Scrivere una sorta di elegia del capofila del fumetto italiano; questo l’obiettivo che mi ero ripromesso dopo l’incontro all’ ARF dello scorso maggio in occasione del libro Macerie Prime –Sei mesi dopo, per rendere un tributo al più disponibile, socievole e simpatico ragazzo che ho mai conosciuto in questo fantastico mondo del Fumetto.

Se non ve ne siete resi conto amici questo è l’anno di Zerocalcare; lo dimostra dapprima il successo del primo libro “in due tempi” Macerie Prime, poi il film su di lui (la profezia dell’armadillo) ed infine la consacrazione del fumettista romano con la sua mostra in Un Museo (il MAXXI – a cura di Giulia Ferracci).
Lui sdrammatizza -perché è anche modesto – e dice di aver già preallertato tutti i genitori dei ragazzi a cui dava ripetizioni, non si sa mai…
In realtà questa mostra “SPACCA”.
All’ingresso non capivo perché uno come me con la faccia da metereologo dovesse essere perquisito e deprivato di zainetto, borsello e buste varie poi entrando ho capito il perché … qui lo dico subito: a tutti gli amanti di allestimenti mostre che mi seguono vi sto per spoilerare l’organizzazione della mostra di ZEROCALCARE quindi andate a vederla e poi leggete l’articolo.
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A tutti gli altri ci siete ancora?
Bene, dicevo l’allestimento di Silvia Barbagallo è fichissimo: andiamo dalle tavole su masonite sfogliabili poste dentro delle scatole di legno;

seguono delle teche con moleskine e sopra dei device con le foto delle stesse per poterle sfogliare;


ed ancora i vetri della sala oscurati con le più famose illustrazioni delle copertine dell’autore.
La sala di ingresso è pensata per il SELFY-POINT: c’è un puff in legno dove tu ti siedi e tu o il tuo accompagnatore può’ scattarti la foto con dietro il manifesto della mostra.

C’ è un raccoglitore fichissimo con tutti i libri di ZERO che tu puoi prendere e sfogliare stando comodamente seduto su un altro puff.

La mostra si snoda lungo una grande scalinata nella tromba della quale è raccontata la storia del percorso artistico del fumettista in doppia lingua. Nel piano superiore l’allestimento è quello tipico di una atmosfera underground con il muro fatto con un ondulit e alle pareti tutti i poster disegnati da Zero.
Le tavole sono accostaste magistralmente una accanto all’altra a formare un percorso a spirale che ottimizza magistralmente l’utilizzo dello spazio riservato alla mostra.
Ogni tanto ci sono degli info point in cui puoi prendere il tuo depliant personale o delle pagine di approfondimento che, per i feticisti dell’autore, è uno sballo. Io ci ho letto anche un gesto molto democratico ed intelligente per regalare un ricordo a chi non vuole prendersi il catalogo ufficiale. Immancabili anche i VIDEO con interviste all’autore e agli intellettuali del momento i quali ti fanno conoscere aspetti inediti di Michele Rech (questo il vero nome di Zerocalcare per chi non lo sapesse).
Come recita il depliant della mostra “la mostra si dipana in quattro nuclei tematici: POP, TRIBU’, LOTTE E RESISTENZE, NON REPORTAGE” racchiusi in una sorta di guscio che ricorda quello del suo alterego, l’armadillo. La mostra è, come suggerisce il titolo: “ scavare fossati-nutrire coccodrilli”, una riflessione sul momento storico, tratta “…dell’avanzare delle paure originarie dell’uomo, legate all’invasione, alla preservazione del proprio territorio…” ma non aggiungo altro per non rovinarvi la sopresa quando visiterete la mostra, un piccolo gioiello incastonato nel cuore di Roma che potrete visitare fino al 10 marzo del 2019… ma io se fossi in voi ci andrei subito.
Altre notizie utili:
- C’è un catalogo favoloso distribuito da BAO PUBLISHING che vi consiglio vivamente di prendere, se non altro per evitare di stare a leggere una ventina di pagine fitte fitte con il rischio di intasare le scale di ingresso alla mostra ( la cosiddetta timeline come la chiamano quelli bravi).
- altra notizia riservato ai feticisti di ZERO: nella zona biglietteria, sulla sinistra, ti danno la brochure del museo. Se tu la giri dietro ci trovi il super mega poster di Zerocalcare!!! un mio amico è tornato indietro a prenderselo quando a visto che la serigrafica originale con dedica (nei musei – quelli seri- ogni grande autore ne fa una) costava due piotte (che per i non romani significa 200 euro).
- Zerocalcare ha integrato la locandina con alcune indicazioni per quelli di fuori Roma. Ve la lascio qui sotto.

4. Alla mostra ci sono le fan art di Zerocalcare dell’uomo ragno, jeeg robot, groucho,Andy Capp e tanti altri … insomma ci vediamo li. Ciao.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo dell’11 novembre 2018]