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Gigi’ e la nuova rubrica di Cinema

Ciao a tutti! Mi presento sono Gabriella Grifo’ sono nata a Trecenta (Rovigo) nel 2001 e frequento Scienze e Tecniche di Psicologia all’università di Trento nella sede di Rovereto. Oltre alla fotografia mi piace recitare, leggere e guardare Film e serie TV.

Sono qui per colpa di questa mano che impallava l’orizzonte. E la mia 🙂

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Eggià,  ho conosciuto Osvy e la sua famiglia in Scozia (la casa natale di Linda, sua moglie).

osvy family

Il riccio era intento a catturare scorci e paesaggi  per i suoi acquerelli

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Abbiamo iniziato a collaborare grazie a FEST e alla fine mi ha convinto a “trasformarmi” in Gigi’ e ad entrare nella redazione di DETTI E FUMETTI.

Qui, sfruttando la mia  passione per il cinema …

joker

-avete presente l’articolo su Joker di qualche mese fa?  – d’ora in poi , nelle vesti di Gigi’ la capretta, il mio avatar,

gigi 2

(dai, trovate le differenze!)

cercherò di allietare le vostre giornate con le mie recensioni. Cercherò di essere oggettiva e obiettiva; insieme riscopriremo i grandi classici  o i film che dovete ancora vedere (tranqulli senza spoiler 🙂  )

A presto
[Gabriella Grifò per DETTI E FUMETTI – sezione Cinema e serie TV – articolo del 31 marzo 2020]

JOKER – La recensione di DETTI E FUMETTI

Oggi vogliamo parlarvi del Joker di Todd Phillips che è nelle sale in questi giorni e sta riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e di critica.

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[JOKER – Illustrazione di Filippo Novelli]

Diversi sono stati i film su supereroi usciti quest’anno nelle sale cinematografiche: da Avengers- Endgame (per quanto riguarda la Marvel) a Shazam (per quanto riguarda la Dc Comics). Joker, pur essendo a tutti gli effetti un personaggio della Dc Comics, risulta essere un film, che esula dai canoni tipici del genere supereroistico; va ben oltre; è un film che denuncia tutto e tutti.

Tutti dal titolo si aspetterebbero una sinossi totale sul personaggio: a partire dal racconto dell’infanzia fino al motivo per cui Arthur Fleck, alias Joker, decise di diventare la nemesi numero uno di Batman. Ma non è così.

Phillips si focalizza sulla malattia mentale di Arthur (interpretato da Joaquin Phoenix), sul suo essere un inetto ed incapace di trovare un posto nella società.

Emerge una critica all’indifferenza nei confronti delle persone affette da psicopatie. Come lo stesso Joker afferma: “La cosa peggiore di avere una malattia mentale, è che la gente si aspetta che tu ti comporti come se non ce l’avessi”.

La risata che contraddistingue il personaggio, risulta essere un problema neurologico, che porta Arthur a ridere senza controllo.

Questa rappresentazione non sarebbe stata tale, senza la magistrale interpretazione di Phoenix, che a mio avviso è riuscito a portare il personaggio fuori dalla realtà dei fumetti, creando un nuovo Joker, quasi un personaggio a sé stante rispetto al mondo dei Villain della DC, che viene compreso anche e soprattutto dai più deboli della società, dagli esclusi.

Lo spettatore, catturato dal personaggio, compatisce e quasi giustifica i comportamenti scellerati di Joker che, rifiutato da una società di soli ricchi, visti come i “buoni”, deve trovare il modo per risalire dagli abissi della propria esistenza senza farsi affondare.

Il personaggio di Joker è calcolato fino all’ultimo centimetro, è pieno di dettagli che lasciano tuttavia a libertà alle interpretazioni da parte dello spettatore..

E’ senza alcun dubbio un film da vedere e come molti già iniziano a speculare, potremmo presto vederlo candidato ad una statuetta per “Miglior film” e “Miglior attore protagonista” da parte dell’Academy.

[Gabriella Grifo’ per DETTI E FUMETTI -Sezione Cinema – articolo del 23 ottobre 2019]

 

BIO

Gabriella, classe 2001, è una grande appassionata di Fotografia, Cinema e Teatro, studia Psicologia all’Università di Trento. Nel 2019 è entrata a far parte dello staff di DETTI E FUMETTI.

L’ABC del CINEMA – willy intervista Chiara Alivernini

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Conosciamo Chiara Alivernini come attrice di cinema e teatro ma non sotto la veste di scrittrice. Proprio in questi giorni è uscito il suo libro dal titolo

“L’ABC del cinema” edito da NEP e dedicato ai ragazzi che intendono scoprire il mondo del cinema. Ma lasciamo che sia lei stessa a parlarcene. Incontro Chiara al Palazzo delle Esposizioni, dove ha appena finito di presentare il suo libro

 W. Ciao Chiara, come và!?

C. Ciao Willy! Stanca ma felice!

W. Bene! parlaci un po’ del tuo libro!

C. Certo! “L’ABC del cinema” è un cine-dizionario, un modo per dar forma alle parole del cinema, raccontando delle figure chiave di questo universo, della sua nascita e della sua evoluzione. Il libro è strutturato come un “mini dizionario” da sfogliare all’occorrenza e senza impegno, per affrontare con piacere e leggerezza ogni aspetto dell’universo cinematografico, dall’acting al doppiaggio, dal montaggio alla scrittura, con una descrizione ed un’analisi di tutti quelli che sono i mestieri del cinema.

W. Cosa ti ha spinto a scrivere un libro-dizionario e dedicarlo al mondo dei ragazzi!?

C. Beh, tutto è iniziato un anno e mezzo fa, durante un laboratorio in un centro estivo… volevo fare qualcosa di diverso dal “solito teatro”, e motivare ogni bambino nel fare qualche cosa anche quando non erano strettamente impegnati a recitare sul palcoscenico… e così ho ricostruito un piccolo set cinematografico, in cui c’era chi batteva il ciack “chiamando” le scene, chi reggeva “il gobbo” (dei grandi cartelloni su cui i bimbi stessi avevano scritto le frasi del copione), chi si dedicava alle luci, chi filmava con la telecamera … e così via. Erano tutti così presi dai loro compiti, e così felici!… e poi erano curiosi, volevano sapere tutto di come funzionasse un vero set e di come venisse fatto un film.

W. lo hai dedicato a qualcuno in particolare!?

C. Non esplicitamente, ma in realtà sono tante le persone cui lo dedicherei. Ne citerò alcune: Anna D’Abbraccio, la mia prima insegnante di cinema, recentemente venuta a mancare; lei mi ha insegnato la cura e la dedizione per le piccole cose, dalle micro-espressioni facciali ai dettagli nella creazione di un personaggio, al rapporto con la telecamera. È stata per me una Maestra di arte ed una grande motivatrice. Insieme a lei, lo dedicherei a tutti coloro che ho avuto l’onore di incontrare e che giudico dei Maestri: a partire da Franco Oppini e Fabio Vitta Ferrari –che mi hanno anche fatto l’onore di scrivere la prefazione e la post-fazione del mio libro- a Corrado Veneziano che ha presenziato la presentazione ufficiale presso il Museo delle Esposizioni,e poi Lorenzo Mucci, il primo insegnante a darmi fiducia come attrice, Pino Quartullo, che mi ha portata in scena al Teatro Eliseo, Maria Rosaria Caracciolo, che pian piano mi sta portando a realizzarmi professionalmente come docente ed acting-coach di tanti piccoli e giovanissimi talenti. Ed è soprattutto a loro che è non solo dedicato, ma anche indirizzato il mio libro: spero veramente che tantissimi bambini possano e vogliano leggerlo.

E per ultimo, ma non ultimo, dedico il mio libro a Massimiliano Tam, mio amico che non è più qui fra noi, un Attore naturale, spontaneo ed immediato nell’arte come nella vita, che è stato mio partner di scena e mio fratello nello spirito. E che, come me, è sempre rimasto un po’ bambino.

W. Hai qualche altro libro nel cassetto che presto vedrà la luce!?

C. A gennaio pubblicherò una serie di rielaborazioni in rima dei grandi classici, pensati proprio per diffondere cultura tra i piccoli ma senza annoiare! E c’è un personaggio guida che ho creato e che interpreto io stessa: Fatalilla, una fata che ha il potere di tramutare ogni parola “noiosa” in una rima divertente. Questo è il suo motto:

“Se è vero che ogni volta che qualcuno dice Io non credo nelle fate una fata muore (citazione Peter Pan), ogni volta che qualcuno, invece, dice di crederci, da qualche parte nel mondo…viene scritta una Favola”.

W. Bene Grazie Chiara, a presto con altre sorprese!

C. Grazie a te Willy! Sicuramente ce ne saranno!

A presto da Willy il Bradipo!

[Dario Santarsiero Detti e Fumetti-sezione Letteratura-articolo del 21 dicembre 2018]

Il Mune di Minny – la recensione

Da non crederci! ancora un cane apre la scena… e siamo a tre su tre.

In un attimo sei dentro ad un quadro del Doganiere che ai suoi tempi sbarcò il lunario con queste atmosfere misteriose e magiche divenendo in breve tempo il massimo esponente dell’arte simbolica europea.

Mune ( Animazione- Francia 2014) di Alexandre Heboyan e Benoit Philippon  è una epopea sulla Natura e su quanto sia importante proteggerla; nel disegno del protagonista va sul sicuro strizzando l’occhio a AVATAR

ma osa sfida la poesia quando compare il Tempio, il gigante  uccel-dromedario (si, tutti gli animali sono un misto di specie reali  e creature fantastiche) la mente vola ai migliori disegni di Moebius.

Quindi non fermiamoci, come a detta di molti, a pensare che citi i maestri giapponesi (Il castello errante di Miyazaki) – questo film è tipico della nostra scuola di fumetto europea.

C’è la lotta tra il bene e il male, la battaglia tra il dio dei sogni e i cattivissimi serpenti che frugano nell’animo umano alla ricerca del suo lato oscuro di ciascuno di noi.

Una storia semplice, definita da alcuni  “la parabola sulla responsabilità” da altri quella sulla ” inadeguatezza e la paura di noi stessi”, è una favola condita da tanto sentimento e amore, tanto da far ritenere  il vero, genuino e colorato film di San Valentino; al suo cospetto gli altri film nelle sale sono solo sfumature di grigio ( …a buon intenditore).

La trama in breve è questa: ci sono i due guardiani del sole e della luna ormai anziani che designano i loro successori. Mune, con suo stupore e di tutta la comunità, diviene il guardiano della luna ma è inesperto combina guai. L’altro non è da meno: perde addirittura il sole. I due si mettono in viaggio per recuperarlo accompagnati dalla fragilissima ma coraggiosissima ragazza di cera Glin. Alla fine Mune si scopre il dio dei sogni, sconfigge i cattivi  e …come in ogni fiaba alla fine tutti vissero felici e contenti.

I numeri: nella  prima settimana ha totalizzato  634.879 euro.  Per noi il voto è 7/10.

Ciao e alla prossima da Minny.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Cinema  – articolo del 14 febbraio 2015]

L’ASTERIX di MINNY – la recensione di Asterix e il Regno degli Dei

Amici! come promesso sono qui anche questo sabato a raccontarvi un film perché Red Bear ancora non si è ripreso.

Un altro film il cui motore è un cane… oggi vi parlerò infatti dell’eroico, ecologico e fortissimo Idefix! Perché i registi sono furbetti e sanno che per aggraziarsi i favori di noi bambini e perché un film abbia successo ci vuole un cane.

Chi è Idefix?  Ma è il cane di Asterix che domande! E’ piccolo come lui, forte come lui e ha anche i baffi come lui.

Idefix ama i bambini  e morde i romani… ma non vogliatene… dicono che l’autore, René Goscinny e il suo disegnatore, Albert Uderzo ( fumettista figlio di italiani) nel 1959 quando crearono Asterix abbiano trasfigurato negli antichi romani gli invasori nazisti della Francia di pochi anni prima. Altri un po’ più maliziosi dissero che si riferivano ai fumetti americani che negli anni cinquanta e sessanta invasero l’Europa. La Francia contrappose a Topolino e ai Supereroi il suo galletto Asterix che ormai da cinquantacinque anni spopola oltr’alpe. Pensate che questo film è stato campione di incassi in Francia superando  film che vanno per la maggiore come Hunger Games.

Oltre al mitico cane non posso non ricordare la splendida interpretazione di Panoramix, il druido capace di estrarre dagli alberi la pozione magica che rende i galli invincibili. Pensate che questi palazzinari di romani volevano distruggergli il bosco …Sono proprio Pazzi Questi Romani (SPQR) e non potevano che finire male. Dice la mamma che Panoramix è un nostro cugino alla lontana. Grazie a lui i galli sono tornati a vivere in campagna desistendo dalle facili lusinghe della città così ben rappresentata e sbeffeggiata per vizi e difetti nel Regno degli Dei, la Città che i romani avevano pensato di costruire al posto del bosco di Asterix e compagni.

Se avete paura di vedere solo i soliti scazzottamenti tra Galli e Romani sappiate invece che in questo film si parla anche di sindacato, di diritti del lavoro, di schivitù, di educazione dei figli ed dell’esempio che dovrebbero dare i genitori..ed ancora della burocrazia dello stato e dei suoi mezzi come ad esempio quello del gioco per gestire il popolo … il tutto condito con tanta tanta ironia …azione e bei disegni… ma io ho sei anni quindi non mi dilungherò oltre.

La Trama più o meno ve l’ho raccontata, quindi concludo dando un pò di numeri ed informazioni curiose:

– Questo è il quinto film di Asterix, il primo in animazione 3D.

– Il film è tratto dal 17° libro di Asterix. Ad oggi siamo al 35° (poco più del doppio) e stiamo andando avanti da 56 anni sempre sulla cresta dell’onda…

– Asterix è talmente famoso che quasi tutti hanno citato lui e i suoi amici. E’ successo anche con i nostri fumettisti, pensate che in Dylan Dog, nel numero 50 “Ai confini del tempo”,  lo scienziato lord Herbert G. Wells compare con un look da Panoramix e il suo maggiordomo è il sosia di Obelix.

-Gli incassi dopo una settimana di programmazione sono di quasi 700.000 € (nel mondo di 1.24 ml €)

Il mio voto è 6,5/10.

Ciao da Minny e speriamo che con quello che ho scritto qualcuno l’ho convinto ad andare a vedere questo film perchè, come diceva mio papà Osvy, la cultura ti salva svelandoti il mondo… “ed il cinema è cultura, è arte, l’unica nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile”. (Ennio Flaiano)

 

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Cinema – articolo del 31 gennaio 2015]

L’ITALO DI MINNY-la recensione

Ciao amici, finalmente riprendiamo a parlare di cinema dopo molto tempo.

Purtroppo sarò io a parlarvene poiché Red Bear e’ stato colpito dal raggio malefico di Morbo che lo ha trasformato in un grazioso ma inerme peluche.

Data la mia tenera età i film che vi potrò raccontare sono quelli col pallino verde,cioè quelli adatti a tutti. Accontentatevi.
Le mie recensioni avranno 5 regole fisse a cui spero vi affezionerete:
1) Saranno scritte a caldo, quindi il sabato sera, perché i film li guardo il sabato pomeriggio.
2) Partiranno da uno spunto a me noto, la pittura o la scultura.
3) Saranno scritte senza aver mai letto prima alcuna recensione di altri.
4) Avranno una scheda tecnica finale sulla trama e sui protagonisti presa della rete (wiki, siti specializzati ,ecc.)
5) Avranno un voto ed una classifica relativa  ai soli film che ho visto.

Tutto ciò premesso partiamo finalmente con la mia prima recensione!

Questo è un film su un cane, che piace tanto a noi bambini, ma io non vi parlerò di lui. Vi parlerò di cucina perché credo che la regista, Alessia Scarso,  sia un’ottima chef…

Ha capito infatti che per realizzare un buona pietanza è fondamentale la scelta degli ingredienti.

La scritta è il primo “buon ingrediente” perché ammicca a LOVE di Indiana quotato oggi 1.000.000 di sterline. Purtroppo Robert Indiana non riuscì a registrare i diritti d’autore per la sua immagine e pertanto … scoraggiarne l’uso non autorizzato è difficile.

Scegliere un nome che è sulla bocca di tutti (non so voi ma io quando si è vista la rotaia… ho temuto il passaggio pubblicitario) è un altro punto a suo favore….si fa pubblicità da solo.

Scegliere due bravi attori nostrani, Marco Bocci ed Elena Radonicich, che tanto ricordano due divi noti da tempo e saldi nell’immaginario collettivo è il terzo ingrediente vincente…dai che ci avete fatto caso pure voi alle somiglianze..

 [Marco Bocci – Giancarlo Giannini – Adriano Giannini]

 

[Elena Radonocich – Nicole Kidman]

Scegliere un set magnifico come quello siciliano è stata la ciliegina sulla torta. Questo film è un buon biglietto da visita per il turismo della Sicilia e dell’Italia che ogni regione dovrebbe far girare e promuovere specie in quest’anno durante il quale, grazie all’EXPO, l’Italia sarà il centro del mondo.

[SCICLI-SICILIA]

La Fotografia è di Daria D’antonio,  che ha collaborato con il Bigazzi  della Grande Bellezza… e si vede.

L’incasso dopo la prima settimana si aggira intorno ai 350.000,00 € che per un film di una esordiente non è niente male.

Il mio voto è 6/10

Ciao da Minny e …al prossimo film…che qui il mio amico peluche non si è ancora ripreso.

ah dimenticavo la trama di Italo  ce la racconta  Paola Casella su MyMovie :

Scicli, Sicilia, 2009. Un’ordinanza comunale ha bandito i cani randagi dal paese, ma un golden retriever sfida l’ordinanza e comincia a frequentare le stradine locali, affezionandosi soprattutto ad un bambino di dieci anni, Meno, figlio del sindaco Antonio Bianco. A poco a poco Italo, come verrà soprannominato il cane, entrerà a far parte della vita della comunità, accompagnando i turisti in visita, assistendo in chiesa alla messa e giocando con i bambini del paese. La sua presenza addolcirà le vite di tutti e farà da cupido fra il padre di Meno, rimasto vedovo, e la maestrina locale, così come fra Meno e una sua compagna di giochi….” continua qui:http://www.mymovies.it/film/2014/italo/

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Cinema – articolo del 24 gennaio 2015-l’illustrazione è di Filippo Novelli]