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LILLY e il GIOCO DEL GIORNALE per DETTI E FUMETTI

Oggi vi presento il gioco del giornale.

Dividete gli inviati in coppie e date a ciascuna un foglio di una vecchia rivista. I fogli dovranno essere disposti in cerchio nel salone.

Fateli ballare al suono della ultima hit-parade. Quando la musica si interrompe ciascuna delle coppie dovrà raggiungere il proprio foglio e salirci sopra. Quando riparte la musica, prima di riprendere il ballo, la coppia dovrà piegare a metà il foglio e lasciarlo in terra a formare il cerchio nel salone. La musica si interromperà di nuovo e la coppia dovrà risalire sul foglio che diventerà via via piu’ piccolo. Le coppie che perdono l’equilibrio e non riusciranno più a salire sul giornale saranno eliminate, resterà in pista solo la coppia vincitrice. Ne vedrete delle belle, fidatevi!

[Antonella La Rosa per DETTI E FUMETTI – Sezione Giochi- Articolo del 3 ottobre 2013]

L’EROE CHE HA SALVATO IL FUMETTO ITALIANO ESISTE… SEI TU. IL CROWDFUNDING APPLICATO AL FUMETTO

Ci sono giorni in cui il Mondo ti sorride. Accade quando scopri affinità elettive negli altri.

Un giorno di questi è stato quando ho conosciuto i MAMMAIUTO, un gruppo di amici fumettisti che pubblicano i loro fumetti sul web e che come con i miei di DETTI E FUMETTI  stava cercando l’idea progettuale per passare su carta il loro lavori  ed essere visibili nelle fiere e nelle fumetterie.

Un giorno la grande e rivoluzionaria idea è calata su di loro: il CROWDFUNDING.

Senza che andate su Wikipedia vi riporto io qualche info sull’argomento: Il crowd funding  (letteralmente il finanziamento della folla) è quel processo collaborativo di persone che utilizza il proprio denaro per sostenere gli sforzi di altre persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso. Famosi in tal senso sono proprio i progetti di sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo.

Oggi  il web è una leva imponente per questo tipo di iniziative; è una piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti nel progetto.

Il progetto piu’ famoso di CROWDFUNDING? L’elezione del presidente degli USA Barack Obama, che pagò parte della sua campagna elettorale con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse.

[Le Tre Food Blogger di DETTI E FUMETTI-LUCE, LINDA e ALICE. illustrazioni di Filippo Novelli]

Il progetto artistico più famoso di CROWDFUNDING?  Tous Mecenes (tutti mecenati) del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach da un collezionista privato.

Affascinante vero? Se non fosse solo per il fatto di non costringere più questi artisti ad andare a bussare a mille porte di case editrici alla ricerca di un direttore illuminato… Non ti viene voglia di mettere mano al portafoglio?

Avere nelle mani il tuo fumetto preferito e non solo oggi è possibile.

 

I MAMMAIUTO hanno fatto un passo in più per dissolvere le vostre ultime ritrosie verso il loro progetto in CROWDFUNDING: con l’aiuto di EPPELA  ricompensano la tua donazione in proporzione all’ammontare della stessa; quindi non è più una SEMPLICE DONAZIONE. Chiaro? E qui è la potenza della loro iniziativa.

Si legge nel sito di EPPELA: “ Il team di Eppela ti aiuterà nel definire le ricompense da corrispondere ai tuoi sostenitori e, se avrai dimostrato di potercela fare, sosterrà la tua attività di promozione attraverso la propria rete di contatti (giornalisti, pubblicitari, quotidiani online, blog) sino al raggiungimento del budget. In caso di successo Eppela tratterrà una somma pari al 5% della cifra raccolta come commissione. In caso contrario non verrà effettuata alcuna transazione di denaro e non ci sarà alcuna commissione di Eppela a carico del progettista”.

Ci si può stare, che ne dite?

Promuoviamo noi stessi l’iniziativa aiutandovi nel contempo a capire meglio; a tal proposito riportiamo come esempio il progetto MAMMAIUTO e quali sono le opportunità di adesione al progetto; per partecipare al CROWNFUNDING – MAMMAIUTO potete aderire con diversi profili:

a)Profilo DONATORE : dono € 2,00: Non voglio nessuna ricompensa, voglio solo aiutare il progetto.

b)Profilo LETTORE MINIMALE: dono € 5,00- I contenuti e l’impatto zero: ti mandiamo via mail il pdf dei due libri con il tuo nome nei ringraziamenti.

c)Profilo DONATORE NARCISO: dono €10,00  Ti mandiamo Un ritratto/caricatura in formato digitale, che ti mandiamo via mail. La tua immagine profilo farà l’invidia di tutti. (Ricorda che prima devi mandarci una tua foto, sappiamo disegnare ma non facciamo miracoli) + Ringraziamento sul sito

d)Profilo LETTORE SELETTIVO: dono €14,00 – Ti mandiamo a casa il libro che preferisci, senza spese di spedizione. “Mooned, L’Amore Immobile” oppure “I Diari della Nuke” + Ringraziamento sull’albo e sul sito.

e)Profilo LETTORE ONNIVORO: dono €25,00 – Tutti e due i libri, direttamente a casa e con sconto! Mooned + I Diari + Ringraziamento su albi e sito.

f)Profilo LETTORE ESTETA: dono €30,00  – Ti mandiamo a casa entrambi i libri, con dedica disegnata degli autori. Mooned + I diari + Dediche + Ringraziamento su albi e sito.

g)Profilo RICOMPENSA: dono €40,00:  Siete dei  fashion victim, questa è la vostra occasione per avere I Diari + Mooned + Ringraziamenti + La shopper bag e la spilletta dei Diari… So cool!

e)Profilo COLLEZIONISTA: dono €100,00 – Oltre a Mooned + Diari + Le shopper bags + Le spillette, oltre a tutto questo, tieniti forte: un disegno autografo originale formato A4 fatto da Nuke o da Palloni. Decidi quale dei due ti piace di più.

f)Profilo Il MAGNIFICO: dono €150,00: Se volevi fare lo splendido, ci sei riuscito, e noi ti diamo tutto quello che diamo al Collezionista ma in più Due disegni originali autografi formato A4, uno fatto da Nuke, e uno fatto da Palloni. E poi, se non sei timido e passi a Lucca Comics, ci beviamo una cosa insieme in Piazza Anfiteatro e ti presentiamo a tutti come “l’eroe che ha salvato il fumetto italiano”.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto – articolo del 29 settembre 2013] [Illustrazioni di Filippo Novelli – tutti i diritti riservati]

Willy intervista Il regista Virgilio Scafati della compagnia Teatranti Tra Tanti

Cari amici oggi intervisto Virgilio Scafati il regista della compagnia “Teatranti Tra Tanti” e promuovo la loro commedia in scena in questi giorni.

Vado a trovarlo al teatro Duse dove la Compagnia debutterà con una commedia dal titolo “Doppie punte” Scritto da Fabio Salvati dal 27 al 29 settembre 2013.

W. Ciao Virgilio, ti disturbo!?

V. Ciao Willy, assolutamente, sapendo del tuo arrivo ci siamo presi un momento di pausa

W. Come stanno andando le prove!?

V. Bene, la compagnia è motivata, quindi ce la mettono tutta per riuscire nell’impresa.

W. Prima di rivolgerti alcune domande, mi sono informato sulla vostra compagnia, vediamo se le informazioni che ho in mio possesso sono esatte, dunque:

La compagnia teatrale amatoriale Teatranti Tra Tanti, in breve T.T.T., nasce nel 2007 per iniziativa di un gruppo di amici da sempre appassionati di teatro e che fino ad allora si erano impegnati in sporadici spettacoli di piazza. L’obiettivo è mettere in scena commedie, soprattutto, ma non necessariamente, comiche da portare in giro per i teatri Italiani.

L’esordio è del 2007 con “E’ una caratteristica di famiglia” di Ray Cooney, rappresentata con discreto successo sia a Roma sia in Abruzzo. Dopo uno stop di circa un anno e mezzo per seri impedimenti occorsi ad alcuni componenti della compagnia, si ritorna in scena nel 2010 con “Il mistero dell’assassino misterioso” di Lillo e Greg, commedia portata in giro con grande successo per due anni in vari teatri italiani e che ha portato alla compagnia il premio gradimento del pubblico al concorso “Passaggio a Teatro” svoltosi a Passaggio di Bettona (Pg), e quello per Miglior allestimento scenografico al concorso “Il Confetto d’Oro” svoltosi a Sulmona (Aq).

Dalla fine del 2012 la compagnia comincia a lavorare a più progetti di vario genere e nasce così lo spettacolo “Anche i Pink Floyd possono sbagliare” scritto ed interpretato da Alessandro Martorelli cofondatore con Virgilio Scafati della compagnia.

A settembre 2013 è la volta di Virgilio Scafati di portare avanti un progetto nuovo e diverso dagli altri finora rappresentati, nasce quindi “Doppie punte”, due atti che alternano momenti di ilarità ad altri altamente drammatici.

Ho dimenticato qualcosa!?

V. Perfetto, le tue informazioni erano esatte.

W. Bene, ora Puoi farci una sinossi di “Doppie punte”?

V. Il primo atto si intitola “Era perfetta” e racconta di una giovane ragazza che si presenta al cospetto di un altero e tracotante selezionatore per un colloquio di lavoro presso una finanziaria. Inizialmente sembrerebbe che la giovane debba venire soverchiata dai modi di fare del selezionatore ma le sue risorse le permettono di capovolgere la situazione anche grazie all’inattesa collaborazione di un simpatico barista dall’aria spensierata ma che ricorda un po’ il grillo parlante di Collodi. L’atto si chiude con un “piccolo” colpo di scena e con il selezionatore lasciato a fare i conti con la propria personalità fanciullesca.

Il secondo atto si intitola “Un bene dell’anima” si svolge nel retrobottega di una parrucchiera dove una donna di mezza età, nata e cresciuta in una borgata romana, è in attesa che la sua amica Sabrina, occupata con un’altra cliente, possa dedicarsi a lei. Nell’attesa nasce un falso monologo in cui Ornella, la protagonista, ripercorre un po’ la sua vita raccontandola alla sua amica coiffeur e tra momenti di euforia e qualche depressione tira un po’ le somme dei suoi primi cinquant’anni ma non immagina che il finale le riserverà una amarissima sorpresa.

W. Della compagnia abbiamo parlato ed accennato allo spettacolo, ora parlaci un po’ di te, quando e come sei stato contagiato dalla passione per il teatro

V. da bambino ho visto tanto teatro in televisione. Il venerdì su RAI2 c’era sempre una commedia (altri tempi) ed io me le guardavo tutte, comiche e drammatiche. Poi intorno ai 13 anni, durante le vacanze estive, ho visto alcuni miei amici più grandi fare uno spettacolo in piazza; ne rimasi folgorato tanto che l’anno successivo feci di tutto per essere anche io sul palco in piazza. Infine all’età di 22 anni più o meno, fui chiamato da un collega a far parte di una compagnia amatoriale dell’azienda in cui lavoro e da allora, salvo qualche pausa di riflessione, non ho più smesso. 

W. Quando assegni un ruolo su cosa basi la scelta

V. mi piacciono molto le scommesse, cioè vedo una persona che mi ispira, mi piace e penso che potrebbe fare un determinato ruolo e cerco di raggiungere l’obiettivo. A volte vinco altre volte pareggio… Poi ci sono attori della mia compagnia che conosco da troppi anni e so già che in un certo ruolo potrebbero fare faville.

W. Come vedi la figura dell’attore nella realtà quotidiana, come può contribuire all’interno della società?

V. Consiglio a tutti di provare almeno una volta a fare l’attore; è meglio di una seduta dallo psicologo. Recitare fa bene alla mente e credo che il mondo e la società possono solo guadagnarci ogni volta che qualcuno decide di fare l’attore.

 

W. Il regista ha delle responsabilità non solo verso gli attori ma anche nei confronti del pubblico, è vero secondo te?

V. si, ma fino ad un certo punto. Non bisogna fossilizzarsi troppo con l’idea di pubblico. Uno spettacolo si può fare anche davanti ad un solo spettatore ma soprattutto non bisogna “prostituirsi” cioè cercare il gradimento e l’applauso a tutti i costi. Se si crede in un testo si deve portare in scena anche rischiando critiche feroci o un flop di pubblico.

W. il classico sogno nel classico cassetto?

V. un sogno solo?  ne avrei tanti piccoli e grandi. Vorrei fare ,come regista ed attore, “E fuori nevica” di Vincenzo Salemme ma lui non concede a nessuno i suoi testi e questo lo rispetto ma non lo capisco. Mi piacerebbe anche poter fare “Rumori fuori scena” ma con la scenografia originale su due piani. Ma forse la cosa che mi piacerebbe di più è sentire un giorno qualcuno che mi ringrazia per averlo avviato al teatro.

W. Bene ti ringrazio , ti lascio alle prove, ma prima vogliamo ricordare l’appuntamento ai lettori di Detti e Fumetti?

V. Ma certamente, lo spettacolo sarà al teatro Duse via Crema n 8 (Zona Re di Roma) con la commedia “Doppie punte”. Dal 26 al 29 settembre ore 21, domenica ore 18

[info: 06.70305976 340.6485291.] Vi aspetto, ed aspetto te caro Willy!

W. Non mancherò all’appuntamento!

[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti-sezione Teatro – articolo del 27 settembre 2013]

Willy e le compagnie teatrali amatoriali

Cari amici oggi voglio parlarvi del volto nascosto del teatro: Le compagnie amatoriali.

Fatto salvo quelle messe su per far ridere parenti e amici, sono una vera e propria risorsa, nascosta ma molto importante. Nascono dalla passione di persone che amano il teatro ma che per svariati motivi non lo hanno trasformato in una professione. E forse, è stato meglio così. Proprio perché non dipendono, dal punto di vista economico da grosse produzioni che pretendono modifiche al copione o impongono quell’attore piuttosto che un altro, possono scegliersi sia gli attori che i copioni. I registi e, qui non c’è nessuna differenza tra amatoriali e i cosiddetti professionisti, sanno magistralmente guidare la compagnia verso il successo dello spettacolo o verso il fallimento, come del resto fanno gli affermati.

Questo non significa che essere regista di una compagnia amatoriale, sia tutto rose e fiori, anzi il più delle volte ci si deve barcamenare tra scogli di vario genere, dalla malattia “prime donne” per esempio. Ne sono colpite e colpiti, anche gli uomini non fanno eccezione, almeno un paio in ogni compagnia. La prima conseguenza è una continua rivalità, coinvolgendo la compagnia e che finisce, se non fermata in tempo, ad una sorta di schieramento, i Chiariani e gli Andreani; cioè nella compagnia si formano due schieramenti, chi parteggia per Chiara e chi per Andrea.

Provocando sguardi torvi e incomprensioni che sfociano inevitabilmente in litigi.  Questa malattia non provoca problemi solo dietro le quinte, anche sul palco, perché non si sa mai chi ci può essere tra il pubblico questa sera! C’è il problema a volte molto difficile da superare quello del rischio “divorzio”. L’altro coniuge che tollera questa bizzarria del teatro, come una cosa che si risolverà nel giro di poco tempo, etichettandola come: ”Tanto si stancherà presto!”. Scopre invece che non è così; arrivando quindi al fatidico bivio: “O me o loro!”.

Di solito questo avviene a poche settimane dal debutto, provocando agitazione e gastrite al regista, che se la situazione volge al peggio deve trovare una sostituzione valida altrimenti salta lo spettacolo. Se da un lato il problema economico non ha rilevanza dall’altro lato ce l’ha. La compagnia si autofinanzia e anche questo problema confluisce nella voce divorzio. “Perché non solo sottrai  tempo alla famiglia con queste sciocchezze, ci butti anche i soldi sopra!”.

Di conseguenza almeno rientrarci con le spese è prioritario se si vuole evitare di riformare ogni volta il gruppo per le inevitabili defezioni che l’aut-aut impone. Vincere la diffidenza degli impresari, non è difficile, basta garantirgli un fisso a sera, quanto quella degli spettatori, passata la prima e seconda serata coperta per la maggior parte da amici e parenti, con le altre, in media lo spettacolo resta in piedi per quattro cinque serate, ci si affida al passaparola, e questo come si può ben immaginare, non lascia molti margini di tranquillità. Ecco per quale “periglioso mare” naviga la compagnia. Ma nonostante tutto, riescono a portare, non sempre a buon fine lo spettacolo. Tutto questo per sottolineare le difficoltà che la maggior parte del pubblico ignora. Etichettando le compagnie amatoriali come un semplice passatempo.

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro -articolo del 27 settembre 2013]

[Illustrazioni di Filippo Novelli] – tutti i diritti riservati

LE FOOD BLOGGER DI DETTI E FUMETTI, L'E-BOOK

Care amiche ed amici da oggi potrete avere con voi la raccolta delle nostre migliori ricette preferite.

DETTI E FUMETTI  mette a vostra disposizione l’E-Book Gratuito ” LE RICETTE DI ALICE”.

Ecco il link all’E-Book:

http://issuu.com/dettiefumetti/docs/cucina_detti_e_fumetti_al_20_9_13

Buon appettito!

[Donatella Lena, Emanuela Ambrogi e Maria Grazia Cicala per DETTI E FUMETTI – sezione Cucina – articolo del 21 settembre 2013]

 

 

Il SACRO GRA – la recensione di DETTI E FUMETTI

 

Chiamare “sacro” il grande raccordo anulare di Roma, anello d’asfalto dove ogni giorno centinaia di migliaia di romani smadonnano, imprecano, sudano, si ammucchiano in un fiume ininterrotto di lamiere. Nell’apparente ossimoro del titolo sta tutta la genialità di Gianfranco Rosi, che ha saputo narrare la poesia nascosta su una strada circolare di 70km, la più estesa autostrada urbana d’Italia. Nascoste agli occhi distratti, stanchi o annebbiati dalla fatica degli automobilisti, il GRA raccoglie storie talmente umane da sembrare inventate. Persone invisibili perché outsiders rispetto agli stili di vita imperanti, rappresentati da quelle tante, troppe auto che portano in grembo vite annoiate e spesso inutili.

Ed è così che in un film che è riduttivo chiamare documentario, scorrono le vite di Cesare “l’anguillaro”, Paolo “il nobile piemontese”, Roberto “il barelliere”, Francesco “il palmologo”, Filippo e Xsenia “Il principe e la consorte”, Gaetano “l’attore di fotoromanzi”. Tutti accomunati non solo dalla residenza più o meno lecita presso il Gra, ma anche dall’aver mantenuto un legame con valori e stili di vita antichi e dimenticati.

«La mia è un po’ La grande bellezza di Sorrentino al contrario: va verso fuori, non si cura del centro di Roma”. Così Gianfranco Rosi ha definito il suo capolavoro in una recente intervista. Ed è stato bello vedere i losers di Rosi sfilare a Venezia per ritirare il Leone d’Oro: un riconoscimento all’arte di un Maestro ma anche a quelle vite di confine, con la loro dignità e umiltà, che costituiscono il vero baluardo alla dissoluzione che minaccia di corrodere da dentro (e dal centro) il nostro mondo.

[Stefano Milani per DETTI E FUMETTI – Sezione cinema – Articolo del 20 settembre 2013]-[Illustrazioni di Filippo Novelli] -tutti i diritti riservati

 

Intervista ritratto ad Isaak Friedl

Il fumetto può essere denuncia e testimonianza. E’ un medium portentoso per parlare di tematiche attuali, complesse e profonde. Ci è riuscito benissimo Isaak Friedl nella sua opera di esordio “Sottobosco”, indagando le conseguenze di quello che in medicina viene definito un “trauma psicologico”.

Isaak ci narra degli stati emozionali presenti nelle condizioni di disagio post-traumatico: il senso di colpa e la colpa da sopravvivenza.

Ci confessa Isaak: “Ho sempre trovato interessante il concetto della realtà nella realtà e quindi, trasportandola nel fumetto, ho voluto comporre una trama nella trama; un fumetto dentro un altro fumetto”.

Un reduce di guerra torna a casa; si chiude nella sua stanza in uno stato catatonico e così rimane per giorni; immaginiamo noi che abbia l’anima disintegrata dal senso di colpa per aver sterminato intere famiglie. Sopraffatto dall’abominio commesso con un gesto estremo decide di togliersi la vita portando con sé la sua famiglia. Immaginiamo per non essere costretto a commettere altri delitti né a fornire altra manodopera (i suoi familiari) al Male.

Greta, la figlia minore,  assiste alla carneficina. La sua mente di bambina cerca di nascondere la perdita, il lutto,  il forte trauma. Spinge la figura del padre assassino, nell’angolo più recondito del labirinto della sua psiche. Simboli e luoghi mascherano l’evento, lo celano alla ragione e la lasciano vivere. Tuttavia piano piano il trauma riemerge inesorabile. Si palesano i primi disturbi che la spingono ad andare in cura da uno psicologo; purtroppo ad un certo punto Greta interrompe le sedute, cerca di evadere da se stessa in ogni modo ma la colpa di sopravvivenza alla sua famiglia alla fine prevale. Con un gesto estremo si libera.

Cerchiamo di conoscere meglio l’autore di Sottobosco. Anche a lui abbiamo posto le nostre nove domande.

1)Si dice che fumettisti si nasce. Pensi sia vero? perché?

 Mah, a dire la verità non sapevo neanche che si dicesse così. Personalmente penso che si nasca con una certa passione (non specifica, ma rivola in diversi ambiti: arte, politica, scienza, eccetera) e che poi, col tempo e l’applicazione, si delinea verso quello che si vuole fare. Poi ovviamente c’è chi è più portato e chi meno, ma questo è un altro discorso.

2) Quali sono stati i tuoi punti di riferimento e cosa hanno lasciato nel tuo stile?

Il mio primo approccio con i fumetti sono stati i manga. Dragon Ball in particolare, solo che al tempo avevo dieci anni e non sapevo ancora di voler diventare un fumettista. Per quanto riguarda lo stile non penso di essere stato influenzato da autori che amo e ammiro, ma se dovessi citarne alcuni direi che adoro lo stile di inchiostrazione di Craig Thompson, le anatomie e le inquadrature di Eric Canete e il ritmo di Dave mcKean.

3) Gli amici e la famiglia. Come convivono i tuoi amici e la tua famiglia con il tuo essere un fumettista?

Quasi tutti i miei amici fanno, o vorrebbero fare, il fumettista, quindi non ho mai avuto problemi o discussioni in generale. Nessuno pensa che sia strano o particolare, anzi.

Per quanto riguarda la mia famiglia, i miei genitori mi hanno sempre appoggiato e continueranno a farlo. Adesso sta a me decidere cosa fare e come farlo.

4)Il fumetto è un medium al pari degli altri (cinema, libri, teatro) per raccontare una storia, per fare cultura. Pensi sia valutato come tale o si dovrebbe farlo conoscere meglio? Come?

Penso che negli ultimi anni si siano fatti passi da gigante e che, anche se il fumetto è ancora percepito come un medium inferiore; con il tempo saprà prendersi lo spazio che merita.

Il problema non è tanto quello dei fumetti, quanto la lettura in generale. Tra i ragazzi della mia età un buon 50% non ha mai comperato un libro e il restante ne legge uno o due all’anno. Secondo me bisogna promuovere la lettura in tutte le forme e avvicinare i lettori.

 

5)Il fumetto, i social e la sua diffusione sul WEB. Quale è la tua opinione?

Personalmente non sono un assiduo frequentatore della rete, ho fb, lo uso per sentirmi con i miei amici e da poco, per l’uscita del mio ultimo fumetto, ho aperto un blog, ma sono convinto che le possibilità dei social network siano infinite e utili. Tutto dipende da quanto tempo si è disposti a impiegare nella diffusione del proprio lavoro e dalle mire che sia hanno.

6) Il fumetto e la vita quotidiana. Alcuni sostengono che il fumetto deve essere divertimento assoluto, svago, a volte anche semplice trasgressione. Altri pensano che debba raccontare i fatti della vita reale, debba essere denuncia. Tu in che categoria ti collochi e perché hai fatto questa scelta.

Diciamo che la prima opzione mi è più congeniale. Negli ultimi anni ho avuto modo di conoscere entrambe le categorie e ogni volta che sfogliavo o leggevo un fumetto di graphic journalism ho sempre pensato che sarebbe stato meglio se fosse stato un libro. Non dico che il fumetto debba contenere solo esplosioni, donne attraenti e battaglie epiche, ma a essere sincero tutte queste cose mi piacciono e, visto che il fumetto è un misto di disegno e testo, trovo abbia senso rompere gli schemi della realtà per arrivare a qualcosa d’effetto.

7) Spesso le strip sono una storia concentrata in poche battute, Quanto sono importanti i tempi comici o la drammatizzazione delle stesse? A chi ti sei ispirato?

I tempi sono fondamentali e non si finisce mai d’imparare. L’unica cosa che mi sento di dire è che per migliorare bisogna leggere. Leggere di tutto e cercare di dividere gli elementi che funzionano da quelli che appesantiscono la storia. Le gabbie, i dialoghi, la successione delle vignette e il ritmo delle sequenze cambiano da autore ad autore, solo che alcuni sono più bravi di altri e possono fungere da esempio. Fare dei nomi non avrebbe tanto senso. Basta leggere e sforzarsi di migliorare, sempre.

8) Hai ricevuto tante domande sulla tua opera. Quale non ti hanno ancora fatto alla quale piacerebbe rispondere?

Mah, nessuna in particolare. Ci penso ancora un attimo…No, scusa, nessuna in particolare.

9) E per finire, fatti un po’ di pubblicità. Parlaci della tua opera di maggior successo e del tuo ultimo lavoro.

 La mia ultima opera è la mia opera di maggior successo. Prima di pubblicare Sottobosco con la Tunué ho collaborato con diverse autoproduzioni, illustrato copertine per cd, pubblicato storie brevi per piccole case editrici e vinto svariati concorsi con relativa pubblicazione, ma il mio ultimo fumetto, per il momento, resta il lavoro di cui vado più fiero.

 

NOTE BIOGRAFICHE

Isaak Friedl è nato a San Leonardo Valcellina ( Pordenone) nel 1990; si è da poco laureato all’accademia di Belle Arti di Bologna dove ha studiato fumetto ed illustrazione e iniziato a pubblicare storie brevi. Sottobosco è il suo primo graphic novel.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto – articolo del 20 settembre 2013] -Tutti i diritti riservati.