Amici e amiche di DETTI E FUMETTI siamo felici di annunciarvi l’uscita della nostra raccolta piu’ grande delle interviste ritratto dei nostri amici artisti e professionisti di settore scritte negli ultimi dieci anni.
Copertina di Filippo Novelli
Un saggio profondo e complesso che indaga l’arte in tutte le sue manifestazioni
In distribuzione su Amazon nei mercati di tutto il mondo e’ accompagnata da una bellissima recensione
UNA RACCOLTA DELLE MIGLIORI INTERVISTE DAL BLOG DETTI E FUMETTI. UN MANIFESTO CONTRO LA SUPERFICIALITA’ E UN ELOGIO ALLA LENTEZZA. IL METODO BRADIPO E’ BASATO SULLA EMPATIA E SULLA CAMA ED OFFRE ALL’INTERLOCUTORE E AL LETTORE IL TEMPO NECESSARIO PER UNA PROFONDA INTROSPEZIONE E PER RIVELARE LA PROPRIA AUTENTICITA’. IL VOLUME E’ IMPREZIOSITO DAI RITRATTI DI FILIPPO NOVELLI CHE AGGIUNGONO UNA DIMENSIONE VISIVA CHE DIALOGA CON IL TESTO.
Ogni testimonianza e’ preziosa. Una immersione sincera e intima nelle riflessioni degli artisti, rendono questa raccolta un saggio unico nel suo genere capace di dare uno spaccato autentico delle professioni del mondo dell’arte e della comunicazione.
Il punto piu’ alto penso sia stato raggiunto nella intervista quadrupla a delle poetesse. Il libro diviene scrigno di un tesoro fatto di emozioni e sentimenti allo stato puro.
Vi aspettiamo alla presentazione del libro e alla esposizione dei ritratti degli artisti intervistati con tutti i protagonisti il giorno 28 febbraio 2028 alle ore 17 presso il polo espositivo del Comune di Roma -LA VACCHERIA in via L’Eltore 35 – 00144 Roma zona Eur.
Per l’evento ci patrocina il COMUNE DI ROMA IX MUNICIPIO EUR.
Presentazione del libro e la mostra dei ritratti “QUANDO LA VOCE CHIEDE TEMPO, la raccolta delle interviste ritratto di Willy” – La Vaccheria https://share.google/mhluQc51K07GskPyF
Amic* di DETTI E FUMETTI per STORIA DI UNA CANZONE oggi vogliamo parlarvi di ANOTHER BRICK IN THE WALL dei PINK FLOYD.
Immaginate di essere su un palco. Davanti a voi, migliaia di volti urlanti, luci accecanti, energia pura. Ma dentro… il vuoto.
È il 6 luglio 1977. Roger Waters, bassista e mente creativa dei Pink Floyd, guarda il pubblico dello Stadio Olimpico di Montréal con crescente frustrazione. Qualcosa si è spezzato. Il contatto umano è svanito. Quel che resta è un’enorme distanza tra artista e spettatore. E poi, il gesto estremo: Waters sputa su uno spettatore. È il punto di non ritorno.
Ma da quel momento oscuro nasce un’idea destinata a cambiare per sempre la storia della musica: un muro. Non di mattoni, ma di emozioni. Un muro psicologico costruito da traumi, perdite, repressioni. Il protagonista? Un alter ego immaginario: Pink, una rockstar alla deriva.
Waters porta questa visione al produttore canadese Bob Ezrin, il quale prende una lunga, cruda demo e ne fa qualcosa di più. Ne fa una storia, con un inizio, uno sviluppo, una fine. Pink diventa il simbolo di una generazione ferita, e ogni brano diventa un mattone: la scuola, la madre, la guerra, la droga, l’isolamento.
E mentre Waters costruisce la narrazione, David Gilmour scolpisce l’anima musicale del disco. La tensione tra i due è palpabile, eppure genera meraviglie: su tutte, l’immortale “Comfortably Numb”, nata tra litigi, riscritture e due visioni inconciliabili che si fondono in un capolavoro.
Il tour del 1980–81 è uno spettacolo mai visto prima: un vero muro di polistirolo cresce davanti agli occhi del pubblico, isolando la band sul palco. E alla fine? Il crollo, fragoroso, catartico. Il muro cade. E resta il silenzio.
Nel 1982 il regista Alan Parker porta tutto sul grande schermo: nasce il film Pink Floyd – The Wall, con Bob Geldof nel ruolo di Pink. È un’opera psichedelica, cupa e potentemente emotiva.
The Wall non è solo un concept album. È un viaggio nell’inconscio. È la confessione di un uomo sull’orlo della rottura. È il tentativo disperato di comunicare, anche quando tutto sembra perduto.
Ha venduto oltre 30 milioni di copie, ispirato artisti, cineasti, registi teatrali. Ma soprattutto, ci ha lasciato un messaggio: i muri si costruiscono per paura. Ma prima o poi, vanno abbattuti.
Così nacque The Wall: da uno sputo a una sinfonia. Da un trauma personale a un’epopea collettiva. Un’opera che ha osato porre una domanda scomoda: cosa succede quando siamo troppo fragili per restare in contatto col mondo?
La risposta è lì. Tra i mattoni.
TESTO
Dark sarcasm in the classroom Teachers leave them kids alone Hey! Teachers! Leave them kids alone! All in all it’s just another brick in the wall All in all you’re just another brick in the wall.
We don’t need no education We don’t need no thought control No dark sarcasm in the classroom Teachers leave them kids alone Hey! Teachers! Leave them kids alone! All in all it’s just another brick in the wall All in all you’re just another brick in the wall.
“Wrong! Do it again!” “Wrong! Do it again!” “If you don’t eat your meat, you can’t have any pudding. How can you have any pudding if you don’t eat your meat?” “You! Yes, you behind the bikesheds, stand still laddy!”
traduzione
Non abbiamo bisogno di alcuna educazione Non abbiamo bisogno di alcun controllo del pensiero Nessun oscuro sarcasmo in classe Insegnanti, lasciate stare i bambini Ehi! Insegnanti! Lasciate stare i bambini! Tutto sommato è solo un altro mattone nel muro. Tutto sommato siete solo un altro mattone nel muro.
Non abbiamo bisogno di alcuna educazione Non abbiamo bisogno di alcun controllo del pensiero Nessun oscuro sarcasmo in classe Insegnanti lasciate stare i bambini Ehi! Insegnanti! Lasciate da soli i bambini! Tutto sommato è solo un altro mattone nel muro. Tutto sommato siete solo un altro mattone nel muro.
“Sbagliato! Fallo di nuovo!” “Sbagliato! Fallo di nuovo!” “Se non mangi la carne, non potrai mangiare il dolce. Come puoi mangiare il dolce se non mangi la carne?” “Tu! Sì, tu dietro i portabiciclette, fermo lì giovanotto!”
BIO
OLTRE ad essere il bassista dei gruppi MARDI GRAS, Re QUEEN – tribute band dei Queen e Back to the Spice
Ritratto di Carlo di Tore Tosti tratto dal fumetto SANDCASTLE
Ringrazio Filippo che mi ha coinvolto in questo bellissimo progetto Storia di una canzone e che è l’autore del fumetto che mi vede coprotagonista SANDCASTLE.
A presto alla prossima puntata!
[Carlo di Tore Tosti per DETTI E FUMETTI- Sezione MUSICA – Articolo del 19 giugno 2025]
Cari Lettrici e Lettori di Detti e fumetti, oggi intervisteremo Giorgia Lattanzi, Mosaicista.
Giorgia mi è stata presentata da amici comuni, quando ho scoperto che esprimeva la sua arte con il mosaico, ne ho subito approfittato per intervistarla.
Giorgia di Filippo NovelliPh Silvia Saccucci
Allora Giorgia, Sei nata a Roma nel 1983, vivi a Palombara Sabina e lavori tra Roma e provincia. Ti sei diplomata prima al Liceo Artistico sperimentale indirizzo beni Culturali poi presso la Scuola Mosaicisti del Friuli nel 2006. Nel 2008 collabori nella realizzazione dei mosaici nella Metropolitana di Napoli per la stazione di Toledo sui disegni dell’artista sudafricano W.Kantridge. Nel 2014 vinci il Bando Nazionale per il restauro dei mosaici del periodo Modernista a Barcellona ( casa Batllo, Parc Guell) e frequenti un corso breve di restauro . Realizzi i tuoi mosaici in una grande villa nelle Isole Baleari, Spagna.
Dal 2013 partecipi alla mostra di Nazzano Romano dove i mosaicisti contemporanei provenienti da tutto il mondo si incontrano e realizzano oltre alla mostra dei mosaici parietali visibili presso Nazzano.
Nel 2007 realizzi con gli allievi della classe V elementare della scuola Ghandi di San Basilio, quartiere alla periferia est di Roma, un mosaico applicato all’esterno dell’edificio scolastico.
Nel 2019 vince il bando per la realizzazione di un mosaico istallato nel parco dei Mosaici di Blevio in provincia di Como.
Insegni Mosaico mediante corsi e workshop. Lavori come mosaicista nella progettazione e realizzazione di mosaici contemporanei Attualmente sei studente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma indirizzo di Pittura In primavera aprirai un corso di mosaico a Poggio Mirteto.
D: A che età hai scoperto il mosaico?
G:A 13 anni visitavo uno studio di Pesaro per il quale mio padre faceva da rappresentante. Li ho visto per la prima volta delle ragazze che eseguivano dei mosaici.
Ph Silvia Saccucci
D:Perché il mosaico è visto come un’arte minore?
G: A mio parere il mosaico è legato a doppio taglio con l’arte antica. Dove le arti maggiori erano La Pittura, la Scultura e l’Architettura. In tal senso il mosaico è un’arte applicata in quanto non vive di vita propria ma necessita un supporto di natura architettonica per l ‘applicazione, pittorico per la fase progettuale e per la scultura quando si riveste una forma predefinita.
Ph Silvia Saccucci
D: Che senso ha il mosaico nella società odierna?
G: L’arte segue il potere e se prima gli imperatori ad esempio del periodo ravennate utilizzavano il mosaico per rafforzare ed imporre il proprio potere appunto, ora nella società contemporanea è forse la grafica e la fotografia a ricoprire questo ruolo. Il mosaico ha tutt’ora, per lo meno in Italia, un identità legata all’ arte antica e non ha conquistato l’interesse delle masse, non ha ancora avuto il suo Andy Warhol che con la PoP Art ha accorciato le distanze tra la classe colta e quella popolare.
D: In primavera aprirai un corso di Mosaico a Poggio Mirteto ce ne vuoi parlare?
G:Si, sarà un corso promosso dalla regione Lazio presso l’Associazione B-Art, dove ragazzi volenterosi esperti di teatro e di musica sostengono e promuovono l’Arte nelle sue varie sfaccettature tra cui il mosaico. Sarà un corso di base e chi vuole può avvicinarsi a questa tecnica dove non sono richieste esperienze o capacità particolari. E’ più un occasione per stare insieme e imparare divertendosi !
D: Che sensazioni hai quando termini un mosaico?
G: Una liberazione, mi sembra come di aver messo al sicuro un tesoro, tiro un sospiro di sollievo ecco. Dopo tante ore di lavoro dove l’attenzione è molto alta vedere fissate tutte queste tessere con una buona dose di colla cementizia mi tranquillizza mi dà stabilità.
D: Il mosaico per la sua natura narrativa, può essere paragonato ad una pratica zen?
G: Penso proprio di si perché mentre si realizza un mosaico tutto intorno si silenzia e ci si immerge in un’atmosfera nuova dove il ritmo è scandito dalle tessere. Tagliarle, prenderle ed una la volta sovrapporle al disegno. Gesti ripetuti ma non con meccanicità. Tutto scorre tra le nostre mani che sono collegate al ritmo del nostro cuore e questo si sperimenta davvero quando si realizza il mosaico.
D: Distruggeresti un tuo mosaico come si fa con i mandala?
G: Non con l’intento preciso di farlo anche se poi mi è capitato di vedere lo sgretolarsi di un mosaico per aver sbagliato la combinazione delle colle utilizzate, o di dover smontare un lavoro per aver invertito l’orientamento del disegno. Quando si fanno delle prove rapide in fase di studio si assemblano le tessere e poi si riprendono. E’ una pratica simile al Mandala ma si fa con una differente devozione …
D: Qual è il tuo sogno nel cassetto?
G: Dirigere una scuola d’Arte dove si insegna la tecnica del mosaico ai ragazzi. Praticando il buonumore e la gioia e creare insieme delle opere bellissime piene di colore, e perché no cancellare anche le guerre incollandoci un bel mosaico enorme sopra così da farle sparire.
D: Bene cara , grazie anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti per aver aperto una finastra nel mondo del mosaico.
[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI – SEZIONE ARTE- ARTICOLO DEL 2 APRILE 2025]
Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti, oggi sono in compagnia di Silvia Casini;
Silvia -E-Bic – di Filippo Novelli
scopriamo insieme la sua biografia: dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, hai ricoperto il ruolo di project manager presso l’Istituto Internazionale per il Cinema e l’Audiovisivo dei Paesi Latini di Gillo Pontecorvo e Sandro Silvestri. Ti sei occupata di relazioni internazionali e della promozione dei film italiani all’estero. In seguito, ti sei specializzata in marketing strategico e hai iniziato a collaborare con diverse case di produzione e distribuzione cine-tv nel settore del product placement. Negli anni, hai collaborato con diversi siti web e testate giornalistiche. Attualmente gestisci Upside Down Magazine, sei consulente esterna della Hop Film, ghostwriter per l’agenzia Comon e scrivi le riviste Anime Dossier, Anime Enciclopedia e Confidenze. Hai curato la sezione cinematografica della mostra Itadakimasu – Piccole Storie Nascoste nella Cucina degli Anime (Palazzo della Meridiana, dal 12 ottobre 2023 al 28 gennaio 2024). A Roma sei responsabile della programmazione culturale dei Japan Days del Mercatino Giapponese. Nel 2024 con Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua, avete scritto “La ragazza che amava Miyazaki”. Mentre Giulia Tomai ne ha illustrato le pagine.
D. Com’ è nata la passione per Hayao Miyazaki?
S. Tanto tempo fa mi sono innamorata di Miyazaki. È stata una vera epifania.
Principessa Mononoke e La città incantata mi hanno catturato nel profondo, e da lì tutto il resto della sua straordinaria filmografia. Condivido con Miyazaki la stessa passione per lo stupore, per l’eccezionale che si manifesta nel quotidiano, per le parole che toccano il cuore e per i sentimenti che possono spaventare e travolgere.
D. Qual è il punto focale del lavoro del regista Miyazaki?
S. Hayao Miyazaki è noto per il suo approccio unico nel mescolare elementi fantastici con temi universali, dando vita a narrazioni che non solo intrattengono, ma invitano anche ad una riflessione critica sul mondo contemporaneo. Una delle sue caratteristiche più distintive è l’abilità di costruire mondi immaginari ricchi di fascino.
Film come Il mio vicino Totoro e Ponyo sulla scogliera trasportano gli spettatori in universi dove la natura e la magia si intrecciano in una perfetta simbiosi. Tuttavia, dietro questa bellezza visiva si nasconde un messaggio profondo sulla relazione tra l’uomo e l’ambiente. Infatti, Miyazaki mette spesso e volentieri in luce l’importanza della preservazione di Madre Natura, un tema sempre più urgente nel contesto odierno. Inoltre, i personaggi di Miyazaki sono perlopiù giovani in cerca del loro vero sé. Attraverso le loro peculiarità intrinseche, vengono esplorate questioni come l’identità, l’autorealizzazione e le relazioni interpersonali. Un altro aspetto fondamentale è sicuramente l’inserimento di elementi folkloristici e culturali. Le sue opere sono intrise di riferimenti a piatti tipici, a miti, a leggende e a tradizioni storiche, contribuendo a creare un senso di forte autenticità. In questo modo, Miyazaki riesce a evocare emozioni profonde attraverso sequenze visivamente straordinarie, creando un’esperienza cinematografica indimenticabile. Motivo per cui la sua arte diventa un mezzo per sviscerare le complesse sfumature dell’esistenza umana. Infatti, i suoi lungometraggi non solo rivelano un’eccellente maestria artistica, ma anche un forte impegno verso questioni sociali ed ecologiche di indubbia importanza.
D. Con la Città Incantata Miyazaki vuole inviarci dei messaggi positivi, sei d’accordo?
S. Uno degli aspetti più significativi del film è il viaggio di crescita della protagonista Chihiro. Attraverso le sue avventure in un mondo magico e misterioso, ci si confronta con tematiche universali come l’identità, la responsabilità e la determinazione.
La trasformazione di Chihiro, da ragazzina capricciosa a umana coraggiosa, simboleggia il potere della scoperta interiore. Lungo il suo arduo cammino, apprende che l’amore e il supporto sono essenziali per affrontare le sfide della vita, e che anche nei momenti difficili è possibile trovare forza per andare avanti. La dimensione ecologica del film è altrettanto importante. Miyazaki ci invita a riflettere sull’interazione tra gli esseri umani e l’ambiente naturale. La città incantata è popolata da creature straordinarie e meraviglie naturali, ma è anche un luogo minacciato dall’avidità e dalla disconnessione degli esseri umani. La figura del dio putrido, bistrattato e inquinato, rappresenta le conseguenze scellerate delle azioni umane. Inoltre, negligenza e avidità si trovano in apertura con la trasformazione dei genitori di Chihiro in maiali, ma qui potrei soffermarmi per ore e non voglio tediare nessuno. Un altro punto focale del film è il tema della memoria. Molti personaggi, come Haku, non ricordano esperienze passate o addirittura il proprio nome, perché la strega Yubaba rappresenta lo schiavismo per eccellenza. Sottrae sempre parzialmente il nome dei malcapitati che finiscono nella città degli spiriti, motivo per cui a un certo punto non hanno più coscienza della loro identità. E anche su questo aspetto potrei dilungarmi per ore, ma faccio la brava e chiudo sottolineando il fatto che Miyazaki è bravissimo a mettere in evidenza l’importanza di onorare le proprie origini e il proprio passato, perché solo attraverso i ricordi, possiamo costruire un futuro migliore.
D. Aver scritto insieme a Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua “La ragazza che amava Miyazaki” cosa ti ha lascito?
S. Il libro è nato da un’idea di Francesco Pasqua e, dopo un brainstorming con me, ci siamo subito messi in contatto con Raffaella Fenoglio. Da quel momento, abbiamo iniziato a lavorare sulla sinossi. Raffaella e io abbiamo poi redatto la prima stesura del testo. Dopo un primo giro di bozze, il manoscritto è finito nelle mani di Francesco, che, in qualità di story editor, ha riorganizzato interi blocchi. Infine, è tornato nelle mie mani e in quelle di Raffaella per l’editing finale. Dopodiché, è magicamente uscito per Einaudi Ragazzi.
È stata un’avventura che abbiamo amato molto. E senza ombra di dubbio, è stata straordinaria. Francesco ha conosciuto una ragazzina che viveva in una mansarda, proprio come Kiki. Da quel momento, l’idea del libro ha preso forma nelle nostre menti. Infatti, La ragazza che amava Miyazaki è un libro perfetto per chiunque abbia voglia di sognare.
D. Quanto il personaggio di Sofia ti rappresenta?
S. La ragazza che ama(va) Miyazaki sono io, che cerco la vibrante energia umana in ogni sguardo, in ogni gesto, in ogni cuore spezzato.
Io che amo a dismisura il Giappone, tant’è che a Roma sono la responsabile culturale dei Japan Days, una manifestazione di J-culture molto seguita. E in caso qualcuno sia interessato agli anime, ai manga e più in generale all’universo culturale del Sol Levante, vi dico subito che l’inaugurazione dell’edizione primaverile è prevista per il 15 e il 16 marzo. Si terrà presso l’Ippodromo di Capannelle e sì… l’entrata è gratuita. Inoltre, condivido con Sofia anche l’amore per i manga. Sofia vuole diventare una mangaka, io invece sono una manga editor per una casa editrice. Quindi, ci accomuna la passione per questo bellissimo linguaggio espressivo.
D. Puoi anticiparci qualcosa sul tuo nuovo lavoro letterario?
S. Al momento, sono in fase di stesura e purtroppo non posso dire nulla per motivi di riservatezza. La policy degli scrittori rappresentati da agenzie letterarie è molto “rigida” in questo senso.
D. Bene cara Silvia, grazie anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti per la bella chiacchierata.
S. Grazie a voi per l’intervista!
[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura -articolo del 11 febbraio 2025]
Dieci, conto paro. con un numero tondo così che fai non le tiri le somme? E’ inevitabile.
Passando da una sala all’altra, come in un flashback, mi sono tornate in mente tutte le edizioni precedenti ed è stato bello ritrovare i vecchi amici ed ammirare la loro carriera che si è incrociata con quella delle varie edizioni dell’ARF una e più’ volte. C’è chi c’è nato ad ARF, chi ci ha lavorato, chi dal team dell’ARF è stato incoraggiato e portato per mano al successo.
Dei molti che ho incontrato in questa tre giorni ci tengo a ricordare in special modo loro cinque.
Karicola e Tauro che sono decollati verso il mercato francese dove il fumetto è venerato a livelli che qua in Italia ci sognamo. CLAIRE ET MALOU lo trovate qui.
Simona Binni che da autrice è diventata responsabile di un importante settore di una casa editrice (ARIEL di TUNUE) e che in questo periodo esce con DAMMI LA MANO (nuova edizione)
Margherita, LA TRAM, che finalmente con nostra grande soddisfazione ha calato a terra il suo impegno politico, esce con FINCHE’ L’ULTIMO CANTA ANCORA
Francesca Torre che conobbi tra gli organizzatori della sezione stampa e giornalismo dell’ARF oggi la ritrovo passata dall’altra parte con il suo primo graphic novel a parlarci di amore. L’ETA’ VERDE.
Io, che per questa edizione ero venuto in primis per ritrovare il mio FOCUS MUSICALE NEL FUMETTO (presto saprete perche’), come qui
e qui
e qui
… ma allora lo sapevate?
e che invece ho avuto una piacevole conferma della grandezza di MARGHERITA VICARIO che è sta protagonista del talk del sabato sera DISUNITI LIVE ospitato da ARF a cura di Gianmaria Tamarro,
Margherità ci ha parlato di se attraverso i millemila progetti in ballo, ci ha raccontato degli sbatti dei procuratori che da lei vogliono sempre qualcosa in più, quando invece una canzone potrebbe bastare a se stessa, di quanto è bello, difficile ma anche più comodo a volte stare dietro una cinepresa anziche’ davanti (il film GLORIA), di quanto è importante portare la militanza in ogni cosa che si fa, di quanto è fantastico cantare con una orchestra (nel suo SHOW GLORIA ce ne sarà una, impredibile). Ha concluso l’intervista confessandoci cosa è per lei CASA: E’ sapere che al tuo ritorno c’è il tuo compagno che sa cucinarti cose fantastiche anche senza olio. E non è poco.
Prima di chiudere il racconto di questa esperienza, un ringraziamento va tutti gli ARFER ma in particolare modo a Mauro Uzzeo che con i suoi ARF TALK ci ha dato modo di riflettere sul mondo del fumetto, comprendendo che in fondo il fumetto, il raccontare e il farsi raccontare storie, è una necessità insita nell’uomo, in quanto nelle storie ognuno di noi cerca una soluzione al vivere quotidiano e con essa la via per migliorarsi (Aristotele docet).
Chiudiamo il nostro racconto con un appuntamento fisso: la vignetta della nostra cara organizzatrice-stampa, oggi nelle inconsuete vesti di super eroina, Fabiana AKA ROUGHELLI
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 27 maggio 2024]
Cari amici di DETTI E FUMETTI oggi vi parliamo di MONOPATTINI ELETTRICI.
La mobilità è ormai la parola chiave del nuovo millennio. Nessun posto è troppo lontano, nessuna distanza è insuperabile. Sebbene il virus del COVID ci abbia insegnato a riunirci davanti ad un monitor, nulla potrà fermare la sete di aggregazione che l’uomo ricerca ogni giorno. Siamo animali sociali e in quanto tali esercitiamo ogni giorno il diritto di incontrare i nostri simili. È così che nel nuovo millennio prende vita, o meglio torna in voga, uno strumento che i nati negli anni 70 usavano da bambini: il MONOPATTINO. Certo oggi rinasce con un nuovo look, non è più una tavola di legno con due ruote minuscole ed un manubrio improvvisato, ma si rinnova dotandosi di una struttura che gli permette di andare su strada con un vero e proprio motore elettrico .
quali sono i rischi, i pericoli che comporta guidarne uno? approfondiamo il tema prendendo il fumetto OLIVIA LA SALUTE E LA SICUREZZA raccontata ai ragazzi
digitando sul browser di AMAZON questo titolo
Intanto eccovene un assaggio
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione fumetto -articolo del 23 aprile 2024]
Amici di DETTI E FUMETTI ecco un nuovo capitolo di Storia di una canzone. oggi vogliamo parlarvi di Sam Smith e della sua I’m not the only one.
Sam Smith nasce a Londra il 19 maggio 1992; studia canto e scrittura creativa al St. Mary di Cambridge e inizia a collaborare con i Disclosure con i quali si fa conoscere al grande pubblico nel 2012 grazie al brano Latch (Latch raggiunge l’undicesima posizione in Gran Bretagna).
Nel 2013 debutta come solista e l’anno successivo vince 4 Grammy con In the lonely hour.
Il suo stile inconfondibile è un soul contaminato dal pop, R&B e gospel con inserimenti di musica d’orchestra. Torna a vincere un altro Grammy Award con Petras con il brano Unholy e collabora con molti artisti. Nel 2015 con “Writing’s on the Wall” vince l’Oscar come miglior colonna sonora. Nel 2020 fa coming out e si dichiara non binario, portando avanti la causa per la sua e le altre categorie poco rappresentate nel panorama musicale fino ad allora.
I temi delle sue canzoni ruotano attorno all’amore, spesso non corrisposto, alla vulnerabilità e alla perdita.
La canzone di cui oggi vi vogliamo parlare ne è chiaro specchio. Stiamo parlando di I’m not the only one.
Pubblicata nel 2014 all’interno del suo album di esordio “In the Lonely Hour” che ha vinto il primo Grammy. Narra in prima persona del tradimento e della infedeltà di cui il cantante sospetta del suo compagno. Con una melodia malinconica e struggente, Sam Smith pone al centro le sue qualità canore.
L’apice nel ritornello quando l’artista dichiara: “dico che sono pazzo perché non credi che io sappia cosa hai fatto, ma quando mi chiami baby so di non essere l’unica” (“You say I’m crazy Cos you don’t think I know what you’ve done, But when you call me baby I know I’m not the only one”) esprime il tormento interiore della persona tradita, che è consapevole della situazione nonostante i tentativi di nasconderla.
Testo di I’m Not The Only One
You and me we made a vow For better or for worse I can’t believe you let me down But the proof is in the way it hurts
For months on end I’ve had my doubts Denying every tear I wish this would be over now But I know that I still need you here
You say I’m crazy Cause you don’t think I know what you’ve done But when you call me baby I know I’m not the only one
You’ve been so unavailable Now sadly I know why Your heart is unobtainable Even though Lord knows you kept mine
You say I’m crazy Cause you don’t think I know what you’ve done But when you call me baby I know I’m not the only one
I have loved you for many years Maybe I am just not enough You’ve made me realise my deepest fear By lying and tearing us up
You say I’m crazy Cause you don’t think I know what you’ve done But when you call me baby I know I’m not the only one
You say I’m crazy Cause you don’t think I know what you’ve done But when you call me baby I know I’m not the only one I know I’m not the only one I know I’m not the only one And I know.And I know.And I know.And I know.And I know… I know I’m not the only one
Questa e’ un nuovo capitolo di STORIA DI UNA CANZONE, la nostra rubrica che parla di musica e che presto diventerà un concept book acquistabile sui nostri canali insieme al poster e alla t-shirt. Stay tuned.
la pursue respighi orchestra ha interpretato il brano nel suo concerto dell’ ottobre 2024 che potete ascoltare qui.
[Filippo Novelli -sezione musica – articolo del 16 aprile 2024]
La decima edizione di “ARF! – Festival di Storie, Segni & Disegni” si terrà a Roma dal 24 al 26 maggio 2024 negli spazi del Mattatoio La Pelanda e della Città dell’Altra Economia.
Silvio Cambonifirma il manifesto della decima edizione di ARF! Festival del Fumetto, che celebra il suo talento attraverso una specialissima mostra che lo racconta autorialmente a tutto tondo, sottolineandone il respiro internazionale: dalle sue storie per il Topolino settimanale – che lo hanno visto disegnare anche su testate di culto come Mickey Mouse Mistery Magazine e X-Mickey – ai due splendidi volumi Mickey e l’Oceano Perduto e Mickey e la Terra degli Antichi di quella incredibile collana francese Disney/Glénat su cui ARF! aveva già puntato i propri riflettori con l’esposizione Mickey by Glénat del 2018.
In questo excursus dal titolo 𝙓𝙏𝙍𝘼𝙊𝙍𝘿𝙄𝙉𝘼𝙄𝙍𝙀!, tra layout, matite digitali e tavole definitive che esplodono in tutto il loro colore, si passerà dalle avventure de Il Viaggio Straordinario (di cui Panini Comics ha già tradotto e pubblicato i primi 9 capitoli) alle tavole ancora inedite in Italia di Prima Spatia, la nuova saga fantascientifica che lo vede ancora una volta “trasformare” in spettacolari disegni i testi di Denis-Pierre Filippi, lo sceneggiatore che – non a caso, come nella maggior parte del percorso artistico d’Oltralpe di Camboni – è la penna di altre opere in mostra tratte da Gargouilles e da Les mondes cachés. Il viaggio sarà davvero straordinario!
«Nel rinnovare la suggestione della favola di Cappuccetto Rosso (fil rouge di tanti manifesti delle prime 9 edizioni del Festival – n.d.r.) che cavalca una sorta di Pterodattilo (citazione esplicita all’Arzach di Moebius – n.d.r.),ella vola sopra sopra una Roma post-atomica dove la vegetazione si sta riprendendo tutti i suoi diritti: il Ponte dell’Industria è invaso da liane e rampicanti, così come il Gazometro, che sembra avere addirittura radici, quasi si fosse trasformato in albero metallico anch’esso. Si riconoscono i pini parasole romani; il Tevere è incorporeo, riflette il cielo senza esitazioni, e sembra non esistere più, un vuoto più che un pieno.» Silvio Camboni
Silvio Camboni ha avviato la sua carriera di fumettista mentre era ancora studente di Architettura al Politecnico di Milano, nel lontano 1988. La sua collaborazione con la Walt Disney lo ha portato a pubblicare regolarmente su Topolino e altre testate disneyane, segnando l’inizio di un percorso professionale di grande successo. Tuttavia, è a partire dal 2001 che si è distinto nel panorama fumettistico internazionale, soprattutto in Francia, dove ha lavorato a stretto contatto con lo sceneggiatore Denis-Pierre Filippi. Insieme, hanno dato vita a saghe di grande impatto, come i fumetti Gargouilles, Les mondes cachés e Nefesis per Les Humanoïdes Associés e l’editore belga Dupuis.
In seguito, Silvio Camboni ha ampliato ulteriormente il suo campo d’azione, collaborando con Vents d’Ouest/Glénat e altri importanti editori. Ha partecipato alla realizzazione della serie Le voyage extraordinaire, composta da ben dodici volumi, confermando la sua abilità nell’illustrare storie coinvolgenti e suggestive. Presso l’editore Glénat, ha prestato il suo talento alla collana dedicata a Mickey Mouse, firmando i disegni dei volumi Mickey et l’Océan perdu e Mickey et la Terre des Anciens, opere che hanno ottenuto apprezzamento e successo anche in Italia, oltre che nella loro terra d’origine.
La sua produzione più recente include l’opera fantascientifica Prima Spatia, che già ha conquistato il pubblico nonostante sia ancora inedita in Italia. Oltre alle sue opere principali, Silvio Camboni ha lasciato il segno in ambito fumettistico attraverso la creazione del personaggio Baby Legs in collaborazione con Bepi Vigna. Ha inoltre arricchito il mondo del fumetto con le sue illustrazioni per una storia del Bone di Jeff Smith. La sua versatilità e creatività hanno avuto un impatto significativo nella primavera del 2020, durante il lockdown pandemico, quando ha partecipato al progetto benefico COme VIte Distanti curato da ARF! Festival.
Parallelamente alla straordinaria carriera nel fumetto, Silvio Camboni ha svolto molteplici attività come architetto, giornalista, animatore, docente, curatore editoriale, autore e conduttore radiofonico e televisivo. Il suo contributo nel campo dell’animazione è stato davvero rilevante, avendo diretto il film Dopo trent’anni prima nel 2006 e i cortometraggi Mosca, W la neve e Santa Notte per l’Antoniano di Bologna e Rai Cinema. Inoltre, ha condiviso la sua passione e conoscenza nell’ambito della radio e della televisione sulle emittenti sarde Radiolina e Videolina, confermando il suo impegno costante nel mondo dell’arte e della comunicazione.
La prolifica carriera di Silvio Camboni non si è limitata al panorama italiano e francese, avendo pubblicato anche per importanti editori come Source/La Sirène, IDW Publishing ed Egmont. Il suo contributo eclettico e di grande impatto ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del fumetto e dell’arte in generale, confermando il suo talento poliedrico e la sua capacità di reinventarsi costantemente.
RIFERIMENTI
ARF! Festival del Fumetto – Edizione X Roma, 24/25/26 maggio 2024 c/o MATTATOIO – La Pelanda – Città dell’Altra Economia Piazza Orazio Giustiniani, 4 – 00153 Roma – Testaccio, Roma www.arfestival.it
Cari amici di DETTI E FUMETTI ci siamo, da oggi potete avere OLIVIA LA SALUTE E LA SICUREZZA RACCONTATA AI RAGAZZI,
Olivia, la salute e la sicurezza raccontata ai ragazzi è la terza stagione di MARTA, e nasce con l’intento di parlare di queste tematiche alla fascia dei ragazzi più grandi, prossimi ad entrare nel mondo del lavoro.
L’intuizione di coinvolgere un gruppo di esperti di sicurezza nasce dalla consapevolezza che oggigiorno il fumetto è divenuto un veicolo potente per trasferire cultura e nella fattispecie la cultura della sicurezza a tutte le fasce di età. Trattare temi come la sicurezza stradale, il junk food e altre tematiche di educazione civica con questo medium pensiamo valga per i più piccoli piu’ di mille ramanzine e raccomandazioni. Leggendo Marta o Salvo o ora Olivia, il lettore compirà quel percorso virtuoso che dal conoscere il pericolo, passa per il saper essere coscienzioso, per arrivare quindi a sentire i comportamenti corretti e sicuri come parte del proprio agire quotidiano. Un iter formativo vero e proprio in materia di salute e sicurezza, nel quale l’immedesimazione che avviene nel fumetto e il desiderio di emulare i suoi eroi, tipico della giovane età, completerà il percorso di consapevolezza che tutti auspichiamo.
Ci teniamo a ringraziare IL TEAM DI ESPERTI :Michele Rovida, Ivan Mainardi, Paola Favarano, Stefano Paglino, Elena Magno,Filippo Novelli,Vito Schiavone e Carla Mammone .
Ringraziamo anche chi nelle precedenti stagioni han fatto parte del TEAM MARTA: Alessandro Nanni, Veronica Bonanomi, Maria Grazia Apuzzo, Paolo Zambianchi, Stefano Pancari
TESTI del fumetto di Dario Santarsiero e Filippo Novelli
Disegni: Filippo Novelli
Contiamo di condividere il progetto tramite il terzo settore e i nostri amici sponsor in tutte le scuole di Italia. Se siete interessati a partecipare scrivete a filipponovelli.911i@gmail.com
INFO UTILI
Potete acquistare OLIVIA su AMAZON con un semplice click QUI
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 29 novembre 2023]
Cari amici di DETTI E FUMETTI oggi parleremo di B.B.King e della sua STAND BY ME.
B.B. King era un bluesman americano nato il 16 settembre 1925 a Itta Bena, Mississippi. È considerato uno dei più grandi chitarristi blues di tutti i tempi, ed è stato soprannominato “The King of the Blues”. King ha iniziato la sua carriera musicale negli anni ’40, e ha pubblicato oltre 50 album durante la sua carriera. Alcuni dei suoi brani più famosi includono “The Thrill Is Gone”, “Sweet Little Angel”, e “Stand By Me”. King ha vinto 15 Grammy Awards, ed è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1986. È morto il 14 maggio 2015 all’età di 89
La canzone “Stand By Me” è stata scritta nel 1961 da Ben E. King, Jerry Leiber, e Mike Stoller. È stata pubblicata come singolo nel 1961, e ha raggiunto la prima posizione nella classifica Billboard Hot 100. La canzone è stata utilizzata in numerosi film e programmi televisivi, tra cui “Stand By Me” (1986), “The Shawshank Redemption” (1994), e “The Simpsons” (1995).
“Stand By Me” di B.B. King è una canzone blues con un tempo di 12 battute. La canzone è in chiave di A minore, e il tempo è di 120 battiti al minuto. La struttura della canzone è semplice, con un ritornello che si ripete due volte dopo ogni strofa. Il testo della canzone parla dell’importanza dell’amicizia e del sostegno reciproco.
La chitarra di B.B. King è la parte più importante della canzone. King suona un riff blues semplice ma efficace, che è la base della canzone.
“Stand By Me” è una canzone classica che è stata reinterpretata da molti artisti diversi. La versione di B.B. King è una delle più apprezzate, e rimane ancora oggi una delle canzoni blues più famose di tutti i tempi.
“Stand By Me” parla dell’importanza dell’amicizia e del sostegno reciproco. Il cantante chiede a un amico di restare al suo fianco, anche nei momenti difficili. La canzone è un inno alla speranza e all’ottimismo, e trasmette il messaggio che non siamo mai soli, se abbiamo qualcuno che ci ama e ci sostiene.
“Storia di una canzone”, il progetto scritto a piu’ mani da un gruppo di amici musocosto, presto diventera’ un concept book fatto dalla raccolta di questi capitoli, da un fumetto e dai migliori arrangiamenti delle canzoni per orchestra. Finanziera’ il progetto della PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA, la young orchestra di Roma.
(Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -SEZIONE MUSICA – ARTICOLO DEL 16 8 23)
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