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SUGLI SCHERZI ESTIVI e I CORRIERI- OSVY e la GIG economy – n.°316 del 29 gigno 2019

Per sensibilizzare sul tema della GIG Economy, letteralmente l’economia dei lavoretti, cioè per intenderci quelli che una persona dovrebbe fare a tempo perso, come secondo lavoro per arrotondare e che invece, in questa economia deviata, è finito per essere spesso l’unico lavoro dei giovani o peggio l’unico lavoro che ancora riescono a trovare i cinquantenni, sparati fuori dal mondo del lavoro che ormai vuole solo giovani, neolaureati e con esperienza (o forse i più maligni direbbero che vuole i giovani solo perchè il cinquantenne costa troppo, mentre per lo stesso lavoro può sottopagare un giovane, tra l’altro piu’ fresco e malleabile, senza vincoli familiari ecc.).

Su questo tema, che sta creando una vera e propria guerra per il lavoro tra generazioni,  cosa possiamo fare se non denunciare quello che sta accadendo?  E soprattutto come?

Ecco il mio contributo. Ho immaginato che una vendetta di un rider, così li chiamano adesso quelli che consegnano cibo o pacchetti, potrebbe essere questa.

OSVY E LA GIG ECONOMY

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto – articolo del 29 giugno 2019]

FIDIA, CIAONE- E’ arrivato Instagram

Momento di outing; vi racconto del perché le vignette di Osvy  hanno questa forma rettangolare con lati a,b

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Il rettangolo segue la regola della sezione aurea per trasmettere armonia e conciliare la lettura.

La sezione aurea o rapporto aureo o numero aureo o costante di Fidia o proporzione divina, nell’ambito delle arti figurative e della matematica, indica il numero irrazionale 1,6180339887… ottenuto effettuando il rapporto fra due lunghezze disuguali delle quali la maggiore a è medio proporzionale tra la minore b e la somma delle due (a+b) 2000px-Golden_ratio_rectangle_construction.svg

 

…insomma ecco svelato un segreto che tenevamo da piu’ di dieci anni. OSVY seguiva il rapporto a,b dell’amico Fidia.

Come già detto, c’era una ragione. Le sue proprietà geometriche e matematiche e la frequente riproposizione in svariati contesti naturali e culturali,

 

apparentemente non collegati tra loro, hanno suscitato per secoli nella mente dell’uomo la conferma dell’esistenza di un rapporto tra macrocosmo e microcosmo, tra Dio e l’uomo, l’universo e la natura: un rapporto tra il tutto e la parte, tra la parte più grande e quella più piccola che si ripete all’infinito attraverso infinite suddivisioni. Diversi filosofi e artisti sono arrivati a cogliervi col tempo un ideale di bellezza e armonia spingendosi a ricercarlo e, in alcuni casi, a ricrearlo nell’ambiente antropico quale canone di bellezza; testimonianza ne è la storia del nome che in epoche più recenti ha assunto gli appellativi di aureo e divino.

Ebbene oggi il social piu’ trend, INSTGRAM, rompe questo schema  e segue il rapporto a,a nel senso che tutto è inscritto in un quadrato di lato a.

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O ti adatti o ti taglia letteralmente fuori, quindi preparatevi ad un nuovo form per OSVY perché se non sei su Instrgram ormai sei fuori dal mondo… alla faccia dell’ideale di bellezza ed armonia dell’amico Fidia.

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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – ARTE – articolo dell’ 8 giugno 2019]

ARF 5 (2019)- La Ricetta perfetta – il resoconto della quinta edizione

La quinta edizione dell’ ARF, Il festival del fumetto di Roma, è stata ricchissima ed ancora più grande della precedente.

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Tanti erano gli appuntamenti a cui non potevo mancare, che sono stato costretto a farmi una lista, come quando vado al mercato per comprare gli ingredienti per una ricetta esotica. Eccola:

-La meraviglia: 3 etti.

Ho provato  meraviglia nel visitare la Mostra Beyond Blacksad, promossa dall’ ARF e che si sta tenendo a Piazza Navona, perché ad oggi per me nessuno è piu’ bravo di Juanjo Guarnido a disegnare gli animali nelle loro parvenze antropomorfe.  Qui trovate la CALL FOR ARF dedicata a BLACKSAD. 

Grazie a Francesca Torre per gli spunti sempre preziosi.

-La suspance: 6 etti.

Aspettavo da una vita che qualcuno mi raccontasse TEX, il più grande fenomeno editoriale italiano per longevità e vendite.

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Durante la mia infanzia mio zio, che lo collezionava, me ne parlava continuamente; ricordo che mi piaceva disegnare il suo cappello ed andare al cinema con i miei a vedere i western fantasticando su TEX.

Ancora oggi mi capita di sognare di diventare uno dei disegnatori del Ranger, tanto sognare non costa nulla.

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Qui trovate la Recensione della Mostra di TEX all’ ARF.

-L’emozione: 2 chili.

Il Talk di ARF 5 a cui tenevo di più era DA GOLDRAKE a SPIDERMAN, con i Premi Oscar Sara Pichelli e Eva Bruschi (per il film di animazione “Spiderman, un nuovo universo”) e Luca Raffaelli, il mio giornalista preferito.

E’ stato emozionante sentire Eva e Sara che raccontavano  il proprio percorso di crescita professionale fino al raggiungimento dell’Oscar. Due ragazze umili e determinate, un esempio per tutti coloro che condividono questo sogno.

Luca Raffaelli, grande giornalista e critico, ci ha spiegato magistralmente, come solo lui sa fare,  i meccanismi del successo di un film come “Spiderman, un nuovo universo”.

Ci ha fatto riflettere su come viene accolto il  “nuovo” dal pubblico; se sia o meno in grado di accogliere una novità; se l’industria del cinema italiano è disposta/pronta a produrre questo genere di film.

Calzante il parallelo con Carosello, la raccolta di pubblicità che andava in onda la sera in TV negli anni  70; ogni spot si chiudeva con una rassicurante “ripetizione” di slogan, e tu andavi a dormire tranquillo. Oggi, allo stesso modo, i soggetti che i produttori accettano per i loro nuovi film devono rimanere all’interno di un “cerchio” rassicurante; non si ha la forza culturale ed economica per osare, per esplorare il nuovo ed andare oltre.

Luca, ricollegandosi al multiverso di  Miles Morales, ci ha introdotto al suo libro “Le anime disegnate”,

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la ristampa di Tunue (copertina di Lorenzo Ceccotti) raccontandoci dei tre mondi paralleli del fumetto:

  •  il mondo disneyano (bello il racconto dell’interpretazione del finale Biancaneve;    io non ci avevo mai pensato, ma non vi spoilero nulla perché di questi tempi è pericoloso)
  • il mondo antidisneyano (ci ha raccontato del Gatto Silvestro e della sua personalità non risolta)
  • il mondo giapponese (commovente il racconto di quando gli chiesero di leggere le lettere dei piccoli ammiratori di Goldrake durante una sua visita negli studi di produzione giapponesi).

La nostalgia: 6 etti

Nel veder planare su di me il cartonato di Superman di Frank Quitely

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ho provato una grande nostalgia, io che da piccolo mi ritrovai tra le mani i Nembo Kid di mio padre. Con il suo stile e le pose plastiche che da al suo eroe, Quitely mi ricorda molto quello dei primi disegnatori del Kriptoniano.

La stessa nostalgia si è palesata di nuovo pochi metri  più avanti quando ho percorso la bellissima mostra di “30 anni di Manga in Italia”.

 

-Lo stupore:  2.5 etti

Mi sono stupito per il grandissimo talento di maestri come Micheluzzi e Moretti; per quello di giovani molto dotati come Cardona e Muhova (Premio Bartoli ex equo 2018).

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-L’Amicizia: -3.5 chili

ARF 5 è da sempre una formidabile occasione per rivedere un sacco di vecchi amici e per farsene di nuovi. L’ARF è oramai una sorta di Stati Generali del Fumetto, che in altre circostanze, in altre occasioni, vuoi per le dimensioni sproporzionate di alcune fiere, vuoi per le distanze troppo grandi di altre, non riesci a realizzare. Gli organizzatori sono stati capaci di trovare un equilibrio, un cocktail, difficilmente ripetibili che rende tutto più facile.

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-La Professionalità: 10 chili.

Per riagganciarmi a quanto detto sopra, ho intervistato diversi “addetti ai lavori” e molti artisti esordienti e non, divenuti professionisti grazie al JOB ARF.

Ebbene la professionalità che c’è nell’organizzazione del JOB ARF è grandissima; per un editore il lavoro che lo staff del JOB ARF è ottimo, fondamentale; la prima scrematura da loro attuata è la chiave per una buona selezione da parte degli editori; li agevola nelle scelte andando quasi sempre a meta.

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E per concludere i tre ingredienti che dovevo ho messo io nella ricetta e che ho portato a casa come Lesson Learned.

-La Responsabilità: 9 etti.

La Responsabilità che mi sono sentito addosso in questa edizione di ARF è stata grande. Vi racconto perché.

In questi 10 anni di blog e 5 di ARF il mio solo obiettivo era di parlare dei libri che mi piacevano per farli conoscere ai miei amici e soprattutto a mia figlia, grande appassionata di disegno, per guidarla in un percorso di crescita nel mondo del fumetto; invece a questo ARF 5 sono stato contattato da autori ed editori per poter dire la mia sui loro nuovi lavori.  Immaginate la responsabilità che mi sono sentito addosso.

Spero che queste recensioni potranno essere utili a voi per conoscere meglio questi artisti ed a loro per ottenere una maggiore visibilità, che il loro talento tanto merita.

Ecco i coming soon nell’ordine:

L’Orgoglio: 1 chilo

Sentirsi chiedere di essere accompagnati all’ARF per fare da Cicerone da tutti gli amici della mia Redazione di DETTI E FUMETTI è stato motivo di orgoglio.

Per la prima volta li vedrete in carne ed ossa, sia redattori attuali che quelli che hanno partecipato a questo blog durante questi dieci anni. Eccoli.

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Loro sono completamente estranei a questo mondo ed  stato spassoso vederli incuriositi fermarsi vicino alle lunghe code di gente in attesa di un autografo; la guardavano e mi dicevano: ” E lui chi è? E l’altro? Bisogna prendere un biglietto per questo per prenotare un autografo??? Ma davvero?

L’ingrediente segreto: -11 chili

La mia ricetta si basa molto su questo ingrediente segreto. ARF per me è soprattutto ARF KIDS, l’ingrediente lo potete dedurre da soli.

Quando mia figlia ha saputo che andavamo al laboratorio di Lorenza di Sepio, è diventata raggiante di gioia.

L’ARF KID è una delle armi vincenti di questa manifestazione.

Lorenza ha saputo onorarla al meglio con la dolcezza e l’affabilità che le sono proprie. Grandi e piccini pendevano dalle sue labbra mentre parlava della sua DAISY, il suo ultimo Graphic Novel edito da Tunue la cui recensione trovate QUI.

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Insomma che dire: “Cotto e mangiato! edizione fantastica! bravi tutti e, come direbbe ARFIO, quale posto migliore per trascorrere un week-end uggioso di maggio se non all’ARF?

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Dalla settimana prossima tutti per prati o al mare e … sotto l’ombrellone portate un libro, magari comprato all’ARF!

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – articolo del 25 maggio 2019]

GHERD La Ragazza della nebbia di Francesca Carità e Marco Rocchi – la Recensione di DETTI E FUMETTI

copertina gherd filippo novelli.jpgOggi vi vogliamo raccontare di quanto siano importanti le scuole di fumetto e di come, in un ambiente accogliente e stimolante, possano nascere collaborazioni tra gli studenti capaci di proiettarli nel mondo del lavoro.

E’ accaduto per Francesca Carità e Marco Rocchi, che si sono conosciuti alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, e già durante gli studi hanno cominciato a lavorare insieme nell’ambito del fumetto.

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Durante la scuola hanno scritto una storia ispirata al loro primo incontro che è diventata il progetto per il diploma di Francesca. Marco, come lui si definisce, dal momento che era un disegnatore pigro, ha lasciato a Francesca il compito di disegnarla, mentre lui si è dedicato ai testi.

Con questa storia, che si intitola “Le due metà della luna”, hanno partecipato al Job Arf del 2018; li hanno superato le selezioni e sono stati prodotti da Tunue’.

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Sempre con Tunue’ quest’anno portano all’ARF il loro secondo graphic novel, “GHERD, la ragazza della nebbia”.

Dalla scuola al mondo del lavoro in un arco temporale brevissimo. Scopriamo come è andata e conosciamo meglio i nostri due amici.

F.:  Come mai hai iniziato a frequentare la scuola di fumetto, quale è stata la scintilla.

Fr.: Fino alla quinta superiore del Liceo scientifico non avevo mai pensato di voler frequentare questo tipo di scuola; la mia intenzione era quella di iscrivermi alla facoltà di filosofia, poi una mattina mi sono fatta una domanda: “Quale dovrà essere il mio futuro? Vorrei tanto trascorrerlo lavorando per qualcosa che amo e che mi appassiona; ed è stato allora che ho ripensato a cosa mi rendesse veramente felice; fin dall’infanzia la prima cosa era disegnare e leggere fumetti; quindi appena diplomata sono andata ad iscrivermi alla scuola di fumetto.

F.: una domanda classica che si fa; i tuoi come l’hanno presa?

 Fr.: I miei sono stati felicissimi; a casa sono tutti amanti del fumetto; mio padre era traduttore per Urania.

 M.: La mia scelta è stata molto simile a quella di Francesca, solo fatta con un po’ di ritardo. Ho lasciato ingegneria gradualmente avvicinandomi al fumetto. Dapprima mi ero iscritto ad ingegneria informatica, poi sono passato ad edile, sai la preferivo ad informatica perché si disegnava molto … e alla fine ho tolto l’ultimo pezzo, a due esami dalla fine, ho tolto la matematica e ho lasciato il disegno puro; ho lasciato ingegneria iscrivendomi alla scuola di fumetto.

 F.: Marco, come scarichi a terra nelle tue storie questo grande bagaglio di studi scientifici?

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M.: una visione ampia del mondo non può che essere una ricca fonte di ispirazione, comunque nei miei testi non ritroverete l’ingegnere che è in me. E’ pur vero che le trame dei miei racconti sono strutturate e studiate apriori; nei miei racconti i fatti non accadono per caso; quindi in fondo una scientificità la ritrovi. Tuttavia, tra i due, io sono il più artistoide mentre quella più metodica e precisa è Francesca.

Fr.: si è vero sono io quella che ha dei precisi orari, quella secondo la quale le cose si devono fare in un certo modo o non si fanno; sono io la puntigliosa. Lui è più alla mano.

M.: Abbiamo trovato un bellissimo equilibrio a lavorare insieme. Io scrivo i testi e, grazie al fatto che disegno anche, gli preparo già gli storyboard con una impostazione della regia ben definita, con la giustapposizione degli spazi per gli sfondi e i testi. Poi, avuti gli ingombri, Francesca con la sua maestria, riesce a ottimizzare le vignette. Questa metodologia penso sia la nostra marcia in più, come dire,la nostra arma vincente.

F.: Francesca, parlaci ora della scelta dello stile usato per disegnare e colorare GHERD. Come è maturato, chi sono stati i tuoi maestri.

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Fr.: Lo stile che ho usato è molto simile al cartoon, in quanto lo trovo ottimo per la narrazione; ho anche trasferito gli studi fatti sulla correlazione tra colorazione ed emozione al fine di accompagnare con il colore il mood della storia.

Tra i maestri che mi hanno ispirato sicuramente Miyazaki a livello grafico ed alcuni disegnatori francesi, primo tra tutti Ulysse Malassagne, la cui saga di tre volumi Kairos pubblicato da Ankama Editions per me è un must del fumetto (lui è anche animatore ed ha realizzato un trailer del suo fumetto che  tutti gli amanti di questo medium dovrebbero vedere. “>Lo trovate a questo LINK)

 F.: Marco, raccontaci dello studio dei personaggi; come mai la compresenza di uomini e di draghi?

 M.: abbiamo usato i draghi per esaltare il concetto di diversità e di uguaglianza, per dimostrare che si può essere uguali anche se appartenenti a razze diverse.

F.: Senza togliere al lettore il piacere di scoprirla da solo, ti va di raccontarci la storia e il messaggio che vorresti mandare a chi leggerà GHERD?

M.: si narra di Gherd, una ragazza che vive in un mondo completamente coperto di nebbia della quale lei inizialmente non conosce il motivo. Il suo popolo, i Kunya, si è ritirato a vivere sulla cima di una montagna giusto sopra questo mare di nebbia, in quanto la valle è popolata da creature feroci (la nebbia le rende tali). Il suo popolo ha deciso di reagire all’aggressività di queste bestie con altrettanta violenza.

Una di queste bestie uccide i suoi genitori così Gherd, per poterli vendicare, decide di addestrarsi a diventare una guerriera; purtroppo questa impresa le è vietata perché le ragazze non possono diventarlo.

Grazie alla sua testardaggine arriva comunque alla prova di iniziazione per diventare guerriero. E questa l’occasione che gli fa conoscere un componente della razza nemica dei draghi, i molkhog.

Non si comporta come dovrebbe in questa occasione e per questo viene allontanata dal suo villaggio.

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E’ questo il momento in cui inizia un viaggio alla ricerca di una traccia di sua madre che stava comunicando con l’altra razza per cercare una soluzione a questa ferocia delle bestie.

E’ sostanzialmente un viaggio di formazione. Inizia con la protagonista che ha un ideale sbagliato che, attraverso il confronto, il dialogo e la conoscenza dell’altro, cambia e comprende meglio il mondo che la circonda.

Nel contempo Gherd capirà l’origine della nebbia, il motivo per cui le altre creature sono feroci e cercherà una soluzione.

I messaggi che si porta dietro questa storia sono molteplici. Ci sono vari livelli di lettura.

Al bambino spero rimanga il ricordo di una bella avventura fantasy, con tanta azione.

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All’adolescente spero gli arrivino alcuni messaggi: il rispetto del diverso, l’importanza della conoscenza che maggiore è, maggiori sono le possibilità che hai di fare le tue scelte. Spero colga la metafora della nebbia, che rappresenta la conseguenza del comportamento sbagliato degli uomini, che procura la vendetta di un dio verso il loro cattivo operato; quella stessa nebbia (che dal punto di vista ambientalistico si può anche leggere come lo smog) ha avvelenato il mondo contagiando, con l’odio di questo dio, tutte le creature della valle. La soluzione sarà trovata solo tramite la collaborazione di tutti i popoli.

F.: Grazie per averci raccontato di voi e di questa fantastica storia.

Fr-M: grazie a voi e a tutti i lettori di DETTI E FUMETTI.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 4 giugno 2019]

 

NOI di Tonio Vinci- la Recensione

Oggi vi vogliamo raccontare di un ragazzo che ha intrapreso la carriera di fumettista facendo un percorso inverso alla maggior parte di coloro che abbiamo intervistato finora. Questo per testimoniarvi che chi crede nella possibilità di cambiamento e sa osare spesso ce la fa.

Come un maestro del fumetto a lui caro, l’ingegner Vittorio Giardino, anche Tonio aveva

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una carriera di commercialista ben avviata; aveva il suo posto fisso da dipendente e se lo poteva tenere stretto; la sua vita scorreva serenamente, se non che un giorno ha detto stop.

Si è vero il passaggio da commercialista a fumettista non è stato un fulmine a ciel sereno; è stato graduale e mai senza un paracadute (nel senso che non è mai stato senza lavorare – ora è  insegnante nella Scuola Internazionale di Comics);); pur tuttavia il cambiamento è stato importante.

Come tanti ci ha raccontato che disegnava fin da piccolo, che in lui vi era “l’esigenza
continua di disegnare”, ma il motivo di questa svolta è da ritrovare da qualche altra parte. Scopriamolo insieme facendoci due chiacchiere con lui all’ARF di quest’anno.

F.:  Cosa ti ha spinto a lasciare tutto; la sicurezza di un lavoro come il tuo.

T.: Penso sia stata la voglia di narrare. In me vi è sempre stata un’esigenza, quella di raccontare delle storie, delle piccole storie, a cui magari far fare da contorno la grande storia o comunque delle grandi tematiche. Queste storie devono essere sono un tutt’uno di testo e segno. Credo che sia stata questa la scintilla che mi ha fatto cambiare lavoro. Mentre lavoravo ho iniziato a frequentare il corso serale della Scuola Internazionale di
Comics di Reggio Emilia e poi da li è partito tutto.

F.: Io ti ho conosciuto per caso sul web mentre davi dei consigli fiscali a dei colleghi fumettisti. Quindi non hai mollato del tutto.

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T.: E’ vero, ricordo, ho parlato spesso di fiscalità per il mondo del fumetto. In questo senso no non ho staccato completamente, cerco ancora di  dare il mio contributo, anzi ho in ballo non poche iniziative in questo ambito, ma avremo modo di riparlarne più in la, quando le potrò rendere note.

F.: Ok allora parlaci del tuo “stile” e dei “contenuti” che scegli per le tue storie.  Ammetterai che alcuni sono stati a dir poco provocatori. Lo fai di proposito? Penso al tema “dell’amore tra gli anziani” di NONNI pubblicato con TUNUE’.

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T.: Come ti accennavo prima io racconto piccole storie, autentiche, con sullo sfondo grandi tematiche. Stile e contenuto vanno a braccetto. Se riesco a raccontare una storia tale che il mio lettore si immedesima, che sente vera, e il mio “stile” si armonizza con essa, dopo qualche pagina non puoi che pensare che quello sia l’unico stile possibile con il quale raccontarla. Quasi te ne dimentichi e la storia fila via liscia e veloce. Quando scatta questa “magia” io sento che il fumetto che ho scritto funzionerà.

Si è vero il mio stile a volte può apparire un po’ troppo “indie”, “underground”, ma mi piace, è il mio linguaggio.

Penso che come il sentimento descritto è autentico anche la sua rappresentazione deve esserlo e cercare di  rifletterlo; il tratto di fa verace, grottesco per  cercare di cogliere tutte le sfumature possibili delle espressioni date di quel particolare stato d’animo.

F.: Lo sai che quando ti vai a confrontare con i fumetti “patinati” questo tuo stile potrebbe essere un ostacolo? Lo hai messo in conto? Hai mai pensato di cambiare, di “smussarlo un po’ per essere accettato di piu’ da tutti?

T.: No assolutamente non vorrei cambiarlo, lo sento mio, mi caratterizza, in fondo mi rende riconoscibile tra i tanti colleghi. Penso invece che sia un punto di forza.

Ogni rifiuto se c’è, se ci sarà mi caricherà di più. Ho letto che al regista Tornatore accadeva la stessa cosa quando rifiutavano i suoi film. Dai, sono in buona compagnia.

 

F.: Veniamo al motivo dell’intervista di oggi. Siamo tra i primi a cui hai presentato questo Test in autoproduzione, “NOI”. Raccontaci cosa è per te l’autoproduzione ed il perché della scelta di questa storia.

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T.: L’autoproduzione, in tiratura limitata, mi serve per capire se il progetto funziona. A breve verrà pubblicata anche da una casa editrice. In realtà credo poco nell’autoproduzione fine a se stessa. Secondo me può funzionare solo se sei bravissimo nella promozione. In Italia ci sono pochissimi colleghi in grado di farlo. Gli altri purtroppo si perdono, falliscono l’obiettivo. Personalmente la ritengo valida solo per testare il terreno, come prova, per capire i processi, agli inizi per conoscere festival e gente nuova. Non per molto altro se non si riesce a diffonderla, a portarla a giro. È un’altra faccia di fare fumetto, deve, però, essere affiancata all’editoria tradizionale per vari motivi, di diffusione, di legittimazione, di esperienza lavorativa.

La storia è nata dopo aver ascoltato una bellissima intervista di Camilleri sul tema della immigrazione. Senza che spoilerizzi troppo, vi posso dire che già il titolo dice molto: Noi, gli immigrati che vediamo tutti i giorni per le strade potremmo essere noi.  Pensate se il mondo fosse ribaltato e fossimo noi gli emigranti?

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F.: Nel fumetto fai anche una critica velata anche ad un certo tipo televisione, alla favola soporifera che raccontano dell’Italia.

T.: si, è vero non la considero, non la frequento, credo sia stata una delle principali cause che ha assuefatto ed inaridito tutti noi in questi ultimi decenni. Ha creato falsi miti e distratto le masse; le ha preparate ad una certa politica … non aggiungo altro. La trasposizione del VIP in Santo che ad un certo punto della storia appare al protagonista  sta a simboleggiare proprio questo stato di cose.

F.: Il racconto si chiude con un bambino che dopo la traversata del Mediterraneo, ormai al sicuro in una nuova casa, chiede comunque al padre di insegnargli a nuotare.20190529_204735

E’ un messaggio amaro per dire che comunque è sempre meglio non fidarsi degli altri, o cosa?

T.: No, non vorrei che il lettore pensasse ad un finale così disperato e senza speranza. Quella del bambino voleva piuttosto essere una richiesta di aiuto. L’aiuto che il figlio chiede al padre; che l’alunno  al docente: “Dammi tutti gli strumenti per essere attrezzato a fronteggiare le avversità della vita. Aiutami, fammi acquisire soprattutto la Cultura, perchè è l’arma più forte per fronteggiarle”.

 

F.: Grazie per essere stato con noi e per averci scelto in qualità di Gruppo di Early Adopters come direbbe Eric Ries o il grande  Everett M. Rogers.

T.: Un caro saluto a tutti i lettori di DETTI E FUMETTI.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 29 maggio 2019]

 

Ho finalmente incontrato TEX – 70 anni di un mito -TEX -La mostra.

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La mostra su TEX l’aspettavo da una vita. Potete immaginare con che spirito sia andato all’anteprima oggi.

Avevo fantasticato mille conferenze; la più bella che ho sognato era quella che finiva con il relatore che si congedava dicendo: “si ragazzi, abbiamo iniziato a girare il più grande film di super eroi mai realizzato fino ad oggi: TEX, la grande avventura”.

Invece purtroppo nemmeno stavolta è andata così  ed io, finito il giro della mostra, mi sono ritrovato fuori dalla Pelanda … con il panico. Avevo preso l’impegno di scrivere un pezzo sulla inaugurazione della mostra e avevo in mano non avevo né gli aneddoto degli autori, né un racconto del curatore, nulla.

Fortunatamente tornando a casa ho incrociato mio zio, collezionista della prima ora del nostro amato ranger; gli raccontato dei disegni visti alla mostra, coffessandogli che non sapevo cosa scrivere, prechè si e no io che di Tex avevo solo un paio di numeri nella mia libreria.

Lui mi da una pacca sulla spalla e mi dice, te lo racconto io Tex, non ti preoccupare.

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Vedi, mi dice, questo TEX (porgendomi l’ultimo numero)? devi sapere che ne ho presi due: uno per me ed uno per mio nipote adolescente.

Molti pensano che TEX sia un fumetto  per vecchi, ormai anacronistico; dicono che un giovane non potrà mai affezionarsi a questo personaggio. In realtà non è così, si sbagliano.

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TEX incarna la figura dell’uomo saggio che affronta i malfattori e ti racconta, in modo semplice, con l’esempio, cosa è il Bene e cosa è il Male.

Si è vero ha un senso della giustizia “sbrigativo”, mena un po’ troppo le mani e cosa per me insopportabile porta i calzoni dentro gli stivali.

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Gli autori di TEX mi hanno fatto viaggiare con la fantasia per le praterie del WEST ed in tante altre parti del mondo, con una dovizia di particolari, con l’uso di mappe tanto precise  che a me sembra di esserci stato veramente in quei luoghi.

TEX è il fumetto piùì venduto nel mondo.

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Le storie in 70 anni si srotolano più o meno sempre sullo stesso copione ma l’editore è stato capace di reclutare sceneggiatori bravi a creare intrighi e trame sempre avvincenti, capaci di creare uno zoccolo duro di lettori.

Quello che è mancato secondo me, continua mio zio, è l’approfondimento dei personaggi femminili, ma non siamo mica all’ ultimo numero, quindi chissà, vedremo.20190523_123556

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La mostra è magistralmente allestita e ricca di curiosità: dalle action figure del ranger, ai cimeli, all’abito di TEX  fino a un totem a cui puoi fare domande su TEX.

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Ci sono dei fantastici pannelli dei buoni e dei cattivi e i mitici aforismi di Aquila della notte, a cui come potete immaginare tengo moltissimo.

Memorabili la carrellata dei TEX delle matite più famose di Italia e non solo, le cui opere esposte  già da sole valgono il biglietto della mostra.

Una volta che sarete all’ARF approfittatene per godervi anche le altre mostre che si svolgono in contemporanea nei locali adiacenti la Pelanda.

C’è uno straordinario Attilio Micheluzzi, ad esempo, delle tavole incredibili di Frank Quitely; Giuseppe Palumbo. La mostra sui trent’anni di manga in Italia.

Ci sono i vincitori del Bartoli 2018, Vinci Cardona e Kalina Muhova.

Trovate Tommy Gun Moretti, Gloria Pizzilli

Per i collezionisti una vastissima selezione di tavole originali. Infine potrete vedere disegnare dal vivo i vostri beniamini presso l’Arfist Valley.

Insomma gli amici dell’ARF ancora una volta si sono superati.

Insomma che dire, grazie zio! … a noi  di DETTI  E FUMETTI ci troverete a festeggiare il nostro decimo anniversario qui all’ ARF.

Domani si aprono le danze!  GO, ARF GO!

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto- articolo del 23 maggio 2019]

 

 

OSVY E I FURRY – blacksad e ARF 5 -maggio 2019

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Glossario

FURRY sono personaggi immaginari, animali antropomorfi con personalità e caratteristiche umane. L’antropomorfismo trattato al furry (lett. “peloso”) generalmente include l’attribuzione al soggetto di intelligenza umana, espressioni facciali, capacità di parlare, bipedalismo, vestiti, e altri attributi tipicamente umani.

BLACKSAD: una delle opere noir più apprezzate dal panorama internazionale, di cui – sui testi di Juan Dìaz Canales – Guarnido ha già disegnato cinque libri per l’editore francese Dargaud, trasformandolo in un successo editoriale tradotto e pubblicato in tantissimi paesi del mondo!

MOSTRA: BEYOND BLACKSAD – L’Istituto Cervantes di Roma in collaborazione con ARF! Festival presenta per la prima volta in Italia “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido, una creazione della Galerie 9e Art. – Dal 16 maggio al 29 giugno 2019 a Roma, alla Sala Dalí di piazza Navona 91, la mostra propone trenta tavole originali del disegnatore spagnolo, provenienti dalla sua serie di punta Blacksad (20 opere) ma anche, in esclusiva europea, dal suo nuovo lavoro Les Indes Fourbes (10 opere), la cui uscita è prevista in autunno.

Juanjo Guarnido: Animatore, illustratore e fumettista, da Granada agli USA – dove oltre alla collaborazione con la Marvel Comics, Juanjo Guarnido è stato anche uno degli animatori di punta del Tarzan della Disney – fino alla vera e propria consacrazione in Francia. Torna in Italia con una mostra quasi interamente dedicata al suo personaggio più celebre: Blacksad,

ARF 5 – ed. 2019: per info fai click QUI

[FILIPPO NOVELLI  per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – Articolo del 18 maggio 2019]

 

 

 

OSVY re-styling 2019

Con la penna predittiva di autodesk-scketchbook, comodo per lo smartphone, ho finalmente trovato il modo di disegnarlo degnamente.

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new style osvy

è pur vero che la tentazione di un segno piu’ fresco ed immediato a carboncino, mi attira molto.

Le piccole presentazioni sotto sono fatte  cosi’

presentazione detti e fumettipresntazione osvy

Mentre decido quale dei due usare, alternerò questi due stili osvy aforismibozza illustrazione per arf

10 anni di blog

[Filippo Novelli  per DETTI E FUMETTI -sezione fumetto – articolo del 16 maggio 2019]