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L’ AI e La fotografia per L’ARTE

Oggi voglio parlarvi dell’impatto che sta avendo, secondo me, l’AI sull’Arte e su come usarla senza esserne sopraffatti.

L’AI secondo il parere di molti e’ arrivata nel mondo dell’ARTE come un tornado che diventera’ sempre piu’ grande e non ha trovato persone  culturalmente attrezzate per reagire.

Non e’ la prima volta che una tempesta si infrange in questo mondo. Successe con l’invenzione della fotografia. Da allora l’ Arte e’ cambiata per sopravvivere all’impatto.

In un recente articolo che ho letto su persepolis viene spiegato bene il cambiamento. Ve lo riporto per poi proseguire insieme la riflessione sull’Ai.

Tutti possono fare una tela bianca con una linea e addirittura tagliarla con un coltello ( Fontana) o attaccare una banana al muro ( Cattelan), ma il motivo per cui quella è considerata arte e la propria no risiede nell’evoluzione storica del concetto di arte stessa.

Per millenni, l’arte è stata una sfida tecnica dove il genio era chi, come Michelangelo o Caravaggio, riusciva a copiare meglio la realtà.

Con l’avvento della fotografia, copiare la realtà è diventato inutile, spingendo i pittori a concentrarsi su ciò che la macchina non poteva cogliere, come le impressioni di luce e vento. Nel ‘900 si è passati dal voler copiare il mondo al volerlo interpretare: attraverso il cubismo e l’astrattismo, l’opera ha smesso di rappresentare un oggetto (come un cavallo) per mostrare come l’artista “sente” quell’oggetto. Picasso stesso affermò che gli ci volle una vita intera per imparare a dipingere come un bambino.

Negli anni ’60 si è verificata una rivoluzione radicale: l’arte non è più l’oggetto, ma il pensiero. In questo contesto, l’opera non è più, ad esempio, una sedia fisica, ma la domanda stessa su “che cos’è una sedia” . Da qui derivano la Land Art, l’Arte Povera e le installazioni, dove l’idea non può essere replicata anche se l’oggetto lo è.

Il valore dell’arte contemporanea, quindi, non è nella mano, ma nella mente. Nel caso della celebre banana di Cattelan, l’opera non è il frutto, ma il dibattito che essa genera. Sebbene sia facile imitare un gesto, è difficilissimo inventarlo per primi nel contesto e nel momento giusto. In definitiva, la vera arte è sempre l’invenzione di un nuovo modo di vedere il mondo“.

Che paura ci puo’ fare l’AI se siamo consapevoli e pronti a reagire?

Se l’utilizzo dell’AI e’ dichiarato, se se ne fa un uso etico ( leggi: non usare l’ai per generare immagini che non abbiano come fonte quelle di altri artisti ma esclusivamente le proprie. La promulgazione di leggi di tutela per gli artisti e’ essenziale) allora l’AI diventa quell’amplificatore di potenzialita’ di cui fino ad oggi non si disponeva.

Esempi che mi vengono in mente:

Ricerca di parole, dati,correlazioni all’interno di migliaia di pagine in pochi secondi.

Interpolazione di immagini fisse per creare traiettorie in movimento e generare animazioni di una tua illustrazione.

Conversione di strumenti musicali in altri che non hai a disposizione e loro mixaggio e  masterizzazione per evitare passaggi costosi in uno studio di registrazione vero e proprio.

In generale l’eliminazione (e la loro automazione)  di passaggi manuali lunghi, noiosi e ripetitivi -a volte anche molto costosi – che spesso erano un muro che bloccava le potenzialita’ di un artista dall’attuare la propria opera ( liberare tempo  per amplificare gusto, intuito, sensibilita’, la Visione, tutte doti umane che la macchina non ha)

Se della AI se ne fa un corretto uso,credo che assisteremo ad una democratizzazione dell’Arte.

Nello stesso tempo assisteremo  alla  evoluzione dell’artista.

Se vogliamo  piu’ che una evoluzione, assisteremo ad un ritorno in chiave moderna dell’artista rinascimentale; periodo nel quale non si poteva piu’ restare semplici artigiani della matita, ma occorreva divenire scienziati (Leonardo oggi studierebbe il prompting engineering, l’arte di saper fare le domande giuste all’AI e riconoscere le sue allucinazioni che fanno scadere a livelli bassissimi un opera Ai), occorreva divenire direttori di orchestra, manger illuminati (la prima ingegnerizzazione di una bottega d’arte fu fatta da Raffaello che aveva decine di allievi che completavano le sue commissioni sotto la sua egida), occorreva essere visionari (pensate a Michelangelo quando progetto’ la cupola autoportante del Duono; oggi di cosa sarebbe capace con l’AI?)

Osvy direttore di orchestra di Filippo Novelli

In conclusione l’artista oggi se vuole accettare e vincere la sfida dell’AI deve evolvere scientificamente e strutturarsi culturalmente, acquisendo competenze che lo portino a controllare i nuovi mezzi a sua disposizione come un Direttore di Orchestra. Solo cosi’ potra’ abbattere muri e raggingere traguardi e opportunita’ nuove.

[ Filippo Novelli  per DETTI E FUMETTI – SEZIONE ARTE, ARTICOLO DELL’8 FEBBRAIO 2026]

Intervista a Francesco Marconi- La recensione di “Live Like Fiction” di DETTI E FUMETTI

Cari amici Osvy e i suoi amici recitano aforismi e studiano la vita di personaggi famosi per riportare i loro insegnamenti a tutti voi praticamente da sempre perchè lo sapete il loro motto è “Recitare aforismi per salvare il Mondo”.
E’ per questo motivo che quando troviamo qualcuno che la pensa come noi ci teniamo ad incontrarlo ed ad intervistarlo per voi allo scopo di capire meglio come questa missione puo’ diventare possibile.
Oggi è la volta di Francesco Marconi, scrittore emergente italo -portoghese che vive e lavora a New York, di passaggio qui a Roma per la presentazione del suo nuovo libro.

Francesco Marconi è un Media Innovator che gestisce lo sviluppo delle strategie manageriali presso l’agenzia internazionale Associated Press.
Ha studiato economia e giornalismo all’ Università del Missouri ed ha conseguito diversi master alla Columbia University e ad Harvard.
È stato il vincitore di un premio nell’ambito della crescita delle strategie delle organizzazioni e delle persone.
La sua idea di innovazione, media e modo di raccontarle sono state lette da migliaia di persone in giro per il mondo.

Filippo: innanzitutto Francesco benvenuto a Roma nella nostra sede di Detti e Fumetti. lo sai che ti tocca anche la metamorfosi che è capitata a tutti noi che entriamo in Detti e Fumetti.

Francesco: ok , certo lo so … non dirmi che animale/avatar saro’… posso immaginare (ride). Almeno il colore pero’ fammelo scegliere: vorrei essere azzurro – stile Avatar appunto .

Filippo: Eccoti qui!

Filippo:di cosa parla il tuo nuovo libro “Live Like Fiction”?
Francesco: il Libro ha questo incipit: nella vita spesso ci demoralizziamo per cio’ che crediamo impossibile da realizzare. Tuttavia quando prendiamo il controllo della nostra storia, allora non ci sono più limiti.

Filippo: Quale è allora la chiave per avere il controllo della nostra vita?
Francesco: E’ porsi la domanda …E se il segreto per realizzare i nostri sogni fosse nel sapere la sceneggiatura della nostra vita?

Filippo: Come hai fatto per capirlo?
Francesco: Questo libro è il frutto di anni di studio fatti sulle storie personali di personaggi famosi che ci ispirano verso traguardi incredibili. In questo libro le ho condivise con il lettore, raccontando come si puo usare il principio dello storytelling (della narrazione) per programmare ed accelerare il cammino verso il successo professionale.

Filippo: Come è strutturato il tuo libro?
Francesco: Il libro vuole far partecipare il lettore tramite sei azioni che in inglese formano la parola evocativa ENGAGE (in inglese noi usiamo spesso questi simpatici acronimi).
-Esplora il tuo significato
-Focalizza i tuoi obiettivi
-Crea un piano di azione
-Previeni gli ostacoli e le difficoltà
-Acuisisci la perseveranza
-Eleva te stesso

Filippo: Ogni capitolo del libro effettivamente costruisce il successivo capitolo ed offre esempi significativi, ricerche mirate e test strategici.
Un libro tascabile da portare con sé per fare esercizio, ideale per tutti i curiosi e le persone ispirate. Ottimo Francesco bel lavoro che dal prossimo mese potremmo leggere tutti noi!

Francesco: ciao a tutti gli amici di Detti e Fumetti, alla prossima!

Diamo qualche riferimento sul libro e la sua uscita QUI e QUA

La BIOGRAFIA di Francesco Marconi la trovi QUI

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti sezione letteratura – articolo del 17 giugno 2017]

LA SPINA SOLARE di KYOHU SONG e BOA OH

Vi riporto un articolo che gira sulla rete in questi giorni dei progettisti KYOHU SONG e BOA OH.

Inizia cosi’: “Basta attaccare la presa portatile alla la vostra finestra per iniziare a utilizzare l’energia solare!  Abbiamo visto un sacco di caricatori solari ai nostri giorni.
E ‘una presa di corrente portatile che prende il suo potere dal sole. Si collega in una finestra anziché nella parete. E’ facile.


I progettisti si chiamano Kyohu Song e Boa Oh. Dichiarano con orgoglio: “Abbiamo cercato di progettare una presa portatile, in modo che gli utenti possano utilizzare in modo intuitivo, senza formazione specifica.”
La presa portatile si attacca ad una finestra con una ventosa. Sul lato inferiore, è dotato di pannelli solari che danno energia a un caricabatterie che converte questa energia in elettricità. Il caricabatterie immagazzina l’energia. Dopo 5-8 ore di ricarica, la presa fornisce 10 ore di utilizzo.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI rubrica di Hi-tech- articolo del 4 maggio 2013]

THE LYTRO MACHINE La rivoluzione fotografica

Amici, questa macchina fotografica digitale rivoluzionerà il mondo delle fotocamere digitali (e per certi versi quello della fotografia come l’abbiamo sempre concepita)!

In sostanza basta inquadrare e scattare la foto di un paesaggio e poi con il computer si decide cosa mettere a fuoco di quel paesaggio. Incredibile! Provare per credere…

e  Il modo di vedere le foto profetizzato  in Blade Runner è sempre più vicino..

LYTRO

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI rubrica di hi-tech- articolo del 21 ottobre 2011]

IL CLOUD e La REALTA' AUMENTATA FIGLIE DEL FUMETTO

Il termine “fumetto” si riferisce alle “nuvolette”, simili a sbuffi di fumo utilizzate per riportare il dialogo tra i personaggi; nel fumetto spesso le immagini sono accompagnate da didascalie esplicative. Perché vi racconto tutto questo? Perché oggi vi voglio parlare proprio di nuvolette sopra le nostre teste e di didascalie ai nostri piedi. Parlerò di due tra i più importanti hi-tech-fenomeni che si stanno diffondendo nella nostra società: Il cloud service, appunto la nuvoletta, e l’augmented reality, AR, la realtà aumentata, simboleggiata da didascalie, o veri e propri fumetti che sembrano uscire dai monumenti che ti sono davanti. Il cloud computing è la tecnologia che ci permette di archiviare e gestire le nostre foto, i nostri documenti in una nuvola di server a distanza, sempre consultabile via web. Presto anche l’off line si ridurrà a zero, nel senso che non si istalleranno più programmi sul proprio pc in quanto saranno anche essi on line e sempre aggiornati. Insomma basta caricare il proprio pc di memorie, portarsi quegli scomodi hd dietro. Di non minore importanza l’AR, la realtà aumentata, la sovrapposizione di livelli informativi, virtuali e geolocalizzati per cui con il tuo smarthphone, semplicemente puntando un monumento, puoi saperne la storia, vedere un video del suo interno. E da qualche tempo puoi addirittura lasciare un tuo commento mediante l’iscrizione a siti dedicati al tag. Insomma  se con il clouding non  servirà piu’ portarti dietro la “memoria esterna” con l’AR, se non ti ricordi cosa hai davanti, potrai semplicemente puntargli il tuo smarthphone e lui ti dirà chi è… e allora non ti servirà più nemmeno la tua “memoria interna”!

[si rigrazia wikipedia per alcune preziose definizioni]

Ecco la scheda ( fai click sopra per ingrandirla) …che in una rivista di fumetti non poteva mancare:

[Filippo Novelli e Alessio Palmieri per DETTI e FUMETTI – sez. HI-TECH articolo del 30 agosto 2011]