MARTA è un fumetto che parla di sicurezza e salute ai teenagers; la protagonista della storia, la nostra piccola MARTA, è una ragazzina come tante, peperina che ama ascoltare musica rock e trascorrere il suo tempo libero con gli amici, cercando di toglierli dai guai in cui puntualmente si cacciano. A casa ha un papà simpaticissimo, esperto di sicurezza e che quindi non lesina consigli alla figlia.
Il disegno semplice e colorato, i testi facili e diretti sono strumenti potenti per consentire una lettura agevole e far arrivare il messaggio.
Siamo un gruppo di amici impegnato nel settore della sicurezza ed abbiamo realizzato Marta perché crediamo nelle potenzialità didattiche del fumetto; trattare temi come la sicurezza stradale, il junk food e altre tematiche di educazione civica con questo medium pensiamo valga di piu’ di mille ramanzine e raccomandazioni. Leggendo Marta il piccolo lettore compirà quel percorso virtuoso che dal conoscere il pericolo, passa per saper essere coscienzioso, per arrivare quindi a sentire i comportamenti corretti e sicuri come parte del proprio agire quotidiano. Un iter formativo vero e proprio in materia di salute e sicurezza, nel quale l’immedesimazione che avviene nel fumetto e il desiderio di emulare i suoi eroi, tipico della giovane età, completerà il percorso di consapevolezza che tutti auspichiamo.
Puoi acquistare il fumetto MARTA , LA SALUTE E SICUREZZA RACCONTATA AI BAMBINI QUI
Ed ecco alcune delle metamorfosi tipiche del nostro BLOG DETTI E FUMETTI
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – Articolo del 21 aprile 2022]
Il PREMIO ROMICS 2022 nella sezione Miglior Libro per Bambini e Ragazzi è stato un grande acquisto per il nostro amico Michele Foschini (BAO PUBLISHING ) che non sbaglia un colpo (per chi non è del settore ZEROCALCARE pubblica per BAO PUBLISHING per intenderci)
Commovente anche l’incontro con l’autore di musiche Vince Tempera… un tuffo nel passato tra libri di cibernetica e insalate di matematica
MA veniamo al momento TOP del ROMICS di quest’anno. La conferenza “VERSO IL FUMETTO E OLTRE
(come recita il sito di ROMICS : “Un dialogo “semi serio” sul linguaggio del fumetto, dalla tradizione ai nuovi media, alla luce di nuovi target, nuovi stili e nuove piattaforme. Tra disegno in diretta e riflessioni sul tema, in compagnia di Sio, Pera Comics e Simple&Madama )
Il bravissimo moderatore Mario Bellina ha saputo mettere a proprio agio gli ospiti e ha dato modo alla nostra amica Lorenza di Sepio di fare una lectio magistralis sul fumetto; godetevi lo spettacolo
Vi lasciamo la presentazione dell’autore del saggio Stefano Pancari.
Un concept book in cui in un saggio sulla musica si innesta un fumetto disegnato da Filippo Novelli e ci proietta nell’immaginario collettivo dei grandi miti del Rock
LA RECENSIONE DI DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI
Nella Divina Commedia Dante fa precipitare le anime dei truffatori, o, come si definivano al suo tempo: fraudolenti, nelle Male bolge. E’ il nome dato all’ottavo cerchio dell’Inferno, nel quale sono puniti tutti coloro che attentano in vari modi alla buona fede delle persone. Evidentemente anche nell’antichità, ingannare il prossimo era un peccato gravissimo.
Ma i truffatori esercitano nell’opinione pubblica anche un certo fascino, che il cinema italiano e holliwoodiano ha esaltato con film memorabili. La formidabile squadra di autori: Daniele Caluri, Emanuele Sciarretta, Katja Centomo, Marco Caselli e Massimo Picozzi ha dato una piega originale e diversa alla figura del truffatore.
Indicano a chi legge la strada che percorre una esperta truffatrice mentre tesse la tela dove invischiare le sue malcapitate vittime. Il sorprendente finale lascia trasparire come sia possibile, cadere nella trama, senza sospettare nulla.
A presto con un nuovo episodio de i 7 CRIMINI edito da TUNUE.
[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione letteratura e fumetto – articolo del 14 ottobre 2021]
Oltre venti artisti ricordano, con la loro arte e con il loro affetto, Tuono Pettinato, uno degli artisti più geniali degli ultimi anni.
Galleria SpazioCima – Dal 27 al 30 settembre a Roma la mostra-evento “Tuono il magnifico” in ricordo del fumettista Tuono Pettinato
In mostra le opere di Daniela Sbrana, Giuseppe Palumbo, Stefano Piccoli, Simone Tempia, Valerio di Benedetto, La Tram, Mario Natangelo, Massimo Pasca, Daniela Durisotto, Antonio Pronostico, Guendalina Barbieri, Luca Ralli, Yasmine Elgamal, Manuel De Carli, Antony La Selva, Roberto Selvaggi, Massimo Perna, Mauro De Luca, Alessandro Arrigo, Michele Zangirolami, Manuel De Carli
Tuono Pettinato – illustrazione tributo di Filippo NOVELLI -catalogo Mostra 27-30 settembre SpazioCima Roma
Lunedì 27 settembre, in occasione di quello che sarebbe dovuto essere il suo 45esimo compleanno, inaugura presso la Galleria SpazioCima di Roma la mostra collettiva “Tuono il magnifico”. Circa venti artisti che ricordano, con la loro arte e con il loro affetto, Tuono Pettinato, uno degli artisti più geniali degli ultimi anni. Lo spazio, nel cuore del quartiere Coppedè, in cui l’artista pisano è stato protagonista di numerose mostre e workshop, ospiterà fino al 30 settembre una mostra-evento che raccoglierà tutti i principali omaggi che numerosi esponenti della comunità artistica nazionale ha rivolto alla memoria dell’artista. Saranno, inoltre, presenti alcuni lavori inediti di Tuono.
Scopriamo chi è TUONO PETTINATO
Scomparso lo scorso 14 giugno, ad appena quarantaquattro anni, Andrea Paggiaro aka Tuono Pettinato (Pisa, 27 settembre 1976 – Pisa, 14 giugno 2021), è stato fumettista, illustratore e musicista, ma soprattutto uno dei narratori più profondi e arguti dell’Italia contemporanea. Non è un caso che dopo la sua dipartita egli sia stato, giustamente, ricordato alla Camera dei Deputati in un intervento ad hoc dell’onorevole Sensi come “uno degli intellettuali più rilevanti di questa nostra stagione” e che lo stesso Ministro della Cultura Franceschini lo abbia celebrato come “autore brillante” e generoso. Insieme ai fumettisti Ratigher, LRNZ, Dottor Pira e Maicol & Mirco creò il collettivo Super Amici, con cui pubblicò le riviste Hobby Comics e Pic Nic. Dal 2013 collaborò con il sito Fumettologica e nel 2014 fu premiato come miglior autore unico a Lucca Comics Games. Ha inoltre collaborato con le riviste Repubblica XL, Animals e Linus.
Foto di Daniela Durisotto e Filippo Novelli – con alcuni articoli della Stampa Nazionale
DOVE SI TIENE LA MOSTRA: SPAZIO CIMA -Via Ombrone, 9, 00198 Roma RM
Orari della galleria: vernissage dalle 17 alle 21, gli altri giorni dalle 15:30 alle 19:30. Ingresso libero.
SPAZIO CIMA
Spazio Cima nasce a Roma, in uno splendido palazzo del quartiere Coppedè, come spazio polifunzionale, adatto per 12 mesi l’anno ad ospitare ogni genere di evento nel campo dell’arte della comunicazione e dell’immagine. Uno spazio versatile per organizzare esposizioni artistico-culturali, meeting di comunicazione, conferenze stampa, seminari e workshop, corsi di disegno, corsi di pittura, showroom, temporary office, editorial office. Lo Spazio Cima affitta i propri spazi anche per eventi privati.
[Filippo NOvelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 22 settmebre 2021]
Cari lettori di Detti e Fumetti, oggi intervisterò la giornalista Valeria Arnaldi.
Ritratto di Filippo Novelli
Allora Valeria nasci a Roma nel 1977 ti sei laureata in Scienze Politiche. Come giornalista professionista scrivi su quotidiani e mensili italiani e stranieri. Curi mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero e hai scritto e diretto spettacoli e cortometraggi. Hai pubblicato diversi libri di vario argomento, dall’arte ai fumetti alla cucina.
W. Chi o cosa ti ha spinto verso il giornalismo?
Non ricordo eventi particolari che abbiano fatto nascere questa passione, è come se ci fosse sempre stata. Il giornalismo mi ha sempre attirata. Era proprio la parola stampata ad affascinarmi. Sin da piccolissima. Appena ho imparato a scrivere, giocavo a costruire piccoli giornali. Avevo anche una rotativa giocattolo per fare le mie “stampe”. Giocavo a fare il giornale ed a leggere il telegiornale. Già in prima elementare avevo le idee chiare su quale lavoro mi sarebbe piaciuto fare da grande. In seguito ho orientato il percorso di studi – laurea, master e via dicendo – in tale ottica.
FOTO DI MICHELANGELO GISONE
W. Perché hai scelto la Cultura invece della politica o della cronaca?
La Terza pagina era quella più vicina ai miei interessi: arte, libri, teatro, musica e via dicendo. Permette di sollecitare sguardi, riflessioni, emozioni, letture, visioni. Tutto il giornale però mi affascina e scrivo anche in altri ambiti. Quando ho iniziato a riflettere sulla professione, mi sono ripromessa di provare tutti i tipi di giornalismo: carta stampata, tv, radio, agenzia e via dicendo. Così ho fatto. E ho scritto e scrivo anche di altro. Credo che si debba imparare a “muoversi” in più ambiti, dalla cronaca alla cultura, dalla politica allo sport e via dicendo. Acquisire più competenze e osservare una medesima situazione da più punti di vista aiuta a comprenderla e illustrarla meglio.
FOTO DI MIMMO FRASSINETTI
W. Abbiamo detto che sei anche scrittrice. Quando hai terminato di scrivere un libro che sensazione provi?
Quando metto il punto conclusivo, è come se un “viaggio” fosse finito. In realtà, è proprio lì che inizia il viaggio del libro. Direi che sono contenta delle ricerche fatte e delle emozioni condivise, più o meno stanca a seconda del momento. Di solito, però, ho sempre una certa carica di energia, accumulata lavorando, che mi porta spesso a pensare subito al tema che mi piacerebbe approfondire nel libro successivo. Ci sono libri che sono vere e proprie “sospensioni” dalla vita reale, ti portano altrove mentre li scrivi, quasi come fossero vacanze che prendi da te stessa. Alcuni li ho vissuto così, quasi come vite alternative. Tra le pagine si fermano momenti, pensieri, sentimenti, a volte rimpianti, desideri. E quando concludo un libro, quelle emozioni sono tutte lì.
W. Sappiamo per la gioia dei nostri lettori di DETTI E FUMETTI che sei affascinata dall’animazione giapponese e hai scritto diversi libri di fumetto, in particolare lo sei di Hayao Miyazaki, ce ne vuoi parlare?
Di Miyazaki amo la profonda poesia. E lo “sguardo”. Miyazaki ricerca la meraviglia, come emozione ma anche come categoria filosofica. Attraverso la sua visione animata e, in generale, dell’animazione, ha rivoluzionato linguaggio, settore, perfino fantasie e ha dato nuove prospettive ai giovani, ma non solo. Le sue storie, pur straordinarie, hanno rimandi concreti.
Ciò fa sì che le fantasie possano essere percepite come possibilità fino a diventare aspirazioni. Il Bello, in Miyazaki, è obiettivo a cui tendere, non dono che arriva dall’alto, ma meta da conquistare con coraggio, impegno, dedizione. Miiyazaki parla di guerra, malattia, dolore, violenza, ambiente. E parla di opportunità. Per tutti e tutte. Ha cambiato le prospettive delle bambine, scegliendo come protagoniste delle storie non più “principesse” in attesa ma giovani donne, spesso chiamate a salvare i loro compagni, amici e parenti, in una visione moderna cui poi sarebbe approdata anche l’animazione internazionale anni dopo. In ogni personaggio, in ogni contesto, in ogni orizzonte, Miyazaki racconta anche un poco di sé, del suo sguardo carico di emozioni e sogni, consapevole delle responsabilità, a volte velato di una malinconia che pare venire da lontano. In ogni avventura, vede e porta più solleciti alla riflessione, per un pubblico di tutte le età che proprio quando si fa incantare dalle sue narrazioni, di fatto, si “risveglia”.
W. E’ vero che Lady Oscar è la tua eroina preferita? Ho letto il tuo bellissimo libro.
Lady Oscar, eroina di Riyoko Ikeda è bella, forte, coraggiosa, rigorosa per morale, generosa nell’animo, anche inquieta però, modernamente fragile. Ed è una creatura “sacrificata”, sin dalla nascita. La adoravo da bambina e, cresciuta, l’ho apprezzata pure da nuovi punti di vista.
Negli anni, l’opera è stata considerata una sorta di manifesto femminista a fumetti. È stata la stessa autrice a puntare l’attenzione su questa interpretazione e sui limiti nei quali erano costrette le donne non solo nel Settecento pre-rivoluzionario francese ma anche all’epoca della realizzazione del manga, a partire dalla sua stessa sfida di volersi fare mangaka. Lady Oscar si è proposta dunque come nuovo “modello”. Come poteva non sollecitare gli animi? Oscar offriva nuove prospettive a bambine e ragazze, regalando loro altri orizzonti e la capacità di immaginarsi “armate” contro il mondo. Ed è anche un manga di denuncia “sociale”. A essere portata sotto i riflettori dall’autrice, infatti, è la schiavitù di costumi, società, pregiudizi. L’eroismo di Oscar non è quello di una donna in lotta per la parità, ma quello di matrice epica classica che porta l’eroe tragico ad accettare il suo destino. Oscar non può scegliere cosa essere perché la sua coscienza matura a decisione già presa. Non è interessata al genere che deve portare in scena ma alla perfezione, all’ideale che può – e deve – incarnare. Lady Oscar è la storia corale di mille e una schiavitù che caratterizzano la Vita, attimo dopo attimo, per paradosso, nelle regole che l’uomo le ha imposto.
W. Cosa consiglieresti ad una giovane giornalista che vorrebbe scrivere sull’animazione giapponese?
Oggi esistono molte forme e tanti strumenti per scrivere di animazione giapponese. Io lo faccio nei libri, ma ci sono tanti altri mezzi e c’è un pubblico sempre più ampio e attento. L’animazione, un tempo, fino a non molti anni fa, a dire il vero, era considerata per ragazzi, oggi la platea si è decisamente ampliata, come l’offerta. I grandi nomi dell’animazione, tra registi e personaggi, sono noti alla gran parte delle persone. L’interesse è alto e in costante crescita. Direi che lo spazio per muoversi è ampio. Non ci sono grandi consigli da dare. Credo che l’aspetto più importante sia trovare una chiave di narrazione e indagine. Per il resto, lo spazio è ampio, il pubblico è interessato, gli strumenti non mancano. Non rimane che iniziare.
FOTO DI MASSIMO ATTARDI
W. Il tuo sogno nel cassetto?
Non si rivela mai, per scaramanzia.
W. Bene cara Valeria ti ringrazio anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti, per questa interessante chiacchierata
[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti – Sezione Giornalismo -Articolo del 15/07/ 2021]
Amici di DETTI E FUMETTI sappiate che Arf è la prima grande manifestazione sul fumetto che si fa in presenza dopo un anno di lockdown per via della pandemia di corona virus.
L’emozione tra i partecipanti è grande; e allora occhi lucidi e sorrisi sotto la mascherina, bambini sulle spalle e via tutti ad ARF KIDS.
Era un mio sogno nel cassetto – confessa l’arfer Fabrizio Verrocchi- quello di creare una tre giorni dedicata esclusivamente al fumetto per bambini con laboratori e spazi a loro dedicati.
Sicuramente è una formula vincente e la spero la ripetano in futuro.
Subito dietro ai tavoli dove i bambini sono all’opera con carta e pennarelli vi sono i padiglioni delle tre mostre di questo ARF 2021:
Si parte con quella di SIO che, con il suo stile direi perfettamente allineato al festival 2021, l’autore con pochi tratti ci ricorda i temi e le vicessitudni della pandemia ancora in atto.
Vi riportiamo una selezione di vignette a tema pandemia+bambini che ci hanno fatto riflettere molto. La pandemia ci ha fatto stare molto di più a contatto con i nostri figli ; ci ha fatto diventare una sorta di “insegnante di sostegno”; ci ha fatto vivere spesso in piccoli ambienti con il problema di condividere tutto dal device alle emozioni; ci ha fatto sforzare a trovare passatempi per i nostri figli; ci ha messo davanti a tante loro domande micidiali …
p.s. Siamo un blog che ama andare a caccia di citazioni quindi secondo noi questo disegno sopra richiama quest’altro di pippo e pluto ( non so se è voluta ma noi l’abbiamo capita cosi’)
E pertanto ci è uscita questa:
La seconda mostra su De Luca è stata veramente una sorpresa; grazie ad Arf abbiamo potuto scoprire un fumettista che solo il particolare periodo storico ha relegato a fumettista di secondo ordine;
Diventato famoso grazie ai suoi racconti sul Giornalino, De Luca ha una tecnica straordinaria. La sua trilogia Shakespeariana utilizza piani sequenza cinematografici, arditi direi escheriani. In una unica vignetta vi sono intere parti della storia. il suo Romeo e Giulietta vale il viaggio per raggiungere la Città dell’altra Economia dove sono esposte le sue tavole.
Il commissario Spada, l’altro fumetto di DE LUCA presente con svariate tavole, utilizza lo stesso escamotage per far entrare il lettore dentro il racconto, come pochi maestri riescono a fare. Alcune tavole a tempera sono magistrali per la vividezza dei colori ed i dettagli da miniaturista.
Belli anche gli effetti con la china che rendono alla grande le atmosfere milanesi avvolte nella nebbia.
L’arfer Fabrizio Verrocchi mi ha accompagnato tra i disegni del maestro Gianni De Luca, raccontandomi aneddoti sulle avventure del commissario Spada; è grazie a lui che sono venuto a sapere del fatto che questo fu il primo personaggio a fumetti seriale che a metà storia per un incidente perde letteralmente il naso e, appunto prima volta in un fumetto, termina la storia con connotati diversi.
Tu pensa se oggi un Dylan Dog o un Tex modificassero la propria fisionomia, chi mai lo accetterebbe?
Il nostro personaggio senza naso Spada ci accompagna fino alla terza mostra di un suo “simile”… Ho avuto la conferma che l’affiancamento non è stata voluto … ” Sai, sono quelle magie che accadono solo all’ARF”, mi ha confidato Verrocchi.
Con una palette che prende tutta la gamma di colori che esistono tra il viola, celeste e il verde, le opere in mostra sono molto originali ed interessanti.
Attenzione! c’è anche il primo ritratto realista di Maicol & Mirko che da solo vale la mostra! Un giorno si dirà: “Fu all’ARF 2021 che inziò a disegnare ritratti…
D’altronde è una formula di successo questa iniziativa di Mostra Collettiva su “Tu Sai Chi” che fa il paio con l’altro grande ed indimenticabile successo di assemblee di ARF, COme VIte Distanti.
Dandoci appuntamento alla settimana prossima per l’altra iniziativa di ARF: WOMEN IN COMICS che si terrà a Palazzo Merulana (dal 28 maggio) ci salutiamo con il nostro speciale ospite.
Prima di uscire dalla mostra cerco mia figlia per avvertirla che sto andando nell’area laboratori a salutare una mia amica moftruosamente brava ADRIANA FARINA.
Trovo mia figlia a parlare con una sua coetanea, figlia di un altro arfer: “Sai, ci siamo conosciute nel 15 e quest’altro anno non saremo più KIDS.. saremo TEEN”, mi dice…
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