Tutti gli articoli di osvyilporcospino

In notturna sull’altopiano di Castelluccio alla ricerca della Chromatic Resonance

Mi avevano raccontato del riverbero azzurro che si scorgeva salendo dalla vallata in direzione dell’altopiano. Non capivo come poteva essere possibile ottenere quel colore.

Incuriosito sono andato personalmente su per provare di persona quell’insolito bagliore.

Sono arrivato qualche ora prima del calar del sole  ed avuto la fortuna di incontrare un branco di cavalli al pascolo.

Poi d’un tratto il sole è calato dietro alle montagne e tutto si è tinto di azzurro. Il cielo per qualche istante è entrato nella cosiddetta fase di Chromatic Resonance.

I colori tendenti all’azzurro erano più accesi di prima. La Luna iniziava  brillava nel cielo e si scorgevano i pianeti più luminosi.

20200709_081114

 

Castelluccio di Norcia ancora una volta non  ha tradito le aspettative della sua fama di Altopiano incantato.

20200709_082037

20200708_233213

20200708_221431

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fotografia – articolo del 10 luglio 2020]

Nel cuore dell’Umbria c’è un giardino segreto.

Durante un mio recente soggiorno a Londra lessi questa frase che mi incuriosì moltissimo: “ Nel cuore dell’Umbria c’è un giardino segreto. Vieni a scoprirlo”.

La curiosità era troppo grande. Ed eccomi qua a Spello.

Assisi, con la sua luce proietta un’ombra tutto attorno, tale che quasi non ci si accorge della bellezza delle altre cittadine che le si ergono attorno.

Ciò nonostante Spello è riuscita a costruirsi una fama internazionale; solitamente pullula di inglesi. Curata in ogni particolare è un gioiello unico per il suo genere.

Arrivati in centro storico, ci si inerpica su per le sue mille stradine ricche di scale, archetti e scorci mozzafiato; poi ad un tratto si arriva al giardino segreto del messaggio. Entri nel cortile del bar ed è come se ti ritrovassi  in un nido d’aquila a picco sulla collina; di fronte a te si apre maestosa la valle. Uno spettacolo da non perdere.20200706_13523620200706_13495720200706_13515920200706_14155520200706_14163520200706_141721 20200706_134828

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fotografia – articolo del 7 luglio 2020]

Vi presento FRANZ e il nostro progetto piu’ ambizioso.

Amici oggi vi presento Franz e il nostro progetto più ambizioso, quello di creare con lei un Travel-Graphic-Novel, un fumetto che racconterà un viaggio itinerante in giro per l’Europa, soffermandosi sulla poesia dei paesaggi e l’introspezione dell’animo umano. Ma non voglio anticiparvi altro perché il percorso di avvicinamento sarà lungo: prima uscirà il libro poi la trasposizione a fumetti a lui ispirata.

Quello che è importante oggi è presentarvi la nostra nuova redattrice, Franz, alias Francesca Zambon.

Franz nasce ad Udine, cresce a Vicenza e tra le montagne umbre, trascorrendo il suo tempo a rincorrere cavallette e saltare a piè pari nei fossi.

franz foto (3)

Studia a Venezia e Lisbona, per poi trasferirsi a Padova, Milano ed infine Monaco di Baviera, città in cui ha affinato l’arte del pedalare.

franz foto (1)
Designer di professione, nomade-ciclista per passione. Scrive e si dedica alla ricerca di alternative di vita sostenibile, per una società più egualitaria e creativa, che mette al centro le necessità dell’uomo e della terra.

franz foto (2)

[Foto tratte dagli appunti di viaggio di Francesca]

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 6 luglio 2020]

PENNA LIBERA/CHIARA PER LA SUA RUBRICA UNA PAROLA AL GIORNO… PRESENTA LA LETTERA R

Ciao amici di  DETTI E FUMETTI ho realizzato una rubrica “UNA PAROLA AL GIORNO TOGLIE IL VIRUS DI TORNO che vi proporrò anche qui su DETTI E FUMETTI, una parola alla volta dalla A alla Z percorreremo insieme tutto l’alfabeto.

Oggi vi presento la lettera R

R come Ricordo: Ciao! L’etimologia di questa parola è un brivido. Legato stretto al cuore. R come…

Guardate il video e lo scoprirete!

per vedere il video fai click sull’immagine qui sotto

R

 

[CHIARA PER DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA -articolo del 7 aprile 2020]

 

LE POLPETTE ALL’ALLORO di Black Cookie

Questo secondo è tra i preferiti di mio marito e di mia figlia. La ricetta mi è stata passata da mia suocera, che cucina altrettanto bene…Mi raccomando, l’alloro si usa, ma non si mangia! Preparatene in abbondanza perché vanno a ruba.

cb polpette

Ingredienti:

  • 800 gr di macinato misto (io uso manzo e maiale)
  • 70 gr di pangrattato (più altri due cucchiai per sopra)
  • 50 ml di latte
  • 1 uovo
  • un cucchiaino di aglio granulare (o uno spicchio di aglio tritato)
  • un cucchiaio di origano
  • sale e pepe
  • Una grossa cipolla rossa
  • una ventina di foglie di alloro, lavate
  • olio EVO

 

Preparazione

Mettere a bagno i 70 gr di pangrattato con i 50 ml di latte (devono diventare una pappa morbida).

Mescolare il macinato di carne mista (manzo -maiale) con il pangrattato ammollato, sale, pepe, aglio, origano e uovo.

Polpette5

Tagliare la cipolla in 4 parti e “sfogliare” gli strati in modo da avere delle “barchette di cipolla rossa.

Polpette6

Formare delle polpette con le mani, adagiare da una parte una sfoglia di cipolla e dall’altra una foglia di alloro e appoggiarle in una teglia leggermente unta di olio.

Polpette7

Continuare appoggiando le polpette le une alle altre in fila.

Spolverare con un po’ di pangrattato e coprire con un filo d’olio di oliva.

Polpette8

 

Cuocere a 200° in forno per 45 minuti.

IMG-20200607-WA0009

Da leccarsi i baffi!

Ciao a tutti da Black Cookie e alla prossima ricetta!

[Irene Duranti per DETTI E FUMETTI – sezione Cucina – Articolo del 30 giugno 2020]

FARE COSE CON LE PAROLE: IL DISCORSO POLITICO da “Le parole al potere” di Chiara Sforna

Esiste un tempo in cui le parole della politica acquistano più autorevolezza ed enfasi che altrove. Si tratta del momento in cui un politico prende la parola di fronte ad un pubblico: che sia in un’aula legislativa, ad un comizio politico o ad un’adunanza di partito, il discorso politico ha sempre un’alta valenza simbolica e espressiva perché in esso vengono condensati – e portati ad un’intensità superiore- gli elementi strutturali della comunicazione politica: la condivisione di una rappresentazione della realtà, la personalizzazione del progetto politico e la costruzione della fiducia elettorale.

murray oratore

Murray e l’arte oratoria -illustrazione di Filippo Novelli

 

L’importanza della dialettica in politica è nota sin dalla Grecia classica, dove era costume far coincidere l’attività dell’oratore con quella del politico. Risale al mondo latino e al De Inventione di Cicerone la definizione di retorica come “scienza politica”, tanto era assodato l’uso tecnico delle parole in pubblico per far affiorare il consenso.

Questo sodalizio tra politica e dialettica, però, ha segnato anche una malaugurata percezione dell’arte oratoria sul piano morale, troppo spesso liquidata come strumento di persuasione, e quindi manipolatorio.

Anche quando il linguaggio ha riacquistato la giusta centralità in ambito politologico (vedi gli studi di Lasswell e Edelman), le sempre minacciosamente percepite intenzioni dell’oratore non hanno smesso di gettare un’ombra su una pratica di per sé eccezionalmente democratica, tanto che da allora è più o meno un dato scontato che occuparsi di comunicazione politica significhi chiedersi in che modo il potere condizioni e manipoli il pubblico dei cittadini.

 

È l’eterno riproporsi del potere cattivo (e stregone) contro i cittadini buoni, o indifesi, o stupidi, a seconda dei casi. Ma la realtà è, come sempre, moto più complessa. Perché se è vero che “si fanno cose con le parole”, è pure vero che giudicare l’effetto di quelle parole con lo sguardo moralizzatore dei posteri è tutt’altro che metodicamente corretto. Ma questa è un’altra storia.

C24593-21

Ronald Reagan era soprannominato “the great communicator” per l’incisività dei suoi discorsi pubblici

 

Affinché un discorso sia effettivo, è opportuno che esso sia costruito per impressionare. Uno speechwriter che si appresta a preparare un discorso ha innanzitutto in mente la struttura da seguire e da adattare al contesto di riferimento.

L’inizio è per convenzione occupato dai saluti e, di solito, da una frase (una battuta o una domanda retorica) che possa suscitare interesse nel pubblico: prima si ricerca l’attenzione generale, poi su uno specifico argomento di cui si introduce la visione che l’oratore vorrebbe condividere con chi ascolta.

La parte centrale del discorso è dedicata all’approfondimento delle argomentazioni di chi parla. Qui entra in gioco il concetto di scenario che sarà il terreno sul quale impostare tutte le strategie linguistiche: attraverso l’utilizzo di figure retoriche come i tropi (metafore e similitudini sono le più note) si vuole stimolare l’immaginazione del pubblico e rendere il messaggio semplice e memorabile.

A tal fine, si predilige l’impiego di rappresentazioni legate ai cinque sensi, che possano indurre il pubblico ad associare il messaggio a un’esperienza vissuta, attraverso la descrizione di una vista, un sapore o un odore sufficientemente familiari in un determinato contesto. La conclusione del discorso, in un’ottica di climax, ne rappresenta anche il momentum: è a questo punto che l’oratore catalizza tutti gli elementi prima esposti per formulare una vera e propria call to action, che consiste nel tradurre la disponibilità del pubblico in azione (nel caso di un candidato alle elezioni si sostanzia in un invito al voto).

jon-favreau-obama

 Barack Obama nello Studio Ovale insieme al suo speechwriter Jon Favreau

Va da sé che una struttura discorsiva come quella esposta (introduzione, scenario, appello finale) non può reggersi soltanto sul lato del contenuto. Le parole hanno bisogno di una sovrastruttura metalinguistica che faccia assimilare l’intenzione di chi le pronuncia: la gestualità, la tonalità e il timbro vocale, il ritmo e la cadenza non fanno soltanto parte del corredo stilistico del discorso, ma sono segnali interattivi che comunicano l’esistenza di una relazione tra chi parla e chi ascolta. L’invito è di evitare di pensare al discorso politico come a un pronunciamento unidirezionale: il pubblico non è soltanto presente, ma anche vivo. Pronto a reagire a seconda del cambio di tono, delle pause e degli input dell’oratore. Ricercare la replica dell’audience è anzi il motivo stesso per cui un discorso viene pronunciato.

Se la strategia politica mira all’affermazione di un progetto comune, si coglie come l’importanza del discorso politico si basi proprio sulla possibilità di condividere visioni attraverso il linguaggio. Solennità, questa, che non è stata scalfita dal processo di “mediatizzazione” della politica, di cui è testimone la nostra epoca. Si commemorano discorsi che sono passati alla storia perché la storia l’hanno fatta – e di certo ci ricorderemo anche di questo pronunciato da Barack Obama dopo la vittoria alle elezioni presidenziali del 2008.

link video obama

Su Obama magari torneremo; nel prossimo capitolo vi portero’ indietro nel tempo, in un’epoca in cui forse le parole e le idee contavano più della realtà.

Intanto vi ricordo che tutti i capitoli della rubrica “Le parole al potere” saranno raccolte in un libro presto disponibile su Amazon. A presto!

Murray

[Chiara Sforna per DETTI E FUMETTI – Sezione  Comunicazione della Politica – Articolo del 23 giugno 2020]

SIENA – DENTRO LA STORIA, LA STREET PHOTOGRAPHY

Amici di DETTI E FUMETTI ancora una volta ci avvaliamo degli amici di FEST per raccontarci di fotografia. Oggi Gabriella di parla di Siena

A volte mi ritrovo a guardare foto di vecchi viaggi; lo faccio perchè sono curiosa di capire sia se negli anni ho affinato le mie abilità fotografiche, sia perchè riaffiora in me la nostalgia dei bei momenti trascorsi. E’ capitato anche con le foto che ho scattato a Siena.

E’ una città intrinsecamente medievale. L’aria profuma di Storia; una storia che non se n’è mai andata realmente; le sue vie, i suoi palazzi che vi si inerpicano, sono un patrimonio inestimabile che ci invidiano da tutto il mondo.  Siena è la Cultura.

Ogni volta che visito queste città cerco di focalizzarmi sui suoi scorci, sui passanti che catturano la mia attenzione per lo strano modo in cui camminano o si vestono.

Ecco in queste foto cerco di raccontarvi tutto questo.

DSC03161

DSC03156

DSC03119

[Gabriella Grifo’ per DETTI E FUMETTI – sezione Fotografia – articolo del 22 giugno 2020]

PENNA LIBERA/CHIARA PER LA SUA RUBRICA UNA PAROLA AL GIORNO… PRESENTA LA LETTERA P

Ciao amici di  DETTI E FUMETTI ho realizzato una rubrica “UNA PAROLA AL GIORNO TOGLIE IL VIRUS DI TORNO che vi proporrò anche qui su DETTI E FUMETTI, una parola alla volta dalla A alla Z percorreremo insieme tutto l’alfabeto.

Oggi vi presento la lettera P

P come Persona: L’uomo da sempre indossa maschere, non solo a carnevale o a teatro. Siate voi stessi!

Guardate il video e lo scoprirete!

per vedere il video fai click sull’immagine qui sotto

P

 

[CHIARA PER DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA -articolo del 7 aprile 2020]

 

Black Cookie e la sua LEMON PIE

illustrazione lemon pie

L’altra cultura di tradizione, nella mia famiglia è quella americana. La metà greca da parte di mamma in realtà è cresciuta lì, tra l’Ohio e la California. I dolci di tradizione USA sono i miei preferiti da preparare. Questo in particolare, pur essendo un po’ lungo e complesso, è uno di quelli più richiesti da famiglia e amici. Arrotolate le maniche, preparate l’olio di gomito…ne vale la pena!

Ingredienti:

Per la crema

  • 3 rossi d’uovo
  • 375 ml di acqua
  • 300 gr di zucchero semolato
  • 3 cucchiai di farina 00
  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 2 cucchiai di burro
  • La buccia grattugiata di un limone
  • Il succo di un limone
  • un pizzico di sale

Per la crosta

  • 150 gr farina 00
  • 80 gr di burro freddo
  • 4 o 5 cucchiai di acqua fredda
  • un pizzico di sale

 

Per la meringa

  • 3 bianchi d’uovo (a temperatura ambiente)
  • mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 6 cucchiai di zucchero semolato

 

Preparazione:

Preparare per prima la crosta:

mischiare farina e sale. Tagliare il burro freddo a pezzetti e aggiungerlo alla farina.

Lemon1

Sbriciolare il burro nella farina con le dita fino a farlo sembrare grosse briciole.

Lemon2Aggiungere l’acqua fredda fino a ottenere un impasto non appiccicoso. Non impastare troppo, il burro deve rimanere freddo e a pezzettini.

Lemon3

Stendere in un cerchio, mettere nello stampo della crostata, coprire il fondo con la carta forno e con fagioli secchi (aiutano a non far gonfiare l’impasto e a mantenere la forma – io uso delle sfere di ceramica fatte apposta ma i fagioli vanno bene lo stesso).

Cuocere a 180° per 8 minuti, togliere la stagnola e i fagioli e finire di cuocere per altri 6 minuti.

Per la crema:

mescolare farina, amido di mais, zucchero e sale in un pentolino.

Lemon8

Aggiungere l’acqua mescolando bene. Cuocere a fuoco medio finché non bolle forte, poi cuocere per altri 2 minuti.

Sbattere i rossi d’uovo, aggiungere un pochino di crema calda ai rossi e poi travasare tutto nel pentolino. Cuocere 2 minuti. Togliere dal fuoco, aggiungere la buccia di limone, il burro e il succo di limone.

Lemon10

Mettere la crema calda nella crosta già cotta.
Infine per la meringa:

sbattere con la frusta elettrica i bianchi, quando sono a neve morbida, aggiungere la vaniglia e lo zucchero, un cucchiaio alla volta continuando a sbattere finché non diventano a neve ben ferma e belli lucidi.

Lemon11

Porre tutta la meringa sopra alla crema, spargendola bene in modo che tocchi tutti i bordi della crosta, non deve fuoriuscire crema durante l’ultima cottura.

Lemon12

Cuocere di nuovo in forno a 170° per 15 minuti.

Lemon13

Far freddare bene in frigo per almeno 3 ore prima di mangiare.

Lemon14

Ciao a Tutti da Black Cookie, alla prossima leccornia!!!

 

La SCHEDA

lemon meringhe scheda

[Irene Duranti per DETTI E FUMETTI – sezione Cucina – articolo del 16 giugno 2020]

 

PENNA LIBERA/CHIARA PER LA SUA RUBRICA UNA PAROLA AL GIORNO… PRESENTA LA LETTERA O

 

Ciao amici di  DETTI E FUMETTI ho realizzato una rubrica “UNA PAROLA AL GIORNO TOGLIE IL VIRUS DI TORNO che vi proporrò anche qui su DETTI E FUMETTI, una parola alla volta dalla A alla Z percorreremo insieme tutto l’alfabeto.

Oggi vi presento la lettera O

O come Oscar/onirico: Ciao! Da un curioso gioco di somiglianze lasciatevi andare tra le braccia del Sogno.

Guardate il video e lo scoprirete!

per vedere il video fai click sull’immagine qui sotto

O

 

[CHIARA PER DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA -articolo del 7 aprile 2020]