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LE SUGGESTIONI DEL SALONE DEL MOBILE DI MILANO – il Design Globale (ed.2013)

Ecco il mio primo articolo vi parlerà delle suggestioni che il Salone del Mobile di Milano mi ha saputo dare.

La nuova edizione del Temporary Museum for New Design organizzata per il Fuori Salone da Superstudio Group, si è sviluppata, come sempre, nelle due iconiche location di zona Tortona.

L’attenzione al cambiamento ha rinnovato la formula e portato nuovi progetti: è Design Globale, prendendo atto che nel nuovo millennio l’influenza del design, inteso come tensione verso “cose” sempre più emozionali, ludiche, funzionali, tecnologiche, individuali, seducenti, è tracimata dalla semplice “invenzione” di nuovi arredi a soluzioni per ogni settore della vita, dai device che utilizziamo ogni momento, alle auto, al fashion, all’uso del “verde”, ai materiali più tradizionali o innovativi, all’arte, agli oggetti e ai momenti della quotidianità, fino alle espressioni estreme di food-design o nail-design che esprimono una volta di più questa tendenza.

[Maria Grazia Cicala -sezione Architettura e Arredo per DETTI E FUMETTI]

[Illustrazioni di Filippo Novelli – titolo: Superstudio Più meet LUCE]

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LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #7

E’  inutile negarlo: la pubblicità e il mercato determinano il successo o il  fallimento di un prodotto. E’  stato così anche per il Manga anche se c’è stato qualcosa in più della  pubblicità (e dei tanti soldi investiti sul prodotto) a far decollare il  fumetto in Giappone. In  primo luogo la libertà dalla censura. Se nel resto del mondo la censura e i  dictat degli inserzionisti di pubblicità guidarono i contenuti del fumetto  tarpandone spesso le ali con la loro vena puritana, tutto ciò in Giappone ciò  non accade. Era  ancora forte il ricordo del precedente regime censorio tanto che il nuovo  governo, per testimoniare una discontinuità, non se la sentiva di intervenire  sul fumetto, considerato per altro lettura per un pubblico adolescente.
  Ma per avere successo devi anche espandere il tuo pubblico. I  produttori di manga ci riuscirono alla grande, incasellando all’estremo  il proprio. Si  immagini che diversificarono il prodotto al punto di creare un fumetto per ogni  fascia di lettori (giovanissimi, giovani, adulti, anziani), uno per ogni per  genere e addirittura arrivarono a stigmatizzare le professioni: venne creato un  fumetto per gli impiegati (Salary-man). Ricordiamo  alcuni titoli in ordine crescente di età: Korokoro, Shonen Sunday,Young  Sunday,Big Comic Spirit, Big Gold. Negli anni settanta il progresso della società giapponese,  l’emancipazione della donna sono stati gli ingredienti per la nascita del  fumetto al femminile; grazie ad un editore lungimirante nacque un gruppo di  fumettiste, detto dei fiori dell’anno 24 (24esimo anno dell’era Showa); tra i  cui capolavori ricordiamo Lady Oscar, Candy, ecc. Che divennero I miti di  intere generazioni. Si sviluppò una formidabile macchina di divertimento, e gli  autori giapponesi furono in grado di inventare l’ uno dopo l’altro eroi di  tutti i tipi. E’  vero anche il fumetto europeo aveva i propri: TinTin, Asterix, Tex, ma questi  non seppero realizzare attorno a sé un apparato produttivo paragonabile  (merchandising, eventi, mostre,ecc.) a quello degli eroi giapponesi. [bibliografia: IL MANGA di J. M. Bouissou].
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #6

Ancora dalla tesi di Liotta estrapoliamo alcune  considerazioni su quelli che sono stati i punti di forza delle serie televisive  giapponesi esportate in Italia a partire dal 1975 (Wikie il vichingo); ad esse  accompagnamo una serie di immagini dei più popolari manga dell’epoca.

” […] nel 1976, grazie ad un cambiamento  legislativo, le emittenti televisive nazionali e, soprattutto, locali si  moltiplicano, rendendo sempre più urgente e necessario colmare le ore di  programmazione vuote con programmi poco costosi […] gli anime sono prodotti a  basso costo grazie all’uso della tecnica detta della SEMI-ANIMAZIONE che è  caratterizzata da una scarna veste grafica, data da movimenti rigidi e  scattosi, ma che tuttavia sopperisce ai suoi limiti con un ritmo incombente,  attivo ed emozionante. Le scene in cui l’immobilità dei protagonisti è  troppo palese viene resa dinamica grazie all’uso di strumenti tipici del  cinema come le carrellate, le panoramiche, la musica coinvolgente e dialoghi  vivaci.”

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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