Tutti gli articoli di osvyilporcospino

Tiger e le figlie femmine – L'arte del riciclo, i fiori

L’altra sera ho ceduto, c’erano tutte quelle perline colorate… ho messo da parte la mia virilità ed ho fatto contenta mia figlia. Abbiamo realizzato un bellissimo vaso di fiori per la mamma. E’ stato un successo! Voi che ne dite?

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Dimenticavo, ecco gli ingredienti: uno stecco da spiedini, foglio di cartoncino colorato, plastiline, perline colorate, palline di filo. Mettere un pò di plastilina in fondo allo stecchino per bloccare le perline. Infilare le perline quasi fino alla fine. Chiudere con un pò di plastilina modellata a cono. Ritagliare i petali di un fiore e incollarli sulla plastilina. Incollare la pallina et voilà! un fiore è pronto!. E così via gli altri … fino a realizzare un bellissimo vaso.

[Eugenio Brugnoli per DETTI E FUMETTI – Sezione Arte del riciclo – articolo del 22 ottobre 2013]

Gravity, la recensione di RED BEAR per DETTI E FUMETTI

Salve amici sono andato a vedere Gravity, del regista Alfonso Cuarón, con Sandra Bullock e George Clooney. Ecco cosa ne penso.

Due astronauti in missione con lo Shuttle, Ryan Stone (Sandra Bullock) e Matt Kowalsky (George Clooney), stanno lavorando ad alcune riparazioni di una stazione orbitante quando una pioggia di detriti li investe, rendendo il loro velivolo inutilizzabile e uccidendo l’equipaggio a bordo. A questo punto, l’unica speranza di salvezza per i due consiste nel tentare di raggiungere un’altra stazione orbitante e riuscire a rientrare sulla Terra.

Questa è la storia che Alfonso Cuaròn, talentuoso regista messicano in grado di spaziare da Y tu mamá también aHarry Potter e il prigioniero di Azkaban, ci racconta nel suo ultimo film, frutto di 5 anni di lavorazione. Una storia tipicamente hollywoodiana, e la presenza di due star come Sandra Bullock e George Clooney fa di Gravity un film blockbuster. Ma intorno alla vicenda principale, di per sé banale e, per certi versi, già vista, Cuaròn costruisce un impianto visivo e tecnico decisamente innovativo: la macchina da presa riesce a rendere perfettamente l’assenza di gravità ed entra fin dentro i personaggi, regalando allo spettatore il loro punto di osservazione verso lo spazio infinito. La tecnologia 3D, mai prima d’ora utilizzata con tanta sapienza tecnica, diventa un’esperienza visiva che, per un’ora e mezza, ci trasporta nel vuoto o all’interno dei complessi meccanismi che governano le macchine spaziali.

 

Una trama semplice su cui si innestano le più innovative tecniche del cinema moderno, quindi. Ma Gravity non è solo questo, ma molto di più. C’è un secondo livello di lettura nel film, riservato agli spettatori più sofisticati. Oltre alla scontata lotta dell’uomo per conquistare la propria salvezza, Cuaròn ha voluto raccontare una storia umana intima, che solo nella tragica esperienza nello spazio trova la sua soluzione: l’astronauta Stone, infatti, non riesce più a dare un senso alla propria esistenza dopo la morte della figlioletta di quattro anni. Ed ecco che il suo vagare nello spazio si trasforma in un percorso di concepimento e rinascita, momenti simboleggiati nel film da immagini forti e toccanti, con richiami alla migliore tradizione del film fantascientifico (in primis il 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick). Il film si sviluppa attraverso una lunga gestazione, che culmina con l’uscita dall’utero e il primo respiro a pieni polmoni.

 Gravity, per concludere, è un ottimo film commerciale ad alto budget che contiene in sé la forza narrativa del grande cinema d’autore. Alfonso Cuarón si conferma regista di talento, in grado di realizzare una fusione sincretica tra diversi linguaggi narrativi.

[Stedano Milani per DETTI E FUMETTI – Sezione Cinema – articolo del 21 ottobre 2013]

RAI 4 continua a sorprenderci con l’Anime Morning

Parte l’Anime Morning, l’appuntamento domenicale con il MANGA di RAI 4. Ecco il programma. 4 bellissimi film di animazione da non perdere:

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I racconti di Terramare
domenica 13 ottobre, alle 10:40
Titolo originale: Gedo senki
Anno: 2006
Regia: Gorō Miyazaki

 

Ponyo sulla scogliera
domenica 20 ottobre, alle 10:00
Titolo originale: Gake no ue no Ponyo
Anno: 2008 Regia: Hayao Miyazaki

 

Paprika – Sognando un sogno
domenica 27 ottobre, alle 10:15
Titolo originale: Papurika
Anno: 2006 Regia: Satoshi Kon

 

Metropolis
domenica 3 novembre, alle 10:15
Titolo originale: Metoroporisu
Anno: 2001
Regia: Rintarō

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 15 ottobre 2013]

Willy presenta "Le richieste di Anton" – Atti grotteschi di Anton Cechov. di Leonardo Madier con la compagnia Madier Group

Salve amici, Francesca Stajano,  una nostra vecchia conoscenza che recentemente abbiamo intervistato,si getta in una nuova impresa, e, con la  complicità della Compagnia Madier Group, presentano, al Teatro le Salette,“Le richieste di Anton”-Atti grotteschi di Anton Cechov.

[…]Perchè Cechov autore teatrale è innovativo: […] perchè crea una struttura drammaturgica nuova caratterizzata dalla soppressione dell’eroe a beneficio del gruppo – un coro sprovvisto di centro dove ciascuno conserva tuttavia la sua individualità -, dai piccoli intrighi distribuiti tra personaggi anch’essi episodici, dal miscuglio dei generi (dramma, farsa, commedia, tragedia), dall’importanza del tempo e dalla composizione paradossale.

Se c’è poca azione apparente, se i personaggi si distinguono per la loro aspirazione a trasformare il mondo e la loro inanità, sono tuttavia lungi dal rimanere inattivi in scena: Cechov li presenta in un quotidiano scelto, d’occasione, sia durante feste familiari (anniversari, incontri ufficiali, balli, scampagnate), sia durante eventi drammatici (incendi, vendita di una proprietà, partenze), altrettanti punti di snodo delle vite individuali e collettive. […](brano tratto dal sito La frusta.it  potete approfondire QUI )

Ma torniamo al nostro spettacolo: “Le richieste di Anton”-Atti grotteschi di Anton Cechov, diviso in tre atti unici, è un divertente spettacolo che vi farà conoscere un Cechov inconsueto.

I tre atti si intitolano: “l’Orso”, “Il tabacco fa male” e “La domanda di matrimonio”.

Nel primo vediamo una vedova alle prese con un nervoso creditore. Nel secondo, una conferenza sul tabacco, si trasformerà in qualcosa di inaspettato. Nel terzo, un timido e una zitella cercheranno di trovare l’amore.

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – Sezione Teatro – articolo del 11 ottobre 2013]

 

 

I pomodori con il riso di Alice #12

Ebbene sì, un classico i pomodori con il riso. Ieri ne avevo una gran voglia e così sono passata nel mio negozio di fiducia, ho comprato gli ingredienti e mi sono messa subito all’opera.

Ecco le dosi ( sei fai click sull’immagine si ingrandisce)

Innanzitutto la quantità di pomodori. Se è un piatto unico consiglio due pomodori a testa (io sono una mangiona, non so se questo vuol dire qualcosa).

Tagliare la calotta dei pomodori e metterla da parte. Svuotare i pomodori dalla loro polpa e metterla in una terrina.

Salare l’interno dei pomodori e porli sulla placca del forno, ricoperta con la carta- forno.

Frullare la polpa dei pomodori e unire il riso crudo.

Mia nonna (la romana) mi diceva di calcolare due cucchiai di riso per ogni pomodoro (in realtà ce ne ho messo poco di più). Aggiungere il basilico sminuzzato (io ce ne ho messo parecchio), sale, olio. Riempire i pomodori con il composto e rimetterci sopra la calotta.

Accompagnate questo piatto con le patate che avrete tagliato a dadini, condito con olio e sale e messe intorno ai pomodori. 40 minuti a 180° (forno sempre ben caldo) e voilà, si mangia!

[Donatella Lena per DETTI E FUMETTI – sezione cucina – articolo del 10 ottobre 2013]

 

I Muffin di Alice – la ricetta #11

Adoro i muffin. Mi riportano alla memoria le colazioni che una gentile signora presso la quale abitavo a Londra un bel po’ di anni fa mi preparava ogni mattina. Ho provato più volte a farli ma con scarso successo, tant’è che una volta provai quei preparati orribili che vendono al supermercato e che fanno sembrare i sapori di plastica. Mai piu’!

Qualche tempo fa una mia amica mi ha consigliato una sua ricetta e io l’ho un po’ modificata, facendola a mio gusto.

Ecco le dosi:

Preparazione

Prima cosa: accendere il forno.

Premetto che preferisco mescolare la farina 00 con la maizena, perché rende il dolce più morbido. Quindi ho messo 250 gr di farina e 50 gr di maizena ma si possono modificare le proporzioni fino ad arrivare ad un 50%.

Mescolare bene latte tiepido, burro sciolto a bagnomaria (o a temperatura ambiente, tirandolo fuori dal frigo un po’ di tempo prima), zucchero e uova.

Unire la farina, il lievito e un pizzico di sale e girare bene (io uso le fruste elettriche). A questo punto mettere nell’impasto ciò che più vi piace.

 

Io li ho fatti così. Ho messo scaglie di cioccolato in alcuni; in altri oltre al cioccolato ho messo il cacao amaro. Potete farli con i frutti di bosco, con la marmellata. Insomma scatenate la vostra fantasia.

Non riempite lo stampo oltre i 3/4. Infornate a 180° per 20 minuti. Ed ecco i vostri Muffin … squisiti!

[Donatella Lena per DETTI E FUMETTI – sezione cucina -articolo del 10 ottobre 2013]

 

Romics – 5 ottobre 2013 – La presentazione di ORFANI …e non solo.

Siamo stati all’edizione autunnale di Romics 2013 per assistere alla presentazione di ORFANI.. ma non solo.

Prima che iniziasse siamo riusciti a farci un giro nella Fiera.

Immancabile la tappa presso la mostra del Romics d’Oro 2013 Akemi Takada, fumettista di Manga per la quale è stata organizzata una esposizione del suo fumetto Creamy Mami in occasione del  trentennale dalla nascita.

A proposito di Manga: sono riuscito ad assistere anche alla conferenza della fumettista Federica Di Meo che ha pubblicato con la PANINI COMICS il suo SOMNIA,  ARTEFICI DI SOGNI.

Un Manga fedele allo stile ed ai canoni giapponesi (frutto degli studi approfonditi della Di Meo) ma arricchito di un modo nuovo di raccontare la storia alla maniera europea. “Perché il nostro back ground non ha nulla da invidiare al Giappone. Il nostro fumetto è fatto per un pubblico appassionato di Manga ma ciò non vuol dire che deve piegarsi ad esso quanto piuttosto deve puntare ha coinvolgerlo” (cit.).

Riportiamo una breve sinossi tratta dal loro sito: Somnia è un’opera in quattro volumi edita in Italia per la Planet Manga- PANINI COMICS. Gli autori sono la scrittrice Liza E. Anzen (Elena Zanzi) e la disegnatrice Federica Di Meo – Nella Corporazione dei Creatori si dice esistano persone in grado di far avverare qualunque desiderio. Spalancatene le porte e lasciatevi stupire dall’impossibile. Cos’è veramente la magia? Per gli esseri umani è possibile mutare il proprio destino? Una ragazza, Myra, sta per vivere un’avventura che la cambierà per sempre.

Terminata una conferenza sono capitato subito in un’altra:. Thor VS C. Harlock, i nostri eroi adolescenziali che a breve verranno riproposti sul grande schermo.

Interessante l’analisi dei critici sul palco che hanno messo a confronto i due eroi mantellati.

Il semidio arrogante Thor, figlio di papa’ (Odino), che quando ha problemi ottiene il soccorso paterno (e del fratello Loki per quel che riguarda il successo nei botteghini) a paragone con Harlock, l’affascinante anarchico pirata (che quando uscì in TV fu largamente censurato per il suo messaggio rivoluzionario) che invece cura e fa da padre ad una lunga schiera di orfani.

A proposito, veniamo ad Orfani, straordinariamente presentato a Romics dal poliedrico Mauro Uzzeo.

La conferenza inizia con un eccezionale contributo di Fumettology e Fish Eye (in fondo trovate i link).

Fumettology dopo l’escursus sul fumetto italiano ha ripetuto l’exploit  con tre featurette di Orfani, proponendo una interessante serie di interviste al team della nuova serie bonelliana. Ma c’è di più: ha contribuito ad avvicinare lo spettatore ed il potenziale lettore al lavoro che c’è dietro ad un fumetto mediante l’utilizzo di after effect e di tecniche digitali all’avanguardia  capaci di esaltare le fasi di disegno ed di colorazione di Orfani.

Dopo la Featurette di Fumettology Emiliano Mammucari, disegnatore della serie, insieme a Mauro Uzzeo (che sarà lo sceneggiatore della seconda serie)  ci hanno illustrato le novità di ORFANI rispetto al fumetto italiano che tutti conosciamo.

[ORFANI – L’EREMITA]

 

Pur nel rispetto della grammatica bonelliana (come ad esempio l’uso della griglia rigida- impostazione vincente da oltre quarant’anni) la nuova serie ha di nuovo tre principali elementi:

–          il focus su una fascia di pubblico nuova

–          la divisione della storia in due parti

–          il colore

– E’ un fumetto che si rivolge ad una fascia di pubblico nuova: quella dai quattordici ai venti anni (sempre piu’ sfuggente dal fumetto). Ci sono i riferimenti scenico-teatrali tipici dei video giochi, l’azione, il colore. Ci sarà la multimedialità; questi elementi saranno fondamentali per attirare questo tipo di pubblico.

– Ogni albo contiene una metà che si riferisce ad una storia ed un’altra che si riferisce ad un’altra storia. Nella prima si narra della formazione di un gruppo di ragazzi orfani superstiti di una devastante apocalisse; nella seconda vi sono gli stessi protagonisti della  prima, ormai adulti che combattono il nemico comune. In questo modo si crea del mistero come nella serie Lost.  Solo alla fine della serie le due storie si ricongiungeranno. Questo è un altro elemento vincente per fidelizzare il lettore.

[Le Coloriste:Annalisa, Alessia e Giovanna]

– Abbiamo tenuto per ultimo l’uso del colore, novità per le serie bonelliane. Il team di ORFANI è composto da ben otto coloristi. Tre di loro erano presenti alla conferenza. Tre esperienze completamente diverse (Annalisa Leoni – colorista di tavole umoristiche; Alessia Pastorello –colorista in stile francese e  Giovanna Niro che proviene dall’esperienza di colorista in stile americano),  ma capaci di realizzare insieme un prodotto che, a detta degli esperti sul palco, verrà portato come esempio del modo di colorare, per l’uso emotivo che si è fatto del colore, aprendo una nuova prospettiva al fumetto italiano. Siamo certi che le case editrici straniere guarderanno con attenzione ai risultati di questo progetto.

Ed ora qualche riflessione  sulla sceneggiatura emersa durante la conferenza.

La sceneggiatura (di Roberto Recchioni definito da Franco Busatta come un grande costruttore di congegni narrativi) è originale anch’essa; ORFANI  è un’opera dai dialoghi essenziali, d’altronde quando si fa la guerra si parla poco. Vi sono innesti di frasi quasi lapidarie, di aforismi all’interno di intere pagine che, grazie all’uso del dinamismo e del colore, parlano da sole, senza l’uso di dialoghi.

Ed ancora: Orfani è  una storia che si legge a strati. Il primo è quello dell’action comic che è subito sopra a quello sociale e politico.

Senza dubbio ci hanno incuriosito, non è vero?

Per concludere aggiungo: con Orfani, in uscita nelle edicole il 16 ottobre 2013, la Bonelli ha lanciato una nuova sfida al mercato; ci troviamo davanti ad un prodotto epocale. Il momento è  paragonabile a quello del lancio di  Dilan Dog del 1986.

Emiliano, soddisfatto del lavoro prodotto con il suo team, conclude la conferenza con una riflessione: leggendo Orfani spero che anche ad altri disegnatori venga voglia di fare il loro Orfani, noi siamo la prova che, citando il Frankenstein Junior di Mel Brookes  “Si può fare”.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – articolo del 6 ottobre 2013]

 

Ed ora godetevi lo speciale di Fumettology: qui: