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l’inizio di una nuova rubrica: LA MEMORIA con Graziano Marraffa

Cari lettori di Detti e Fumetti, il cinema ha da sempre affascinato il pubblico fin dagli esordi. I fratelli Auguste e Louis Lumière nel 1887 proiettarono i primi brevi cortometraggi precorritori del moderno cinema. Le reazioni degli spettatori di allora ci fanno sorridere e intenerire allo stesso tempo, come il panico che scoppiò nella sala,  quando fu proiettato l’arrivo del treno: molti scapparono terrorizzati perché credevano che il treno l’avrebbe travolti. Ma il cinema è fatto anche di attori, che ci fanno commuovere o entusiasmare con la loro professionalità e bravura; ed è proprio degli attori che voglio parlarvi. Lo faccio con una  nuova rubrica intitolata La Memoria. Dove verranno ricordati appunto personaggi che hanno fatto la storia del cinema fini primi del novecento Attrici e Attori ormai dimenticati dai più che sarà interessante riscoprire e valorizzare. Ho coinvolto in questo nuovo appuntamento, il mio amico esperto di cinema Graziano Marraffa che periodicamente ci presenterà un’attrice o un attore dimenticati o sconosciuti ai più. 

Ritratto di Graziqno Marraffa di Filippo Novelli

Il primo ritratto per simpatia e riconoscenza vede Graziano Marraffa come protagonista.

Buona lettura. Ci ritroviamo qui. Tra poco. Rimanete connessi.

NOTE BIOGRAFICHE

Nato a Roma il 18 Ottobre 1975, è

Fondatore  e Presidente dell’Archivio Storico del Cinema Italiano – Associazione Culturale Onlus, costituito da un patrimonio illimitato di materiali cinematografici originali dagli anni ’30 ai giorni nostri, suddivisi in varie sezioni :

Cineteca, Videoteca, Manifestoteca, Biblioteca, Emeroteca, Fonoteca, Scenografia e Costumi.

Consulente e curatore di mostre iconografiche, retrospettive e Festival realizzati in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali.

Consulente internazionale per vari laboratori di sviluppo, stampa e post-produzione esperto in teoria e pratica del restauro cinematografico su supporti originali in pellicola b/n e colore.

(DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI SEZIONE CINEMA E TEATRO – ARTICOLO DEL 29 ottobre 2022)

OSVY E BERTOLD BRECHT

Abbiamo deciso di effettuare un restyling per arrivare alla stampa di una raccolta delle migliori strip. Ne pubblicheremo alcune nei prossimi giorni.

Questa strip su una domanda che ad un genitore viene fatta spesso dalla propria figlia/o PERCHE’ LA GUERRA?

pubblicata in occasione della guerra UCRAINA- RUSSIA scoppiata oggi 24 febbraio 2022

Se vuoi sapere di piu’ sull’autore dell’aforisma fai click QUI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 24 febbraio 2022]

I PODCAST DI GABRIELLA GRIFO’ PER DDD Diletti Dal Divano – La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker.

Amici di DETTI E FUMETTI oggi vi presento il podcast di La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker.

Per una volta ho chiesto a Filippo di fare una eccezione: disegnare al posto del mio consueto fumetto il ritratto di Nola la protagonista della serie TV.

Ma veniamo alla storia:

Nell’episodio di oggi parleremo di un romanzo uscito nel 2012 che è riuscito a riscuotere un successo tale da ottenere nel 2018 un adattamento televisivo. Stiamo parlando di: “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker.
Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.

Facendo click sulla foto sarete indirizzati direttamente sul PODCAST

Nola ( alias Kristine Froseth) illustrazione di Filippo Novelli

Le musiche che ho utilizzato:
“Sappheiros – Memories” is under a Creative Commons license (CC-BY).
Music promoted by BreakingCopyright: https://bit.ly/b-sappheiros-memories
Rain sound effect: https://www.youtube.com/channel/UCTdyXszrxhMP-pbhy85Pa-g

Buon ascolto da Gigi’! Buon Cinema a tutti!

[Gabriella Grifò per DETTI E FUMETTI – sezione Cinema – articolo del 21 aprile 2021]

INTERVISTA A MASSIMO WERTMULLER DI DARIO SANTARSIERO -WILLY IL BRADIPO PER DETTI E FUMETTI

Cari amici di Detti e Fumetti questa volta scopriamo l’attore -ma anche l’uomo- Massimo Wertmüller, all’anagrafe Massimo Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich  

Caro Massimo come di consueto ti presento ai nostri amici: sei un attore e doppiatore italiano. Nipote della regista Lina Wertmüller, dopo aver esordito in teatro nel 1976 con Luci di Bohéme, spettacolo presentato alla Biennale di Venezia, nel 1978 inizi a frequentare il Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti. Insieme ai compagni di corso  Paola Tiziana CrucianiShereen SabetRodolfo LaganàPatrizia Loreti e Silvio Vannucci fondi il gruppo comico La Zavorra, attivo nel teatro di cabaret e nell’intrattenimento televisivo fino al 1984.

Nello stesso anno debutti sul grande schermo con il film La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia, diretto da tua  zia Lina, che ti dirigerà anche in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983) e Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione (1984), Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986), In una notte di chiaro di luna (1989) e nel televisivo Francesca e Nunziata (2001), andato in onda su Canale 5.

Tra gli altri tuoi ruoli in televisione, quello del commissario Giorgio Pettenella nella serie La squadra, andata in onda su Rai 3 e in replica su Rai Premium. Due delle tue più recenti apparizioni sono quelle nella serie RIS Roma, dove interpreti il ruolo del generale Abrami, e nella serie televisiva 1992 di Sky, nel ruolo di Mariotto Segni. Nel 2021 nella fiction Mina Settembre interpretata da Serena Rossi sei un generale in pensione hai un cane simpaticissimo e sei  sempre in contrasto con la madre di Mina.

Nell’ambito pubblicitario sei stato il primo testimonial di Wind nel 1999 e sostieni l’organizzazione Medici Senza Frontiere oltre a diverse cause animaliste.

D. Cosa ti ha spinto verso la recitazione?

M. Mah , direi le rappresentazioni sacre fatte a scuola, al ginnasio. Lì mi ritrovai felice a fare la voce di Jacopone da Todi per le sue Laudi nascosto in uno sgabuzzino della palestra, dove si facevano le rappresentazioni, col naso attaccato alla porta. Tanto è vero tutto ciò che poi, finito l’orario di scuola, avevamo fondato una compagnia che si chiamava “La Pochade” con altri studenti, che provava di notte in un garage spettacoli terribili come “le mani sporche “di Sartre, oppure “Edoardo II” di Marlowe, oppure “Ubu Roi” di Jarry, testi bellissimi ma che in mano nostra facevano dire al mio papà , quando era costretto a venire in cantina , l’ Abaco di Mario Ricci, a vedere una prima di suo figlio, rivolto mia madre, “stasera andiamo a fare questo attentato allo scroto?”….Poi un giorno vidi il “Masaniello” di Armando Pugliese, e mi innamorai anche dei profumi del teatro, visto che era uno  spettacolo bellissimo fatto su un mare di sabbia con carri di legno semoventi.

D. Da ragazzo hai fondato insieme ai tuoi compagni di corso un gruppo comico la Zavorra; ce ne vuoi parlare?

M. Che dire? Spesso nella vita non siamo coscienti del momento che viviamo. Come per la Storia, con la “S” maiuscola, il suo senso lo si vede meglio a posteriori e volandoci sopra ad elicottero. Per capire i suoi percorsi, i suoi perché. Io non capii che quello sarebbe stato il più grande mio successo in carriera che avrei mai più rivissuto. Con Rodolfo, Paola, Patrizia, Sherine, Silvio, avevamo raggiunto una complicità pazzesca. E uno sketch, soprattutto con Rodolfo Laganà, poteva nascere davanti al bancone di un caffè…e lo provavamo tanto. Eravamo innamorati di quel mestiere. Fu Antonello Falqui che ci scelse al Laboratorio di Gigi Proietti, la nostra scuola di recitazione. Antonello Falqui fu il più grande e mai più eguagliato ideatore di varietà che sia mai esistito. Ricordo una volta, a fine lavorazione di un 23 dicembre, la voce di Antonello in interfono disse “Buon Natale a tutti meno che alla Zavorra”, liberando tutto lo studio meno che noi. Questo perché non avevamo trovato un finale di uno sketch. Lo trovammo solo alle 23… e buon Natale a tutti. Per farvi capire che fare uno sketch era una cosa seria. 

D. Aver interpretato dei ruoli nel cinema sotto la regia  di tua zia Lina Wertmuller, cosa ti ha lasciato?

M. Lina è stata un regalo per me come modello di vita. Ho imparato tanto da lei, anche solo guardandola. E poi, ovviamente, perché è stata un genio. Non è che tutti hanno un genio, premiato con l’Oscar, come zia…

Però non ti posso nascondere il peso che si porta ad avere il mio cognome. Si è sempre sotto esame; si pagano tutte le eredità che porta un cognome come il mio. Solleva sempre la curiosità. Vedi, anche oggi, sono costretto a rispondere ad una domanda su questa mia parentela. Niente di male per carità, almeno in questo caso, ma sapendo che siamo in Italia, il fatto che io abbia dovuto non solo realizzarmi ma convincere della mia autonomia, è stata una fatica in più. Per fortuna ad aiutarmi sono arrivati i lavori a cui ho partecipato con altri grandi registi come Magni, Scola, Patroni Griffi, a dimostrare che io sono io indipendentemente dal mio cognome. Ma è stato uno scalino in più, non in meno, da superare….

D. Quale personaggio ti ha dato modo di esprimere tutto te stesso?

M.Tanti, non saprei dirtene uno in particolare …Forse un personaggio che pare costruito su di me è stato senz’altro “Il Pellegrino” di Pier Paolo Palladino a teatro.

D. Cosa è cambiato nel cinema e cosa nel teatro ultimamente?

M.Al cinema oggi mancano i maestri. Quelli di ieri poi erano maestri di vita non solo di cinema. E l’albero di certi stili cinematografici è rimasto senza frutti, secondo me. Se si prende per esempio il cinema impegnato, politico, quello di Petri, o di Rosi, per dirne alcuni, e poi se si prendono altri generi a caso si capisce che un certo cinema e un certo modo di lavorare non c’è più. Non vedo in giro oggigiorno altri Fellini, Leone, Scola, Magni, Monicelli, e potrei continuare… Vedo tante commedie rassicuranti, ma non molti grandi eventi cinematografici, ed è con questi che si scrive una pagina epocale.

Il teatro mi sembra più coriaceo invece, meno in balia dei venti. Certo, anch’esso soffre di un calo forte di gusti e qualità. Forse una certa televisione, in questo, ha le sue responsabilità.

IL MAKING OF DEL RITRATTO DI MASSIMO WERTMULLER DI FILIPPO NOVELLI https://youtu.be/sgElyogW9N8

D. Cosa vorresti dire ad un gruppo di ragazze e ragazzi che vogliono fondare una compagnia teatrale?

M. Di provarci senz’altro. Oggi è più difficile, certo, ma nessuno potrà mai dire che non si sia i prescelti, i fortunati che portano a compimento una avventura. Questo è ancora possibile.

D. Noi di DETTI E FUMETTI recentemente abbiamo prodotto dei fumetti per sostenere la Protezione Civile, i medici e il volontariato ( OSVY FIGHT COVID -2020) ; ho visto che anche tu sostieni l’organizzazione Medici Senza Frontiere e diverse altre cause animaliste, ce ne vuoi parlare di questo tuo impegno?

M. Direi solo questo, che l’impegno civico secondo me è rimasto uno dei più grandi sensi che si possano dare al proprio passaggio su questa terra. Rendersi utili è bello, non guardare solo al proprio ombelico è sano, non demandare, non essere ignavi è un nobile atteggiamento che ognuno dovrebbe tenere in questa vita.

D. Il tuo sogno del cassetto?

M.Stare in salute e poter godere sempre di un tramonto, del profumo del mare, della freschezza di un bosco….

D. Bene caro Massimo grazie anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per la piacevole chiacchierata!

[Dario Santarsiero alias Willy il bradipo per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro -articolo del 17 aprile 2021]

INTERVISTA A DARIO SANTARSIERO DI GABRIELLA GRIFO’ – PER L’USCITA DEL LIBRO “FARE TEATRO”.

Ciao amici oggi facciamo quattro chiacchiere con Dario Santarsiero

Ve lo presentiamo e parliamo del suo nuovo libro ma non solo. Si parlerà anche del nuovo canale in abbonamento di DETTI E FUMETTI in cui Dario avrà il ruolo di Speaker insieme a me.

Buona visione!

Se fate click sulla freccia la video intervista inizierà.

Puoi acquistare il libro FARE TEATRO di Dario Santarsiero al seguente link facendo click sul LOGO DI AMAZON

[Gabriella Grifo’ per DETTI E FUMETTI – sezione Teatro- articolo del 17 aprile 2021]

FOLLIA- IL PODCAST DI DDD DILETTI DAL DIVANO -LA RUBRICA DI GABRIELLA GRIFO’ PER DETTI E FUMETTI

Ciao a Tutti sono Gabriella Grifo’ redattrice di DETTI E FUMETTI in arte Gigi’ quando scrivo qui :-).

Per la rubrica DDD Diletti Dal Divano abbiamo iniziato per i piu’ pigri, in realtà per suscitare curiosità, la lettura di alcuni brani di libri che a noi piacciono. Pare che questo podcasting funzioni, in molti ci avete scritto per apprezzamenti e per chiederci di leggere un libro in particolare. Continuate a scrivere direttamente qui sotto nei commenti lasciando il titolo del vostro libro; chissà potrebbe essere il prossimo articolo.

Il Podcast lo fanno tutti ma il podcast a fumetti? Nessuno che io conosca. Quindi godetevi questo nuovo episodio. Alla fine vi lascio le puntate precedenti di quello che presto diventerà un vero e proprio libro. Sosteneteci e consigliateci nuovi titoli, entreranno nell’indice!

Nell’episodio di oggi parleremo di Follia di Patrick Mcgrath. Una grande storia d’amore folle pervade tutto il libro, raccontata da uno psichiatra che decide di esporre il suo caso clinico più perturbante: la passione fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, paziente rinchiuso in manicomio per uxoricidio.

Un libro che, come dice il titolo, è impresso di follia non solo per l’amore dei due protagonisti ma anche per la location in cui si svolge la vicenda, un manicomio.

Potete ascoltare il podcast facendo click QUI e/o sul disegno.

Le illustrazioni sono di FILIPPO NOVELLI founder di DETTI E FUMETTI e illustratore del collettivo.

Le musiche che abbiamo utilizzato:
♫ Track: [Electro Swing] Wat Dat Dee [No Copyright Music]
♫ Watch: https://youtu.be/1Zzqio6jPRQ

After the rain by Rexlambo https://soundcloud.com/rexlambo
Creative Commons — Attribution 3.0 Unported — CC BY 3.0
Free Download / Stream: https://bit.ly/_after-the-rain
Music promoted by Audio Library https://youtu.be/IcH1Qc7NkBo


[Gabriella Grifo’ per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura – articolo del 6 marzo 2021]

LA RECENSIONE DELL’UOMO MONTAGNA per DETTI E FUMETTI

Con L’uomo montagna, una spumeggiante opera all’acquarello capace di farti immergere in atmosfere sognanti, nonché vincitrice del premio ITAS -44° edizione narrativa per ragazzi, la Tunuè ci fa entrare nel mondo del fumetto francese.

Il viaggio. Ecco la metafora con cui si apre l’emozionante Graphic Novel “L’Uomo Montagna” scritto da Séverine Gauthier e disegnata da Amélie Fléchais (una nostra vecchia conoscenza transalpina di cui ricordiamo la mostra al Comicon nel 2016). 

Il racconto si apre con il vecchio uomo montagna che parla con il nipotino,  annunciando che quello è il suo ultimo viaggio e che non potrà portarlo con se. E’ stanco e il vento non ce la fa a trasportarlo. Il bambino, per aiutare il nonno, intraprenderà un lungo viaggio alla ricerca del vento più forte, quello che riesce a sollevare le montagne.  Nel suo girovagare, capirà il significato importante delle parole: Radici, Amicizia, “Follia”, Condivisione. La sua avventura si trasformerà in un cammino intimo che lo vedrà maturare e approdare poi, alla consapevolezza amara e dolorosa ed a volte necessaria del distacco, da ciò che ci è più caro.      

INFO UTILI

TitoloL’uomo montagna
AutoreSéverine Gauthier e Amélie Fléchais, traduzione Stefano Andrea Cresti
EditoreTunuè
Data2018
Pagine56
Dimensioni19 x 26 cm
FormatoBrossura
IllustrazioniA colori
ISBN o EAN9788867902170

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 3 marzo 2021]

MARTA E IL VOLUME ALTO – EPISODIO 6 -LA SERIE DI DETTI E FUMETTI

Ciao Amici oggi parliamo di volume alto MARTA, ancora una volta ci aiuterà a capire i pericoli a cui andiamo incontro e la maniera giusta per affrontarli.

Molti, in particolare i giovani, sottovalutano gli effetti negativi del rumore.

Il rumore può provocare stress e anche molte malattie.

Grazie a recenti studi si è scoperto che i danni all’udito a causa del rumore possono essere permanenti.

i suoni cosiddetti indesiderati possono compromettere posso anche compromettere il benessere psichico seppur a livelli bassi. Questo accade perchè il rumore (cioè il suono fastidioso) mette in allerta tutto l’organismo facendogli produrre degli ormoni, definiti gli ormoni dello stress: l’adrenalina e il cortisolo. Le conseguenze sono immediate a livello cardiaco, sulla pressione sanguigna e addirittura sull’aumento della frequenza respiratoria.

Chi è sottoposto a questo stress (e a questa disfunzione ormonale) sarà nervoso, spossato, depresso, aggressivo, poco concentrato. Avrà anche un calo del rendimento.  

Gli studi hanno dimostrato che nei soggetti sottoposti a rumori fastidiosi frequenti vi è una minore comprensione nella lettura e disturbi di lungo periodo alla memoria e alla motivazione. Tutto questo accade soprattutto nei giovani in età scolare.

Le conseguenze gravi saranno la difficoltà di comunicazione e l’isolamento sociale.

Ma non finisce qui. Il rumore provoca un disturbo del sonno.  Ci si sveglia con maggior frequenza. Il circolo quindi si fa vizioso poiché l’indomani si avrà sonnolenza e una attenzione e efficienza minori.

Si è scoperto che ogni individuo reagiste al rumore meglio o peggio a seconda di una serie di fattori tra cui: il tipo di rumore, l’atteggiamento individuale, l’orario, le condizioni di salute e l’età.

Osservare delle regole comportamentali come non ascoltare la musica a volume troppo alto è senz’altro un buon inizio. Ad ogni modo Se volete potete approfondire l’argomento cercando le leggi in materia inquinamento fonico (OIF) che sono quelle leggi che hanno lo scopo di proteggere la popolazione degli effetti nocivi o molesti del rumore (si basano sull’obiettivo secondo cui le immissioni residue non devono disturbare sensibilmente il benessere della popolazione esposta).

Puoi acquistare il fumetto di MARTA facendo click QUI

[Filippo NOVELLI per DETTI E FUMETTI-sezione Fumetto- articolo del 2 febbraio 2021]

LA LUNA E I FALO’ – IL GRAPHIC NOVEL – La recensione di DETTI E FUMETTI

Ciao Amici ben ritrovati oggi Filippo ed io vorremmo parlarvi del nuovo graphic novel di Marino Magliani magistralmente disegnato da Marco D’Aponte, La Luna e i Falo’ tratto dall’omonimo romanzo di Cesare Pavese.

Il far “rivivere” i classici attraverso dei medium piu’ moderni e fruibili come puo’ essere un graphic novel per un libro, ci sono sempre piaciute e penso che diano modo a molte piu’ persone, magari allergiche ai libri, di scoprire la grandezza dei scrittori del passato. La casa editrice Tunue non è nuova questo tipo di operazioni e spero ne proponga di nuove.

Per chi non conoscesse il romanzo ora vi raccontiamo in breve di cosa si parla e poi andremo ad analizzare, come è doveroso in un blog che si vuole occupare di arte ed in particolare di “citazioni” come DETTI E FUMETTI, quale è stato il lavoro di Marco D’ Aponte e il suo background culturale che lo ha portato a calarsi nell’atmosfera di una Italia contadina del secolo scorso.

Nel fumetto di Marino Magliani e Marco D’Aponte c’è un Io narrante: lo stesso Pavese. Che a sua volta si sdoppia in Anguilla, il personaggio del romanzo “La Luna e i Falò”. Grazie a lui Pavese riesce a penetrare nei suoi ricordi con una sorta di catarsi indolore. Lascia ad Anguilla il compito di chiedere all’unico superstite dei suoi perduti amici la loro fine  e sopportare ciò che ne è stato delle donne amate e scomparse nel vortice della guerra. Pinolo, questo è il nome del suo amico, è stato nel loro paese, Santo Stefano Belbo nell’entroterra cuneese, un giovane e acclamato clarinettista, che arrivato al bivio, ha scelto di essere un falegname.

Con lui Pavese/Anguilla, ripercorre passo, passo la sua esistenza travagliata:  dall’infanzia costellata dal faticoso lavoro nei campi, alle ingiurie dei suoi coetanei, fino alla decisione di andarsene, lasciare la valle ed osservare il mondo. Arriverà a girare l’America senza mai fermarsi troppo in un solo posto, incontrerà amori che lascerà per continuare il suo viaggio alla ricerca di se stesso. Il ritorno nel suo paese natio lo troverà provato dai ricordi e situazioni non risolte. Pinolo, lo accompagnerà in questo suo ennesimo tentativo di dare un senso compiuto alla sua vita.

Ed ora andiamo alla ricerca dei principali spunti da cui immaginiamo sia partito Marcoc D’Aponte per rendere splendidamente le atmosfere del romanzo.

Il suo stile unico ed originale ha radici auliche che si perdono nei classici partendo dall’avanguardia tedesca (Grosz) fino ad arrivare ai Macchiaioli, dall’espressionismo di Gottuso fino al nostro caro e piu’ familiare Vittorio Giardino.

Facciamo un confronto per immagini. Questa l’assonanza che abbiamo trovato tra le splendide tavole del maestro Marco D’Aponte e i Pittori e Fumetti sopra citati.

Vi verrà voglia di leggere il graphic Novel e scoprire il resto da soli.

[Gosz]

…nelle raffigurazioni di gruppi…

[Marco D’aponte]

…nei grovigli delle persone dei mercati di paese ..

[Gottuso]
[Gottuso]
[D’Aponte]
[D’Aponte]
Fattori-Macchiaioli
Fattori-Macchiaioli
[D’aponte]
[Gottuso]
[Gottuso]
[Gottuso]
[D’aponte]
[Giardino]
[D’aponte]

Buona lettura; alla prossima recensione Dario (alias Willy il Bradipo) e Filippo (alias Osvy il porcospino).

[Dario Santarsiero e Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -Sezione Fumetto e Letteratura – Articolo del 20 gennaio 2021]