I Muffin di Alice – la ricetta #11

Adoro i muffin. Mi riportano alla memoria le colazioni che una gentile signora presso la quale abitavo a Londra un bel po’ di anni fa mi preparava ogni mattina. Ho provato più volte a farli ma con scarso successo, tant’è che una volta provai quei preparati orribili che vendono al supermercato e che fanno sembrare i sapori di plastica. Mai piu’!

Qualche tempo fa una mia amica mi ha consigliato una sua ricetta e io l’ho un po’ modificata, facendola a mio gusto.

Ecco le dosi:

Preparazione

Prima cosa: accendere il forno.

Premetto che preferisco mescolare la farina 00 con la maizena, perché rende il dolce più morbido. Quindi ho messo 250 gr di farina e 50 gr di maizena ma si possono modificare le proporzioni fino ad arrivare ad un 50%.

Mescolare bene latte tiepido, burro sciolto a bagnomaria (o a temperatura ambiente, tirandolo fuori dal frigo un po’ di tempo prima), zucchero e uova.

Unire la farina, il lievito e un pizzico di sale e girare bene (io uso le fruste elettriche). A questo punto mettere nell’impasto ciò che più vi piace.

 

Io li ho fatti così. Ho messo scaglie di cioccolato in alcuni; in altri oltre al cioccolato ho messo il cacao amaro. Potete farli con i frutti di bosco, con la marmellata. Insomma scatenate la vostra fantasia.

Non riempite lo stampo oltre i 3/4. Infornate a 180° per 20 minuti. Ed ecco i vostri Muffin … squisiti!

[Donatella Lena per DETTI E FUMETTI – sezione cucina -articolo del 10 ottobre 2013]

 

Romics – 5 ottobre 2013 – La presentazione di ORFANI …e non solo.

Siamo stati all’edizione autunnale di Romics 2013 per assistere alla presentazione di ORFANI.. ma non solo.

Prima che iniziasse siamo riusciti a farci un giro nella Fiera.

Immancabile la tappa presso la mostra del Romics d’Oro 2013 Akemi Takada, fumettista di Manga per la quale è stata organizzata una esposizione del suo fumetto Creamy Mami in occasione del  trentennale dalla nascita.

A proposito di Manga: sono riuscito ad assistere anche alla conferenza della fumettista Federica Di Meo che ha pubblicato con la PANINI COMICS il suo SOMNIA,  ARTEFICI DI SOGNI.

Un Manga fedele allo stile ed ai canoni giapponesi (frutto degli studi approfonditi della Di Meo) ma arricchito di un modo nuovo di raccontare la storia alla maniera europea. “Perché il nostro back ground non ha nulla da invidiare al Giappone. Il nostro fumetto è fatto per un pubblico appassionato di Manga ma ciò non vuol dire che deve piegarsi ad esso quanto piuttosto deve puntare ha coinvolgerlo” (cit.).

Riportiamo una breve sinossi tratta dal loro sito: Somnia è un’opera in quattro volumi edita in Italia per la Planet Manga- PANINI COMICS. Gli autori sono la scrittrice Liza E. Anzen (Elena Zanzi) e la disegnatrice Federica Di Meo – Nella Corporazione dei Creatori si dice esistano persone in grado di far avverare qualunque desiderio. Spalancatene le porte e lasciatevi stupire dall’impossibile. Cos’è veramente la magia? Per gli esseri umani è possibile mutare il proprio destino? Una ragazza, Myra, sta per vivere un’avventura che la cambierà per sempre.

Terminata una conferenza sono capitato subito in un’altra:. Thor VS C. Harlock, i nostri eroi adolescenziali che a breve verranno riproposti sul grande schermo.

Interessante l’analisi dei critici sul palco che hanno messo a confronto i due eroi mantellati.

Il semidio arrogante Thor, figlio di papa’ (Odino), che quando ha problemi ottiene il soccorso paterno (e del fratello Loki per quel che riguarda il successo nei botteghini) a paragone con Harlock, l’affascinante anarchico pirata (che quando uscì in TV fu largamente censurato per il suo messaggio rivoluzionario) che invece cura e fa da padre ad una lunga schiera di orfani.

A proposito, veniamo ad Orfani, straordinariamente presentato a Romics dal poliedrico Mauro Uzzeo.

La conferenza inizia con un eccezionale contributo di Fumettology e Fish Eye (in fondo trovate i link).

Fumettology dopo l’escursus sul fumetto italiano ha ripetuto l’exploit  con tre featurette di Orfani, proponendo una interessante serie di interviste al team della nuova serie bonelliana. Ma c’è di più: ha contribuito ad avvicinare lo spettatore ed il potenziale lettore al lavoro che c’è dietro ad un fumetto mediante l’utilizzo di after effect e di tecniche digitali all’avanguardia  capaci di esaltare le fasi di disegno ed di colorazione di Orfani.

Dopo la Featurette di Fumettology Emiliano Mammucari, disegnatore della serie, insieme a Mauro Uzzeo (che sarà lo sceneggiatore della seconda serie)  ci hanno illustrato le novità di ORFANI rispetto al fumetto italiano che tutti conosciamo.

[ORFANI – L’EREMITA]

 

Pur nel rispetto della grammatica bonelliana (come ad esempio l’uso della griglia rigida- impostazione vincente da oltre quarant’anni) la nuova serie ha di nuovo tre principali elementi:

–          il focus su una fascia di pubblico nuova

–          la divisione della storia in due parti

–          il colore

– E’ un fumetto che si rivolge ad una fascia di pubblico nuova: quella dai quattordici ai venti anni (sempre piu’ sfuggente dal fumetto). Ci sono i riferimenti scenico-teatrali tipici dei video giochi, l’azione, il colore. Ci sarà la multimedialità; questi elementi saranno fondamentali per attirare questo tipo di pubblico.

– Ogni albo contiene una metà che si riferisce ad una storia ed un’altra che si riferisce ad un’altra storia. Nella prima si narra della formazione di un gruppo di ragazzi orfani superstiti di una devastante apocalisse; nella seconda vi sono gli stessi protagonisti della  prima, ormai adulti che combattono il nemico comune. In questo modo si crea del mistero come nella serie Lost.  Solo alla fine della serie le due storie si ricongiungeranno. Questo è un altro elemento vincente per fidelizzare il lettore.

[Le Coloriste:Annalisa, Alessia e Giovanna]

– Abbiamo tenuto per ultimo l’uso del colore, novità per le serie bonelliane. Il team di ORFANI è composto da ben otto coloristi. Tre di loro erano presenti alla conferenza. Tre esperienze completamente diverse (Annalisa Leoni – colorista di tavole umoristiche; Alessia Pastorello –colorista in stile francese e  Giovanna Niro che proviene dall’esperienza di colorista in stile americano),  ma capaci di realizzare insieme un prodotto che, a detta degli esperti sul palco, verrà portato come esempio del modo di colorare, per l’uso emotivo che si è fatto del colore, aprendo una nuova prospettiva al fumetto italiano. Siamo certi che le case editrici straniere guarderanno con attenzione ai risultati di questo progetto.

Ed ora qualche riflessione  sulla sceneggiatura emersa durante la conferenza.

La sceneggiatura (di Roberto Recchioni definito da Franco Busatta come un grande costruttore di congegni narrativi) è originale anch’essa; ORFANI  è un’opera dai dialoghi essenziali, d’altronde quando si fa la guerra si parla poco. Vi sono innesti di frasi quasi lapidarie, di aforismi all’interno di intere pagine che, grazie all’uso del dinamismo e del colore, parlano da sole, senza l’uso di dialoghi.

Ed ancora: Orfani è  una storia che si legge a strati. Il primo è quello dell’action comic che è subito sopra a quello sociale e politico.

Senza dubbio ci hanno incuriosito, non è vero?

Per concludere aggiungo: con Orfani, in uscita nelle edicole il 16 ottobre 2013, la Bonelli ha lanciato una nuova sfida al mercato; ci troviamo davanti ad un prodotto epocale. Il momento è  paragonabile a quello del lancio di  Dilan Dog del 1986.

Emiliano, soddisfatto del lavoro prodotto con il suo team, conclude la conferenza con una riflessione: leggendo Orfani spero che anche ad altri disegnatori venga voglia di fare il loro Orfani, noi siamo la prova che, citando il Frankenstein Junior di Mel Brookes  “Si può fare”.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – articolo del 6 ottobre 2013]

 

Ed ora godetevi lo speciale di Fumettology: qui:

 

 

 

 

 

LILLY e il GIOCO DEL GIORNALE per DETTI E FUMETTI

Oggi vi presento il gioco del giornale.

Dividete gli inviati in coppie e date a ciascuna un foglio di una vecchia rivista. I fogli dovranno essere disposti in cerchio nel salone.

Fateli ballare al suono della ultima hit-parade. Quando la musica si interrompe ciascuna delle coppie dovrà raggiungere il proprio foglio e salirci sopra. Quando riparte la musica, prima di riprendere il ballo, la coppia dovrà piegare a metà il foglio e lasciarlo in terra a formare il cerchio nel salone. La musica si interromperà di nuovo e la coppia dovrà risalire sul foglio che diventerà via via piu’ piccolo. Le coppie che perdono l’equilibrio e non riusciranno più a salire sul giornale saranno eliminate, resterà in pista solo la coppia vincitrice. Ne vedrete delle belle, fidatevi!

[Antonella La Rosa per DETTI E FUMETTI – Sezione Giochi- Articolo del 3 ottobre 2013]

L’EROE CHE HA SALVATO IL FUMETTO ITALIANO ESISTE… SEI TU. IL CROWDFUNDING APPLICATO AL FUMETTO

Ci sono giorni in cui il Mondo ti sorride. Accade quando scopri affinità elettive negli altri.

Un giorno di questi è stato quando ho conosciuto i MAMMAIUTO, un gruppo di amici fumettisti che pubblicano i loro fumetti sul web e che come con i miei di DETTI E FUMETTI  stava cercando l’idea progettuale per passare su carta il loro lavori  ed essere visibili nelle fiere e nelle fumetterie.

Un giorno la grande e rivoluzionaria idea è calata su di loro: il CROWDFUNDING.

Senza che andate su Wikipedia vi riporto io qualche info sull’argomento: Il crowd funding  (letteralmente il finanziamento della folla) è quel processo collaborativo di persone che utilizza il proprio denaro per sostenere gli sforzi di altre persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso. Famosi in tal senso sono proprio i progetti di sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo.

Oggi  il web è una leva imponente per questo tipo di iniziative; è una piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti nel progetto.

Il progetto piu’ famoso di CROWDFUNDING? L’elezione del presidente degli USA Barack Obama, che pagò parte della sua campagna elettorale con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse.

[Le Tre Food Blogger di DETTI E FUMETTI-LUCE, LINDA e ALICE. illustrazioni di Filippo Novelli]

Il progetto artistico più famoso di CROWDFUNDING?  Tous Mecenes (tutti mecenati) del Louvre. Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach da un collezionista privato.

Affascinante vero? Se non fosse solo per il fatto di non costringere più questi artisti ad andare a bussare a mille porte di case editrici alla ricerca di un direttore illuminato… Non ti viene voglia di mettere mano al portafoglio?

Avere nelle mani il tuo fumetto preferito e non solo oggi è possibile.

 

I MAMMAIUTO hanno fatto un passo in più per dissolvere le vostre ultime ritrosie verso il loro progetto in CROWDFUNDING: con l’aiuto di EPPELA  ricompensano la tua donazione in proporzione all’ammontare della stessa; quindi non è più una SEMPLICE DONAZIONE. Chiaro? E qui è la potenza della loro iniziativa.

Si legge nel sito di EPPELA: “ Il team di Eppela ti aiuterà nel definire le ricompense da corrispondere ai tuoi sostenitori e, se avrai dimostrato di potercela fare, sosterrà la tua attività di promozione attraverso la propria rete di contatti (giornalisti, pubblicitari, quotidiani online, blog) sino al raggiungimento del budget. In caso di successo Eppela tratterrà una somma pari al 5% della cifra raccolta come commissione. In caso contrario non verrà effettuata alcuna transazione di denaro e non ci sarà alcuna commissione di Eppela a carico del progettista”.

Ci si può stare, che ne dite?

Promuoviamo noi stessi l’iniziativa aiutandovi nel contempo a capire meglio; a tal proposito riportiamo come esempio il progetto MAMMAIUTO e quali sono le opportunità di adesione al progetto; per partecipare al CROWNFUNDING – MAMMAIUTO potete aderire con diversi profili:

a)Profilo DONATORE : dono € 2,00: Non voglio nessuna ricompensa, voglio solo aiutare il progetto.

b)Profilo LETTORE MINIMALE: dono € 5,00- I contenuti e l’impatto zero: ti mandiamo via mail il pdf dei due libri con il tuo nome nei ringraziamenti.

c)Profilo DONATORE NARCISO: dono €10,00  Ti mandiamo Un ritratto/caricatura in formato digitale, che ti mandiamo via mail. La tua immagine profilo farà l’invidia di tutti. (Ricorda che prima devi mandarci una tua foto, sappiamo disegnare ma non facciamo miracoli) + Ringraziamento sul sito

d)Profilo LETTORE SELETTIVO: dono €14,00 – Ti mandiamo a casa il libro che preferisci, senza spese di spedizione. “Mooned, L’Amore Immobile” oppure “I Diari della Nuke” + Ringraziamento sull’albo e sul sito.

e)Profilo LETTORE ONNIVORO: dono €25,00 – Tutti e due i libri, direttamente a casa e con sconto! Mooned + I Diari + Ringraziamento su albi e sito.

f)Profilo LETTORE ESTETA: dono €30,00  – Ti mandiamo a casa entrambi i libri, con dedica disegnata degli autori. Mooned + I diari + Dediche + Ringraziamento su albi e sito.

g)Profilo RICOMPENSA: dono €40,00:  Siete dei  fashion victim, questa è la vostra occasione per avere I Diari + Mooned + Ringraziamenti + La shopper bag e la spilletta dei Diari… So cool!

e)Profilo COLLEZIONISTA: dono €100,00 – Oltre a Mooned + Diari + Le shopper bags + Le spillette, oltre a tutto questo, tieniti forte: un disegno autografo originale formato A4 fatto da Nuke o da Palloni. Decidi quale dei due ti piace di più.

f)Profilo Il MAGNIFICO: dono €150,00: Se volevi fare lo splendido, ci sei riuscito, e noi ti diamo tutto quello che diamo al Collezionista ma in più Due disegni originali autografi formato A4, uno fatto da Nuke, e uno fatto da Palloni. E poi, se non sei timido e passi a Lucca Comics, ci beviamo una cosa insieme in Piazza Anfiteatro e ti presentiamo a tutti come “l’eroe che ha salvato il fumetto italiano”.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto – articolo del 29 settembre 2013] [Illustrazioni di Filippo Novelli – tutti i diritti riservati]

Willy intervista Il regista Virgilio Scafati della compagnia Teatranti Tra Tanti

Cari amici oggi intervisto Virgilio Scafati il regista della compagnia “Teatranti Tra Tanti” e promuovo la loro commedia in scena in questi giorni.

Vado a trovarlo al teatro Duse dove la Compagnia debutterà con una commedia dal titolo “Doppie punte” Scritto da Fabio Salvati dal 27 al 29 settembre 2013.

W. Ciao Virgilio, ti disturbo!?

V. Ciao Willy, assolutamente, sapendo del tuo arrivo ci siamo presi un momento di pausa

W. Come stanno andando le prove!?

V. Bene, la compagnia è motivata, quindi ce la mettono tutta per riuscire nell’impresa.

W. Prima di rivolgerti alcune domande, mi sono informato sulla vostra compagnia, vediamo se le informazioni che ho in mio possesso sono esatte, dunque:

La compagnia teatrale amatoriale Teatranti Tra Tanti, in breve T.T.T., nasce nel 2007 per iniziativa di un gruppo di amici da sempre appassionati di teatro e che fino ad allora si erano impegnati in sporadici spettacoli di piazza. L’obiettivo è mettere in scena commedie, soprattutto, ma non necessariamente, comiche da portare in giro per i teatri Italiani.

L’esordio è del 2007 con “E’ una caratteristica di famiglia” di Ray Cooney, rappresentata con discreto successo sia a Roma sia in Abruzzo. Dopo uno stop di circa un anno e mezzo per seri impedimenti occorsi ad alcuni componenti della compagnia, si ritorna in scena nel 2010 con “Il mistero dell’assassino misterioso” di Lillo e Greg, commedia portata in giro con grande successo per due anni in vari teatri italiani e che ha portato alla compagnia il premio gradimento del pubblico al concorso “Passaggio a Teatro” svoltosi a Passaggio di Bettona (Pg), e quello per Miglior allestimento scenografico al concorso “Il Confetto d’Oro” svoltosi a Sulmona (Aq).

Dalla fine del 2012 la compagnia comincia a lavorare a più progetti di vario genere e nasce così lo spettacolo “Anche i Pink Floyd possono sbagliare” scritto ed interpretato da Alessandro Martorelli cofondatore con Virgilio Scafati della compagnia.

A settembre 2013 è la volta di Virgilio Scafati di portare avanti un progetto nuovo e diverso dagli altri finora rappresentati, nasce quindi “Doppie punte”, due atti che alternano momenti di ilarità ad altri altamente drammatici.

Ho dimenticato qualcosa!?

V. Perfetto, le tue informazioni erano esatte.

W. Bene, ora Puoi farci una sinossi di “Doppie punte”?

V. Il primo atto si intitola “Era perfetta” e racconta di una giovane ragazza che si presenta al cospetto di un altero e tracotante selezionatore per un colloquio di lavoro presso una finanziaria. Inizialmente sembrerebbe che la giovane debba venire soverchiata dai modi di fare del selezionatore ma le sue risorse le permettono di capovolgere la situazione anche grazie all’inattesa collaborazione di un simpatico barista dall’aria spensierata ma che ricorda un po’ il grillo parlante di Collodi. L’atto si chiude con un “piccolo” colpo di scena e con il selezionatore lasciato a fare i conti con la propria personalità fanciullesca.

Il secondo atto si intitola “Un bene dell’anima” si svolge nel retrobottega di una parrucchiera dove una donna di mezza età, nata e cresciuta in una borgata romana, è in attesa che la sua amica Sabrina, occupata con un’altra cliente, possa dedicarsi a lei. Nell’attesa nasce un falso monologo in cui Ornella, la protagonista, ripercorre un po’ la sua vita raccontandola alla sua amica coiffeur e tra momenti di euforia e qualche depressione tira un po’ le somme dei suoi primi cinquant’anni ma non immagina che il finale le riserverà una amarissima sorpresa.

W. Della compagnia abbiamo parlato ed accennato allo spettacolo, ora parlaci un po’ di te, quando e come sei stato contagiato dalla passione per il teatro

V. da bambino ho visto tanto teatro in televisione. Il venerdì su RAI2 c’era sempre una commedia (altri tempi) ed io me le guardavo tutte, comiche e drammatiche. Poi intorno ai 13 anni, durante le vacanze estive, ho visto alcuni miei amici più grandi fare uno spettacolo in piazza; ne rimasi folgorato tanto che l’anno successivo feci di tutto per essere anche io sul palco in piazza. Infine all’età di 22 anni più o meno, fui chiamato da un collega a far parte di una compagnia amatoriale dell’azienda in cui lavoro e da allora, salvo qualche pausa di riflessione, non ho più smesso. 

W. Quando assegni un ruolo su cosa basi la scelta

V. mi piacciono molto le scommesse, cioè vedo una persona che mi ispira, mi piace e penso che potrebbe fare un determinato ruolo e cerco di raggiungere l’obiettivo. A volte vinco altre volte pareggio… Poi ci sono attori della mia compagnia che conosco da troppi anni e so già che in un certo ruolo potrebbero fare faville.

W. Come vedi la figura dell’attore nella realtà quotidiana, come può contribuire all’interno della società?

V. Consiglio a tutti di provare almeno una volta a fare l’attore; è meglio di una seduta dallo psicologo. Recitare fa bene alla mente e credo che il mondo e la società possono solo guadagnarci ogni volta che qualcuno decide di fare l’attore.

 

W. Il regista ha delle responsabilità non solo verso gli attori ma anche nei confronti del pubblico, è vero secondo te?

V. si, ma fino ad un certo punto. Non bisogna fossilizzarsi troppo con l’idea di pubblico. Uno spettacolo si può fare anche davanti ad un solo spettatore ma soprattutto non bisogna “prostituirsi” cioè cercare il gradimento e l’applauso a tutti i costi. Se si crede in un testo si deve portare in scena anche rischiando critiche feroci o un flop di pubblico.

W. il classico sogno nel classico cassetto?

V. un sogno solo?  ne avrei tanti piccoli e grandi. Vorrei fare ,come regista ed attore, “E fuori nevica” di Vincenzo Salemme ma lui non concede a nessuno i suoi testi e questo lo rispetto ma non lo capisco. Mi piacerebbe anche poter fare “Rumori fuori scena” ma con la scenografia originale su due piani. Ma forse la cosa che mi piacerebbe di più è sentire un giorno qualcuno che mi ringrazia per averlo avviato al teatro.

W. Bene ti ringrazio , ti lascio alle prove, ma prima vogliamo ricordare l’appuntamento ai lettori di Detti e Fumetti?

V. Ma certamente, lo spettacolo sarà al teatro Duse via Crema n 8 (Zona Re di Roma) con la commedia “Doppie punte”. Dal 26 al 29 settembre ore 21, domenica ore 18

[info: 06.70305976 340.6485291.] Vi aspetto, ed aspetto te caro Willy!

W. Non mancherò all’appuntamento!

[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti-sezione Teatro – articolo del 27 settembre 2013]

Willy e le compagnie teatrali amatoriali

Cari amici oggi voglio parlarvi del volto nascosto del teatro: Le compagnie amatoriali.

Fatto salvo quelle messe su per far ridere parenti e amici, sono una vera e propria risorsa, nascosta ma molto importante. Nascono dalla passione di persone che amano il teatro ma che per svariati motivi non lo hanno trasformato in una professione. E forse, è stato meglio così. Proprio perché non dipendono, dal punto di vista economico da grosse produzioni che pretendono modifiche al copione o impongono quell’attore piuttosto che un altro, possono scegliersi sia gli attori che i copioni. I registi e, qui non c’è nessuna differenza tra amatoriali e i cosiddetti professionisti, sanno magistralmente guidare la compagnia verso il successo dello spettacolo o verso il fallimento, come del resto fanno gli affermati.

Questo non significa che essere regista di una compagnia amatoriale, sia tutto rose e fiori, anzi il più delle volte ci si deve barcamenare tra scogli di vario genere, dalla malattia “prime donne” per esempio. Ne sono colpite e colpiti, anche gli uomini non fanno eccezione, almeno un paio in ogni compagnia. La prima conseguenza è una continua rivalità, coinvolgendo la compagnia e che finisce, se non fermata in tempo, ad una sorta di schieramento, i Chiariani e gli Andreani; cioè nella compagnia si formano due schieramenti, chi parteggia per Chiara e chi per Andrea.

Provocando sguardi torvi e incomprensioni che sfociano inevitabilmente in litigi.  Questa malattia non provoca problemi solo dietro le quinte, anche sul palco, perché non si sa mai chi ci può essere tra il pubblico questa sera! C’è il problema a volte molto difficile da superare quello del rischio “divorzio”. L’altro coniuge che tollera questa bizzarria del teatro, come una cosa che si risolverà nel giro di poco tempo, etichettandola come: ”Tanto si stancherà presto!”. Scopre invece che non è così; arrivando quindi al fatidico bivio: “O me o loro!”.

Di solito questo avviene a poche settimane dal debutto, provocando agitazione e gastrite al regista, che se la situazione volge al peggio deve trovare una sostituzione valida altrimenti salta lo spettacolo. Se da un lato il problema economico non ha rilevanza dall’altro lato ce l’ha. La compagnia si autofinanzia e anche questo problema confluisce nella voce divorzio. “Perché non solo sottrai  tempo alla famiglia con queste sciocchezze, ci butti anche i soldi sopra!”.

Di conseguenza almeno rientrarci con le spese è prioritario se si vuole evitare di riformare ogni volta il gruppo per le inevitabili defezioni che l’aut-aut impone. Vincere la diffidenza degli impresari, non è difficile, basta garantirgli un fisso a sera, quanto quella degli spettatori, passata la prima e seconda serata coperta per la maggior parte da amici e parenti, con le altre, in media lo spettacolo resta in piedi per quattro cinque serate, ci si affida al passaparola, e questo come si può ben immaginare, non lascia molti margini di tranquillità. Ecco per quale “periglioso mare” naviga la compagnia. Ma nonostante tutto, riescono a portare, non sempre a buon fine lo spettacolo. Tutto questo per sottolineare le difficoltà che la maggior parte del pubblico ignora. Etichettando le compagnie amatoriali come un semplice passatempo.

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro -articolo del 27 settembre 2013]

[Illustrazioni di Filippo Novelli] – tutti i diritti riservati

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