OGGI SU FACEBOOK ABBIAMO RAGGIUNTO I 500 FOLLOWER. FESTEGGIAMO

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Noi di Detti e Fumetti siamo da sempre curiosi di capire tutte le declinazioni dell’Arte. Quello della Moda era un settore rimasto fino ad oggi inesplorato. Desideriamo colmare questa lacuna.

Per farlo abbiamo intervistato la nostra amica Laura Allevato.
F.:Cosa è la moda calata nella società odierna?
L.: Cerco di risponderti raccontandoti un fenomeno che sta spopolando in questo periodo e la sta’ facendo da padrone nel settore. Oggigiorno la Moda e’ sempre più alla ricerca di quegli stereotipi che l’acquirente possa riconoscere facilmente come “status symbol” ed il mondo da cui sta’ attingendo a “man bassa” sempre piu’ e’ quello della musica, in particolare dal mondo dell musica RAP/TRAP.
Personaggi come Kanye West o Rihanna ad esempio, oltre ad aver creato dei loro brand e collaborato con case di moda streetwear (Nike, Puma, Adidas, per dirne tre tra le principali), stanno portando avanti (soprattutto sui social) il loro clash di capi sportivi e pezzi unici di brand di alta moda (es: Gucci o Versace ).
I marchi che dominano queste nuove tendenze sono ad esempio: OFF- WHITE, SUPREME, ACOLDWALL.
Io personalmente resto fedele – malgrado debba seguire le leggi del mercato – alla progettazione, che parte da un’idea: pura, non contaminata, non contestualizzata; il marchio guida resta sempre per me quello di COMME DES GARCONS.

F.: Ai nostri lettori, della persona che intervistiamo, interessa da sempre capire quale sia stato il passaggio che lo ha portato dall’essere un appassionato di una tal arte al divenire un professionista del settore.
L.: Sinceramente non ricordo bene quale sia stato il momento esatto in cui ho deciso che da grande “volevo fare la stilista”, ricordo solo che gia’ durante il liceo, amavo disegnare e la moda era entrata nella mia vita. Seguivo il movimento “dark” hai presente…

Quindi a pensarci bene è stato grazie alla musica, attraverso il modo di vestire dei suoi protagonisti, che tutto è iniziato. La musica ha ispirato da sempre le mie creazioni; con esse ho pensato che avrei potuto comunicare agli altri quello che era il mio stato d’animo. Per questo motivo ho lasciato la facoltà di architettura per entrare in Accademia di Moda e Costume; da quel momento tutto è iniziato a scorrere in modo molto naturale.
F.: Hai preceduto la domanda successiva. Abbiamo dedicato molti articoli al “da grande farò l’artista” illustrando quali sono le scuole giuste da frequentare per raggiungere una preparazione di buon livello. Quali secondo te sono le migliori nella capitale e quelle nelle principali città di Italia?
L.: Io ho frequentato l’Accademia di Moda e Costume,dove sono felice di aver ricevuto una formazione culturale sopra la media rispetto a tutte le altre scuole di moda del momento e di aver studiato approfonditamente anche il costume (non a caso il direttore creativo di Gucci, Alessandro De Michele, che ha frequentato la mia stessa scuola, dimostra in modo eccellente quanto la storia del costume sia fondamentale per la nostra professione).
Oggigiorno si ha più’ scelta in Italia; sono nate diverse buone scuole di Moda (lo IED a Roma e Milano; il Polimoda a Firenze, la Marangoni a Milano).
F.: Usciamo un po’ fuori dagli schemi: Se tu avessi la bacchetta magica quali dovrebbero essere le principali azioni da intraprendere per valorizzare il Mondo della Moda che, come si legge dai giornali economici è quello con segno + al pari del Food & Beverage e del Turismo?
L.: Sarebbe bello non perdessimo il contatto con le ns origini e che queste ultime venissero tutelate dai Beni Culturali , intendo dire che mi piange il cuore ogni volta che marchi storici italiani (Versace,Valentino,Gucci,ecc) diventano di proprieta’ di famose holding del lusso straniere (Kering,LVMH,).
F.: Per concludere raccontaci a cosa stai lavorando ora è quali sono i tuoi progetti futuri prossimi.
L.: Al momento collaboro con la Diesel per cui già avevo lavorato anni fa in qualità di Senior Knitwear Style & Product Manager. Sto lavorando per il loro brand Diesel Black Gold,che sfila a Milano.

collaboro anche con altre aziende in giro per il mondo (soprattutto Cina/Hong Kong)
e fondamentalmente mi occupo dello sviluppo creativo e tecnico della categoria maglieria.

Ho infatti preferito nel tempo specializzarmi su una merceologia specifica al pari dei designer che seguono il denim.
E’ un ambito estremamente tecnico, e lo preferisco a quello di chi preferisce fare il tuttologo, come la maggior parte dei miei colleghi.
Tra i progetti che tenevo nel cassetto uno l’ho realizzato gia’ 2 anni fa’,in collaborazione con l’Accademia ,progettando un master di maglieria”Creative Knitwear Design”,oggi portato avanti dall’Accademia e da Modateca. Ne devo realizzare ancora altri di sogni nel cassetto ma lasciamo che sia il tempo a svelarli!
F.: Allora dobbiamo risentirci presto. Al prossimo sogno realizzato. Ciao Laura
L.: Ciao a tutti i lettori di DETTI E FUMETTI.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE & MODA – articolo del 29 Ottobre 2018]
Quando pensiamo a Roma, quel che viene in mente sono innanzitutto le vestigia del suo glorioso passato: archi, anfiteatri, chiese, palazzi.

Come le altre capitali europee anche Roma si sta evolvendo, con molta fatica, mediante la realizzazione di nuove architetture, spesso opera di artisti di fama internazionale.
Le loro opere sorgono soprattutto nelle zone periferiche in rapida espansione, rappresentando spesso un tentativo di riqualificazione urbana.
Vi propongo una passeggiata alla scoperta dell’architettura moderna di Roma, e come prima tappa, vi faro’ conoscere i nuovi poli museali: il MACRO ed il MAXXI
MACRO
Il Macro è un museo organizzato su due sedi: la prima a Via Nizza, 138 ; l’altra Piazza Orazio Giustiniani, 4.
Il Macro, come Museo dell’Arte Contemporanea di Roma, viene ufficialmente aperto nel 2002. In realtà sia la sede di Via Nizza che quella di Piazza Giustiniani , sono state create all’interno di due edifici preesistenti: rispettivamente l’Ex-Stabilimento della Birra Peroni e l’ex-Mattatoio.
Il MACRO di via Nizza si trova nel quartiere romano Salario-Nomentano e occupa parte del complesso che fino al 1971 era la fabbrica della Società Birra Peroni . La struttura fu realizzata da Gustavo Giovannoni e rappresenta un raro esempio di archeologia industriale nella Capitale. Cessate le attività del Birrificio, nel 1974 la Società elaborò, insieme al Comune di Roma, un piano di recupero con inclusa la cessione ( avvenuta nel 1982) di una sua parte al Comune stesso per la realizzazione di servizi pubblici di quartiere.
In seguito ai lavori di recupero del complesso, svoltisi tra il 1995 e il 1999, sia le superfici espositive che i depositi delle collezioni si rivelarono totalmente insufficienti. Un concorso di progettazione, indetto nel 2000, rispose non solo a queste necessità ma anche a quelle di ridefinire l’immagine e il funzionamento dell’intero complesso, con nuovi spazi rispondenti all’eterogeneità della produzione artistica contemporanea, nell’ambito di un sistema di relazioni e connessioni con gli spazi già esistenti, nonché con lo spazio urbano circostante.
L’intervento di Odile Decq, l’architetto francese vincitrice del concorso, ha conferito al Museo un sistema dinamico di articolazioni e collegamenti molteplici. I grandi spazi quali: le sale espositive (che occupano una superficie complessiva di 4350 mq), il foyer, l’auditorium e la terrazza (o giardino panoramico), sono collegati da scalinate, ascensori, ballatoi e passaggi che, oltre ad offrire prospettive tangenziali e punti di vista sequenziali, rendono l’esperienza dell’architettura del Museo dinamica, attraente, sempre nuova e diversa.
Dal 2018 il Macro fa parte del nascente Polo del Contemporaneo e del Futuro – promosso dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale– e affidato all’Azienda Speciale Palaexpo; esso contribuirà con le altre istituzioni capitoline e nazionali al riposizionamento di Roma come capitale della vita culturale contemporanea.
Dopo la mostra sui Pink Floyd, a partire da ottobre il Macro è la sede del progetto sperimentale “MACRO Asilo”, con la direzione artistica di Giorgio de Finis, uno spazio di incontro nuovo tra gli artisti e la città. Sarà uno spazio ospitale, residenziale, produttivo e multidisciplinare, in grado di produrre le opere, oltre che mostrarle.
MAXXI
Il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è la prima istituzione nazionale dedicata alla creatività contemporanea. Pensato come un grande campus per la cultura, il MAXXI è gestito da una Fondazione costituita nel luglio 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e presieduta da Giovanna Melandri.
Da dicembre 2013 Hou Hanru è il Direttore Artistico del museo, di cui fanno parte il MAXXI Architettura, diretto da Margherita Guccione, e il MAXXI Arte, diretto dal 2016 da Bartolomeo Pietromarchi.
La programmazione delle attività – mostre, workshop, convegni, laboratori, spettacoli, proiezioni, progetti formativi – rispecchia la vocazione del MAXXI ad essere non solo luogo di conservazione ed esposizione del patrimonio ma anche, e soprattutto, un laboratorio di sperimentazione e innovazione culturale, di studio, ricerca e produzione di contenuti estetici del nostro tempo.
Sede del MAXXI è la grande opera architettonica, dalle forme innovative e spettacolari, progettata da Zaha Hadid nel quartiere Flaminio di Roma.
Consiglio a grandi e piccini una visita a questi due musei, un’ottima soluzione per passare una giornata nella cultura moderna guardando Roma da un punto di vista: la modernità che convive con la storia senza soffocarla ma esaltandola. Buon divertimento!
Buon volo a tutti. Ciao a presto dalla Vostra CLO!
Per maggiori informazioni:
[Maria Clotilde Massari per DETTI E FUMETTI – Sezione Architettura – Articolo del 26 ottobre 2018]
Ciao amici oggi vogliamo parlarvi della città in cui la maggior parte dei nostri redattori è nata: Roma.

Per farlo siamo andati ad intervistare una nostro amico: Fabio D’Andrea che ha scritto un libro sulla Capitale, quasi un inno al suo Rione più rappresentativo: Trastevere; il testo è così coinvolgente che vieni magicamente trasportato nei luoghi della tua infanzia dove puoi risentire gli odori ed i sapori antichi che oggi la generazione del fast food non può immaginare nemmeno lontanamente.
Ma non solo: Fabio ha eseguito un sapiente lavoro di catalogazione di tradizioni e luoghi perduti che esalta la magnificenza della nostra Città’ Eterna, rendendo “Uno de Nojantri” un libro da custodire nella propria biblioteca per poterlo pescare e rileggere all’uopo, quasi fosse “er dizionario de Roma“.

Ma sentiamo dalla sua voce come è nata l’idea di scrivere un libro del genere.
Fa: Nascere e vivere Trastevere è già stato per me un privilegio, figuriamoci avere in casa un nonno Trasteverino DOC che alla sera invece della solita favoletta ti racconta le marachelle e le combriccole di quando era regazzino, i fattacci dei vicoletti, le storie di vita che hanno caratterizzato la Roma dagli anni 50 ai 70… Ecco raccontare la rocambolesca vita di mio nonno è diventato lo spunto per narrare le vicende delle famiglie del Rione Trastevere, dove tutto era più a misura d’uomo, dove le famiglie si aiutavano veramente e la povertà non era una barriera insormontabile ma un valore aggiunto che univa e avvicinava le persone per la vita… il tutto naturalmente condito da un romanesco moderno, facile da capire perché largamente usato nel quotidiano ma che ti riporta indietro nel tempo, e spero faccia provare e riassaporare sensazioni ed emozioni particolari in chi legge.
F.: È stato il tuo primo libro di successo. Cosa avevi scritto prima e cosa pensi pensi di scrivere dopo. Il successivo libro dopo un grande successo mette sempre un.po di timore. Tu ne hai?
Fa: Sì è stato il mio primo libro pubblicato veramente. In precedenza ho scritto un romanzo “fantasy” durante gli anni del liceo, ma è rimasto un sogno nel cassetto e attende nuova fortuna. Qualche anno fa ho realizzato un paio di articoli di carattere scientifico per “addetti ai lavori”, anche se per un decennio ho tenuto la redazione mensile del giornalino scout del quartiere. Ora c’è un pò di apprensione perché dopo un lungo lavoro, durato quasi sette anni, mi trovo a correggere le nuove bozze in molto meno tempo. La seconda parte della storia è quasi pronta e si potrebbe stamparla in solo un biennio di lavoro… Il timore c’è, perché sarà difficile produrre un testo all’altezza del primo… come direbbero a Trastevere: “Bbona la prima!”…
F.: Uno de Nojantri parla di una storia vera, oppure hai inserito degli elementi romanzati?
Fa: Le storie narrate sono tutte autentiche e vissute in prima persona da mio nonno Ettore se non come attore principale sicuramente come comprimario. Da parte mia procedere secondo un ordine temporale, devo confessare, è stato molto faticoso, poichè tutti i racconti sono stati registrati e narrati in prima persona dalla viva voce di mio nonno; è per questo che la scelta narrativa lo coinvolge in prima persona…
Ho adottato l’escamotage di far raccontare le storie in prima persona perché in questo modo sembra quasi di ascoltare una persona che ti è seduta al tuo fianco.
F.: E’ vero! ogni pagina è una nuova scoperta, come il disvelarsi di un segreto di cui si viene messi al corrente e, per certi versi, è proprio questo il messaggio più bello: sono le storie dei nostri nonni che non devono andare perse….

Le immagini di famiglia che si frammezzano al racconto ti fanno entrare in confidenza con le storie raccontate, catapultandotici dentro; è a quel punto che scatta l’emozione…
F.: Il nostro blog vuole da sempre far scoprire ai nostri lettori quale sia stato il passaggio che ti ha fatto diventare da appassionato di letteratura a scrittore professionista. Raccontaci come è accaduto per il tuo caso e se ne hai lascia qualche consiglio a uno che vorrebbe intraprendere la carriera di scrittore.
Fa: Francamente non c’è stato un momento di passaggio vero e proprio.
Leggere è sicuramente la mia passione principale e leggendo ti viene naturale cominciare a scrivere: piccoli brani, poesie, testi di canzoni, racconti. Dare una continuità a tutto questo tanto da portarti a pubblicare un testo non si è dimostrata una impresa facile; sono qui alla mia prima esperienza;
Se posso dare un consiglio direi che la cosa più importante è quella di non arrendersi. Fondamentale è trovare l’idea giusta, quella che alla fine rende tutto più facile e che, una volta realizzata, rende tutta la fatica fatta non solo sopportabile ma estremamente gratificante!
Da qui a raggiungere il grande successo la strada è ancora molto lunga, ma è sempre dalle piccole cose che può nascere un buon inizio e per questo posso dire di essere sulla buona strada…

F.: Direi che siamo molto soddisfatti di quanto ci hai narrato. Grazie per averci raccontato Roma ed in particolare la “Trastevere de ‘na vorta“.. Ti aspettiamo con il tuo prossimo lavoro. In bocca alla …lupa.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI- sezione Letteratura – articolo del 24 ottobre 2018]

Facciamo tutto: Recensioni, interviste, libri … ma soprattutto ci piace recitare aforismi. Qui ve ne lasciamo alcuni che abbiamo diffuso sui social ultimamente.

Da Giga a Mega, il nostro compito sarà recuperare la capacità del racconto: troveremo nuove stalle dove sederci in cerchio e raccontare storie. Perché i Giga, da soli, saranno il segno della bulimia dell’istante, del “qui ed ora”, di un eterno presente che non produce storie e non sedimenta memoria. Dovremmo ricondurli a dei Mega dicibili, raccontabili. (Ilda Curti)

La creatività è contagiosa, trasmettila. (Albert Einstein)

La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte.
(Omar Khayyam)

Nella vita ognuno sceglie le sue priorità: per me sono sempre state la libertà e la bellezza.
Non ho investito nella carriera o nel mattone, ma nella cultura e nello spirito, ricchezze che nessuna crisi potrai mai levarmi. (A.Ercolani)

Penso che forse non mi leggi più. Ma ora
tu sai tutto di me, della mia prigionia e del mio dopo; ora sai che non può nascere l’aquila
dal topo. (E. Montale)

«La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui». (E.Montale)

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 20 giugno 2018]
Amici di DETTI E FUMETTI in occasione dell’ARF 2018 abbiamo intervistato Maria Chiara Gianolla.

Da quest’anno abbiamo cambiato le nostre domande standard per aiutare i nostri lettori aspiranti fumettisti e non a capire quale è stato il momento di passaggio dallo studio alla professione, gli ostacoli incontrati e l’atteggiamento da tenere per andare avanti con successo.
F.: Ciao Maria Chiara da 1 a 100 quanto il disegno è per te un impiego a tempo pieno.
M.C.: Direi un buon 90%.
F.: E’ probabile che all’inizio si debba fare un altro lavoro, per avviare l’attività di disegnatore, per supportare il proprio sogno, facendolo diventare un vero e proprio progetto di vita. A te è capitato?
M.C.: Sì, certamente, ancora adesso lavoro come insegnante di laboratori per bambini e adulti, oltre ad essere supplente precaria di Storia e Filosofia.
F.: Non ci si sente mai pronti al cento per cento per cominciare, è sempre un salto nel vuoto; come d’altronde qualunque inizio lo è; avviare un’attività professionale, poi,
è sempre un esperimento: nessuno ti dà la garanzia che funzionerà. Quale è stato il momento, l’episodio scatenante per te? Ti sentivi pronta?
M.C.: Ancora adesso non mi sento pronta e combatto costantemente con il mio senso di inadeguatezza, ma sono le storie o i disegni che prendono forma dentro di me che spingono per uscire, indipendentemente da me, dalle mie paure e dalla mia volontà. È
una pulsione più forte di qualsiasi controllo. In ogni fase, per ogni progetto, direi che è questa spinta a rappresentare “l’episodio scatenante”.

F.: Viviamo in una società iper scolarizzata, del sapere tutto subito; questo crea molta ansia, aspettative disattese; si pensa di dover partire solo dopo aver acquisito altissime capacità tecniche. Prima non si parte. E’ così o sei della idea che c’è una
serie di abilità che si acquisiscono solo sul campo, lavorando?
M.C.: per me che sono una perfezionista, abituata a studiare e a prepararmi molto prima di cimentarmi in qualcosa, estremamente metodica e riservata, risulta davvero difficile questo approccio veloce ed immediato dove conta più il farsi conoscere e il sapersi
vendere piuttosto che la cura e la qualità del lavoro. Ho dovuto imparare anche questo e ancora sto cercando di impararlo in realtà. Indubbiamente è altrettanto importante il lavoro sul campo. Per quanto forte sia la preparazione di un autore, solo “facendo” e
confrontandosi con i limiti e le difficoltà reali, si acquisiscono le abilità necessarie al lavoro.

F.: Il mestiere del disegnatore è una crescita infinita. Alcuni sostengono che non c’è un lavoro passato che non rifarebbe nello stesso modo alla luce della nuova esperienza acquisita. Questo aspetto lo vedi come fonte di stress o come uno stimolo?
M.C.: Entrambi. Mi capita di provare una sorta di imbarazzo a rivedere certi lavori passati che oggi non riconosco o che realizzerei in maniera differente, ma allo stesso tempo provo anche uno strano senso di tenerezza per quelle opere che ora vedo come acerbe ma che rappresentano comunque dei momenti importanti che mi hanno portato ad essere quello che sono adesso e ad esprimermi oggi in maniera più matura e consapevole, con un tratto e uno stile decisamente più personali e definiti.

F. Ed ora raccontaci dei tuoi studi e dei lavori che stai portando avanti, insomma fatti un po’ di pubblicità.
M.C. :Dopo aver compiuto studi classici ed essermi laureata e dottorata in
Filosofia Estetica, mi diplomo alla “Scuola Romana dei Fumetti”.
Terminati gli studi comincio a lavorare come grafica, illustratrice
freelance e storyboard artist, realizzando locandine, grafiche, copertine,
pitture murali e contributi vari, soprattutto per la scena artistica
underground e indipendente.
Inizialmente non volevo fare la fumettista. Mi interessava l’ambito
dell’illustrazione piuttosto, in particolare quella per l’infanzia e inoltre
puntavo al cinema (come storyboard artist) mia prima e costante
materia di studio e di formazione.
Nella vita scrivo e ho sempre scritto molto, ma saggi, critiche, articoli,
non vere e proprie storie, ho sempre pensato di non essere capace, fino
a che improvvisamente, senza che neanche me ne rendessi conto, ho
cominciato a raccontare. A un certo punto sono nate delle storie, alcune
brevi, altre lunghe, spesso comiche, altre invece molto introspettive e
dolorose. In realtà è stato proprio il dolore (in un particolare momento della mia vita) che mi ha spinta raccontare. Non per forza o non direttamente quel dolore, ma comunque dentro di me, in un momento in cui si era rotto tutto, si sono aperti dei varchi, dai quali hanno cominciato ad uscire tante cose, si sono aperte nuove strade e semplicemente ho iniziato a percorrerle e a sperimentare.
Sempre in quel periodo, due sceneggiatori mi hanno proposto di lavorare
insieme a dei progetti editoriali e quindi, più o meno nello stesso
momento, ho iniziato a lavorare a varie storie, mie e in collaborazione con
altri.
Ultimamente poi ho iniziato a lavorare ad una serie di racconti brevi che
hanno come protagonista un unicorno, anzi, un’unicorna!
Miss Unicorn prende vita un anno fa tra le pagine di una piccolissima moleskine e piano piano arriva ad occupare intere tavole a fumetti, dove, tra il naïf, il surreale e il
grottesco, racconta le fragilità e le meraviglie del femminile, anche se
attraverso lo sguardo ironico e sornione di una creatura fantastica.
Altro progetto importante e del quale sono molto orgogliosa è la Scuola
Popolare Fumetto e illustrazione Lab Puzzle che fondo nel 2015 all’interno di Lab Puzzle, uno spazio sociale di Roma, molto attivo nel territorio che fornisce servizi importantissimi al quartiere e non solo.
F.: Grazie Maria Chiara per aver partecipato a questa chiacchierata con noi. alla prossima
M.C.: Ciao a tutti, è stato un piacere.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – Articolo del 28 maggio 2018]
Ciao amici, in occasione dell’ARF 2018 abbiamo intervistato Gianluca Manzo sceneggiatore della Noise Press.
Anche a lui abbiamo fatto le nostre nuove sei domande per dare modo ai nostri lettori appassionati di fumetto di comprendere quale è la via per diventare un professionista in questo fantastico mondo del fumetto.

F.:Da 1 a 100 quanto il disegno è per te un impiego a tempo pieno.
G.: Cerco di dedicare più tempo possibile alla sceneggiatura ma purtroppo non è il 100%. Tieni conto che almeno 20 ore a settimana gliele dedico. Ho un altro lavoro, anzi altri due, per vivere: un Call center e la gestione di un appartamento.

Amici di Detti e Fumetti anche questo anno siamo stati all’ ARF il festival del fumetto di Roma, ed è stato bellissimo.

Questa edizione è stata la più grande da quando esiste l’ARF (arrivato alla sua quarta edizione) con un padiglione tutto nuovo per “ARFist Alley”, l’ ARFKIDS e l’area mostre.
La prima tappa è stata il tornare a gustarmi con calma le tavole di Andrea Pazienza (il racconto della mostra del quale lo trovate QUI).

Ricordo che da bambino, durante una estate in Abruzzo, i miei nonni mi trovarono a leggere Pentothal. Me lo aveva passato un mio amico più grande, che era stato compagno di scuola Andrea quando erano al liceo artistico a Pescara.
Io cercavo di copiare ilsuo stile e a malincuore accettai il baratto che mi proposero i nonni, dandomi dei più edulcorati fumetti di Kirby.



Il mio amico mi diceva sempre: “Questo è un genio! da noi a Pescara ha lasciato il segno, sarà l’acqua di qua”.
Seconda tappa del festival gli ARF Talk. Ho assistito al talk “Dal fumetto verso l’infinito ed oltre”, (recitava il programma: Con il fumetto che contamina sempre più il mondo del marketing, del cinema, della comunicazione, del gaming e del design, i giovani artisti hanno davanti a loro un intero nuovo ventaglio di possibilità professionali. Un approfondimento da un punto di vista inedito per capire come meglio approcciarle. ospiti:Laura Scarpa, Davide Caci, Lau Vaioli, Sacha Dominis, Claudio Spuri)

E’ stata una conferenza molto interessante che ha spiegato le mille maniere di coniugare il fumetto nel mondo della industria dell’intrattenimento e non solo.
Se ci seguite conoscete il nostro focus e quindi potete capire quanto fossi entusiasta che tale tema fosse all’ordine del giorno del programma dei talk di Arf 2018.
Splendida l’introduzione di Daniele Bonomo, l’Arfer in arte Gud, che ci ha raccontato i suoi esordi e i suoi tentativi per fare del fumetto la sua professione.

Anni fa si presentò, tavole sottobraccio, alla casa editrice Linus per proporsi come autore di vignette umoristiche ma gli fu preferito un americano. Nonostante il morale a terra non mollò e si inventò una agenzia che vendeva ad aziende trasposizioni a fumetti di eventi e manifestazioni. In seguito fece anche interviste ad autori per raccontare i loro esordi nel mondo dell’arte. Riuscì ad andare avanti così per anni fino alla pubblicazione del suo primo libro a fumetti e alla sua consacrazione come autore professionista. Quando divenne un Arfer fece tesoro di questa esperienza e concentrò gran parte delle sue energie per organizzare il Job Arf, aiutando gli esordienti fumettisti a trovare un link con gli editori.
Tappa n.° 3, obbligatoria per chi a bambini al seguito, l’area Arf Kids.
Mia figlia ed io siamo stati al laboratorio ” Unicorni, draghi e altre creature fantastiche”. Abbiamo trovato ad accoglierci Maria Chiara Gianolla (QUI troverete una simpatica intervista per Detti e Fumetti) che è stata capace di cogliere e snocciolare con sapienza una delle tematiche più appassionanti per i bambini: la costruzione di un mostro. Non ho mai visto i bambini così presi ed appassionati nel cimentarsi a realizzare il proprio: mettiamoci le corna, tre occhi, le zampe da ragno gridavano in coro a Chiara.

Ultima tappa: La dedica. Narra la leggenda che all’ARF riesci ad incrociare i tuoi autori preferiti, a scambiarci quattro chiacchiere e a farti fare anche una dedica sul tuo libro preferito. Mi sono detto: che mi costa, punto in alto, vado a cercare Zerocalcare.

ARF è magico perché a coda chiusa sono riuscito a farmi fare una dedica da Michele; è bastato ricordargli i suoi amati … dei sumeri.
Insomma Arf anche questo anno mi è piaciuto molto. E’ stato bello entrare nella sua comfort zone a darsi pacche sulle spalle con gli amici vecchi e nuovi.
Tra loro mi piace ricordare i ragazzi della Noise Press capaci di mandare avanti una casa editrice sempre all’avanguardia (QUI troverete l’intervista a Luca Manzo).
Vorrei concludere con una raccomandazione: leggete il primo fumetto di Nova Sin “Stelle o sparo”, edito da Bao (qui troverete una sua intervista per Detti e Fumetti) perché è una delle esordienti più geniali che io abbia mai letto… sapete è abbruzzese, sarà per via dell’acqua.
[Filippo Novelli per Detti e Fumetti -sezione fumetto- articolo del 27 maggio 2018]
Il giorno 25 maggio 2018 in occasione di ARF 4 verrà inaugurata la mostra di Andrea Pazienza

Oggi c’è stata la presentazione alla Stampa. Ha fatto da Cicerone l’arfer Stefano Piccoli che via via ha introdotto i suoi ospiti.
Nell ‘articolo 27 della Carta Universale dei Diritti dell’Uomo è scritto che ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Questo testo è stato scritto dopo l’ultima guerra perché si era capito quanto fosse importante il contributo della Cultura e dell’Arte per mantenere il Mondo in Pace.
Esordisce così l’assessore alla Crescita Culturale del Comune di Roma Luca Bergamo, annunciando la prima grande mostra della nuova esperienza progettuale del Mattatoio (ex Macro Testaccio) sotto l’egida dell’Azienda Speciale Palaexpo – uno dei più importanti organizzatori di Arte e Cultura in Italia che gestisce il Palazzo delle Esposizioni, il Macro e il Mattatoio per conto di Roma Capitale. Quello gestito dall’Azienda Speciale Palaexpo è, dunque, un vero sistema integrato di spazi ed eventi per la cultura, in grado di raggiungere un pubblico numeroso ed attento.
A presentare la mostra c’era anche lo sponsor CLES , il centro di ricerca e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo, che sostiene da anni ARF e consente la creazione di eventi culturali di alta qualità (come sono state le edizioni precedenti e dal programma che si legge anche l’attuale).
Nel passare la parola ai fratelli Pazienza il rappresentante del CLES conclude: “Siamo contenti di sponsorizzare la mostra di Andrea Pazienza perché ci dà modo di pensare a come eravamo in un mondo da poco uscito dalla crisi che tanto ricorda quello di oggi”.

Interviene Mariella Pazienza, sorella di Andrea: “Siamo stati contenti che l’ARF abbia organizzato questa mostra perche Andrea, che è stato un artista poliedrico, ad un certo punto della sua vita si è votato totalmente al fumetto.

Inizialmente dipingeva quadri, che fin dal principio furono di denuncia ma che arrivavano a pochi. Scelse pertanto il fumetto perché era il modo più efficace e veloce per raggiungere con la sua denuncia un mondo più’ vasto.

Ritengo che l’ARF, un festival completamente votato a questo medium, sia il contenitore ideale.
Penso che il taglio della mostra sia azzeccato e consentirà anche ad un pubblico più giovane di apprezzare l’opera di Andrea. Ma non solo permetterà a tutti di apprezzare l ‘evoluzione tecnica nel fumetto di Pazienza.

E’ la volta del fratello Michele:”Andrea in questi 30 anni è cresciuto. Quando morì era amatissimo da una cerchia ristretta di affezionati; con il tempo questa notorietà è cresciuta.
Spesso mi chiedono cosa avrebbe potuto fare se non fosse morto. Io credo invece che nel breve arco della sua vita, sostanzialmente dieci anni di fumetto abbia compiuto a pieno la sua parabola e abbia raggiunto il suo apice.

Andrea è stato coraggioso nel mettere in piazza se stesso; a noi ha lasciato il compito di divulgare la sua opera
senza censura. Speriamo di esserci riusciti con questa mostra che per il solo fatto che espone due inediti, vale la pena di essere visitata.
“Opere inedite”, foto tratte dal catalogo pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri. ZANARDI EQUESTRE (Credito@foto di Guido Sancilio)-Ritratto di Tamburini
Ancora Michele:“ Si celebra spesso il genio, l’artista sublime, ma una ultima cosa voglio dirvi: Andrea era capace di essere anche una persona normale; spesso ho paura che questo aspetto non sia considerato; Viva Andrea”.
Una ultima raccomandazione dell’Arfer Uzzeo per prepararvi alla mostra: “ Quando vedrete la mostra spegnete il concetto di fumetto che avete nella vostra mente finora. Con pazienza proverete un senso di vertigine per il fatto che in una stessa pagina è capace di cambiare stile due, tre volte; questo espediente non lo ha fatto nessun altro oltre a Pazienza. Questo vi fa meglio comprendere ancor piu’ che il fumetto è ancora un’arte sperimentale potentissima.

(QUI trovate la descrizione dell’evento).
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto- articolo del 24 maggio 2018]

Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.
Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.
Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l’inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che – nell’anno del trentennale della sua scomparsa – celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).
Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».
Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».
Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 15 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.
Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA – Rome University of Fine Arts.
Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.
E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri, Davide De Cubellis, Mirka Andolfo e Corrado Mastantuono, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci.
Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi
Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.
Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.
ARF! è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo con il patrocinio della Regione Lazio e le Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.
Si ma chi c’è?… QUASI TUTTI
LE MOSTRE
ALESSANDRO BARBUCCI
Una grande mostra che da Skydoll a Monster Allergy, dalle W.I.T.C.H. a Ekho, passando per i personaggi Disney, raccoglie bozzetti, studi e characters.
– JORDI BERNET
Tutto quello che volete sapere e vedere sul Maestro spagnolo. Tex, Torpedo e le inconfondibili ‘chicas’ di Jordi Bernet:
– WILL EISNER (12 maggio al 6 giugno 2018)
Nata dalla collaborazione con gli amici della CArt Gallery una ricca mostra a 101 anni dalla nascita di Will Eisner.
(CArt Gallery – Via del Gesù, 61 – 00186 Roma)
Francesco Guarnaccia vincitore del Premio Bartoli 2017 (in collaborazione con Stay Nerd) una mostra per scoprire e conoscere il ‘miglior talento italiano’.
– LOVE YOUR SELF
Non poteva mancare una mostra collettiva prodotta dalla SelfArea che per l’occasione ha messo insieme 12 talenti legati alla cultura delle autoproduzioni italiane per esprimersi sulla tematica dell’autoerotismo (VM18)
– DANIJEL ŽEŽELJ
La mostra completa di Danijel Zezelj, l’artista croato che ha saputo ‘viaggiare’ con disinvoltura tra graphic novel, illustrazione, animazione e pubblicità.
– ANDREA PAZIENZA, Trent’anni senza (FINO AL 15 LUGLIO 2018)

“Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del ’77 bolognese” – Pier Vittorio Tondelli.
“Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile” – Roberto Benigni.
Nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni, ARF! Festival e Napoli Comicon presentano «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali che celebra il più eclettico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che, finalmente, riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.
Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista – con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco – attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.
A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.
Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri.
La mostra verrà inaugurata il 25 maggio in occasione dell’apertura della quarta edizione di ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che si terrà dal 25 al 27 maggio sempre negli spazi del MATTATOIO
«Andrea Pazienza, trent’anni senza» è prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto di CLES S.r.l. e con le partnership di ATAC, Arredopallet, PressUp e DIY – Do It Youself.

INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF4
25/26/27 maggio 2018 – MATTATOIO Testaccio
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: 10:00-20:00
Biglietti: giornaliero € 10,00 – abbonamento 3 giorni € 20,00
Info: 060608
http://www.arfestival.it – info@arfestival.it
Facebook: http://www.facebook.com/arfestival
Twitter: @arfestival
Instagram: @arfestival
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto-articolo del 9 maggio 2018]
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