era sparsa la voce raggiungemmo un pubblico di 300 persone, praticamente un TED sulla sicurezza in cantiere.. esperienza da ripetere ci dicemmo.

Copertina di Filippo Novelli

Ebbene quando, dopo il fumetto OSVY FIGHT COVID ( fumetto per la raccolta di fondi per la protezione civile, a cui collaborai scrivendo le buone pratiche da tenere durante il lockdown) mi propose MARTA, accettai con grande entusiasmo.

W. : che ruolo hai avuto nel progetto MARTA? Raccontaci.

M.: Il mio ruolo, oltre che scrivere delle schede di approfondimento da affiancare al fumetto di Filippo, è stato quello di creare una squadra di esperti, dinamica e multi-competente, il famoso TEAM MARTA. Hai presente come nei migliori film di avventura o della MARVEL ( tanto per ricordare che stiamo parlando a dei nerd) c’è Nick Fury che recluta i supereroi .. ecco io ho svolto questo ruolo, tale e quale. Con loro abbiamo scritto le schede di approfondimento con un linguaggio adatto al nostro pubblico.

W. Penso che abbiate fatto un grande lavoro, non era facile. Questi argomenti non erano mai stati portati ai giovani e questo è stato un grande errore perché in fondo sono i lavoratori di domani. Uscire dalla scuola senza alcuna idea è un grande danno che gli facciamo. Spero che i formatori, gli educatori, i presidi capiscano l’importanza di questo “STRUMENTO” che è MARTA e lo utilizzino al meglio.

M. E’ esattamente questo il fine. Trattare temi come la sicurezza stradale, il junk food e altre tematiche di educazione civica con il FUMETTO Filippo ed io, pensiamo valga di piu’ di mille ramanzine e raccomandazioni. Leggendo Marta il piccolo lettore compirà quel percorso virtuoso che dal conoscere il pericolo, passa per il saper essere coscienzioso, per arrivare quindi a sentire i comportamenti corretti e sicuri come parte del proprio agire quotidiano. Un iter formativo vero e proprio in materia di salute e sicurezza, nel quale l’immedesimazione che avviene nel fumetto e il desiderio di emulare i suoi eroi, tipico della giovane età, completerà il percorso di consapevolezza che tutti auspichiamo.

W. : Ottimo ma ora devi presentarci la quadra e il progetto nella sua completezza perché’ non tutti sanno che non ci si fermerà a MARTA.

M.: Inizio dalla seconda domanda. Marta avrà un seguito. Sarà una serie come piace dire oggi. Narreremo delle avventure di tutta la famiglia. Marta ha infatti un fratello, Salvo, il mediano, che fa il liceo e una sorella piu’ grande che è all’università. Questo perché desideriamo raggiungere tutti gli studenti di tutti i livelli scolastici: dalle medie al liceo fino all’università. Vedrete, anche lo stile di disegno di Filippo si adatterà. Ma non voglio anticiparvi altro. C’è tempo. Ora è tempo di MARTA. Veniamo ai nostri amici del TEAM MARTA. Filippo ed io vogliamo farli diventare 101, sia perché siamo dalmata sia perché i nuovi episodi che stiamo realizzando sono altrettanti.

Il TEAM come detto sopra è composto da esperti di settore di altissimo livello, nel ringraziarli uno ad uno vi lascio il link ai loro profili così potrete conoscerli meglio.

Grazie a:

PAOLA FAVARANO,

VERONICA BONANOMI

MARIA GRAZIA APUZZO

IVAN MAINARDI

VITO SCHIAVONE

PAOLO ZAMBIANCHI

ALESSANDRO NANNI

STEFANO PANCARI

MICHELE ROVIDA

W.: Filippo veniamo a te. Una domanda in una parola: MARTA, perchè?

F.: Perché MARTA è il mio IKIGAI, la mia ragione di vita! provo a descrivertelo meglio:

Nel mio IKIGAI, all’incrocio di quello che amo fare (disegnare) e quello per cui mi danno lo stipendio, il saper spiegare vi è la mia PASSIONE

All’incrocio tra quello che amo fare e quello che penso i ragazzi hanno bisogno ( essere informati sulla salute e sicurezza fin da subito) c’è la mia MISSIONE

All’incrocio tra quello in cui sono bravo e quello che oggi ha mercato ( la gente potrebbe pagare per averlo) vi è la mia

Infine all’incrocio tra quello che va bene nel mercato e quello di cui i ragazzi hanno bisogno c’è la mia VOCAZIONE

MARTA è esattamente nel mezzo: tra la PASSIONE, la MISSIONE, la PROFESSIONE e la VOCAZIONE.

Sono stato fortunato nel trovare queste ragazze e ragazzi del TEAM MARTA che mi hanno permesso di realizzare questa idea che mi portavo dietro da venti anni. Ho trovato persone che si sono volute impegnare nel sociale realizzando questo fumetto didattico; persone che hanno una dote comune che io apprezzo moltissimo: essere nate con una missione secondo la quale « non c’è esercizio migliore per il cuore che stendere la mano ed aiutare gli altri ad alzarsi».

W.: Grazie Michele e Filippo. Cari lettori di DETTI E FUMETTI trovate il libro MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini su AMAZON sia in versione E-BOOK che CARTACEA

facendo click QUI

Mi raccomando prendete il libro per i vostri figli, nipoti, amici e lasciate le vostre recensioni e scrivete nei commenti a questo articolo il vostro parere, ci interessa molto.

Ricordo che per i formatori e gli addetti del settore, le società specializzate, ecc., MARTA è prenotabile anche in una versione BRANDIZZATA con il logo della vostra società.

Potete prenotare la versione brandizzata scrivendo alla mail: filipponovelli.911i@gmail.com

A presto con il nuovo numero della serie!

[Dario WILLY Santarsiero per DETTI E FUMETTI -sezione FUMETTO – articolo del 8 agosto 2022]

I LED ZEPPELIN – STAIRWAY TO HEAVEN – Storia di una canzone- Seconda puntata a cura di Fabrizio Fontanelli per DETTI E FUMETTI

Nei negozi di strumenti musicali vige una regola non scritta ovvero quella di non suonare “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin mentre si sceglie una chitarra da acquistare. Una etiquette forse necessaria vista l’enorme popolarità di questo brano con un suggestivo e immensamente popolare intro di chitarra atta a preservare la sanità mentale di chi lavora in questi negozi.

Illustrazione di FILIPPO NOVELLI -Tutti i diritti riservati

Stiamo parlando di uno dei brani più famosi della storia del rock contenuto nel quarto album della band inglese dei Led Zeppelin. E’ posizionata al numero 31 nella lista delle 500 migliori canzoni secondo la bibbia del rock Rolling Stone, ma classifiche a parte questo brano, che dura ben 8 minuti, fu costruita dal chitarrista della band Jimmy Page come un brano che doveva evolversi nella sua struttura per raggiungere un climax finale. Partendo appunto da un intro a tratti bucolico (fu composta in un’antica fattoria con pecore e animali selvatici) il brano inizia a raccontare di una signora che sa per certo che ogni cosa che luccica sia oro e compra poi una scalinata verso il Paradiso.

Cosa abbia ispirato il cantante della band Robert Plant è un mistero, il cantante iniziò a scrivere con in mente questa immagine. La band è famosa per le sue frequentazioni con il mondo esoterico, per le frequentazioni di Jimmy Page nel mondo dell’occulto. 

Non mancarono le affermazioni che “Stairway to Heaven” in realtà fosse un brano maledetto che, se ascoltato al contrario, contenesse un ode a Satana.

Una cosa sola è certa: questo brano è uno dei più affascinanti che dagli anni 70 giunge fino ai tempi nostri. La band è al suo apice, la parte finale della canzone, specialmente nella esecuzione live, è travolgente dopo un intro cosi sospeso e delicato. Un vero e proprio monumento e un grande classico che può servire ad alzare il velo sull’intera discografia dei Led Zeppelin alle prese con il loro Blues Rock a tratti Hard, con tocchi folk e acustici, e con tinte scure e affascinanti. Una delle band ancora più amate, iconiche, e una delle poche che alla scomparsa di uno dei suoi membri (Il batterista John Bonham) decise di sciogliersi tenendo poi fede a questa scelta, tranne per qualche sporadica reunion con il figlio di Bonham.

STAIRWAY TO HEAVEN entra a mani basse nella top ten dei brani che la PRO Pursue Respighi Orchestra ha scelto per il suo nuovo concerto 2023.

Una breve anticipazione della multi partitura qui di seguito. La partitura completa sarà nel CONCEPT FUMETTO+ SPARTITO + POSTER e T SHIRT che sarà presente in STORIA DI UNA CANZONE che a breve potrete preordinare qui e su AMAZON LIBRI.

E’ disponibile anche la T-SHIRT di STAIRWAY TO HEAVEN scrivendo direttamente a filipponovelli.911i@gmail.com.

STAY TUNED!

La Pursue Respighi Orchestra è una Young orchestra autogestita che per finanziarsi sta realizzando un concept book composto dalle partiture dei loro brani, da un fumetto e dalle storie delle canzoni del loro repertorio scritte da un team di tutor esperti di musica che stanno organizzando una serie di eventi promozionali per l’orchestra. FABRIZIO FONTANELLI

è uno di loro e ha invitato l’orchestra a partecipare al suo festival INDIPENDENT NIGHT al MAAM di ROMA il primo ottobre 22. Ecco alcune foto dell’evento.

BIO

Fabrizio Fontanelli -chitarra acustica dei MARDI GRAS è già stato nostro ospite quando ci ha raccontato come un suono puo’ trasformarsi in disegno. Se volete approfondire potete andare (QUI)

Liina Rätsep MARDI GRAS . foto di Roberta Gioberti
— presso Kill Joy. Tutti i diritti sono riservati

[Fabrizio Fontanelli per DETTI E FUMETTI -sezione MUSICA – articolo del 2 agosto 2022]

I QUEEN E DONT’ STOP ME NOW – Storia di una canzone- Prima puntata; a cura di  DETTI E FUMETTI

Freddie Mercury, voce e tastiere dei QUEEN, nel 1978 a Nizza presso gli studios SUPER BEAR registra DON’T STOP ME NOW includendola nell’album Jazz, e in breve tempo la canzone diventa una delle piu’ famose del mondo del rock.

Ma chi sono i QUEEN?

Per scoprirlo dobbiamo andare indietro nel tempo. Ad almeno 8 anni prima, anno in cui gli Smile cambiarono il loro nome in QUEEN grazie ad una felice intuizione di Mercury (alias Farrokh Bulsara).

Un nome breve, facile da ricordare che ben si addiceva alla mission del gruppo: essere maestosi, regali e glam. Il loro stile infatti si rifaceva al glam rock con influenze di progressive, hard rock, heavy metal e musica elettronica. Un grosso contributo a questa ultima contaminazione la diede l’ultimo dei quattro componenti che si aggiunse a Freddy Mercury,  Brian May (chitarra) e Roger Taylor(batteria e voce): John Deacon(basso).

Il gruppo ebbe una nascita travagliata. Fu fondato dal fisico Brian May e Tim Staffel nel 1964 e prese il nome di 1984 e iniziò a suonare come gruppo di apertura di Jimi Hendrix  (che li aveva scelti per la bravura di May) e dei Pink Floyd.  Divennero Smile con l’innesto di Taylor e firmarono il loro primo contratto con la Mercury record ( da cui il nome futuro di Freddie). Nel 1970 Staffel uscì dal gruppo lasciano il posto al suo amico Bulsara che si cambiò come detto nome in Mercury.

Il loro album di esordio dal titolo Queen è del 1973.

Con Queen II del 74 si esaltano i due volti dei queen: quello ballad, progressive melodico di May in contrasto con quello piu’ hard rock, barocco e caotico di Mercury in un mix di rock e pop mai ascoltato prima.

La canzone che li consacrò definitivamente tra le stelle delle rock band su Bohemian Rapsody, rivoluzionaria sia per durata che per struttura e contenuti (75). Ne fecero un video clip ( altra rivoluzione targata  queen che fece si che il brano rimanesse primo in classifica per nove settimane. Inserito nel disco  A Night at the Opera divenne il disco  piu’ venduto dal gruppo e mescolò il rock all’operetta. Il multitraccia e le sue sovraincisioni, volteo a simulare un grande coro, la fa da padrona.

Nel 1979 iniziarono uno tra i tour piu’ importanti, il Live Killer Tour pubblicizzato dalla uscita della nostra canzone: Don’t Stop Me Now che li convinse a pubblicare il loro primo album live: Live Killer, primo album che vira decisamente verso la musica elettronica.

E’ dell’anno successivo la loro prima colonna sonora per un film tratto dei fumetti: Flash gordon. Con cui entrarono in nomination al BAFTA.

Dopo altri 5 anni di successi, ebbero un calo di popolarità e un deterioramento nei rapporti personali che li fece momentaneamente separare.

Nell’83 ripartirono con i tour che culminarono nel LIVE AID di Wembley dell’85 organizzato  da Geldof per raccogliere fondi per l’Etipia colpita dalla carestia. Fu una esibizione memorabile, e Freddie il frontman migliore.

Rivitalizzati dal concerto scrissero una delle colonne sonore piu’ belle della storia suonando con una orchestra sinfonica (Highlander-L’ultimo immortale dove compaiono canzoni come  A Kind of magic, Prince of the Universe, One vision, Friend Will be friend, one tear of love e Who want to live forever).

Nell’87 si fermarono per la seconda volta. Freddie si ammalo’ di AIDS . Fecero ancora alcuni album tra cui Innuendo che riprende lo stile delle origini e abbandona il pop-dance. Nel 1991 Freddie morì.

Il concerto in tv  in sua memoria dell’anno successivo fu visto da oltre un miliardo di persone.

LA CANZONE

DON’T STOP ME NOW è l’inno liberatorio per eccellenza, grandioso nell’uso di armonie vocali e utilizzo del multitraccia che allora andava molto di voga. Brian May il chitarrista con i suoi assoli mette sulla canzone il timbro rock indelebile dei QUEEN.

Una versione dal vivo della canzone viene inclusa nell’album live del 1979, il  Live Killers.

Visto l’incredibile successo viene inclusa nella  raccolta Greatest Hits del 1981, ed ancora nell’  album Jazz del 2011.

Ma cosa ci vuole raccontare Freddie con questa canzone? Narra di quei momenti di gioia senza un motivo ne un perche’, quando la felicità ti fa volare sopra ogni cosa. E’ una canzone che da la carica di energia, una esortazione alla piu’ pura euforia, a vivere il presente.

La canzone viene usata come colonna sonora per moltissimi film e trasmissioni televisive dell’epoca e non solo, entrando di diritto nella top ten delle canzoni da automobile, si avete capito bene, esistevano anche queste top ten.

Ci piace iniziare questo primo capitolo con questa canzone perché l’abbiamo scelta come inno di una Young Orchestra che il destino aveva deciso di far chiudere perchè arrivata a fine ciclo ed invece noi abbiamo gridato: Non fermateci e siamo ancora qua a suonare insieme contro il destino che ci voleva far chiudere.

La nostra scheda tecnica che segue vi stupirà. Infatti oltre al testo originale ed in italiano vi proponiamo le nostre partiture polistrumentali. In questa scheda abbiamo scelto come compositore dell’orchestra Marco Bannoni. Restate con noi e ne sentirete delle belle. Collezionando le schede potrete avere un vero e proprio compendio di musica da Orchestra, una esclusiva della Orchestra PRO.

Restate connessi.

Cigliegina sulla torta, come da nostra abitudine, il libro finale conterrà un fumetto inedito della storia dell’Orchestra PRO.

Se vuoi avere per primo il libro con il fumetto dell’orchestra e le partiture di tutte le canzoni prenotati QUI]

SCHEDA TECNICA – TESTO ORIGINALE – Don’t Stop Me Now

Tonight I’m gonna have myself a real good time

I feel alive

And the world, I’ll turn it inside out yeah

I’m floating around in ecstasy

So don’t stop me now

Don’t stop me

‘Cause I’m having a good time

Having a good time

I’m a shooting star leaping through the sky

Like a tiger defying the laws of gravity

I’m a racing car passing by like Lady Godiva

I’m gonna go go go

There’s no stopping me

I’m burning through the sky yeah

Two hundred degrees

That’s why they call me Mr. Fahrenheit

I’m travelling at the speed of light

I wanna make a supersonic man out of you

Don’t stop me now

I’m having such a good time

I’m having a ball

Don’t stop me now

If you wanna have a good time

Just give me a call

Don’t stop me now

‘Cause I’m having a good time

Don’t stop me now

Yes, I’m having a good time

I don’t wanna stop at all

I’m a rocket ship on my way to Mars

On a collision course

I am a satellite

I’m out of control

I’m a sex machine ready to reload

Like an atom bomb

About to oh, oh, oh, oh, oh explode!

I’m burning through the sky, yeah

Two hundred degrees

That’s why they call me Mr. Fahrenheit

I’m travelling at the speed of light

I wanna make a supersonic woman

I wanna make a supersonic woman of you

Don’t stop me don’t stop me

Don’t stop me

Hey! Hey! Hey!

Don’t stop me, don’t stop me, ooohh ooohh ooohh

I like it!

Don’t stop me, don’t stop me

Have a good time, good time

Don’t stop me don’t stop me

I’m burning through the sky yeah

Two hundred degrees

That’s why they call me Mr. Fahrenheit

I’m travelling at the speed of light

I wanna make a supersonic man out of you

Don’t stop me now

I’m having such a good time

I’m having a ball

Don’t stop me now

If you wanna have a good time

Just give me a call

Don’t stop me now

‘Cause I’m having a good time

Don’t stop me now

Yes, I’m having a good time

I don’t wanna stop at all

SCHEDA TECNICA – TESTO ITALIANO – Don’t Stop Me Now

Stanotte voglio divertirmi davvero

Mi sento vivo

E girerò il mondo al rovescio

Sto fluttuando estasiato

Quindi non fermatemi ora, non fermatemi

Perché mi sto divertendo

Mi sto divertendo

Mi sto divertendo

Sono una stella cadente che sfreccia nel cielo

Come una tigre che sconfigge le leggi di gravità

Sono una macchina da corsa che passa come Lady Godiva

E andrò andrò andrò

Nulla mi fermerà

Brucio nel cielo, sì

Duecento gradi

Ecco perchè mi chiamano Mr. Fahrenheit

Viaggio alla velocità della luce

Voglio renderti un uomo supersonico

Non fermatemi ora

Mi sto divertendo così tanto

Mi sto dando alla pazza gioia

Non fermatemi ora

Se vuoi divertirti basta chiamarmi

Non fermatemi ora

Perché mi sto divertendo

non fermatemi ora

Sì mi sto divertendo

Non voglio proprio fermarmi

Sono un razzo in viaggio verso Marte

Sulla rotta di collisione

Sono un satellite

Sono fuori controllo

Sono una macchina del sesso pronta per ripartire

Come una bomba atomica

Che sta per oh, oh, oh, oh, oh esplodere!

Brucio nel cielo, sì

Duecento gradi

Ecco perchè mi chiamano Mr. Fahrenheit

Viaggio alla velocità della luce

Voglio renderti una donna supersonica

Non fermatemi, non fermatemi, non fermatemi

Hey! Hey! Hey!

Non fermatemi, non fermatemi

Ooohh! Ooohh! Ooohh!

Mi piace!

Non fermatemi, non fermatemi

Divertiti, divertiti

Non fermatemi, non fermatemi!

Brucio nel cielo, sì

Duecento gradi

Ecco perchè mi chiamano Mr. Fahrenheit

Viaggio alla velocità della luce

Voglio renderti un uomo supersonico

Non fermatemi ora

Mi sto divertendo così tanto

Mi sto dando alla pazza gioia

Non fermatemi ora

Se vuoi divertirti basta chiamarmi

Non fermatemi ora

Perché mi sto divertendo

non fermatemi ora

Sì mi sto divertendo

Non voglio proprio fermarmi

SCHEDA TECNICA – PARTITURE

Il progetto del Concept book.

La Pursue Respighi Orchestra è una Young  orchestra autogestita che per autofinanziarsi ha pensato di realizzare un concept book composto dalle storie delle canzoni del loro repertorio, dalle partiture per orchestra e da un fumetto. Un team di tutor sta scrivendo le storie e sta organizzando una serie di incontri a loro dedicati.

Carlo Tore Tosti è uno dei tutor che oggi ha fatto partecipare l’orchestra al concerto della sua band, i RE QUEEN.

Se vuoi avere l’intera partitura prenota la tua copia QUI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione MUSICA – articolo del 25 giugno 2022]

RITORNO A ROMICS (2022). LA PREMIAZIONE DI YI YANG e LA PRESENTAZIONE di LORENZA DI SEPIO (SIMPLE & MADAMA) in … TI SBLOCCO UN RICORDO

Cari amici di DETTI E FUMETTI anche questo anno siamo stati al ROMICS!

E’ stato un grandissimo successo di pubblico con circa 50000 e SOLDOUT . Ho visto i bagarini, vi rendete conto?!

Ho assistito a delle bellissime conferenze, alla premiazione di grandi autori tra cui la nostra amica YI YANG che abbiamo intervistato qualche anno fa QUI- lungimiranti!

Il PREMIO ROMICS 2022 nella sezione Miglior Libro per Bambini e Ragazzi è stato un grande acquisto per il nostro amico Michele Foschini (BAO PUBLISHING ) che non sbaglia un colpo (per chi non è del settore ZEROCALCARE pubblica per BAO PUBLISHING per intenderci)

Qui una sua breve bio tratta dal catalogo BAO

YI YANG – edizioni BAO PUBLISHING

Commovente anche l’incontro con l’autore di musiche Vince Tempera… un tuffo nel passato tra libri di cibernetica e insalate di matematica

MA veniamo al momento TOP del ROMICS di quest’anno. La conferenza “VERSO IL FUMETTO E OLTRE

(come recita il sito di ROMICS : “Un dialogo “semi serio” sul linguaggio del fumetto, dalla tradizione ai nuovi media, alla luce di nuovi target, nuovi stili e nuove piattaforme. Tra disegno in diretta e riflessioni sul tema, in compagnia di Sio, Pera Comics e Simple&Madama )


Il bravissimo moderatore  Mario Bellina ha saputo mettere a proprio agio gli ospiti e ha dato modo alla nostra amica Lorenza di Sepio di fare una lectio magistralis sul fumetto; godetevi lo spettacolo

Se volete sapere di piu’ su Lorenza e Marco QUI la nostra intervista.

ECCO IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE (su gentile concessione della protagonista):

L’intervista di Mario Bellina a Lorenza di Sepio

potete acquistare il libro di Lorenza di Sepio e Marco Barretta sul sito di TUNUE

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 13 aprile 2022]

MARTA coming soon

Cari lettori di DETTI E FUMETTI finalmente ci siamo. Mancano ormai pochi giorni all’uscita del primo libro di MARTA. presto il pre order su AMAZON

Il TEAM MARTA è al lavoro per gli ultimi ritocchi e poi pubblicheremo.

Restate connessi e, se volete approfondire, ecco un estratto del progetto che vedrà protagonisti i piu’ grandi esperti del settore.

IFAI CLICK SU L PROGETTO DEL FUMETTO DIDATTICO MARTA

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione FUMETTO – articolo del 10 aprile 2022]

OSVY E BERTOLD BRECHT

Abbiamo deciso di effettuare un restyling per arrivare alla stampa di una raccolta delle migliori strip. Ne pubblicheremo alcune nei prossimi giorni.

Questa strip su una domanda che ad un genitore viene fatta spesso dalla propria figlia/o PERCHE’ LA GUERRA?

pubblicata in occasione della guerra UCRAINA- RUSSIA scoppiata oggi 24 febbraio 2022

Se vuoi sapere di piu’ sull’autore dell’aforisma fai click QUI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 24 febbraio 2022]

IL SUCCESSO CAMALEONTICO DEGLI U2 -STEO e LA STORIA DEL ROCK – capitolo 4 – gli 80s.

steo e gli 80s

Steo e gli 80s – illustrazione di Filippo Novelli

 

 

Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare il mondo dentro di me

[Bono Vox]

Il cambiamento è alla base dell’evoluzione, a volte è una necessità.
Quale forza dovrebbe spingerci a cambiare? Se, qualunque fosse il nostro status, ci imponessimo sempre di cambiare diventerebbe un’ossessione, ma tante volte rompere le catene delle abitudini è un atto di responsabilità verso noi e gli altri.
 
A volte, nell’ecosistema di abitudini, comportamenti automatici e situazioni che fanno parte del nostro quotidiano, ci sono cose che inconsapevolmente accettiamo, ma che tanto bene non ci fanno. Possiamo pensare ai nostri vizi, fumare per esempio, oppure chi di noi è facilmente irascibile e, ancora, chi ha grandi potenziali ma rimane lì dov’è perché in qualche modo “ha paura” a fare quel passo che permetterebbe di esprimerli.
 
Il rock ha rappresentato e rappresenta un simbolo della rottura dello status quo ed esso stesso si è reinventato nel corso dei decenni.
Siamo partiti nel viaggio con il rock’n’roll di Elvis Presley per arrivare al blues rock psichedelico dei The Doors un decennio dopo, stravolto a sua volta dal punk dei Ramones negli anni ’70.
 
 
Il rock non ha subito una metamorfosi solo sulla base del periodo storico e grazie al gruppo emergente di turno. Esistono alcune rock band che sono riuscite e riescono a rimanere sulla cresta dell’onda nonostante abbiano a curriculum 44 anni di carriera…e tutto questo lo devono sì alla loro vena artistica, ma adattata e adattabile al cambiamento.
 
Prendi per esempio U2. Chiamiamoli “come si deve”: YOU TOO (anche voi) e non U-DUE. Iniziarono nel 1976, proprio sull’onda emotiva dei concerti di personaggi come i Ramones ed in un solo decennio, gli anni ’80, sono diventati il gruppo più importante nel panorama mondiale del rock.
 
80s
 
 
 

Gli U2 erano già una band ancor prima di essere in grado di suonare

[Bono Vox]

U2, foto inedite band in mostra ad Asti

 
Nel 1980 esordiscono con BOY, cavalcando l’ondata della new wave e del post punk, con I will follow e le loro tensioni di adolescenti della periferia dublinese, per arrivare sulla vetta del mondo nel 1987 con JOSHUA TREE. Sì avete letto bene: l’album che da solo contiene Where The streets have no name, With or without you, I still haven’t found what I’m looking for e una scaletta che da sola è una compilation di grandi hits.
 
 
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In mezzo un decennio a colpi di collaborazioni con Brian Eno, brani che hanno con coraggio parlato di Martin Luther King e delle guerriglie civili irlandesi, consacrandosi con una performance che solo i Queen riuscirono ad oscurare nel Live Aid.
 
Conquistarono la copertina di Time Magazine, come solo The Beatles e The Who erano riusciti a fare, oltre 5 milioni di dischi venduti nel mondo ed un filotto di sold out nel loro tour mondiale The Joshua Tree Tour.
 
Quando sei a quelle altitudini l’aria è rarefatta ed il rischio di avere la mente annebbiata dal successo è dietro l’angolo.
 
I quattro piccoli ragazzi irlandesi avevano di diritto preso lo scettro di rockstar e non avevano nemmeno 30 anni.
 
All’album del decennio seguì Rattle & Hum che raccontò, sia con note che con pellicola cinematografica, il loro tour americano, con tanto di dediche e devozione a Bob Dylan, Jimi Hendrix e Billie Holiday. I dischi di platino, il successo e l’americanizzazione li avevano allontanati dalla tanto amata quanto odiata periferia di Dublino e dalla loro identità stessa.

Penso che la cosa più importante della musica sia il senso di fuga

[Thom Yorke]

Bono Vox e gli amici di una vita The Edge, Larry Mullen Jr e Adam Clayton avrebbero potuto essere la cover di sé stessi per il resto della loro vita facendo soldi a palate, ma l’anima rock non la puoi accendere o spegnere a tuo piacimento e loro erano LE rockstar di quegli anni, nessuno sapeva cosa avrebbero tirato fuori dal cilindro.
 
Si rifugiarono a fine degli anni ’80 in una Berlino in pieno fermento tra la libertà della caduta di Berlino e l’incertezza del domani.
 
Dovevano sentire dentro di loro cosa li aveva portati fin lì e dove sarebbe andati da quel giorno in poi.
 
Un dilemma non da poco, tanto che la loro gloriosa galoppata era in procinto di arrestarsi.
 
Tante, troppe volte la fama ha inghiottito talenti del rock, ma quegli irlandesi avevano la pelle dura: non certo dei santi (scagli la prima pietra chi è senza peccato!), ma persone con sani principi. Come dichiarato da Bono “ai tempi di Berlino non avevamo idea di cosa saremmo voluti diventare, ma eravamo sicuri di ciò che non volevamo essere”.
03 - u2 - achtung
 
Fu con questo atteggiamento che successe l’imponderabile: nel tempio degli Hansas Studios di Berlino, dove avevano già registrato mostri sacri come Lou Reed, David Bowie ed Iggy Pop, a The Edge venne fuori il giro di accordi della vita.
 
Quella sequenza di note erano il primo gemito di una neonata One (secondo MTV la miglior canzone degli anni ’90 e trentaseiesima migliore canzone del mondo secondo la classifica di Rolling Stone) e dell’album Acthung Baby, che ha sconvolto radicalmente le logiche musicali degli U2 e dell’intero mondo del rock.
L’album, anch’esso in posizione altissima nella classifica dei migliori album di tutti i tempi secondo Rolling Stone, uscì il 18 novembre del 1991 e 6 giorni dopo un’altra leggenda del rock salutò il mondo, Freddy Mercury: dopo il Live Aid, in cui scettro e corona se li portò a casa come il calciatore con il pallone quando segna una tripletta, fu come un passaggio di testimone tra miti per continuare a dar vita ed onorare il rock.

Se devi fare una cosa, falla con stile. [Freddy Mercury]

Elettronica e distorsioni miscelate con le melodie e le chitarre di un rock più classico andarono a mettere il segno in una generazione di musicisti che di lì a breve furono ispirati a dar seguito ad una nuova lettura del genere: dai Radiohead ai Muse, dai Placebo ai Coldplay.
 
Questo è solo un pezzo della storia di quattro semplici ragazzi che erano partiti con scarse doti tecniche nella musica, ma con tanta passione e gesta epiche hanno fatto della lettura dei tempi che cambiavano e del cambiamento stesso il loro status, marcando un segno indelebile nella storia del rock che tutt’oggi stanno scrivendo.
04 - u2 - oggi
 
Gli U2 sono la dimostrazione che cambiare è possibile per tutti, anche quando tutto sembra perso o anche quando pensi di aver conquistato tutto. Viviamo in un mondo dove cambiare certi atteggiamenti nei confronti di noi stessi, degli altri e dell’ambiente è una necessità se vogliamo dare alle future generazioni una cultura di amore e rispetto reciproco.
Basta mettersi alla prova e avventurarsi where the streets have no name.
 
Io sono STEO e questa è la mia Storia del Rock. Se vi è piaciuto l’articolo regalate ai vostri amici il mio libro.
 
 
 
 

  Lasciatemi i vostri feedback, ditemi chi sono stati i vostri miti del rock e chissà potrete trovarli nel prossimo volume. Ed ora vi lascio come di consueto tre brani che vi faranno conoscere meglio gli U2 e il loro camaleontismo.  

U2 – Sunday Bloody Sunday

U2 – Where the streets have no name

U2 – Until the end of the world    

[Stefano Pancari per DETTI E FUMETTI – Sezione Musica – Articolo del 8 agosto 2020]

Il successo della raccolta benefica di COme VIte Distanti di ARF . I numeri dopo i primi 12 giorni

Amici di DETTI E FUMETTI, abbiamo dato e continueremo a dare il nostro Endorsement per la splendida iniziativa di ARF. E’ per questo che oggi vi raccontiamo dei numeri della raccolta.L’organizzazione ci fa sapere che

“grazie alla copie pre-ordinate del libro COme VIte Distanti, a una decina di giorni dal lancio dell’iniziativa ARF!, (QUI)

PressUP e tutte le autrici e gli autori coinvolti hanno donato i primi

10.000 euro

all’Ospedale Spallanzani di Roma.

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Partner fondamentale dell’intera iniziativa benefica è proprio PressUP, tech company italiana che offre l’eccellenza nel campo della stampa on-line, che stamperà il libro a titolo gratuito: «Noi di PressUP – ha dichiarato Vincenzo Cirimele, founder & CEO – siamo davvero felici di partecipare attivamente al progetto Come Vite Distanti ideato da ARF!, realtà con la quale abbiamo stretto una splendida partnership nel corso degli ultimi anni. Crediamo molto in questa iniziativa che ha riunito i grandi del Fumetto per aiutare concretamente chi combatte il Covid-19» .

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Dopo l’apertura della danze ad opera di Gipi (tav. 1) e le prime tavole di Stefano Caselli (tav. 2), Giorgio Pontrelli (tav. 3), Gigi Cavenago (Tav. 4), Eleonora Antonioni (Tav. 5), Bruno Cannucciari (tav. 6), Giuseppe Palumbo (tav. 7), Francesco Guarnaccia (tav. 8), Stefano Simeone (tav. 9),  Lorenza Di Sepio (tav. 10), Martoz (tav. 11), Giacomo Bevilacqua (tav. 12), Emiliano Mammucari  (tav. 13), ai già annunciati Zerocalcare, Sio, Sara Pichelli, Francesco Artibani, Katja Centomo, Laura Scarpa, Werther Dell’Edera, Rita Petruccioli, Ratigher, LRNZ, Fumettibrutti, Mirka Andolfo, e  Davide Toffolo e tantissimi altri, si sono aggiunte nel frattempo le firme altrettanto prestigiose di Manuele Fior, Zuzu, Maicol & Mirko, Matteo Scalera, Mario Alberti e Silvio Camboni, che pubblicano tutti regolarmente per le maggiori case editrici italiane quali Sergio Bonelli Editore, Disney, Bao Publishing, Coconino Press, Feltrinelli Comics. Oblomov, Tunué, Rizzoli Lizard, Shockdom e Panini Comics, fino a grandi editori stranieri come Marvel, DC Comics, Image, Glénat.

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Per chi si fosse messo all’ascolto in questo momento ricordiamo il progetto in corso:

IL PROGETTO COme VIte Distanti

 “Di fronte al prezioso compito che quotidianamente svolgono medici e ricercatori scientifici, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, noi fumettisti ci sentiamo spesso piccoli e impotenti. D’altronde il nostro lavoro è raccontare storie, non salvare vite. Ci siamo chiesti, quindi, se esisteva un modo per contribuire a essere utili – presto e concretamente – all’intera comunità. “COme VIte Distanti” è la nostra risposta a questo bisogno. La risposta del Fumetto Italiano.” ARF! Festival del Fumetto

In un momento in cui tutta l’Italia è ferma, i migliori fumettisti italiani si mobilitano da casa, a sostegno della raccolta fondi dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e si uniscono per raccontare un’unica, grande storia. Ideatore e promotore dell’iniziativa è ARF! «Festival di Storie, Segni & Disegni», il Festival del Fumetto di Roma che seguirà, passo dopo passo, tutto il progetto, curandone il coordinamento editoriale, la comunicazione, la stampa del volume e il flusso delle donazioni.
COme VIte Distanti, che sta prendendo vita sul sito e sui canali social di ARF! Festival con la pubblicazione di una tavola al giorno per diventare a fine maggio un libro cartonato, è già preordinabile on-line alla pagina www.arfestival.it/covid, così che l’INTERO RICAVO venga donato sin da subito, vista l’urgenza del momento, all’Ospedale Spallanzani.
Il gesto solidale di un intero ambito professionale, unito alla volontà di continuare a intrattenere con una lettura quotidiana gratuita, resterà per sempre una testimonianza di questo momento storico e sociale così umanamente intenso e surreale.

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anche se la sesta edizione di ARF! Il Festival del Fumetto a Roma, prevista per il 22 maggio è stata sospesa – e le nuove date non sono ancora state definite – l‘attività della direzione artistica continua senza sosta con il progetto del libro COme VIte Distanti

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#COmeVIteDistanti
una produzione Associazione Culturale ARF – largo G.B. Marzi, snc – 00153 Roma
www.arfestival.it / info@arfestival.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 6 aprile 2020]

Lo sport e il fumetto – un giro al -Romics-ed . 2019

Cari amici anche quest’anno siamo passati al Romics per un motivo ben preciso, vi racconto come è andata.

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(Minny-Manga)

Ho voluto sfidare la sorte aspettando che mi chiedesse lei di andare.
Mia figlia ormai viaggia a gonfie vele  trionfante nei suoi dieci anni tra la passione per la scienza e la voglia di diventare una pop star musicale…ma non solo.
Venerdì sera, si siede sul divano accanto a me e mi fa: ” Ma è possibile che io devo sapere che c’è Romics dalla mia amica anziché da te?
Vedi cara io non sono uno di quei padri che vuole forzare la propria figlia a coltivare le sue passioni. Desidero che tu segua le tue.
Sai quel ritornello …Lasciami essere? -non dico altro …
Ah si? … anche se mi sa che il danno lo hai già fatto.
A scuola tutti mi chiedono commissions di manga. Ebbene io non ne so nulla di Manga capisci il dramma, non è possibile? Assolutamente mi devi portare a Romics a comprarne qualcuno.
La mamma mi ha consigliato Mimi’ Ayuara, hai presente? quella della palla a volo, il cartone grazie al quale lei dice che si è appassionata al suo sport.
Vedi cara, ritengo che  il vero sport sia il tennis, dove la rete non è cosi’ alta… Ti porterò al Romics e ti comprerò il manga di Jenny la tennista, l’unico modo per conoscere  veramente come i giapponesi coniugano fumetto e sport.
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A Romics peraltro c’è  una mia amica fortissima, Veronica Frizzo, che fa un workshop sul tema insieme a Riccardo Calosimo; sicuramente sapranno darti dei consigli utilissimi.
Detto, fatto. Sabato alle 11 in punto eravamo li.
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Fortunatamente non c’erano più i droni a ravanarti la testa. Dopo aver attraversato decine di ragazzini con casco e il mitra LASER in pugno, schivato altri che volevano abbracciare mia figlia (…e non sanno quanto hanno rischiato), siamo arrivati  da Veronica e Riccardo della Scuola Romana dei Fumetti .
Riccardo ha magistralmente tenuto una lezione sul manga, prendendo spunto dalla caratterizzazione del personaggio Sora … (ammetto l’ignoranza a me  del tutto sconosciuto). Mentre la piccola si cimentava nel disegno
ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Riccardo sul suo nuovo lavoro, Audace Savoia, disegnato con Adriano Turtulici e sceneggiato da Massimo Vincenti, da una idea di  Massimiliano Monnanni.
L’ho trovato un bellissimo progetto, altro caso di come coniugare  bene lo sport  con il fumetto ( vi rimando alla fine articolo per leggere la scheda completa sulla iniziativa da cui è nato).
Dopo il workshop di Riccardo è stata la volta del corso della Bug Comics con i Moftri di Adriana Farina che ci ha insegnato i segreti delle sue vignette fanfastiche 🙂
Nell’area KIDS  ho incrociato anche la Comic Star Arianna Rea e sono riuscito ad ottenere un appuntamento per una intervista che, spero presto, troverete sul blog.
Vista la sua altra grande passione, la musica, ho portato mia figlia alla Scuola Internazionale di Comics dove era in corso una Jam session dei componenti del dipartimento di musica della scuola. Loro studiano per diventare creatori di colonne sonore di film e video giochi… una professione fichissima.
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Con me sono stati molto accoglienti, mi hanno spiegato tutto sui programmi (Q-base) e gli strumenti usati (il sequenzer della Ableton e le tastiere della Roli), facendomi fare un tuffo nel passato, quando suonavo con il mio gruppo HYALINE, non ricordo bene se piu’ rock-mantico  o  l’elettro-pop, come tastierista.
La migliore conferenza a cui ho assistito, imperdibile specialmente se hai una figlia femmina, è stata quella della mia amica Tramutoli dal titolo POST PINK -antologia di fumetto femminista
20190406_131540Vi lascio il comunicato stampa a fine articolo e volete approfondire.
Margherita mi ha anche parlato del suo nuovo progetto con la Tunue e la Binni sulla maternità, ma avremo modo di tornare sull’argomento quando uscirà senza che ora vi spoleiro nulla.
Prima di lasciare il romics tappa obbligatoria è stata la mostra per gli 80 anni di Batman.
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Qui ho ritrovato i Nembo kid che leggeva mio padre.
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e degli interessantissimi i cross over con i super eroi della Marvel;
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belle le ambientazioni a Roma del -“Batman italiano”.
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Un mio tributo al cavaliere oscuro in occasione dei dieci anni del blog  DETTI E FUMETTI, era doveroso.
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Ciao a tutti ci vediamo al prossimo fantastico festival del fumetto (quello senza mitra e cosplayer invadenti)… a buon intenditor…
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI-sezione Fumetto – articolo del 7 aprile 2019]
Le schede di approfondimento
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UN VIAGGIO ESPERIENZIALE- LA SERRADA DI DEPERO

Questa estate ho voluto fare una vacanza esperienziale a scopo culturale che conciliasse le esigenze della mia famiglia di trascorrere le vacanze estive al fresco andando in montagna .

Sono andato a Serrada, in trentino, per immergermi dentro l’opera di Fortunato Depero.

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Il pittore, infatti, dopo una vita trascorsa tra i fasti ed i successi di Roma e New York ,si ritirò in questo paesino,  vicino a Folgaria,  per  trovare la serenità e la tranquillità che solo la natura riusciva a trasmettergli.

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Lui stesso in una lettera descrive questi luoghi

«Serrada offre un paesaggio eternamente mutevole. In estate è un pianoro, una verde conca riposante circondata da altere groppe di monti, da scalinate di roccia discendenti, a volte dolci e altre a precipizio. Dentro legioni di abeti e tra plotoni di pini e larici, in vedetta, giace il paesello: campanile a testa di cipolla e naso appuntito all’insù. La chiesa aspetta a bocca aperta i fedeli e il cimitero tace e origlia quadrato e rassegnato con le croci a braccia distese. In autunno i prati, i campi e i boschi si popolano di aratri, di falci, di accette e di mucche al giogo. La terra si rivolta nera e appare punteggiata di tuberi benefici, simili a biondi ciottoli. Il ritmo secco del taglialegna si ripercuote nel bosco. I larici ingialliscono, i faggi arrossano e i cespugli radenti si insanguinano. Merli e tordi sfrecciano, il fringuello svetta e l’allodola ferma nell’azzurro canta la luce che l’abbaglia. Serrada d’inverno offre un paesaggio polare. Dal bianco lenzuolo sorgono scheletri di vetro e mani multiple di fantasmi. Ogni osso e ogni dito hanno il proprio lembo di candore. Il vento nordico arriva galoppante con in groppa il sole dagli occhi di fosforo, con criniere d’oro e bardature d’argento. Nitrisce accecando. L’ampia distesa è uno specchio e il cielo e le case capovolte vi si riflettono turchine. Lo sciatore affascina: distende le braccia per impugnare le ali al vento. Con le lame degli sci ai piedi taglia lo spazio con rasoiate parallele. Il suo binario aereo, diritto, curvilineo e a zig zag è perfetto. Il bolide umano scende fra stupendi pennacchi di neve, fra soffi di polvere luminosa, reggendo i volantini equilibratori. Scende un angelo del firmamento sicuro nello spazio e nella luce che lo aureola, raggiante in questo autentico prisma di poesia» (cit. da Fortunato Depero nelle opere e nella vita,1940).

E’ stato molto interessante percorrere la cittadina ed ammirare le  opere del maestro; ogni estate la comunità di Serrada si veste a festa ed organizza manifestazioni a tema, laboratori di pittura per bambini e incontri di approfondimento.

In ogni locale, hotel, punto di informazioni ti viene data una guida grazie alla quale si possono meglio comprendere le opere sparse per la cittadina.

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Depero lo conosciamo come pittore. In realtà lui si definì  fin dal principio scultore. Ce ne accorgiamo da come tratta il concetto di tridimensionalità nei suoi dipinti.

Pochi sanno che la sua esperienza artistica iniziò con un rifiuto. Non fu infatti accettato alla Accademia delle Belle Arti di Vienna.

Questo episodio fece di lui un rivoluzionario, il capostipite della “seconda fase del futurismo” che si fonda sull’ arte totale capace di sopravanzare l’ arte museale e da esposizione in voga fino a quel momento ( anche per lo stesso futurismo della cosiddetta prima fase )

Con Depero (cosi’ come con Balla) l’arte entra nella quotidianità della gente, grazie alla pubblicità, all’arredamento, agli allestimenti teatrali, alla moda, all’architettura, all’editoria e così via.

A poche curve da Serrada (da fare con cura anche in estate) c’è  Rovereto dove Depero fonda la CASA FUTURISTA e dove potrete trovare la testimonianza tangibile di quanto sopra detto in fatto di DESIGN. Insomma un viaggio esperienziale totalizzante, ne è valsa la pena ( intendo per le curve :-))

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 20 dicembre 2017]

Intervista ritratto a Simona Binni -Recensione di Silverwood Lake

Salve amici di DETTI E FUMETTI in occasione della terza edizione dell’ARF abbiamo intervistato Simona Binni proponendo le nostre famose nove domande per far capire ai nostri lettori come una ragazza con la passione del fumetto possa diventare una professionista del settore.

Filippo:Parlaci di questa tua nuova opera Silverwood Lake.
Simona:Mi piace descrivere questo libro come la storia di una resa. Si parla si persone schiacciate dalla vita e del modo in cui in qualche maniera continuano a vivere o quantomeno a sopravvivere. Cosa succede nella vita quando ad un certo punto non c’è la fai e cadi non avendo voglia di rialzarti. Di questo parla Silverhood Lake, di persone che c’è la fanno a rialzarsi e di altre che rimangono schiacciate nella loro condizione ai margini della vita.
Sono tutte storie diverse ma accomunate dal dolore di questa resa, dal dolore di scelte difficili, a volte imposte dalla vita a volte per scelta personali che spesso portano a vivere una vita devastante, senza più una casa, senza più una famiglia.

Mi piace definire questo libro circolare; tutto ciò che troviamo all’inizio alla fine poi ha una spiegazione. C’è un filo conduttore che lega tutta una serie di persone apparentemente diverse l’una dall’altra.

F. A cosa ti sei ispirata per scrivere questa storia?
S. : quello dei senza tetto era un argomento che mi interessava molto, da sempre.
Questa storia si svolge in California dove ho indagato c’è realmente una grande comunità di senza tetto, un insieme di persone che hanno perso la casa ad esempio per i problemi economici occorsi con l’ultima crisi.
Ho tratto ispirazione dal film “In to the Wild” per la parte in cui il protagonista arriva nella comunità di hippies che vivono dentro dei furgoni,in questa sorta di campeggio.
Mi colpì molto questa comunità, feci delle indagini, mi documentai e scoprii che era stato girato un documentario da Gianfranco Rosi, il regista di “Fuoco a mare”, che si chiama Below Sea Level.

Ho poi scoperto che hanno girato un sacco di documentari su questa comunità californiana. Mi piacque molto il modo in cui loro si raccontavano nei documentari. Alcuni avevano proprio scelto di vivere li; stiamo parlando di downshifting, lo “scalare la marcia”; interessante in tal senso fu la storia di un professore da cui ho tratto spunto per un personaggio inserito nel mio racconto.

F.:parlaci dei rapporti familiari presenti nel racconto.
S. La famiglia è centrale nel libro. È il”luogo” dove ci viene dato l’imprinting e nel contempo è il nucleo fondante della società in cui viviamo. È interessante vedere cosa avviene nelle famiglie perché gli individui che diventiamo non sono mai il frutto della casualità. È nella famiglia che si trovano le radici profonde di un malessere o di un benessere.
In questo libro mi interessava parlare di padri, in particolare della loro assenza. Cosa succede ad un figlio quando un padre non c’è? Come si può crescere senza quel riferimento? Diego è un adolescente quando perde il padre. Come è cresciuto senza questa fonte di ispirazione? In fondo le madri e i padri sono le donne e gli uomini a cui noi un giorno somiglieremo. Fonte di ispirazione o per imitazione o per opposizione.
Nel libro si racconta di un ragazzo che si perde, va in prigione perché la madre era assente e il padre aveva segnato negativamente la sua vita. Il padre era stato violento e lui stesso lo diventa e viene carcerato.
Vi è la storia di Diego che senza il padre perde ogni riferimento e si congela, smette di vivere.
Vi è la storia di Memo che anche lui non conosce il padre ma lo mitiizza nell’attesa del suo ritorno.
Vi è la storia di Ted, che non se la sente di prendersi la responsabilita’ di fare il padre e lo lascia.

F.: Quindi nel libro ci sono molte storie sulla sconfitta personale che la vita ti infligge, storie di resa; ma non solo. Ce ne è anche una di speranza che non raccontiamo per non rovinare al lettore il piacere della scoperta. Qualcosa però possiamo accennarla. Cosa ci salva?

S.: Avere uno scopo nella vita è fondamentale, meglio sarebbe se fosse un lavoro in cui realizzarsi. Io credo che tutte le persone posseggano dei talenti. Bisogna scavare dentro di sé, trovarlo e poi impegnarsi a coltivarlo perché lui ci salva dal piattume, dall’idea di pensare che stiamo facendo sempre qualcosa che non coincide con quello che siamo. Il massimo sarebbe quello di rendere il nostro talento produttivo anche per gli altri.

F.: Bene, e ora le nostre famose nove domande.

F.: C’è chi dice che fumettisti si nasce, è veramente così?
S.: Io fin da piccola racconto le mie storie disegnando. Questa è una dote. La tecnica va studiata.

F.: Quali sono stati i tuoi punti di riferimento nel fumetto ed in che modo hanno influenzato il tuo stile.
S.: è difficile rispondere. I miei punti di riferimento cambiano continuamente. Ho iniziato ad avere come riferimento Sandoval; in Amina e il vulcano è palese graficamente. Poi piano piano ho iniziato a discostarmene. Attualmente scopro degli autori, li studio, ma non c’è nessuno che voglio imitare. Oggigiorno scelgo il mio stile in base a ciò che voglio raccontare.

F.: c’è un detto attribuito a Picasso che recita: ” i bravi artisti copiano, i grandi rubano”. Lui rubava da tutti ma alla fine quello che ne scaturiva era solo suo, era un Picasso. Ti ritrovi in quanto sostiene?
S.: accade esattamente così.

F.: agli inizi la tua famiglia, i tuoi amici hanno appoggiato la tua scelta di voler fare il fumettista?

S.: quando ero piccola e mi annoiavo mio padre mi dava un libro e mi diceva:
“Quando ti annoi leggi”. È grazie a questo stimolo della lettura che ho intrapreso la professione di fumettista, ho iniziato a raccontare le mie storie. Il mio cruccio più grande è che prima che iniziassi la scuola di fumetto lui è venuto a mancare e quindi non ha visto cosa poi sono diventata. Sarebbe stato orgogliosissimo.
Mia madre invece ne rimase un po’ spiazzata, atteggiamento comprensibile, specie in italia a quel tempo. Io comunque lavoravo e dopo aver fatto studi di Psicologia in età evolutiva, lavoravo con i ragazzi, nelle scuole. Un giorno mollai tutto per dedicarmi completamente al fumetto.

F.: mi hai anticipato la domanda successiva. In Italia il fumetto è sottovalutato? È ancora reputato un’arte minore?
S.:il fumetto in Italia è in grandissima espansione, vedrete cose straordinarie. Sono reduce dal salone del libro di Torino e vi dico che il lettore sta assumendo una grande consapevolezza. Prima andava un po’ imboccato, gli si doveva spiegare la differenza tra fumetto e fumetto da quello di edicola, al graphic Novel. Oggi non è più così.
Anche gli autori di letteratura stanno guardando al mondo del fumetto con interesse. Stanno cominciando a considerarlo un “medium” efficace. Questa sarà la svolta.
Anche le case editrici si stanno affacciando sui media vecchi come la radio e la televisone ma anche sui nuovi come il web; c’è come una convergenza di piu fattori positivi sul fumetto. Stanno cambiando le cose.

F.: A proposito di web, come vedi il fumetto nella rete?
Quali sono gli apsetti positivi e quali quelli negativi?

S.: il web, rispetto a prima quando pubblicare era difficile, è stata una grande opportunità. E stato un grande strumento di democrazia. Non ho i soldi per pubblicare il mio fumetto? Non riesco a trovare un editore che mi pubblica? Lo pubblico sul web e do visibilità al mio modo di fare arte di dare i miei messaggi. E questo è nel contempo il suo aspetto negativo: tutti possono … e così finisce che arrivano anche persone che certe cose se le potrebbero risparmiare. A volte c’è una bassa qualità, che incide negativamente nei confronti di tutto il mondo del fumetto. Bassa qualità nel senso che hai usato quei cinque minuti per avere visibilità, giusto un meme, senza la voglia di veicolare dei contenuti. E non sto parlando neanche di stile poco felice, niente di tutto questo. Parlo di storie, di temi. Purtroppo la libertà è anche questo.
Il filtro dell’editore ci può proteggere spesso. Un editore capace di lasciare libertà all’autore. Credo in un editing che aiuti l’autore a fare un percorso di crescita.

F.: ok questa è la produzione tradizionale. Cosa ne pensi invece di quei pochi episodi fortunati di croudfounding o di idee ancora più innovative come per il caso di Ratingher?

S.: che ben vengano queste iniziative. Magari divenisse fonte di ispirazione per altri. Questi fenomeni andrebbero studiati e capiti. Dovrebbero essere insegnati nelle scuole di fumetto. “Le ragazzine ” di Ratingher è un libro fichissim, andrebbe preso, sviscerato nella sua sceneggiatura.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 1 giugno 2017]

CLO’, ROMA, FENDI E TANTO RUMORE

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Parliamo ancora una volta di Roma, questa volta evidenziando una situazione ormai nota a tutti. Lo stato di abbandono del patrimonio-storico artistico che tutto il mondo ci invidia.

Le risorse economiche delle amministrazioni in questo periodo di “spending review” rendono insufficienti i finanziamenti per una riqualificazione o messa in sicurezza degli edifici. Così per mancanza di fondi molti non vengono utilizzati.

Per fortuna in Italia ci sono i privati, ricchi, famosi e con il desiderio di farsi conoscere anche attraverso finanziamenti ad importanti interventi nelle città.

Il primo a Roma è stato Della Valle, con il restauro del Colosseo, ma in questi giorni è entrato nella cronaca un altro nome: Fendi e la sua nuova sede nel quartiere Eur.

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Già conosciuto ai romani per il restauro della Fontana di Trevi (durato 17 mesi, per un importo complessivo 2 milioni e 180 mila euro, a carico della maison), da un anno ha scelto come quartier generale il Colosseo Quadrato dell’ Eur.

Nel Palazzo della Civiltà Italiana, questo il vero nome dell’edificio, ha stabilito la Direzione, gli uffici e il prestigioso e tutto romano, laboratorio di pellicceria.

Grazie a questa nuova destinazione da metà ottobre nel Palazzo si può entrare, e visitare la mostra “Una nuova Roma. L’EUR e il Palazzo della Civiltà Italiana” a cura di Vittorio Vidotto e Carlo Lococo, la prima delle manifestazioni culturali, tutte gratuite, cui è destinato il primo piano del palazzo. L’edificio progettato nel 1937 dagli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano per accogliere l’Expo del 1942, che mai si svolse a causa della guerra, è stato abbandonato per 72 anni salvo sporadiche mostre e tentativi di utilizzarlo negli anni  ’80 per sedi varie.

Oggi FENDI, con un contratto di affitto valido 15 anni, ha stabilito il suo nuovo quartier generale riqualificando una delle zone più significative del quartiere EUR, per troppo tempo dimenticato.

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Ma per fare tutto questo un po’ di polemica doveva nascere: un presunto abuso edilizio commesso dalla maison italiana sul tetto del Palazzo della Civiltà, che alla fine si è risolta col più classico degli adagi: tanto rumore per nulla… Infatti se osserviamo il prospetto principale dell’edificio è sorta nel giro di pochi giorni una tettoia, in vetro e acciaio e quindi molto leggera, ma che ha cambiato completamente l’aspetto dell’edificio. E la soprintendenza che dice? “ ritiene ammissibile lo svolgimento della manifestazione temporanea con gli allestimenti proposti”;” tutti i manufatti allestitivi dovranno avere carattere di stretta temporaneità e totale reversibilità e durante l’esecuzione dell’allestimento e nel corso della manifestazione stessa non dovranno essere interessate aree o superfici esterne a quelle concordate”.

Quindi niente abuso edilizio come ipotizzato inizialmente, ma solo una “struttura amovibile”. La terrazza del Colosseo Quadrato tornerà esattamente così come tutti i cittadini romani l’hanno sempre vista, ammirata e fotografata.immagine 3

Speriamo che l’idea di Fendi sia presto “di moda”: chi può collabori alla riqualificazione del nostro patrimonio, ma proprio perché unico ed inimitabile evitando di modificarlo, deturparlo e trasformarlo, ma semplicemente preservarlo e farlo conoscere ai nostri posteri originale, come ce lo hanno tramandato.

 

Per maggiori informazioni:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/10/23/news/nel_colosseo_quadrato_splende_l_arte_del_900-125688934/

http://www.arte.it/notizie/roma/la-seconda-vita-del-colosseo-quadrato-11113

http://www.romacapitalenews.com/colosseo-quadrato-risolto-il-caso-fendi-nessun-abuso-edilizio-55336/#sthash.o900J0rY.dpuf

 

Buon volo a tutti

Ciao a presto dalla Vostra CLO!

[Maria Clotilde Massari per DETTI E FUMETTI – Sezione Architettura – Articolo dell’ 8 novembre 2015]

 

 

 

 

ROMICOSPLAY – UN SALTO A ROMICS 1-4 ottobre 2015

E’ il 3 ottobre 2015 e dopo una lunga notte di temporali, il sole del mattino tenta invano di asciugare il nostro caro campo da tennis. A malincuore l’allenatrice  della piccola da il K0 e così cambiamo programma anticipando ad oggi la visita a ROMICS.
Alle 10:30 siamo già dentro, matita muniti, per imparare tante cose nuove all’area KIDS.

20151003_102252-1Tra le insegnanti di vecchia conoscenza ce ne è anche una nuova, Silvia Pirozzi, che ci ha spiegato  come si fanno i volti, i corpi e gli occhi grandi in stile manga…e alla fine ci siamo divertiti con i minion!

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Programma alla mano ci siamo dati una missione: raggiungere il padiglione 5 – sala 2. In programmazione Federica Salfo in ” C’ era una volta, dall’idea alla tavola”.

Per arrivare alla sala 2 ho dovuto superare mille ostacoli: gli abbracci gratis di conigli impellicciati, le alabarde cartonate che fluttuavano ad altezza collo, la gente con in mano arancini bollenti e i noodles gocciolanti; ho dovuto fare gicane  per schivare i nuvoli di teleobiettivi puntati su ragazzine  semi-nude.
Insomma alla fine sono riuscito a sedermi in aula e la chiacchierata con la Salfo ha avuto inizio.

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Federica ha interagito con disinvoltura con la platea  raccontando i ruoli e le fasi del lavoro del fumettista o meglio dell’ Artist (artista) come le è piaciuto rimarcare. Artist nel senso più ampio ci ha ricordato perché chi fa questo lavoro può essere chiamato a svolgere lavori trans-mediali: dalla moda al cinema, all’arredamento, ecc.

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Simpatici i suoi aneddoti come quello di quando era alle prese con Trilly e doveva studiare le differenze tra i colori del bosco canadese e quello milanese o di quando doveva realizzare casette con le perline o altro materiale ritrovato dalla fatina nel bosco, così giusto per immedesimarsi nel personaggio; o di quando doveva far star su una sedia di legnetti e foglie neanche fosse un ingegnere; o ancora di quando andò a trovare la disegnatrice di Frozen e la trovo  chiusa nel suo studio a luglio con l’aria condizionata al massimo, circondata da abeti innevati con le lucine, che ascoltava a tutto volume la musica del cartone, perché immedesimarsi è fondamentale.

Fondamentale in una storia è, anche se si parla di argomenti semplici come in CIP e CIOP, articolarla in modo da renderla avvincente e inserire, se possibile, particolari familiari per avvicinare il lettore.
A proposito di tenere un legame speciale con il lettore: ci ha raccontato di quando la Disney le si è raccomandata di non disegnare mai personaggi con gli occhi chiusi perché altrimenti questo legame si interrompeva.

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Il racconto sulle fasi del fumetto è proseguito sviscerandone alcune che ai più rimangono ignote come gli art book (per studiare gli ambienti), la pre-line (quella fase tra il bozzetto e la linea pulita che precede l’inchiostrazione), l’importante studio delle posture, fino a parlare dello stile “filosofico” che nasce, ci ha detto, quando parli di temi anche seri e profondi ma lo fai con un tratto tenero e umoristico come i grandi Calvin & Hobbes.

Insomma Federica ci ha fatto fare con leggerezza un tuffo nella complessità del mondo del fumetto e facendoci per un ora riconciliare con il mondo.

Per tornare al Romics  devo ammettere che mi sono perso tanti appuntamenti; tra tutti rimpiango soprattutto l’incontro con il maestro Bozzetto, con Diabolik e quella puntatina che avevo preventivato da Giuseppe Matteoni autore di Dragonero  (ho lasciato in coda gli amici allo stand Bonelli per un suo autografo e chissà  se sono sopravvissuti alla calca).

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Io purtroppo sono dovuto uscire per tempo per mettermi in coda in macchina e sperare di raggiungere il cinema in tempo utile. Li finalmente sono entrato nella sala dove davano Inside out, mi sono mischiato tra la folla commossa per la morte dell’elefante di zucchero filato e ….finalmente ho potuto piangere in silenzio pensando che ormai Romicosplays, scusate Romics,  è soprattutto Giochi e Cosplay (nulla di male eh)….. e che io in fondo allo stand quella copia rara delle Storie l’ho pagata poco meno di 40,00€ .
Ero li seduto, assorto nei miei pensieri e all’improvviso  e’ comparsa una sfera dorata …era il ricordo felice dell ARF.

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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI-sezione Fumetto – articolo del 4 ottobre 2015]

Willy e Francesca ci raccontano RESPIRO (L’ultimo giorno)

willy olocausto

Nel mio girovagare per teatri, sono approdato al Teatro “Lo Spazio” dove andrà in scena “Respiro”(L’ultimo giorno) scritto da Maria Teresa De Carolis per la regia di Luca Olivieri. Ritrovando così una nostra vecchia conoscenza, l’attrice Francesca Stajano. Mentre gli attori sul palco provano una scena particolarmente drammatica, mi siedo in prima fila e aspetto pazientemente, che facciano una pausa. Dopo pochi minuti mi faccio notare da Francesca che salutandomi scende dal palco e viene a sedersi vicino a me.

W. Ciao Francesca, vedo che sei molto impegnata, quindi ti porterò via poco
tempo!
F. Ciao Willy! Non ti preoccupare! Fammi pure tutte le domande che vuoi!
W. Parlami dello spettacolo, di che si tratta!?
F. Il testo è scritto da Maria Teresa De Carolis per la regia di Luca Olivieri.
Affronta la tematica dell’olocausto, focalizzandosi sugli effetti che questa atroce catastrofe umana ha su di un particolare nucleo familiare. Elena, giovane donna ebrea, incinta del secondo figlio, assiste, durante una festività religiosa al massacro della sua intera famiglia e viene in seguito internata in un campo di concentramento. Qui dovrà subire tra l’altro le attenzioni morbose di una Kapò alla quale lei soggiacerà per poter far sopravvivere oltre a lei anche il
suo bambino.
W. Perché mettere in scena un dramma già trattato nei libri,  dal cinema e dalla televisione!?
F. Perchè probabilmente certe atrocità che l’uomo ha compiuto e che ancora oggi purtroppo compie, spesso in nome di ideali visioni del mondo, non vengano dimenticate. Il teatro può e deve avere anche una funzione di denuncia, di rinnovato scandalo verso il sonno della ragione che ha permesso simili mostruosità.
W. Cosa ti ha colpito del tuo personaggio!?
F.Dunque in realtà io interpreto due personaggi molto diversi tra di loro,
Matilde donna russa risoluta e cinica ed Elena , la protagonista, vittima per eccellenza quindi timida, ingenua, sottomessa. Quando sono Matilde mi colpisce la sua forza, che se giustamente esercitata, può essere salvifica e indicare anche una strada da percorrere a chi stenta a camminare. Quando sono Elena rimango colpita da quanto dolore si possa provare sulla propria pelle senza avere la forza di reagire, di come l’oblio sia l’unica soluzione possibile per non impazzire. In fondo sono due facce della stessa medaglia in qualche modo, perché seppur diverse si completano, e quindi è molto affascinante fare questo percorso con loro.

W. Ben sapendo quello che è successo nella realtà, quanto ti è pesato estraniarti dal contesto, cioè dall’emozione personale, e far emergere l’attrice!?
F.La realtà dell’Olocausto, per quanti libri si possano leggere e per quante foto si possano vedere, non riusciremo mai veramente a capirla fino in fondo, anche perché è il male senza fondo e senza ritorno, the dark side of the moon. Tuttavia non mi è facile estraniarmi e la mia recitazione spesso prende strade inaspettate e non volute ma che sono il frutto della reale emozione che  sto provando in quel momento.
W. Se non sbaglio questa è la prima volta che lavori sotto la regia di Luca Olivieri, con un testo così impegnativo, come ti sei trovata divisa tra il conoscervi reciprocamente, parlo naturalmente dal punto di vista attrice-regista, e interpretare un testo che rappresenta ciò che realmente è accaduto cioè, il dramma dell’olocausto!?
F.Con Luca Olivieri sono al primo con la sua regia ma al terzo come lavoro, il primo è stato una lettura di poesie tratte dalla sua raccolta Petali, nel secondo sono stata protagonista del booktrailer per il suo romanzo e book Come Sarah Conrad divenne un’assassina con la regia di Raffaello Sasson e la fotografia di Federico Sisti, per questo lavoro ho vinto un Premio come migliore attrice al Booktrailer On Line Awards, chiaramente questo ha reso ancora più solido il
nostro rapporto artistico. Comunque per rispondere alla tua domanda quando lavoro non ci sono rapporti personali che tengano, divento quei personaggi e quindi non mi preoccupo di chi mi osserva e poi con Luca si è instaurato un bellissimo rapporto di fiducia e stima reciproca, mi sa guidare, mi capisce e questo per una attrice è moltissimo, direi tutto. In Respiro oltre ad essere la protagonista femminile svolgo anche il ruolo di aiuto regista , una nomina che
mi sono guadagnata sul campo, sempre per la mia mania di fare nelle
compagnie il ruolo del teschio, definisco così una attrice che si spende molto per lo spettacolo e lavora per la riuscita globale. Mi fa piacere anche lavorare con professionisti del calibro di Daniele Ferrari, Daniela Cavallini, Enza Li Gioi e Mino Sferra. La scala a chiocciola è la nostra compagnia ed è piena di elementi validi anche nel cast tecnico, la costumista Fabrizia Migliarotti , gli scenografi
Eugenio Piscopello e Luca Ercoli, il nostro tecnico audio e luci Carlo Sabelli e il musicista compositore Maestro Adriano Dragotta che ha creato delle musiche originali eseguite con il suo magico violino che danno l’atmosfera giusta a tutto lo spettacolo. Inoltre abbiamo anche un contributo video di Federico Sisti e Raffaello Sasson molto emozionante…. Non aggiungo di più Willy, venite a vederci e scoprirete molto altro…
W. Grazie Francesca! La prossima volta che ci incontreremo, sarà sul set di un nuovo film!?
F.Lo spero, c’è in cantiere un progetto ma per il momento sono impegnata con la promozione di Frammenti il corto con la regia di Sasson e la fotografia di Sisti di cui sono protagonista insieme ad attori come Federico Scribani e Paola Sebastiani. Stiamo girando i Festival in Italia e all’estero, e in Maggio saremo proiettati al Riff di Fabrizio Ferrari a Roma per poi approdare in Luglio  al Cinemadamare di Franco Rina, entrambi sono due  importantissimi Festival per i corti d’autore e siamo veramente felici di parteciparvi.
W. Bene, a presto allora!
F.A presto Willy è sempre un piacere incontrarti. Un saluto a tutti i lettori e vi aspetto dal 15 al 19 Aprile al Teatro lo Spazio di Roma per un attimo di… Respiro!
[Dario Santarsiero  (Willy il bradipo) per “Detti e Fumetti” – sezione teatro – articolo del 14 aprile 2015]

ROMICS 2015 – Tutti a scuola di fumetto

Sapevo che sarebbe arrivato quel giorno in cui andare alla fiera avrebbe voluto dire accompagnare lei.

Pensavo di aver a disposizione qualche anno ancora ma vabbe’ oggi è tutto accelerato quindi ci si deve adeguare.

Prima tappa obbligata è stata la casa editrice del suo eroe preferito per comprare gli arretrati e gli ultimi numeri

…e poi via verso la metà del giorno: il workshop di fumetto.
Le maestre Giulia e Veronica l’hanno accolta amorevolmente e le hanno dato il kit da mangaka.
Ma non solo… anche un sacco di consigli sia a lei che a me.

Giulia le ha raccontato la sua esperienza formativa, dapprima il liceo classico e poi la scuola di fumetto fino a diventare insegnante. Ci ha raccontato con entusiasmo quanto sia bello questo mestiere, il mondo che gli gravita attorno, un mondo nel quale ogni giorno vi è una nuova pubblicazione, un numero zero che esce, i mestieri che ne derivano dalla modellazione ai gadget. Insomma una bella iniezione di fiducia e ottimismo.
Veronica ha dato piu’ che altro consigli a me, indicandomi la strada per farla diventare una fumettista professionista. Ha esordito con una frase emblematica: “chi ha la passione a questa età difficilmente la perde”. I bimbi non vanno forzati a questa età ma lasciati liberi di sperimentare nuove tecniche, in totale libertà ( ad esempio il  finger painting) visto che a scuola sono sempre costretti dentro la gabbia del foglio del quaderno. Innaffiare la loro passione con un mix di  cartoni, film e  libri illustrati e perchè no uno o più fumetti. Proseguire con piccole dosi di nozioni di disegno ( magari con una scuola di fumetto per bambini). Dopo le medie scegliere un liceo artistico o una scuola d’arte; anche il liceo scientifico va bene perché insegna a vedere il mondo per immagini e schemi che sono fondamentali per un fumettista.
Con la piccola ci siamo scambiati uno sguardo di intesa… come a dirci dai che finora siamo in bolla.
Dopo un paio d’ore di smatitamento la mamma chiama per ricordarci di passarla a prendere per il pranzo. Allora lei mi fa: Prima di andare via posso chiedere alla maestra di insegnarmi una cosa nuova che ancora non riesco a fare?

E Veronica: “Cosa vorresti disegnare piccola? Un gattino, un mignon, un doraimon?

Vorrei imparare a disegnare un ragno.
No un ragno no, penso io.. ora mi si scoraggia e non disegna più in vita sua.
E invece si mettono al tavolo e zitte, zitte… un ragno niente male!


Prima di volare via da Romics mi riesco a ritagliare un momento per me; c’è la premiazione dei Romics d’oro 2015;

Al padiglione 8 sale sul palco Gipi.

Lei si mette in terza fila e lui inizia a raccontare la sua esperienza artistica.
Vuoi una merendina, hai sete le chiedo….ssss sto ascoltando, mi risponde seria seria.
Poco dopo arriva la seconda telefonata della mamma e noi a malincuore lasciamo la fiera.
In macchina i suoi commenti sono entusiasti. Il suo primo romics è stato un successo.
Scendendo dalla macchina la giusta chiosa della giornata: hai sentito Gipi? disegna da sempre ma ha provato a fare il fumettista  solo dopo i 35, quindi te non smettere di provarci, ok?

Riferimenti:

GIPI:

Veronica Frizzo (insegnante):

Giulia la Torre (insegnante)

Scuola Romana dei Fumetti

Comics Junior a Romics, laboratori gratuiti per i più piccoli a cura dei nostri docenti Sabato 11 e domenica 12 aprile ai seguenti orari:  11,00 – 13,00, 14,30 – 16,30, 17,00 – 19,00, Area Kids & Junior, padiglione 5, Fiera di Roma. 

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 11 aprile 2015]