Con L’uomo montagna, una spumeggiante opera all’acquarello capace di farti immergere in atmosfere sognanti, nonché vincitrice del premio ITAS -44° edizione narrativa per ragazzi, la Tunuè ci fa entrare nel mondo del fumetto francese.
Il viaggio. Ecco la metafora con cui si apre l’emozionante Graphic Novel “L’Uomo Montagna” scritto da Séverine Gauthier e disegnata da Amélie Fléchais (una nostra vecchia conoscenza transalpina di cui ricordiamo la mostra al Comicon nel 2016).
Il racconto si apre con il vecchio uomo montagna che parla con il nipotino, annunciando che quello è il suo ultimo viaggio e che non potrà portarlo con se. E’ stanco e il vento non ce la fa a trasportarlo. Il bambino, per aiutare il nonno, intraprenderà un lungo viaggio alla ricerca del vento più forte, quello che riesce a sollevare le montagne. Nel suo girovagare, capirà il significato importante delle parole: Radici, Amicizia, “Follia”, Condivisione. La sua avventura si trasformerà in un cammino intimo che lo vedrà maturare e approdare poi, alla consapevolezza amara e dolorosa ed a volte necessaria del distacco, da ciò che ci è più caro.
INFO UTILI
Titolo
L’uomo montagna
Autore
Séverine Gauthier e Amélie Fléchais, traduzione Stefano Andrea Cresti
Editore
Tunuè
Data
2018
Pagine
56
Dimensioni
19 x 26 cm
Formato
Brossura
Illustrazioni
A colori
ISBN o EAN
9788867902170
[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 3 marzo 2021]
Oggi per la nuova rubrica di poesia EVOCAZIONE E SINTESI, LA POESIA, il nuovo ciclo di interviste di DETTI E FUMETTI abbiamo con noi Flavia Cidonio.
Illustrazioni e ritratti di Filippo Novelli
L’intimismo di Flavia ha stuzzicato la mia curiosità; ho voluto scambiarci quattro chiacchiere. Anche con lei ho inserito due sue poesie per far conoscere sia la persona che l’artista.
W. Inizio con il presentarti ai nostri lettori come è mia abitudine. Sei nata a Roma il 26 gennaio 1992. Hai studiato cinema presso la Scuola internazionale di alta formazione per sceneggiatori e registi cinetelevisivi e drammaturgia presso l’Istituto Engim San Paolo. Hai Collaborato con il centro studi Ipermedia CDE di Roma. Hai scritto un adattamento de Le notti bianche, portato in scena con la regia di Emanuele Carboni presso il Piccolo Teatro dei Sassi di Montecelio e lo spettacolo teatrale Finché tempo non ci separi, in scena al Teatro Ivelise di Roma. Hai partecipato all’antologia di racconti Confondendo memoria e desiderio ispirati a La terra desolata di T.S. Eliot, Robin edizioni. Sei l’autrice di Antimonio, silloge poetica, pubblicata con Gattomerlino edizioni nel 2019.
W. Grazie di averci raccontato di te anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti
F. Grazie a te Willy e ci risentiamo presto con una sorpresa che adesso non posso svelarvi.
[Dario Santarsiero alias Willy il bradipo per DETTI E FUMETTI -sezione Letteratura -articolo del 19 febbraio 2021]
Le poesie di Flavia Cidonio
Al risveglio ho sempre cura di mettere gentilmente in fuga i fantasmi notturni. Me li tengo puliti, do loro un nome a volte persino una casa in cui fare ritorno. Al solito, mi mostro fin troppo accogliente con il tormento occasionale.
Questa solitudine che mi preme addosso che chiama uno spazio per sé senza restituire un fiato sa delle tue parole tutte quelle che non hai pronunciato per trovarti qui – accanto a me su questa sedia vuota.
oggi apriamo un nuovo ciclo di interviste dedicato alla poesia: EVOCAZIONE E SINTESI, LA POESIA.
Oltre ad intervistare artiste ed artisti, vi proporremo anche loro opere. Oggi abbiamo con noi Alessia Giovanna Matrisciano.
L’incontro con Alessia Giovanna Matrisciano non è casuale, la sua poesia dettata da una lotta interiore mi ha colpito nel profondo,
W. Vediamo Alessia Giovanna ti racconto ai miei amici: sei nata a Rovereto nel 1993. Ti sei laureata in Letteratura e Spettacolo all’Università “La Sapienza” di Roma; hai pubblicato le sillogi poetiche Le compagne di stanza (2012) e I frustrati (premio nazionale Creatività Infinita 2015), per dedicarti poi ad una fitta attività teatrale come autrice e regista. Con i tuoi spettacoli sei stata ospite nelle stagioni di diversi teatri romani e in festival di portata nazionale. Hai collaborato come assistente alla drammaturgia al progetto Casa degli artisti, promosso dalla Fondazione Teatro Due di Parma. La tua La drammaturgia Narciso è stata vincitrice dell’edizione 2018 del concorso nazionale L’ Artigogolo, nonché dei festival Inventaria e Dominio Pubblico.
W. Ed ora vorrei farti qualche domanda. Nella tua via ha sempre dominato la poesia, perché?
A. Fin da quando ho imparato a leggere, il mondo della letteratura mi è sembrato la migliore ancora di salvezza. Il mondo che avevo intorno mi sembrava smorto, privo di emozioni, mentre grazie ai libri avevo la possibilità di vivere vite “altre”, più intense e significative. La poesia mi dava quel che poteva darmi un romanzo, ma aumentato: il mio senso del bello veniva colpito in modo intenso e sconvolgente. Ho sempre imparato a memoria le poesie che amavo; questo mi consentiva di avere a disposizione le “parole giuste” ni momenti di difficoltà e di portare le emozioni vissute leggendo dentro di me, come fossero mie. Tutto ciò che ho scritto poi nella vita è stato marchiato dall’impronta della poesia: le belle parole sono più belle dei bei tramonti.
W. C’è uno stretto rapporto tra la poesia intimista e la donna?
A. Storicamente, sì; ma tutto dipende, a mio parere, dallo stile di vita che si conduce. La mia vita è stata sempre piuttosto ritirata, come poteva essere quella delle donne di un tempo, legate a pochi affetti intensi: per questo mi sento portata ad una poesia intimista (ma ricordiamo che anche molti maschi l’hanno praticata). Niente a che vedere con pretese “sensibilità” che la donna avrebbe in più rispetto all’uomo. Non credo in questo.
Foto di Sergio Battista in occasione
del premio nazionale L’ Artigogolo 2018
W. Cosa è cambiato nella poesia femminile dei primi del novecento a oggi?
A. Non credo nella “poesia femminile”, nella “letteratura” o nel “teatro delle donne”. Non credo che il genere biologico sia determinante per l’arte che si pratica, se non per la parte che attiene all’educazione e alle convinzioni che si ha sul proprio ruolo. Nell’ultimo secolo, le donne hanno avuto l’occasione di appropriarsi di tutti i temi e i modi possibili, perché si è creata la possibilità di vivere vite libere e non subordinate al ruolo di moglie e madre. La poesia, maschile o femminile che sia, dovrebbe piuttosto variare in base a temi, sensibilità individuali, correnti artistiche. Tutti gli artisti e le artiste di ogni secolo hanno fatto semplicemente arte. Coloro che pensano che le donne debbano scrivere per forza un certo tipo di poesia sbagliano di grosso.
Per gentile concessione di Guarino-Images
W. Perché leggere la poesia?
A. I libri di poesia non sono il genere di cose che si può gustare tutto insieme: vanno tenuti sul comodino e letti una pagina alla volta lungo un mese o un anno. Leggere poesia è un piccolo rito che si fa quando se ne sente il bisogno, come chiedere risposte ai dadi o lanciare monete.
Sergio Battista Photos
W. C’è corrispondenza tra la realtà di tutti i giorni e la poesia?
A. Certo. La poesia parla della pura realtà, ma la racconta così bene che non sembra vera.
W. Componi di getto o hai bisogno di riflettere a lungo per scrivere una nuova poesia?
A. Compongo di getto, ma a volte passo settimane a correggermi. L’esperienza gioca molto in fase di composizione: un’idea indistinta viene subito passata al setaccio della mente e la prima bozza appare già regolata sulle leggi della poesia. In pratica, mentre scrivo esercito un’autocensura mentale che mi porta a privilegiare alcune parole o immagini a discapito delle altre, in modo da avere subito una scrittura “corretta”. Mi sento come i musicisti jazz (apparentemente improvvisatori): regole ferree e libera invenzione all’interno di esse.
W. Ad un’adolescente che vuole avvicinarsi alla poesia, quale letture consiglieresti per iniziare?
A. così di getto consiglierei “La ragazza Carla” di Pagliarani; dimostra che si può creare un capolavoro dolce, triste e affascinante senza avere a disposizione nulla: né storie eccezionali, né personaggi atipici, né un linguaggio particolare. Tecnica, orecchio, il giusto cinismo e molto amore possono bastare.
W. Il tuo sogno nel cassetto?
A. Pubblicare con Einaudi.
W. Bene cara Alessia Giovanna, non vediamo l’ora di leggere la tua prossima raccolta di poesie. Grazie anche a nome dei nostri lettori di Detti e Fumetti!
A. Grazie mille Willy il bradipo ( Dario), grazie a tutti a voi!
[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura- articolo del 13 febbraio 2021]
Vi lasciamo con due poesie di Alessia Giovanna Matrisciano.
Amici ecco a voi il secondo PODCAST per la rubrica Diletti Dal Divano.
Nell’episodio di oggi vi parlerò di un romanzo scritto nel 2000, ma diventato famoso grazie alla sua trasposizione cinematografica con protagonisti Eddie Redmayne e Alicia Vikander:The Danish Girl.
E’ un romanzo molto intimo che ha come argomento principale un tema che molti conoscono ma di cui non si parla molto spesso:
il transgender.
La storia si concentra sul primo transessuale della storia: Einar Mogens Andreas Wegener che diventerà poi Lili Elbe.
Il passo che vi andrò a leggere si concentra sul momento antecedente all’operazione di Einer. Lui si trova su un treno e ripensa a tutta la sua vita, in particolare alla vita passata con Greta, sua moglie.
Fate CLICK sul canale del nostro sito per ascoltare il brano.
A presto Gigi’
Seguitemi e buon ascolto
[Gabriella Grifo’ per DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA – articolo del 7 febbraio 2021]
Ciao Amici oggi parliamo di volume alto MARTA, ancora una volta ci aiuterà a capire i pericoli a cui andiamo incontro e la maniera giusta per affrontarli.
Molti, in particolare i giovani, sottovalutano gli effetti negativi del rumore.
Il rumore può provocare stress e anche molte malattie.
Grazie a recenti studi si è scoperto che i danni all’udito a causa del rumore possono essere permanenti.
i suoni cosiddetti indesiderati possono compromettere posso anche compromettere il benessere psichico seppur a livelli bassi. Questo accade perchè il rumore (cioè il suono fastidioso) mette in allerta tutto l’organismo facendogli produrre degli ormoni, definiti gli ormoni dello stress: l’adrenalina e il cortisolo. Le conseguenze sono immediate a livello cardiaco, sulla pressione sanguigna e addirittura sull’aumento della frequenza respiratoria.
Chi è sottoposto a questo stress (e a questa disfunzione ormonale) sarà nervoso, spossato, depresso, aggressivo, poco concentrato. Avrà anche un calo del rendimento.
Gli studi hanno dimostrato che nei soggetti sottoposti a rumori fastidiosi frequenti vi è una minore comprensione nella lettura e disturbi di lungo periodo alla memoria e alla motivazione. Tutto questo accade soprattutto nei giovani in età scolare.
Le conseguenze gravi saranno la difficoltà di comunicazione e l’isolamento sociale.
Ma non finisce qui. Il rumore provoca un disturbo del sonno. Ci si sveglia con maggior frequenza. Il circolo quindi si fa vizioso poiché l’indomani si avrà sonnolenza e una attenzione e efficienza minori.
Si è scoperto che ogni individuo reagiste al rumore meglio o peggio a seconda di una serie di fattori tra cui: il tipo di rumore, l’atteggiamento individuale, l’orario, le condizioni di salute e l’età.
Osservare delle regole comportamentali come non ascoltare la musica a volume troppo alto è senz’altro un buon inizio. Ad ogni modo Se volete potete approfondire l’argomento cercando le leggi in materia inquinamento fonico (OIF) che sono quelle leggi che hanno lo scopo di proteggere la popolazione degli effetti nocivi o molesti del rumore (si basano sull’obiettivo secondo cui le immissioni residue non devono disturbare sensibilmente il benessere della popolazione esposta).
Puoi acquistare il fumetto di MARTA facendo click QUI
[Filippo NOVELLI per DETTI E FUMETTI-sezione Fumetto- articolo del 2 febbraio 2021]
Ciao Amici ben ritrovati oggi Filippo ed io vorremmo parlarvi del nuovo graphic novel di Marino Magliani magistralmente disegnato da Marco D’Aponte, La Luna e i Falo’ tratto dall’omonimo romanzo di Cesare Pavese.
Il far “rivivere” i classici attraverso dei medium piu’ moderni e fruibili come puo’ essere un graphic novel per un libro, ci sono sempre piaciute e penso che diano modo a molte piu’ persone, magari allergiche ai libri, di scoprire la grandezza dei scrittori del passato. La casa editrice Tunue non è nuova questo tipo di operazioni e spero ne proponga di nuove.
Per chi non conoscesse il romanzo ora vi raccontiamo in breve di cosa si parla e poi andremo ad analizzare, come è doveroso in un blog che si vuole occupare di arte ed in particolare di “citazioni” come DETTI E FUMETTI, quale è stato il lavoro di Marco D’ Aponte e il suo background culturale che lo ha portato a calarsi nell’atmosfera di una Italia contadina del secolo scorso.
Nel fumetto di Marino Magliani e Marco D’Aponte c’è un Io narrante: lo stesso Pavese. Che a sua volta si sdoppia in Anguilla, il personaggio del romanzo “La Luna e i Falò”. Grazie a lui Pavese riesce a penetrare nei suoi ricordi con una sorta di catarsi indolore. Lascia ad Anguilla il compito di chiedere all’unico superstite dei suoi perduti amici la loro fine e sopportare ciò che ne è stato delle donne amate e scomparse nel vortice della guerra. Pinolo, questo è il nome del suo amico, è stato nel loro paese, Santo Stefano Belbo nell’entroterra cuneese, un giovane e acclamato clarinettista, che arrivato al bivio, ha scelto di essere un falegname.
Con lui Pavese/Anguilla, ripercorre passo, passo la sua esistenza travagliata: dall’infanzia costellata dal faticoso lavoro nei campi, alle ingiurie dei suoi coetanei, fino alla decisione di andarsene, lasciare la valle ed osservare il mondo. Arriverà a girare l’America senza mai fermarsi troppo in un solo posto, incontrerà amori che lascerà per continuare il suo viaggio alla ricerca di se stesso. Il ritorno nel suo paese natio lo troverà provato dai ricordi e situazioni non risolte. Pinolo, lo accompagnerà in questo suo ennesimo tentativo di dare un senso compiuto alla sua vita.
Ed ora andiamo alla ricerca dei principali spunti da cui immaginiamo sia partito Marcoc D’Aponte per rendere splendidamente le atmosfere del romanzo.
Il suo stile unico ed originale ha radici auliche che si perdono nei classici partendo dall’avanguardia tedesca (Grosz) fino ad arrivare ai Macchiaioli, dall’espressionismo di Gottuso fino al nostro caro e piu’ familiare Vittorio Giardino.
Facciamo un confronto per immagini. Questa l’assonanza che abbiamo trovato tra le splendide tavole del maestro Marco D’Aponte e i Pittori e Fumetti sopra citati.
Vi verrà voglia di leggere il graphic Novel e scoprire il resto da soli.
[Gosz]
…nelle raffigurazioni di gruppi…
[Marco D’aponte]
…nei grovigli delle persone dei mercati di paese ..
[Gottuso]
[Gottuso]
[D’Aponte]
[D’Aponte]
Fattori-MacchiaioliFattori-Macchiaioli[D’aponte]
[Gottuso]
[Gottuso]
[Gottuso]
[D’aponte]
[Giardino]
[D’aponte]
Buona lettura; alla prossima recensione Dario (alias Willy il Bradipo) e Filippo (alias Osvy il porcospino).
[Dario Santarsiero e Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -Sezione Fumetto e Letteratura – Articolo del 20 gennaio 2021]
concludiamo con un piccolo omaggio ai nostri ambassador per la loro passione per la musica: abbiamo disegnato ed animato MARTA per loro componendo anche la musica della sigla di MARTA.
AMICI di DETTI E FUMETTI da oggi apriamo una nuova finestra sul mondo. APRIAMO UNA RUBRICA DEDICATA AI PODCAST.
Un podcast è un medium molto versatile per fare cultura (che è la nostra mission non ve lo dimenticate), e noi che vogliamo stare sulla cresta dell’onda non potevamo non avere un canale dedicato. si chiama DETTI E FUMETTI PODCAST e per ora si appoggia sulla piattaforma SPREAKER.
Continuerò da li la mia rubrica DiLetti Dal Divano con l’auspicio di “invogliarvi” alla lettura di romanzi di ogni genere: classici, thriller, gialli, noir, etc.
Ovviamente come da tradizione il tutto sarà condito dal FUMETTO eccovi quindi una contaminazione che potremmo battezzare PODCAST-COMIC con la mia recensione a fumetti e la lettura del primo romanzo.
Ho scelto questo libro perchè lo trovo centrato per fare da manifesto culturale al nostro blog DETTI E FUMETTI, che promuove la lettura “per salvare il mondo” contro la dilagante ignoranza e deriva qualunquista ( il motto di OSVY ricordate è Aforismi per salvare il mondo). Spero induca in voi una profonda riflessione sulla nostra società contemporanea.
Oggi abbiamo voluto fare contento il papà di Marta. il musicologo ed esperto di sicurezza Steo. Non solo perché abbiamo cantato I can’t get know (Satisfaction) dei Rolling Stone ma soprattutto perché abbiamo parlato del Vdt (i rischi dovuti ai videoterminali) che è un po’ il rischio che tutti state correndo se ci state leggendo … ma non ve ne andate eh, che dobbiamo raccontarvi un paio di cosette.
Dovete sapere che il Videoterminalismo, come chiama Marta la malattia della sua amica Zoe, ti prende quando non si è attenti a come si tiene lo schermo del pc, o la tastiera o il mouse; ti contagi anche per altri motivi; si attacca soprattutto dalla postazione di lavoro errata. Mi spiego, parliamo di cattiva postura (scrivania e seduta) oltre che di quanto di brutto c’è attorno, ossia la luce sbagliata, il microclima ( … che sarà mai costui?), la scarsa possibilità di movimento, l’ambiente sonoro ( il rumore fastidioso che c’è intorno mentre studi per intenderci) ecc.
Insomma non stare sul letto a lavorare con il pc mettiti sulla scrivania composta e fa si che la luce arrivi dal lato;
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