Amici di Detti e Fumetti oggi vogliamo consigliarvi una visita alla nuova mostra su MARIO SCHIFANO che si sta tenendo presso il Palazzo delle esposizioni di Roma .




Negli ultimi tempi, la figura di Mario Schifano ha vissuto una potente riscoperta istituzionale, culminata in mostre che hanno finalmente restituito ordine al suo caos creativo. L’ultima grande retrospettiva significativa ha messo in luce non solo il “pittore maledetto”, ma lo studioso dell’immagine mediatica. Le sale espongono i celebri monocromi degli anni ’60,

dove il colore è colata materica, segnali stradali di un’Italia che correva verso il boom. Si passa poi ai paesaggi anemici

e alle rivisitazioni della storia dell’arte, dove Schifano “rifà” Futurismo e De Chirico

con la velocità di un clic televisivo.
L’allestimento evidenzia il suo rapporto ossessivo con la tecnologia: le fotografie ritoccate e le tele computerizzate degli anni ’80 e ’90 testimoniano una fame di futuro senza precedenti.

Vedere le sue opere oggi significa immergersi in un flusso ininterrotto di loghi (Coca-Cola, Esso) e natura filtrata dallo schermo. La mostra non celebra solo un artista, ma un sismografo umano capace di registrare ogni scossa della cultura di massa. È un’esperienza psichedelica e lucida, che conferma Schifano come l’unico vero rivale europeo di Andy Warhol, ma con una passionalità e una tragedia squisitamente mediterranee.

Biografia
Mario Schifano (Homs, 1934 – Roma, 1998) è stato il volto elettrico della Scuola di Piazza del Popolo.
- Le Origini: Nato in Libia, si trasferisce a Roma dove lavora inizialmente al Museo Etrusco di Villa Giulia (esperienza che segnerà il suo uso della materia e dei fondi).
- L’Ascesa: Negli anni ’60 diventa una star internazionale. Amico dei Rolling Stones e frequentatore della Factory di Warhol, incarna perfettamente il binomio genio e sregolatezza.
- Lo Stile: Pioniere nell’uso di smalti e nitro su carta telata, ha traghettato la pittura verso l’era della riproducibilità tecnica, utilizzando la televisione come musa costante.
- L’Eredità: Nonostante una vita segnata da eccessi e problemi giudiziari, la sua produzione sterminata resta una colonna portante dell’arte contemporanea, simbolo di una libertà espressiva che non accettava confini tra “alto” e “basso”.
“Io non dipingo quello che vedo, ma quello che guardo.” — Mario Schifano
[ Filippo Novelli per Detti e Fumetti – sezione arte- articolo del 26 aprile 2026]
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