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LE SUGGESTIONI DEL SALONE DEL MOBILE DI MILANO – il Design Globale (ed.2013)

Ecco il mio primo articolo vi parlerà delle suggestioni che il Salone del Mobile di Milano mi ha saputo dare.

La nuova edizione del Temporary Museum for New Design organizzata per il Fuori Salone da Superstudio Group, si è sviluppata, come sempre, nelle due iconiche location di zona Tortona.

L’attenzione al cambiamento ha rinnovato la formula e portato nuovi progetti: è Design Globale, prendendo atto che nel nuovo millennio l’influenza del design, inteso come tensione verso “cose” sempre più emozionali, ludiche, funzionali, tecnologiche, individuali, seducenti, è tracimata dalla semplice “invenzione” di nuovi arredi a soluzioni per ogni settore della vita, dai device che utilizziamo ogni momento, alle auto, al fashion, all’uso del “verde”, ai materiali più tradizionali o innovativi, all’arte, agli oggetti e ai momenti della quotidianità, fino alle espressioni estreme di food-design o nail-design che esprimono una volta di più questa tendenza.

[Maria Grazia Cicala -sezione Architettura e Arredo per DETTI E FUMETTI]

[Illustrazioni di Filippo Novelli – titolo: Superstudio Più meet LUCE]

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LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #7

E’  inutile negarlo: la pubblicità e il mercato determinano il successo o il  fallimento di un prodotto. E’  stato così anche per il Manga anche se c’è stato qualcosa in più della  pubblicità (e dei tanti soldi investiti sul prodotto) a far decollare il  fumetto in Giappone. In  primo luogo la libertà dalla censura. Se nel resto del mondo la censura e i  dictat degli inserzionisti di pubblicità guidarono i contenuti del fumetto  tarpandone spesso le ali con la loro vena puritana, tutto ciò in Giappone ciò  non accade. Era  ancora forte il ricordo del precedente regime censorio tanto che il nuovo  governo, per testimoniare una discontinuità, non se la sentiva di intervenire  sul fumetto, considerato per altro lettura per un pubblico adolescente.
  Ma per avere successo devi anche espandere il tuo pubblico. I  produttori di manga ci riuscirono alla grande, incasellando all’estremo  il proprio. Si  immagini che diversificarono il prodotto al punto di creare un fumetto per ogni  fascia di lettori (giovanissimi, giovani, adulti, anziani), uno per ogni per  genere e addirittura arrivarono a stigmatizzare le professioni: venne creato un  fumetto per gli impiegati (Salary-man). Ricordiamo  alcuni titoli in ordine crescente di età: Korokoro, Shonen Sunday,Young  Sunday,Big Comic Spirit, Big Gold. Negli anni settanta il progresso della società giapponese,  l’emancipazione della donna sono stati gli ingredienti per la nascita del  fumetto al femminile; grazie ad un editore lungimirante nacque un gruppo di  fumettiste, detto dei fiori dell’anno 24 (24esimo anno dell’era Showa); tra i  cui capolavori ricordiamo Lady Oscar, Candy, ecc. Che divennero I miti di  intere generazioni. Si sviluppò una formidabile macchina di divertimento, e gli  autori giapponesi furono in grado di inventare l’ uno dopo l’altro eroi di  tutti i tipi. E’  vero anche il fumetto europeo aveva i propri: TinTin, Asterix, Tex, ma questi  non seppero realizzare attorno a sé un apparato produttivo paragonabile  (merchandising, eventi, mostre,ecc.) a quello degli eroi giapponesi. [bibliografia: IL MANGA di J. M. Bouissou].
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #6

Ancora dalla tesi di Liotta estrapoliamo alcune  considerazioni su quelli che sono stati i punti di forza delle serie televisive  giapponesi esportate in Italia a partire dal 1975 (Wikie il vichingo); ad esse  accompagnamo una serie di immagini dei più popolari manga dell’epoca.

” […] nel 1976, grazie ad un cambiamento  legislativo, le emittenti televisive nazionali e, soprattutto, locali si  moltiplicano, rendendo sempre più urgente e necessario colmare le ore di  programmazione vuote con programmi poco costosi […] gli anime sono prodotti a  basso costo grazie all’uso della tecnica detta della SEMI-ANIMAZIONE che è  caratterizzata da una scarna veste grafica, data da movimenti rigidi e  scattosi, ma che tuttavia sopperisce ai suoi limiti con un ritmo incombente,  attivo ed emozionante. Le scene in cui l’immobilità dei protagonisti è  troppo palese viene resa dinamica grazie all’uso di strumenti tipici del  cinema come le carrellate, le panoramiche, la musica coinvolgente e dialoghi  vivaci.”

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #5

Ecco a voi un sunto della tesi di laurea di Liotta Daiana “I fumetti tra Italia e Giappone” che ci fa capire quanti tipi di Manga esistono.

” Il manga, non è solo uno specchio della società ma anche un modello di vita che tratta un ampio ventaglio d’argomenti: la vita scolastica di bambini e adolescenti, la quotidianità degli operai, lo sport, l’amore, la guerra, la letteratura, la storia, la cucina e molti altri ancora.Generalmente, i manga vengono differenziati in base al pubblico a cui sono destinati. Si hanno, infatti:

1. Kodomo manga: creati per bambini più o meno dai 6 agli 11 anni.  Utilizzano una grafica semplice e un’impaginazione regolare, fanno abbondante ricorso ad animali antropomorfi come protagonisti e comprimari.
2. Sh nen manga: per adolescenti. Sono caratterizzati da una fisicità esagerata dei personaggi (gli uomini hanno muscolature  sproporzionate e le donne sono procacemente delineate) e dalla  prevalenza dell’azione sulla staticità. Sono il genere più venduto nel mondo.
3. Sh jo manga: dedicati alle ragazze adolescenti. In essi è esageratamente amplificata l’introspezione, con prevalenza di primi piani e scene a pieno campo in cui i protagonisti sono immersi nei loro pensieri. Conseguenza di ciò è che la fisicità è quasi eliminata, infatti, i corpi sono esili e affusolati, quasi immateriali.
 4. Seinen manga: rivolti agli uomini in età adulta. Oggetti e ambienti vengono rappresentati in maniera realistica e i dettagli sono riportati con estrema minuzia. L’impostazione della tavola è rigorosa e ordinata. È il genere graficamente più sobrio.
 5. R7disu o josei manga: indirizzati alle donne over 20. Graficamente più vivaci dei seinen manga e tematicamente più maturi. Fra i manga per adulti possiamo ancora individuare gli Shôjo-ai (romanzi sentimentali fra donne), gli Shôjo-yuri (romanzi sessuali fra donne), gli Shônen-ai (romanzi sentimentali fra uomini), gli Shônen-yaoi (romanzi sessuali fra uomini), gli Ecchi (manga erotici) e gli Hentai (manga pornografici)….”
Il resto dell’articolo lo trovi QUI
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #4

    “I MANGAKA DEL DOPOGUERRA SONO I FIGLI DELLA GUERRA E DELLA DISFATTA,    GLI ORFANI VISSUTI NEL GIAPPONE DEVASTATO DAI BOMBARDAMENTI E OCCUPATO DALLO STRANIERO; LE LORO STORIE SONO QUELLE DELL’APOCALISSE  IN CUI I GIOVANI ORFANI SOPRAVVISSUTI CERCANO DI RIEMERGERE E, PILOTANDO  FORMIDABILI MACCHINE, I ROBOT, TENTANO DI SCONFIGGERE L’INVASORE PROVENIENTE DA UN ALTRO PIANETA”. [estratto da MANGA di Jean Marie Bouissou]
[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 2 gennaio 2013]
[Illustrazioni di Filippo Novelli]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #3

L’ingerenza dell’Occidente unita alle mire imperialistiche nipponiche sull’area dell’Estremo Oriente (invasione della Manciuria) fecero si che il Giappone entrasse in guerra con mezzo mondo. Anche la stampa illustrata si allineo’ alla propaganda di regime. E’ in questo periodo che dalla penna di  Tagawa nacque il papà di Goldrake e tutti gli altri robot giapponesi. Ovviamente il guerriero scientifico, così si chiamavano allora, pensò bene di invadere l’America e di mettere a ferro e fuoco New York.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI del 2 gennaio 2013]
[Illustrazioni di Filippo Novelli]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #2

La modernizzazione a tappe forzate del Giappone per farne un nuovo Mercato. Inizia la contaminazione culturale e politica da parte dell’occidente; la propaganda ha bisogno della stampa, meglio se illustrata in modo da avvicinare all’informazione anche gli analfabeti.

E’ del 1862 la pubblicazione del primo giornale occidentale in Giappone, il Japan Punch (redatto per il pubblico inglese che viveva di commercio nell’arcipelago), il cui stile verrà ripreso l’anno seguente dal Nihon Boeki Shubun, il primo giornale giapponese con stampa off set (appena introdotta in Giappone) e ricco di immagini alla Punch.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI del 2 gennaio 2013]
[Illustrazioni di Filippo Novelli]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #1

Era il 1853 quando i neri vascelli statunitensi del commodoro Perry entrarono nell’arcipelago nipponico rompendo un isolamento che durava da piu’ di 250 anni. Inizio’ così la modernizzazione del Giappone e con essa la inevitabile contaminazione della cultura nipponica da parte dell’Occidente.
[Filippo Novelli per Detti eFumetti del 2 gennaio 2013]
[Illustrazioni di Filippo Novelli]

LA STORIA DEL MANGA PER IMMAGINI #0

 

Inizia oggi LA STORIA DEL MANGA per immagini, una raccolta dei passaggi chiave, fondamentali dal punto di vista storico e culturale che hanno portato a fare del fumetto giapponese (ma non solo) un vero e proprio genere letterario con volumi di vendita altissimi e un pubblico tra i più variegati.
Le immagini verrano accompagnate da una breve didascalia per contestualizzarle e unirle da un ipotetico filo rosso dagli albori ad oggi.
Un progetto ambizioso portato avanti con lo scopo di avvicinare i miei amici neofiti all’argomento, spazzando via ogni loro preconcetto e diffidenza in materia.
[Filipo Novelli per DETTI E FUMETTI del 2 gennaio 2013]
[Illustrazioni di Filippo Novelli]

INDAGINE SUL MONDO DEL COMIC PRESS #3

Continua  l’indagine sul mondo delle riviste di fumetto gratuito. Anche se questa in  realtà non lo è, tuttavia merita una menzione. Parliamo di Taboo di Fattore  Manga. E’ interessante parlarne perché, ci consente di trattare un interessante  fenomeno: quello delle riviste redatte da gruppi di autori che utilizzano il  social network (Facebook e similari) come loro “virtual studios”. E’ su Facebook  che gli autori discutono, si confrontano sui temi da pubblicare, pubblicano  bozze,dando in questo modo al fan la possibilità di entrare nel backstage della  rivista.

Questo ritengo, anche se forse involontario, è il loro punto di  forza. La  condivisione è l’arma vincente della nuova generazione di fumettisti; è, per  dirla con il personaggio disney-pixariano di Raperonzolo, lo svelare il magico  mondo che hanno disegnato e nascosto dietro al telo, uno sciame di stelle che  volano nel cielo, così come vola in alto la loro voglia di emergere e  realizzarsi nel mondo del fumetto. Fattore  manga si presenta così: “Siamo un gruppo eterogeneo di  Fumettisti con Elementi Manga nelle proprie opere che riguardano sia la grafica  che il linguaggio narrativo ma aperti ad ogni influenza, avvezzi alle  sperimentazioni e con tanta voglia di raccontare attraverso il  fumetto. A chi ci rivolgiamo? Ai giovani di tutte le età e senza  pregiudizi, senza distinzioni di target o genere e dal commerciale allo  sperimentale. Vogliamo proporre una forma di fumetto senza barriere di mercato,  un’ “Arte sequenziale” senza barriere culturali di forma e contenuto, per far  emergere una realtà, quella dell’influenza manga, autentica e consolidata ma  purtroppo il più delle volte ghettizzata dal pubblico e dal  mercato. 

I componenti di Fattore Manga sono:
Fondatori e  Amministratori: Ernestgirl (Rosa  La  Rana) Rossichan  (Rossana Porcu) Salvatore Nives (Salvatore  Pascarella)
Viceamministratore e designer ufficiale: Nari Shishitsu (Ilenia Gennari)
Membri attualmente impegnati nel progetto  rivista: Kokoro (Cristina  Guidetti) OniBaka (Davide De Rose  Veltri) Ticcy (Ilaria  Ticino) Kobra (Eleonora  Bruni) Nari Shishitsu (Ilenia  Gennari) Ernestgirl (Rosa La Rana) Rossichan (Rossana Porcu) Salvatore Nives (Salvatore Pascarella)
Membri: Bunnykira  (Claudia Trajna) Enrychan (Enrica  Festuca) Hikaru (Sarah  Colletta)
Membro e sostenistrice  ufficiale: Eikochan (Mariagloria  Barraco)”
[18-3-12-Filippo  Novelli per DETTI E FUMETTI]

INDAGINE SUL MONDO DEL FREE COMIC PRESS #2

La nostra indagine nel mondo del Free Comic Press continua: oggi è la volta di Zeto.

Come scrive  l’editore sul suo sito “Zeto ha  periodicità mensile, è edito da Creazioni PRINTAMENTE(Printamente  s.n.c.) e viene distribuito nelle stazioni di Ladispoli, Cerveteri e Cerenova; al FORUM di Roma;ai bar, alle sale  d’aspetto e negli esercizi che sponsorizzano direttamente il fumetto. Come  ogni FCP, Zeto è indirizzato ad amanti del settore e con una ampio target  d’età“.

La particolarità di  Zeto rispetto all’altro FCP PIC NIC, di cui abbiamo trattato nel numero  precedente, è che, mentre PIC NIC si avvaleva di un piccolo gruppo (di soli  cinque autori) attribuendo il motivo principale del ritardo dell’uscita del n.°2  al fatto che gli autori-editori avevano avuto impegni extra; ZETO ha una squadra  numerosissima, l’associazione di disegnatori,autori,sceneggiatori denominata  AlfaBetaZeto, con una potenza di fuoco devastante.

Pertanto, stando al  motto “l’unione fa la forza” Zeto dovrebbe essere una FCP con una grandissima  diffusone e successo; eppure anche Zeto ha problemi nel trovare sponsor che gli  permettano di coprire i costi per una maggiore diffusione e successo. Se da un  lato è indubbio che una squadra di specialisti di marketing potrebbe dare una  scossa a questa situazione, dall’altro è pur vero che un successo non  commisurato alla bravura degli autori di FCP è dovuto ad un annoso problema  italiano.

La scarsa attenzione  di cui gode il fumetto in Italia, la reputazione di sotto-cultura a cui è  relegato, fa si che il filone dei FCP stenti ad attrarre interesse tra gli  sponsor, precludendo a questo canale una potenziale “enorme diffusione” (si  pensi solo ai free press speudo-giornalistici che nella reltà si limitano a  riportare i riassunti delle agenzie di stampa nazionali e tuttavia hanno  tirature che raggiungono i 20 milioni di lettori).

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI del 21 gennaio 2012]

INDAGINE NEL MONDO DEL FREE COMIC PRESS #1

 Iniziamo un’indagine  sul mondo del Free Comic Press FCP, le riviste di fumetto gratuite  distribuite nei pubblici esercizi in forma cartacea e sul web sottoforma  di e-book gratuiti tratta da una intervista di Nicola D’agostino
I FCP nascono per iniziative di singoli autori o, più  spesso, per iniziative di gruppi di fumettisti; la loro longevità è  condizionata dalla capacità dal parte degli editori di attirare sponsor; i FCP,  infatti,  vivono di pubblicità e questo, unitamente alla mancanza di  “esperienza nel complesso settore del marketing”  è spesso il loro  tallone di Achille. Anche DeF ( Detti e Fumetti) è nata come FCP e,  come tale, si è scontrata con le difficoltà appena ricordate. Iniziamo la nostra  indagine riportando una interessante intervista di Nicola D’agostino su  Comics blog a uno dei fondatori del FCP PIN  NIC, Rathinger. ” Nella primavera  del 2010, alla manifestazione Comicon di Napoli, è stato  lanciato Pic  Nic, una pubblicazione  di centocinquanta  pagine a colori divise in  tre albi tematici, raccolti in una confezione di cartoncino. E il tutto  “gratis per tutti, per  sempre”. Dietro  l’iniziativac’era (e c’è tuttora) il collettivo dei Super  Amici (composto da LRNZ,  Tuono Pettinato, Dr. Pira, Maicol & Mirco e Ratigher) che con l’agenzia di  comunicazione xisterhanno proposto un concetto abbastanza nuovo per il  panorama italiano: combinare la logica dei periodici free-press con i  fumetti. Il progetto  originale come  si legge sul sito,  prevedeva uscite a cadenza  bimestrale ma dopo il primo non sono più stati pubblicati e  distribuiti altri numeri di Pic Nic. Ho contattato Ratigher, che ha accettato di rispondere alle mie domande e  fare il punto  della situazione. Il  primo numero di Pic Nic è uscito nel maggio dell’anno scorso.
Che accoglienza ha  avuto?  E come mai non è ancora uscito il secondo  numero? Il primo numero ha avuto un accoglienza fragorosa! Faccio sempre un esempio che credo brilli per chiarezza. In occasione della presentazione al Comicon 2010 abbiamo distribuito 10.000 copie della rivista, poi, come gli squali, abbiamo setacciato tutti i cassonetti nei dintorni del festival, recuperando 10 copie in tutto. Oltre a distinguerci come spazzini al contrario, questo aneddoto ci ha rivelato che il prodotto, anche se gratis, veniva percepito come una cosa valida e preziosa; cosa rara nell’editoria free-press. Non solo dalla  spazzatura ci sono giunti ottimi responsi: il sito della rivista ha avuto per i  primi sei mesi centinaia di visite al giorno, i commenti e le recensioni sono  sempre stati entusiastici, spesso provenienti da ambienti esterni al fumetto.  Abbiamo vinto premi a Fullcomics e al Napoli Comicon. E abbiamo destato  interesse in molte aziende, possibili future  investitrici. E qui scatta la fase  due della risposta. Il secondo numero della rivista non è ancora uscito  perchè non abbiamo ad oggi concluso accordi commerciali. Alcune trattative sono  in piedi e anche la rivista è in fase di ristrutturazione. Stiamo calibrando le  nostre necessità con quelle degli investitori interessati. Per noi questo  modello di business è una novità, per le aziende, il fumetto, altrettanto; era  ovvio che una cosa nuova andasse oliata. Quello che posso dire è che stiamo  andando lenti (noi in realta ci lavoriamo tutti i giorni) ma ostinati e presto  torneremo con la versione cartacea del nostro pranzetto  all’aperto. Aggiungo che il  ritardo è dovuto anche ai nostri impegni extra Pic Nic: LRNZ ha fatto  un film, io un  libro, Maicol & Mirco  la rivoluzione, Tuono il patriota e Dr. Pira ristrutturato il suo  palazzo. 
Quali  erano i piani originali? Che cadenza doveva avere la  rivista?
Come dicevo, la  macchina andava avviata. L’abbiamo fatta partire con l’intento di uscire  trimestralmente. Non è stato possible ma abbiamo dato vita ad un precedente che,  siamo covinti, ci permetterà presto di rispettare gli impegni. Primi tra tutti,  pagare gli autori bene e portare i fumetti in mano a Nmila persone. Essendo  questi gli scopi fondanti di Pic Nic, pensiamo che perseverare nel progetto sia  molto più importante che uscire con una scadenza  precisa.
Come  sono i rapporti con gli autori? Dopo la prima uscita avete avuto nuove richieste  di collaborazione? Glisso la parte dei  rapporti con gli autori coinvolti nella prima uscita, roba sdolcinata: “che  bello che bravi!” “ma no, che bravi voi, grazie assai!”. Abbiamo avuto  moltissime richieste di collaborazione, sia da esordienti che da professionisti.  Ci è toccato sempre declinare perchè non potevamo promettere  niente.
Il  secondo numero è già pronto? E se la risposta è sì, qual è il suo sommario? Cosa  conterrà? Il numero 2 è pronto  da mesi, quasi anche il 3. Il sommario è simile al primo numero, continueranno  gli archi narrativi iniziati (le storie della Ghermandi, di Bacilieri, di  Palumbo), ci sarà sempre Adriano Carnevali e I suoi Ronfi, noi Super Amici.  Probabilmente sarà però tutto italiano (nel precedente avevamo ospitato junko  Mizuno e Sara Varon) con due nuove serie fantascientifiche (!!!) ad opera di  Alessandro Baronciani (SciFi+amore) e SQUAZ (SciFi pura e  dura).”
[Detti e Fumetti del 21 gennaio 2012]

I MIGLIORI ARTICOLI SUL FUMETTO #3

Riportiamo un interessante articolo di Matteo Stefanelli su una realtà in divenire:Il Social Network del fumetto: Graphic.ly

Era questione di tempo. E ora è arrivato. Nasce il primo social network esplicitamente dedicato al fumetto. Si chiama Graphic.ly, è basato negli States, e al momento è ancora in fase Beta.
Il sistema prevede cinque ingredienti fondamentali: un profilo dell’utente, un database di prodotti (come già per Anobii: in lettura o ‘finished reading’), un sistema di rating propriamente fumettistico (overall, cover, story, art), uno spazio per i commenti, un catalogo di fumetti digitali (shop online) leggibili su schermo. I limiti al momento sono diversi: una library solo statunitense (fra cui Marvel, ma mancano molti altri players), un numero ristretto di sistemi operativi su cui installarlo (per Windows vale solo la versione 7), un design in stile tech più che editoriale, una ridotta presenza della dimensioine visiva (poco spazio ai disegni al di là della lettura dei (pochi) digital comics in catalogo, e limitate possibilità di manipolazione o sharing delle immagini). Ma il dado è tratto. E torneremo a parlarne, suppongo.
Qualche dettaglio in più sulle origini del progetto. Dove e quando? Non immaginatevi un gruppo di comics fans, chiuso nella propria stanza del college o in un garage. Graphic.ly nasce nel 2010 come sviluppo del progetto di un’altra piccola impresa, Take Comics. Questa era una canonica start-up tecnologica, selezionata nel 2009 fra 10 progetti finanziati dall’incubatore d’impresa Tech Stars (noto per il motto “i geek erediteranno la Terra”). Il primo stanziamento per Take Comics fu di 18.000 $; con la sua evoluzione – più web 2.0 – ovvero la nascita di Graphic.ly, la start-up è riuscita a convincere investitori raccogliendo un finanziamento complessivo di circa 1,2 milioni di $. E ora il progetto è in rampa di lancio. Innovazione tecnologica e innovazione d’impresa: normali e necessari ingredienti base, per il futuro del fumetto 2.0.
[Detti e Fumetti del 3 settembre 2011]

GIUSEPPE BARBERA

Linda:  “Osvy ascolta! La nostra famiglia mi ricorda quella degli antenati: c’era la  figliola carina, il simpatico animaletto di famiglia, la moglie bella e  intelligente e quel coso li’… il marito cavernicolo e buzzurro… come si  chiamava?” Sai li ha disegnati un fumettista italiano… Giuseppe  Barbera!

Tributo a  Hanna e Barbera Uno tra i piu’ grandi fumettisti ha origine italiana è Joseph  Barbera figlio di un barbiere siciliano emigrato negli Stati Uniti Joseph  Barbera insieme ad William Hanna hanno formato per decenni una straordinaria  coppia di autori di disegni animati..Cresciuti negli studios della Walt Disney e  poi passati, nel 1937, alla Metro Goldwyn Mayer, successivamente divennero  produttori indipendenti. Con la loro arte e la loro fantasia creativa hanno  impresso una forte impronta al piccolo mondo del cinema d’animazione. Quando  nel 1937 Hanna e Barbera misero in cantiere Tom e Jerry – il gatto e il topo che  avrebbero debuttato nel 1940, divenendo poi protagonisti di una serie infinita  di rocambolesche e divertenti avventure – pochi credevano che la sfida con  Disney potesse essere vinta. Invece la testardaggine dei due autori, unita a  un’esecuzione di qualità e alla “cattiveria” dei protagonisti, non sempre  presente nella più melensa produzione disneyana, hanno fatto di Tom e Jerry una  coppia di successo premiata con 7 Oscar e almeno una dozzina di “nomination”.  Per anni Tom e Jerry hanno combattuto una guerra eterna, non sempre  cavalleresca, insaporendo con un pizzico di violenza e aggressività un mondo che  la Disney  aveva reso fin troppo dolciastro, e magari asettico. Esaurito il filone  delle storie di Tom e Jerry Hanna e Barbera crearono una propria casa di  produzione, ideando altri personaggi, da Braccobaldo all’orso Yoghi, ma  soprattutto i Flinstones, ovvero gli Antenati, bizzarra famiglia di cavernicoli  che non si fa mancare nulla della tecnologia del nostro tempo.

(liberamente  tratto da un articolo di Carlo Scaringi)-[Estratto dalle  note inserite su facebook  da Filippo  Novelli il giorno giovedì 5 agosto 2010]