Oggi abbiamo voluto fare contento il papà di Marta. il musicologo ed esperto di sicurezza Steo. Non solo perché abbiamo cantato I can’t get know (Satisfaction) dei Rolling Stone ma soprattutto perché abbiamo parlato del Vdt (i rischi dovuti ai videoterminali) che è un po’ il rischio che tutti state correndo se ci state leggendo … ma non ve ne andate eh, che dobbiamo raccontarvi un paio di cosette.
Dovete sapere che il Videoterminalismo, come chiama Marta la malattia della sua amica Zoe, ti prende quando non si è attenti a come si tiene lo schermo del pc, o la tastiera o il mouse; ti contagi anche per altri motivi; si attacca soprattutto dalla postazione di lavoro errata. Mi spiego, parliamo di cattiva postura (scrivania e seduta) oltre che di quanto di brutto c’è attorno, ossia la luce sbagliata, il microclima ( … che sarà mai costui?), la scarsa possibilità di movimento, l’ambiente sonoro ( il rumore fastidioso che c’è intorno mentre studi per intenderci) ecc.
Insomma non stare sul letto a lavorare con il pc mettiti sulla scrivania composta e fa si che la luce arrivi dal lato;
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Piromani si diventa da piccoli. Vi sono studi che affermano che la Piromania è malattia della psiche legata spesso a disturbi della attenzione, dell’apprendimento e a disordini comportamentali nell’infanzia. Alcuni individui che hanno difficoltà di comunicazione per le loro scarse abilità sociali, trovano nell’atto di accendere fuochi una “soluzione simbolica” ai loro problemi.
Le conseguenze della piromania sull’ambiente sono gravissime. Pensate a quanto tempo ci vuole per il riassetto dell’ecosistema forestale. Pensiamo alle conseguenze sui terreni alterati da un incendio: i versanti delle montagne a causa delle piogge, senza più gli alberi scivoleranno verso il basso provocando frane pericolosissime con danni enormi a persone e cose.
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[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto – articolo del 6 gennaio 2021]
A Detti e Fumetti piacciono le citazioni, i detti.
Oggi vogliamo mostrarvene uno architettonico.
Uno dei “segni” di Roma è la pensilina della Stazione Termini (1950) realizzata negli anni del dopo guerra, della rinascita. La Stazione, che pochi sanno prende il nome dalle vicine Terme di Diocleziano ( e non come si potrebbe immaginare dal termine dei binari tipico delle stazioni) è riconoscibile in tutto il mondo per la sua pensilina, una struttura ardita per l’epoca, realizzata in cemento armato, che ha un aggetto sull’antistante Piazza dei Cinquecento per 19 m. È retta da 33 pilastri e ha uno sbalzo massimo di 13.50 m con una trave di colmo che raggiunge i 12.45 m .
Ebbene voi vi direte. Una architettura, segno di Roma. e quindi?
Nell’anno 2021, anche lui come i 50, additato come anno della rinascita, a Roma, 70 anni più tardi, si costruisce ancora. In zona laurentina sorge un nuovo polo commerciale che nelle sue forme richiama i simboli della capitale.
(Filippo Novelli per Detti e Fumetti – sezione architettura – articolo del 5 gennaio 2021)
Il Vandalismo giovanile è un fenomeno dilagante che coinvolge ragazzi sempre più giovani. Solitamente nasce da un disagio familiare o anche semplicemente dalla noia; forti del loro branco questi ragazzini attraverso i loro atti distruttivi cercano la sfida, il pericolo, oppure un rischio sempre più grande nella inconsapevolezza dei pericoli cui vanno incontro e della gravità delle conseguenze che possono avere i loro atti.
Ho personalmente assistito ad un episodio che vi ho voluto riportare in questo episodio. Alcuni ragazzini che hanno devastato un parco giochi per bambini più piccoli. In particolare hanno rotto un cavalluccio a molla e, cosa più grave, hanno tentato di rimontare alla bene e meglio la parte rotta con il rischio di far ferire gravemente il bambino che inconsapevolmente lo avrebbe utilizzato dopo di loro. Fortunatamente in quel caso l’intervento di un adulto che rimosse la parte rotta e chiamo’ la vigilanza per far chiudere il parco, evitò il peggio.
Questo episodio mi da modo di ricordavi un altro tema a cui tengo e che pochi sanno: l’antitetanica è un vaccino che è bene che facciano tutti sia piccoli che grandi. Ha una durata di dieci anni e poi occorre fare il richiamo. Vaccinarsi è importante e salva la vita tua e di chi ti sta accanto.
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[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI -sezione FUMETTO – articolo del 31 dicembre 2020]
Conosciamo tutti il cibo spazzatura, il JUNK FOOD che include tutta quella serie di alimenti industriali ad elevato apporto calorico ed il piu’ delle volte poco nutrienti; L’episodio di MARTA ne fa vedere gli effetti e soprattutto vuole mettere a conoscenza del fatto che, questi cibi sono carenti in vitamine, acidi grassi, e pieni di glucidi raffinati; ma non solo e molto ricchi di colesterolo e sale pertanto sono inadatti per la crescita dei bambini e spesso causa di malattie cardiovascolari negli adulti. Costituiscono il primo fattore per l’obesità in tenera età ( e non solo) quindi bisogna ad ogni costo attivarsi per parlarne e far si che non entrino preponderanti nella dieta dei bambini..
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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -Sezione Fumetto – articolo del 25 dicembre 2020]
Ciao amici oggi voglio parlarvi de LA VALLE OSCURA di ANNA WIENER.
L’idea mi è venuta quando sono andato a trovare in redazione Filippo che era intento a completare il suo nuovo fumetto sulle startup.
Ci siamo accordati sul fatto che prima di riprendere a scrivere il prossimo capitolo de IL POTERE DELLE PAROLE, avrei raccontato qualche libro sul tema. Ad un patto che lui disegnasse i protagonisti di quella generazione: i millennial.
Ed ecco la sua illustrazione. Segue la mia recensione de LA VALLE OSCURA.
Millennials -illustrazione di Filippo Novelli
LA RECENSIONE
In basso l’epidemia di senzatetto a San Francisco; in alto i verticalismi giovani e ambiziosi delle start up della Silicon Valley.
Il romanzo si costruisce da sé sul memoir reportistico della scrittrice, una newyorkese analogica con un passato nell’editoria e un punto interrogativo sul futuro.
Ne viene fuori un testamento per millennials: la metafora di una generazione – la prima con l’ascensore sociale bloccato- che per vivere si adatta a una realtà non vera; la pratica del discorso aziendale come convezione diffusa ed esclusiva; la solitudine in un mondo in cui regna la parola “sharing”.
Si ride e si piange in un libro dal sapore cult.
[Chiara Sforna per DETTI E FUMETTI -Sezione letteratura -Articolo del 22 dicembre 2020]
Amici di DETTI E FUMETTI oggi abbiamo intervistato Valentina Lauria, una Entertainment Designer che abbiamo conosciuto in occasione dell’incontro con Stefano Pancari, il nostro esperto di musica nonchè founder di Sfera Ingegneria.
F. Ciao Valentina raccontaci quale è stata la tua formazione e come sei arrivata a lavorare per Sfera Ingegneria
V.: Ho sempre saputo di voler lavorare nel mondo dell’arte visiva e il mio percorso è rimasto sempre in quest’ambito. Fare la pittrice alla Van Gogh però non è mai stata un’opzione; dall’Istituto d’arte sono passata alla Libera Accademia di Belle Arti e, dopo la laurea in Graphic Design, all’Accademia Nemo, dove mi sono diplomata in Entertainment Design.
Anche durante il percorso di formazione non sono mancati i periodi lavorativi nella grafica marketing oriented, nel copywriting, seo e illustrazione per l’infanzia per una piccola pubblicazione.
Sfera è l’ultimo approdo nel mio percorso fino ad ora; un approdo sorprendente ed innovativo per il campo in cui opera e che, proprio per il suo approccio nuovo e creativo, rappresenta un terreno fertile per una comunicazione diversa, che porti un messaggio fuori dal coro.
F.:sei un esempio di come sia possibile conciliare l’essere una artista classica e nel contempo abbracciare una professione come quella di Entertainment Designer che usa la sua cultura artistica in altri ambiti come la pubblicità, la comunicazione ecc.. lo vivi come un arricchimento personale o come un compromesso per poter pagare le bollette?
V.: Ora, le parole “esempio” e “artista” mi mettono un tantino soggezione, mi sento sempre dalla parte del braccio produttivo più che di quello virtuoso e illuminato. Ma il designer è l’artista di oggi, con i mezzi di oggi e una società differente, improntata sulla tecnologia e sullo stile specifico di questo periodo e finanziata dai committenti odierni. Non più un Lorenzo il Magnifico ma una Sfera Ingegneria. Solo che quello che creiamo noi, raramente lo si trova incorniciato in foglia d’oro sopra un camino padronale.
Parlando della mia figura nello specifico, l’ Entertainment Design è una parolona che unisce Graphic Design, Illustrazione, Scrittura e tutto quello che è Comunicazione Visivaper l’intrattenimento. Sono tutte mattonelle di un percorso che ha come filo conduttore il desiderio o il bisogno di trasmettere qualcosa. Io voglio farlo nella maniera migliore possibile.
Non lo vivo ne’ come un arricchimento e neanche come un compromesso. E’ tutto parte di me. Quando lavoro, qualunque sia l’attività specifica, attingo da tutte le esperienze che ho nel mio bagaglio per riuscire a creare qualcosa di diverso, ma proprio perché viene dalle mie esperienze, che sono solo mie, è anche qualcosa di mio. Il mio lavoro e la mia passione.
F.: quando un cliente ti incarica di sviluppare un progetto dal punto di vista visuale quali sono le tre cose che ti dai come obiettivo per raggiungere il tuo scopo ed accontentarlo.
Comprensione. La cosa più difficile è capire cosa desidera una persona e/o un’azienda. Non solo cosa vuole, ma quello di cui ha bisogno. Spesso e volentieri capita che il mio cliente non abbia esattamente idea di COME arrivare al punto in cui vuole arrivare, ma crede che sia proprio quello ciò che io ho bisogno di sapere. In verità, il processo funziona molto meglio se mi viene detto l’obiettivo, così che io possa offrire le opzioni più adatte allo scopo e che quindi accontenteranno entrambe le parti.
2. Chiarezza. E’ sempre importante chiarire come funziona il mio lavoro. Nonostante i tempi corrano, chi non è mai entrato in contatto con la mia professione non ha la più pallida idea di quello che faccio e di cosa comporti a livello di tempo e di costo. Perciò ci tengo sempre a chiarire qual è il processo di lavoro, quanto tempo ed impegno richiede, e perché. Così che chi richiede la mia professionalità sappia esattamente in cosa sta investendo il suo denaro e la sua fiducia.
3.Rispetto. Gli strafottenti non piacciono a nessuno, sfido chiunque a dire il contrario. Sono perfettamente cosciente di non essere nata imparata e, in quanto essere umano, di poter sbagliare. Così come sono cosciente che chiunque altro si trovi nella stessa umana condizione. Nell’umiltà e nel rispetto si trovano infiniti punti d’incontro. Da appassionata lettrice so che chiunque ha una storia, e affronta battaglie personali più o meno silenziose. Perciò è necessario mostrare rispetto, sempre e comunque. Quando questa condizione viene a mancare, il lavoro diventa un peso e nessuno lavora bene con un masso sullo stomaco.
F. Di recente anche Sfera Ingegneria, ha deciso come noi di DETTI E FUMETTI di utilizzare il fumetto per parlare di temi importanti come la sicurezza. Sfera ti ha chiesto di disegnare Looks That Kill
Come è stato diventare fumettista e cosa ti ha affascinato della nona arte.
V.: Parlando di rispetto, chiedo scusa a tutti i fumettisti professionisti per averli “derubati” di questa etichetta. Io non lo sono. Provo solamente una grande e spassionata ammirazione per questo medium che unisce immagini e parole, creando infiniti mondi nuovi. Da fruitrice appassionata di comics e manga fin da ragazzina, ho solo scimmiottato le meraviglie di altri, tentando di mettere questo medium, questo modo di comunicare al servizio di un messaggio particolarmente importante.
F. Consigli per le giovani sul tuo mestiere?
V.: Disegnate tanto, apprendete tutto e provateci sempre. Sarete svalutate fino all’osso, ostacolate e ridotte ad un “ah ma tu fai disegnini, non hai un lavoro vero?”; tuttavia se questo è quello che volete fare veramente nella vostra vita allora non demordete. L’idea giusta per farcela è sempre dietro l’angolo.
F.Su cosa lavorerai nei prossimi mesi?
V.: Oltre ai sopracitati lavori intendi? Nel rinnovo del mio sito web, nel creare materiale per la pubblicazione e la rivendita online; inoltre collaborerò con fotografi e mastri spadai… diciamo che non avrò il tempo di annoiarmi. Anche perché la mia libera professione è appena iniziata e non voglio assolutamente perdermi quest’avventura.
F. : Grazie Valentina a nome di tutti i nostri lettori.
V. : Grazie a voi e seguiteci sui nostri canali!
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -Sezione Fumetto – Articolo del 15 dicembre 2020]
Amici di DETTI E FUMETTI, nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato del come è nato il progetto MARTA. Trovate tutta la storia da cui è nato QUI.
Prima voglio presentarvi il TEAM del Progetto MARTA a otto mani:
-SOGGETTO: FILIPPO NOVELLI
-TESTI: DARIO SANTARSIERO-FILIPPO NOVELLI
-SUPERVISIONE:STEFANO PANCARI
-DISEGNI:FILIPPO NOVELLI
MARTA, il fumetto che parla di sicurezza e salute ai bambini verrà pubblicato periodicamente su DETTI E FUMETTI e sarà ospite di una rubrica fissa su ROCK’N’SAFE, la webzine che si occupa di sicurezza a 360°.
Ed ora ecco a voi la protagonista della storia, la nostra piccola MARTA, una diecenne peperina che ama ascoltare musica rock e che trascorre il suo tempo libero con gli amici, cercando di toglierli dai guai in cui puntualmente si cacciano. A casa ha un papà simpaticissimo, una nostra vecchia conoscenza, Steo il musicologo, che scrive di musica qui sul nostro blog e che, nel fumetto di MARTA è anche un esperto di sicurezza e quindi non lesina consigli alla figlia.
EPISODIO N.° 1
[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI -sezione FUMETTO –
Oggi vogliamo parliamo di un certo tipo di pittura. L’unica che oggi possa competere con la computer grafica, con le immagini patinate, perchè è pittura rivoluzionaria, pittura fuori le righe.
[Maria Chiara Arconte -ritratto di Filippo Novelli]
Ho apprezzato questo genere perchè è attuale e nello stesso tempo antico. Mi ricorda a tratti il movimento dei Fauves e il suo piu’ illustre rappresentante, Matisse, .
Come nei Fauves anche nella giovane pittrice che sto per presentarvi si coglie la voglia di accostare i colori puri in liberà e la funzione emotiva legata alla composizione che trasmette nella sua arte.
Sto parlando di Maria Chiara Arconte. Oggi abbiamo fatto quattro chiacchiere per conoscerla meglio.
F: Ciao Maria Chiara vorrei che ti presentassi ai nostri lettori e rispondessi alla domanda diretta del perche’ dipingi.
M.C.: Ciao a tutti, sono Maria Chiara, in arte Machi e sono una pittrice ed illustratrice. Perché dipingo? Perché è l’unica cosa che so fare. Io sono la mia arte, in continua evoluzione.
F.: i tuoi cari genitori amici compagna/o come vivono questo tuo essere artista? M.C.: Beh, io sono la mia forza e devo ringraziare solo me stessa per tutto il percorso artistico e di vita. Il mio compagno mi incoraggia e ama molto la me stessa pittrice, con tutte le peculiarità del caso, tanto da farmi notare quando non sono in studio a creare. Lui sicuramente mi sostiene, amando quello che creo, ma anche come io vedo il mondo.
F. quanto è difficile vivere di arte? M.C.:Difficile. Probabilmente in gioventù non ho spinto abbastanza, ma solo perché tra un lavoro retribuito e l’arte che non è pagata, ho dovuto scegliere ciò che mi permetteva di pagare le bollette. Ho portato avanti gli studi e i progetti in parallelo con il lavoro, cosa che faccio tutt’ora e questo ovviamente ti porta a compiere delle scelte. Siamo nel paese dell’arte, ma non si vive di arte.
F. quale è il messaggio che stai portando avanti?
M.C.: L’arte è stata da sempre la mia salvezza, il mio rifugio. Crescendo, mi sono resa conto che nell’arte non si arriva mai, per cui voglio superare i miei limiti, sempre, rimanendo però me stessa.
Mi ritengo una persona determinata, poliedrica, in continua evoluzione, per cui se dovessi dire in sintesi il messaggio della mia arte, direi è: “Segui un obiettivo, un sogno e cerca di raggiungerlo per migliorare te stesso”.
F.: è importante insegnare/promuovere l’arte? e se si perché.
M.C.:Certo che è importante, perchè l’arte cura l’anima.
Ma attenzione alla speculazione. Mi sono resa conto che negli anni è cresciuta l’offerta formativa, ma la fetta del mercato è sempre più ristretta. Internet grazie ai social, da visibilità ma mi rendo conto che sono molto pochi i veri artisti e bisogna sgomitare ancora di più per farsi notare.
Si deve inoltre combattere con una visione arcaica dell’artista e dell’arte e la maggior parte delle case editrici guardano al nuovo con sospetto,. Idem i curatori nel mondo dell’arte, dove preferiscono piazzare dipinti sacri piuttosto che dipinti di arte moderna.
Probabilmente anche il lettore o l’acquirente deve essere incoraggiato a fare il salto. Penso sempre a quando nel 2002 mi iscrissi alla Scuola Comics e i professori ci dicevano che i manga erano il male. Ed io che ero cresciuta con i manga e sognavo di fare i manga, abbandonai l’idea.
Nel giro di pochi anni invece, sempre più disegnatori italiani, hanno adottato lo stile dei manga e ora sono anche apprezzati.
F.: lasciaci un frase per incoraggiare i giovani a non abbandonare questo mondo. M.C.: Ragazze/i “Mai abbandonare i propri sogni. Guardate lontano, ad un obiettivo e lavorate nel presente. Verrete ripagati. “
F.: Parlaci di domani, deii tuoi progetti futuri M.C.: Il mio obiettivo principale per il momento è finire il 3° anno all’università in Scienze dell’Educazione e Formazione, laurearmi ed iscrivermi il prossimo anno al master di Arteterapia. nel mentre, dipingere, dipingere, dipingere, per arrivare ad uno stile che per ora ho solo nella testa ma che piano piano prenderà forma.
Poi vorrei mettere mano al libro di illustrazioni per bambini che ho nel cassetto da qualche anno, scritto dalla mia migliore amica e illustrato da me. Inoltre ho trovato un lavoro che mi appaga e sento che è la strada giusta ma lascio spiragli aperti, chissà cosa succederà.
F.: Grazie Maria Chiara per questo tuffo nell’arte.
M.C.: A voi, a presto!
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Arte –
Oggi voglio raccontarvi di come è nato il progetto mARTa.
Mettetevi comodi perchè la storia è un po’ lunghetta ma se la leggerete tutta avrete molte risposte e tutti i fili convergeranno in un unico punto.
Marta è il nome della protagonista di un fumetto sulla salute e la sicurezza per i giovani, scritto e disegnato al fine di sensibilizzarli sulle best practices della sicurezza nel senso più ampio possibile del termine.
Per raccontarvi di Marta partiamo dal nome. E’ mia abitudine inserire nel nome della protagonista la mission del progetto da cui nasce.
Pertanto nel nome mARTa vi è il seme ART; la R diventa il caschetto che la bambina indossa per andare in skate, in bici o per arrampicarsi sugli alberi. La Me la A hanno gli stivaletti rock della bambina. Anche lo slogan sottende la genesi del logo è: «MARTA, l’ARTE a servizio della sicurezza col fumetto».
Marta è un punto di approdo di un mio lungo viaggio alla ricerca di un punto in comune tra il fumetto e la salute e sicurezza dei lavoratori. E’ stato come salire i pioli di una scala per scorgere un orizzonte più’ ampio.
Ho salito il primo piolo quando mi sono traferito per lavoro nel nord Italia, chiudendo di fatto il mio studio di pittura romano. L’unica cosa che potevo portarmi dietro era un piccolo taccuino.
Sono salito sul secondo piolo quando, entrato a far parte di un grandissimo progetto dove lavoravano migliaia di persone (il cantiere italiano più grande di tutti i tempi), ho iniziato ad osservare i loro comportamenti e le loro abitudini; a quei tempi facevo parte di una equipe che doveva comunicare regole e svolgere corsi di formazione.
Iniziai ben presto a riempire il mio taccuino di disegni e fumetti che ritraevano i comportamenti e le manie di questa moltitudine di donne e uomini.
Grazie al passa parola ben presto questi disegni divennero virali, tanto da trasformarsi in un appuntamento fisso nella mailing list dei colleghi prima e in speech con decine di persone poi.
Un giorno un docente universitario che assisteva in sala mi chiese di aiutarlo con il mio fumetto a trasferire dei concetti noiosi e pedanti in chiave umoristica durante i suoi corsi in cantiere che all’università di Milano.
Ecco alcune immagini del corso che parlava delle prescrizioni dell’INAIL e dei comportamenti dannosi.
Un nuovo scalino lo salii quando ebbi una esigenza contingente ed inderogabile: la genitorialità (2007).
Per prepararmi ad essere un buon padre avevo deciso di fare una full immersion nel mondo dell’infanzia; mi ero letteralmente riempito casa di libri di psicologia, di manuali di educazione, di filosofia.
La domanda che più mi girava in testa in quel periodo era quella classica che si fa un genitore: Come spiegare cosa è Bene e cosa è Male alla propria figlia? nel contempo mi domandavo come avrei potuto scaricare a terra tutto questo know how accumulato in quell’anno di studio?
Ero su nuovo piolo. Ripresi un mio vecchio personaggio (creato pensate un po’ nel 1976) e lo ridisegnai per l’occasione. Nacque l’ OSVY PROJECT(2008): Aforismi per salvare il mondo. Osvy, un bianco porcospino con doti sciamaniche (anche detto the Trutnut) è un supereroe dei nostri tempi; il suo super potere è recitare aforismi, perché l’aforisma è un aiuto che l’uomo offre ad un altro uomo, un padre ad una figlia; l’aforisma è una guida per evitare l’errore o porvi rimedio, il conforto che l’esperienza può dare a chi deve ancora affrontarla. Osvy è raccontato attraverso il medium letterario del fumetto perché il fumetto sintetizza il mondo reale così come l’aforisma sintetizza un pensiero; se ne deduce che il fumetto, ed in particolare la strip breve, è un aforisma grafico.
I social cominciarono a diffondersi e con loro la tecnica dell’instant comic che ti permetteva di disegnare su carta e istantaneamente condividere il fumetto via internet con decine di migliaia di persone. Io presi l’abitudine di farlo quando ero bloccato nel traffico a ROMA (dove nel frattempo ero tornato); vedi il traffico qualche aspetto positivo ce lo ha. L’avvento di Facebook e Instgram hanno fatto il resto. Come dice Baricco la tecnologia in fondo consente a chiunque di narrare la propria storia.
A ciascuna delle strip di OSVY che recita frasi di personaggi famosi (scrittori, giornalisti, uomini illustri) è abbinato un libro mediante un QR code (altri dopo di noi sfruttando i BIG DATA hanno usato questo metodo) Da questa idea nacque DETTI E FUMETTI e con lui la importante Joint Venture con Biblioteche di Roma (patrocinio gratuito delle biblioteche di Roma -2013) che inserì questa metodologia di fruizione di e-book nella campagna di tesseramento BIBLIOTU: pagando un prezzo simbolico di 5 euro potevi leggere migliaia di libri gratuiti.
E siamo quasi arrivati al piolo di MARTA. Prima vi devo parlare di un passaggio che darà il senso a tutto.
DETTI E FUMETTI divenne una rivista cartacea e poi un blog di cultura varia ma ribaltato come format rispetto ad una rivista classica; infatti mentre una rivista aveva rubriche di teatro, cinema, letteratura, ecc. e poi spezzava il ritmo inserendo una vignetta, DETTI E FUMETTI ribalta questo approccio parlando di fumetto (interviste, recensioni, strip, racconti veri e propri) e ogni tanto lo interrompe con una rubrica di cultura varia.
DETTI E FUMETTI ha al proprio interno una redazione di esperti di settore (teatro, architettura, cinema, fotografia, politica, musica, comunicazione) e prende dall’esperienza e dalle reti di connessione umana di ciascuno lo spunto per creare nuovi progetti.
OSVY FIGHT COVID (2020) ne è una testimonianza. In occasione del lockdown abbiamo pescato dalla nostra rete una serie di esperti (l’esperto di sicurezza Michele Rovida, il medico Elisa Mastrodicasa, l’esperto di protezione civile Domenico Cianferri) che ci aiutassero a raccogliere fondi per la protezione civile e che dessero testimonianza dall’interno di quello che stava accadendo per sensibilizzare l’opinione pubblica a comportamenti piu’ responsabili.
Con OSVY FIGHT COVID di nuovo la Sicurezza ha fatto capolino nella mia vita e mi ha fatto nascere la voglia di chiudere quel cerchio che avevo iniziato a tracciare venti anni prima.
Finalmente siamo arrivati sull’ultimo gradino per scrutare l’orizzonte e vedere cosa diventerà MARTA. Ovviamente nulla può essere uguale a prima; le esperienze, quando va bene, ci maturano, senz’altro ci cambiano; le esigenze e le urgenze vanno di pari passo. Tra il primo libro INAIL per le Università sulla sicurezza e MARTA c’è stato l’attraversamento di OSVY e di DETTI E FUMETTI (peraltro ancora belli vivi e pimpanti e con le orecchie dritte)
MARTA ha come mission la sensibilizzazione di un pubblico di bambini e di adolescenti. CI aiuterà nella sua divulgazione oltre al nostro ambassador Michele Rovida ( Italia Love SIcurezza) anche la webzine Rock’n’safe di Stefano Pancari.
Tra gli obiettivi del progetto vi è quello di trovare ALTRI SPONSOR al fine di far diventare MARTA virale tra le ragazze ed i ragazzi, con la voglia di essere una opportunità di condivisione di temi del self care cari a tutti grandi e piccoli.
Marta parte oggi, ricordiamocelo come una delle cose buone del 2020; voi seguiteci.
Dopo tutte queste chiacchiere avevamo pensato di chiuderla qui ed invece no. Vi regaliamo il primo episodio che poi tornerà tra qualche giorno ufficialmente STAND ALONE.
L’episodio ha una fascia di età di lettura 8-10 anni, ma seguiranno anche episodi per una fascia di età dagli 11 ai 14 anni.
EPISODIO n.1 : LA SICUREZZA STRADALE
fate click sull’immagine per ingrandirla e leggerla in HD.
Rimanete connessi per leggere il prossimo episodio della serie MARTA.
Ciao a tutti
[ Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI Sezione Fumetto – articolo del 22 novembre 2020]
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