
Una matita, un quaderno a quadretti e tanta passione; così è iniziato tutto; tornavo a casa dopo la scuola, prendevo dal cassetto del mobile della sala un vecchio quaderno e cominciavo a riempire di disegni le pagine rimaste vuote dall’anno scolastico precedente.

Avevo circa 7 o 8 anni quando in un pomeriggio d’estate mi capitò fra le mani un piccolo diario di mia madre, lo aprii e mi soffermai su un disegno di una contadinella realizzato da lei. Era davvero bellissimo e colorato, e ricordo bene che in quel momento pensai dentro di me “anche io da grande vorrei disegnare così bene!”.

Inutile dire che da quel giorno non ho più smesso di esercitarmi nel disegno; i soggetti che amavo di più ritrarre erano i cavalli, la mia seconda grande passione.

Di lì a poco a scuola cominciai ad approfondire gli studi d’arte ed iniziai ad usare l’argilla, un materiale naturale, morbido e grigio. Indovinate la prima scultura che realizzai? Un cavallo. Ne conservo ancora le foto!
Mi piaceva talmente tanto riuscire a modellare con quel materiale così freddo e scuro tutto ciò che mi passava per la mente che ben presto ai miei genitori dissi “io nella vita…. non posso fare altro che la scultrice!!!”La scultura ha di bello il fatto che hai davanti a te un oggetto tridimensionale che puoi vedere, puoi toccare e puoi godere da ogni lato; la scultura è un modo di essere, è una scelta di vita.

Chi sceglie di dare “vita” ad un materiale grezzo e freddo, che sia argilla o marmo, è una persona che sceglie di cambiare il destino delle cose, di guardarle con altri occhi, un po’ come quando con gli occhi al cielo guardiamo le nuvole ed in esse riusciamo ad immaginare uccelli, guerrieri, volti, ecco… fare scultura è come immaginare un cielo pieno di personaggi dove le altre persone vedono solo un cielo pieno di nuvole!
I miei riferimenti
Quando arrivò il momento della scelta della scuola superiore era scontato che io volessi iscrivermi all’Istituto d’arte; ero desiderosa di conoscere l’arte in tutte le sue forme, di studiare la vita dei più grandi maestri e venire a conoscenza delle loro tecniche artistiche.
A scuola mi sono divertita tantissimo nello sperimentare tutte le tecniche che ci venivano insegnate, dalla pittura alla scultura; al termine dell’anno scolastico eravamo soliti realizzare degli spettacoli, creando oggetti e pitture di “scena” sempre diversi.

Terminati gli studi superiori scelsi l’Accademia di Belle Arti, e tra una scultura e l’altra passavo le ore nella biblioteca del quartiere a sfogliare i libri sui grandi maestri dell’arte; studiai soprattutto le vaste collezioni dei disegni anatomici di Leonardo e delle sculture di Michelangelo.

Tutt’ora sto terminando gli studi per poter esercitare l’insegnamento dell’arte nelle scuola; mi piacerebbe poter essere come gli insegnanti che ho avuto, pieni di passione per il proprio lavoro e con grandi capacità per poter trasmettere ai miei futuri allievi la stessa passione per il mio lavoro che loro hanno trasmesso a me. La scultura nasce dallo studio del corpo, dalle tecniche, dalle forme, ma soprattutto dalla creatività dello scultore che deve essere conservata con cura e anche con un po’ di “gelosia” perché non vi è cosa più bella che riuscire a difendere giorno dopo giorno la propria immaginazione!
Le scuola che mi hanno consigliato
Terminata la scuola media i miei insegnanti mi consigliarono di iscrivermi al liceo scientifico perché ero abbastanza brava a scuola. Mi piacevano tutte le materie, così avrei potuto avere una preparazione completa per poter scegliere successivamente qualsiasi università; ma io la pensavo diversamente, io volevo fare l’artista! Come si fa a credere ad una bambina di 13 anni anche se aveva le idee così chiare? Come si fa a recarsi all’istituto d’arte che dista ben 60 km da casa, cioè ad un’ora di autobus? E’ facile comprendere il perché inizialmente i miei genitori non se la sentirono di assecondarmi. Fu così che frequentai per un anno il liceo scientifico, svogliatamente tanto che raggiunsi appena la sufficienza in tutte le materie …tranne che nella storia dell’arte e nel disegno dove presi ovviamente dieci. Fu per questo motivo che i miei si convinsero a farmi cambiare scuola. Fui felicissima!

Il primo giorno di scuola fu così emozionante che lo ricordo ancora. Ricordo che c’era un ragazzo con una maschera veneziana davanti al portone dell’Istituto d’Arte che salutava ogni studente che arrivava. La mia esperienza scolastica la rifarei un milione di volte ancora, perché l’arte ti fa guardare tutto con occhi diversi e ti fa amare davvero quello che fai trasportato dalla passione.
I mestieri che si possono fare…
Avendo frequentato una scuola bellissima, ricca di stimoli e soprattutto una scuola “professionale” ovvero una scuola che ti prepara ad una “professione”, avevo acquisito tutti i mezzi e le competenze per fare qualcosa di mio anche a casa. Già durante le scuole superiori ebbi modo di “lavorare” facendo ritratti per amici e parenti su commissione.

Appena terminata la scuola feci diversi lavori di decorazione come ad esempio i trompe l’oeil, che sono delle decorazioni di pareti di case. A scuola ho acquisito anche una notevole manualità tanto che oggi fabbrico oggetti come orologi ornamentali, vasi, eccetera. Pensate a casa chiamano me se c’è da cambiare una sega a nastro.
L’arte è in fondo il mestiere del cuore. Ogni giorno mi domando di cosa c’è bisogno? cosa mi piacerebbe vedere attorno a me? E’ questo lo stato d’animo con cui mi predispongo a creare. Le professioni possibili con un diploma o una laurea artistica sono innumerevoli.

Vi faccio un elenco di getto: lo scenografo teatrale, cioè la persona che disegna ed allestisce le quinte degli spettacoli che si fanno a teatro; l’insegnante di arte nelle scuole primarie e secondarie; il critico d’arte, la guida nei musei e tanti tanti altri mestieri.
Ciao da Petra!
[Erika Lavosi per DETTI E FUMETTI – sezione arte- articolo del 21 novembre 2017]