Archivi categoria: FUMETTO

I MIGLIORI ARTICOLI SUL FUMETTO: Roberto Recchioni che vi parla di PIC NIC

Era l’autunno del 2009 quando iniziai il mio istant comic, Osvy,

linda nel bosco sponsor

riprendendo un mio vecchio fumetto del 1976; ricordo che inviavo le vignette dalla auotomobile mediante lo smartphone direttamente sul blog (operazione impensabile prima di allora).

Qualche anno piu’ tardi decisi di pubblicarlo  come inserto, DETTI E FUMETTI, su una rivista free press, IN ZINE, con il patrocinio delle Biblioteche di Roma. Il primo numero usci’ il 29 aprile 2013.

L’anno successivo lessi il libro di Mammucari: Lezioni spirituali per giovani fumettari (2011) e trovai questo paragrafo:

mammucari emiliano 2011 come detti e fumetti letto il 16 11 2014 dopo l'uscita di detti e fumetti

Mi documentai su PIC NIC leggendo una serie di articoli. Vi riporto QUI  quello di Roberto Recchioni risalente a qualche anno prima ( 30 giugno 2010);  per vostra comodità  (e per evitare che ve lo perdiate) ve lo riporto qui sotto.

Buona lettura e continuate a seguire e sostenere DETTI E FUMETTI!

[Articolo del 29 novembre 2015]

 

 ” Le Déjeuner sur l’Herbe e le miserie del nostro settore.

estratto dal blog Dalla parte di Asso di Robeeto Recchioni del 30 .06.2010.

Ultimamente, nella blogosfera fumettistica, non si fa altro che parlare di soldi, di condizioni lavorative e di mercato.

Non sono entrato nel merito di queste chiacchiere per due ragioni:

la prima è perché discussioni del genere sono state fatte e rifatte centinaia di volte e dopo sedici anni di attività professionistica mi sono rotto le palle di leggere e scrivere sempre le stesse robe.

La seconda è che chiunque intervenga in questo genere di discussioni porta sempre e solo la sua esperienza, limitata al suo contesto e nulla di più. Che è come andare a chiedere il senso della vita alla singola tessera di un puzzle. Una tessera di quelle che sono un pezzetto, piccolissimo, di un cielo molto vasto e uniforme.

Una cosa parziale, insomma.

NEL FRATTEMPO…

…mentre i soliti nomi della rete si sono messi a discutere, a polemizzare, a guardarsi l’ombelico, a fare voli pindarici e conti della serva, qualcuno si è tirato fuori dai giochi e ha ha fatto la sua cosa nella casa, riuscendo a trovare, in un sol colpo, il corrispettivo fumettistico dell’uovo di Colombo, del Wii, e della cura del cancro.

Parlo di Pic-Nic.

Che cos’è Pic-Nic?

E’ una rivista a fumetti free press, creata dai Super Amici e dall’agenzia di comunicazioni Xister.

Come si presenta Pic-Nic?

Il suo primo numero è composto da tre albi a colori (per un totale di 150 pagine di fumetto), di grande formato e notevole qualità di materiali e stampa, raccolti insieme in un cofanetto in cartoncino dalla grafica accattivante.

Chi ci lavora su Pic-Nic?

Sul primo numero ci trovate Palumbo, Bacillieri, Tuono Pettinato, Mizuno, Varon, Lrnz, Ghermandi, Maicol e Mirco, Dr.Pira, Squaz, Baronciani, Ratigher, Toffolo, Carnevali.

Dove lo trovate Pic-Nic?

Se lo volete cartaceo, lo trovate QUI, ma presto la distribuzione di dovrebbe allargare. Se vi basta la versione digitale, QUI.

Tutto gratis, ovviamente.

Come fa a esistere Pic-Nic?

Ecco, questa è la magia.

I Super Amici, invece di andare a bussare alle porte dei soliti editori, si sono affidati a una agenzia di comunicazioni proponendogli il loro progetto, e l’agenzia, trovando valida la loro proposta, si è attivata, procurandogli i soldi necessari per realizzarla.

Come?

Con la pubblicità.

Il primo numero di Pic-Nic è interamente sponsorizzato Fornarina, il prossimo potrebbe contenere inserti pubblicitari di una qualsiasi altra marca o prodotto.

Ogni numero di Pic-Nic uscirà quando l’investimento necessario per produrlo sarà coperto dalla pubblicità.

Cominciate a capire dove sta la vera innovazione?

Facciamo un esempio. Grossomodo, le cose stanno così:

diciamo che per coprire i costi vivi (realizzazione dei fumetti, cura editoriale, costi di stampa e allestimento e distribuzione), un numero di Pic-Nic costi 50.

Diciamo che vogliamo coprire quella cifra ma anche guadagnare, quindi informiamo l’agenzia di comunicazioni che abbiamo bisogno di 150.

L’agenzia si attiva e trova un’azienda grossa, facciamo l’esempio della Fornarina, proponendogli di mettere le sue inserzioni su un oggetto editoriale ad alta tiratura, indirizzato a un pubblico vicino al settore dell’azienda stessa e distribuito gratuitamente. Il prezzo della pubblicità è 300.

Per la Fornarina quel 300 è una cifra irrisoria. Come azienda, ogni anno, spende una cifra di molto superiore per stampare i suoi cataloghi che vengono regalati nei negozi di tutto il mondo, o per pagare il singolo passaggio televisivo di uno spot.

In più, l’oggetto editoriale proposto dai Super Amici ha alcuni vantaggi: a differenza del catalogo e dei volantini, per esempio, la gente tenderà a non gettarlo via ma a collezionarlo e, soprattutto, lo sfoglierà con attenzione perché pieno di contenuti e non di sole pubblicità. Quindi l’azienda, trovando la sua convenienza, sgancia i 300.

A quel punto, non resta che stampare e distribuire il fumetto e aspettare che la gente se lo porti a casa, gratuitamente.

 

E alla fine, vincono tutti.

Vincono i curatori e gli autori del progetto, che vengono pagati bene e non hanno alcuna pressione derivante dal dover affrontare il mercato visto che il loro prodotto è gratis e non deve vendere per sostenersi.

Vince l’agenzia di comunicazione, che ha la sua stecca sui soldi della pubblicità.

Vince l’azienda inserzionista, che pubblicizza i suoi prodotti all’interno di un contenitore non volubile come le riviste di moda, i cataloghi, gli spot televisivi o la cartellonistica.

Vince il lettore, che si trova per le mani 150 pagine di fumetti di grande qualità, stampate benissimo, gratis.

Come dicevo: l’uovo di Colombo, il Wii e la cura per il cancro, tutto insieme.

Adesso, senza prendere in esame i contenuti di Pic-Nic (che possono piacere o non piacere… a me, piacciono), bisogna riconoscere il merito ai Super Amici di aver ideato e messo in atto una vera e propria rivoluzione produttiva che, se percepita e emulata da altri editori, potrebbe cambiare per sempre il mondo del fumetto.

Pensate allo stesso modello ma applicata dalla Disney.

Topolino, l’ammiraglia settimanale Disney ha molti problemi, i cui due più gravi sono il calo delle vendite e il conseguente calo di inserzionisti pubblicitari.

Immaginate una rivista Disney, composta da materiale di magazzino (quindi già pagato), che venga distribuita gratuitamente nei negozi di giocattoli, nelle librerie, fuori dalle scuole e via dicendo.

Pensate alla semplice ricaduta mediatica che avrebbe una cosa del genere.

Ne parlerebbero tutti gli organi d’informazione: la Disney regala i fumetti!!

Pensate quanto, grazie al marchio Disney, alla gratuità del prodotto e alla risonanza mediatica, una simile rivista diventerebbe appetibile come strumento pubblicitario per qualsiasi azienda. Il mancato guadagno della vendita in edicola verrebbe ripagato dagli inserzionisti e il rischio d’impresa verrebbe azzerato (non essendo più legati alle vendite dirette).

Figo, no?

Peccato che non succederà mai.

In Italia, nel settore del fumetto, non ci sono teste in grado di comprendere una cosa del genere. Non solo non si pensa mai fuori dalla scatola ma la scatola la si butta nel fiume, chiusa in un sacco, con dentro delle pietre.

Giusto per farvi capire quanto è miope il nostro settore, sia dalla parte di chi i fumetti li produce sia da chi li fruisce, provate a cercare Pic-Nic su Google e badate a chi ne ha parlato.

Se non avete voglia di farlo, ve lo dico io: un mucchio di blog e siti non fumettistici e uno o due legati al mondo del fumetto. Triste, non trovate?

 

Autori, volete fare qualcosa di buono per il fumetto?

Non state a discutere di soldi sul vostro blog.

Promuovete Pic-Nic”.

 

ROMICOSPLAY – UN SALTO A ROMICS 1-4 ottobre 2015

E’ il 3 ottobre 2015 e dopo una lunga notte di temporali, il sole del mattino tenta invano di asciugare il nostro caro campo da tennis. A malincuore l’allenatrice  della piccola da il K0 e così cambiamo programma anticipando ad oggi la visita a ROMICS.
Alle 10:30 siamo già dentro, matita muniti, per imparare tante cose nuove all’area KIDS.

20151003_102252-1Tra le insegnanti di vecchia conoscenza ce ne è anche una nuova, Silvia Pirozzi, che ci ha spiegato  come si fanno i volti, i corpi e gli occhi grandi in stile manga…e alla fine ci siamo divertiti con i minion!

20151003_123942 minionpirozzi

Programma alla mano ci siamo dati una missione: raggiungere il padiglione 5 – sala 2. In programmazione Federica Salfo in ” C’ era una volta, dall’idea alla tavola”.

Per arrivare alla sala 2 ho dovuto superare mille ostacoli: gli abbracci gratis di conigli impellicciati, le alabarde cartonate che fluttuavano ad altezza collo, la gente con in mano arancini bollenti e i noodles gocciolanti; ho dovuto fare gicane  per schivare i nuvoli di teleobiettivi puntati su ragazzine  semi-nude.
Insomma alla fine sono riuscito a sedermi in aula e la chiacchierata con la Salfo ha avuto inizio.

FB_IMG_1443974436117

Federica ha interagito con disinvoltura con la platea  raccontando i ruoli e le fasi del lavoro del fumettista o meglio dell’ Artist (artista) come le è piaciuto rimarcare. Artist nel senso più ampio ci ha ricordato perché chi fa questo lavoro può essere chiamato a svolgere lavori trans-mediali: dalla moda al cinema, all’arredamento, ecc.

FB_IMG_1443974631409

Simpatici i suoi aneddoti come quello di quando era alle prese con Trilly e doveva studiare le differenze tra i colori del bosco canadese e quello milanese o di quando doveva realizzare casette con le perline o altro materiale ritrovato dalla fatina nel bosco, così giusto per immedesimarsi nel personaggio; o di quando doveva far star su una sedia di legnetti e foglie neanche fosse un ingegnere; o ancora di quando andò a trovare la disegnatrice di Frozen e la trovo  chiusa nel suo studio a luglio con l’aria condizionata al massimo, circondata da abeti innevati con le lucine, che ascoltava a tutto volume la musica del cartone, perché immedesimarsi è fondamentale.

Fondamentale in una storia è, anche se si parla di argomenti semplici come in CIP e CIOP, articolarla in modo da renderla avvincente e inserire, se possibile, particolari familiari per avvicinare il lettore.
A proposito di tenere un legame speciale con il lettore: ci ha raccontato di quando la Disney le si è raccomandata di non disegnare mai personaggi con gli occhi chiusi perché altrimenti questo legame si interrompeva.

Senzanome
Il racconto sulle fasi del fumetto è proseguito sviscerandone alcune che ai più rimangono ignote come gli art book (per studiare gli ambienti), la pre-line (quella fase tra il bozzetto e la linea pulita che precede l’inchiostrazione), l’importante studio delle posture, fino a parlare dello stile “filosofico” che nasce, ci ha detto, quando parli di temi anche seri e profondi ma lo fai con un tratto tenero e umoristico come i grandi Calvin & Hobbes.

Insomma Federica ci ha fatto fare con leggerezza un tuffo nella complessità del mondo del fumetto e facendoci per un ora riconciliare con il mondo.

Per tornare al Romics  devo ammettere che mi sono perso tanti appuntamenti; tra tutti rimpiango soprattutto l’incontro con il maestro Bozzetto, con Diabolik e quella puntatina che avevo preventivato da Giuseppe Matteoni autore di Dragonero  (ho lasciato in coda gli amici allo stand Bonelli per un suo autografo e chissà  se sono sopravvissuti alla calca).

20151003_123216-2

Io purtroppo sono dovuto uscire per tempo per mettermi in coda in macchina e sperare di raggiungere il cinema in tempo utile. Li finalmente sono entrato nella sala dove davano Inside out, mi sono mischiato tra la folla commossa per la morte dell’elefante di zucchero filato e ….finalmente ho potuto piangere in silenzio pensando che ormai Romicosplays, scusate Romics,  è soprattutto Giochi e Cosplay (nulla di male eh)….. e che io in fondo allo stand quella copia rara delle Storie l’ho pagata poco meno di 40,00€ .
Ero li seduto, assorto nei miei pensieri e all’improvviso  e’ comparsa una sfera dorata …era il ricordo felice dell ARF.

osvy e inside out

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI-sezione Fumetto – articolo del 4 ottobre 2015]

ARF 2015 con gli occhi di un bambino.

arf -post

Ciao amici eccomi di nuovo a parlarvi di fumetto.

Oggi voglio raccontarvi di cinque fantastici ragazzi che in pochi mesi sono riusciti ad organizzare un festival proprio come lo volevo io, l’ARF.arfer

Ve lo racconterò dal mio punto di vista di bambina, dal basso.

Sabato mattina alle ore 8:00 ero già con la mia faretra di pennarelli sulle spalle che aspettavo i miei sulla porta per andare all’ARF.

Siamo arrivati presto anzi prestissimo all’Auditorium del Massimo e siamo entrati all’area KIDS al grido LITTLE PONY, LITTLE PONY!

Era talmente presto che mio papà ha trovato Mauro (Uzzeo) che ancora stava allestendo  l’area mostre di Crepax, Gipi, De Cubellis e Zerocalcare;

Simeoni_Uzzeo_Novelli arf 23 5 15 3  part

lui, manco fosse un visitatore qualunque, ha smesso di lavorare, è venuto da noi e si è messo a raccontarci una sacco di simpatici aneddoti sulla mostra; quello che ho preferito è stato quello sulla stampa di Gipi; ci ha detto  che Gipi con il poster di ARF gli ha mandato anche un disegno, quasi per gioco, con ritratto  un supereroe col mantello e il sedere di fuori; a lui è piaciuto moltissimo tanto da metterlo nel superpacchetto delle stampe del bookshop.

mostra_gipi_roma-arf

Mentre eravamo li a chicchierare è arrivato il Conte (Adriano Ercolani) che ci ha interrotti chiedendoci se veramente era sabato mattina presto, anzi prestissimo; lui e Mauro non ci credevano  ma anche a quell’ora la sala conferenze  era piena.

E niente pure lui anzichè andarsi a preparare per l’imminente incontro su Miyazaki si è messo a raccontarci aneddoti:forte quello di  quando leggendo le sue presentazioni degli artisti in mostra si era girato verso Mauro chiedendogli da chi fossero state scritte.

AH AH grandi risate e poi via si parte. Loro vanno alla conferenza ed io al corso di disegno.

Arriva Letizia ( Picuno) e ci inizia a spiegare come si disegna Rainbow Dash.

1 -cute_equestria_girls_by_chibi91-d6q7epiletizia picuno arf 23 5 15 1 corso 7-part11263156_360991097433055_8023093638578910370_n1-arfio star arfkids 23 5 15 2

La mitica maestra Letizia è una illustratrice bravissima e con lei qualsiasi disegno diventa facile.

Facciamo una pausa per rifocillarci e scatta l’ARF moment. Sapete il mio Arfio è stato appeso alla lavagna per tutto il festival! Mitico!

Intanto mio padre era tornato bambino e girava per il cortile a stringere mani e a farsi i selfie con un sacco di gente famosa; mi ha confessato che una atmosfera così amichevole e fraterna non l’aveva mai trovata.

Inizia il secondo workshop con Simona ( Binni), disegnatrice formdabile, che ci insegna a ritrarre le espressioni della nostra faccia e la composizione del volto umano. Momento di suspance quando ci chiede di disegnare l’orecchio… Sono lanciatissima vado alla lavagna e ci provo io.

simona binni arf 23 5 15  2 corso 9-partAMINA-~1anna e simona binni arf 23 5 15  2 corso  1 partsimona binni arf 23 5 15  2 corso  3 part

Terminato il secondo incontro andiamo alla ricerca di mio padre; lo troviamo che aspetta di rientrare nella sala conferenze insieme a centinaia di persone. Dice che lo hanno mandato fuori, e pensare  che aveva trovato un posto in prima fila per la conferenza di DyD & Orfani, perchè un signore alto e in nero (Roberto Recchioni) doveva raccontare un segreto alla Stampa.

Faceva un po’ caldo e le finestre della sala posta al piano terreno erano aperte; io piccina come sono riesco ad intrufolarmi e a scoprire il mistero: Bonelli farà una serie per bambini, si chiamerà Four Hoods (si pronuncia foruds mi raccomando); esco e glielo dico; pensa che  alla supervisione dei colori ci sarà nientedimeno che Annalisa (Leoni), la fidanzata del cugino della mia amichetta; lui non resiste e gli scrive un messaggino su FB! Ma sei pazzo gli faccio? era un segreto! ora se ti prende quello li so cavoli!

4 hoodsleoni part

Ci mangiamo una pizza e poi di corsa all’ARFKIDS per il terzo incontro della giornata con la simpaticissima Alessandra (Bracaglia). Lei ci racconta la differenza tra il corpo dell’uomo e quello della donna.

braca part 1arfkids 23 5 15 3 corso 6braca 2

Ci domanda chi ha la mandibola piu’ marcata? L’uomo,rispndiamo. Chi la vita piu’ stretta ed i fianchi piu’ larghi? La donna. E chi ha le gambe piu’ lunghe? L’uomo, rispondiamo. E lei: no, la donna. Al che il mio vicino replica: solo perche portate i tacchi! Ah, ah ah ancora tante risate.

Nel frattempo mio papà si era messo in coda per rientrare nella sala conferenze…stavolta era veramente difficile riuscire a trovare un posto: c’era in programma l’incontro con ZEROCALCARE.

Io sono andato a salutarlo e mi sono incantata a vedere i fumettisti disegnare nella zona dediche mentre le immagini veivano proiettate a tutto schermo sui plasma del foyer.

zero arf 23 5 15

Passiamo con la mamma davanti ad tavolo con delle pile di book e lei mi fa: vedi questo è il banco dove gli aspiranti fumettisti lasciano i loro lavori per gli editori affinchè possano guardarli e magari chiamarli per un colloquio di lavoro. Più avanti c’è il Job ARF, la zona riservata agli incontri dei più bravi con gli editori. Sono stati scelti in 1600.

job arf consegna portfolio 23 5 15

Mentre scendiamo nell’area espositori incrociamo gli altri arfer Daniele, (Bonomo) e Paolo ( Campana) , Fabrizio (Verrocchi) e Stefano (Piccoli) orgogliosi e soddisfatti, tutti intenti a stringere mani e a prendere pacche sulle spalle. Grandi!

Arriviamo nella sala piena di bellissimi libri. Ci sono proprio tutti, autori, case editrici.

ale bal

[Alessandro Ballucchi- Guglielmo Favilla-“Donatello” – Kleiner Flug]

Riempio lo zainetto di fumetti e disegnini con dedica e voltando l’angolo mi trovo davanti il mitico Carmine  (Di Giandomenico) che è intento a disegnare Daredevil con un caffè nella mano sinistra e uno nella mano destra. Nel frattempo mio padre ci raggiunge e si mette a chiacchierare con lui; scopriamo che farà un albo di DyD e disegnerà Orfani, incredibile.

10404235_10205821383447707_4436123116526725864_ndi giandomenico 23 5 15 dediche all arf

Ricompongo la mascella del papy e lo porto a casa che si è fatta sera; all’uscita incrociamo perfino l’Arfiere della prima edizione Luca Raffaelli.

 Per sapere di piu’ su ARF andate Qui o Qui

 [Per conto di Minny, Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto -Articolo del 28 maggio 2015]