GHERD La Ragazza della nebbia di Francesca Carità e Marco Rocchi – la Recensione di DETTI E FUMETTI

copertina gherd filippo novelli.jpgOggi vi vogliamo raccontare di quanto siano importanti le scuole di fumetto e di come, in un ambiente accogliente e stimolante, possano nascere collaborazioni tra gli studenti capaci di proiettarli nel mondo del lavoro.

E’ accaduto per Francesca Carità e Marco Rocchi, che si sono conosciuti alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, e già durante gli studi hanno cominciato a lavorare insieme nell’ambito del fumetto.

20190526_091928

Durante la scuola hanno scritto una storia ispirata al loro primo incontro che è diventata il progetto per il diploma di Francesca. Marco, come lui si definisce, dal momento che era un disegnatore pigro, ha lasciato a Francesca il compito di disegnarla, mentre lui si è dedicato ai testi.

Con questa storia, che si intitola “Le due metà della luna”, hanno partecipato al Job Arf del 2018; li hanno superato le selezioni e sono stati prodotti da Tunue’.

Le due metà della luna -copertina

Sempre con Tunue’ quest’anno portano all’ARF il loro secondo graphic novel, “GHERD, la ragazza della nebbia”.

Dalla scuola al mondo del lavoro in un arco temporale brevissimo. Scopriamo come è andata e conosciamo meglio i nostri due amici.

F.:  Come mai hai iniziato a frequentare la scuola di fumetto, quale è stata la scintilla.

Fr.: Fino alla quinta superiore del Liceo scientifico non avevo mai pensato di voler frequentare questo tipo di scuola; la mia intenzione era quella di iscrivermi alla facoltà di filosofia, poi una mattina mi sono fatta una domanda: “Quale dovrà essere il mio futuro? Vorrei tanto trascorrerlo lavorando per qualcosa che amo e che mi appassiona; ed è stato allora che ho ripensato a cosa mi rendesse veramente felice; fin dall’infanzia la prima cosa era disegnare e leggere fumetti; quindi appena diplomata sono andata ad iscrivermi alla scuola di fumetto.

F.: una domanda classica che si fa; i tuoi come l’hanno presa?

 Fr.: I miei sono stati felicissimi; a casa sono tutti amanti del fumetto; mio padre era traduttore per Urania.

 M.: La mia scelta è stata molto simile a quella di Francesca, solo fatta con un po’ di ritardo. Ho lasciato ingegneria gradualmente avvicinandomi al fumetto. Dapprima mi ero iscritto ad ingegneria informatica, poi sono passato ad edile, sai la preferivo ad informatica perché si disegnava molto … e alla fine ho tolto l’ultimo pezzo, a due esami dalla fine, ho tolto la matematica e ho lasciato il disegno puro; ho lasciato ingegneria iscrivendomi alla scuola di fumetto.

 F.: Marco, come scarichi a terra nelle tue storie questo grande bagaglio di studi scientifici?

20190605_201627

M.: una visione ampia del mondo non può che essere una ricca fonte di ispirazione, comunque nei miei testi non ritroverete l’ingegnere che è in me. E’ pur vero che le trame dei miei racconti sono strutturate e studiate apriori; nei miei racconti i fatti non accadono per caso; quindi in fondo una scientificità la ritrovi. Tuttavia, tra i due, io sono il più artistoide mentre quella più metodica e precisa è Francesca.

Fr.: si è vero sono io quella che ha dei precisi orari, quella secondo la quale le cose si devono fare in un certo modo o non si fanno; sono io la puntigliosa. Lui è più alla mano.

M.: Abbiamo trovato un bellissimo equilibrio a lavorare insieme. Io scrivo i testi e, grazie al fatto che disegno anche, gli preparo già gli storyboard con una impostazione della regia ben definita, con la giustapposizione degli spazi per gli sfondi e i testi. Poi, avuti gli ingombri, Francesca con la sua maestria, riesce a ottimizzare le vignette. Questa metodologia penso sia la nostra marcia in più, come dire,la nostra arma vincente.

F.: Francesca, parlaci ora della scelta dello stile usato per disegnare e colorare GHERD. Come è maturato, chi sono stati i tuoi maestri.

20190526_091208

Fr.: Lo stile che ho usato è molto simile al cartoon, in quanto lo trovo ottimo per la narrazione; ho anche trasferito gli studi fatti sulla correlazione tra colorazione ed emozione al fine di accompagnare con il colore il mood della storia.

Tra i maestri che mi hanno ispirato sicuramente Miyazaki a livello grafico ed alcuni disegnatori francesi, primo tra tutti Ulysse Malassagne, la cui saga di tre volumi Kairos pubblicato da Ankama Editions per me è un must del fumetto (lui è anche animatore ed ha realizzato un trailer del suo fumetto che  tutti gli amanti di questo medium dovrebbero vedere. “>Lo trovate a questo LINK)

 F.: Marco, raccontaci dello studio dei personaggi; come mai la compresenza di uomini e di draghi?

 M.: abbiamo usato i draghi per esaltare il concetto di diversità e di uguaglianza, per dimostrare che si può essere uguali anche se appartenenti a razze diverse.

F.: Senza togliere al lettore il piacere di scoprirla da solo, ti va di raccontarci la storia e il messaggio che vorresti mandare a chi leggerà GHERD?

M.: si narra di Gherd, una ragazza che vive in un mondo completamente coperto di nebbia della quale lei inizialmente non conosce il motivo. Il suo popolo, i Kunya, si è ritirato a vivere sulla cima di una montagna giusto sopra questo mare di nebbia, in quanto la valle è popolata da creature feroci (la nebbia le rende tali). Il suo popolo ha deciso di reagire all’aggressività di queste bestie con altrettanta violenza.

Una di queste bestie uccide i suoi genitori così Gherd, per poterli vendicare, decide di addestrarsi a diventare una guerriera; purtroppo questa impresa le è vietata perché le ragazze non possono diventarlo.

Grazie alla sua testardaggine arriva comunque alla prova di iniziazione per diventare guerriero. E questa l’occasione che gli fa conoscere un componente della razza nemica dei draghi, i molkhog.

Non si comporta come dovrebbe in questa occasione e per questo viene allontanata dal suo villaggio.

20190605_201601

E’ questo il momento in cui inizia un viaggio alla ricerca di una traccia di sua madre che stava comunicando con l’altra razza per cercare una soluzione a questa ferocia delle bestie.

E’ sostanzialmente un viaggio di formazione. Inizia con la protagonista che ha un ideale sbagliato che, attraverso il confronto, il dialogo e la conoscenza dell’altro, cambia e comprende meglio il mondo che la circonda.

Nel contempo Gherd capirà l’origine della nebbia, il motivo per cui le altre creature sono feroci e cercherà una soluzione.

I messaggi che si porta dietro questa storia sono molteplici. Ci sono vari livelli di lettura.

Al bambino spero rimanga il ricordo di una bella avventura fantasy, con tanta azione.

gherd

All’adolescente spero gli arrivino alcuni messaggi: il rispetto del diverso, l’importanza della conoscenza che maggiore è, maggiori sono le possibilità che hai di fare le tue scelte. Spero colga la metafora della nebbia, che rappresenta la conseguenza del comportamento sbagliato degli uomini, che procura la vendetta di un dio verso il loro cattivo operato; quella stessa nebbia (che dal punto di vista ambientalistico si può anche leggere come lo smog) ha avvelenato il mondo contagiando, con l’odio di questo dio, tutte le creature della valle. La soluzione sarà trovata solo tramite la collaborazione di tutti i popoli.

F.: Grazie per averci raccontato di voi e di questa fantastica storia.

Fr-M: grazie a voi e a tutti i lettori di DETTI E FUMETTI.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 4 giugno 2019]

 

3 pensieri riguardo “GHERD La Ragazza della nebbia di Francesca Carità e Marco Rocchi – la Recensione di DETTI E FUMETTI”

Lascia un commento