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Clément Cogitore – La mostra –Notturni- presso lo spazio espositivo del Mattatoio – ROMA 16.03-29.05.22

Cari amici, sono andato a visitare la mostra di Clément Cogitore al ex Mattatoio di Roma e ho pensato di condividere con voi questa bella e interessante esperienza culturale.

Vi riporto la bella presentazione di Laura

Clément Cogitore –Notturni- Mattatoio 16.03-29.05.22

a cura di Maria Laura Cavaliere

La mostra è promossa da Roma Culture e Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione di Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Si ringrazia Institut Français

Organizzazione Azienda Speciale Palaexpo

Clément Cogitore (Colmar, 1983) è un artista e cineasta francese che indaga le frontiere tra cinema e arte contemporanea, utilizzando film, video, installazioni e fotografie. L’esposizione Notturni, presenta per la prima volta in Italia, una selezione delle più importanti opere video, nelle quali l’artista esplora le contraddizioni e le ambiguità delle immagini contemporanee tra verità e falsificazione, testimonianza diretta e ready-made di immagini filmiche, mettendo in discussione il rapporto con il reale e con la storia.

Le opere di Cogitore sono costituite da elementi visivi eterogenei, da forme narrative non lineari che oscillano tra documentario e finzione, senza mai configurarsi in un’unica forma di rappresentazione, nelle quali la stessa finzione diventa una sorta di “teatro” della realtà.

La notte qui evoca ciò che è sconosciuto o irrazionale, come il sogno, le tenebre, l’aurora boreale, le atmosfere chiaroscurali tratteggiate da un’illuminazione artificiale, ed è metafora delle labili frontiere della rappresentazione.

TAHRIR 2012 video 16.9, color 7min 50s

L’opera trova la sua origine nella riutilizzazione di un filmato televisivo che rappresenta una delle manifestazioni di protesta del popolo egiziano contro il regime di Mubarak. Nel corso della seconda rivoluzione del 2011 presso la piazza Tahrir del Cairo

Il montaggio stroboscopico delle immagini crea uno spazio irreale, un campo di battaglia dove manifestanti e forze dell’ordine sembrano confondersi in preda alla violenza. L’artista conferisce così una nuova realtà alle immagini e sfidando ogni limite di percezione. Cerca di esplorare le analogie tra la psiche umana e lo scorrere della immagini in movimento

Clément Cogitore, The Resonant Interval, 2016  video, HD 169, color, 22min 37s.

The Resonant Interval  trae spunto dalle leggende e dalle superstizioni dei popoli indigeni del circolo polare artico, riguardanti la presunta percezione di suoni emessi dall’aurora boreale e la comparsa di un misterioso oggetto luminoso in Alaska.

Video in mostra:

 

Clément Cogitore – Les Indes Galantes

Clément Cogitore – Le discours des vanités au XVII° siècle

Mattatoio Piazza Orazio Giustiniani 4-Roma 

Orario: dal martedì alla domenica

Dalle 11.00 alle 20.00 lunedì chiuso

Biglietto: intero € 6.00; intero residenti a Roma € 5.00 ridotto € 5.00

Ridotto residenti a Roma e Universitari degli Atenei romani € 4.00

L’ingresso alla mostra è sottoposto alla regolamentazione COVID 19 in vigore

https://www.mattatoioroma.it/mostra/clement-cogitore-notturni

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 18 marzo 2022]

LIFE & WAR

L’allestimento della mostra sulla guerra di questi giorni alla Galleria Nazione di Arte Moderna merita senz’altro una visita.

Nella prima sala ci accolgono le foto di Gohar Dashti (2008) che ritraggono scene familiari all’interno di un incredibile scenario di guerra.

Ad attenderci nella sala successiva dei mastini in ferro che si sbranano l’uno con l’altro a testimoniare la bestialità della guerra.

La crudeltà dell’uomo che crocefigge un altro uomo.

Guttuso

Seguono una serie di rappresentazioni delle guerre in Italia e nel mondo.

Dalle guerre di indipendenza in cui si rappresenta e si sbatte in faccia dello spettatore la morte.

Fattori

alle guerre coloniali con tutta la loro ferocia dove un esercito armato fino ai denti fa strage degli indigeni armati solo di lance e spade.

La seconda guerra mondiale sublimata nelle installazioni di Alberto Burri, medico chirurgo divenuto pittore durante la prigionia (deportato in Texas) che ha sapientemente rappresentato gli orrori della guerra nelle sue opere.

Burri

A proteggere l’Arte dalla violenza e dalla brutalità della guerra, davanti alla porta del museo troverete ad attendervi un branco di leoni di lava nera.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 14 marzo 2022]

DARIO SANTARSIERO -WILLY INTERVISTA CESARE PIETROIUSTI per DETTI E FUMETTI

Cari lettori di detti e Fumetti, oggi intervisterò l’artista Cesare Pietroiusti

W. Allora Cesare iniziamo ti introduco ai nostri lettori: laureato in Medicina con una tesi in Clinica Psichiatrica (1979), sei noto per la tua pratica fondata sulla generosità, sui paradossi delle azioni ordinarie e degli scambi economici, tra cui il rifiuto di vendere le proprie opere, e per avere contribuito a creare numerosi gruppi, spazi di ricerca e progetti collettivi.

La frequentazione di Sergio Lombardo, che nella primavera del 1977 aveva aperto il suo studio in un grande appartamento per farlo diventare uno spazio espositivo, è stata determinante nello sviluppare il tuo interesse per l’arte.

Invitato alla XII Quadriennale di Roma del 1996, rinunci ad esporre un’opera individuale per proporre una partecipazione aperta e collettiva ad artisti amici.

Nel 1999 ti è stato assegnato a Bologna il Premio Francesca Alinovi, oggi Premio Alinovi Daolio. Nel 2000 sei stato fra gli iniziatori del progetto Nomads & Residents a New York. Dal 2006 sei membro del Comitato Scientifico e co-curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como; sei stato inoltre docente allo IUAV di Venezia e MFA Faculty presso LUCAD, Lesley University di Boston. Dal 2015 sei inoltre membro del comitato promotore del Forum dell’Arte Contemporanea italiana, e, dal 2018, presidente del CdA dell’Azienda Speciale PalaExpo di Roma.

Eating Money performance, Ikon Gallery, Birmingham 2007

W. Perché hai scelto l’arte come tuo stile di vita?

C. E’ più che uno stile, direi che è una “forma di vita”. L’ho scelta perché è quella che più di ogni altra sentivo libera dai condizionamenti delle specializzazioni e delle “capacità” professionali: io, infatti, mi sono tendenzialmente sempre sentito incapace a fare qualsiasi cosa. Col tempo, poi ho capito che l’arte come forma di vita può addirittura valorizzare le incapacità, così come gli errori, gli effetti collaterali, i fallimenti, e far diventare la loro elaborazione un vero e proprio lavoro.

W. Cosa intendi quando affermi che l’arte è provocazione?

C.  Più che pro-vocare (chiamare fuori), l’arte con-voca, cioè chiama a un incontro con l’altro, che è un incontro in campo neutro, un campo né mio né tuo, un campo dove non vengono meno soltanto le specializzazioni disciplinari (e disciplinate), ma anche gli abituali modi di pensare, i rapporti fra mezzi e fini, fra cause ed effetti, fra prima e dopo.

W. In questi tempi di globalizzazione l’artista che ruolo svolge?

C.  Lo stesso di sempre: è colui/colei che fa mostra e fa un lavoro della libertà di pensiero. Tutti ce l’hanno, la libertà di pensiero, ma per lo più se lo dimenticano (o meglio, nessuno glielo ricorda). Nessuno, tranne l’artista e forse il filosofo (che comunque non la prova sperimentalmente).

W. L’arte a chi appartiene?

C.  A chi ha le idee per darle senso, non a chi ha i soldi per comperarla.

W. Sei presidente di una prestigiosa sede come il Palazzo delle Esposizioni di Roma, che responsabilità comporta dal punto di vista divulgativo?

C. Responsabilità grandi, grandi doti di equilibrio ed enormi e costanti rischi di fraintendimento. Poiché i media, quelli che si occupano della divulgazione (strana parola, no?), non sono interessati alla libertà, al pensiero critico, all’emancipazione, ma soltanto a quella fastidiosa caricatura del discorso che è il pettegolezzo, lo scandalo che produce pruriginose forme di vasildilatazione generalizzata per cinque minuti, e poi non lascia nulla.

W. Ora al Palazzo delle Esposizioni c’è una nuova mostra,  promossa da Roma Culture, ideata e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo “Tre Stazioni per Arte-Scienza” ce ne vuoi parlare?

Palazzo delle Esposizioni, Roma

C. E’ un grande progetto che cerca di dimostrare che forza del ragionamento, bellezza estetica, paradossi, storia e incertezze possono convergere e trovarsi in un territorio intermedio fra loro, laddove nuovo senso si costruisce, a sorpresa dei singoli specialisti. Una grande mostra che tutti gli studenti, tutte le persone curiose, o potenzialmente tali – insomma tutti e basta – dovrebbero venire a visitare.

W. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

C. Tornare a fare l’artista a tempo pieno…

W. Bene, grazie caro Cesare anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per questa bella chiacchierata. 

[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 3 novembre 2021]

AMANTI VOLANTI – DA PAOLO E FRANCESCA A MARC E BELLA

La gran parte della fortuna di Chagall è legata alla rappresentazione dell’amore fluttuante nell’aria, quello tra lui e Bella; un amore sospeso che si distacca dal terreno, fuga dalla realtà quotidiana, sublime e ultraterreno.

Chagall-sulla città 1917

Pochi sanno che, con molta probabilità, l’ispirazione della famosa “icona chagalliana” deriva da un’opera molto meno nota ma non meno poetica il dipinto di Paolo e Francesca di Giuseppe Frascheri, 

Dante e Virgilio incontrano Paolo e Francesca, olio su tela, 1846, Civica Galleria d’Arte Moderna Savona.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 2 novembre 2021]

D

MANI

Marco Antonio, il triumviro romano che sposò Cleopatra e che fece la guerra civile contro l’altro triumviro Ottaviano (perdendo), un giorno venne lungamente attaccato in senato da Cicerone (l’attacco, le Filippiche, sono oggi sinonimo di lunghezza). L’attacco fu cosi aspro e duro, oltre che lungo che Marco Antonio alla fine perse la pazienza e fece uccidere Cicerone. Gli fece tagliare le mani perché avevano scritto le filippiche e la testa perché le avevano pensate, poi, come era usanza, la mano destra e la testa vennero esposte sui rostri nel foro. E la mano sinistra vi chiederete?  Non se ne seppe più  nulla per moltissimo tempo. Ebbene narra la leggenda che i romani chiamassero “la mano di cicerone”, la mano che apparve sulla sommità del palazzo in via dei cerchi (del circo) di fronte al Circo Massimo a Roma, il Garum, l’attuale sede del museo della Cucina (imperdibile, da vedere insieme alla fantomatica mano).Di fronte alla sede della Borsa a piazza affari,  Palazzo Mezzanotte, in  stile architettonico di epoca fascista, a Milano, Cattelan realizzò una installazione provvisoria: L.O.V.E. (Libertà Odio Vendetta  Eternità) a forma di mano  si dice nell’atto del saluto romano, per richiamare, sempre ad interpretazione di alcuni, lo stile del palazzo che gli si presentava innanzi. Immaginò’ che, come capita spesso ai reperti romani, il tempo l’aveva erosa. Solo il dito medio si era salvato. Era il tempo della grande crisi finanziaria globale 2008-2011. Il dio denaro, che aveva sede nel palazzo della borsa, stava fagocitando l’umanità.  Il “gesto” alcuni pensarono essere indirizzato a lui. La statua doveva rimanere li per soli 14 giorni. Invece ancora oggi è  li. Cattelan fu contento di questo fatto e, la leggenda narra, che in una intervista un giorno disse: “Un giorno ricorderanno il mio dito che sfida il dio denaro come oggi si ricorda la mano di Cicerone, eroico pensatore che perse la vita per salvare la repubblica sfidando il tiranno  Marco Antonio.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 31 ottobre 2021]

L’UMBria E iL TURISMO DI PROSSIMITA’ – DAL VALLO DEL NERA ALLE FONTI DEL CLITUNNO

Amici di DETTI E FUMETTI anche quest’anno vi proponiamo una fantastica idea per gite di un giorno in UMBRIA

In un periodo dove si è alla ricerca di luoghi ameni e poco frequentati per i noti motivi; in un periodo dove il “TURISMO DI PROSSIMITA” ci sta dando modo di scoprire quanto L’ITALIA sia ricca di luoghi incantevoli da visitare in un giorno, l’UMBRIA è la regina per la sua posizione baricentrica nello stivale e la sua ricchezza di borghi medievali e parchi tematici.

Tra SPOLETO e FOLIGNO, lungo la via Flaminia sgorgano dalla roccia le FONTI del CLITUNNO, uno splendido parco naturalistico che affonda le sue origini nella notte dei tempi. Già noto ai Romani per le sue acque sacre, consacrate al dio Giove Clitunno, una volta navigabili fino al Tevere, il Parco venne ristrutturato dal Conte Paolo Campello della Spina nella seconda metà dell’ottocento e da allora ha mantenuto l’aspetto che attualmente possiamo ammirare.

Ricco di trote, oche e cigni il parco è una vera e propria oasi di pace nel cuore dell’Umbria. Una tappa obbligata per poeti e artisti di ogni epoca.

Fra tutti ricordiamo il passaggio di Virgilio che lo cita nelle sue Georgiche, Corot, Byron che vi sosta nel Tour in giro per le bellezze italiane fino ad arrivare a Giousuè Carducci che gli dedica la famosa ode alle fonti del Clitunno appartenente al Ciclo delle Odi Barbariche.

[…] Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte
nume Clitumno! Sento in cuor l’antica
patria e aleggiarmi su l’accesa fronte
gl’itali iddii.[…]

Dopo la sosta in uno dei tipici ristoranti di pesce riprendiamo la gita in direzione NORCIA. Dopo poche decine di chilometri entriamo nella Valnerina costellata di castelli e borghetti medievali. Tra tutti spicca il paesino di Vallo del Nera.

Nascosto agli sguardi dei passanti lungo la valle, con una cinta muraria perfettamente conservata e attualmente ancora abitata, Vallo del Nera è una vera e propria scoperta. Un tesoro che spunta dai boschi e si erge a guardia della valle. Si narra fosse abitato già dal IV a.C. da tribu’ di origine celtica e in seguito (VI d.C.) da cristiani fuggiti dalla Siria. Dal XII secolo entra a far parte dei territori di Spoleto.

Ne sono testimonianza le splendide chiese che punteggiano il borgo e lo pongono tra i borghi piu’ belli di Italia. Una tappa imperdibile per il nostro Turismo di Prossimità .

Alla prossima perla dell’Umbria.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione ARTE – articolo del 11 agosto 2021]

INTERVISTA A VALENTINA LAURIA PER DETTI E FUMETTI

Amici di DETTI E FUMETTI oggi abbiamo intervistato Valentina Lauria, una Entertainment Designer che abbiamo conosciuto in occasione dell’incontro con Stefano Pancari, il nostro esperto di musica nonchè founder di Sfera Ingegneria.

F. Ciao Valentina raccontaci quale è stata la tua formazione e come sei arrivata a lavorare per Sfera Ingegneria

V.: Ho sempre saputo di voler lavorare nel mondo dell’arte visiva e il mio percorso è rimasto sempre in quest’ambito. Fare la pittrice alla Van Gogh però non è mai stata un’opzione; dall’Istituto d’arte sono passata alla Libera Accademia di Belle Arti e, dopo la laurea in Graphic Design, all’Accademia Nemo, dove mi sono diplomata in Entertainment Design.

Anche durante il percorso di formazione non sono mancati i periodi lavorativi nella grafica marketing oriented, nel copywriting, seo e illustrazione per l’infanzia per una piccola pubblicazione.

Sfera è l’ultimo approdo nel mio percorso fino ad ora; un approdo sorprendente ed innovativo per il campo in cui opera e che, proprio per il suo approccio nuovo e creativo, rappresenta un terreno fertile per una comunicazione diversa, che porti un messaggio fuori dal coro.

F.:sei un esempio di come sia possibile conciliare l’essere una artista classica e nel contempo abbracciare una professione come quella di Entertainment Designer che usa la sua cultura artistica in altri ambiti come la pubblicità, la comunicazione ecc.. lo vivi come un arricchimento personale o come un compromesso per poter pagare le bollette?

V.: Ora, le parole “esempio” e “artista” mi mettono un tantino soggezione, mi sento sempre dalla parte del braccio produttivo più che di quello virtuoso e illuminato. Ma il designer è l’artista di oggi, con i mezzi di oggi e una società differente, improntata sulla tecnologia e sullo stile specifico di questo periodo e finanziata dai committenti odierni. Non più un Lorenzo il Magnifico ma una Sfera Ingegneria. Solo che quello che creiamo noi, raramente lo si trova incorniciato in foglia d’oro sopra un camino padronale.

Parlando della mia figura nello specifico, l’ Entertainment Design è una parolona che unisce Graphic Design, Illustrazione, Scrittura e tutto quello che è Comunicazione Visiva per l’intrattenimento. Sono tutte mattonelle di un percorso che ha come filo conduttore il desiderio o il bisogno di trasmettere qualcosa. Io voglio farlo nella maniera migliore possibile.

Non lo vivo ne’ come un arricchimento e neanche come un compromesso. E’ tutto parte di me. Quando lavoro, qualunque sia l’attività specifica, attingo da tutte le esperienze che ho nel mio bagaglio per riuscire a creare qualcosa di diverso, ma proprio perché viene dalle mie esperienze, che sono solo mie, è anche qualcosa di mio. Il mio lavoro e la mia passione.

F.: quando un cliente ti incarica di sviluppare un progetto dal punto di vista visuale quali sono le tre cose che ti dai come obiettivo per raggiungere il tuo scopo ed accontentarlo.

  1. Comprensione. La cosa più difficile è capire cosa desidera una persona e/o un’azienda. Non solo cosa vuole, ma quello di cui ha bisogno. Spesso e volentieri capita che il mio cliente non abbia esattamente idea di COME arrivare al punto in cui vuole arrivare, ma crede che sia proprio quello ciò che io ho bisogno di sapere. In verità, il processo funziona molto meglio se mi viene detto l’obiettivo, così che io possa offrire le opzioni più adatte allo scopo e che quindi accontenteranno entrambe le parti.

2. Chiarezza. E’ sempre importante chiarire come funziona il mio lavoro. Nonostante i tempi corrano, chi non è mai entrato in contatto con la mia professione non ha la più pallida idea di quello che faccio e di cosa comporti a livello di tempo e di costo. Perciò ci tengo sempre a chiarire qual è il processo di lavoro, quanto tempo ed impegno richiede, e perché. Così che chi richiede la mia professionalità sappia esattamente in cosa sta investendo il suo denaro e la sua fiducia.

3.Rispetto. Gli strafottenti non piacciono a nessuno, sfido chiunque a dire il contrario. Sono perfettamente cosciente di non essere nata imparata e, in quanto essere umano, di poter sbagliare. Così come sono cosciente che chiunque altro si trovi nella stessa umana condizione. Nell’umiltà e nel rispetto si trovano infiniti punti d’incontro. Da appassionata lettrice so che chiunque ha una storia, e affronta battaglie personali più o meno silenziose. Perciò è necessario mostrare rispetto, sempre e comunque. Quando questa condizione viene a mancare, il lavoro diventa un peso e nessuno lavora bene con un masso sullo stomaco.

F. Di recente anche Sfera Ingegneria, ha deciso come noi di DETTI E FUMETTI di utilizzare il fumetto per parlare di temi importanti come la sicurezza. Sfera ti ha chiesto di disegnare Looks That Kill  

Come è stato diventare fumettista e cosa ti ha affascinato della nona arte.

V.: Parlando di rispetto, chiedo scusa a tutti i fumettisti professionisti per averli “derubati” di questa etichetta. Io non lo sono. Provo solamente una grande e spassionata ammirazione per questo medium che unisce immagini e parole, creando infiniti mondi nuovi. Da fruitrice appassionata di comics e manga fin da ragazzina, ho solo scimmiottato le meraviglie di altri, tentando di mettere questo medium, questo modo di comunicare al servizio di un messaggio particolarmente importante.

F. Consigli per le giovani sul tuo mestiere?

V.: Disegnate tanto, apprendete tutto e provateci sempre. Sarete svalutate fino all’osso, ostacolate e ridotte ad un “ah ma tu fai disegnini, non hai un lavoro vero?”; tuttavia se questo è quello che volete fare veramente nella vostra vita allora non demordete. L’idea giusta per farcela è sempre dietro l’angolo.

F.Su cosa lavorerai nei prossimi mesi?

V.: Oltre ai sopracitati lavori intendi? Nel rinnovo del mio sito web, nel creare materiale per la pubblicazione e la rivendita online; inoltre collaborerò con fotografi e mastri spadai…  diciamo che non avrò il tempo di annoiarmi. Anche perché la mia libera professione è appena iniziata e non voglio assolutamente perdermi quest’avventura.

F. : Grazie Valentina a nome di tutti i nostri lettori.

V. : Grazie a voi e seguiteci sui nostri canali!

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -Sezione Fumetto – Articolo del 15 dicembre 2020]

IL SENSO DELLA PITTURA OGGI -INTERVISTA A MARIA CHIARA ARCONTE PER DETTI E FUMETTI

Oggi vogliamo parliamo di un certo tipo di pittura. L’unica che oggi possa competere con la computer grafica, con le immagini patinate, perchè è pittura rivoluzionaria, pittura fuori le righe.

[Maria Chiara Arconte -ritratto di Filippo Novelli]

Ho apprezzato questo genere perchè è attuale e nello stesso tempo antico. Mi ricorda a tratti il movimento dei Fauves e il suo piu’ illustre rappresentante, Matisse, .

Come nei Fauves anche nella giovane pittrice che sto per presentarvi si coglie la voglia di accostare i colori puri in liberà e la funzione emotiva legata alla composizione che trasmette nella sua arte.

Sto parlando di Maria Chiara Arconte. Oggi abbiamo fatto quattro chiacchiere per conoscerla meglio.

F: Ciao Maria Chiara vorrei che ti presentassi ai nostri lettori e rispondessi alla domanda diretta del perche’ dipingi.

M.C.: Ciao a tutti, sono Maria Chiara, in arte Machi e sono una pittrice ed illustratrice. Perché dipingo? Perché è l’unica cosa che so fare. Io sono la mia arte, in continua evoluzione. 

F.: i tuoi cari genitori amici compagna/o come vivono questo tuo essere artista?
M.C.: Beh, io sono la mia forza e devo ringraziare solo me stessa per tutto il percorso artistico e di vita. Il mio compagno mi incoraggia e ama molto la me stessa pittrice, con tutte le peculiarità del caso, tanto da farmi notare quando non sono in studio a creare. Lui sicuramente mi sostiene, amando quello che creo, ma anche come io vedo il mondo.

F. quanto è difficile vivere di arte?
M.C.:Difficile. Probabilmente in gioventù non ho spinto abbastanza, ma solo perché tra un lavoro retribuito e l’arte che non è pagata, ho dovuto scegliere ciò che mi permetteva di pagare le bollette. Ho portato avanti gli studi e i progetti in parallelo con il lavoro, cosa che faccio tutt’ora e questo ovviamente ti porta a compiere delle scelte. Siamo nel paese dell’arte, ma non si vive di arte.

F. quale è il messaggio che stai portando avanti?

M.C.: L’arte è stata da sempre la mia salvezza, il mio rifugio. Crescendo, mi sono resa conto che nell’arte non si arriva mai, per cui voglio superare i miei limiti, sempre, rimanendo però me stessa.

Mi ritengo una persona  determinata, poliedrica, in continua evoluzione, per cui se dovessi dire in sintesi il messaggio della mia arte, direi è: “Segui un obiettivo, un sogno e cerca di raggiungerlo per migliorare te stesso”.

F.: è importante insegnare/promuovere l’arte? e se si perché.

M.C.:Certo che è importante, perchè l’arte cura l’anima.

Ma attenzione alla speculazione. Mi sono resa conto che negli anni è cresciuta l’offerta formativa, ma la fetta del mercato è sempre più ristretta. Internet grazie ai social, da visibilità ma mi rendo conto che sono molto pochi i veri artisti e bisogna sgomitare ancora di più per farsi notare.

Si deve inoltre combattere con una visione arcaica dell’artista e dell’arte e la maggior parte delle case editrici guardano al nuovo con sospetto,. Idem i curatori nel mondo dell’arte, dove preferiscono piazzare dipinti sacri piuttosto che dipinti di arte moderna.

Probabilmente anche il lettore o l’acquirente deve essere incoraggiato a fare il salto. Penso sempre a quando nel 2002 mi iscrissi alla Scuola Comics e i professori ci dicevano che i manga erano il male. Ed io che ero cresciuta con i manga e sognavo di fare i manga, abbandonai l’idea.

Nel giro di pochi anni invece, sempre più disegnatori italiani, hanno adottato lo stile dei manga e ora sono anche apprezzati.

F.: lasciaci un frase per incoraggiare i giovani a non abbandonare questo mondo.
M.C.: Ragazze/i “Mai abbandonare i propri sogni. Guardate lontano, ad un obiettivo e lavorate nel presente. Verrete ripagati. “


F.: Parlaci di domani, deii tuoi progetti futuri
M.C.: Il mio obiettivo principale per il momento è finire il 3° anno all’università in Scienze dell’Educazione e Formazione, laurearmi ed iscrivermi il prossimo anno al master di Arteterapia. nel mentre, dipingere, dipingere, dipingere, per arrivare ad uno stile che per ora ho solo nella testa ma che piano piano prenderà forma.

Poi vorrei mettere mano al libro di illustrazioni per bambini che ho nel cassetto da qualche anno, scritto dalla mia migliore amica e illustrato da me. Inoltre ho trovato un lavoro che mi appaga e sento che è la strada giusta ma lascio spiragli aperti, chissà cosa succederà.

F.: Grazie Maria Chiara per questo tuffo nell’arte.

M.C.: A voi, a presto!

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Arte –

Articolo del 1 dicembre 2020]

AGRIANO -La mostra di acquarelli di Filippo Novelli – Le stagioni

Vi presentiamo la nuova mostra Le stagioni di Agriano di Filippo Novelli

quadri agriano filippo novelli (3)

Agli scorci dei vicoli assolati, alle case in pietra e agli archetti tipici del paese umbro, Novelli  questa volta ritrae le stagioni.

quadri agriano filippo novelli (2)

Il sole che riluce tra le foglie gialle e rosse dell’autunno,

quadri agriano filippo novelli (4)

che si rifrange sulle strade innevate.

quadri agriano filippo novelli (1)

I campi blu di lenticchia e fiori selvatici ai bordi del paese.

L’inverno è la stagione migliore per cogliere i silenzi che invadono i piccoli viottoli, che si inerpica per le lievi salite dell’altopiano.

quadri agriano filippo novelli (5)

Ci saranno molte opere nuove; un motivo in più per visitare la mostra che si terrà presso il giardino di via san. luca 79 ad Agriano dal 14 al 16 agosto 2020.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 14 agosto 2020]

DA GRANDE FARO’ L’ARTISTA – Willy alias Dario Santarsiero presenta il libro scritto ed illustrato dalla redazione di DETTI E FUMETTI

In una società dove la maggior parte delle professioni tradizionali spariranno per la rapida evoluzione tecnologica, quella dell’artista sopravviverà e anzi diverrà fulcro della nuova società nella quale l’industria dell’intrattenimento la farà da protagonista. Cosi’ inizia la storia dei cinque amici della redazione di DETTI E FUMETTI che hanno voluto mettere su carta e illustrare in un libro  “DA GRANDE FARO’ L’ARTISTA” come la loro passione di bambini sia diventata un vero e proprio mestiere.

Ancora una volta ce ne parla il nostro bradipo preferito, WILLY alias Dario Santarsiero.

 

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Qui trovate la presentazione

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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI sezione ARTE – articolo del 11 maggio 2020]