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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto – articolo del 16 maggio 2019]

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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto – articolo del 16 maggio 2019]

se vuoi sapere di piu’ su MARONE fai click QUI.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto – articolo del 15 maggio 2019]

Ho iniziato ad apprezzare il modo di disegnare di Lorenza fin dai suoi esordi sul web.

Mi ha colpito il suo umorismo e l’immediatezza delle sue simpaticissime vignette.
Poi un giorno ha calato la maschera, facendoci conoscere un nuovo stile.

Le linee si sono fatte più armoniose e mature, pur mantenendo quella freschezza che rendono Lorenza riconoscibile tra tanti.



Il 18 aprile Lorenza Di Sepio insieme a Marco Barretta ai testi, pubblica Daisy della Collana Tipi Tondi della Tunue, nel quale noi tutti potremo apprezzare al meglio questo suo nuovo stile.

[Lorenza Di Sepio]
In Daisy troviamo diversi livelli di lettura. A fianco a quello della tipica avventura per ragazzi ce ne è un altro.

[Marco Barretta]
Il racconto infatti affronta alcune tra le principali tematiche del romanzo di formazione; lancia dei precisi messaggi;che ora cercheremo di snocciolare uno ad uno.
Subito in apertura il primo: bisogna imparare ad aver cura e ad amare gli altri. L’autore lo introduce narrando del classico esercizio che viene dato ai ragazzi a scuola: aver cura di una pianta allo scopo di imparare ad aver cura dell’altro. E’ cosi’ che si superano i propri egoismi, si impara a sacrificare se stessi per il bene del prossimo. Leggendo il libro avremo modo di apprezzare come questo tema che sia il fulcro di tutto il racconto. Ma c’è dell’altro.
Mi ha piacevolmente colpito il modo limpido e diretto con il quale si affronta il tema del valore dell’errore. “Gli errori non sono una maledizione” anzi, sono un passaggio fondamentale per la crescita personale, ” ci aiutano a capire chi siamo davvero”.
A seguire, nel volgere di poche vignette, la poetica rappresentazione della Conoscenza, o meglio della essenza della Cultura: “da un libro non può che nascere un bel fiore che si chiama Sapienza“.
Ed ancora, qualche pagina più avanti, si parla del coraggio di accettare le conseguenze delle proprie scelte, pena l’essere sopraffatti dal peso del proprio fallimento.
L’autore inserisce tutti gli elementi del romanzo di avventura: dallo scudiero fedele, alla regina cattiva,
fino al saggio eremita, per raggiungere il quale i nostri protagonisti devono cimentarsi nel lungo ed insidioso viaggio sulla montagna. Non poteva perciò mancare l’arma invincibile con la quale salvare il mondo che sta sprofondando nell’oblio. Tuttavia stavolta non è un oggetto classico di cavalleresca memoria bensì qualcosa di impalpabile e più alto. Ovviamente potreste scoprirla solo leggendo il libro 🙂

Daisy, che a causa di uno strano incantesimo si ritrova all’interno del libro “irrisolto” scritto ed accantonato dal padre, ne diventa l’eroe inaspettato. Come?
Anche in questo caso lasciamo avvolto nel mistero il finale… sembra un thriller eh 🙂 ???
Complice questo eroico gesto, noi lettori manteniamo l’attenzione alta fino all’ultimo, quasi prefigurando un seguito del racconto.

Buona lettura e a presto con un nuovo libro da scoprire insieme.
[FILIPPO NOVELLI per Detti e Fumetti- Sezione fumetto- Articolo del 15 aprile 2019]
Sinossi e Schede biografiche degli autori:
SINOSSI

BIO
Lorenza Di Sepio Disegnatrice nel campo dell’animazione 2D, dove lavora come character design e storyboard artist. Ha collaborato a diverse serie cartoon prodotte dalla RAI, video musicali e spot. Autrice di Simple&Madama, progetto virale nato sui social network e poi trasformato in progetto editoriale.
Marco Barretta è un videografo, gira il mondo grazie al suo lavoro. È sceneggiatore di Procrastination, ultimo volume della serie Simple&Madama, disegnato da Lorenza Di Sepio.
Cari amici anche quest’anno siamo passati al Romics per un motivo ben preciso, vi racconto come è andata.

(Minny-Manga)



Vi lascio il comunicato stampa a fine articolo e volete approfondire.






per saperne di piu’ sull’autore dell’aforisma fai click qui
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI- sezione fumetto – articolo del 12 marzo 2019]

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI- sezione fumetto – articolo del 5 marzo 2019]

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI- sezione fumetto – articolo del 20 febbraio 2019]
Oggi siamo a Palazzo Merulana, ex sede dell’Ufficio di Igiene di Roma, che, dopo una attenta ed efficacie ristrutturazione, è divenuto un bellissimo spazio espositivo di circa 2000mq su 4 livelli. Grazie alla collaborazione di Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture abbiamo l’opportunità di conoscere una bellissima collezione permanente incentrata sulla scuola romana ed italiana del novecento.

Tra i nomi di primissimo livello presenti nella collezione desidero ricordare Bernardo Siciliano che, nel ritratto a Elena e Claudio Cerasi, ci da modo di apprezzare la sua maestria dell’uso dell’olio
Ed ancora, qualche situato sala più avanti, un insolito e originalissmo skyline di New York di … Giorgio De Chirico, lo avreste mai immaginato il maestro della Metafisica cimentarsi in questo soggetto? Questa sola opera merita una visita al Palazzo.
I palazzi si stagliano sull’orizzonte dell’opera trasformandosi in una sorta di bosco di conifere incantato ed aumentano il senso di estraniamento del quadro.

Per finire meritano una tappa le opere di Balla e Depero, il papà, se così possiamo dire, dei mangaka italiani e non solo, nel momento in cui rappresenta automi e manichini che tanto ricordano i macha di oggi, protagonisti della mostra GO!GO!GO! The grade v.2019

(se vuoi approfondire su Depero cerca QUI)
Al quarto piano del Palazzo Merulana troviamo dal 16 al 24 febbraio la mostra GO!GO!GO! The Grade 2019. Prima di raccontarvela facciamo però un passo indietro per scoprire da dove proviene genera mecha giapponese e quale era la filosofia che c’era dietro ai robottoni di Go Nagai.
Le prime testimonianze di questo genere le troviamo nel fumetto di propaganda giapponese degli anni trenta ( di seguito una riproduzione del robot gigante di Stagawa che mette a ferro e fuoco New York).

Go Nagai, tra i piu’ grandi mangaka giapponesi, parte dalla tradizione fumettistica giapponese e la arricchisce con una forte vena esistenzialista.
Infatti in MAZINGA Z, GOLDRAKE e JEEG ROBOT riprenda le tematiche care a questa filosofia.


Tre i punti fondamentali richiamati:
1)un uomo che entra nella testa di un robot, quasi un su
o alterego, impartendo comandi vocali per azionarlo. Ha un grande potere che lo può rendere dio ma anche demone
2)l’antagonista, (es. il dottor inferno per Mazinga Z) che può distruggere il mondo e chiede se questa umanità merita o meno di essere salvata. Non gli interessa veramente il nostro mondo. Nel multiverso einsteniano lui vuole provare tutti i mondi possibili.
3)il messaggio: L’essere umano aspira alla libertà e alla pace. La chiave per la vittoria, il fine dell’umanita’, e’ la pace che si conquista mirando ad unirsi gli uni con gli altri in unico grande gruppo coeso, l’umanita’.
L’esistenza umana, che ha come dimensione costitutiva la coscienza, è un continuo superamento e trascendimento dell’essere in-sè. Tramite essa, il nulla viene al mondo. Proprio per questo, il nulla è condizione della libertà come possibilità e scelta continua di trascendere il mondo. (se vuoi approfondire il tema mecha-esistenzialismo cerca QUI)
Ma ora diamo spazio agli autori hanno interpretato il mecha-mondo nella mostra GO!GO!GO! the grade v.2019.

Tra gli anni 70- e 80 la TV portò nelle case degli Italiani i mitici robottoni di Go Nagai, segnando profondamente una generazione di adolescenti.
Alcuni di loro hanno calcato le orme del maestro e oggi con GO!GO!GO!, a distanza di decenni, hanno avuto l’opportunità di omaggiarlo, ciascuno con il proprio stile, chi in modo drammatico chi umoristico.
Ecco perchè accanto ad Hiroshi Shiba che canta come Elvis, puoi trovare delle rivisitazioni in stile Evangelion; puoi scorgere un papero che fa capolino dalla testa del robot accanto a presenze infernali e magli perforanti.
Scene di battaglia, linee cinetiche, spaccati assonometrici degni di un manuale di meccatronica, idiomi giapponesi, tutto fissa tra nostalgia e futuro questa ottima mostra GOGOGO! The Grade 2019. Non perdetela!
Un plauso finale va al curatore LudoManiacs & KrakenWorks che ha saputo selezionare con grande maestria gli autori.
Vi lascio con una mia dedica particolare per tutti coloro che come me erano innamorati di Miwa Uzuki

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto- articolo del 17 febbraio 2019]
Riferimenti Mostra:
PERIODO: 16-24 febbraio 2019
DOVE: Palazzo Merulana – Sala Attico
Modalità di partecipazione
Biglietti di ingresso Mostra e Museo:
Intero euro 5.00
Ridotto euro 4.00
Gratuito under 7 anni e per i possessori di Palazzo Merulana Pass.
Il giorno 6 febbraio 2019 alle ore 18:00 vi sarà al Palazzo delle esposizioni la PRESENTAZIONE DEL LIBRO “
I relatori saranno: Francesca D’Aloja (Attrice, scrittrice e regista), Edoardo Albinati (Scrittore, traduttore e sceneggiatore), Paolo Di Paolo (scrittore).
Intervierrà l’autrice del libro.
Testimone dell’orrore della Shoah, cui ha dato voce nelle sue opere tradotte e premiate in tutto il mondo, Edith Bruck torna con un memoir tenero e struggente, in cui la grande storia e le sue tragedie si affacciano come sfondo al racconto intimo dell’amore e della dedizione per suo marito, il poeta Nelo Risi, scomparso nel 2015. Edith Bruck ha scelto di stargli accanto sino alla fine, trascorrendo con lui, accanto a lui, gli anni della progressiva malattia che lo ha allontanato dal mondo, dai suoi ricordi, dagli affetti, dal lavoro. Non è, questa, una storia d’amore immune da ferite o difficoltà, né la celebrazione di una vita assieme priva di contrasti, contraddizioni, lontananze. Ma è una storia in cui il senso di una condivisione profonda – senza dubbi o alibi – è la forza di una mano che stringe e sostiene l’altra – nell’assenza, nel riposo, nella paura, nella tenerezza – e viene restituito nella sua verità più umana, divenendo luce e ispirazione, unico filtro attraverso cui si può ancora parlare della bellezza dell’amore.
Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944 il suo primo viaggio la porta, poco più che bambina, nel ghetto del capoluogo, e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen. Sopravvissuta alla deportazione,dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografi a che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film. È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Lettera alla madre (1988), Nuda proprietà (1993), Quanta stella c’è nel cielo (2009), trasposto nel film di Roberto Faenza Anita B., e ancora Privato (2010) e La donna dal cappotto verde (2012). Nelle sue opere il più delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del XX secolo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in più lingue. Tra gli altri, è traduttrice di Attila József e Miklós Radnóti. Ha sceneggiato e diretto tre film e svolto attività teatrale, televisiva e giornalistica.
INFORMAZIONI:
Ingresso libero fino a esaurimento posti
[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI-Sezione letteratura- articolo del 5 febbraio 2018]
Alessia Lamoglia è una giovane ma promettente attrice. Ho avuto modo di seguirla nella Fiction televisiva “I Bastardi di Pizzo Falcone” e devo dire che ha colto in pieno la descrizione del suo personaggio che Maurizio De Giovanni, l’autore della serie di romanzi intitolata appunto “I Bastardi di Pizzo Falcone”, ha descritto nei suoi racconti.

Le storie si svolgono a Napoli, dove un gruppo di poliziotti racimolati nei vari commissariati, perché per diversi motivi nessuno li vuole, verranno spediti a quello di Pizzofalcone per sostituire l’intero staff investigativo corrotto. Dovranno superare l’ingiurioso soprannome datogli dai colleghi poliziotti “I Bastardi di Pizzo Falcone” per indicare con precisione la provenienza dei corrotti. Alessia Lamoglia nella serie interpreta Marinella, la figlia adolescente dell’ispettore Lojacono, interpretato da Alessandro Gassman.

Marinella rispecchia a pieno la burrascosa vita che una adolescente del nostro tempo vive. Ma non è di questo che vi volevo parlare. Alessia ha una passione non troppo nascosta, la danza. In quei momenti i suoi occhi si perdono nel vuoto aggrovigliato dei movimenti e la sua mente si perde nel suono della musica e noi non esistiamo più. A mio avviso la vera Alessia emerge nel ballo. Propongo ad Alessia un’intervista e lei accetta volentieri.
Willy: Ciao Alessia, mi fa piacere vederti, vieni, mettiamoci qui seduti così parliamo della tua passione, la danza. Cosa o chi ti ha acceso questo amore!?
Alessia: Ciao Willy. Devo dire che mi lascia piacevolmente sorpresa questa tua domanda…si perché la danza è sempre stato qualcosa che ho cercato di custodire gelosamente dentro di me. Ma, evidentemente, al tuo sguardo attento e sensibile stavolta non è potuta passare inosservata!

Per provare a spiegarti come la danza si sia radicata in me, vorrei condividere alcune parole di uno dei miei punti di riferimento per quest’arte, Isadora Duncan, la quale una volta disse: ” Sono nata in riva al mare. La prima idea del movimento e della danza mi è venuto di sicuro dal ritmo delle onde “.

Ebbene, non so dirti precisamente quale sia stata la scintilla che ha innestato dentro di me questa forma d’amore. Forse il vento, gli stormi di uccelli in cielo, o forse proprio il mare e le sue onde…so solo che il mio primo ricordo d’infanzia è una timida richiesta a mia madre…delle scarpette da ballo e un tutù!

W. Mentre quella per la recitazione quando è sbocciata!?
A. Ecco, per questo invece riesco ad affidarti un ricordo più nitido. Fu da bambina che il teatro, per primo, innestò in me la fascinazione per questo mondo. Mia zia era attrice e, nel suo girovagare di palcoscenico in palcoscenico, la seguivo con la mia famiglia anche io a tutti i suoi spettacoli. Fui, così, catapultata, ancor prima di potermene rendere conto realmente, in quest’ adorazione profonda. È stato per me come il richiamo delle sirene di Ulisse… la recitazione è la mia condanna ma soprattutto la mia salvezza.
W. Arriva, come si dice “tra capo e collo” la proposta di un musical dove tu sei la protagonista che fai!?

A. Questa costituirebbe per me l’esemplificazione di tutto ciò per cui, fino ad oggi, ho dedicato la mia vita… tutta la dedizione, il sudore e la tenacia. Ritengo che il musical sia una delle rappresentazioni artistiche più complete, che offre la possibilità ad un artista di mettere alla prova tutte le proprie potenzialità. Per me significherebbe godere finalmente di ali per volare su un palco dove darei libero sfogo a tutto ciò che in questi anni di studio devoto e profondo ho appreso e potuto, poco alla volta, assaporare.
W. Ti piacerebbe essere più la protagonista del musical o la coreografa!?
A. Non mi sono mai posta questa possibilità sai… devo dire che, forse, pensandoci, l’idea di poter aprire tutto il mio mondo interiore a servizio della pura creatività artistica avendo la possibilità di poterlo trasferire a qualcun altro e plasmarlo, mi affascinerebbe molto e sarebbe probabilmente la strada che più mi indicherebbe il cuore.
W. Nel turbolento mondo delle spettacolo, cosa ti senti di dire alle ragazze e ai ragazzi che lo vogliono affrontare!?
A…Turbolento, si è proprio così. Per questo, mi sento di dire che c’è bisogno alla base, prima ancora del talento, di una grande, grandissima spinta interiore. Sono veramente numerosi ed imprevedibili i colpi che si possono presentare lungo questo tipo di cammino…rischiano di farti traballare ed è per questo che bisogna armarsi di tanta pazienza e perseveranza ma soprattutto preservare sempre i propri valori.
W. Ma torniamo alla fiction televisiva …Ci avete lasciato “appesi” come si dice in gergo,
“I bastardi di Pizzo Falcone”. Senza anticipare nulla, quando ci sarà la prossima serie!?
A. Buone notizie…la terza serie è già in lavorazione ma i tempi ancora non si conoscono, speriamo prima possibile. In fondo Marinella ha ormai rapito un bel pezzo del mio cuore…non riesco ad allontanarmici troppo a lungo!

W. Grazie Alessia, anche a nome dei lettori di Detti & Fumetti!
A. Grazie a te Willy… prima di lasciarvi posso dire una cosa a … Filippo?
W. : Ma certo …
A. : innanzitutto volevo ringraziare i bravissimi fotografi di FEST, in particolare Emmanuele, che hanno realizzato un fantastico shooting






… e poi volevo parlare con te, Filippo.
Stavo vedendo il disegno che mi stavi facendo durante l’intervista, tutto ok ma… sono di schiena… non mi si riconosce…non si potrebbe …
Filippo: …si in effetti avevo in mente di inserirne un altro… ti vedevo come una guerriera in armatura in un bosco incantato tipo … tipo cosi’ che ne dici?
A.: ..UAU…mmm interessante ma così passiamo da un estremo all’altro…non pensi?
F.: vabbeh dai, allora mi tengo sul ritratto classico 🙂 questo può andare?

[Willy il Bradipo alias Dario Santarsiero per Detti & Fumetti- sezione Teatro-Fiction- articolo del 15 gennaio 2019- illustrazioni di Filippo Novelli- Foto dello shooting di FEST]
rifermenti: pagina FEST
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