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SEI MIA, IL NUOVO EPISODIO DELLA RUBRICA TRA LE RIGHE DELL’ANIMA DI CHIARA NARRACCI PER DETTI E FUMETTI

Care amiche e amici di Detti e Fumetti oggi vi parleremo di Possesso nella coppia.

Partiamo da una semplice riflessione:

Il Falco

una cosa è direi “Sei mia”  in un momento di passione e sì ci piace da morire … ancora oggi e già ci portiamo dietro il fatto di essere fondamentalmente degli animali istintivi e passionali e ci portiamo dietro anche una memoria genetica della notte dei tempi che inevitabilmente nel momento in cui il nostro uomo ci fa sentire l’unica ci si scioglie qualcosa nelle viscere … e questo va benissimo;   altra cosa è assumere tutti questi atteggiamenti  di controllo: dalla geolocalizzazione allo scrollo dei social dell’altro, al in qualche modo coltivare un atteggiamento di possesso dell’altra persona. Ricordiamocelo che dare fiducia a qualcuno è una scelta razionale.  Scelgo di darti fiducia perché scelgo la mia serenità e comunque si può tradire in ogni momento del giorno e della notte di conseguenza tutto questo controllo tutto questo possesso dell’altra persona non fa che portarci a perdere l’altra persona alla lunga perché non piace a nessuno non sentirsi libero, di vivere; e allora prendiamoci il bello anche di queste espressioni così passionali, così travolgenti, così potenti; però diamoci anche il permesso di metterci da subito nelle condizioni di rispettarci; come? intanto conoscendoci e conoscendo anche il peso della memoria genetica che in qualche modo a noi donne – soprattutto –  ci porta a prenderci un po’ poco in considerazione anche dal punto di vista dell’amore; non è un caso se ancora oggi le cucciole cercano qualcuno che si prenda cura di loro quando in realtà ad oggi saremmo liberissime di prenderci cura da sole di noi stesse; ebbene allora cerchiamo qualcuno che goda della persona che siamo. Per farlo bisogna intanto imparare a conoscerci e a rispettarci e nella relazione con l’altro diamoci il tempo di condividere qualche esperienza. Credo che sia fondamentale perché nella condivisione ci rendiamo conto di tante cose; cosa che nel mondo virtuale ovviamente è molto più difficile. Quindi apriamoci ad una conoscenza diretta dell’altra persona, dandoci il tempo di capire se anche a noi piace l’altro perché è bellissimo sentirsi scelte, sentirsi desiderate, sentirsi apprezzate, ma da chi tante volte manco lo sappiamo. Ci basta quello e allora anche no, non può bastare conoscerci per rispettarci e conoscere l’altra persona per rispettarla. Diamoci tempo

Il video di Chiara il falco lo potete vedere QUI

[ Chiara Narracci, il falco per DETTI E FUMETTI – Sezione sociologia – articolo del  3 novembre 2025]

QUANDO E’ CHE SI DIVENTA ADULTI? primo episodio della rubrica TRA LE RIGHE DELL’ANIMA la rubrica di CHIARA NARRACCI alias FALCO per DETTI E FUMETTI

Bentrovate lettrici e lettori di DETTI E FUMETTI oggi apriamo la nuova rubrica di sociologia TRA LE RIGHE DELL’ANIMA; io sono CHIARA NARRACCI e, come consuetudine in DETTI E FUMETTI, per entrare nella redazione da oggi sarò CHIARA IL FALCO.

Illustrazione di Filippo Novelli

QUANDO E’ CHE SI DIVENTA ADULTI?

Iniziamo questa rubrica con il cercare di rispondere ad un gran quesito. Quand’è che finalmente si diventa adulti? Vi leggo un passo molto interessante: “Persone in grado di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di vivere serene. Le relazioni con i genitori”. Iniziamo con il dire che molti continueranno a piangersi addosso e ad accollare il peso dei propri fallimenti ai genitori, all’infanzia subita. Altri riusciranno ad accettare che siamo solo persone e tutti fallibili, compresi i genitori, e che tutti potremmo scegliere come comportarci al di là di come ci viene istintivo.

Prosegue lo scritto: “Personalmente ci misi mesi anche solo a rendermi conto di non conoscermi affatto, al di là di come ero solita gestirmi. A livello relazionale ho avuto paura di essere una bambola rotta, vuota, perché le mie domande restavano senza risposta. Ho poi capito che non ero mai stata abituata a prendermi in considerazione in prima persona, probabilmente anche perché donna invasa dall’impronta materna.

Non sono certo l’unica ad aver fatto confusione fra il mio pensiero e quello di mia madre, fra il mio sentire ed il suo rispetto a ciò che vivevo sulla mia pelle. Confusione amplificata crescendo dal confronto costante anche con le amiche e con le altre donne incontrate, dove l’unica certezza, l’unica costante erano le reazioni istintive alle altrui sollecitazioni. Non c’era la scelta di come e se agire, era un reagire istintivamente.

Facciamo un passo indietro. Quando veniamo al mondo siamo per noi stessi fonte di disagio. Abbiamo fame, sete, ci sporchiamo e siamo completamente dipendenti dai nostri genitori per appagare i nostri bisogni.

Scatta la convinzione che noi per noi stessi siamo il male, mentre i genitori sono il bene perché ci alleviano dai disagi. Scatta anche l’automatismo di dare più importanza a loro che a noi stessi, motivo per il quale crescendo ci identifichiamo con ciò che più spesso ci diranno di essere. E saranno proprio quei due tre aggettivi il nostro biglietto da visita con il quale ci presentiamo al gruppo di pari, fino a quando non scopriremo di essere molto di più.

Crescere è spogliarsi di queste percezioni limitate ed accettare i nostri limitati e limitanti genitori. È smetterla di pretendere da loro l’approvazione su tutto o smetterla di remarci contro incarnando la pecora nera pur di confermare la loro idea di noi. Credo sia questo il lavoro da fare quando si parla di dover “uccidere” i propri genitori, abbandonare l’idea o la convinzione atavica che i genitori hanno sempre ragione, salvando però l’amore che ci lega loro.

Come farlo? Scegliendo di piacerci noi in primis, imparando a prenderci in considerazione consapevole, uscendo dagli automatismi relazionali che attivano quelli personali, quei due tre aggettivi che dicevamo prima,  aprendoci alla vita, dandoci il tempo di valutare come è meglio muoversi. Chi inizia con il  chiederti di fronte alle piccole scelte quotidiane cosa penso? cosa sento?  Mi va? è buono per me?. Questa è la via per diventare ciò che vogliamo essere, Adulti.

Il video dell’articolo lo trovi QUI

Se non impariamo a conoscerci, continueremo a non rispettarci e a soffrire per come ci vedono gli altri . TU Che ne pensi?

Al prossimo episodio.

[Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI, Sezione Sociologia. Articolo del 10 ottobre 2025]

TRA LE RIGHE DELL’ANIMA, La nuova rubrica di sociologia di Chiara Narracci per DETTI E FUMETTI

Amiche e amici di DETTI E FUMETTI oggi siamo felici di annunciarvi l’apertura di un nuova rubrica  dedicata a un tema fondamentale per tutti noi: le relazioni interpersonali e familiari. Si chiamerà TRA LE RIGHE DELL’ANIMA; a guidarla una nuova voce, pronta a guidarci in un viaggio fatto di riflessioni e spunti preziosi riguardanti la sociologa, Chiara Narracci.

Chiara ha un’esperienza ventennale in consulenza e mediazione familiare, si è formata all’Università La Sapienza di Roma e ha arricchito il suo percorso con due master in Consulenza e Mediazione Familiare. Collabora con il consultorio Centro Famiglia al Vicariato, affianca diversi avvocati matrimonialisti ed è responsabile di sportelli d’ascolto nelle scuole. È inoltre docente di Sociologia della famiglia per la SICOF [Scuola Italiana Consulenti della Coppia e della Famiglia]. Chiara ci aiuterà ad esplorare le dinamiche che rendono uniche le nostre famiglie e le nostre vite.

Ma lasciamo a lei la parola. Guarda il video di presentazione facendo click QUI

[La redazione – articolo del 2 ottobre 2025]