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L’arte del riciclo presenta THE WIND-CAR

Quale è il gioco tra i più belli per un bambino? Sicuramente il gioco delle automobiline… e cosa c’è di più entusiasmante se non quello di costruirsene una tutta da soli?  Basta riciclare semplici oggetti che avete in casa ed il gioco è fatto! Recuperate almeno 4 tappi di plastica, un paio di stecchini per spiedini e 2 cannucce. Serve una scatola per la carlinga, ottima  quella dei succhi di frutta, un bicchiere per il motore a vento… ed ecco a voi la WIND-CAR! Ricordate noi siamo ecologisti! Poi se volete strafare e realizzare una vera e propria formula uno sono sufficienti alcune scatole e rotoli in piu’ ed il gioco è fatto! Buon divertimento!

Ciao

il vostro Tiger Kahuna

[Eugenio Brugnoli per DETTI E FUMETTI – rubrica di Arte del riciclo – articolo del 6 giugno 2013]

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Intervista-ritratto a Carmine Di Giandomenico

Sono orgoglioso di presentarvi Carmine Di Giandomenico, fumettista nato a Teramo (Abruzzo)  nel 1973 e sulla cresta dell’onda già dal 1995. Per tutto il resto … c’è wikipedia. Quello che ci interessa è leggere cosa ci ha detto sul fumetto e quale è stato finora il suo approccio con questo medium. Anche a lui abbiamo posto le nostre fatidiche nove domande. Vediamo cosa ci ha detto.

F. Si dice che fumettisti si nasce. Che ne pensi?

C. Oddio fumettisti si nasce? Non direi con certezza questa cosa. Perchè fumettisti lo si diventa con tanto studio e ricerca sul media fumetto. Che ha poi varie specifiche, redattore di fumetti, editor di fumetti, sceneggiatore di fumetti ecc.. ecc… per quanto riguarda il disegnatore di fumetti come detto prima ci vuole studio. Sopratutto pazienza e tanta. E non basta la bravura rappresentativa del disegno, ma una ottima conoscenza della narrazione. Entrambe le particolarità vanno aggiornate. Poi c’è chi è predisposto a tale rappresentazione narrativa e chi la acquisisce con il tempo.

F. Quali sono stati i tuoi punti di riferimento e cosa hanno lasciato nel tuo stile?

 C. Il mio punto di riferimento è il fumetto americano e i maestri anni 80, da Miller a JRjr, a Leonardi, BWS, Weeks, e tantissimi altri, ma con una strizzatina al fumetto europeo, a soprattutto italiano. E devo molto della mia formazione al maestro Palumbo che mi ha seguito nei miei esordi. Facendomi imparare tanto.

F. Gli amici e la famiglia. Come convivono con il tuo essere un fumettista?

 C. Questo è un tasto dolente, perchè la vita del fumettista non è tutto rose e fiori, dipende da due fattori importanti, per chi lavori, e per il tipo di mercato per cui lavori. Lavorando per la Marvel che è un’ industria del fumetto, i ritmi sono serratissimi, e ritagliare il tempo per se per la propria famiglia diventa una sfida a tetris. E anche con gli amici è la stessa cosa. Ma ringraziando il cielo che ho accanto persone speciali che capiscono il problema.

F. Il fumetto è un medium al pari degli altri (cinema, libri, teatro) per raccontare una storia, per fare cultura. Pensi sia valutato come tale o si dovrebbe farlo conoscere meglio? Come?

 

 C. Il fumetto deve prima conoscere se stesso, o meglio chi lo gestisce ai piani alti, deve capire meglio le sue potenzialità. Capire che per prima cosa è un linguaggio, e non una piattaforma cartacea per collezionisti. Vedi il cinema e il teatro, che si stanno aggiornando trovando nuove tecniche narrative, e di rappresentazione senza dimenticare le basi della narrazione. Questo dovrebbe fare il fumetto, trovare una nuova metodologia di diffusione di se stesso. Vedi negli usa, la Marvel, ad esempio sta già sperimentando con piattaforme per IPAD. Un modo differente nel distribuire storie.

Sulla sua considerazione da parte dei media, e del pubblico, se ne parla da secoli e secoli, ma ripeto è il “fumetto” che deve imparare a presentarsi e rappresentarsi.

F. Il fumetto, i social e la sua diffusione sul WEB. Quale è la tua opinione?

C. la mia opinione è positiva. Ho solo un dubbio, che alla fine, se il tutto non viene gestito adeguatamente, il web stesso fagocita l’autore e lo disintegra. Mi spiego, senza una giusta struttura di controllo del prodotto presentato e senza un piano specifico ben studiato, il web si appropria dell’opera facendola diventare di comune dominio, annullando l’autore che l’ha creata in origine. Portando l’ autore a non creare più. O per lo meno a restare al suo posto nelle tecniche passate. La carta stampata.

F. Il fumetto e la vita quotidiana. Alcuni sostengono che il fumetto deve essere divertimento assoluto, svago, a volte anche semplice trasgressione. Altri pensano che debba raccontare i fatti della vita reale, debba essere denuncia. Tu in che categoria ti collochi e perchè hai fatto questa scelta.

 

C.  Il fumetto e il suo linguaggio raccoglie tutte queste cose. Generalizzarle non ha senso, o meglio sezionarlo in compartimenti stagni non ha senso. E’ sempre lo stesso linguaggio. Vedi Stan Lee che utilizzò l’uomo ragno per denunciare il diritto alla privacy, dopo che in America iniziarono a mettere le telecamere per strada. Attraverso il fumetto e i suoi generi puoi raccontare di tutto. O quasi tutto. Dipende per la casa editrice con la quale ti confronti, mentre se sei autoriale al 100% allora sei libero di fare ciò che ti rappresenta.

LA mia scelta del fumetto supereroistico nasce dal gusto di poter disegnare personaggi dinamici. E perchè mi piace. Ho avuto anche la possibilità di poterne interpretare uno attraverso la scrittura. e mi piacerebbe tornare a scriverli. Ma in quest’ ultimo caso, scriverli , ma non per mantenere una produttività seriale. ma per poter lasciare un’ emozione.

F. Ti sei mai cimentato a disegnare strip, intese come una storia concentrata in poche battute, dove  i tempi comici o la drammatizzazione delle stesse sono fondamentali. Se no ti piacerebbe farlo?

 C. Bhè mai sceneggiato strip. ma se dovessi farlo, bhè , ovviamente tutto dovrà essere calibrato.

 

F. Hai ricevuto tante domande sulla tua opera. Quale non ti hanno ancora fatto e alla quale ti piacerebbe rispondere?

C. Questa è alla Marzullo. Sai che c’è il problema è che speso non si raccontano il dietro le quinte di come sia nato un lavoro. non si ricerca negli eventi che hanno portato a tali risultati ( non parlo solo dei miei ma di tutti). E questo porta solo a far vedere una facciata sterile, e chi ci si avvicina, la apprende, ma la interpreta. Ad esempio la miniserie Battlin’ Jack Murdock. Nessuno sa come sia nata realmente, pochi lo sanno. Non lo sanno neanche molti autori colleghi, che solo per il fatto che ignorano ciò, vogliono ignorare i fatti che non conoscono. A tal punto da  trovare differenze pur di portare avanti la loro tesi interpretate dalle poche nozioni che hanno. E questo è un peccato visto che al lettore poi di queste cose “non interessa nulla”. O meglio viene educato a non voler sapere nulla.

F. E per finire, fatti un po’ di pubblicità. Parlaci della tua opera di maggior successo e del tuo ultimo lavoro.

 a livello di vendite in Italia, bhè “Magneto testament” scritto da Greg Pak.

Mentre per quanto riguarda me, ho due opere a cui sono legatissimo, la prima è “OUDEIS” storia che rincorre l’odissea di Omero in chiave personale edita in due libri per Saldapress.

La seconda come detto sopra, è Battlin’ Jack Murdock. Dove ho avuto la possibilità di risceneggiare attraverso le quinte del suo scenario, le origini di DareDevil.

Un’esperienza fantastica. Dove io avevo l’ultima parola sulla stesura della sceneggiatura.

Ultimo lavoro in preparazione sarà un ciclo di 6 numeri di Ultimates che uscirà a Giugno.

 F. Grazie per il tuo contributo alla diffusione del fumetto e a presto!

C. Ciao a tutti voi.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – rubrica di Fumetto – articolo del 29 maggio 2013]

 

 

 

 

Willy intervista il regista Raffaele Sasson

Salve amici, continua il nostro ciclo di interviste ai protagonisti del mondo del teatro. Oggi abbiamo intervistato un regista teatrale, Raffaello Sasson.

 

W. Perché hai deciso di fare il regista?

R. Ho deciso di fare il regista perché dopo aver scritto un paio di sceneggiature ho sentito il bisogno fisico di tradurre quelle parole in immagini.

W. I tuoi esordi sono nel cinema noir, cosa ti ha spinto verso il teatro?

R. Ho esordito al teatro partecipando ad un concorso. Il mio testo Il Dolce Veleno dell’Inganno è arrivato tra i primi sei su settecento testi valutati dalla giuria e come premio mi hanno dato la possibilità di portarlo in scena. Da quel momento mi sono innamorato e non ho più smesso di fare teatro. Infatti subito dopo ho fondato la Compagnia del Brivido. La cosa più bella è il rapporto che si instaura con il pubblico, diretto e sincero.

W. Che sensazioni provi nel dirigere gli attori nei ruoli che gli hai assegnato?

R. L’attore non può semplicemente stare in scena ma deve lavorare duramente per imparare a parlare ed agire autenticamente in palcoscenico. Ed è una sensazione stupenda dirigere e aiutare gli attori a prendere possesso dei personaggi che gli ho assegnato. Certo, non è un lavoro semplice. È un lungo viaggio; arrivati a destinazione l’attore non entra in scena per recitare ma per agire autenticamente. Il pubblico deve credere che quei personaggi sono carne viva. Il lavoro con gli attori è quello che rende unico e meraviglioso questo lavoro.

W.  Davanti a te un palcoscenico vuoto, cosa vedi?

R. Davanti a me il palcoscenico è vuoto ma in realtà avendo già letto il testo tre volte e preso appunti, avendo già parlato con i miei capi reparto come: lo scenografo, la costumista, il light designer,  ho già bene in mente le atmosfere che voglio trasmettere e dunque ho una visione d’insieme che mi sarà utile in seguito e che mi farà da guida nei momenti di grande difficoltà (ci sono sempre). La gestione dello spazio ed i movimenti degli attori sono tra le cose, tra le tante, che curo con molta attenzione.

W. Grazie Raffaello, ci vediamo al tuo prossimo lavoro!

Grazie a te caro Willy a presto!

 

Note Biografiche

Raffaello Sasson è nato a Roma e si è diplomato in regia cinematografica all’Istituto Superiore della Cinematografia a Roma. Ha cominciato la sua carriera nel mondo della pubblicità e degli videoclip collaborando con grossi nomi della musica italiana. In seguito ha diretto diversi thriller psicologici e nel 2003 ha fondato la Compagnia del Brivido portando in teatro thriller acclamati da critica e pubblico tra i quali ricordiamo Il Demonio, thriller ambientato nell’Austria di fine ‘800. Attualmente ha appena portato in scena lo spettacolo Allora come va? scritto da Dario Santarsiero e sta in preparazione per girare il film L’ultima moglie di Dracula scritto da Francesca Stajano. Nelle prossime settimane uscirà il nuovo CD musicale del M° Mino Freda, compositore di diverse colonne sonore tra i quali i film di Mario Monicelli, dal titolo UNCHAINED SOULS contenente la colonna sonora del film Il Demonio scritto e diretto da Raffaello Sasson.

Per saperne di più:

www.raffaellosassoncinema.com

www.raffaellosassonteatro.com

www.youtube.com/user/raffaellosassonregia

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – Rubrica di Teatro – articolo del 1 giugno 2013]

 

 

INSEGNARE DANZA AI BAMBINI

Rieccomi qui con un nuovo articolo sulla Danza.

Sta per arrivare l’estate e a breve termineranno i corsi di danza e inizieranno le vacanze.

Il saggio é ha avuto luogo e le mie allieve sono state bravissime.  Sapete, mi danno molte soddisfazioni ed é emozionante vedere i loro risultati dopo un lungo anno di lavoro.

Ogni volta che arriviamo a fine corso la mia speranza è quella di rivederle tutte all’inizio del nuovo anno scolastico per continuare a costruire e migliorare con loro  le basi di danza. La verità è che già dopo un solo anno è stato inevitabile affezionarsi alle mie allieve.

Il nostro rapporto non è limitato a quello tra insegnante e allieva. Si è creata una bellissima complicità. Capita spesso che le bambine si confidino con me, mi mostrino ad esempio dei piccoli balletti da loro creati come se fossero preziose pagine del loro diario segreto da tenere nascoste alle quali mi danno l’opportunita di accedere. E’ questo uno dei tanti motivi per cui amo il mio lavoro; l’essere a stretto contatto con i bambini da una grande gioia e la loro semplicità ed entusiasmo non finiscono mai di stupirmi!

Ciao a tutti da Stellae ci vediamo a settmbre con la ripresa dei corsi!

[Elena Bottega per DETTI E FUMETTI – rubrica di Danza – articolo del 30 maggio 2013]

speriamo di poter accrescere ogni anno il numero di partecipanti per far provare l emozione della danza a più bambini possibili!

LASAGNA AL PESTO (buona anche per celiaci) # 9

Tempo d’estate, tempo di passeggiate e poco tempo da trascorrere a casa a cucinare.
Così l’altro giorno con quelle poche cose che avevo in frigo ho preparato questa gustosa lasagna al pesto.
Eccovi come di consuetubdine la vostra scheda da conservare. Se siete costanti nella loro collezione avrete un comodo ricettario! [fai click sull’immagine per ingrandirla]

PREPARAZIONE:

Gli ingredienti sono facilmente trovabili… l’unica cosa da fare è preparare la besciamella (senza glutine se dovete cucinarla per i ciliaci). Ecco il procedimento.

Sciogliere il burro in un tegame e aggiungere la farina, mescolando con un cucchiaio di legno.
Cuocere un paio di minuti.
Unire il latte caldo e continuare a girare fino a che il composto non si addenserà (non troppo, naturalmente). Salare.
In questo caso alla besciamella non ho aggiunto nè pepe nè noce moscata, per non mescolare troppi sapori (ma questo è il mio gusto). Fare raffreddare. Un consiglio. Il latte versatelo togliendo il tegame dal fuoco e girate con una frusta di piccole dimensioni qualora vediate che si stanno formando dei grumi. Poi rimettete il tegame sul fuoco.
Versare il vasetto di pesto nella besciamella e cominciare a comporre la lasagna, in questo modo:
uno strato di pasta, besciamella al pesto, parmiggiano, mozzarella e così di seguito.
Infornare a 180° già per circa 30-40 minuti.
Buona gita a tutti!
Alice
[Donatella Lena per DETTI E FUMETTI- rubrica di cucina – articolo del 28 maggio 2013]

Scrivere di emotività non è facile

Il  Teatro non è soltanto recitazione, è qualcosa che fa emozionare. Per chi ha letto le tre interviste,  all’attrice Francesca Stajano alla fotografa di scena  Alessi Fanutti  ed al regista Raffaello Sasson,  dove il tema erano le  emozioni,  avrà intuito che ciò che emerge sono la capacità di “sentire” l’emozione e di “esprimerla”.  Esprimerla con la recitazione, che Francesca Stajano fa con i movimenti del corpo, con l’espressione del viso e con la voce, modulandola a seconda delle situazioni. Sentirla come riesce a farlo  Alessia Fanutti che  la estrapola con la fotografia e ferma in uno scatto l’alone che traspare da un personaggio che in quel momento esprime una sensazione, che sia di gioia o di dolore.  Da un palco in apparenza vuoto e silenzioso, ma pieno di tutti i personaggi che fino a quel momento hanno calpestato quelle assi, una foto, può rendere visibile l’emozione  a chi sa guardare. E nel  caso del  Raffaello Sasson,  l’esperienza dell’emozione esprime con i personaggi che animano il palcoscenico, di fronte ad un pubblico severo che non ammette incertezze ma solo conferme che l’emozioni, possono e devono entrare a pieno diritto nell’animo umano. Dare vita  all’emozione non è facile.

Scrittori, registi e artisti tentano  con il loro lavori di stimolare l’animo umano.  Non sempre ci riescono ma quando ciò avviene,  allora esci dal tuo solito stato difensivo ed entri in un mondo totalmente diverso, fatto di sensazioni che ti trascinano in vortici a cui è impossibile sfuggire, a volte è così forte da farti star male; ne sa qualcosa chi ha avuto a che fare con la sindrome di Stendhal. Apro una piccola parentesi per chi non sappia cosa sia la sindrome di Stendhal detta anche sindrome di Firenze (città in cui si è spesso manifestata), è il nome di una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se esse sono compresse in spazi limitati. La malattia, piuttosto rara, colpisce principalmente persone molto sensibili e fa parte dei cosiddetti “malanni del viaggiatore”. E qui entra in ballo la sensibilità, non solo deve essere innata ma deve essere anche educata. Una domanda che mi sono posto, è stata come si fa ad educarla, una delle tante possibili risposte potrebbe essere quella di osservare. Anche se non basta, ma farlo, può giocare un ruolo determinate per stimolarla, la sensibilità intendo. Come stavo dicendo non basta osservare ma compenetrare in ciò che si vede. Nel mio caso, mi riferisco al teatro, dove si tutto è finzione ma è anche un luogo vero, perché veri sono gli attori il regista con le loro problematiche, che mettono da parte una volta entrati in scena. Da qui in poi tutto sta nella bravura e nella sensibilità del’attore, che farà vivere il  personaggio, dandogli la possibilità di emozionare.

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – rubrica di Teatro – articolo del 28 maggio 2013]

I MIGLIORI ARTICOLI SUL FUMETTO #5

Oggi segnaliamo un interessante articolo di  Marco Tonelli pubblicato su  www.osservatoriesterni.it  dal titolo “Il Fumetto in Italia: dieci case editrici da seguire” che ci permette di avere una panoramica sulle case editrici specializzate in fumetto e sugli autori piu’ cool del momento.

Ecco l’elenco:

per case editrici:

1.Grrrzetic Editrice

2.Tunué

3.Bao Publishing

4.Canicola Edizioni

5.Giuda Edizioni

6.  001 Edizioni

7. Becco Giallo

8.The Milan Review

9.Saldapress

 10.NPE Nicola Pesce Editore

 

che rispettivamente  [  ]   hanno pubblicato tra i principali autori:

-Ratigher, Dr. Pira e Nicolò Pellizon [1]

-Paco Roca, Luigi Ricca & Giorgio Vasta, Michele Petrucci [2]

– Zerocalcare, Alan Moore & Kevin O’Neill, Roberto Recchioni & Massimo Carnevale [3]

-Pino Creanza, Rocco Lombardi & SimoneLucciola, Raul & Felipe H. Cava [4]

-Giacomo Monti, Marino Neri[5]

– Hector G. Hoesterheld & Francisco Solano Lopez,  Eddie Campbell e Antonio Altarriba & Kim [6]

– Luca Amerio, Luca Baino & Matteo Valdameri ,Francesco Niccolini & Simone Cortesi  di Zeina Abirached [7]

– Johnny Ryan [8]

-Robert Kirkman , Twisted Toyfare,  Alan Grant & Simon Bisley [9]

-Davide La Rosa & Pierz, Miguel Angel Martin [10]

L’articolo recita così: “Con questa guida vogliamo offrirvi una mappatura del panorama editoriale attuale. Se il mondo del fumetto italiano è più vivo che mai lo dobbiamo ad una serie di realtà emergenti che si stanno guadagnando un posto di rilievo nel fervido orizzonte indipendente.

Non solo Coconino Press o Rizzoli Lizard, ma anche Grrrzetic, Bao Publishing, Becco Giallo e tante altre.

Dieci nomi, dieci “piccoli” laboratori di sperimentazione, intraprendenza e straordinaria perizia e accuratezza delle pubblicazioni.

Buona scoperta!

Grrrzetic Editrice

Nata a Genova nel 2006, la Grrrzetic è piccola ma battagliera. Con un approccio indipendente, selezionato e attento all’estetica dei graphic novel, sono riusciti a pubblicare dei veri e propri capolavori del  panorama tricolore. “Trama” di Ratigher e “Gatto Mondadory e il telefonino fatato ” sono stati due casi editoriali capaci di sbaragliare tutti gli avversari, e non solo in Italia.

Tre acquisti consigliati: “Trama-Il peso di una testa mozzata” di Ratigher (2011) “Gatto Mondadory e il telefonino fatato” di Dr. Pira (2011)  “Lezioni di Anatomia” di Nicolò Pellizon (2012)

Sito Web: http://grrrzetic.blogspot.it/

Tunué

Tra tutte le case editrici di fumetti, Tunué è quella che meglio ha saputo coniugare ricerca, qualità delle proposte e approccio variegato e multiforme. La casa editrice laziale si è posta negli anni come punto di riferimento per tutti gli appassionati. A metà tra ricerca e pura letteratura.

Tre acquisti consigliati: “Rughe” di Paco Roca (2008) “Il Tempo materiale” di Luigi Ricca & Giorgio Vasta (2012) “Metauro” di Michele Petrucci (2008)

Sito Web: http://www.tunue.com/

Bao Publishing

Bao Publishing sta dimostrando a tutto il mondo editoriale italiano che con un po’ di intraprendenza, fiuto e obbiettivi chiari si può letteralmente superare ogni record. La casa editrice milanese sta diventando un vero e proprio colosso del fumetto. Oltre al  successo stratosferico di Zerocalcare, ha pubblicato autori come Alan Moore, Brian K.Vaughan, Grant Morrison e davvero tantissimo altro. Tutto il meglio del panorama internazionale e italiano passa ormai  da quelle parti.

Tre acquisti consigliati: “La profezia dell’Armadillo” di Zerocalcare (2012) “La Lega degli Straordinari Gentlemen – Century” di Alan Moore & Kevin O’Neill (2012) “Mater Morbi” di Roberto Recchioni & Massimo Carnevale (2013)

Sito Web: http://www.baopublishing.it/

Giuda Edizioni

Giuda Edizioni è una casa editrice nata grazie alla volontà dei ragazzi di Mirada, un’associazione culturale organizzatrice di eventi chiave della stagione fumettistica italiana. Legatissima al Komikazen Festival di Ravenna, è riuscita nel tempo a pubblicare il meglio del meglio  del Graphic Journalism (e non solo) di casa nostra.  Fumettisti come Pino Creanza, Gianluca Costantini e Rocco Lombardi impreziosiscono un catalogo tra i più attenti al nostro sottobosco autoriale.

Tre acquisti consigliati: “Cairo Blues” di Pino Creanza (2012) “Campana” di Rocco Lombardi & SimoneLucciola (2012) “Finestre sull’occidente” di Raul & Felipe H. Cava (2012)

Sito web: http://www.giudaedizioni.it/#!/whats-new

Canicola Edizioni

Più che una casa editrice è un vero e proprio progetto culturale nato per far emergere un panorama autoriale che merita assolutamente attenzione. Canicola Edizioni nasce come rivista,  ed allo stesso tempo riserva naturale di piccoli gioiellini formato graphic novel. Non è un caso che autori  preziosissimi come Giacomo Monti, Marino Neri e Rupert & Mulot siano di casa da queste parti.

Tre acquisti consigliati: “Nessuno mi farà del male”di Giacomo Monti (2011) “La coda del Lupo” di Marino Neri (2011) “Canicola n.11- Cina” (2012)

Sito web: http://www.canicola.net/

001 Edizioni

Parlare di  001 Edizioni significa discutere di una casa editrice tra le più attente al graphic novel di qualità, in particolare quello straniero. I grandi autori del fumetto sudamericano, europeo e italiano vengono pubblicati  in eleganti e curatissime edizioni. Una sicurezza.

Tre acquisti consigliati: “L’eternauta” di Hector G. Hoesterheld & Francisco Solano Lopez  (2011) “Alec” di Eddie Campbell (2012) “L’arte di volare” di Antonio Altarriba & Kim (2012)

Sito Web: http://www.001edizioni.com/acquista/?product=larte-di-volare

Becco Giallo

Becco Giallo è una casa editrice padovana. Probabilmente la più importante realtà italiana dedicata al fumetto di realtà e al Graphic Journalism. In casa Becco Giallo regna l’attualità e l’attenzione per il mondo che ci circonda. Un catalogo sterminato capace di far aprire gli occhi e la mente.

Tre acquisti consigliati: “Il caso Calvi, sotto il ponte dei Frati Neri” di Luca Amerio, Luca Baino & Matteo Valdameri  (2012)  “Enrico Mattei, vita, disavventure e morte di un cavaliere solitario” di Francesco Niccolini & Simone Cortesi (2012)  “Il gioco delle Rondini” di Zeina Abirached  (2009)

Sito web: http://www.beccogiallo.org/shop/

The Milan Review

Se ancora non la conoscevate aguzzate le orecchie. Stiamo parlando un progetto culturale tra i più intelligenti e cazzuti dello stivale. Fondata da Tim Small e Riccardo Trotta (rispettivamente direttore e giornalista di Vice Italia), questa vera e propria start up editoriale si pone come obbiettivo la creazione di un ponte editoriale tra Italia e Stati Uniti. Non solo libri e riviste, ma anche fumetti: negli ultimi anni ha pubblicato alcuni tra gli autori più irriverenti  di sempre. Ratigher, Dr. Pira e tanti altri. Da approfondire assolutamente!

Tre acquisti consigliati: “Rap violento in the Ghetto Street” di Dr.Pira (2013)  “Le incredibili avventure di Tuta Teschio e altre storie a caso” di Ratigher  (2012)  “Il pozzo di sangue- volume 1” di Johnny Ryan (2013)

Sito web: http://www.themilanreview.com/

Saldapress

La casa editrice del mitico Gruppo Saldatori ha sempre avuto una vocazione internazionale. Un progetto capace di distinguersi nel tempo per la pubblicazione di piccole perle e rarità provenienti dall’estero. Ah dimenticavo,  sono i responsabili del successo di “The Walking Dead”. Capito di cosa stiamo parlando? Dei colossi.

Tre acquisti consigliati: “The Walking Dead” di Robert Kirkman (pubblicato dal 2005) “Twisted Toyfare Theatre” di Twisted Toyfare “The Dead- Il regno delle mosche” di Alan Grant & Simon Bisley (2013)

Sito web: http://www.saldapress.com/

Nicola Pesce Editore

Nicola Pesce Editore è una frizzantissima realtà editoriale ben piazzata sul fumetto d’autore. Una casa editrice capace di sfoderare alcuni tra i libri a fumetti più irriverenti mai pubblicati. Gente come Davide La Rosa, Pierz e Roberto Recchioni,  hanno trovato spazio e libertà sconfinate. Dategli una possibilità!

Tre acquisti consigliati: “La Bibbia 2” di Davide La Rosa & Pierz (2013) “Brian the Brain-Brian da adolescente”  di Miguel Angel Martin (2013)  “Asso” di Roberto Recchioni (2012)

Sito web: http://edizioninpe.blogspot.it 

 

Ricerca di Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Rubrica di Fumetto -Articolo del 27 maggio 2013]

DETTI E FUMETTI LA PARTNERSHIP E LA SUA DIFFUSIONE

Il progetto DETTI E FUMETTI,  nella sua versione cartacea come inserto di FREE PRESS, per il numero di maggio e giungo su IN ZINE, è stato possibile grazie alla partnership di una serie di aziende che hanno sponsorizzato l’iniziativa.

E’ diffuso presso le Biblioteche di Roma che, insieme a ROMA CAPITALE-Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, ha patrocinato l’inizativa. DETTI E FUMETTI è distribuito  in un gran numero di locali pubblici ed esercizi commerciali di Roma:

 

Le donne nella lirica

Nessuno degli altri redattori si è preoccupato di dare una giustificazione al suo nome, io si, addirittura ho deciso di farci il mio primo pezzo. Il nostro direttore ci aveva messo due piccolissimi vincoli per la scelta del personaggio: essere degli animaletti ed avere un nome che ricordasse il proprio “talento”. La prima a scegliersi il nome fu l’orsetto lavatore, ovviamente patita dell’igiene, che si chiamò Linda. Poi venne il mio turno: l’esperta di musica del giornale; non potevo che chiamarmi Viola e non solo perchè la viola e’ un bellissimo strumento musicale. Vi era dell’altro. Il mio nome fu un compromesso tra i miei genitori. Mamma è nata a Parma, quindi è melomane nel DNA, nel senso che non ha solo la passione per il “bel canto”, ma ne è così appassionata che ogni appuntamento importante della sua vita ha avuto un punto fermo nelle opere liriche in generale, verdiane in particolare, ca va sans dire.

E la mia nascita non poteva che essere uno di quegli appuntamenti, anche qui ca va sans dire ci sta bene. Ma quale madre avrebbe desiderato per la propria figlia neonata il nome di una donna “traviata”? La mia appunto, ca va sans dire, bene anche qui concedetemelo di nuovo. Per tutta la gravidanza mi ha chiamato Violetta invitandomi a libare ne’ lieti calici, a farmi amare da tal Alfredo, a dire addio al passato ed a sognare di lasciare Parigi, sempre insieme a tal Alfredo. Insomma me la spassavo davvero in quel pancione, mamma cantava bene ed io seguivo con un certo pathos le avventure amorose non solo di Violetta, ma anche di Aida, Mimì, Musetta, Carmen, Dorabella, Madama Butterfly, Gilda, Tosca, Turandot… Ci avete fatto caso? Tutte donne; nella lirica, ma non solo, gli uomini sono mera coreografia, funzionali alle vicende narrate, mentre donne della lirica, ma non solo, lasciano il segno!  Ero li, li per nascere prendendomi questo nome di dubbio rispetto, quando papà, decisamente più sobrio e misurato, intorno al mio ottavo mese e mezzo di soggiorno in pancia, sbottò: “No!  Il nome di una escort, seppur di lusso, per la mia piccolina, per la luce dei miei occhi, proprio no, parliamone!”. Ne hanno parlato nel mezzo mese rimasto ed insieme alla sottoscritta è nato anche il loro primo compromesso: Viola.

[Francesca Pietrocarlo per DETTI E FUMETTI -rubrica di musica – articolo del 10 ottobre 2010]

L’intervista-ritratto alla fumettista Ilenia Gennari

Oggi è il turno di Ilenia Gennari ad essere intervistata per Detti e Fumetti. Le domande di questo ciclo di interviste già le conoscete. Vediamo cosa ci racconta lei.

F.Si dice che fumettisti si nasce. Pensi sia vero? Perche’?

I. Sicuramente è un mestiere che ti deve piacere, come tutti i lavori  della sfera dell’intrattenimento. Devi avere una buona predisposizione alla visualizzazione delle sequenze, una buona narrazione, una buona regia e tante altre cose. Inoltre, non è di certo un lavoro che arricchisce come puo’ essere ad esempio il medico; se decidi di intraprendere questa strada, è perché ti piace quello che fai.

F. Quali sono stati i tuoi punti di riferimento e cosa hanno lasciato nel tuo stile?

I.Io traggo l’ispirazione dall’animazione. Sto studiando questa in contemporanea con i fumetti sia perché le amo entrambe, sia perché ritengo che l’animazione abbia molto da insegnare al suo “cugino” cartaceo.

I miei principali punti di riferimento sono Juanjo Guarnido, Massimiliano Frezzato, Naoki Urasawa, Lorenzo Ceccotti ed Emanuele Tenderini per quanto riguarda il fumetto. Glen Keane, Kim Jin, studio Ghibli e lo Studio 4°C per quanto riguarda l’animazione.

F.Gli amici e la famiglia. Come convivono i tuoi amici e la tua famiglia con il tuo essere una fumettista?

I.I miei amici non addetti ai lavori in genere mi vedono come “quella che disegna”; di conseguenza generalizzano un po’ e a volte mi commissionano indifferentemente ritratti, tatuaggi e copertine dei cd. È abbastanza comune che la gente confonda i vari campi, ma in generale non hanno una bassa considerazione del mio lavoro. A parte qualche battutina infelice sul fatto che non ho uno stipendio!

La mia famiglia invece mi sostiene e cerca di aiutarmi. Fa davvero piacere sentire tua madre dire: “Quando sarai famosa, perché sono sicura sarà così, ricordati di scriverci.”

F. Il fumetto è un medium al pari degli altri (cinema, libri, teatro) per raccontare una storia, per fare cultura. Pensi sia valutato come tale o si dovrebbe farlo conoscere meglio? Se si,come?

I.Concordo, purtroppo non trovo che venga sufficientemente considerato; sebbene in passato abbia avuto una rilevanza maggiore rispetto ad oggi, non è mai stato veramente considerata “la nona arte” qui in Italia. Sicuramente in Francia ha più fortuna. Penso che il problema principale derivi dal fatto la maggior parte della gente pensi  che il fumetto non renda abbastanza economicamente parlando e quindi gli danno l’importanza che merita. Altri pensano che sia un medium troppo legato al mercato, sia un mero prodotto commerciale. Oggi viene rimarcata la differenza tra Fumetto e Graphic Novel; per la profondità del tema e il formato autoconclusivo al secondo, gli si da un’aura piu’ alta, seria e artistica quasi a prendere le distanze dal genere fumetto, seriale, e apparentemente senza velleità artistiche.

Creare questa dicotomia tra Fumetto e Graphic Novel per me è un errore; anche il Graphic Novel continua a rimanere Fumetto e al Fumetto occorrerebbe dare maggiore dignità come accade in qualsiasi altro paese. E’ il provincialismo italiano.

F.Il fumetto, i social e la sua diffusione sul WEB. Quale è la tua opinione?

I.Oggi il WEB ha una grande rilevanza, soprattutto per i giovani. Penso che sia importante per costruirsi una reputazione, farsi vedere e leggere in giro. Ha i suoi pro e i suoi contro; ti permette di farti notare senza sborsare un centesimo, ma permette anche ai lettori di dire tutto quello che pensano del tuo prodotto, senza peli sulla lingua. Personalmente non l’ho mai ritenuto un problema, ma certi autori potrebbero non reggere il peso di certe critiche, che spesso, critiche non sono. In ogni caso, oggi con Internet puoi persino trovarti lavoro all’estero senza muoverti da casa.

F.Il fumetto e la vita quotidiana. Alcuni sostengono che il fumetto deve essere divertimento assoluto, svago, a volte anche semplice trasgressione. Altri pensano che debba raccontare i fatti della vita reale, debba essere denuncia. Tu in che categoria collochi i tuoi fumetti e perchè hai fatto questa scelta?

I.Per me l’Arte è innanzitutto comunicazione;  se non comunichi qualcosa agli altri che senso ha disegnare o scrivere? Personalmente disegno e scrivo cose che piacerebbe leggere a me  in primo luogo. Però le scrivo per me e per gli altri, quindi cerco di essere il più comprensibile possibile. Non ho ancora una casa editrice che pubblica le mie opere ma ho avuto e continuo ad avere grandi soddisfazioni e riscontro positivo di pubblico da autoproduzioni.

Per quel che riguarda le tematiche da trattare, impegnate o meno che siano, poco importa.  Un fumetto, come un libro o un film può raccontare qualsiasi cosa, purché lo faccia bene ed interessi il lettore.  Se vuole “denunciare” è bene che la denuncia sia velata ed intrinseca alla storia – me non piacciono le ramanzine! –  preferisco far fermare di tanto in tanto il lettore e farlo riflettere, se gli va.

F.Mi interessa l’argomento delle autoproduzioni a cui hai accennato, dei gruppi di fumettisti che si riuniscono e pubblicano insieme; abbiamo già svolto una indagine sul tema. Nel mondo del fumetto è meglio far conoscere il proprio lavoro con pubblicazioni personali o insieme ad altri fumettisti? Raccontaci della tua esperienza. I vantaggi, gli svantaggi, se ce ne sono,  le motivazioni che ti hanno spinto a farlo.

I.Io ho cominciato a pubblicare con altri fumettisti. Abbiamo fatto e tutt’ora abbiamo progetti insieme e ho sempre trovato solo pregi nella cosa.  Anche dal punto di vista economoco conviene: tutti mettono una parte di denaro in modo che i costi si ammortizzano meglio. Gli scorsi anni ho portato avanti con alcuni amici un progetto di gruppo chiamato Taboo!  Quest’anno pubblicherò il mio lavoro sotto la stessa etichetta e sarà acquistabile in Self Area a Lucca Comics. Ho anche altri progetti in serbo ma ne parlerò piu’ in là, magari nella prossima intervista…suspance :-).

F.Spesso le strip sono una storia concentrata in poche battute, Quanto sono importanti i tempi comici o la drammatizzazione delle stesse? A chi ti sei ispirata?

I. Adoro le strip! Ne faccio spesso, sono spensierate, divertenti e nel contempo aiutano il lettore a capire la psicologia dei personaggi! Tuttavia, mi vengono solo per quelle storie che non sono troppo serie.  D’altronde non ne disegno mai di troppo serie (se escludiamo un paio di sinossi che ho in cantiere seriosissime, che non accostero’ a strip comiche)

I tempi comici sono fondamentali.  Per me sono un punto di riferimento quelli delle strip giapponesi e per l’Italia apprezzo molto quelli di Ortolani e Zerocalcare.

F.Hai ricevuto tante domande sulla tua opera. Quale non ti hanno ancora fatto e alla quale ti piacerebbe rispondere?

I. vediamo….non mi hanno ancora chiesto di che nazionalità sono i miei personaggi. Sai a me affascinano tutte le culture del mondo, perchè mi permettano di spaziare molto in ambienti, costumi e culture. Un esempio? Ne “La Regina delle Nevi”, ambientata a cavallo fra l’Europa dell’Est e il polo Nord, Gerda, la protagonista, è di nazionalità tedesca ma abita a Mosca; e potrei continuare ancora con altri esempi.

F.E per finire, fatti un po’ di pubblicità. Parlaci della tua opera di maggior successo e del tuo ultimo lavoro.

I. “La Regina delle Nevi” è il mio ultimo lavoro; ancora non me la sento di definirla opera di maggior successo, ma è quella a cui sto lavorando più duramente e da cui sto tirando fuori i risultati più interessanti. E’ una miniserie tratta dal romanzo di Hans Christian Andersen; Ho realizzato una pagina FB dedicata; a breve realizzerò anche il sito web.

https://www.facebook.com/La.Regina.Delle.Nevi.Comic

I miei disegni li trovate sul mio sito www.lequattrocamere.com  e in aggiornamento sul mio DeviantArt: http://n-a-r-i.deviantart.com/

Infine potete andare sulla mia pagina FB personale: https://www.facebook.com/ilenia.c.gennari

Note Biografiche

Ilenia Gennari nasce a Lodi il 1 Marzo 1992. Si diploma al liceo artistico nel 2011. Dal 2010 porta avanti una fanzine autoprodotta con il gruppo Fattore Manga, con sede ufficiale di vendita a LuccaComics & Games e lavora come storyboardista presso agenzie pubblicitarie e privati.

[Illustrazioni di Ilenia Gennari]

 

[Filippo Novelli per DETTI E DFUMETTI -rubrica di Fumetto – articolo del 22 maggio 2013]

[il ritratto di Ilenia Gennari è stato realizzato da Filippo Novelli. Tutti i diritti riservati]