Ciao amici di DETTI E FUMETTI sono CHIARA alias PENNA LIBERA e mi occupero’ di letteratura.

La mia rubrica “Una parola al giorno leva il virus di torno” è nata così, dall’oggi al domani. Il primo giorno di una pagina del mondo nuova, strana, sospesa, assurda, surreale: chiamata quarantena.
In un momento in cui niente è certo, niente è scontato, ho voluto stabilire un punto fermo.
Dare un punto di riferimento.
Ho provato ad accendere una fioca lucina nella tempesta, come un faro. Per me stessa. Per tutti. Bambini, ragazzi e adulti.
Una parola al giorno. Scelta. Semplice. Diretta.
In ordine alfabetico per dare ordine e lasciar fantasticare le persone ogni volta sulla parola del giorno dopo. Alimentandone l’attesa. E io la spiego nel modo più spontaneo che possa trovare dopo aver cliccato sul “fatidico” rec.
Ho cercato parole di tutti i tipi. Di tutti i giorni. Rassicuranti. Lontane. Vicine. Passate. Presenti. Forse, future. Parole che avessero una storia, che avessero un’etimologia interessante che mi permettesse il più possibile di viaggiare dall’antichità ai giorni nostri. E ho cercato il mio stupore, la mia curiosità, per poter suscitare la vostra.
E ho cercato di divertirmi, per divertire voi. E di imparare, per insegnare. Per sentirci tutti più vicini anche se fisicamente distanti, per darci un appuntamento giornaliero che per almeno un paio di minuti spezzasse l’angoscia immobile in cui siamo stati catapultati.

Dietro alle nostre parole c’è un tesoro. Si nasconde una bellezza di cui non siamo sempre consapevoli. Un fascino antichissimo, che rivela quanto siano umane, quanto dicano di noi qualcosa che va molto, molto oltre quello che pensiamo. E che vogliamo.
Che dietro alla nostalgia ci sia il dolore del non poter tornare a casa, che un ciao significhi grande rispetto, che nel desiderio ci sia tutta la nostra fiducia nelle stelle, senza cui siamo perduti.
Non lo sappiamo più.
Tanto il latino e il greco sono lingue morte, a che servono? Macché morte! Vivono sulla nostra bocca nella maggior parte delle cose che diciamo.
Perché anche se i secoli passano, l’uomo e il suo sentire, la sua essenza più profonda, una volta tolte le sovrastrutture storiche, restano gli stessi.
E dietro alla bellezza delle parole c’è proprio tutto questo.
C’è un peso: noi. E i nostri sentimenti.
Con gli amici di DETTI E FUMETTI cercheremo di far arrivare a più persone possibili questi brevi video che ho preparato per voi e che trasmetteremo con una cadenza regolare. Se vi piace l’idea CONDIVIDETE


[CHIARA per DETTI E FUMETTI – sezione LETTERATURA – articolo del 7 aprile 2020]





















“In una serie di articoli esploreremo un contesto teorico quanto mai esteso, molteplice e articolato, riannodando le fila di un discorso per troppo tempo abbandonato.Partiamo da un richiamo all’ opera profetica di Richard Buckminster Fuller,
nel corso della quale metteremo in evidenza come nel nuovo ricorrano sempre forme del passato, in una sorta di paradosso temporale.
Il grande architetto americano è considerato come il portatore di una vera e propria rivoluzione progettuale che vede l’architettura recuperare di nuovo, con una ampiezza cosmica, l’insieme dei campi conoscitivi che la attraversano.
Riaffermando la validità della interdisciplinarietà Paula de Oliveira e Francesco Marconi si interrogano successivamente sulle nozioni di spazio e di tempo per poi addentrarsi nei territori della biologia,
delle geometrie non euclidee, di un nuovo paradigma fondato sull’universo del digitale.
Infine essi analizzeranno le ricerche sul metabolismo
e quelle relative ai nuovi materiali, inseriti in una tassonomia avvincente quanto rigorosa che ne mostra le plurime potenzialità.










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