REFERENCE, COS’ALTRO?

Care amiche ed amici di DETTI E FUMETTI ROMICS oggi vorrei parlare di un tema centrale dell’arte contemporanea: l’uso della reference.  E’ da secoli uno strumento tecnico-scientifico che è andato in auge con Canaletto divenendo un paradigma dell’era digitale. La reference rappresenta un’evoluzione fondamentale nei concetti di autorialità, memoria e rappresentazione.

Macchina ottica di Canaletto

Il ricorso a modelli, fonti visive e supporti meccanici od ottici ha da sempre accompagnato il processo creativo, trasformandosi nel corso dei secoli da dispositivo di precisione ottica a citazione concettuale, fino a diventare materia prima nell’era dell’inondazione d’immagini digitali.

Reference di Paolo Rivera
  1. L’Ottica del Settecento: Canaletto e la Camera Oscura
    Nel XVIII secolo, con l’affermarsi del Grand Tour e il collezionismo illuminista, nasce la necessità di registrare la realtà urbana con un livello di dettaglio e accuratezza prospettica mai visto prima. In questo contesto si inserisce la figura di Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (1697–1768).
    Canaletto perfeziona il vedutismo veneziano impiegando come reference diretta la camera oscura ottica (camera obscura). Attraverso questo dispositivo, la luce filtrata da un piccolo foro o da una lente proiettava la scena reale all’interno di una scatola di legno su un foglio di carta, permettendo all’artista di tracciare con estrema fedeltà la linea dei palazzi, dei canali e delle architetture.
    [Scena Reale] —> [Lente / Camera Oscura] —> [Proiezione su Foglio] —> [Disegno di Base] —> [Dipinto Finale]

Dal Rilievo Dal Vero alla Ricomposizione


L’uso della camera oscura per Canaletto non fu mai una mera riproduzione passiva. Essa serviva a costruire un corpus di bozzetti preparatori (carabotti), una banca dati di reference da riassemblare in studio. Canaletto riorganizzava la composizione alterando prospettive e scorci per ottenere un’armonia visiva superiore alla realtà stessa, inaugurando la prassi del “capriccio” prospettico.

  1. L’Ottocento e l’Avvento della Fotografia: Dal Realismo all’Impressionismo
    L’invenzione della fotografia nel 1839 ad opera di Daguerre scompagina il rapporto tra pittura e reference. Per la prima volta, la realtà può essere congelata senza l’uso del pennello.
    La Fotografia come Strumento Preparatorio
    I pittori accademici e realisti integrano immediatamente la fotografia nel proprio workflow:
  • Eugène Delacroix lavora con il fotografo Eugène Durieu per realizzare studi di nudo e anatomia, affrancandosi dalla necessità di disporre costantemente di modelli viventi.
  • Édouard Manet e Gustave Courbet utilizzano le stampe fotografiche per impostare le volumetrie e le pose dei propri soggetti, sfruttando il contrasto netto dei toni chiaro-scuri tipico delle prime emulsioni.
    L’Analisi del Movimento: Eadweard Muybridge
    Nel tardo Ottocento, le sequenze cronofotografiche di Eadweard Muybridge e Étienne-Jules Marey rivelano dettagli sul movimento umano e animale precedentemente invisibili all’occhio umano. Artisti come Edgar Degas traggono da queste sequenze una nuova consapevolezza del movimento dinamico, trasferendo nelle tele di ballerine e cavalli da corsa inquadrature fotografiche con tagli asimmetrici e prospettive ribassate.
Delacroix- uso della fotografia per evitare lunghe pose dei modelli
Manet – uso delle foto per definire i volumi
Degas – utilizzo foto per cogliere posizioni e movimenti cavalli
Eadweard Muybridge la cronofotografia


Il Novecento: La Reference come Citazione e Pop Art

Con il Novecento, la reference smette di essere soltanto un supporto per riprodurre la realtà e diventa la materia espressiva stessa.

Max Ernst celebrazione Dell’elefante

1)Nel Dadaismo / Surrealismo vi è la Frammentazione della realtà, il recupero di immagini commerciali e quotidiane. Viene usata la. Tecnica del Collage, del  Photomontage, Readymade. Esponenti di spicco sono Hannah Höch e Max Ernst.


Francis Bacon usa la Distorsione emotiva basata su foto mediche, frame cinematografici e lastre X. È Manipolazione visiva indiretta, memoria visiva frammentata.

Bacon rielaborazione di un autoritratto


Con l’avvento della Pop Art (Andy Warhol) nasce l’ Iconografia dei consumi. Le foto di cronaca, i volti celebri ricavati da giornali diventano opere d’arte grazie all’uso della serigrafia industriale, del tracciamento proiettato.

Marylin – Wharrol


Roy Lichtenstein trasforma le sue reference in Vignette dei fumetti della Golden Age, ricreandole a dimensione monumentale.

Liechtenstein vignette monumentali

Le trasporta proiettando su tela ed inserendo un retino Ben-Day ingrandito a mano.

Arriviamo successivamente all’
Iperrealismo di Chuck Close e alle sue Griglie fotografiche ad altissima risoluzione per ingrandimenti dettagliati. Trasposizione quadrettata punto per punto dal fotogramma.


Per Bacon, la reference era un catalizzatore per raggiungere il sistema nervoso dell’osservatore attraverso la deformazione della figura invece con
Andy Warhol e Roy Liechtenstein viene sdoganato la reference proiettata. Lichtenstein impiegava infatti un proiettore epidiascopico per ingrandire le vignette dei fumetti direttamente sulla tela, tracciandone i contorni. Negli anni ’70, gli Iperrealisti come Chuck Close e Richard Estes portano questo concetto all’estremo, codificando la fotografia attraverso griglie millimetriche e ricreando la profondità di campo e i riflessi tipici dell’obiettivo fotografico.

L’Era Digitale: Concept Art, Fumetto e Graphic Novel
Nel XXI secolo, l’uso delle reference si è capillarizzato in tutti i settori dell’arte visiva professionale, dall’illustrazione al fumetto, fino alla concept art per il cinema e i videogiochi.

Esistono Piattaforme dedicate, Software come Pureref, che consentono agli artisti di organizzare centinaia di immagini di riferimento su una lavagna infinita (anatomia, illuminazione, palette cromatiche, texture).

Pureref

Con la Modellazione 3D integrata e l’uso di software come Blender o ZBrush per creare manichini anatomici e scenografie tridimensionali da illuminare a piacimento prima del disegno o della pittura la reference è divenuta centrale nella realizzazione dell’opera d’arte.

BLENDER

Visto il contesto da cui vi stiamo parlando un paragrafo a parte merita il fumetto.


La Reference nel Fumetto Contemporaneo
Nel mondo del fumetto d’autore e seriale (dalla scuola franco-belga al fumetto americano, fino al manga e alla scuola italiana), la documentazione visiva è essenziale per garantire la credibilità degli ambienti e la consistenza dei personaggi. L’uso di fotomodelli d’ispirazione e archivi d’epoca (per il fumetto storico o di ambientazione reale) permette agli autori di fondere verosimiglianza strutturale e stile grafico personale.

In questo contesto si inserisce la tecnica del Photo-bashing e  del Matte Painting vale a dire dell’ Assemblaggio e sovrapposizione di foto reali rielaborate poi con la pittura digitale in Photoshop o Procreate per ottenere concept realistici in tempi ridotti.

Procreate
NERO-MAMMUCARI

Non si poteva toccare il seguente argomento senza finire nel turbine delle polemiche se prima non avessimo parlato di Canaletto e amici.

    L’Era dell’IA Generativa: Dalla Reference al Prompt
    L’avvento dell’intelligenza artificiale generativa ha introdotto un nuovo snodo teorico. I modelli LLM vengono addestrati su dataset composti da miliardi di immagini, assimilando l’intera storia dell’arte come un’unica, immensa banca dati di reference.

      Dai modelli tradizionali ai Prompts: La reference non viene più cercata, studiata o ricopiata manualmente dall’artista, ma interpretata dall’algoritmo che sintetizza nuovi output sulla base di pattern statistici.

      Il dibattito sull’Autorialità: Se Canaletto usava la camera oscura per velocizzare il tracciamento pur mantenendo il controllo compositivo e pittorico, oggi l’uso dell’IA solleva giusti interrogativi su dove risieda effettivamente l’atto creativo; non più nella scelta e selezione della reference, non più nella manualità dell’esecuzione. Dove si trova allora ? La riflessione è aperta. Fermarsi qui è limitativo per un artista.

      Hayao Miyazaki – Studio Ghibli



      L’evoluzione della reference visiva traccia una linea di continuità nella storia dell’arte. Siamo partiti dal settecento quando era Strumento ottico-scientifico per misurare e riprodurre fedelmente la realtà (Canaletto). Passati nell’Ottocento quando divenne Strumento documentale per studiare il movimento e la luce anatomica (Fotografia, Impressionismo). Abbiamo attraversato il Novecento quando era  Materia concettuale e citazionista al centro dell’opera (Dada, Pop Art, Iperrealismo).

      Con il Contemporaneo è diventata Infrastruttura digitale imprescindibile per l’industria visiva e l’elaborazione dell’immagine.
      Ritengo pertanto che la reference si conferma  non come un ripiego o una scorciatoia, ma come un ponte costante tra l’osservazione del mondo esterno e la visione sintetica dell’artista. In questo senso anche l’ AI può considerarsi un medium.

      [FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 1 ottobre 2026]

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