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INTERVISTA DI WILLY IL BRADIPO A PINO QUARTULLO PER DETTI E FUMETTI

Cari lettori di Detti e Fumetti, oggi parleremo con Pino Quartullo di scuole di recitazione oltre che di teatro e cinema.

W. Allora Pino facciamo un breve riassunto della tua vita a beneficio dei nostri lettori. Sei nato a Civitavecchia il 12 luglio 1957. Ti sei laureato in Architettura e diplomato in regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico. Hai  conseguito un diploma in recitazione presso il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Gigi Proietti. Nel 1987 vieni nominato all’Oscar con il cortometraggio Exit nella categoria live action, insieme a Stefano Reali. Dal 2000 al 2013 sei stato direttore artistico del Teatro Traiano di Civitavecchia. Hai insegnato recitazione  all’ ACT Multimedia, hai fatto molti laboratori molti stage di recitazione. Hai fondato la scuola delle Arti a Civitavecchia.

W. Perché la recitazione?

P. Per me è stata una cosa istintiva assolutamente naturale. Già quando frequentavo l’asilo salivo, sul palcoscenico dalle suore sentendomi magneticamente attratto dalla recitazione.

W. aver conseguito una laurea in architettura ti ha aiutato nella tua carriera di attore?

P. La laurea in architettura è stata molto importante per me, anche perché il mio piano di studi era già finalizzato allo spettacolo. Ho inserito gli esami di scenografia, storia del teatro. La mia tesi di laurea riguardava il progetto di un teatro circolare, con il pubblico al centro e il palcoscenico intorno al pubblico. Aver studiato architettura, mi ha anche insegnato dei codici di progettazione che ho poi ritrovato sia quando scrivo delle sceneggiature o quando devo pensare ad uno spettacolo. Immaginare una scenografia avere delle idee, fare una ricerca storica o di immagini. Per cui  l’ architettura è stata fondamentale.    

W. Quali responsabilità ha il regista nei confronti degli spettatori?

P. La prima responsabilità che ha il regista nei confronti degli spettatori, è  di non annoiarli, di coinvolgerli, di farli pensare, divertendoli o commovendoli ma ancora meglio divertendoli e commovendoli nello stesso momento. Perché si può.

W. Hai sperimentato sia il teatro che il cinema, con quali dei due esprimi più te stesso?

P. Credo che sia con il teatro che con il cinema io sia riuscito ad esprimermi. Quello che cambia naturalmente è il linguaggio; il fatto che il teatro poi purtroppo è  effimero non rimane più nulla, per lo meno di quella emozione, di quella esperienza tra esseri umani che si vive nei teatri. Certo anche il teatro può essere ripreso, può essere diretto per l’audiovisivo però,  non è mai come viverlo in quel momento. Per quanto riguarda la mia possibilità di espressione con i due linguaggi  credo che se un regista o un autore ha qualcosa da dire può farlo in entrambi i campi.

W. nei film:  “Quando eravamo repressi” (1992) e “Le donne non vogliono più” (1993) dove  hai  curato la  regia e partecipato come attore oltre aver scritto i  soggetti e le sceneggiature, dipingi i protagonisti come dei repressi sessuali nel primo e nel secondo racconti  la ricerca da parte di un uomo, di una paternità  che sconfina nell’ossessione. Nel 2021 riguardo queste tematiche cosa è cambiato e cosa no?

P. In “Quando eravamo repressi” Raccontavamo della noia tra i giovani in ambito sessuale. Perché potendo farlo già da ragazzi e bruciando le  tappe, tutto  è già scontato, si è più viziati dalle possibilità che si hanno e quindi rispetto ad allora trent’anni fa  è cambiato che le tappe si bruciano ancora più velocemente, c’è più apertura nei confronti degli scambi e il sesso è ancora più libero; pur con tutte le cautele che i problemi di ordine sanitario comportano però, questo bruciare le tappe, questo farlo subito farlo il prima possibile chiaramente ha tolto un po’ di fascino, un po’ di attesa, un po’ di mistero e quindi automaticamente un film sul calo del desiderio ancora oggi sarebbe attualissimo. Per quanto riguarda ”Le donne non voglio più” Anche qui penso che la storia di un uomo che voglia un figlio e non riesca ha trovare una donna sia molto contemporanea. Oggi come venticinque anni fa quando ho fatto il film, ci sono molte possibilità alternative come ad esempio affittare uteri. Una potrebbe venderti l’ovulo, un’altra potrebbe portare avanti la gravidanza. Conosco persone che lo hanno fatto, non soltanto coppie. E quindi quel mondo lì che ho esplorato nel novantatré, devo dire che ancora esiste ed ancora oggi è possibile; all’epoca era un po’ una novità oggi è un po’ più acquisito.

W. hai avuto la possibilità di conoscere e di lavorare   sia con Gigi Proietti che con Monica Vitti ce ne vuoi parlare?

P. Gigi Proietti ci ha  insegnato che il teatro è un lavoro molto serio, lavorare come attore è un lavoro molto serio ma anche molto divertente e va fatto contemporaneamente con grande serietà senza perdere mai il divertimento. E poi è la fantasia dell’attore che deve avere e che può stimolare quella del pubblico. Con una cassa e degli oggetti Gigi ha fatto vedere al mondo come l’attore possa creare quello che in scena non c’è. Non a caso poi Gigi Proietti ha fondato il Globe Theatre a Roma; ispirandosi a Shakespeare che è stato un grandissimo maestro di come con poco in scena si possa fare molto. Facendo  appunto lavorare la fantasia degli spettatori. E poi Gigi non è stato solo il maestro, è stato anche un amico, il mio testimone di nozze, il mio produttore, il mio regista; ma soprattutto l’amico, l’amico  più divertente che forse io abbia mai avuto. Monica Vitti l’ho avuta come insegnante in accademia. Anche Monica è stata una grande maestra, anche lei una grande amica; infatti dopo l’accademia, volle che io mi occupassi di un gruppo di ragazzi dell’accademia che lei aveva conosciuto quando ha insegnato, per una trasmissione televisiva che si intitolava “Passione Mia”, dove io e alcuni miei compagni di classe facevamo parte della trasmissione, interpretando delle Sit-Com. Abbiamo cantato io e lei in duetto la sigla di “passione Mia”. E poi  Monica e anche Roberto Russo che è il suo compagno e regista della trasmissione, hanno voluto dare più spazio a dei giovani registi tra cui me e nell’ultima puntata, hanno presentato in un cinema dei cortometraggi che abbiamo girato. Io grazie a lei, ho girato il mio primo cortometraggio che poi ha conseguito molti premi e anche una nomination all’Oscar. Il grande insegnamento di Monica è stato quello di dirci che bisogna avere molta tecnica, bisogna essere volendo molto puliti  tecnicamente; ma poi bisogna sporcare, poi bisogna lavorare sui propri difetti, perché altrimenti l’attore è solo corretto e rischia di essere senza personalità, un involucro neutro e quindi lei ha fatto l’esempio della sua voce un po’ rauca che all’inizio della sua carriera sembrava poter essere un ostacolo ma che invece è stato il suo punto di forza, la sua caratteristica. Quindi Lavorare sulle proprie peculiarità, sui propri difetti e sulla propria personalità in modo a distinguersi rispetto agli altri       

W. Tu e il co-regista Stefano Reali nel 1987 avete vinto diversi premi  con il cortometraggio Exit nella categoria live action; cosa ti ha lasciato?

P. Exit è stato uno dei momenti “sogno” della mia vita. Nel senso: tu giri un cortometraggio e poi vinci dei premi, poi vai a Chicago in un festival, poi lo vai a proporre  a Los Angeles in un cinema; perché  per partecipare agli Oscar bisognava aver vinto un concorso internazionale e noi avevamo vinto la Concia De Oro. Poi bisognava che il film fosse proiettato almeno tre giorni in un cinema di Los Angeles. Noi partimmo con la nostra pizza sotto il braccio alla volta di Los Angeles e lì trovammo un esercente che era pazzo dei vini italiani, delle monete italiane, oltre che del cinema italiano e quindi ci concesse di poterlo proiettare. Dopo alcuni mesi leggemmo un articolo sul Corriere della Sera che parlava del nostro cortometraggio; era ancora proiettato, dopo molti mesi nello stesso locale perché era l’attrattiva di quel cinema e che addirittura Spielberg l’aveva voluto in prestito per mostrarlo ai suoi allievi.  E’ stata la prova che a volte i sogni si realizzano; e anche se per un pelo non abbiamo vinto, partecipare alla notte degli Oscar è stato fantastico. Questa  esperienza è stata un incentivo a sperare che i sogni si realizzano, non è sempre così facile ma altre volte mi è successo che piccole cose diventassero molto grandi. Ed Exit è stato il detonatore  di questa possibilità.

W. Insegnare recitazione è una grande responsabilità, come ti poni davanti ai tuoi studenti?

P. Ho insegnato in diverse scuole. Grazie al fatto di aver frequentato il laboratorio di Gigi Proietti e l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica ma anche la scuola di Giovanni Battista Diotiaiuti sono  un po’ esperto in scuole di recitazione; ed è proprio questo che ho insegnato prima di tutto: studiare, ricercare, stare sempre attenti a tutto quello che il mondo dello spettacolo ci offre, e saper trasformare quello che la vita ti da in qualcosa che interessi anche il pubblico. Qualcosa che il pubblico magari ha dentro e che scopre con la poesia, con i film, con gli spettacoli, riconoscendosi in questi. Una cosa che mi hanno insegnato sia Aldo Trionfo [1921-1989 regista teatrale e attore teatrale italiano N.D.E]. che Gigi Proietti, oltre ad imparare naturalmente questa nostra arte, è importante creare dei gruppi, cercando di realizzare dei  progetti. Con quelle persone con cui si studia recitazione, si stabilisce un rapporto particolare di fratellanza, come se facendo recitazione, uno ricominciasse a vivere in un altro modo; rimpari a parlare, rimpari a camminare scopri te stesso. Come se gli insegnanti di recitazione fossero dei nuovi genitori. E quindi tra gli allievi si stabilisce un rapporto fraterno che poi continua, ed è ineguagliabile con quello che si può stabilire con altri colleghi nel corso degli anni. Quindi è importante scegliersi i colleghi giusti, per portare avanti imprese, produzioni, cortometraggi, film, spettacoli 

W. Il tuo sogno nel cassetto?

P. Negli anni spesso tanti progetti in cui uno crede, spesso verifica che non colgono l’entusiasmo dei produttori, delle istituzioni e quindi pur credendoci molto vengono accantonati. Ne ho tantissimi di progetti nel cassetto, uno a cui tengo di più è un soggetto trattamento scritto con Sergio Leone e con Luca D’Ascanio negli anni ottanta. Sergio Leone venne  vedere un mio spettacolo e mi propose di fare un film che lui avrebbe dovuto produrre e quindi andai a casa sua parecchie volte e abbiamo scritto insieme questa storia di una mummia a Roma. Una specie di Horror Commedia ambientata appunto a Roma. E questa sarebbe una cosa bella da riprendere anche per questa “ghiottoneria” per cinefili che è quella di aver scritto una cosa con Sergio Leone  

W.Bene caro Pino, ti ringrazio anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per questa piacevole lezione sul teatro.

[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti – sezione CInema – Articolo del 26-04-2021]

INTERVISTA A MASSIMO WERTMULLER DI DARIO SANTARSIERO -WILLY IL BRADIPO PER DETTI E FUMETTI

Cari amici di Detti e Fumetti questa volta scopriamo l’attore -ma anche l’uomo- Massimo Wertmüller, all’anagrafe Massimo Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich  

Caro Massimo come di consueto ti presento ai nostri amici: sei un attore e doppiatore italiano. Nipote della regista Lina Wertmüller, dopo aver esordito in teatro nel 1976 con Luci di Bohéme, spettacolo presentato alla Biennale di Venezia, nel 1978 inizi a frequentare il Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti. Insieme ai compagni di corso  Paola Tiziana CrucianiShereen SabetRodolfo LaganàPatrizia Loreti e Silvio Vannucci fondi il gruppo comico La Zavorra, attivo nel teatro di cabaret e nell’intrattenimento televisivo fino al 1984.

Nello stesso anno debutti sul grande schermo con il film La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia, diretto da tua  zia Lina, che ti dirigerà anche in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983) e Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione (1984), Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986), In una notte di chiaro di luna (1989) e nel televisivo Francesca e Nunziata (2001), andato in onda su Canale 5.

Tra gli altri tuoi ruoli in televisione, quello del commissario Giorgio Pettenella nella serie La squadra, andata in onda su Rai 3 e in replica su Rai Premium. Due delle tue più recenti apparizioni sono quelle nella serie RIS Roma, dove interpreti il ruolo del generale Abrami, e nella serie televisiva 1992 di Sky, nel ruolo di Mariotto Segni. Nel 2021 nella fiction Mina Settembre interpretata da Serena Rossi sei un generale in pensione hai un cane simpaticissimo e sei  sempre in contrasto con la madre di Mina.

Nell’ambito pubblicitario sei stato il primo testimonial di Wind nel 1999 e sostieni l’organizzazione Medici Senza Frontiere oltre a diverse cause animaliste.

D. Cosa ti ha spinto verso la recitazione?

M. Mah , direi le rappresentazioni sacre fatte a scuola, al ginnasio. Lì mi ritrovai felice a fare la voce di Jacopone da Todi per le sue Laudi nascosto in uno sgabuzzino della palestra, dove si facevano le rappresentazioni, col naso attaccato alla porta. Tanto è vero tutto ciò che poi, finito l’orario di scuola, avevamo fondato una compagnia che si chiamava “La Pochade” con altri studenti, che provava di notte in un garage spettacoli terribili come “le mani sporche “di Sartre, oppure “Edoardo II” di Marlowe, oppure “Ubu Roi” di Jarry, testi bellissimi ma che in mano nostra facevano dire al mio papà , quando era costretto a venire in cantina , l’ Abaco di Mario Ricci, a vedere una prima di suo figlio, rivolto mia madre, “stasera andiamo a fare questo attentato allo scroto?”….Poi un giorno vidi il “Masaniello” di Armando Pugliese, e mi innamorai anche dei profumi del teatro, visto che era uno  spettacolo bellissimo fatto su un mare di sabbia con carri di legno semoventi.

D. Da ragazzo hai fondato insieme ai tuoi compagni di corso un gruppo comico la Zavorra; ce ne vuoi parlare?

M. Che dire? Spesso nella vita non siamo coscienti del momento che viviamo. Come per la Storia, con la “S” maiuscola, il suo senso lo si vede meglio a posteriori e volandoci sopra ad elicottero. Per capire i suoi percorsi, i suoi perché. Io non capii che quello sarebbe stato il più grande mio successo in carriera che avrei mai più rivissuto. Con Rodolfo, Paola, Patrizia, Sherine, Silvio, avevamo raggiunto una complicità pazzesca. E uno sketch, soprattutto con Rodolfo Laganà, poteva nascere davanti al bancone di un caffè…e lo provavamo tanto. Eravamo innamorati di quel mestiere. Fu Antonello Falqui che ci scelse al Laboratorio di Gigi Proietti, la nostra scuola di recitazione. Antonello Falqui fu il più grande e mai più eguagliato ideatore di varietà che sia mai esistito. Ricordo una volta, a fine lavorazione di un 23 dicembre, la voce di Antonello in interfono disse “Buon Natale a tutti meno che alla Zavorra”, liberando tutto lo studio meno che noi. Questo perché non avevamo trovato un finale di uno sketch. Lo trovammo solo alle 23… e buon Natale a tutti. Per farvi capire che fare uno sketch era una cosa seria. 

D. Aver interpretato dei ruoli nel cinema sotto la regia  di tua zia Lina Wertmuller, cosa ti ha lasciato?

M. Lina è stata un regalo per me come modello di vita. Ho imparato tanto da lei, anche solo guardandola. E poi, ovviamente, perché è stata un genio. Non è che tutti hanno un genio, premiato con l’Oscar, come zia…

Però non ti posso nascondere il peso che si porta ad avere il mio cognome. Si è sempre sotto esame; si pagano tutte le eredità che porta un cognome come il mio. Solleva sempre la curiosità. Vedi, anche oggi, sono costretto a rispondere ad una domanda su questa mia parentela. Niente di male per carità, almeno in questo caso, ma sapendo che siamo in Italia, il fatto che io abbia dovuto non solo realizzarmi ma convincere della mia autonomia, è stata una fatica in più. Per fortuna ad aiutarmi sono arrivati i lavori a cui ho partecipato con altri grandi registi come Magni, Scola, Patroni Griffi, a dimostrare che io sono io indipendentemente dal mio cognome. Ma è stato uno scalino in più, non in meno, da superare….

D. Quale personaggio ti ha dato modo di esprimere tutto te stesso?

M.Tanti, non saprei dirtene uno in particolare …Forse un personaggio che pare costruito su di me è stato senz’altro “Il Pellegrino” di Pier Paolo Palladino a teatro.

D. Cosa è cambiato nel cinema e cosa nel teatro ultimamente?

M.Al cinema oggi mancano i maestri. Quelli di ieri poi erano maestri di vita non solo di cinema. E l’albero di certi stili cinematografici è rimasto senza frutti, secondo me. Se si prende per esempio il cinema impegnato, politico, quello di Petri, o di Rosi, per dirne alcuni, e poi se si prendono altri generi a caso si capisce che un certo cinema e un certo modo di lavorare non c’è più. Non vedo in giro oggigiorno altri Fellini, Leone, Scola, Magni, Monicelli, e potrei continuare… Vedo tante commedie rassicuranti, ma non molti grandi eventi cinematografici, ed è con questi che si scrive una pagina epocale.

Il teatro mi sembra più coriaceo invece, meno in balia dei venti. Certo, anch’esso soffre di un calo forte di gusti e qualità. Forse una certa televisione, in questo, ha le sue responsabilità.

IL MAKING OF DEL RITRATTO DI MASSIMO WERTMULLER DI FILIPPO NOVELLI https://youtu.be/sgElyogW9N8

D. Cosa vorresti dire ad un gruppo di ragazze e ragazzi che vogliono fondare una compagnia teatrale?

M. Di provarci senz’altro. Oggi è più difficile, certo, ma nessuno potrà mai dire che non si sia i prescelti, i fortunati che portano a compimento una avventura. Questo è ancora possibile.

D. Noi di DETTI E FUMETTI recentemente abbiamo prodotto dei fumetti per sostenere la Protezione Civile, i medici e il volontariato ( OSVY FIGHT COVID -2020) ; ho visto che anche tu sostieni l’organizzazione Medici Senza Frontiere e diverse altre cause animaliste, ce ne vuoi parlare di questo tuo impegno?

M. Direi solo questo, che l’impegno civico secondo me è rimasto uno dei più grandi sensi che si possano dare al proprio passaggio su questa terra. Rendersi utili è bello, non guardare solo al proprio ombelico è sano, non demandare, non essere ignavi è un nobile atteggiamento che ognuno dovrebbe tenere in questa vita.

D. Il tuo sogno del cassetto?

M.Stare in salute e poter godere sempre di un tramonto, del profumo del mare, della freschezza di un bosco….

D. Bene caro Massimo grazie anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per la piacevole chiacchierata!

[Dario Santarsiero alias Willy il bradipo per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro -articolo del 17 aprile 2021]

INTERVISTA A DARIO SANTARSIERO DI GABRIELLA GRIFO’ – PER L’USCITA DEL LIBRO “FARE TEATRO”.

Ciao amici oggi facciamo quattro chiacchiere con Dario Santarsiero

Ve lo presentiamo e parliamo del suo nuovo libro ma non solo. Si parlerà anche del nuovo canale in abbonamento di DETTI E FUMETTI in cui Dario avrà il ruolo di Speaker insieme a me.

Buona visione!

Se fate click sulla freccia la video intervista inizierà.

Puoi acquistare il libro FARE TEATRO di Dario Santarsiero al seguente link facendo click sul LOGO DI AMAZON

[Gabriella Grifo’ per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro- articolo del 17 aprile 2021]

CIAO CAVALIERE NERO

Gigi Proietti

Caro Gigi,
ci hai lasciato proprio nel giorno del tuo compleanno. Forse eri stanco di questa cupa atmosfera che ci stava avvolgendo e rovinava il tuo spirito allegro e sereno.

Hai deciso di incamminarti su un sentiero che in questi giorni è illuminato da una grande luna piena tonda come la tua voglia di vivere.

In qualunque posto tu sia, sicuramente ci sarà da organizzare un nuovo spettacolo per tutti quelli che come te hanno deciso che era ora di cambiare scena e commedia.

Quando ti intitoleranno un teatro, una scuola o una via, perché lo sai che presto questo succederà, siamo certi che non ti darai delle arie; resterai sempre una persona umile ma nello stesso tempo sorprendente.
Ciao Gigi
Filippo e Dario [Detti e Fumetti Roma 2 novembre 2020]

FARE TEATRO, il nuovo libro di DARIO SANTARSIERO E FILIPPO NOVELLI.

La nostra collana si arricchisce di un interessante libro illustrato che racconta di un viaggio nel mondo del teatro alla scoperta dei mestieri di autrice, regista, attrice, direttrice, insegnante. Attraverso interviste e approfondimenti Willy ci fa immergere nella variopinta atmosfera del palcoscenico. Un libro da portare con se, ricco di aneddoti e retroscena che le amiche e gli amici che abbiamo intervistato hanno reso prezioso.

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro – articolo del 27 agosto 2020]

WILLY INTERVISTA STEFANO PANCARI DI ROCK’N’SAFE

Qualche giorno fa il nostro Ambassador Mirò, alias Michele Rovida, è stato ospite di Stefano Pancari, ideatore di ROCK’N’SAFE e CEO di Sfera Ingegneria(**), a parlare della nostra operazione di sensibilizzazione a fumetti contro il COVID 19.

Sfefano su Rock’n’safe racconta come non sia possibile vivere senza l’Arte: “[…] Immaginiamo per un attimo una vita senza Arte. Facciamolo solo per un attimo altrimenti saremmo inghiottiti in una bolla di tristezza. Mentre molti di noi stanno già lavorando, mentre altro stanno facendo il conto alla rovescia, gli artisti e tutto il popolo che lavora a loro servizio sono fermi ai box senza prospettive all’orizzonte. Io desidero tornare ai concerti dal vivo, alle fiere di fumetto, desidero tornare a teatro così come al cinema.[…]

Sfefano ha deciso di mixare Rock e Safety perché ritiene che intervistare delle Safety Rockstar è importante per il grande esempio che riescono a darci quando sono sul palco

Personalmente mi piace molto il suo atteggiamento quando riflette sui momenti difficili del suo lavoro e su come si prefigge di reagire: “[…] occuparsi di sicurezza sul lavoro non è tutto rose e fiori perché ci sarà spesso chi ti schernirà, chi ti sottovaluterà, ci saranno le volte che il tuo “metodo” non funzionerà, ci saranno volte che nonostante le tue raccomandazioni qualcuno si farà male. In quei momenti in cui il morale a pezzi potrebbe farti desistere dalla tua missione, accetta un mio consiglio: metti un bel brano rock, quello che preferisci, ad alto volume, alzati in piedi (fisiologia) e scatenati come se fossi tu a suonare. Non è una formula magica certa, ma ci sono ottime possibilità che dopo tutto darai ragione a quel genio di Pete Townshend e nella tua testa (dialogo interno) tornerà a parlarti quella voce impavida che ti farà fare la differenza”.

Michele e Stefano già si conoscevano; sono entrambe Ambassador di ITALIA LOVES SICUREZZA (*).

Michele ha trovato non poche affinità elettive tra il progetto di ROCK’N’SAFE e DETTI E FUMETTI.

Ce ne ha parlato a Willy e me tanto che Willy, alias Dario Santarsiero, pieno di entusiasmo ha pensato bene di contraccambiare l’ospitalità per farvi conoscere meglio Stefano e il suo modo di coniugare Rock e Sicurezza.

Stefano ci ha regalato una bella intervista raccontandoci come l’Arte e la Cultura vadano protetti, specialmente in questo periodo di ripartenza convivendo con il virus.

Qui trovate una bella chiacchierata tra Dario e Stefano.

CONDUCE:  DARIO SANTARSIERO (WILLY IL BRADIPO)

OSPITE: STEFANO PANCARI

tasto play willy e stefano intervista

 

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -Sezione Musica- articolo del 8 Maggio 2020]

 

(*) ITALIA LOVES SICUREZZA
E’ un progetto ideato e coordinato dalla Fondazione LHS (di Saipem), una realtà no profit che nasce con la missione di diffondere una nuova cultura di salute e sicurezza in Italia, proponendo strumenti pratici per comunicare in maniera innovativa ed emozionale queste tematiche, a partire dai luoghi di lavoro per arrivare ad ogni ambito sociale.
Fondazione LHS, in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, nel 2015 lancia il primo roadshow di “Italia Loves Sicurezza”, che si sviluppa in tre tappe: Torino, Milano e Piacenza. In ogni città vengono proposte varie iniziative a titolo gratuito, destinate a diversi target, tra cui laboratori per le scuole, workshop per professionisti e spettacoli teatrali per la cittadinanza.
L’iniziativa è un grande successo e l’obiettivo che Fondazione LHS si dà per le successive edizioni, è quello di coinvolgere sempre più persone in tutta Italia per moltiplicare a livello esponenziale l’impatto generato da questo tipo di attività non convenzionali, legate alla celebrazione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, del 28 Aprile. Per fare ciò era però necessario poter contare su una rete di persone intraprendenti e motivate, che avessero a cuore questa missione e potessero mobilitarsi su tutto il territorio per raggiungere l’obiettivo comune: diffondere il virus della Salute e della Sicurezza. Così nascono gli “Ambassador” – portatori dei valori e dei messaggi di “Italia Loves Sicurezza”, che diventa il nome del movimento formato dagli stessi.
Ogni Ambassador contribuisce ogni giorno attraverso le proprie azioni, il proprio esempio, la propria influenza e la propria leadership a rendere l’Italia, un paese più sicuro in cui vivere e lavorare. L’impegno degli Ambassador culmina nel Roadshow del 28 Aprile, con la realizzazione di un evento non convenzionale nella propria città. Nel 2016, Italia loves Sicurezza ha toccato oltre 50 città con un calendario di 100 eventi nelle aziende, nelle scuole, nei teatri e nelle piazze.
Nel 2017 raddoppiano le città toccate dal Roadshow e arrivano a 300 gli eventi organizzati dagli Ambassador, tra cui: laboratori didattici, spettacoli teatrali, flashmob, sessioni di formazione interattiva, programmi radiofonici, video  installazioni e iniziative di edutainment, tutte centrate sui temi di Salute e Sicurezza. Ma è nel 2018 che Italia Loves Sicurezza raggiunge il primo eccezionale traguardo con gli oltre 700 eventi realizzati, per un totale di più di 1.100 eventi in tutta Italia nel primo triennio di vita del movimento.
Un numero simbolico – le stesso delle persone che ogni anno in Italia perdono la vita sul lavoro – che ci ricorda che la strada da percorrere è ancora lunga e in salita, ma ci conferma che un cambiamento è possibile.
Trovi i riferimenti QUI
(**) SFERA INGEGNERIA
E’ una società di consulenza e sicurezza sul lavoro. Trovi i riferimenti QUI

Willy intervista Angelita Puliafito – fare la regista è una vocazione

Come vi raccontavo negli altri due articoli di oggi, ho deciso di fare un’ improvvisata alle attrici Laura Sorel ed Elodie Serra e alla regista Angelita Puliafito che in questi giorni stanno provando la mia commedia “Piaceri Nascosti”

Piaceri Nascosti 19-20-9- 2019 Teatro Petrolini

 

che andrà in scena, al Teatro Petrolini, il 19 e 20  settembre 2019 nell’ambito della La quinta edizione del Roma Comic Off, il festival della comicità della Capitale, dal 10 al 29 settembre 2019.

manifestazione

 

Quando mi avvicino ad Angelita Puliafito, non si scompone, anzi mi guarda con un misto di sarcasmo e ironia.

W. Ciao Angelita!

A. Sei in ritardo!

Questa volta tocca a me rimanere sorpreso.

W. Ma veramente ero passato per caso!

A. Non importa, sei comunque in ritardo! Tanto lo sapevo che saresti passato prima o poi per intervistarci!

W. Mi arrendo, con te non c’è scampo! Posso intervistarti!?

A. Devi!

W. Prima di parlarci della commedia “Piaceri Nascosti” racconta ai lettori di Detti e Fumetti come è nata la passione per la regia e quale è stato il tuo primo lavoro da regista.

A. Ho studiato al DAMS indirizzo spettacolo e poi un corso di regia alla casa dello spettacolo mi ha dato le giuste competenze… Ad ogni modo già prima mi piaceva costruire gli spettacoli… Anche da bambina facevo muovere le bambole costruendo sempre delle storie dove il regista ero io. Il mio primo spettacolo da regista… Perché tu non lo sai ma io ho fatto anche l’attrice, e son tutt’ora una cantante, dicevo il mio primo spettacolo da regista è stato Peter Pan il musical, a ripensarci oggi, mi vengono i brividi…. cmq fare teatro che sia esso l’attore, o il regista o l’autore è quasi una vocazione

W.Piaceri Nascosti è improntata sulla tecnologia e la solitudine cosa ti ha suscitato questo binomio!?

A.trovo che entrambe le cose camminino di pari passo… Basta guardarci attorno per capire quanto la tecnologia ci abbia resi soli.

W.Ultime due domande.

La prima: trovi più intesa dirigendo attori o ti rapporti meglio con le attrici!?

La seconda: in un mondo, mi riferisco al quello del cinema e del teatro, ancora appannaggio maschile, come si rapporta una regista donna!?

A. Rispondo alla prima: Mi piace molto lavorare con gli uomini, sono precisi, molto in ascolto trovo stimolante approcciarmi a loro in quanto davvero sono totalmente diversi da noi, anche la gestione dell’ansia è diversa… Le donne sono smart, intuitive, energiche ma eccessivamente nevrotiche.

Rispondo alla tua seconda domanda… La donna regista a teatro è una figura diciamo tutto sommato nuova, agli inizi è stata dura farsi ascoltare specie dalle maestranze che non sempre mi davano credito, oggi io personalmente non sento più l’ostacolo.

W.Ringrazio anche te a nome dei lettori di Detti e Fumetti

A. Figurati è stato un piacere! Resti a cena con noi!?

W. Ma certo!

[ Dario Santarsiero per Detti e Fumetti – Sezione Teatro – articolo del 18 settembre 2019]

 

Willy intervista Elodie Serra – Come vedo i rapporti umani

Cari amici come vi dicevo nel precedente articolo ho deciso di fare un’ improvvisata alle attrici Laura Sorel ed Elodie Serra e alla regista Angelita Puliafito che in questi giorni stanno provando la mia commedia “Piaceri Nascosti”

Piaceri Nascosti 19-20-9- 2019 Teatro Petrolini

che andrà in scena, al Teatro Petrolini, il 19 e 20 settembre 2019 nell’ ambito della La quinta edizione del Roma Comic Off, il festival della comicità della Capitale, dal 10 al 29 settembre 2019.

manifestazione

Mentre Laura Sorel prende posto sul palco ed inizia a provare la scena che la regista Angelita Puliafito gli ha chiesto, mi avvicino ad Elodie Serra. Anche lei sorpresa dalla mia presenza non prevista in teatro.

W. Ciao Elodie!

E. Ciao! Come mai da queste parti!?

W. Ero libero e sono passato. Senti, prima ho intervistato Laura per il Blog Detti e Fumetti, ti va se intervisto anche te!?

E. Ma certo!

W. Prima di tutto raccontaci la tua carriera di attrice

E. Ho iniziato a studiare recitazione durante i miei studi tra il Liceo artistico e l’Università del sud Toulon var in Francia. Di padre sardo e mamma francese sono cresciuta con due culture ed ho messo il primo piede nel mondo dello spettacolo nel 2005 come finalista a Miss Italia nel mondo ed altri primi passi come valletta per il festival di Sanremo nel 2006. Dopo di che ho preso parte in una compagnia teatrale francese per diversi anni , avvicinandomi poi al cinema e alla televisione in Francia nella serie Tv la vendetta, ed più recentemente con una parte vicino a Marco Giallini e Claudio Santamaria nel film rimetti a noi i nostri debiti su Netflix . Proseguendo in Italia con il teatro ho il piacere di lavorare nella compagnia di Fabio Gravina a teatro prati che ha saputo sfruttare le mie origini creando dei ruoli multilingue, sia per La Presidentessa che in Na Santarella, recentemente anche con Patrizia Schiavo al teatro off-off per il Laboratorio della Vagina e infine con Renato Capitani per la rassegna Al di là dei sogni al teatro Petrolini. Debutterò a Novembre con la compagnia francese di Roma diretta da Helene Sandoval, all institut saint Louis con una nuova avventura !

W. Come ti senti nei panni di una bambola sexy!? E come vedi il ruolo della donna nel mondo dello spettacolo!?

E. Prima di tutto mi diverto da morire ed è la prima volta che mi capita un ruolo androide se si può dire ah ah.

Il confine è sottile tra l’essere umano e la bambola, che sembra raggruppare tutte le caratteristiche richieste per un rapporto di coppia, senza i difetti. Il mio personaggio non ha la facoltà di desiderare l’altro ma è programmata per essere desiderata . Il confronto con la Cliente Raffaella che riceve questo regalo è scontroso perché non li era destinato. Direi che la mia più grande difficoltà è stata di disumanizzarmi mantenendo comunque una sensualità propria alla bambola destinata a fare sesso, come unico scopo. Si scoprirà presto se ci sono riuscita !

Il ruolo della donna nel mondo dello spettacolo è soggetto a troppe controverse e viene avvolte dimenticato l’interesse iniziale di questo mestiere . Fare l’attrice non coinvolge per forza una bellezza esterna, un bisogno di esuberanza o un gioco di seduzione . Per me fare l’attrice è comunicare emozioni, trasmettere dei messaggi importanti, permettere alla gente di identificarsi e ritrovarsi nel nostro personaggio… la stessa identica cosa che fa l’attore uomo in questo campo.

W. Voglio farti la stessa domanda che ho fatto a Laura: essere dirette dalla regista Angelita Puliafito che sensazioni ti suscita!?

E. Innanzitutto abbiamo un rapporto umano molto bello che ci permette tanta onesta sul lavoro senza pudore o paura di offendere. Mi ha lasciato tanta libertà nella creazione del personaggio dandomi i tratti generali ma ha tenuto che ciu-là esca prima da una mia fantasia per poi modificare e rettificare il tiro. Molto disponibile in questo periodo non abbiamo avuto orari, Angelita ed una donna incredibile, regista, cantante ma anche mamma devota che riesce a conciliare tutto con un energia senza fine !

W. Molto bene, pare che la regista ha dato cinque minuti di pausa, così posso intervistare anche lei. Grazie Elodie anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti

E. Grazie a te ci vediamo dopo!

[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti- Sezione Teatro- articolo del 18 settembre 2019]

Willy intervista Laura Sorel – La mia visione della tecnologia

Cari amici ho deciso di fare una improvvisata alle attrici Laura Sorel ed Elodie Serra e alla regista Angelita Puliafito che in questi giorni stanno provando la mia commedia “Piaceri Nascosti”

Piaceri Nascosti 19-20-9- 2019 Teatro Petrolini

che andrà in scena, al Teatro Petrolini, il 19 e 20  settembre 2019 nell’ambito della quinta edizione del Roma Comic Off, il festival della comicità della Capitale, dal 10 al 29 settembre 2019.

manifestazione

Mentre Elodie Serra sta provando una scena del suo personaggio, la bambola sexy, ne approfitto per parlare con Laura Sorel.

W. Ciao Laura!

 

L. Ciao, che sorpresa! Come mai sei qui!?

W. Ho voluto farvi un’ improvvisata e magari intervistarvi a tutte e tre per il blog, Detti e Fumetti. Ti va!?

L. Ma certo!

W. Bene, i nostri lettori sono curiosi di saperne di più sul tuo passato di attrice di teatro, comica e cantante della canzone napoletana

L. nasco come soubrette a Napoli, come cantante ho collaborato con Eugenio Bennato, Emilio Massa e tanti altri. Non volevo proprio fare l’attrice… Ma il teatro ti chiama a se senza che tu possa rifiutare e così dalla prima rappresentazione… Tra noi e stato amore e odio. Ho iniziato come comica con Alvaro Vitali, Antonella Stefanucci, Gigi Savoia e i miei ruoli erano quelli della femme fatale.

in questo ruolo interpreti una donna di mezza età che entra in contatto con una tecnologia troppo avanzata per i suoi parametri, come ti rapporti tu nella vita di tutti i giorni con una tecnologia che ormai invade anche il nostro privato!?

L. Ecco da femme fatale oggi sono una donna di mezza eta’ (ride) ma non una donna qualsiasi… la tecnologia mi affascina e mi spaventa allo stesso modo… Perché come sostiene il mio personaggio io provengo dalla vecchia scuola quella dei contatti umani.

 

Accetteresti di recitare con un robot con fattezze umane che sappia muoversi sulla scena ma rimarrebbe pur sempre una macchina!?

L. Certo, ma sicuramente la vittoria sarebbe mia in quanto io posseggo un elemento che la macchina non avrà mai… il sentimento, la passione, la strizza e, come diciamo a Napoli, la cazzimma.

Un’ultima domanda e ti lascio andare: essere dirette dalla regista Angelita Puliafito che sensazioni ti suscita!?

L. Mi piace tanto lavorare con lei una regista giovane ma con la verve dei grandi registi, ti segue passo passo, ti sprona, ti dirige… e ti assicuro che non è quest’ultima una caratteristica così scontata nel nostro ambiente.

W.Vedo che Elodie ha finito, credo che tocchi a te

L. Esatto! ci vediamo dopo.

W. A dopo e grazie a nome dei lettori di Detti e Fumetti

 

[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti- Sezione Teatro – Articolo del 18 settembre 2019]

PIACERI NASCOSTI di Dario Santarsiero al Roma Comic Off ed. 2019 – per la regia di Angelita Puliafito – Recitano Laura Sorel ed Elodie Serra

Cari lettori, torna, questa volta al Teatro Petrolini di Roma [TESTACCIO] , una mia commedia “Piaceri Nascosti”.

Piaceri Nascosti 19-20-9- 2019 Teatro Petrolini

Andremo in scena nell’ambito della quinta edizione del ROMA COMIC OFF, il  Festival della Comicità di Roma – 

manifestazione

Questa settimana, nei giorni 19 e 20 settembre, è in programmazione PIACERI NASCOSTI

programma manifestazione

La sapiente regia di Angelita Puliafito  ha saputo guidare le due brave attrici protagoniste Laura Sorel ed Elodie Serra in una commedia dal sapore agrodolce, dove la tecnologia entra nella nostra vita fino ad imporre con chi (con)dividere la nostra intimità.

 

Raffaella, una bella single di mezza età, Laura Sorel, riceve per errore un voluminoso pacco, al cui interno c’è una bambola sexy di ultima generazione, Elodie Serra.

Tra gag, difesa e attacco il finale vi stupirà!

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – Sezione TEATRO – articolo del 16 settembre 2019]

Info:

QUANDO: 19 e 20 settembre, ore 21:00
DOVE: Teatro Petrolini (Sala Petrolini) Via Rubattino, 5 – Roma [ZONA TESTACCIO]

Prenotazioni: 06 575 7488
Biglietto 12€