MIRO’ E’ TORNATO – (OSVY n. 335 )

Amici siamo ormai in piena seconda ondata COVID. L’Italia è stata divisa in zone Gialle, Orancioni e Rosse (*) con restrizioni via via piu’ alte per evitare di mandare in crisi gli ospedali e consentire ai medici e agli infermieri di curarci tutti.

E’ venuto il momento di far tornare il nostro eroe MIRO’ ( Alias Michele Rovida- L’ambassador di DETTI E FUMETTI nel Mondo) per ricordare le buone pratiche.

Se vuoi saperne di piu’ su MIRO’ e regalare ad un tuo amico il suo libro sulle buone pratiche per fronteggiare la pandemia vai su AMAZON e acquista il libro con un click al prezzo di un cappuccino ( tanto al bar per ora…)

(*) Ecco la divisione in zone ( l’infografica è tratta da BIKEITALIA che trasforma l’Italia in un paese ciclabile)

[ FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI-sezione Fumetto – Articolo del 15 novembre 2020]

GIORNALISMO TRA TECNICA E PASSIONE! -WILLY il bradipo intervista per detti e fumetti elisa sciuto di aperizeta la rubrica di radio zeta di rtl 102.5

Amici di DETTI E FUMETTI eccoci con una nuova puntata del ciclo sulla professione del giornalismo: GIORNALISMO TRA TECNICA E PASSIONE!. Dopo l’intervista alla vulcanica Margherita Bordino che potete rileggere QUI oggi abbiamo il piacere di intervistare Elisa Sciuto, speaker di APERIZETA la Rubrica radiofonica di RADIO ZETA di RTL 102.5.

Willy: Ciao Elisa, come stai!? È sempre un piacere scambiare due chiacchiere con te!

Elisa: Ciao Willy, tutto  bene! Anche a me fa piacere rivederti!

W: Prima di tutto raccontiamo chi sei ai nostri lettori: nasci a Catania nel 1979, esordisci a teatro nel 1994 e nel 1996 nel cinema nei film I briganti di Zabut di Pasquale ScimecaCuore scatenato di Gianluca SodaroCasa Eden di Fabio Bonzi, Agente matrimoniale di Christian Bisceglia.

Quando ti trasferisci  a Roma, prosegui la tua carriera di attrice recitando per la tv in La squadraCarabinieriAgrodolce e per spot pubblicitari. Dopo aver conseguito il master in giornalismo, continui come conduttrice

Nel 2009 conduci il programma sportivo Aspettando Il processo di Biscardi, affiancando inoltre Aldo Biscardi nel programma Il processo di Biscardi.

Dal 2010 realizzi e presenti il programma Nonsolocinem@sul canale La3 di Sky,

Da ottobre 2011 conduci il notiziario serale di Teleroma 56, e sempre nel  2012 recensisci in anteprima i film in uscita nelle sale sull’emittente radiofonica R101.

Dal dicembre 2013 conduci MyWay di Autostrade per l’Italia S.p.A., notiziario sulla viabilità nazionale in onda su Sky TG 24 Sky Meteo 24.

Nel 2017 passi al programma “L’aria che tira”, in onda su LA7, per poi entrare in Mediaset, dove lavori prima per “Supercinema”, poi per “L’Almanacco del TG4”.

Sempre nello stesso anno inizi l’esperienza radiofonica con Radio Zeta, l’italiana di RTL 102.5, dove conduci “Aperizeta”, per il quale ti aggiudichi il premio Microfono d’Oro 2018

W: Complimenti, a quanto vedo hai un ottima carriera alle spalle!

E: Ti ringrazio, cerco di dare tutta me stessa in quello che faccio!

W: Oltre ad aver condotto il programma sportivo Aspettando il processo di Biscardi  hai affiancato lo stesso  Aldo Biscardi nel suo programma Il Processo di Biscardi. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

E: Il processo di  Biscardi, mi ha lasciato il meraviglioso Aldo Biscardi. Uno dei pochi che secondo me, conosceva il calcio. Un professionista incredibile, mi ricordo che quando facevamo riunione di redazione, scriveva quattro ore di scaletta su di un foglio da solo, c’eravamo tutti, però era lui, che dettava le linee guida, se le  scriveva a penna, una roba incredibile! Un uomo che non credo che ne faranno ancora. Mi manca tanto.

W: Parlaci ora della tua esperienza radiofonica con Radio Zeta RTL 102.5, dove conduci il programma AperiZeta per il quale, ti sei aggiudicata il microfono d’oro nel 2018

E: Si è vero, Mi sono aggiudicata il microfono d’oro ma sinceramente, non so come abbiano fatto, secondo me, in giuria si sono sbagliati, volevano darlo ad un altro e l’hanno dato a me! (Qui scoppia a ridere) Molto divertente. Come ti dicevo prima, per me la Radio è libertà allo stato puro, mi da la possibilità di essere me stessa. Anche perché se in Radio non sei te stessa, gli ascoltatori se ne rendo conto e non ti apprezzano! Ovviamente non ci arrivi subito, è un percorso che intraprendi gradualmente. Ricordo che all’inizio ero terrorizzata, avevo questo microfono davanti ed ero quasi impacciata; la mia  direttrice Federica Gentile, una donna veramente incredibile, ha capito le mie potenzialità e a settembre di quattro anni fa, quando iniziai, mi mise a condurre da sola dalle 18:00 alle 21:00 il sabato e la domenica, AperiZeta. Dandomi così una fiducia enorme! E questa fiducia dopo due o tre volte che andavo sola, mi ha permesso di sbloccarmi e nel frattempo di diventare una professionista. Devi sapere che la Radio è una sorpresa continua, ogni giorno cambia, c’è improvvisazione allo stato puro, non hai mai una scaletta, tranne quella della musica quindi, non sai mai i messaggi che arriveranno dagli ascoltatori, non sai mai le notizie che magari usciranno nel frattempo nel programma. Quindi, la bellezza della Radio è la sorpresa, il continuo imparare. Guarda,  una cosa è certa, non smetti mai di imparare in Radio!

W: Quando duettate per radio quanto c’è di spontaneo e quanto di scritto?

E: Quando duetto, non c’è come ti dicevo, nulla di scritto. E’ tutto spontaneo, ed è questo il bello della Radio. Se non lo fosse, si perderebbe l’autenticità; quindi è tutto estemporaneo

W: Cosa ti senti di dire alle ragazze che  vogliono avvicinarsi al mondo della radio come conduttrici?

E: Di essere se stesse, molto umili e di avere tanta pazienza. Ascoltare tanta Radio, tutte le Radio. Dove puoi cogliere qualcosa da tutti gli speaker, secondo me. E soprattutto ascoltare la musica. E’ importante avere una cultura musicale per poterne parlare. E uno appassionato che ti  sta ascoltando se ne rende conto se tu conosci la musica oppure no

W: Il tuo sogno nel cassetto?

E: (Ridacchia) Non ha nulla a che vedere con il mio lavoro, “Vivere per lavorare o lavorare per vivere!?” Come diceva la canzone dello Stato Sociale. Il mio sogno nel cassetto è di girare tutto il mondo, perché amo il viaggio, magari unendo l’utile al dilettevole: lavorare in giro per il mondo e fare reportage giornalistici o collegamenti in Radio, perché no!?

W: Bene cara Elisa è stato un vero piacere, a presto,  continueremo a seguirti su AperiZeta RTL 102.5!

E:Grazie a te Dario, continuate ad ascoltare Radio zeta RTL 102.5!

[Willy il Bradipo alias Dario Santarsiero per  Detti e Fumetti-sezione giornalismo – articolo del 8 novrembre 2020]

CIAO CAVALIERE NERO

Gigi Proietti

Caro Gigi,
ci hai lasciato proprio nel giorno del tuo compleanno. Forse eri stanco di questa cupa atmosfera che ci stava avvolgendo e rovinava il tuo spirito allegro e sereno.

Hai deciso di incamminarti su un sentiero che in questi giorni è illuminato da una grande luna piena tonda come la tua voglia di vivere.

In qualunque posto tu sia, sicuramente ci sarà da organizzare un nuovo spettacolo per tutti quelli che come te hanno deciso che era ora di cambiare scena e commedia.

Quando ti intitoleranno un teatro, una scuola o una via, perché lo sai che presto questo succederà, siamo certi che non ti darai delle arie; resterai sempre una persona umile ma nello stesso tempo sorprendente.
Ciao Gigi
Filippo e Dario [Detti e Fumetti Roma 2 novembre 2020]

ARF! Festival del Fumetto-QUALCOS’ALTRO! (20 -21-22-novembre 2020)

Amici di DETTI E FUMETTI anche quest’anno ARF ci sarà! Sarà QUALCOS’ALTRO .Dopo l’annullamento di ARF! il Festival del Fumetto di Roma – a causa dell’emergenza Coronavirus – rimandando la sesta edizione a maggio 2021, gli organizzatori (definiti da sempre ARFers) tornano al Mattatoio, il Museo d’arte contemporanea di Testaccio, per presentare da venerdì 20 novembre a domenica 22 QUALCOS’ALTRO, un intero weekend di mostre dedicate al fumetto, concepite come esperienza totalizzante e immersiva.

Una grande esposizione, allestita nel Padiglione 9B, con le tavole originali di Darwyn Cooke – uno dei veri innovatori del medium fumetto – mostrate per la prima volta assoluta in Italia, le copertine di Dave Johnson, il poliedrico artista contemporaneo di comic book, asceso alla fama internazionale grazie a un capolavoro come Superman: Red Son, le riflessioni e avventure/disavventure dei personaggi di Silvia Ziche e le tavoledegli oltre 80 autori del libro COme Vite Distanti.

Ci tengo a ricordarvi che vi sarà la mostra dedicata al libro COme Vite Distanti, ideato e prodotto da ARF! in collaborazione con PressUP durante il lockdown della scorsa primavera, i cui 62.385 euro raccolti grazie alla sua vendita on-line sono stati interamente donati all’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma per l’emergenza Covid e la ricerca. Introdotta dalla penna di Alessandro Baricco, la mostra presenta tutte le tavole del volume con oltre 80 dei maggiori autori del panorama nazionale tra i quali Milo ManaraGipiZerocalcareManuele FiorFumettibruttiGiuseppe PalumboSioSara PichelliZuzuMirka Andolfo e Paolo Bacilieri, coinvolti “coralmente” in un’unica storia, per quella che è stata unanimemente riconosciuta da lettori e critica come l’espressione più alta di coesione e generosità di un’intera categoria professionale italiana.

Non perdetevi QUALCOS’ALTRO!  un intero weekend di mostre dedicate al Fumetto, concepite come esperienza totalizzante e immersiva, nel cui bookshop i visitatori potranno trovare tutti i titoli degli autori esposti, un catalogo esclusivo (acquistabile solo ed esclusivamente durante i tre giorni dell’evento) e una specialissima tiratura di COme Vite Distantifresco vincitore del Premio Boscarato 2020 assegnato dal Treviso Comic Book Festival.

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto -articolo del 16 0ttobre 2020]

ROMA 2020

La Defense italiana sta muovendo i primi passi.

Oggi abbiamo fatto quattro passi tra i nuovi edifici, gli ultimi lavori in corso ed i balconi da cui spuntano i primi fiori. È solo l’inizio di un nuovo tessuto urbano romano tra l’EUR e il GRA. Ma il disegno è già molto chiaro.

[FILIPPO NOVELLI -SEZIONE FOTOGRAFIA ARTICOLO DEL 4 OTTOBRE 2020]

Mardi Gras, quando il suono si trasforma in disegno- L’intervista di willy PER DETTI E FUMETTI

Amici di DETTI E FUMETTI apriamo questo nuovo ciclo

di interviste a musicisti

incontrando i Mardi Gras a Roma, nello studio di registrazione della band. Non è stato facile trovare il tempo per questa intervista dato il grosso impegno del gruppo nel preparare il prossimo album. Si tratta del quarto lavoro in studio, dopo “Drops Made” (2006, Goodfellas), “Among The Streams” (2010, Route61 Music) e “Playground” (2015, Aerostella/Self). Ad accogliermi c’è Fabrizio Fontanelli, fondatore e chitarrista acustico della band. Possiamo iniziare la nostra chiacchierata.

W.: Ciao Fabrizio, so che siete impegnati nella realizzazione del vostro quarto album!

F.«Ciao a te, Willy, e a tutti i lettori di “Detti e Fumetti”! Sì, in questi giorni stiamo ascoltando i vari mix del nostro nuovo album. Qualcosa di veramente nuovo per noi Mardies, ma è bello avventurarsi in ambienti inesplorati. Sarà qualcosa di speciale».

W. Perché la scelta di presentare “You Do Something To Me” con un video animato?

F. «In realtà è da tempo che ci stuzzicava l’idea. Certo, non è facile realizzare un video di animazione, ma abbiamo avuto la fortuna di creare un gran bel team con Matteo Valenti della Filtro Video Production di Genova – che ha già al suo attivo svariati lavori animati – e Giampiero Wallnofer della Scuola Internazionale di Comics a Roma.

Abbiamo collaborato in pieno lockdown e, tra mille difficoltà, Matteo e Giampiero hanno dato vita a questo viaggio partendo dall’idea di un dardo scagliato verso l’amore tanto agognato.

È stato un lavoro minuzioso e complesso, soprattutto in considerazione del periodo complicato nel quale è nato. Ma, anche tra un crash e l’altro di computer, il nostro “racconto” ha visto la luce».

W. Una band italiana incontra una cantante che viene dall’Estonia. Come è nato l’incontro con Liina Ratsep?

© Foto di Paola Schiavoni

«Ti dico la verità: è stato più semplice di quanto si immagini. Liina ha risposto a un nostro annuncio per un’audizione e, nel momento in cui ha “affrontato” i nostri brani… beh, ci siamo subito emozionati! Non poteva andare diversamente».

W. Fabrizio, vuoi presentarci il resto della band e raccontarci la sua formazione?

«Quanto tempo abbiamo? Scherzo, ma neanche troppo. È una storia che attraversa molti anni, tanti palchi (nazionali e non), numerosi musicisti che si sono avvicendati nella nostra band contribuendo, ognuno, in modo importante. Il filo conduttore dei Mardi Gras, però, rimane lo stesso: osservare oltre i propri confini territoriali e sonori. Oggi la band è composta da Liina Ratsep alla voce, da me – Fabrizio Fontanelli – alla chitarra acustica, da Alessandro Matilli (piano e tastiere), Carlo Di Tore Tosti (basso), Fabrizio Del Marchesato (chitarra elettrica) e Valerio Giovanardi (batteria)».

© Foto di Paola Schiavoni

W. Fare musica oggi. Che cosa significa, realmente? 

«È una domanda molto complessa.Parlando per me – ma credo di esprimere il pensiero di tutti – credo che senza musica non potremmo vivere. La musica è un bene primario: creare qualcosa assieme nel nostro box ed esprimerlo poi live. Non è poco».

W. Fabrizio, cosa manca secondo te alle nuove generazioni di musicisti?

F. «Su tutto, credo scarseggi la curiosità. Ma è una componente da estendere oltre la musica. Certo, non in senso assoluto: esistono molte nuove realtà musicali di grande spessore. Come scovarle? Essendo curiosi, appunto. Inoltre credo che manchi il suonare “compatti” in un box creando musica assieme. Molte sale prove hanno chiuso o non se la passano bene, anche a causa della pandemia. E la musica ne risente».


W. Bene, è stato un piacere conoscervi! Aspettiamo l’uscita del vostro nuovo album. Un saluto da parte dei lettori di “Detti e Fumetti”!

F. Un saluto a voi, speriamo di vederci presto live. Intanto, chi vuole conoscerci meglio può trovare tutte le info sul NOSTRO SITO e sui nostri social.

[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI -Sezione Musica -Articolo del 4 ottobre 2020]

PER VEDERE IL VIDEO FATE CLICK SULLA FRECCIA

BIO

I Mardi Gras nascono a Roma. Il nome del gruppo deriva dall’ultimo album in studio dei Creedence Clearwater Revival, che – oltre ad essere il Carnevale di New Orleans – rappresenta un caleidoscopio di musica, colori ed energia. Un percorso, quello dei Mardi Gras, che negli anni li ha fatti evolvere da gruppo acustico a vera e propria rock band “coccolata” dalla stampa italiana e irlandese. I singoli usciti negli ultimi anni con Liina Ratsep alla voce – gli altri componenti sono: Fabrizio Fontanelli (chitarra acustica), Carlo Di Tore Tosti (basso), Alessandro Matilli (piano e tastiera), Fabrizio Del Marchesato (chitarra elettrica), Valerio Giovanardi (batteria) – hanno dato nuova linfa e vitalità alla band, che al momento è in studio per preparare il suo quarto album (in parallelo, ha già pubblicato una manciata di singoli; l’ultimo, in ordine di tempo, “You Do Something To Me”, personale rivisitazione del classico di Paul Weller).
Mardi Gras è una band che ha sempre rivolto lo sguardo oltre confine, approdando sia sul palco dello Sziget Festival (Ungheria) sia negli studi londinesi di Abbey Road per terminare la registrazione di “Playground”, il terzo album. Un disco, questo, masterizzato dalle sapienti mani di Simon Gibson (Beatles, Robbie Williams tra gli altri). Nel corso degli anni sono stati molti gli artisti irlandesi che hanno collaborato con la band: da Liam Ó Maonlaí degli Hothouse Flowers ai cantautori e musicisti Mundy e Mark Geary (con quest’ultimo i Mardi Gras hanno rivisitato due dei suoi
brani più amati). E ancora, tante le band e gli artisti con i quali si sono incrociati i percorsi, umani e professionali: dai Frames di Glen Hansard, a Jack Savoretti da Billy Bragg a Giorgio Canali a Paolo Benvegnù. I live show dei Mardi Gras li hanno veicolati come band «dalla sanguigna passionalità liberata soprattutto dal vivo» (Federico Guglielmi). Inoltre le due canzoni di protesta dei Mardi Gras – “The wait” (contro la pena di morte) e “Scarecrow in the snow” (sulla paura del “diverso” indotta dai politici per scopi elettorali) – sono state entrambe inserite da Neil Young nella sezione speciale del suo sito denominata “Song of the times”, una raccolta di “peace and protest songs” che il cantautore canadese ha stilato dopo l’11 settembre.

IL ROCK E IL SANGUE REALE DEI ROYAL BLOOD -IL CAPITOLO 7 DELLA STORIA DEL ROCK DI STEO

Non ero nato per fare la rockstar, ma era troppo divertente raccontare le verità scomode

[Vasco Rossi]

Il nostro viaggio si conclude nel qui ed ora. Partendo dai ciuffi lucidi e ricchi di gel degli anni ’50 siamo arrivate nella decade che ci siamo lasciati alle spalle un attimo fa. Sono cambiate molte cose ed il cambiamento ha subito un’accelerazione sempre più concitata. Oggi viviamo nell’era della comunicazione, degli smartphone e dei social. La Società si sta spostando sempre più verso l’individualismo e si assottigliano le occasioni in cui ci incontriamo per condividere sogni e ideali.

Provo un po’ di malinconia dei tempi dell’adolescenza in cui scorrazzavamo per le strade con orde di motorini, con lo stereo sulla spalla che si mangiava la cassetta del rocker di turno.

Erano tempi in cui ci ritrovavamo con gli amici nei giardini, eravamo i ragazzi del muretto. Personalmente con i miei amici mi ritrovavo di fronte al Freemusic, un micro negozio che ci regalava tutte le anteprime della musica; il negoziante ci teneva d’occhio mentre rovistavamo tra pile di cassette e vinili alla ricerca del nostro tesoro nascosto.

Oggi scarichiamo le playlist; nella musica vince il brano più orecchiabile ed si perde tutto il lavoro corale che c’è dietro ad un album; non ci si fa piu’ caso.

Belli i tempi dei Concept Album come The Wall dei Pink Floyd!

Oggi se guardi la classifica dei brani sulle APP è un marasma di hip hop, trap e pop con apprendisti stregoni che si spacciano per rockstar.

Allora avevano predetto bene quelli che dicevano che il rock sarebbe morto?

La musica è un po’ come un origami; se la spieghi (rimane solo) un foglio.

[Caparezza]

Io non penso proprio che il rock sia morto. Leggende viventi e non sono ancora nelle nostre orecchie e nelle radio; artisti come i Led Zeppelin, The Doors, o come i Deep Purple resteranno per sempre nell’etere all’infinito diversamente delle migliaia di meteore di oggi che, fatto il brano dell’estate, spariscono nel nulla.

La musica è arte comunicativa ed è qualcosa di molto diverso dalle centinaia di esperimenti senza spessore che improvvisati musicisti oggi fanno con il loro computer.

Se il pubblico oggi è distratto non bisogna sconfortarsi. Ricordiamoci che molti dei mostri sacri del rock che oggi veneriamo sono partiti dai garage suonando per un pubblico fatto di una manciata di persone. Io credo che altri grandi professionisti emergeranno e potremo presto conoscerli; anzi alcuni di loro già ora staranno suonando in qualche garage, in piedi su una pedana scricchiolante?

Dopo il 2010 sono uscite molte proposte indie che, senza la spinta delle industria musicale, faticano ad avere visibilità; cio’ nonostante qualcosa di buono sta uscendo.

Non vorrei che la mia musica sia un sottofondo, vorrei che fosse l’unica cosa importante, almeno per il tempo in cui la si ascolta.

[David Gimour]

Giusto per fare alcuni nomi: I Nothing but thieves hanno fatto cose interessanti, gli Amazons li ho visti ed ascoltati all’apertura del concerto dei Muse allo stadio di San Siro e potrebbero avere del potenziale, ma soprattutto credo che il gruppo rock del futuro saranno i Royal Blood.

Mike Kerr, bassista e cantante, e Ben Thatcher hanno proposto due album, a partire dal 2013, di ottima fattura.

Tanta energia, tanta gran cassa ed una musicalità che ti entra dentro. Corey Taylor degli Slipknot ha dichiarato che i Royal Blood saranno il futuro del metal, anche se non mi sembra che il loro sound sia di quel genere.

Il loro genere secondo me si avvicina al Garage Rock e fanno sperare che davvero prima o dopo potremo tornare a sentire della buona musica, suonata con strumenti e che si riprenda ad esprimere con essa ideali, energia e passione.

Jimi Hendrix ha cambiato la mia vita. Ogni generazione influenza la successiva e, come conseguenza, la porta indietro nel passato [Robert Smith]

Fin quando esisteranno ideali da esprimere, fin quando ci sarà la forza di opporci ad uno status quo che non onora l’essere umano, ci sarà sempre una controcultura che esprimerà i suoi pensieri e le sue emozioni graffiando delle corde di una chitarra, facendo vibrare la cassa toracica con il basso e sussultare con i colpi di batteria.

L’invito è resistere a quella comunicazione che ci propina un certo tipo di musica, tenendoci stretto il nostro libero arbitrio e la nostra capacità di scegliere; scegliere cosa è meglio per noi, per gli altri ed in assoluto

Personaggi del passato come Janies Joplin, Jimi Hendrix o Jim Morrison non andavano a genio delle Autorità, ma non hanno mai smesso di esprimere il loro libero pensiero, quel pensiero libero come un condor che è capace di volare sopra le candide nuvole, nello spazio e nel tempo.

Non smettiamo mai di essere umani e con la mano tesa al cielo urliamo la nostra voglia di vivere…di vivere il rock!

Io sono STEO e questa è la mia Storia del Rock, la prima serie. Se vi è piaciuto potete trovare il libro su amazon

non un libro come tanti, un libro trasversale che alla parola aggiunge il fumetto.

Ed anche oggi come di consueto vi lascio delle pillole di Rock, del Rock dei Royal Blood. Buon Ascolto e viva il rock!

Royal Blood – Figure it out

Royal Blood – I only lie when I love you

Royal Blood – Little Monster

[STEFANO PANCARI per DETTI E FUMETTI – Sezione MUSICA – articolo del 3 ottobre 2020]

IL NUOVO MILLENNIO ED IL METEORITE CHESTER BENNINGTON- GLI ANNI 2000-LA STORIA DEL ROCK

Non illuderti.

Nessun essere umano ha un contratto a tempo indeterminato con la vita

[Stefano Pancari]

Eccoci nel nuovo millennio, che ormai tanto più nuovo non è.

Con il senno di poi tra millennium bug e scenari apocalittici l’essere umano si conferma abile nel pontificare per poi essere smentito dalla storia che scorre inesorabilmente infischiandosene delle predizioni.

Così come se n’è infischiata di chi ormai profetizzava che il rock era un fenomeno in via d’estinzione.

A prescindere dal fatto che la corazzata di rockstar hanno continuato a riempire stadi e palazzetti, anche il nuovo millennio ci ha regalato nuove perle da ammirare ma soprattutto da ascoltare.

Tra gli astri nascenti c’era un ragazzo che mai nessuno avrebbe pensato che sarebbe diventato un fenomeno acclamato in tutto il mondo, forse nemmeno lui stesso.

La violenza è l’ultimo rifugio dell’incompetente.

[Isaac Asimov]

Sto parlando del classico sfigatello vittima del bullismo, quando in realtà sappiamo benissimo che i veri sfigati sono coloro che i bulli li fanno, imponendosi con la forza e la violenza…provo pena per questa gente che farebbe meglio a fare a pugni con i propri demoni, ma questa è un’altra storia.

Come questo ragazzo ha subito anche violenze sessuali da un suo amico e posso solo lontanamente pensare che esperienza orribile possa essere. Leggendo un curriculum di un ragazzo del genere penseremmo che con questi pugni in faccia non si sarebbe mai rialzato.

Forse è successo a molti di non rialzarsi, ma non è successo ad un certo Chester Bennington.

Chester ha vissuto un’infanzia sballottolato come una pallina da flipper tra varie città dell’Arizona.

Nonostante le cicatrici di quelle ferite era un ragazzo che sapeva guardare oltre. Ascoltava i Nirvana, anche se i suoi idoli rimanevano i Depeche Mode ed gli Stone Temple Pilots, ma lui voleva essere protagonista.

Questo lo ha spinto oltre le prime esperienze per arrivare ad essere il frontman dei Grey Daze a metà degli anni ’90, che devo dire è un gruppo tutt’oggi di gran rispetto.

Ma fu a fine degli anni ’90 che arrivò la chiamata della vita, il prefisso era quello di Los Angeles e sul palco lo stavano aspettando gli Xero che nel 2000 si ribattezzarono in Linkin Park.

Sì avete capito bene, quel gruppo che come pochi non ha sbagliato un album e ci ha regalato brani su brani di un’energia unica.

L’album d’esordio fu Hybrid Theory; già l’album che contiene il brano The End che ascolto con cadenza puntuale come se fosse una sana medicina.

Stiamo parlando dell’album nu metal più venduto nella storia con 27 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Alla faccia dello sfigatello! In tutto i Linkin Park hanno pubblicato 7 album centrando un successo dietro l’altro.

Non smetterò mai di urlare. Quell’urlo non me lo ha insegnato nessuno, è venuto fuori perché era dentro di me. La rabbia è dentro di me. [Chester Bennington]
 

Le arene dei concerti fremevano per ascoltare quelle chitarre graffianti ed i duetti di Chester con Mike Shinoda, mica Minghi e Mietta ( non me ne vogliano)!

Sebbene questa storia meriterebbe un happy ending, il ragazzo cresciuto dell’Arizona ha fatto i conti con i suoi demoni del passato. Non posso immaginare cosa succeda sulla vetta dell’Olimpo tra successo, pressioni e occhi che ti puntano da ogni angolo del mondo.

So che in tanti casi queste rockstar dietro i tatuaggi, le voci graffianti ed i piercing sono essere umani con le loro debolezze e fragilità.

Non posso fisicamente tagliare quella maledetta corda che si è stretta al collo di Chester quel dannato 20 luglio 2017 portandosi via la sua anima; quel che posso fare è raccontare la storia di un ragazzo che, nonostante gli schiaffi della vita, è riuscito a guardare dritto negli occhi il suo grande sogno e realizzarlo.

Ricordiamoci che non siamo quello che ci dicono, non meritiamo quello che ci fanno. Siamo delle rocce che nessuno può scalfire se crediamo in noi stessi e nella nostra capacità di lasciare il segno in questo breve transito sul pianeta terra.

Io sono STEO e questa è la mia storia del Rock. Se vi piace diventerà un libro.

Ed ora come di consueto vi lascio il nostro invito all’ascolto: tre brani dei Linkin Park

Linkin Park – In the end

Linkin Park – Numb

Linkin Park – Faint

[STEFANO PANCARI per DETTI E FUMETTI -sezione Musica – Articolo del 26 settembre 2020]

PENNA LIBERA/CHIARA PER LA SUA RUBRICA UNA PAROLA AL GIORNO… PRESENTA LA LETTERA X

Ciao amici di  DETTI E FUMETTI ho realizzato una rubrica “UNA PAROLA AL GIORNO TOGLIE IL VIRUS DI TORNO che vi proporrò anche qui su DETTI E FUMETTI, una parola alla volta dalla A alla Z percorreremo insieme tutto l’alfabeto.

Oggi vi presento la lettera X

X come Xenofobia: Ciao! “Accogli l’ospite straniero come se fosse sacro”, questo ci insegnano gli antichi.

Guardate il video e lo scoprirete!

per vedere il video fai click sull’immagine qui sotto

X

 

[CHIARA PER DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA -articolo del 7 aprile 2020]

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PENNA LIBERA/CHIARA PER LA SUA RUBRICA UNA PAROLA AL GIORNO… PRESENTA LA LETTERA W

Ciao amici di  DETTI E FUMETTI ho realizzato una rubrica “UNA PAROLA AL GIORNO TOGLIE IL VIRUS DI TORNO che vi proporrò anche qui su DETTI E FUMETTI, una parola alla volta dalla A alla Z percorreremo insieme tutto l’alfabeto.

Oggi vi presento la lettera W

W come W (indovinelli): Oggi tocca a voi! Risolvete gli indovinelli!

Guardate il video e lo scoprirete!

per vedere il video fai click sull’immagine qui sotto

W

 

[CHIARA PER DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA -articolo del 7 aprile 2020]

un blog con la passione del fumetto e non solo