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Chi è l’artista oggi?

Care amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi parliamo di un argomento centrale per chi è appassionato di arte. Cerchiamo di indagare chi è l’artista.

Per farlo partiamo da una riflessione di uno dei più famosi critici d’arte. Uno dei più noti: Bonito Oliva.

OLIVA parte da un assunto interessante: l’artista é un paradosso biologico.

Un individuo destinato alla fine che tuttavia tenta di generare qualcosa capace di SOPRAVVIVERE a sé stesso. In questa visione, la creazione non è un mero oggetto, ma l’atto supremo dell’io, un’espressione di soggettività assoluta e performativa che trasforma la speranza di durata in un’opera che aspira all’eternità.

La riflessione richiama Platone e la sua intuizione sulla pericolosità della libera espressione nella città ideale: se l’arte libera mette in crisi l’ordine, allo stesso tempo svolge una funzione critica e trasformativa nella società. Viene così evidenziata la tensione tra la dimensione privata dell’atto creativo (la volontà individuale di lasciare una traccia) e le sue conseguenze pubbliche e sociali.


Chi È l’ARTISTA


Mettiamo in fila i seguenti  4 punti evidenziati da Bonito Oliva.

Permanenza e mortalità

L’artista esplora la fragilità dell’esistenza umana e il desiderio di superare la morte fisica. Attraverso l’opera d’arte, il momento fugace viene fissato nel tempo, trasformando la tela in un monumento che sopravvive alla scomparsa del creatore.

Gerhard Richter: Nelle sue serie di “Vanitas” o nei ritratti sfocati tratti da fotografie di famiglia e storiche

(Fotobilder), esplora la caducità della memoria, la transitorietà della vita e l’ossessione della pittura nell’immortalare soggetti ormai scomparsi.

Damien Hirst, la cui serie di dipinti Cherry Blossoms (o le sue opere celebri sulla natura morta e la morte) indaga la costante tensione tra bellezza visiva, degrado fisico e mortalità inevitabile.

Soggettività performativa

L’atto di dipingere smette di essere solo un mezzo per produrre un oggetto fisico bello o decorativo e diventa un’azione tracciata sulla tela. La pittura racchiude l’energia corporea, la psiche e il gesto dell’artista, rendendo il quadro una registrazione diretta del suo vissuto emotivo e fisico. Cecily Brown o Jenny Saville possono essere presi da esempio.

Cecily Brown è un esponente di spicco della pittura gestuale contemporanea. Le sue pennellate vigorose, dense ed edonistiche mostrano come il processo pittorico stesso sia un gesto corporeo vivo. Nelle sue tele, l’espressione di sé e l’energia fisica dell’artista sono evidenti quanto i soggetti rappresentati.

Alternativa figurativa è Jenny Saville, in cui la materia pittorica spessa e il corpo dell’artista si fondono nel gesto violento ed emotivo di plasmare la carne sulla tela.

Libertà espressiva e ordine sociale

Questa tematica richiama la visione di Platone (che nella Repubblica guardava con sospetto agli artisti in quanto potenziale minaccia per la stabilità della polis). L’arte rivendica la propria autonomia e libertà illimitata di fronte alle norme, ai valori istituzionali, alla morale pubblica o alla censura statale. Banksy o Ai Weiwei ne sono un esempio.

Banksy: Nonostante operi come street artist e pittore su tela/supporti recuperati, incarna perfettamente lo scontro con l’ordine sociale. Le sue opere mettono a nudo le ipocrisie del potere, della politica, del consumismo e della polizia, dimostrando come la libertà espressiva possa sfidare apertamente le leggi e le convenzioni della società.

Ai Weiwei, le cui opere visive e installative sfidano direttamente l’autorità statale e il controllo politico dell’informazione.

Ambivalenza dell’artista contemporaneo

E’ interessante evidenziare la doppia natura dell’artista moderno: da un lato figura carismatica e creatrice integrata nel mercato, dall’altro voce critica, provocatrice o persino agente destabilizzante della propria comunità. L’artista oscilla tra il ruolo di “star” celebrata dalle istituzioni e quello di figura che ne sovverte le fondamenta.

Takashi Murakami o Maurizio Cattelan ne sono un esempio.

Takashi Murakami è maestro nel muoversi tra critica culturale e integrazione commerciale. Con il suo movimento Superflat, critica l’appiattimento della società di consumo e la cultura otaku, pur vendendo opere a cifre da record, gestendo un’azienda di produzione e collaborando con grandi brand di moda. Incarna perfettamente l’ambivalenza tra il sistema e la sua decostruzione.

Maurizio Cattelan utilizza l’ironia e la provocazione mettendo continuamente in discussione il ruolo dell’artista e le strutture di potere del mondo dell’arte e della società.

Noi ci vediamo alla prossima ricerca.

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – Sezione ARTE- Articolo del 24 settembre 2026]