IL ROCK E IL SANGUE REALE DEI ROYAL BLOOD -IL CAPITOLO 7 DELLA STORIA DEL ROCK DI STEO

Non ero nato per fare la rockstar, ma era troppo divertente raccontare le verità scomode

[Vasco Rossi]

Il nostro viaggio si conclude nel qui ed ora. Partendo dai ciuffi lucidi e ricchi di gel degli anni ’50 siamo arrivate nella decade che ci siamo lasciati alle spalle un attimo fa. Sono cambiate molte cose ed il cambiamento ha subito un’accelerazione sempre più concitata. Oggi viviamo nell’era della comunicazione, degli smartphone e dei social. La Società si sta spostando sempre più verso l’individualismo e si assottigliano le occasioni in cui ci incontriamo per condividere sogni e ideali.

Provo un po’ di malinconia dei tempi dell’adolescenza in cui scorrazzavamo per le strade con orde di motorini, con lo stereo sulla spalla che si mangiava la cassetta del rocker di turno.

Erano tempi in cui ci ritrovavamo con gli amici nei giardini, eravamo i ragazzi del muretto. Personalmente con i miei amici mi ritrovavo di fronte al Freemusic, un micro negozio che ci regalava tutte le anteprime della musica; il negoziante ci teneva d’occhio mentre rovistavamo tra pile di cassette e vinili alla ricerca del nostro tesoro nascosto.

Oggi scarichiamo le playlist; nella musica vince il brano più orecchiabile ed si perde tutto il lavoro corale che c’è dietro ad un album; non ci si fa piu’ caso.

Belli i tempi dei Concept Album come The Wall dei Pink Floyd!

Oggi se guardi la classifica dei brani sulle APP è un marasma di hip hop, trap e pop con apprendisti stregoni che si spacciano per rockstar.

Allora avevano predetto bene quelli che dicevano che il rock sarebbe morto?

La musica è un po’ come un origami; se la spieghi (rimane solo) un foglio.

[Caparezza]

Io non penso proprio che il rock sia morto. Leggende viventi e non sono ancora nelle nostre orecchie e nelle radio; artisti come i Led Zeppelin, The Doors, o come i Deep Purple resteranno per sempre nell’etere all’infinito diversamente delle migliaia di meteore di oggi che, fatto il brano dell’estate, spariscono nel nulla.

La musica è arte comunicativa ed è qualcosa di molto diverso dalle centinaia di esperimenti senza spessore che improvvisati musicisti oggi fanno con il loro computer.

Se il pubblico oggi è distratto non bisogna sconfortarsi. Ricordiamoci che molti dei mostri sacri del rock che oggi veneriamo sono partiti dai garage suonando per un pubblico fatto di una manciata di persone. Io credo che altri grandi professionisti emergeranno e potremo presto conoscerli; anzi alcuni di loro già ora staranno suonando in qualche garage, in piedi su una pedana scricchiolante?

Dopo il 2010 sono uscite molte proposte indie che, senza la spinta delle industria musicale, faticano ad avere visibilità; cio’ nonostante qualcosa di buono sta uscendo.

Non vorrei che la mia musica sia un sottofondo, vorrei che fosse l’unica cosa importante, almeno per il tempo in cui la si ascolta.

[David Gimour]

Giusto per fare alcuni nomi: I Nothing but thieves hanno fatto cose interessanti, gli Amazons li ho visti ed ascoltati all’apertura del concerto dei Muse allo stadio di San Siro e potrebbero avere del potenziale, ma soprattutto credo che il gruppo rock del futuro saranno i Royal Blood.

Mike Kerr, bassista e cantante, e Ben Thatcher hanno proposto due album, a partire dal 2013, di ottima fattura.

Tanta energia, tanta gran cassa ed una musicalità che ti entra dentro. Corey Taylor degli Slipknot ha dichiarato che i Royal Blood saranno il futuro del metal, anche se non mi sembra che il loro sound sia di quel genere.

Il loro genere secondo me si avvicina al Garage Rock e fanno sperare che davvero prima o dopo potremo tornare a sentire della buona musica, suonata con strumenti e che si riprenda ad esprimere con essa ideali, energia e passione.

Jimi Hendrix ha cambiato la mia vita. Ogni generazione influenza la successiva e, come conseguenza, la porta indietro nel passato [Robert Smith]

Fin quando esisteranno ideali da esprimere, fin quando ci sarà la forza di opporci ad uno status quo che non onora l’essere umano, ci sarà sempre una controcultura che esprimerà i suoi pensieri e le sue emozioni graffiando delle corde di una chitarra, facendo vibrare la cassa toracica con il basso e sussultare con i colpi di batteria.

L’invito è resistere a quella comunicazione che ci propina un certo tipo di musica, tenendoci stretto il nostro libero arbitrio e la nostra capacità di scegliere; scegliere cosa è meglio per noi, per gli altri ed in assoluto

Personaggi del passato come Janies Joplin, Jimi Hendrix o Jim Morrison non andavano a genio delle Autorità, ma non hanno mai smesso di esprimere il loro libero pensiero, quel pensiero libero come un condor che è capace di volare sopra le candide nuvole, nello spazio e nel tempo.

Non smettiamo mai di essere umani e con la mano tesa al cielo urliamo la nostra voglia di vivere…di vivere il rock!

Io sono STEO e questa è la mia Storia del Rock, la prima serie. Se vi è piaciuto potete trovare il libro su amazon

non un libro come tanti, un libro trasversale che alla parola aggiunge il fumetto.

Ed anche oggi come di consueto vi lascio delle pillole di Rock, del Rock dei Royal Blood. Buon Ascolto e viva il rock!

Royal Blood – Figure it out

Royal Blood – I only lie when I love you

Royal Blood – Little Monster

[STEFANO PANCARI per DETTI E FUMETTI – Sezione MUSICA – articolo del 3 ottobre 2020]

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