ERA UNA BELLA GIORNATA A ROMA QUANDO NEL QUARTIER GENERALE DI DETTI E FUMETTI ARRIVO’ UNA MAIL …

Amici di Detti e Fumetti finalmente il programma completo con tutti i talk ed alcune bellissime tavole di Sara Pichelli.

Ma prima voglio raccontarvi alla nostra maniera di quando c’è arrivata una mail inaspettata…

E ora

diamo spazio ad

ARF! «Festival di storie, segni e disegni»

Dal 26 al 28 maggio 2017 la terza edizione

Roma, MACRO Testaccio, La Pelanda

Piazza Orazio Giustiniani n° 4, Roma. Orario: 10.00-20.00

Dal 26 al 28 maggio 2017 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi de La Pelanda – MACRO Testaccio con la terza edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, ARF! 2017 cresce e si arricchisce ulteriormente nei contenuti e negli spazi grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con i professionisti del settore, masterclass e anteprime esclusive.

Un intenso weekend di attività, per tre giorni dalle 10 alle 20, che vedrà cinque grandi mostre esclusive a partire da «MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana» (dal 26 maggio al 9 luglio 2017) la grande esposizione dedicata al Maestro dell’eros Milo Manara e in particolare al suo rapporto con Roma e il cinema, da Caravaggio e i Borgia alla Cinecittà di Federico Fellini e le sue grandi dive, oltre a quelle di Sara Pichelli, la superstar tutta italiana che disegna per la Marvel Comics e che ha firmato il manifesto ufficiale di questa edizione 2017 del Festival; Gigi Cavenago disegnatore di Dylan Dog e tutti gli incubi di casa Sergio Bonelli Editore; Topolino e la Disney secondo il “French touch” della Glénat attraverso una mostra collettiva dei quattro artisti d’oltralpe Cosey, Keramidas, Loisel e Tébo, in esclusiva italiana dopo le sue esposizioni a Parigi e al Festival Internazionale di Angoulême; e ancora la bravissima Bianca Bagnarelli, già fondatrice di Delebile Edizioni e autrice per l’inglese Nobrow, vincitrice del Premio Bartoli alla seconda edizione di ARF!.

Tra le sezioni del Festival anche quest’anno riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: è la Job ARF! uno spazio dove poter mostrare agli editor il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Per i più piccoli torna ARF! KIDS, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (ad ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.

E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori in carriera non mancheranno le MASTERCLARF! vere e proprie classi (a numero chiuso) con le super star del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri Tito Faraci (Disney), Zerocalcare & Rita Petruccioli,Giuseppe Palumbo (Astorina/Diabolik), Diego Cajelli (Sergio Bonelli) oltre agli stessi autori in mostra Gigi Cavenago e Sara Pichelli.

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ingresso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa terza edizione si arricchisce di spazio ed espositori.

La grande novità dell’edizione 2017 sarà la ARFist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero, esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy” in Stati Uniti e Francia, tra i quali Theo, LRNZ, Carmine di Giandomenico tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.

Sin dalla prima edizione ARF! è sinonimo di solidarietà: dopo Emergency e Cesvi, quest’anno una nuova iniziativa benefica grazie alla vendita del libro di illustrazioni Inchiostrato non mescolato, i cui ricavati saranno interamente devoluti alla Dynamo Camp, Onlus italiana che offre terapia ricreativa gratuita ai bambini affetti da patologie gravi e croniche (www.dynamocamp.org).

Quest’anno ad ARF! saranno presenti anche grandi ospiti internazionali: dalla Svizzera, COSEY che presenta i due volumi «Mickey – Una misteriosa melodia (o “Come Topolino incontra Minni”)» per Glenat/Giunti e «Jonathan» uscito per Gazzetta RCS/Nona Arte; dalla Francia, JIM con «Una notte a Roma» edito da Edizioni BD; dalla Spagna, Angel de la Calle con «Ritratti di guerra» per 001 Edizioni.

Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre lectio magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Milo Manara, Tanino Liberatore e Paolo Eleuteri Serpieri rispettivamente nei giorni di venerdì, sabato e domenica.

ARF! è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Regione Lazio, delle Biblioteche di Roma e di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Più Libri Più Liberi e Cartoons on The Bay.


 

 

ARF TALK

PROGRAMMA SALA INCONTRI


venerdì 26

10.30 – 11.30

Come un fumetto… o un cartone animato!

I grandi personaggi dello sport e dello spettacolo sono spesso protagonisti dei comics, dove attraverso i loro alter ego parlano ai lettori più giovani: è il caso del campione mondiale di pallavolo Andrea Lucchetta e del popolare regista Fausto Brizzi, all’ARF! ospiti d’onore insieme a Marco Gervasio, creatore di PaperTotti, per un talk organizzato in collaborazione con Cartoons On The Bay.

Conducono: Roberto Genovesi & Mauro Uzzeo

11.45 – 12.45

Inchiostrato, non mescolato per Dynamo Camp
Da un’idea di Antonio Fuso nasce l’iniziativa di solidarietà dell’ARF! Festival di quest’anno, che ha coinvolto più di trenta disegnatori. Sul palco con Dynamo Camp tra gli altri: Sara Pichelli, David Messina, Toni Bruno e Alberta Aureli.

Presentano Gud & Antonio Fuso

13.00- 14.00

50 anni di Rivolta | Milo Manara racconta Guido Buzzelli

A 25 anni dalla morte di Guido Buzzelli – e a 50 da “La rivolta dei racchi”, considerato da molti il primo graphic novel italiano – Milo Manara racconta il suo rapporto con l’autore che definiva maestro e amico.

Interviene: Matteo Stefanelli

14.15 – 15.15

Vietato ai Maggiori!
L’editoria a fumetti per Kids e Teen è un territorio fertile dove sperimentazione e racconto si fondono con l’obiettivo di affascinare sempre più i giovani lettori. Un mercato in espansione che vede protagonista una nuova generazione di autori.
Intervengono: Luca Bertelé (Sergio Bonelli Editore), Massimiliano Clemente (Tunuè), Caterina Marietti (Bao Publishing), Marco Rizzo (Panini, Beccogiallo)
Modera: Gud

15.30 – 16.30
A Lezione con il Maestro Milo Manara
Lectio Magistralis
Durante una imperdibile performance di disegno dal vivo, Milo Manara si racconta alla scrittrice Carolina Cutolo

16.45 – 17.45

Roma sullo sfondo, nel cuore del racconto
Si può ambientare una storia nella Città Eterna lasciandola sullo sfondo, senza venire fagocitati dalla sua storia e dai suoi mille racconti? Ne parliamo con gli sceneggiatori di cinema e fumetto che, più di tutti, le stanno donando una nuova mitologia: Alessandro Bilotta (Mercurio Loi) e Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot).
Modera: Mauro Uzzeo

18.00 – 19.00

Creare digitale

Grazie al digitale oggi è possibile creare da soli i propri fumetti partendo dalla scrittura, passando per il disegno fino ad arrivare a stringere nelle proprie mani le copie stampate.
Ma come compiere le scelte giuste per raggiungere il risultato che vogliamo?
Intervengono: Lorenzo LRNZ Ceccotti, Alessio Tommasetti di Wacom e Vincenzo Cirimele di Press Up
Modera: Mauro Uzzeo

sabato 27

10.30 – 11.30

Mainstream indipendente!

L’eterna (?) lotta tra fumetto d’autore o popolare, indipendente o a grande distribuzione, per viva voce di chi si muove quotidianamente tra questi estremi contaminandoli e donando nuova linfa all’arte sequenziale.

Intervengono: Giuseppe Palumbo, Ratigher, Giovanni Masi, Rita Petruccioli, Giorgio Santucci, S3Keno
Modera: Riccardo Corbò

11.45 – 12.45

Oltre le mostre.
Da Spider-Man a Dylan Dog, passando per il fumetto indipendente e i Disney d’autore, un talk celebrativo e critico, con i grandi protagonisti delle mostre di Arf 2017!
Intervengono: Bianca Bagnarelli, Gigi Cavenago, Sara Pichelli, Julien Brugeas, Cosey.
Presenta: Riccardo Corbò

13.00- 14.00

I PREMI DI ARF! FESTIVAL
Premio Bartoli 2017!
Torna il premio intestato all’indimenticabile maestro di sceneggiatura e dedicato alle giovani promesse del fumetto italiano. Chi lo vincerà quest’anno?
Premio PressUp

Il premio dedicato all’editoria indipendente e autoprodotta. A tutti quegli autori che i libri li costruiscono vignetta dopo vignetta, pagina per pagina, senza avere un editore alle spalle.
Presentano: gli ARFer
Intervengono: Vincenzo Cirimele (Press Up), Raffaele Giasi (Stay Nerd), Mirko Oliveri (Verticalismi)

14.15 – 15.15

Il fumetto più triste del mondo

Tito Faraci & Sio, professionisti della disperazione e del melodramma, realizzeranno in diretta una storia* che finirà per farvi piangere… dal ridere!
(*L’organizzazione non si assume alcuna responsabilità per il soffocamento da risate)
Con Tito Faraci & Sio
Introduce: Mauro Uzzeo

15.30 – 16.30

A Lezione con il Maestro Tanino Liberatore
Lectio Magistralis
Tanino Liberatore si racconta durante una imperdibile performance di disegno dal vivo.
Presenta: Adriano Ercolani

16.45 – 17.45

Fumettology: il più grande viaggio mai compiuto all’interno del fumetto.
Per tre anni, tre stagioni e quaranta puntate, Fumettology ha raccontato il mondo del fumetto italiano portando gli spettatori dietro le quinte di una magia che continua a conquistare generazioni di lettori. Il regista e gli autori del programma ci parleranno di questa esperienza straordinaria, raccontandoci anche tutto quello che, per un motivo o per l’altro, non è mai andato in onda!
Intervengono: Alessio Danesi, Alessio Guerrini, Dario Marani, Clarissa Montilla.
Presenta: Mauro Uzzeo

18.00 – 19.00

Ci sono uno svizzero, uno spagnolo e un francese che…
Cosey, Angel de la Calle e Jim
, i tre ospiti internazionali di ARF! si confrontano sul lavoro del narratore per immagini e su come è cambiato nel corso degli anni, con l’arrivo dei supporti digitali e, soprattutto, dei social.
Modera: Luca Raffaelli

domenica 28

10.30 – 11.30

Viaggiatori con la matita
Cosa mette nella valigia un fumettista che deve raccontare il suo viaggio? Quali insidie si nascondono dietro un reportage di viaggio a fumetti? Aneddoti, curiosità e segreti per vivere al meglio un’avventura a fumetti.
Intervengono: Tuono Pettinato, Dario Moccia (Big In Japan), Gud e Giacomo Bevilacqua, Diego Cajelli
Presenta: Adriano Ercolani

11.45 – 12.45

Il disegno dentro il cinema

Il regista Ivan Silvestrini e il disegnatore Lorenzo LRNZ Ceccotti si confrontano sul viscerale rapporto tra la narrazione cinematografica e quella a fumetti partendo dalla splendida concept art fino agli incredibili storyboard realizzati per “Monolith”, il film nato dalla collaborazione tra Sky, Lock & Valentine e Sergio Bonelli Editore
Modera: Mauro Uzzeo

13.00- 14.00

Internet kills the edicola stars(?!?)
Grazie all’intelligente utilizzo dei social, emergono sempre più fumettisti capaci di ideare strategie editoriali e personaggi di grande successo. Come sta rispondendo il mercato tradizionale? Ne parliamo con alcuni dei protagonisti di questa new wave fumettistica.
Intervengono: Riccardo Torti Marci, Giacomo Bevilacqua, Maicol & Mirco, Labadessa.

Conduce: Raffaele Giasi di Stay Nerd

14.15 – 15.15

V.M.18
Con la morte del formato rivista e le imposizioni di editoria social, il fumetto v.m.18 è scomparso dai radar. Ma esistono dei coraggiosi che, nascondendosi tra le catacombe del web, portano avanti un discorso che, curiosamente, è molto più variegato di quello che spopolava sul finire del secolo scorso.
Intervengono: Laura Scarpa, Sara Spano, Giorgio Santucci, Ariel Vittori, Rosita Amici e Max Del Giusto, admin di Internet Is For Porn.
Presenta: Carolina Cutolo

15.30 – 16.30

A Lezione con il Maestro Paolo Eleuteri Serpieri
Lectio Magistralis
Paolo Eleuteri Serpieri si racconta durante una imperdibile performance di disegno dal vivo.
Presenta: Luca Raffaelli

16.45 – 17.45

Fumetti animati e disegni in carne ed ossa
Storie che nascono a fumetti e diventano lungometraggi animati che si trasformano in film in live action.
La CGI ha raso al suolo le distanze tra medium una volta lontanissimi facendo nascere un linguaggio ibrido che sta ancora cercando la sua direzione.
Intervengono: Paolo Baronci e Marianna De Liso (VVVID), Lorenzo LRNZ Ceccotti, Mauro Uzzeo e Dario Moccia.
Modera: Luca Raffaelli

18.00 – 19.00

Ma Dio… c’è?
Adorato, temuto, negato, insultato, parodiato, cercato, cercato, e ancora cercato e infine trovato nelle storie di fumettisti che hanno messo in scena i suoi fedeli, il figlio, i rivali e in un caso persino il suo papà.
L’ARF! 2017 si conclude parlando di Dio con Gipi (La terra dei figli), Maicol & Mirco (Il papà di Dio) Angelini & Taddei (Anubi) Antonucci & Fabbri (Gesù)
Evita di farci denunciare: Riccardo Corbò

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 SARA PICHELLI

Nasce a Porto Sant’Elpidio il 15 aprile 1983;  è una disegnatrice e fumettista italiana, principalmente conosciuta per essere stata la prima illustratrice della versione di Ultimate Spider-Man di Miles Morales. Vive e lavora a Roma.

Dopo aver iniziato la propria carriera nell’animazione lavorando come storyboarder e character designer, Sara Pichelli è entrata nell’industria del fumetto lavorando per la IDW Publishing come assistente di David Messina per la serie a fumetti Star Trek, prima di essere assunta dalla Marvel Comics nel 2008 dopo essere stata scoperta in un concorso per giovani talenti.

Dopo aver lavorato per numerosi titoli Marvel, come NamoraNYXEternalsX-Men Manifest Destiny: DazzlerRunawaysNew X.Men: PixieAstonishing X-Men, Pichelli è stata ingaggiata come artista principale nel secondo volume di Ultimate Comics: Spider-Man, che è stato pubblicato nel settembre 2011.

Nel 2011 Sara Pichelli ha vinto l’Eagle Award come “miglior artista emergente”. Nel 2012, insieme a Laura Zuccheri, è stata l’autrice del manifesto del Lucca Comics & Games.

Nell’aprile 2014 firma la copertina, in coppia con Annalisa Leoni, del dodicesimo numero del Dylan Dog Color Fest.[FONTE WIKIPEDIA]

 

ARF! «Festival di storie, segni e disegni» Dal 26 al 28 maggio 2017 la terza edizione

Amici l’attesa sta per finire! mancano pochi giorni al festival. Vi riportiamo il comunicato stampa ufficiale.

Buon divertimento

 

 

Dal 26 al 28 maggio 2017 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi de La Pelanda – MACRO Testaccio con la terza edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.

 

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, ARF! 2017 cresce e si arricchisce ulteriormente nei contenuti e negli spazi grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con i professionisti del settore, masterclass e anteprime esclusive.

 

Un intenso weekend di attività, per tre giorni dalle 10 alle 20, che vedrà cinque grandi mostre esclusive a partire da «MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana» (dal 26 maggio al 9 luglio 2017) la grande esposizione dedicata al Maestro dell’eros Milo Manara e in particolare al suo rapporto con Roma e il cinema, da Caravaggio e i Borgia alla Cinecittà di Federico Fellini e le sue grandi dive, oltre a quelle di Sara Pichelli, la superstar tutta italiana che disegna per la Marvel Comics e che ha firmato il manifesto ufficiale di questa edizione 2017 del Festival; Gigi Cavenago disegnatore di Dylan Dog e tutti gli incubi di casa Sergio Bonelli Editore; Topolino e la Disney secondo il “French touch” della Glénat attraverso una mostra collettiva dei quattro artisti d’oltralpe Cosey, Keramidas, Loisel e Tébo, in esclusiva italiana dopo le sue esposizioni a Parigi e al Festival Internazionale di Angoulême; e ancora la bravissima Bianca Bagnarelli, già fondatrice di Delebile Edizioni e autrice per l’inglese Nobrow, vincitrice del Premio Bartoli alla seconda edizione di ARF!.

 

Tra le sezioni del Festival anche quest’anno riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: è la Job ARF! uno spazio dove poter mostrare agli editor il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Per i più piccoli torna ARF! KIDS, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (ad ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.

 

E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori in carriera non mancheranno le MASTERCLARF! vere e proprie classi (a numero chiuso) con le super star del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri Tito Faraci (Disney), Zerocalcare & Rita Petruccioli, Giuseppe Palumbo (Astorina/Diabolik), Diego Cajelli (Sergio Bonelli) oltre agli stessi autori in mostra Gigi Cavenago e Sara Pichelli.

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ingresso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa terza edizione si arricchisce di spazio ed espositori.

 

La grande novità dell’edizione 2017 sarà la ARFist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero, esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy” in Stati Uniti e Francia, tra i quali Theo, LRNZ, Carmine di Giandomenico tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.

 

Sin dalla prima edizione ARF! è sinonimo di solidarietà: dopo Emergency e Cesvi, quest’anno una nuova iniziativa benefica grazie alla vendita del libro di illustrazioni Inchiostrato non mescolato, i cui ricavati saranno interamente devoluti alla Dynamo Camp, Onlus italiana che offre terapia ricreativa gratuita ai bambini affetti da patologie gravi e croniche (www.dynamocamp.org).

 

Quest’anno ad ARF! saranno presenti anche grandi ospiti internazionali: dalla Svizzera, COSEY che presenta i due volumi «Mickey – Una misteriosa melodia (o “Come Topolino incontra Minni”)» per Glenat/Giunti e «Jonathan» uscito per Gazzetta RCS/Nona Arte; dalla Francia, JIM con «Una notte a Roma» edito da Edizioni BD; dalla Spagna, Angel de la Calle con «Ritratti di guerra» per 001 Edizioni.

 

Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre lectio magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Milo Manara, Tanino Liberatore e Paolo Eleuteri Serpieri rispettivamente nei giorni di venerdì, sabato e domenica.

 

ARF! è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Regione Lazio, delle Biblioteche di Roma e di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Più Libri Più Liberi e Cartoons on The Bay.

 

INFO PUBBLICO

 

ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF3

26-27-28 maggio 2017 – MACRO Testaccio La Pelanda

Piazza Orazio Giustiniani n° 4, Roma.

Orario: 10.00-20.00

Arf 2016 – edizione II -Oltre l’autoproduzione del fumetto – la soluzione definitiva.

E’ un sabato mattina, il sole splende su Roma; il traffico capitolino ci ha dato una tregua e così in men che non si dica riusciamo a raggiungere la Pelanda, nuova sede dell’ARF, il FESTIVAL DI STORIE, SEGNI & DISEGNI alla sua seconda edizione.

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(ARFIO e l’autoproduzione di Filippo Novelli)

 

Mentre la stampa accreditata inizia già a scrivere epici pezzi sulla nuova Woodstock del fumetto, noi siamo seduti in sala per assistere alla conferenza “Quando l’editore non c’è; L’indie italiano da ieri a domani.

Ospiti :Stefano S3Keno Piccoli, Ratigher, Samuel Daveti, Alessandro Martoz Martorelli (LabA4- Crisma) e Marco Tavarnesi (Inuit).

A moderare l’incontro: Riccardo Corbò.

Da quando ho iniziato ad occuparmi di fumetti, vi confesso, questo è stato il mio argomento preferito. E presto capirete perché.

Inizia a parlare Piccoli ripercorrendo la sua esperienza sull’ autoproduzione degli anni ’90, dell’epoca d’oro, quella, per intenderci, quando alle fiere modello ARF si vendevano 5000 copie in 3 giorni . Era un’altra epoca ci ricorda.

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Piccoli ci racconta come a quei tempi  si usciva con il “grezzo sul grezzo”, cosa che oggi non è più possibile se non altro per la consapevolezza e il livello professionale dell’autoproduzione.

Oggi ci si autolimita, consci di quanto bravi siano i tuoi “conoscenti” del Web.

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Quando abbiamo iniziato non esisteva Internet; non si sapeva cosa facevano gli altri (gli fa sponda Ratigher); se tra i tuoi sei amici che disegnavano eri il piu’ bravo, ti facevi pochi problemi e pubblicavi. Oggi no. Prima di pubblicare ti senti in dovere di raggiungere un livello “alto”.

Ma veniamo al punto, continua Piccoli. L’autoproduzione nasce per due motivi: o per scelta consapevole o, siamo sinceri, per bisogno  perché nessuno ti pubblica.
Corbo’ a Ratigher: tu perche’ lo hai fatto? Sei stato promotore di modelli rivoluzionari e mi dicono che qui all’ARF ne proporrai uno nuovo che dovrebbe diventare la risposta “definitiva” al problema dell’autoprodzione.

Ratinger: io ho iniziato con l’autoproduzione con un gruppo di amici ( i super amici poi fratelli del cielo) perche’ volevamo pubblicare le nostre strane storie, liberi dai vincoli dell’editore.

superamici

Oggi tutti ne pubblicano ma è sorto un nuvo problema. Non ci sono più i soldi da investire che vi erano una volta.

Corbo’: PIC NIC, il primo free press di fumetto italiano che trovava i soldi dagli sponsor, per me continua ad essere il modello perfetto di autoproduzione. Perché non avete continuato?

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Ratigher: forse perche’ tra noi non vi era un account manager con spirito imprenditoriale capace di procacciare i clienti giusti, forse anche perché in Italia gli Sponsor non erano e non sono pronti ad entrare in questo mercato, sebbene oggi tornato ad essere florido, vedi le presenze di Lucca che raggiungono i 400.000 visitatori.. Chissa’…

Corbo’: Peccato. Ma sappiamo che non ti sei fermato nello studio di modelli efficaci di autoproduzione. Hai sperimentato il modello di vendita “Prima o Mai. Facci capire in cosa consiste.

ratigher

Ratigher: Il modello “Prima o Mai” consiste nel mettere in vendita il fumetto per un periodo di tempo limitato terminato il quale il fumetto non si vende piu’. Una sorta di vendita on demand ma con un livello di difficoltà ulteriore: il tempo limitato.

Ho sperimentato che inserendo questo fattore tu stimoli l’acquirente all’acquisto nella consapevolezza che altrimenti rischia di non avere più la possibilità dell’acquisto. Se con il metodo di autoproduzione clessica in 5 mesi ho venduto 1000 copie. Con questo metodo, in meno della metà del tempo, sono riuscito a venderne il 10% in piu’.

Vi confesso, continua Ratigher, che a livello di costi – benefici questo era il solo metodo (dico era perché a breve vi racconterò quello nuovo e definitivo) che valesse la pena per avere uno stipendio di un operaio specializzato (1.800,00 euro/mese).

Scusate la provocazione ma, non è che si deve avere la fissa dei soldi, ma sono contrario a fare fumetti per hobby. Ecco perche’ sono alla continua ricerca di modelli efficaci.

Corbo’: ce ne parlerai a breve. Ora pero’ indaghiamo anche altri modelli di autoproduzione di successo dando la parola a Samuel Daveti dei Mammaiuto.

mammaiuto

Corbo’: si legge sul vostro sito: “Le attività di vendita che intraprendiamo sono finalizzate a dare agli autori il massimo compenso possibile per il loro lavoro, e a pagare le spese vive dell’associazione”. Che vuol dire?

Daveti: I Mammaiuto, che prendono il nome dalla banda di pirati del film Porco Rosso di miyazaki, è un’associazione formata da un collettivo di autori che ha deciso di ribaltare la proporzione dei guadagni nel rapporto editore-autore, dando l’80% di utili all’autore anziché all’editore e lasciare il resto per le spese del collettivo. Terminate le copie di partenza prodotte ( 200 circa) con un investimento di qualche migliaio di euro, l’autore è svincolato dal “contratto” con il nostro collettivo.

Siamo un gruppo di amici che si è iniziato ad autoprodurre sostanzialmente perche’ volevamo  svincolarci dagli editori classici, i quali se la serie per cui disegni non va, te la chiudono e ti lasciano appeso (esperienza vissuta sulla mia pelle), abbiamo iniziato ad autoprodurci.

Il metodo che abbiamo utilizzato, molto di voga attualmente, è il Crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse[ fonte Wikipedia].

Corbo’: Si può essere un fumettista essendo un ingegnere? Alla provocazione di Ratigher sul concetto di fumettista per hobby cosa rispondi?
Daveti: Mi sono psesso chiesto se si puo’ essere fumettisti pur non vivendo di questo lavoro. Ci sono persone che hanno nel fumetto la parte più libera. Si può fare il fumettista anche senza soldi alla ricerca di un editore. E’ pur vero che se non guadagni delle tue tavole non sei un fumettista. Ci dovrebbe essere piu’ attenzione da parte degli addetti ai lavori. Gli editori dovrebbero aiutare gli artisti a vivere con questo lavoro altrimenti loro sono “costretti” a trovarne un altro per vivere.

Vedo Corbo’ che annuisce rivolto verso Piccoli, ospite della conferenza ma anche uno degli organizzatori di Arf, quasi a dire, voi con la Job-Arf questo incontro editore-autore volete alimentare.

Corbo’: Il processo di produzione di un fumetto è costoso; so di artisti che sono  disposti anche a pagare pur di farsi produrre. E questa, secondo me, è una perversione.  Una soluzione potrebbe essere quella di includere in sè tutto il processo dall’idea del fumetto fino alla stampa sempre con alla base il  Crowdfunding. Un esempio di successo è Inuit di cui ci parlato Marco Tavarnesi presente alla Conferenza.

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Il Crowdfunding e i suoi limiti del finanziare una specifica opera possono essere superati da un altro modello il Patreon (da patron, ‘mecenate’), spostando gli investimenti dall’opera all’artista. Una sorta di nuovo mecenatismo nei confronti di fumettisti, che vengono stipendiati mensilmente per dare “libero” sfogo alla propria creatività. Metodo nordamericano che comincia a vedersi anche in Italia.

Corbo’: Martoz parlaci di Crisma, il modello di Autoproduzione ad oggi più nuovo, il Mecenatismo.

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Martoz: Crisma è una rivista annuale prodotta di un centro culturale, La Torre,che finanzia la Cultura e quindi il fumetto che ne è parte (ogni collaboratore viene regolarmente pagato).

Corbo’: Concludo sperando di avere soddisfatto le vostre curiosità sull’autoproduzione. Avete avuto modo di avere una panoramica a 360° su questo modo di fare fumetti, ma c’è un metodo ancora nuovo che ancora non conoscete e di cui vi parlerà Ratigher tra qualche ora. Ci vediamo dopo.

Abbiamo, per modo di dire, ingannato l’attesa deliziandoci con la mostra di Lorenzo Ceccotti e assistendo alla sua conferenza; relatore il bravissimo Adriano Ercolani.

Ercolani: Ceccotti è un autore di talento che con il tempo è divenuto riconoscibile. Parliamo di Ceccotti attraverso le sue opere in mostra.

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Iniziamo con il Poster della mostra. In stile volutamente semplice e lontano da artifici tecnologici, rappresenta tra l’altro l’archetipo di Roma, la lupa, ma anche il canide simbolo della Arf. Riprende i due uomini che attraversavano il fiume del precedente poster di Gipi quasi a ricordare l’arrivo al nuovo approdo, il Macro.

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Si continua a parlare della serie The Nostalgist e  del disegno en plan air dal vero in digitale  della Bretone fatto per la voglia di perdere un pò di vizio grafico. Prodotto in occasione del viaggio in Bretagna assieme a 5 blogger. Ceccotti ci racconta l’aneddoto per cui lo inizio con la destra e lo fini’ (per una tendinite) con la sinistra. Ecco il motivo del guanto stretto tra le mai della ragazza.

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Infine si è parlato delle copertine per Einaudi, con cui Ceccotti inizia il processo che lui indica come  un percorso  artistico “per tornare a zero”.

La conversazione continua sul rapporto tra scrittura e disegno e su quanto sia difficile il rapporto con uno sceneggiatore. Per Ceccotti fare i fumetti con uno scrittore è 10 volte più difficile che essere tu stesso lo scrittore dei tuoi fumetti. E’ pur vero che Il bravo sceneggiatore e colui che lancia uno stimolo e si aspetta una sorpresa. Più c’ è comunicazione su un piano eolico meglio è.

Lo sceneggiatore è l’innesco che scatena la forma

Erocolani lo provoca introducendo il concetto di Nerd nel Fumetto.

Ceccotti: Non mi piacciono i nerd, intesi come coloro che vogliono sempre la stessa cosa. Il Fumetto non deve essere per i Nerd ma andare oltre. Il fumetto con una semplice penna e della carta ti permette di creare qualsiasi cosa; pertanto è limitante l’idea che il fumetto si possa fermare a delle persone con un limite personale nell’Arte, cioè quello che per me è il nerd, un mono-maniaco, con un infinito feedback con sé stesso fino a quando la comunicazione tende a zero. E come quando su Facebook non dai contenuti ma condividi solo la notizia di altri. Che ci stai a fare?

Ercolani: Siamo quasi ( 23 maggio) al 60-esimo anniversario dalla nascita di Andrea Pazienza. Cosa ti senti di aver ereditatato da lui?

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Ceccotti: La volontà di esplorare una gamma stilistica differente. Pazienza dice che la sua tecnica di disegno funziona a stanze. A seconda di quello che devi raccontare si entra in una diversa. La varietà stilistica non è una forma di vanità culturale ma è dettata dalla necessità. E’ pur vero che se esci dal tuo seminato( cambi tecnica) ogni volta è un rischio, se cambi il fallimento e dietro l’angolo. Da qui la mia ossessione tecnica.

Finito l’incontro su Ceccotti arriva l’atteso evento di Ratigher dove finalmente di svela la nuova frontiera dell’autoproduzione.

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Ratigher:Fare un libro di fumetti impiegandoci mesi se non anni per poi ottenere una percentuale di guadagno irrilevante alla lunga non paga. C’e’ una nuova frontiera: il poster-fumetto che con un utile stimato intorno al 25% supera di gran lunga i guadagni del libro fumetto.

E con questo rivoluzionario modello che mi vede concorde e mi ricorda gli anni in cui, uscito dalla scuola d’arte, avevo superato le tele e i pennelli per dedicarmi alla stampa di grande formato,

passo e chiudo dall’ARF.

Filippo Novelli

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 22 maggio 2016]

Per chi vuole saperne di piu’ direttamente dal nostro Blog DETTI E FUMETTI puo trovare qui le notizie:

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Evadere dalle grandi città: moda o necessità? Le rubriche di Clo’

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Vivere in una grande città offre molti vantaggi a partire dai servizi, cultura e soprattutto opportunità lavorative. Ma adesso la tendenza sembra cambiata: soprattutto le nuove generazioni si sono rimesse in gioco con nuove professionalità che hanno portato opportunità di lavoro: agriturismi, aziende agricole, resort dove il contatto con la natura e la “fuga” dalle città sono diventate il cavallo di battaglia. Rispondendo a questa nuova tendenza sono stati proposti alloggi alternativi che fino a qualche anno fa non sarebbero stati presi in considerazione. Tra i più significativi il restauro dei fari:

nell’aprile del 2015 è stato presentato dall’Agenzia del Demanio il progetto Valore Paese-FARI, l’iniziativa che permetterà di sottrarre 11 fari italiani al degrado in cui versano ed avviarli a rigenerazione, contribuendo ad attivare le economie locali e a riconsegnare questi beni alla comunità.   Obiettivo del progetto è valorizzare questi suggestivi beni partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, che sappia conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, tutela ambientale e sviluppo economico.   Lo strumento sarà la concessione (affitto) fino a 50 anni degli immobili a operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. Il portafoglio è composto da 11 fari di proprietà dello Stato, di cui quattro proposti dal Ministero della Difesa, e si trovano in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Toscana. I beni selezionati rispondono alle esigenze di un turismo alternativo alla ricerca del contatto con l’ambiente, il relax e la cultura, poiché si tratta di spazi che catturano l’immaginazione, situati in luoghi incontaminati e di grande interesse ambientale e paesaggistico.

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Faro delle Tremiti

Un’altra iniziativa è stata la vendita delle case cantoniere. Le «Case cantoniere», quelle strutture dall’inconfondibile color rosso  pompeiano, con la scritta Anas e il numero che segna i chilometri, disseminate lungo le strade di tutta la Penisola, diventeranno un «brand» per promuovere il turismo sostenibile in Italia. Istituite nel 1830, sono 1.244 su tutto il territorio nazionale, affidate, in origine, ai cantonieri che dovevano manutenere e controllare un «cantone» (un tratto) di strada. Per la valorizzazione – e il riuso – è arrivata la firma di un accordo siglato da Anas, ministri dei Beni culturali e delle Infrastrutture (Dario Franceschini e Graziano Delrio), e agenzia del Demanio. Il progetto pilota prevede che, partendo da un primo portafoglio di 30 case, si inizi a riqualificare le strutture, mettendole a bando «senza dismissioni», per affidarne la gestione a privati. Che potranno utilizzarle per realizzare strutture ricettive, ma anche ciclofficine e punti di ristoro. Anas si farà carico della ristrutturazione dell’immobile (ove necessario) e definirà lo standard di servizi che dovranno essere resi disponibili, in modo tale da garantire la massima uniformità all’intera rete.

 

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 Case cantoniere

 Un’altra tendenza deli ultimi è l’albergo diffuso, soprattutto nei molteplici progetti di riqualificazione che interessano i borghi abbandonati. L’ albergo diffuso si deve intendere come una vera e propria proposta recettiva, come un qualsiasi hotel di nostra conoscenza, ma con un guizzo in più. Difatti esso si pone l’obiettivo di offrire ai propri ospiti una esperienza di vita all’interno di un borgo contando ugualmente su quello che un qualsiasi attività recettiva alberghiera può offrire. Gli ospiti così si ritroveranno a dormire in case che spesso distano anche 200 metri dal centro del borgo, luogo in cui è posta la reception e gli ambienti comuni. Inoltre all’interno del borgo sono ben integrati attività commerciali che rallegrano l’ospitalità.

Il concetto di albergo diffuso vide la sua nascita ed il suo sviluppo in Friuli Venezia Giulia, nella zona della Carnia, come esigenza di riqualificazione delle case che venivano ristrutturate in seguito al grave terremoto che colpì la regione nel 1976. Il primo progetto pilota fu quello del Borgo Maranzanis di Comeglias del 1982. Oggi in Italia si conta un numero elevato di Alberghi diffusi, circa 49, dislocati in diversi regioni, in Sardegna, Puglia, Marche, Lazio, Basilicata e proprio su questo argomento vorrei menzionarvi un interessante intervento:  POSTIGNANO, UMBRIA e’ una piccolissima frazione del comune di Sellano in Umbria, poco distante da Spoleto, caratterizzato da un borgo di origine medievale che si raccoglie intorno al suo vero fulcro, il castello di Postignano, edificato tra l’XI ed il XIII secolo. Il borgo negli anni ’50 subi un profondo spopolamento, che lo portò ad essere completamente abbandonato nel 1966, sorte accaduta d’altronde a tanti borghi delle colline dell’Italia centrale, tagliate fuori dai veri centri urbani. Poi il colpo di fulmine. Due architetti napoletani, Gennaro Matacena e Matteo Scaramella, innamoratesi del luogo quando nel 1992 vi giunsero per caso, decisero di acquistarlo e di iniziare subito il restauro. Era il 1997, i lavori erano appena iniziati quando un tremendo terremoto danneggiò sensibilmente le strutture. I lavori di restauro ripresero nel 2007, ben 10 anni dopo. Oggi il restauro è quasi completato con le sue 60 case, ricostruite secondo i dettami originali, che si innalzano intorno al castello e alla chiesa della Santissima Annunziata, anch’essa oggetto di restauro che ospita un bellissimo affresco del 1400 raffigurante una Crocifissione, venuta alla luce proprio durante i lavori di ristrutturazione. Per i turisti è stato creato un Albergo Diffuso, “La Casa Rosa“. Non può mancare infine una visita al castello, che oggi ospita una mostra ed è luogo di diversi eventi culturali. I due architetti, con la loro Mirto s.r.l.. sono stati insigniti dell’Attestato al Merito dell’Unesco in quanto “efficace interprete dei valori unescani di salvaguardia e tutela del paesaggio e dell’ambiente”.

 

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 Albergo Diffuso “La Casa Rosa”

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 Postignano

Buon volo a tutti

Ciao a presto dalla Vostra CLO!

[Maria Clotilde Massari per DETTI E FUMETTI – Sezione Architettura – Articolo del 22 maggio 2016]

Per maggiori informazioni:

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:a5LCOLwuC84J:www.borghiabbandonati.com/albergo-diffuso-come-riqualificare-i-borghi-abbandonati-e-non-solo/+&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it

http://www.borghiabbandonati.com/la-nuova-vita-di-due-borghi-abbandonati-postignano-e-borgo-rocchetta/

http://www.idealista.it/news/immobiliare/top-idealista/2016/02/01/118914-case-cantoniere-in-vendita-immobili-da-riqualificare-per-il-turismo-sostenibile

http://www.edilportale.com/news/2015/06/restauro/presentato-il-progetto-di-valorizzazione-dei-fari_46271_21.html

FUGHE – il Fumetto Noir di Dario Santarsiero e Filippo Novelli

Dal primo marzo è disponibile su Amazon Fughe – il fumetto noir di Dario Santarsiero e Filippo Novelli.

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FUGHE, liberamente tratto da “Racconti Sparsi” di Dario Santarsiero, narra, attraverso i disegni di Filippo Novelli, di un uomo che viaggia per lavoro per l’Italia su di una FIAT 1100.

una sera d’inverno, per un guasto al motore, si rifugia in una stazione di servizio gestita da una ragazza.

Insieme affronteranno un’ esperienza che sarà a dir poco risolutiva.

Con “FUGHE”, metafora sulla ricerca dell’avventura, che spezza la routine di una vita tranquilla, Dario e Filippo sperimentano il fumetto noir, consolidando la loro pluriennale collaborazione.

Potete acquistare il fumetto al seguente link QUI

Un’edilizia amica dell’ambiente: è possibile? Ce lo racconta CLO

clo e la casa

Sono notizie di cronaca quotidiana i disastri ambientali dovuti alla smisurata cementificazione dell’uomo: frane, crolli ed altri avvenimenti disastrosi che ci fanno sempre più pensare al poco rispetto che ha avuto fin ora l’uomo per la natura e l’ambiente che lo circonda. Per ottenere cosa? Guardiamo i nostri litorali, ormai sono spariti i “lungomare” per fare spazio alle abitazioni abusive , o molti “belvedere” sono diventati dei “bruttovedere” con affaccio su sporcizia e cementificazione selvaggia.

Qualcosa, è stato fatto: demolizioni di “mostri” , abusi costruiti in zone protette o di pregio, la riqualificazione di alcuni lungomare per troppo tempo dimenticati, ma naturalmente c’è ancora tanto da fare.

Esiste un’edilizia amica dell’ambiente, in grado di garantire i comfort ormai indispensabili per la nostra vita quotidiana ma che allo stesso tempo sia rispettosa del territorio ?

Oggi si prevedono le costruzioni con il minor impatto sull’ ambiente, “case ad energia nulla o quasi”: in un acronimo NZEB, e cioè Nearly Zero Energy Building.

Sono quegli immobili che producono quasi tutta l’energia di cui hanno bisogno garantendo allo stesso tempo un alto comfort abitativo. Di edifici così se ne trovano ormai tanti, da quelli immersi nella neve del Canada (una casa “passiva”) o al sole dell’Italia, dalla Zero carbon building a Hong Kong alla casa “rotante” in Germania fino all’edificio residenziale K19B a Milano. Tra meno di due mesi alla Fiera di Milano nell’ambito della Mostra convegno Expocomfort (Mce) ci sarà un approfondimento dedicato a questa parte dell’edilizia che parla al futuro e porta con se benefici sia ambientali che economici.

L’Europa può puntare alla riduzione dei consumi energetici – Secondo un rapporto dell’università inglese East Anglia infatti “se lo standard degli edifici a consumo quasi zero fosse imposto a tutte le nuove abitazioni ed ai restauri, l’Europa potrebbe puntare ad una riduzione dei consumi energetici del 40% entro il 2050”. Queste case ad energia quasi nulla hanno alcune caratteristiche principali: sono isolanti, hanno infissi ad alte prestazioni, impianti ad alto rendimento insieme ad altri accorgimenti strutturali in grado di ridurre l’energia necessaria per raggiungere uno stato ottimale di comfort.

In Italia ci sono degli ottimi esempi

K19b – Milano – Curato dallo studio di architettura LPzR di Milano, questo edificio residenziale di nuova costruzione situato nel cuore di Milano (quartiere Piave nei pressi di Porta Venezia) è stato progettato per essere un edificio ad energia quasi zero: l’edificio ha soluzioni tecnologiche pensate per ridurre il consumo di energia non rinnovabile, un involucro ben isolato e progettato per rendere l’edificio particolarmente efficiente ed un impianto geotermico per la produzione del riscaldamento e del raffrescamento.

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Fiorita Passive House – Cesena – Questo edificio, in fase di costruzione (i lavori sono iniziati a giugno 2015), è composto da 8 unità immobiliari, è stato progettato secondo lo standard del Passive house Institute ed ha consumi prossimi allo zero. E’ il risultato di un intervento di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione a parità di volume. A differenza dell’edificio originario che non aveva alcun tipo di isolamento termico, la nuova costruzione ha un rivestimento parietale di tipo ventilato: un moto convettivo all’interno della parete produce un raffrescamento naturale e limita la formazione di umidità. Schermi frangisole scorrevoli installati lungo il perimetro esterno dell’edificio consentono di gestire in maniera funzionale la radiazione luminosa a seconda della stagione e delle esigenze climatiche, sfruttandone o limitandone la capacità riscaldante. Per la produzione di energia elettrica ed acqua calda sanitaria l’edificio sfrutta pannelli fotovoltaici, pannelli solari ed una pompa di calore.

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Nuovo Campus Della Bocconi – Milano – Il nuovo campus della Bocconi, che dovrebbe essere terminato entro il 2019, è stato progettato da uno studio giapponese come un vero e proprio polo multifunzionale per tutta la città. Oltre a residenza per gli studenti ed a centro sportivo con piscina aperto a tutti, il progetto prevede anche la riqualificazione del parco di 17.500 metri quadri dentro al quale si troverà la costruzione, vero e proprio polmone verde della città. Il Campus sarà costruito con una particolare attenzione all’efficienza energetica: il progetto prevede infatti l’installazione di pannelli fotovoltaici, sistemi di ventilazione ed illuminazione naturale, l’integrazione di muri isolanti al 50% opachi e 50% trasparenti, e un sistema di riciclaggio dell’acqua piovana.

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Un’edilizia amica dell’ambente c’è ed è in grado di dare ottimi risultati, garantendo comunque il confort abitativo che l’uomo “moderno” cerca nella sua abitazione.

Buon volo a tutti

Ciao a presto dalla Vostra CLO!

[Maria Clotilde Massari per DETTI E FUMETTI – Sezione Architettura – Articolo del 5 febbraio 2016]

 

 

Per maggiori informazioni:

http://lpzr.it/portfolio/k19b/

http://www.milanotoday.it/cronaca/campus-bocconi.html

http://www.cesenatoday.it/economia/fiorita-passive-house-cesena-14-novembre-2015.html

 

 

 

 

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