Cari amici di DETTI E FUMETTI, continuano le interviste a Giornaliste /i per il ciclo Giornalismo tra tecnica e passione ; oggi è il turno della mia amica Ariela Bozzaotra; Ariela ha alle spalle anni di giornalismo. Voglio intervistarla per capire cosa l’ha spinta verso questa professione.

W. Buongiorno Ariela, parliamo un po’ di te. Allora, dopo gli studi di Giurisprudenza a Messina, hai deciso di diventare giornalista. Inizi a scrivere articoli per una rivista reggina, La Provincia, e per una romana di matrice cattolica. Nel 1998 ti sei trasferita a Roma. A fine 2005 hai iniziato a scrivere per il mensile romano “Il Faro” ed hai continuato per ben 15 anni; ti sei ritagliata la rubrica fissa dell’arte, dedicata alle principali mostre capitoline, e successivamente quella degli animali. Hai scritto anche di trasporti e mobilità, di urbanistica locale e articoli di carattere intimista.
W.: Chi o cosa ti ha spinto verso il giornalismo?
A.:In realtà nessuno mi ha spinto verso il giornalismo. E’ sempre stato un mio vecchio sogno nel cassetto dettato dal mio amore innato per la scrittura come forma di comunicazione alternativa alla parola, sicuramente meno immediata ma più riflessiva. Questo sogno l’ho realizzato nel 2008 quando ho conseguito il tesserino di giornalista, dopo 3 anni di duro lavoro. E’ stata per me una grande soddisfazione e un modo per mettere un punto nella mia vita. La motivazione era veramente forte per me per cui mi sono buttata a capofitto in questa nuova avventura senza pensarci, poiché credo fermamente che il treno dei nostri desideri passi una sola volta nella vita.

W.: Internet che ruolo ha nella vita del giornalista?
A.: Il giornalismo attuale è ovviamente molto diverso da quello di un tempo poiché gli strumenti tecnologici a disposizione del giornalista sono nettamente diversi e superiori, per cui nessun operatore mediatico può prescinderne. Ovviamente bisogna fare un buon uso degli attuali mezzi tecnologici e soprattutto di Internet, ove si trova veramente di tutto e di più. E’ onere del buon giornalista essere molto selettivo nella scelta delle fonti e nella divulgazione delle notizie attraverso il web, che deve essere solo un canale di comunicazione ma non l’unico canale mediatico.
W. Secondo te il giornale cartaceo verrà sostituito definitivamente da quello virtuale?
A.: Credo che nel lungo termine potrebbe accadere che il giornale cartaceo venga sostituito totalmente da quello virtuale, ma non prima che si estingua la vecchia generazione di anziani. Quando noi diventeremo anziani saremo avvezzi all’uso di internet diversamente dagli anziani attuali, per cui l’uso del cartaceo, nonostante il suo fascino e che abbia anche un costo elevato in termini di grafica e soprattutto di tipografia, potrebbe non avere alcun senso. Allo stato attuale molti giornali meno noti hanno optato solo per il virtuale per abbattere i costi.

W. :Ti sei dedicata al giornalismo culturale, perché?
A. : In realtà è stato un caso che mi sia dedicata all’arte come argomento principale dei miei articoli dopo aver conseguito la tessera stampa. Fino ad allora avevo scritto un po’ di tutto: trasporti e mobilità, urbanistica, l’estate romana, i principali avvenimenti all’interno dei vari Municipi di Roma. Ho sempre amato la cronaca nera e la criminologia, ma non ho mai avuto occasione di trattare questo argomento. Di contro, il mio innato amore per il bello, per gli stili architettonici, per l’arredamento di lusso mi ha indotto ad avvicinarmi alle mostre d’arte a tal punto da ritagliarmi una rubrica personale, in cui per anni ho descritto le principali rassegne capitoline e le ho anche votate secondo alcuni parametri logistici ed estetici. La mia rubrica ha avuto un certo seguito, benché elitaria, ed è stata per me fonte di grande arricchimento culturale.
W. : L’intervista con un artista cosa ti lascia?
A. :Se si parte dal presupposto che un artista è un soggetto ipersensibile e al di fuori della massa, interfacciarsi con un artista è sempre un’esperienza appagante e fortemente sensoriale e fonte di grande arricchimento. Da persona molto sensibile, al di sopra dei canoni e molto comunicativa, non ho mai avuto problemi a empatizzare con un artista. Per me è stato un po’come guardarmi allo specchio, sebbene non possegga le capacità creative e manuali di un artista, bensì il temperamento e il pathos.
W. :Cosa dire ad una ragazza che vuole intraprendere la tua carriera?
A. Direi di essere davvero motivata e di iniziare molto giovane in modo da avere molte più possibilità di lavorare di quelle che ho avuto io. Di farsi conoscere il prima possibile e di rimanere sempre al di sopra delle parti, come ogni buon giornalista dovrebbe sempre essere, pur lavorando per testate di diverso colore. Credo che consiglierei la vecchia scuola di giornalismo di Biagi, Zavoli, Montanelli, come punto di partenza per fare al meglio questo lavoro.

W. : Quale è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto era di diventare giornalista e lavorare per una buona testata o in tv. Ne ho realizzato solo il 50% o meno, diventando una specie di giornalista senza portafoglio, ma con gli obblighi professionali della categoria. Anche il mondo del giornalismo è oramai saturo e non esente da compromessi e segnalazioni.
W. Bene, grazie Ariela anche a nome dei lettori di “Detti e fumetti”!
A.Grazie a te Dario per la tua disponibilità e amicizia e grazie ai lettori di “Detti e fumetti” e ai miei vecchi e affezionati lettori della rubrica di arte de “Il Faro”.
[Dario Santarsiero per DEITTIE FUMETTI – sezione letteratura e giornalismo- articolo del 22 settembre 2021]