Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI, come sapete il nostro motto è: Siamo un HUB nel WEB delle arti, perché ci piace unire, far scoprire e far parlare mondi diversi dell’arte tra loro. Arte ma non solo.
Lo facciamo perché abbiamo attraversato questi mondi e ci sono piaciuti in quanto siamo dei multipotenziali.
Cosa intendiamo per multipotenziale?
Avete presente quei bambini dai mille interessi, quelle persone che si interessando di tutto e un giorno le trovi a fare una cosa e l’altro a studiarne una nuova?
Il multipotenziale naviga il mondo esattamente così: non vede barriere tra una disciplina e l’altra, ma connessioni invisibili agli occhi dello specialista.
Ma diamo esempi concreti di personaggi famosi multipotenziali.
Leonardo da Vinci (1452–1519): Considerato il multipotenziale per eccellenza, ha incarnato l’ideale dell’uomo del Rinascimento. Senza mai confinare la propria mente a una sola disciplina, ha navigato tra pittura, anatomia, ingegneria civile e militare, architettura, scultura, botanica e musica, trasferendo intuizioni visive e geometriche da un campo all’altro.

Benjamin Franklin (1706–1790): Figura chiave della storia americana, ha unito un’insaziabile curiosità scientifica all’impegno civile ed editoriale. Nel corso della sua vita è stato stampatore, saggista, inventore (del parafulmine e delle lenti bifocali), scienziato esperto di elettricità, diplomatico, contribuendo in modo decisivo alla redazione della Costituzione degli Stati Uniti.

Brian May (1947–presente): Leggendario chitarrista e compositore dei Queen, ha sempre fatto convivere la passione per l’arte con quella per la scienza. Oltre a segnare la storia del rock e ad aver progettato la propria chitarra (la Red Special), ha conseguito un dottorato in astrofisica, lavorato come ricercatore e divulgatore scientifico, ed è un affermato fotografo esperto di stereoscopia.

Beatrix Potter (1866–1943): Famosa in tutto il mondo come scrittrice e illustratrice per l’infanzia (creatrice di Peter Coniglio), è stata anche un’importante micologa e illustratrice scientifica, sviluppando teorie innovative sulla riproduzione delle spore dei funghi. Più tardi nella vita si è reinventata come imprenditrice, conservazionista e allevatrice nell’inglese Lake District, salvaguardando vaste aree naturali.

Mi direte che questi erano eccezioni e che fino a poco tempo fa la persona di successo era uno che si era dedicato tutta la vita a quel settore che lo aveva poi reso affermato e famoso… e che gli altri, i “tutto fare” non erano arrivati mai a nulla.
Ok ma ora le cose cambiano.
Se un tempo la società imponeva di scegliere un’unica strada, oggi con l’intelligenza artificiale sono cambiate radicalmente le regole del gioco. L’IA domina l’esecuzione tecnica e la risposta verticale; in questo contesto il multipotenziale ha la possibilità di emergere, diventare il vero direttore d’orchestra, colui che sa quali domande porre, come fondere linguaggi differenti e quali mondi far dialogare per generare un’innovazione irripetibile.
L’era dell’ IA segna il definitivo riscatto del multipotenziale: una figura flessibile e curiosa che, potenziata dai sistemi di AI, si trasforma nel perno strategico della società contemporanea.
Con macchine capaci di automatizzare compiti tecnici e analitici altamente specialistici, il valore umano si è spostato sulla visione d’insieme, sulla sintesi tra domini differenti e sulla velocità di adattamento.
L’evoluzione in atto non riguarda solo la tecnologia, ma un profondo cambio di atteggiamento verso la conoscenza.
Ci si sta spostando dal sapere nozionistico al sapere connettivo. Con la conoscenza di base e la produzione di codice o contenuti accessibili in secondi, il fattore differenziante diventa la capacità di unire i puntini tra ambiti apparentemente lontani (come arte, tecnologia, filosofia ed economia). Grazie alla democratizzazione dell’esecuzione la persona multipotenziale non si arresta più di fronte ai propri limiti tecnici; l’AI funge da “co-pilota” che traduce l’intuizione interdisciplinare in esecuzione pratica, permettendogli di spaziare tra progetti complessi senza dover acquisire anni di verticalità tecnica su ogni singolo strumento.
Aggiungiamo la variabile tempo. Il multipotenziale è diventato strategico in una società caratterizzata da cambiamenti rapidi e imprevedibili (VUCA). Se la rigidità della singola specializzazione rischia di diventare un punto di debolezza, allora la multipotenzialita’ potenziata dall’AI è un punto di forza.
La multipotenzialita’ dispone di tre leve strategiche fondamentali:
– Pensiero sistemico e problem solving: Capendo i linguaggi di settori diversi, individua soluzioni fuori dagli schemi e traduce esigenze complesse tra reparti e ambiti differenti.
– Agilità d’apprendimento (Learnability): Abituato ad attraversare continuamente nuove curve di apprendimento, utilizza i tool di intelligenza artificiale per assimilare e sintetizzare nuovi contesti a velocità inedite.
– Orchestrazione strategica: Anziché competere con l’AI sul calcolo o sulla produzione di massa, il multipotenziale assume il ruolo di direttore d’orchestra, guidando i modelli artificiali per applicarli a problemi reali con senso critico ed empatia.
La convergenza tra l’apertura mentale del multipotenziale e la capacità computazionale dell’intelligenza artificiale segna così il passaggio da un’era di iperspecializzazione cieca a una nuova stagione di umanesimo rinascimentale potenziato, dove la poliedricità è finalmente riconosciuta come la risorsa più strategica per guidare il futuro.
[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE ARTE – ARTICOLO DEL 24 ottobre 2026]