Intervistare Annalisa Canfora Direttore Artistico del Teatro Caffeina di Viterbo è stato più impegnativo di quanto mi aspettassi, i molteplici impegni che un teatro produce non lasciano molto margine al tempo libero, specialmente alla vigilia dell’apertura della stagione teatrale. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta ed eccoci qui.

Ritratto di Filippo Novelli a Annalisa Canfora Direttore Artistico del Teatro Caffeina di Viterbo
- W. Buongiorno Annalisa, innanzi tutto parlaci di te, cosa o chi ti ha spinto verso il teatro!?
- A. Ciao Willy e scusa per il ritardo nella risposta, ma come sai sono stata letteralmente travolta dall’apertura del Teatro. Dio che domanda complicata! Faccio sempre un po’ fatica a individuare il perché abbia scelto il teatro. Credo che non ci sia un motivo solo, ma una serie di fattori che si uniscono e ci portano in una direzione o in un’altra. Sono cresciuta in puglia, in provincia, non sono una figlia d’arte, leggevo tanto, studiavo tutto, mi ritrovai per caso tra le mani un manuale ‘fare l’attore’, era un libro illustrato di Sandro Merli con magnifiche foto di spettacoli di Strehler, Con una Giulia Lazzarini giovanissima, mi rapì… costrinsi mia mamma a comprarmelo…. Di lì a poco arrivata alle scuole medie cercai un corso di teatro, era in una città vicina, poi l’incontro a 16 anni con Giorgio Albertazzi, poi Roma, la Silvio D’amico… e così senza accorgermene la vita aveva già deciso per me.
- W. Sappiamo che hai recitato con importanti attori cosa ti rimane dopo ogni spettacolo!?
- A. È vero, sono stata fortunata, ho lavorato con grandi maestri e questo mi ha permesso di capirlo il teatro da dentro. È un mestiere strano il nostro, è come stare in bottega dal sarto, stai lì, rubi, osservi, poi provi a mettere mano e fai un gran casino, tagli la stoffa storta cuci male, ma se insisti e non smetti di guardare, alla fine ti ritrovi con un abito bellissimo tra le mani. Ed è tuo.
- W. Veniamo ora alla parte, a mio avviso molto interessante, non che essere attrice non lo sia ma passare dall’altra parte della barricata e trasformarsi in Direttore Artistico prende un’altra piega. Parlaci della sensazione che si prova quando si sale per la prima volta sul palcoscenico da Direttore Artistico.
- A. Willy, la direzione di un teatro è una roba da far tremare i polsi. Filippo Rossi e Andrea Baffo, con la loro spregiudicatezza e il loro coraggio hanno deciso un giorno di tanti mesi fa di rilevare il Teatro San Leonardo e dar vita al Teatro Caffeina. un giorno mi hanno portata al Teatro Caffeina e mi hanno detto: lo prendiamo e tu fai la direttrice.
La direzione artistica è un vero ribaltamento di prospettiva. Da attrice hai lo sguardo molto più su di te, l’ego spinge tanto. Gestire un teatro, costruire un progetto culturale obbliga ad alzare il tiro, a guardare fuori, a capire cosa è giusto, cosa serve a un territorio, permette di riconnettersi al significato antico del teatro, alla sua funzione politica, al suo essere strumento della società.
- W. Era su tutti i giornali la chiusura improvvisa del teatro Caffeina, non vogliamo entrare nel merito della faccenda, vogliamo solo sapere quando e con chi riaprirete!
- A. Presto. Il Teatro Caffeina aprirà presto. Prestissimo!
- W. Bene, mi ha fatto molto piacere e sicuramente anche ai nostri lettori, scambiare due chiacchiere con te, inviaci il cartellone della stagione, così da pubblicarlo su queste pagine. Un abbraccio e a presto!
- A. Un abbraccio a te.
a presto, Willy il Bradipo.
[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti – sezione teatro articolo del 31 ottobre 2017]