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CECILIA CANZIANI -Curatrice Roma a Portrait L’intervista di Willy per DETTI E FUMETTI

L’ intervista a Cecilia Canziani di Willy oggi la ascoltate facendo click QUI

Ascolta “INTERVISTA A CECILIA CANZIANI per DETTI E FUMETTI” .

BIO

Cecilia Canziani è una curatrice indipendente e docente presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. E’ co-fondatrice insieme a Ilaria Gianni del centro di ricerca sull’arte contemporanea IUNO e con Angelika Burtsher, Agnese Canziani e Daniele Lupo del progetto editoriale di libri d’artista per l’infanzia Les Cerises.
Tra i progetti indipendenti recenti: 2023: Roma, a portrait, Palazzo delle
Esposizioni, Roma; Una felice corsa, Fondazione del Monte di Bologna e
Ravenna, Bologna; 2022: Sara Basta. La prima madre, con C. Meli, Fondazione Pastificio Cerere, Roma; In metamorfosi, Marta Roberti. sZo Roma; 2021: Io dico io, Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, con Lara Conte e Paola Ugolini (2021), Anastasia Potemkina, MAXXI Aquila; La giusta misura, con Chiara Camoni, (2018- on going. Palazzo Bentivoglio, Bologna; Murate Art District Firenze; Società delle api, France, MOSTYN, UK; GAM, Torino); 2019: Autoritratto. Bettina Buck, Chiara Camoni (Murate Art District, Firenze; Shape, colour, taste, sound and smell. Adelaide Cioni /Guy Mees (p420, Bologna). Collabora regolarmente con Flash Art, suoi testi compaiono in cataloghi e
monografie.

[Dario SAntarsiero alias WillY per DETTI E FUMETTI – Sezione ARTE – articolo del 24.06.2023]

ARF 9 -CON IL CUORE

Filippo Novelli presenta il Reportage del Festival del fumetto di Roma, sul caleidoscopico mondo del fumetto a cura di DETTI E FUMETTI

“Nei miei disegni vi è una esplosione di colore che si fa messaggio e mezzo per richiamare l’attenzione del pubblico, superando il segno stesso. Utilizzo una atmosfera prospettica per dare anima ai miei personaggi il che ha in se qualcosa di rivoluzionario se siete abituati ai classici colori delle icone dei vostri eroi”. E’ cosi’ che Nicoletta Baldari, firma della copertina della nona edizione di ARF, ci introduce ai suoi disegni.

ARF, il Festival del fumetto di Roma, appuntamento obbligatorio per chi vive nella capitale (e non solo) quest’anno ci ha stupito piacevolmente per la scelta degli autori portati in mostra e per i  temi affrontati nei talk a vogliamo oggi dare ampio spazio. Temi, sempre in linea con l’attualità, sempre trasversali nella Cultura, sempre geniali nell’approfondire l’hype del momento: Zerocalcare che sfonda la quarta parete e si fa intervistare dai tiktoker e dai 2010; CAPAREZZA, la targa Tenco 2021 innamorata del fumetto; Lillo-Posaman che rivela le sue doti di fumettista; i personaggi delle fiction che si rivelano essere azzeccatissimi personaggi da fumetto come Raiz e Giacomo Giorgio di MARE FUORI. Sono tutti benzina del motore di questo ARF 9.

 Interessantissima la mostra del maestro Mattotti che ti permette di apprezzare la genesi delle tavole. Un vero e proprio salto nel tempo per tornare agli echi della metafica italiana dei due fratelli DE CHIRICO e SAVINO .Vi riportiamo alcuni capolavori affiancati ai loro bozzetti.

Dopo il tempo sospeso degli anni pandemici, la sfida per gli ARFER era grande:  tornare l’ARF degli anni d’oro 2018-19. Sapevano che non sarebbe stata una missione facile; il pubblico dimentica velocemente, oggigiorno l’offerta è sempre piu’ variegata e frammentata; le generazioni si susseguono, il pubblico si rinnova e tu devi ogni volta rincorrerlo e farti conoscere, farti notare in qualche modo. Ovviamente hanno accettato la sfida; hanno decuplicato l’offerta (mai organizzate tante mostre in una unica edizione). Insomma hanno affilato le loro armi migliori “Per offrire il meglio ARF di sempre” [cit. Fabrizio Verrocchi].

 

gli spazi della pelanda – Werther Dell’edera – Mostra su Arfio

Hanno innanzitutto riconquistato gli spazi della PELANDA, luogo perfetto per far esplodere le peculiarità dell’ARF e farne un unicum riconosciuto a livello nazionale. I feedback ed i numeri gli hanno dato ragione. Tenete conto che in una sola giornata hanno superato quelli della edizione precedente.

 

Cari lettori di DETTI E FUMETTI come promesso oggi vogliamo accompagnarvi all’interno di alcuni dei TALK più belli di questa edizione dell’ARF. Se avrete voglia di unire i puntini disegnati dalla mente dell’ARFER MAURO UZZEO, se vorrete interpretare la sua sceneggiatura del festival, allora sono sicuro che ne uscirete arricchiti e con le idee piu’ chiare sul MONDO DEL FUMETTO di oggi.

 Mauro e la sua squadra ha portato sul palco dei Talk la serie campione di incassi MARE FUORI [ panel dal titolo: ULTRAPOP: “COME FOSSE UN FUMETTO” – INCONTRO CON IL CAST DI MARE FUORI – (Intervengono: Ivan Silvestrini, Raiz, Giacomo Giorgio – Conducono: Mauro Uzzeo e Riccardo Corbò) ],

MARE FUORI è in onda su  RAI PLAY, e ha raggiunto un totale di 214 milioni di visualizzazioni con un numero incredibile di tempo speso pari a cica 89 milioni di ore. Con questi numeri ha scritto la storia della RAI  ed i suoi protagonisti verranno ricordati per sempre. Nel titolo il motivo di questo panel “come fosse un fumetto”.

Con il regista, Ivan Silvestrini, e due dei principali  protagonisti della serie, Giacomo Giorgio (Ciro Ricci) e Raiz – Gennaro della Volpe (Don Salvatore), è stata fatta una accurata analisi di MARE FUORI al fine di far emergere e apprezzare alla platea gli stilemi del fumetto che sono alla base della storia. La dissertazione sull’uso del colore nella caratterizzazione dei personaggi (ad ogni personaggio è abbianto un colore  correlato con il carattere) è stato uno dei passaggi che ho apprezzato di piu’.

Ivan ha fatto notare l’attento uso della palette: vestiti con delle tonalità marina per alcuni personaggi,  tonalità verde marrone per altri,  vestiti nella scala dei grigi per altri ancora; i protagonisti, i Ricci, che spiccano sugli altri personaggi per il colore dei  vestiti: bianco o nero con inserti oro.  Tutto è funzionale per distinguerli e fare loro delle vere e proprie icone.

Altro tema mutuato dal fumetto è stato quello del valore dato al ruolo del Villain (del cattivo); a tal proposito è stato chiesto il parere ai protagonisti del talk.

Giacomo: “Confesso di essermi ispirato per certi aspetti anche a Joker; ho trovato che interpretare un cattivo è molto più affascinante ed interessante che interpretare il buono. Il mio personaggio tuttavia non ha voluto  raccontare il male fine a se stesso, bensi’ far vedere il male come qualcosa che imprigiona l’uomo, che di base è  buono e fragile. Quando il protagonista muore questa verità emerge. Ciro si rivela un ragazzo indifeso e fragile che ha bisogno di suo padre, un padre purtroppo assente. Se disegni un personaggio di questo genere, ne fai un eroe perchè lo fai entrare in empatia con il pubblico. Si badi bene, Ciro si rivela essere ben diverso dallo psicopatico serial killer  che puo’ essere il Joker.  Spesso mi viene posta la domanda sul rischio della emulazione del cattivo/male. Io penso che il cinema deve essere scevro da qualunque tipo di rapporto nel sociale; non si può pensare al cinema come qualcosa di educativo. Il cinema è messa in scena, è Arte. Se ci facessimo questi problemi allora film come Il Padrino o Scarface non avremmo dovuto mai farli. Ed invece sono diventati  tutti grandi film che hanno fatto la storia del cinema; film con grandi cattivi il cui compito non è educare. L’importante è che tu regista o attore non inciti all’imitazione ma anzi spieghi, fai capire, che chi si comporta così poi fallisce, muore. Questo messaggio noi abbiamo cercato di darlo con Mare Fuori. Penso che invece la chiave vincente di Mare Fuori è che è un veicolo  per dare una educazione emotiva.

Per chiudere con una battuta sul falso problema della emulazione: visto il successo di don Matteo, se valesse questo principio il mondo sarebbe pieno di gente brava, buona e santa come lui, Voi li avete visti?

Un altro talk “sul pezzo” dopo Mare fuori è stato quello con Barbara Baraldi all suo esordio come nuova curatrice di Dylan Dog.  (panel: BARBARA BARALDI E LA QUINTA STAGIONE DI DYLAN DOG -Intervengono: Barbara Baraldi, Michele Masiero – Conducono: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo)

La prima domanda fatta a Barbara nasce da una curiosità che accomuna tutti noi: Quale è la prima cosa che hai fatto quando sei diventata curatrice di Dylan? “.

B.:Studiare chi aveva lavorato in questo stesso ambito prima di me. Io quando inizio a scrivere ho come metodo di lavoro il cercare delle persone che lo hanno fatto prima di me; in Italia per quel che riguarda l’horror  prima fra tutte abbiamo avuto Carolina Invernizio, soprannominata la casalinga di Voghera, nomignolo attribuitole per offenderla. Lei diceva che si era vendicata di questo nomignolo dei critici, facendo loro presente che le loro madri e le loro mogli leggevano i suoi scritti.

M.: E’ giustamente arrivato il tempo delle donne in posizioni apicali. Bonelli si è allineata al trend.

la Barbara Baraldi di Filippo Novelli

B.:In Bonelli mi hanno detto che mi hanno scelta perché in questi anni ho scritto buone storie; mi è piaciuta molto questa loro naturalezza nel dirmi che sono qui non per il mio genere ma per il lavoro che ho fatto. Io mi sento orgogliosa e carica di responsabilità. I miei lettori, nel complimentarsi per la notizia, mi hanno scrittouna bella frase che ricordo volentieri: “Spero che in quanto donna porterai delle cose sicuramente diverse in Dylan”.  Ebbene questo è uno divenuto uno dei miei principali obiettivi. Spero di portarlo a termine.

V.: Non hai scritto moltissimo in Dylan ma le tue storie hanno una  forte identità e si nota una forte conoscenza del personaggio; Dylan è considerata testata più femminile della Bonelli perché Dylan Dog è letto dalle donne, cercato dalle donne, voluto dalle donne; le donne trovano una sensibilità più affine a loro che non per altri personaggi di altre testate Bonelli. Tu che rapporto hai con il personaggio Dylan?

B.: Non sono mai stata innamorata di Dylan Dog, per me è sempre stato mio fratello. Io sono la più grande di quattro fratelli; ai piccoli spesso ho fatto da mamma; per i piu’ grandi sono stata la loro confidente.  Con Dylan è lo stesso. Lo considero uno di famiglia, un fratello. Il caso vuole poi che abbiamo molte cose in comune: infatti come lui soffro di claustrofobia, di vertigini, inizialmente avevo anche la fobia sociale… ora ce ne vuole per fermarmi quando inizio a parlare sul palco.

Vi confesso che ho sempre avuto una timidezza cronica; fino a poco tempo fa non sarei mai riuscita a parlare davanti alle persone. Questo per dire che leggendo Dylan ho trovato casa perché tutte le tematiche dilaniate erano mie; Posso elencarvene altre: l’invisibilità, il camminare ai margini mentre tutte le altre persone erano al centro e vivevano la vita vera (cosa che non facevo io).

Poi la scrittura mi ha riscattato, mi ha permesso di spaccare molti di questi muri che avevo tirato su. Riuscire piano piano a far vivere i miei personaggi mi ha consentito di  tirare fuori la mia voce;  e, come vi dicevo,  adesso si fa fatica a spegnermi. Oggi riesco ad esprimermi facilmente e questo, se vogliamo, lo devo a Dylan.

Diventare la curatrice del tuo beniamino è una cosa che fa tremare i polsi, pero’ la voglia di fare vince la paura. Quella voglia di fare che nasce dalla ossessione. Penso che l’ossessione sia la cosa che ci fa andare avanti nella vita. Quando davvero amiamo qualcosa le tue paure le superi.  

Ricordo quando ero adolescente;  in Dylan ho trovato tutto quello che amavo: vi  era l’orrore; c’erano le citazioni; c’era una scrittura che mi faceva provare davvero delle emozioni. Ecco vorrei che il lettore ritrovasse quello che ho trovato io nel nuovo Dylan che curerò. Il mio intento è riprendere il canone di Dylan.

Masiero: Dylan Dog nasce come fenomeno di massa molto importante; nel tempo ha risentito della della crisi generale del fumetto e della crisi dell’editoria. E’ diventato progressivamente sempre meno di massa; sul perchè ci sarebbe da fare un lungo ragionamento che inzia dalle edicole che spariscono e prosegue con i fenomeni generazionali, che non si agganciano piu’ come prima a personaggi del livello di Dylan; ma non è questa la sede. L’esigenza che sentivamo era quella di  rivitalizzare Dylan. Il nostro desiderio è riportare Dylan Dog a vivere le urgenze dei ragazzi di oggi.

Urgenze che hanno una accelerazione e sono molto diverse da quelle che intercettò Sclavi ai suoi tempi. Tuttavia  i “problemi” giovanili sono sempre gli stessi; non è che cambiato molto; è cambiato il modo di metterli in scena, questo si.  Ci siamo chiesti perché non provare a cercare una strada per far ritornare Dylan in mezzo ai giovani?

V.: Qual è il tuo rapporto con Tiziano Sclavi? Quanto ha contato per te? Sappiamo che Dylan ti ha formata e ti ha dato tantissimo; aver conosciuto Tiziano Sclavi in che modo pensi che abbia influito sulla persona che sei adesso?

B.: Ho un aneddoto che ce lo puo’ far capire.  Lucarelli  (lo scrittore) m’ha detto: “Quando racconti una cosa devi sempre avere un aneddoto” perchè l’aneddoto aiuta a capire. Tiziano mi volle conoscere dopo che scrissi la storia di Dylan: “Gli anni Selvaggi”. Era una storia delicata da trattare perchè toccava l’adolescenza di Dylan Dog, cosa mai fatta prima.  Andai a trovarlo a casa; lui viveva ai margini di un bosco in un paesino lontanissimo; mi venne a prendere la bibliotecaria della libreria nata grazie a una sua donazione. Mi disse: “Ti devo portare in un posto”, senza dirmi quale fosse (… era la casa di Tiziano). Il viaggio con lei sembrava una trama perfetta di un film horror. Dalla paura mi appiattii sul finestrino e pensai “Adesso mi ammazzano”. Ho finito il viaggio con la mano sulla portiera, pronta a saltare giu’ dall’automobile. Paranoia assoluta.

A sorpresa alla fine invece arrivai a casa di Tiziano. Mi accolse la moglie, lui e i sette bassotti. Quella fu la prima volta che lo conobbi. In quell’incontro non dissi quasi nulla dall’emozione,  sembrando una tipa molto misteriosa/educatissima.  Successivamente è nata la nostra lunga amicizia. Una volta all’anno ora vado a trovarlo nella casetta nel bosco e parliamo di libri, film (senza mai parlare di Dylan- salvo che lo chieda lui) .

Dovete sapere che i nuovi episodi di prossima uscita lui già li ha letti e sta contribuendo moltissimo con osservazioni e consigli. Questo credo che sarà un regalo per tutti noi; io da fan mi ci metto in mezzo.

Per tornare sui nostri obiettivi: vogliamo attrarre le giovani generazioni. Vi racconto come.

Già ho scritto cinque romanzi per ragazze; ho scritto una saga dark fantasy.  So cosa attrae i lettori giovani anche se sono consapevole che il genere Young Adult è il piu’ difficile da scrivere.

Devi avere rispetto per loro e non scrivere qualcosa da piccoli; i ragazzi hanno bisogno di essere portati via da qualcosa. Ad esempio nei miei racconti ho affrontato temi adulti come l’elaborazione del lutto. I giovani di oggi leggono molto i manga perché al loro interno si spinge  molto sull’acceleratore delle emozioni.

Nei  prossimi racconti cercheremo di inserire almeno una scena memorabile che vi faccia provare un brivido, o che sia onirica, vedremo. Voi ci direte se ci saremo riusciti.

Ci siamo dati una prospettiva nuova per l’immediato futuro. Portero’ quello che mi si muove dentro nella speranza che rispecchi il desiderio dei nostri lettori. Ci saranno tanti collaboratori a dare il loro contributo.

Ci metteremo a servizio non del mio gusto ma del gusto di Dylan. Come curatore cercherò di portare su tutte le storie nel rispetto del canone di Dylan.

Con questo non intendo dire che torneremo indietro al Dylan degli anni ottanta. Per quello già c’è l’Old Boy.

Fateci caso, i ragazzi di oggi vivono in un ambiente molto censurato (vedi YOUTUBE, i prodotti della Disney/Marvel) pertanto trovare un canale nuovo come il fumetto di Dylan in cui proporgli l’horror (horror come antidoto, direi) potrebbe essere la chiave vincente (molto piu’ vicina al manga per tematiche che non ai film disneyani).

L’incontro termina tra gli applausi.

A seguire un interessante talk che ci racconta la nuova frontiera del fumetto: il WECOMIC.  AI MIEI TEMPI QUA ERA TUTTO WEBCOMIC! [ intervengono: Giacomo Bevilacqua, Lorenzo Carucci (Jundo), Dario Sicchio e Lorenzo Magalotti (Tacotoon) – Conduce: Valeria Gobbato]

V. Facciamo un giro di tavolo e chiediamo agli ospiti di presentarsi. Iniziamo con Giacomo.

G.: Ho iniziato a disegnare Panda nel 2008. All’epoca c’ero io, Eriadan e pochi altri. Pensate che Zerocalcare è arrivato circa due anni dopo. Era un’epoca meravigliosa perché c’era ancora il Facebook dove i like delle persone (vere) contavano qualcosa. La gente ti metteva un like per il tuo disegno e tu facevi UAUH!. Adesso, nell’epoca dell’Algoritmo, anche se hai 6 milioni di like, ti arriva uno, quasi sempre un profilo fake o peggio una persona reale, solitamente uno che non ti conosce, che si prende la libertà di insultarti gratuitamente … e tu ci rimani malissimo…; ed è cosi’ che ti scordi gli altri 5,999 milioni like … e vai in paranoia. Bello eh?

V. Panda è nato su internet, figlio dello scroll verticale, quando le piattaforme ancora non esistevano; Lorenzo che cosa è successo con l’avvento delle piattaforme?

L.: Con le piattaforme è cambiato tutto. Ho fondato Jundo che per farvi capire, è una sorta di Netflix del fumetto digitale che contiene piu’ di 200 opere; queste possono essere webtoon (e poi vedremo magari un pò la differenza tra webcomic e webtoon) o webcomic, nazionali e internazionali. Abbiamo anche uno shop integrato dove è possibile acquistare i volumi cartacei di queste opere; lo scopo della nostra piattaforma è:  da un lato creare una sinergia totale tra cartaceo e digitale, dall’altro rompere quello schema dove cartaceo e digitale si sono visti molto in contrasto l’uno con l’altro, pensando erroneamente che il digitale va a mangiare il cartaceo oppure il cartaceo tiene indietro l’innovazione del digitale.

In realtà non c’è contrasto perchè  si creano due set molto fighi e molto diversi tra loro, dove il digitale e il cartaceo della stessa opera avranno proprio due dimensioni creative completamente indipendenti ma entrambe valide.   L’altra innovazione del MODELLO PIATTAFORMA è l’avere la linea original con il 100% dei profitti (esclusi i costi di produzione) che va all’autore. I profitti per la piattaforma infatti derivano dalle subscription: per accedere al catalogo bisogna pagare 2 € al mese (appunto il modello simil-NETFLIX). E’ questo il motivo per cui possiamo dare sui nostri original il 100% all’autore proprietario della propria opera.

In un momento storico in cui il nuovo autore fatica ad entrare nel mondo del fumetto, questa metodologia penso che  lo aiuti moltissimo. Non solo, gli autori hanno un feedback immediato, cosa che non è per nulla scontata con altri sistemi di promozione.

V.: Dario parlaci di te e di Tacotoon.

D.: ho iniziato a fruire del webcomic come lettore per poi arrivare ad esordire come autore. Ho vissuto l’epoca in cui i siti alla blogspot e Facebook  stavano iniziando a declinare.  Per intenderci i siti alla blogspost (estensione dei blog su piattaforma google) erano realizzati dagli autori  per far conoscere il proprio lavoro; delle vere e proprie pagine personali. Li si mettevano le proprie opere on line senza nessuna contezza del linguaggio del web. Noi autori avevamo solo coscienza del fatto che in quel modo i nostri lavori si potevano far leggere su internet. L’unica cosa che cambiava rispetto al cartaceo era il disporre le vignette in verticale per lo scroll. Usavamo Facebook per rimandare a queste pagine. Nulla di piu’.

Nel 2021 sono diventato line editor (coordinatore editoriale) delle produzioni originali di Tacotoon, che è un’app di fumetti a cui puoi accedere tramite browser. Ha un impianto leggermente diverso da quello di Jundo, nel senso che non ha un modello con sottoscrizione. Usa il pay-per-read (paga per leggere) . Ogni serie ha un primo capitolo gratis; poi se vuoi continuare a leggere, per sbloccare i capitoli successivi, bisogna pagare. I fumetti sono in formato webtoon; sono fatti per essere letti da smartphone o tablet ed offrono un’esperienza di lettura unica e performante. In tacotoon abbiamo tutta una serie di prodotti su licenza ma diamo anche una enorme attenzione alle produzioni originali, che sono uno dei prodotti di punta di Tacotoon.   

Se il webcomic è piu’ stile simil-scan (con l’impostazione tradizionale) da social (tipo Instgram),  nel  webtoon invece si inizia a identificare la infinite canvas, vale a dire si ha una lettura verticale infinita,  un ambiente narrativo diverso e con grande potenzialità. Il tutto è trasponibile in cartaceo.  Mi occupo infatti anche di line editing per quanto riguarda le produzioni italiane cartacee di edizioni BD che è la casa editrice madre da cui è nato il distaccamento digital che tacotoon. Se posso sintetizzare la differenza tra i due generi posso dire che: “ Ogni webtoon è un web comic; non tutti i web comic sono webtoon”.

Con lo scroll   (lo scorrimento verticale) che si ha nel webtoon possiamo creare una tensione; ad esempio creando una vignetta molto  lunga in cui più si scorre più scopriamo qualcosa fino ad avere una rivelazione finale; questa cosa nel fumetto cartaceo (che ha vignette affiancate e giustapposte) non è altrettanto efficace. Con il webtoon quindi c’è piu’ tensione  e siamo noi a decidere che cosa far comparire sullo schermo in quel determinato momento.

Dal punto di vista interazione casa editrice-autore, questo nuovo mezzo da a quest’ultimo molta più indipendenza. Non c’è piu’ quel rapporto ingessato con la casa editrice. Non si parla piu’ di minimo garantito, di avere un po’ piu’ royalty, o una tiratura maggiore, ecc.

Vorremmo concludere questo panel dando un po’ di numeri per far capire che è un medium valido; i lettori della piattaforma sono circa 100.000 in Italia e sono in aumento anno dopo anno.

Nuova giornata all’ARF e nuovo PANEL. Domenica mattina apre la sala talk l’incontro:  CALEIDOSCOPI DI LUCI, OMBRE, MACABRO E COLORE

Il panel recita cosi’: “Nicoletta Baldari, superstar del fumetto americano rappresenta il volto e il cuore di ARF! 2023, mentre Margherita Morotti incarna la sua anima più indipendente. Due fumettiste, due illustratrici, due autrici uniche dal talento straordinario raccontano il loro percorso e come, la loro arte, rappresenti perfettamente i loro moti interiori”. – Moderano: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo.

Mauro introduce il talk facendo presente che Baldari e Morotti in un modo o nell’altro rappresentano il volto dell’edizione di quest’anno di Arf. La prima ha realizzato il poster di ARF ed è presente al festival con

il Manifesto ARF 2023- di Nicoletta Baldari

una sua personale. Morotti rappresenta l’anima della SELF AREA e Arf ha preparato anche per lei una personale.

L’arf fin dal primo anno, spiega Mauro,  si è posto un obiettivo: quello di parlare di fumetto a 360 °; l’ARF è quel posto dove  Topolino e Corto Maltese sono posti allo stesso livello  senza alcuna distinzione; il linguaggio del fumetto è talmente vario e talmente ampio che non ci sembrava giusto focalizzarci solo su un determinato aspetto. Mauro conclude l’introduzione ringraziando Francesca Procopio, responsabile della Self Area, per aver contribuito a rafforzare questa idea  di  ricchezza delle potenzialità del fumetto e dell’illustrazione.  

Mauro con una serie di domande dirette e mirate ci da modo di conoscere meglio le due protagoniste di oggi.

La Nicoletta Baldari di Filippo Novelli

M.: Nicoletta chi sei e da dove vieni.

N.: Sono una fumettista e nasco come tale;  ho fatto anche delle illustrazioni e oggi lavoro con varie case editrici come: Disney, Marvel, DC, Bao, e altre.  Ogni tanto mi piace uscire fuori dagli schemi, evadere; ne sono un esempio alcuni lavori che ho portato in mostra  (vedi i disegni ad inizio articolo).

M.; E tu Margherita?

Mar.: Sono una freelance, lavoro dal 2011. Ho cominciato con l’autoproduzione e da allora ho lavorato per riviste e grandi marchi (Martini).  

M.: Guardando e visitando le vostre mostre,  ma anche vedendo il vostro percorso artistico,  la prima cosa che salta agli occhi è il diverso uso che fate del colore.  Nelle opere di Margherita troviamo una tensione tra il bianco e nero. E’ come se ci fosse una continua battaglia tra la luce e l’ombra. Invece guardando le opere di Nicoletta noto una esplosione emozionale di colori. E’ come se foste complementari l’una all’altra.  Approfondiamo meglio.  

Mar.: Per anni ho lavorato  solo  in bianco e nero perché non capisco bene i colori e non ho li ho mai  studiati in modo approfondito;  ho un difetto alla vista per cui non percepisco bene tutti i toni. L’uso del  bianco e nero mi ha permesso di capire subito (anche tramite grigi) dove andavano le profondità  e cosa volevo che funzionasse all’interno di una composizione senza dover pensare anche ai colori.

Il mio è un disegno molto di pancia dove linee sottilissime trattengono figure potenti. Uso la texture con la volontà di aggiungere dettagli senza dover far ricorso a molte ombre. Dal punto di vista della organizzazione della mia giornata di lavoro, io mi trattengo tutto dentro durante il giorno e poi la sera riverso sul foglio bianco le mie sensazioni. E’ quasi terapeutico.

N.: Ho iniziato ad usare questa “esplosione di colore nei miei disegni quando mi sono prefissa l’obiettivo che il colore fosse un vero e proprio mezzo espressivo di comunicazione. Avevo un disegno abbastanza forte, che pero’ era povero di inchiostrazione; c’era bisogno del colore. Il mio colore è tonale. Per meglio capire di cosa parlo facciamo l’esempio del mio Uomo Ragno. Lui non è piu’ blue, è viola. Uso il viola, un tono caldo, per ricreare l’atmosfera calda del tramonto. All’inizio la Marvel  aveva espresso dei grossi dubbi per come coloravo i suoi personaggi, perchè sai “i supereroi non si toccano”; tuttavia quando ho spiegato loro che la prospettiva atmosferica e la scelta dei colori  che utilizzavo erano importanti  e funzionali alla storia, allora si sono ricreduti ed hanno accettato l’Uomo Ragno viola. La successiva uscita del film  Spider-Verse ha sdoganato  definitivamente questo approccio. Oltre al colore ho voluto cambiare anche il fisico dell’Uomo Ragno; non volevo più che fosse muscoloso e ingessato; Peter era spiritoso, faceva acrobazie;  ho immaginato che dovesse essere molto agile e sempre in movimento;  quindi ho esaltato all’estremo la linea.  Mi sono detta: “Facciamo si che tutto sia  funzionale”. Anche l’uso della “sporcatura” nel tratto mi ha aiutato a sentire tutto piu’ vero, a donare freschezza al disegno. Essa crea empatia con con gli spettatori.

M.: E’ vero. E’ un po’ come nel cinema il respiro dell’operatore di macchina. Sapete oggi nel digitale ricreano questo effetto perchè piace e rende tutto meno artefatto e freddo.  

M.: Guardando le vostre opere un’altra cosa che salta all’occhio  è la differenza di approccio al disegno.

Molti dei lavori di Margherita rivendicano di essere analogici, materici, viscerali. Invece Nicoletta si vede che lavora totalmente in digitale.

Mar.: Lavorare in analogico  mi permette di capire meglio le proporzioni; con il digitale io faccio fatica e comunque anche quando provo ad andarci poi stampo e controllo su un foglio di carta se tutto funziona. Lavorare in digitale mi darebbe velocità, essendo io molto lenta, ma trovo molto meno senso di appartenenza. Quindi preferisco l’analogico.  Lo so che lavorare in analogico vuol dire sbagliare e non poter piu’ tornare indietro; tuttavia questo fatto significa per me solo che devo essere piu’ concentrata. L’analogico rende il mio lavoro piu’ immersivo anche se so che il digitale mi darebbe possibilità infinite.

M.: Te Nicoletta invece sei il caso opposto. Tutto digitale. Come mai? Ricordo quando ti sono venuto a trovare in studio ho notato una cosa:  ingrandivi l’illustrazione tipo un milione di volte e poi iniziavi a cesellare il disegno. Lo sai che solo gli alieni dotati di super retina si accorgeranno di quei particolari?  Parliamone.

N.: Ho iniziato a disegnare in cartaceo e con il solo inchiostro; tuttavia vedevo che questa tecnica non riusciva a darmi quello che io volevo.  Fu allora che inizia ad usare la tavoletta grafica; proprio per le sue immense possibilità. E’ stato molto divertente sperimentare dal punto di vista grafico. La mia è diventata non piu’ solo disegno/pittura bensi’ la  giustapposizione gioiosa di elementi.

Grazie al vantaggio dei tempi piu’ stretti di realizzazione che mi dava il digitale, ho potuto sperimentare molto e lo ho fatto in uno spazio illimitato che solo questo medium puo’ dare.  In esso posso sbagliare, ripetere e ripartire quante volte voglio. Questo è il mio approccio.

M.: Margherita, che differenza di approccio usi quando lavori per grandi brand come Martini e rispetto a quando fai cose per te, stile self. 

La Margherita Morotti di Filippo Novelli

Mar.: Ho capito negli anni che c’è qualcosa che funziona meglio per un progetto  (grandi committenti) rispetto ad un altro. Quando lavoro per grandi marchi divento una sorta di ghost artist  Solitamente questo tipo di lavori non li pubblico nemmeno, non li pubblicizzo.

M.: Tra il pubblico probabilmente c’è gente che vorrebbe essere voi. Potete raccontargli quale è il percorso che avete fatto per arrivare fin qui e che strada è bene intraprendere?

N.: Io fin da piccola volevo disegnare le principesse Disney; era il mio sogno da bambina.  ho coltivato questa passione e ho cercato di farla diventare un lavoro vero e proprio; a tale scopo sono andata a scuola di Comics. Dovete sapere che il lavoro del fumettista non è sempre facile. Ho ricevuto anch’io tanti no ma mi sono serviti  a crescere.  Il mio primo lavoro che feci era in bianco e nero e in stile  grottesco. E’ stato un trampolino per i successivi lavori.  Penso che se ti armi di determinazione e costanza, oltre che di tanta passione, riesci ad ottenere tutto.  

Alla Disney mi ha detto no due volte prima di prendermi a lavorare con loro. A pensarci ora  quei no sono stati fondamentali per la mia crescita. Quando me li diedero chiesi loro di farmi  capire dove non funzionava il mio disegno. Fortunatamente loro mi hanno aiutato a capire e, dopo due anni, quando mi sono ripresentata, hanno accettato il mio lavoro; dopo la Disney è arrivata la Marvel ( anche lei all’inzio mi ha dato il due di pikke). Insomma i fallimenti devono spronarvi a continuare ad andare avanti con determinazione.

In fondo facciamo il lavoro piu’ bello del mondo.  Saltando da un lavoro all’altro ho sviluppato quel mio stile che è diventato quello che conoscete; stile che ancora cambierà presuppongo, perche’ trovo bello cambiare; è bello studiare e studiando ci si evolve, si cambia.

Mar.: Infatti in questo lavoro non si arriva mai. In fondo l’artista ha questa peculiarità: mettersi sempre in discussione. Non fermarsi mai a fare sempre le stesse cose, a raccontare sempre le stesse cose.  

M.: E’ vero! immagina un regista che facesse sempre lo stesso film. E’ impensabile.  Margherita a te invece come è andata?

Mar.: Io ho cominciato ricopiando i manga e l’ho fatto fino dall’età delle medie. Mi sono trasferita a Milano e ho studiato illustrazione. Terminati gli studi avevo chiaro in testa che volevo fare l’illustratrice ma con un approccio che non fosse commerciale. Anche io ho ricevuto diversi no per i lavori che portavo ai miei committenti. All’inizio i miei disegni erano forse troppo complessi e poco leggibili nella composizione. Quando ho inziato ad usare il colore per alleggerire il tutto è andata meglio e sono arrivate le approvazioni e le nuove commissioni.

Proseguiamo il nostro racconto dalla sala talk, cuore dell’ARF, con quello che ritengo uno dei migliori panel anche perchè ci tocca da vicino a noi di DETTI E FUMETTI in qualità di blog che con passione prova a fare della divulgazione sul fumetto.

Il titolo del panel recita cosi’: “ I FUMETTI, SPIEGATI BENE. Da quando Vincenzo Mollica portò per primo le telecamere dei telegiornali della Rai a sbirciare dietro le quinte delle case editrici, all’esplosione dell’informazione fumettistica sul web grazie ai siti specializzati e ai social. Ne parliamo con i precursori della divulgazione e con chi, quotidianamente, ci racconta quel che accade nel mondo della Nona Arte.

Intervengono: Alucyel (Tiktoker, in collegamento), Riccardo Corbò (TG3, Utopia Comics Magazine), Kuro  (youtube/twitch), Luca Deejay (youtube/Instagram) – Andrea Gagliardi (blogger de LO SPAZIO BIANCO) -Moderano: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo

M.: Abbiamo parlato di chi i fumetti li fa, di chi i fumetti li legge. Oggi parleremo di chi li divulga e tenta di farli conoscere al piu’ vasto pubblico possibile, dando una panoramica la piu’ ampia possibile sui mezzi utilizzati.

Riccardo Corbo’ è stato il fondatore una delle prime fanzine italiane di fumetto, Utopia

Corbo’ è noto al pubblico di ARF perchè è stato il moderatore di molti dei nostri talk. E’ uno dei giornalisti di settore più noti e ci introdurrà un’altro grande giornalista che ha dedicato la sua vita al fumetto: Vincenzo Mollica. Oggi presenteremo con Riccardo alcuni reportage RAI storici di Mollica in cui si tratta il fumetto non tanto come notizia ma come un vero e proprio fenomeno sociale e sociologico.  Addirittura di fumetto come causa della depravazione della gioventù di allora.

R.: “Mollica è stato innovativo perchè è stato il primo giornalista di settore che ha parlato di autori e  li ha fatti conoscere al grande pubblico. Questo è stato un cambio di paradigma per l’epoca; ed è una rivoluzione ancora in atto non del tutto compiuta; lo dimostra il fatto tutti sanno chi è Topolino o Dylan Dog, pochi chi è il loro sceneggiatore.

Le interviste in TV di Mollica sono ancora valide a quasi quaranta anni di distanza. Viene da chiedersi quanti di noi produttori di contenuti  sono certi che tra quaranta anni tali contenuti abbiano ancora un valore?”.

A questo punto del panel si apre la storica  diatriba tra comunicazione del passato e quella presente. La domanda che ci si pone è: “Oggi è ancora possibile una comunicazione di massa condivisa e generazionalmente trasversale in stile RAI-Mollica? Le sue interviste le vedevano tutti, anche perchè la TV era l’unico mezzo visivo di comunicazione, mentre oggi i mezzi sono diventati molteplici, sempre piu’ specializzati e sempre piu’ di nicchia  (solo per citarne alcuni: YOUTUBE, TWITCH, TIK TOK, CLUBHOUSE, ecc) . Che battaglie affronterebbe oggi un Mollica tiktoker?

M.: Andrea, quest’anno il blog/portale Lo spazio bianco ha festeggiato i suoi ventuno anni.  Il portale ha cercato di dare un quotidiano aggiornamento sulla realtà fumettistica italiana ed internazionale. Dopo le fanzine cartacee degli anni ottanta si è passati al web di UTOPIA e poi ai portali come Lo spazio bianco. Ogni fanzine, blog, portale nasceva in quel tempo come una sorta di piccolo club (l’etimologia stessa di blog da la misura dell’approccio del medium usato. Blog infatti è una sorta di diario intimo e informale da far leggere ai tuoi amici); dove a noi redattori piaceva parlare di fumetto.

E’ una situazione quindi del tutto diversa dai programmi televisivi o dalle interiviste in TV. Quello che accadde successivamente sui canali youtube (a livello di possibilità di approfondimento di certe tematiche) è stata la diretta trasposizione dei blog e dei portali.  E’ cambiato il mezzo e con lui anche il pubblico.

Infine vi è stato l’avvento di Tik Tok che ha un approccio, se vogliamo, piu’ simile ai servizi giornalistici dei TG in TV, come loro infatti ha un tempo limitato, da 30-40-50 secondi; arrivi al massimo a 3 minuti; è pocchissimo tempo rispetto ai 30 minuti di un pezzo su youtube, dove si puo’ sviscerare un tema, approfondire. Spesso la formula degli elenchi, delle classifiche, dei “consigli” su tik tok è da un certo punto di vista limitata. Se ne deduce una “critica”, un giudizio superficiale del tipo da parte del divulgatore: “E’ bello per me” o   “A me piace”, e giu’ di li. Sono pareri o al massimo brevissime recensioni.

Poco tempo = poche informazioni.

Con questo non li voglio sminuire. Sottolineo che non è semplice avere successo come tik toker. Non è semplice avere una comunicazione veloce ed efficace. In poco tempo devi dare molte informazioni, precise, coincise e devi riuscire a coinvolgere l’ascoltatore, la tua cosidetta “community”.  Ci riesci se sai cogliere quella cosa importante di quel determinato  fumetto.

Interessante è anche sottolineare le differenze che vi sono tra il pubblico televisivo e il pubblico di youtube o dei social in generale. Mentre il primo è in ascolto passivo, il secondo invece interagisce con te. Youtube da questo punto di vista è piu’ “democratico” come medium. Inoltre mentre Mollica era uno. Oggi ci sono tanti youtuber, tanti tiktoker . La concorrenza è fortissima.

Ascoltare uno youtuber che ti parla di un fumetto è come entrare in una fumetteria e chiedere dei consigli su cosa leggere. E’ un rapporto piu’ diretto e intimo.

Il rischio di mancanza di approfondimento, il rischio di scadere nel dilettantismo ovviamente c’è. E’ dietro l’angolo; non lo si può negare.

Non si ha più la garanzia di poter ascoltare un esperto che divulga alla Mollica.

Questo problema nasce dalla disponibilità del medium. Grazie ad esso tutti possono parlare di tutto e dare un loro parere. Parere che è  soggettivo. E’ insito nella natura del nuovo media.

Stà poi nelle capacità  e nella intelligenza dello youtuber che ha la “pretesa” di approfondire, scegliere  di affidarsi ad esperti per parlare di determinati temi (magari intervistandoli).

Se sei bravo Youtube ti da modo anche di creare una sorta di piccoli documentari, di inchieste fruibili da tutti.

Per la sua facilità d’uso ed immediatezza, Youtube ti da la possibilità di mantenere la tua spontaneità (dipende dal taglio che vuoi dare) e quindi volendo ci sta  anche una certa amatorialità nel fare un pezzo. Cosa che ha i suoi pregi (come quello di entrare in stretto contatto con il tuo pubblico- cosa che con la TV non accadeva) e i suoi difetti (il rischio di essere superficiale è sempre dietro l’angolo e si contrappone al rigore giornalistico di ieri come di oggi).

R.: Serve secondo me a questo punto fare una riflessione, sia sulla divulgazione, sia sui mezzi che si usano, sia su cosa si vuole divulgare.

Ci siamo mai domandati veramente cosa vuol dire fare divulgazione? Vuol forse dire creare una conoscenza comune? E se si, il fumetto è un tema condivisibile? Può essere posto sullo stesso piano del:

– calcio

-dell’amore per la pizza

 -della musica

 La domanda è retorica e la risposta è no.

Inoltre la trasformazione della divulgazione è figlia dell’aumento dei modi di comunicare.

Quando ce ne era uno solo, la televisione di Mollica, qualcosa spostava. Anche il fumetto.

Oggi è tutto cambiato. I giovani la televisione nemmeno la guardano piu’. Vi è un pubblico per ogni media. Un media è piu’ efficace di un altro nel promuovere un determinato tema/oggetto/settore.

M.: Concordo e per farmi meglio capire faccio un esempio sulla quella che è stata la  mia scelta del mezzo per fare divulgazione e su quale ho trovato piu’ adatto per un mio prodotto. Io sono autore di un fumetto. Fare un passaggio sul canale youtube di Dario Moccia per promuovere il mio libro “il confine” mi ha aiutato molto di piu’ che non un servizio di qualche minuto in televisione. Buona divulgazione oggi significa parlare a pochi interessantissimi piuttosto che a tanti “distratti” e poco interessati.

Ritengo che forse a questo punto oggi è meglio avere pochi ma buoni lettori (interessati) -che quindi ci comprano (vedi il caso delle Variant)-  piuttosto che numeri piu alti di indifferenti.

R,: Il rischio tuttavia è che diventino sempre meno anche se sempre piu’ interessati è dietro l’angolo. Alla fine ti trovi a parlare con 100 persone, che, credo, che commercialmente forse è un obiettivo fallimentare.

M.: ok, però questo ragionamento va anche contestualizzato rispetto alla quantità di offerta del mercato. Facciamo l’esempio dei Manga. Ne escono moltissimi. Dal punto di vista del divulgatore è impensabile pensare di “fare la critica” ad ogni episodio. D’altro canto dal punto di vista del lettore è difficilissimo orientarsi.

Dove è che la domanda incontra l’offerta? al lettore piace (o forse deve accontentarsi) avere anche poche notizie su tutto cio’ che lo incuriosisce; il tiktoker gliele da nel giusto modo  (o come forse come puo’) condendo il tutto con tanta passione, intimità, vicinanza. Questo connubbio funziona visti i follower che hanno alcuni tiktoker.

R.: Ok, comprendo e alla fine dei conti sono contento che ci sia tanto “cuore” da parte di tutti coloro che sono intervenuti e fanno divulgazione di fumetto; anche io ci metto il mio, ormai un cuore cinico, ma ci sta.

Ne traggo questa conclusione: La verità è che viviamo in un mondo in movimento dove le forme cambiano. Sono sicuro che se ripetiamo questo talk tra un anno, ci sarà un nuovo medium per divulgare il fumetto. Quello che è certo è che la passione ci deve guidare;  bisogna creare un rapporto fiduciario con il lettore/ascoltatore/follower; è pur vero che rimango della mia idea:  c’è divulgazione e divulgazione; la gente vuole farsi consigliare ma deve aver ben chiaro chi è che la sta “consigliando” in termini di competenza altrimenti tutto scade nella superficialità e nella amatorialità e a rimetterci è tutto il mondo del fumetto sia gli autori che i consumatori.  

M.: E’ vero quello che dici, te lo riconosco. Da autore è molto bello parlare con persone (i divulgatori) che ne sanno e allo stesso tempo è molto triste parlare con persone non hanno minimamente idea di tu sia. Tutto ciò danneggia il mondo del fumetto e anche e soprattutto il lettore/ascoltarore/follower. Quindi mi raccomando parlate di fumetto ma con “cura e attenzione”.

Ci uniamo all’appello di Mauro e Riccardo e ,nella speranza di aver dato un contributo con questo reportage sul Festival ci diamo l’appuntamento ad ARF X nel 2024. Buon fumetto a tutti.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – articolo del 16 maggio 2023]

SALVO E L’ABUSO DEI VIDEOGIOCHI

Amici di DETTI E FUMETTI siamo arrivati al quarto episodio di SALVO, un fumetto disegnato per raccontare la sicurezza alle ragazze ed ai ragazzi. Tema TOP di oggi l’abuso dei videogiochi, una dipendenza subdola perchè intangibile e difficile da fronteggiare da parte dei genitori. Diceva un famoso samurai: La prima cosa da fare per sconfiggere il tuo nemico è conoscerlo. Approfonidiamo allora questa dipendenza e proviamo a combatterla.

Lo sapevate che esistono QUATTRO CYBER DIPENDENZE apparentemente simili ma con effetti dei piu’ svariati?

  1. da internet/ smartophone
  2. dalla TV/dai videosocial
  3. dai videogiochi
  4. dipendenza dal gioco d’azzardo

Di questi temi oe di come gestirli parleremo nel prossimo fumetto SALVO. Per il momento potete acquistare MARTA

e leggere una anticipazione che vi proponiamo di seguito. Buona lettura

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – Sezione FUMETTO – Articolo del 21 Febbraio 2023]

SALVO e le cinture di sicurezza – episodio 3

Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al terzo episodio di SALVO, la seconda stagione di MARTA, il fumetto didattico che racconta la salute e la sicurezza alle ragazze e ai ragazzi accendendo in loro la curiosità su alcuni argomenti cardine per la loro sicurezza. Strumenti che gli tornano utili nella vita di tutti i giorni. Strumenti che noi adulti possiamo usare da leva negli incontri sul tema salute e sicurezza ma anche semplicemente nei momenti di confronto con loro durante la vita di tutti i giorni.

Argomento principe per chi inzia ad utilizzare la fatidica MINI CAR o semplicemente esce con gli amici e si siede accanto o dietro in auto è LA CINTURA DI SICUREZZA.

Quanto è importante? perchè dobbiamo indossarla? queste e tante altre domande che stimoleranno la loro curiosità e si imprimeranno nella loro testa le troverete nel prossimo FUMETTO in uscita in questi prossimi mesi; nel frattempo in anteprima una pagina a tema del fumetto SALVO. buona lettura.

prima pero’ potete acquistare il FUmetto della prima stagione QUI e prenotare SALVO scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 13 febbraio 2023]

SALVO, la seconda stagione di MARTA – il fumetto didattico che racconta la salute e sicurezza ai giovani- Episodio 1 – SALVO e i PERCORSI

Cari lettori di DETTI E FUMETTI dopo il successo di MARTA inauguriamo oggi la seconda stagione del fumetto didattico che racconta la salute e la sicurezza ai giovani: SALVO.

Per coloro che non conoscono il progetto MARTA ecco la sua breve storia.

il progetto MARTA prodotto da DETTI E FUMETTI e OSVY PROJECT nasce nel 2020 come declinazione per i bambini di una serie di fumetti didattici da me prodotti nell’arco degli anni 2001-2005 che avevano lo scopo di rendere gli argomenti dei corsi della salute e sicurezza, tenuti al POLIMI ( Politecnico di Milano), piu’ accattivanti.

Lo scopo era quello di preparare al mondo del lavoro i bambini che altro non sono se non i lavoratori del futuro e dare loro uno strumento per un approccio differente alla educazione civica e alla salute tramite il medium fresco e semplice del fumetto.

All’interno del blog DETTI E FUMETTI pertanto furono pubblicati una serie di episodi di MARTA a partire dal 2020 ed ebbero un gran riscontro di pubblico.

Nel 2022, visto il successo del fumetto, decisi di realizzarne una raccolta arricchendola di una serie di schede di approfondimento sui temi che erano stati trattati. Per produrre un fumetto che fosse semplice ma nello stesso tempo con contenuti di alto livello, chiamai a raccolta una serie di esperti del settore. Venne creato il TEAM MARTA con cui ad agosto di quello stesso anno riuscimmo a pubblicare il fumetto.

(lo puoi acquistare facendo click QUI).

Associazioni, scuole, case editrici ci contattarono per poterlo utilizzare come strumento originale e innovativo di insegnamento per i bambini.

Alcuni pensarono di darlo come regalo ai loro lavoratori in modo che in famiglia si potessero trattare certe particolari tematiche; altri proposero di inserirlo come allegato di testi scolatisci di educazione civica. Alcune scuole chiesero di proporlo come piccolo manuale nelle giornate dedicate alla sicurezza (Le prove di evacuazione sono obbligatorie delle scuole e chiamano a raccolta tutti gli alunni della suola 2 volte all’anno).

Tra tutte le richieste che ci arrivarono quella piu’ simolante e interessante venne fatta da alcune associazioni: replicare il nostro fumetto (MARTA è adatto ad un pubblico di 9-12 anni- scuole medie) anche per ragazzi piu’ grandi.

Abbiamo aderito a questa bellissma richiesta ed abbiamo disegnato SALVO e OLIVIA, che sono rispettivamente il fratello e la sorella di MARTA.

SALVO è un liceale e quindi il suo fumetto sarà adatto alla fascia di età (14-18), mentre OLIVIA è una studentessa universitaria (fascia 18-24) e grazie a lei tratteremo argomenti piu’ maturi .

SALVO – I COMPORTAMENTI DEGLI ADOLESCENTI

Molte erano le tematiche che avremmo voluto affrontare per questa fascia di età, una eta’ di mezzo tra la fanciullezza e la maturità, in cui la voglia di libertà ed indipendenza ti spinge ad essere spesso poco attento nell’affrontare i pericoli perchè spesso non si riflette sulle conseguenze.

Se immagino un giovane la prima cosa che mi viene in mente è la strada che sta percorrendo verso il futuro. Ecco perche il primo tema che ho voluto trattare con l’aiuto del TEAM MARTA è come affrontare un percorso: i percorsi, i camminamenti, le vie di fuga in caso di pericolo.

SALVO EPISODIO 1 – OSTACOLI, VIA DI FUGA, CAMMINAMENTI

Per capire meglio cosa intendiamo per ostacoli facciamo un esempio che ci è familiare come quello dello spostamento dalla vostra classe alla palestra: cosa dovete fare insieme al vostro insegnante per essere sicuri?

·Verificare la presenza di un percorso sicuro, senza ostacoli e protetto verso la palestra;

·Valutare qual’è il percorso più idoneo/sicuro da percorrere per accedere alla palestra;

-Verificare la presenza eventuale di interferenza con altre persone che non fanno parte della vostra classe ma che sono comunque presenti lungo il percorso che dovrete percorrere (potrebbero essere dei tecnici/operai che stanno facendo dei lavori, dei bidelli o anche altre classi.

A cosa devo stare attento quando entro per la prima volta in un luogo chiuso? quali segnali devo osservare? ci sono delle segnalazioni acustiche

Di questo e di tanti altri temi parleremo nell’approfondimento che sarà presto pubblicato nel fumetto di SALVO. per ora leggiamo insieme la prima pagina del suo fumetto.

Potete leggere MARTA acquistandolo QUI e potete fare il preordine di SALVO scrivendo alla mail filipponovelli.911i@gmail.com.

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 31 gennaio 2023]

MARTA, IL PRIMO FUMETTO SULLA SALUTE E SICUREZZA DEDICATO AI BAMBINI. INTERVISTA a MICHELE ROVIDA e FILIPPO NOVELLI a cura di DARIO SANTARSIERO

Ciao lettori di DETTI E FUMETTI oggi è un grande giorno per noi redattori del blog e vogliamo condividere questo evento con tutti voi.

Pubblichiamo un libro facente parte di un ambizioso progetto corale a cui abbiamo lavorato per piu’ di un anno: MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini.

Copertina di Filippo Novelli

Insieme a Filippo Novelli e anche grazie ai consigli del nostro musicologo (sia nella vita e nei nostri fumetti basti pensare a LA STORIA DEL ROCK di STEO ) Stefano STEO Pancari

copertina di FILIPPO NOVELLI

abbiamo sceneggiato e scritto i testi di MARTA, una bambina peperina e vivace che salva i suoi amici dai mille pericoli in cui si cacciano quotidianamente.

Filippo, Michele ed io abbiamo letteralmente trascinato Stefano in questo progetto, facendogli recitare il ruolo del papà di MARTA, e facendogli fare il mestiere che lui realmente fa nella vita: l’esperto della salute e sicurezza.

A Filippo ho chiesto anche di disegnare le avventure della piccola Marta con uno stile semplice e colorato che arrivasse diretto ai nostri piccoli lettori.

Oggi mi voglio far raccontare direttamente da lui e dal nostro ambassador Michele MIRO’ Rovida come e perché e nato il progetto e in che modo è stata costituita la squadra del TEAM MARTA, che ci ha consentito di creare questo concept unico ed innovativo che è il libro MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini, il primo Fumetto “ragionato” sulla salute e sicurezza

W.: per ospitalità iniziamo con Michele Miro’ Rovida. Michele come e perché sei entrato in questo originale progetto?

M.: Sono amico di Filippo da più di vent’anni (21 per l’esattezza) e le piu’ grandi risate ricordo ce le siamo fatte quando lui disegnava le peripezie dei nostri colleghi ed io le commentavo direttamente sul mega schermo della conferenze, la sera al termine del lavoro ( ci siamo conosciuti sulla TOrino Milano, in cantiere). Ricordo una sera che si era sparsa la voce raggiungemmo un pubblico di 300 persone, praticamente un TED sulla sicurezza in cantiere.. esperienza da ripetere ci dicemmo.

Copertina di Filippo Novelli

Ebbene quando, dopo il fumetto OSVY FIGHT COVID ( fumetto per la raccolta di fondi per la protezione civile, a cui collaborai scrivendo le buone pratiche da tenere durante il lockdown) mi propose MARTA, accettai con grande entusiasmo.

W. : che ruolo hai avuto nel progetto MARTA? Raccontaci.

M.: Il mio ruolo, oltre che scrivere delle schede di approfondimento da affiancare al fumetto di Filippo, è stato quello di creare una squadra di esperti, dinamica e multi-competente, il famoso TEAM MARTA. Hai presente come nei migliori film di avventura o della MARVEL ( tanto per ricordare che stiamo parlando a dei nerd) c’è Nick Fury che recluta i supereroi .. ecco io ho svolto questo ruolo, tale e quale. Con loro abbiamo scritto le schede di approfondimento con un linguaggio adatto al nostro pubblico.

W. Penso che abbiate fatto un grande lavoro, non era facile. Questi argomenti non erano mai stati portati ai giovani e questo è stato un grande errore perché in fondo sono i lavoratori di domani. Uscire dalla scuola senza alcuna idea è un grande danno che gli facciamo. Spero che i formatori, gli educatori, i presidi capiscano l’importanza di questo “STRUMENTO” che è MARTA e lo utilizzino al meglio.

M. E’ esattamente questo il fine. Trattare temi come la sicurezza stradale, il junk food e altre tematiche di educazione civica con il FUMETTO Filippo ed io, pensiamo valga di piu’ di mille ramanzine e raccomandazioni. Leggendo Marta il piccolo lettore compirà quel percorso virtuoso che dal conoscere il pericolo, passa per il saper essere coscienzioso, per arrivare quindi a sentire i comportamenti corretti e sicuri come parte del proprio agire quotidiano. Un iter formativo vero e proprio in materia di salute e sicurezza, nel quale l’immedesimazione che avviene nel fumetto e il desiderio di emulare i suoi eroi, tipico della giovane età, completerà il percorso di consapevolezza che tutti auspichiamo.

W. : Ottimo ma ora devi presentarci la quadra e il progetto nella sua completezza perché’ non tutti sanno che non ci si fermerà a MARTA.

M.: Inizio dalla seconda domanda. Marta avrà un seguito. Sarà una serie come piace dire oggi. Narreremo delle avventure di tutta la famiglia. Marta ha infatti un fratello, Salvo, il mediano, che fa il liceo e una sorella piu’ grande che è all’università. Questo perché desideriamo raggiungere tutti gli studenti di tutti i livelli scolastici: dalle medie al liceo fino all’università. Vedrete, anche lo stile di disegno di Filippo si adatterà. Ma non voglio anticiparvi altro. C’è tempo. Ora è tempo di MARTA. Veniamo ai nostri amici del TEAM MARTA. Filippo ed io vogliamo farli diventare 101, sia perché siamo dalmata sia perché i nuovi episodi che stiamo realizzando sono altrettanti.

Il TEAM come detto sopra è composto da esperti di settore di altissimo livello, nel ringraziarli uno ad uno vi lascio il link ai loro profili così potrete conoscerli meglio.

Grazie a:

PAOLA FAVARANO,

VERONICA BONANOMI

MARIA GRAZIA APUZZO

IVAN MAINARDI

VITO SCHIAVONE

PAOLO ZAMBIANCHI

ALESSANDRO NANNI

STEFANO PANCARI

MICHELE ROVIDA

W.: Filippo veniamo a te. Una domanda in una parola: MARTA, perchè?

F.: Perché MARTA è il mio IKIGAI, la mia ragione di vita! provo a descrivertelo meglio:

Nel mio IKIGAI, all’incrocio di quello che amo fare (disegnare) e quello per cui mi danno lo stipendio, il saper spiegare vi è la mia PASSIONE

All’incrocio tra quello che amo fare e quello che penso i ragazzi hanno bisogno ( essere informati sulla salute e sicurezza fin da subito) c’è la mia MISSIONE

All’incrocio tra quello in cui sono bravo e quello che oggi ha mercato ( la gente potrebbe pagare per averlo) vi è la mia

Infine all’incrocio tra quello che va bene nel mercato e quello di cui i ragazzi hanno bisogno c’è la mia VOCAZIONE

MARTA è esattamente nel mezzo: tra la PASSIONE, la MISSIONE, la PROFESSIONE e la VOCAZIONE.

Sono stato fortunato nel trovare queste ragazze e ragazzi del TEAM MARTA che mi hanno permesso di realizzare questa idea che mi portavo dietro da venti anni. Ho trovato persone che si sono volute impegnare nel sociale realizzando questo fumetto didattico; persone che hanno una dote comune che io apprezzo moltissimo: essere nate con una missione secondo la quale « non c’è esercizio migliore per il cuore che stendere la mano ed aiutare gli altri ad alzarsi».

W.: Grazie Michele e Filippo. Cari lettori di DETTI E FUMETTI trovate il libro MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini su AMAZON sia in versione E-BOOK che CARTACEA

facendo click QUI

Mi raccomando prendete il libro per i vostri figli, nipoti, amici e lasciate le vostre recensioni e scrivete nei commenti a questo articolo il vostro parere, ci interessa molto.

Ricordo che per i formatori e gli addetti del settore, le società specializzate, ecc., MARTA è prenotabile anche in una versione BRANDIZZATA con il logo della vostra società.

Potete prenotare la versione brandizzata scrivendo alla mail: filipponovelli.911i@gmail.com

A presto con il nuovo numero della serie!

[Dario WILLY Santarsiero per DETTI E FUMETTI -sezione FUMETTO – articolo del 8 agosto 2022]

PRO PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA -IL PROGETTO DELLA YOUNG ORCHESTRA

Cari lettori di DETTI E FUMETTI iniziamo oggi il racconto dell’avventura della PRO, Pursue Respighi Orchestra, la Young Orchestra autogestita e fondata dagli alunni della scuola media sezione musicale Respighi di Roma.

Giorno dopo giorno vi racconteremo del loro entusiasmante progetto di mantenere viva la loro Orchestra, al di la della sua naturale scadenza del ciclo del triennio delle medie e della loro volontà di organizzare un concerto nell’arco di un anno dalla loro fondazione.

Grazie a questo blog vi sarà anche un momento di approfondimento tecnico. Scriveremo infatti di come organizzeranno le prove, le registrazioni e di come prepareranno il grande concerto finale. Ma non solo: capiremo insieme come e perchè sceglieranno i brani del repertorio, come scriveranno le partiture, come effettueranno – cosa interessantissima – la Instrumental Rotation (l’alternanza nell’imparare e suonare nuovi strumenti); sarà interessante osservare anche come avverrà l’integrazione di nuovi elementi nell’orchestra stessa. L’orchestra parte infatti dalla aggregazione di quattro sezioni: pianoforti, flauti, chitarre e violini.

Sarà molto interessante vedere come si innesteranno altri nuovi strumenti a partire dalla sezione “elettrificata” di batteria elettronica, basso, chitarra elettrica e sintetizzatori.

RESPIGHI OFF

Ogni Orchestra ha bisogno di grandi spazi per le prove, per le registrazioni e per i concerti. la PRO ha tre “residenze”, i RESPIGHI OFF (OFF perchè sono una sorta di spin off della Residenza Madre che è la loro ex scuola RESPIGHI).

Esempio di SALA PROVE per la MUSICA d’Orchestra

Ogni Residenza ha uno scopo diverso:

RESPIGHI OFF-SALA 1: per effettuare le prove della intera orchestra e i concerti.

RESPIGHI OFF – SALA 2: per effettuare le prove delle varie sezioni ( fiati, archi, chitarre e sezioni ritmica)

RESPIGHI OFF – SALA 3: per effettuare le registrazioni.

Al momento sono state già definite 2 su 3 nel quartiere d’origine della Residenza Madre ( la Scuola):

L’orchestra vivendo le Residenze – RESPIGHI OFF diventa un vero e proprio Esperimento Sociale Culturale di Quartiere, creando una sinergia con le scuole ed i teatri di zona, oltre che per l’indotto – i negozi specializzati come LIBRERIE E NEGOZI DI MUSICA inclusi- con i luoghi culturali della zona.

Nelle Respighi-off la nostra Young Orchestra (sebbene ha nelle sue premesse fondative l’autogestione) avrà anche la possibilità di essere affiancata da maestri di musica che aiuteranno le ragazze/i nel progresso della loro tecnica musicale, nella registrazione dei brani ed infine alla preparazione dei concerti.

L’orchestra, si è prefissa anche l’obiettivo di crescere in numero; a tal fine effettuerà delle vere e proprie Audition ogni settembre per far entrare sempre nuovi elementi.

IL SIGNIFICATO DEL NOME E DELL’ ACRONIMO

La PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA ha nel nome la sua mission, vale a dire la volontà di proseguire (PURSUE significa CHE PROSEGUE) a vivere e suonare oltre il suo naturale fine ciclo, per non cadere nell’errore delle precedenti classi di disperdere le competenze ottenute in tre anni di studio; L’obiettivo fondante è al tempo stesso quello di non disperdere quel senso di appartenenza, di amicizia e legame che la passione per la musica ha creato in questi tre anni vissuti insieme.

Da qui il grande valore sociale e culturale insito nel progetto della nostra young che la rende un esperimento unico ed originale nel quartiere ( mai in passato la Respighi aveva generato un gruppo che le desse continuità).

PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA ha deciso di chiamrsi così anche perchè PRO è un acronimo che, nella sua semplicità e brevità funziona bene e significa molto per le ragazze/i dell’orchestra. Vi raccontiamo perchè:

PRO che posto davanti ad un verbo significa ESTENDERE, PROSEGUIRE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO (progredire, proseguire, promuovere)

PRO del “buon pro ti faccia, che ti giovi, che ti sia utile” perchè questa esperienza sia utile alle ragazze/i per il loro futuro.

PRO del “quid pro quo”, cioè in un altro luogo, perchè l’orchestra è stata rifondata in un luogo diverso da quello della sua origine , cioè la scuola.

PRO del prosit, atto del brindisi nato nella antica Grecia come usanza di riunirsi per declamare discorsi o canzoni o musiche in forma improvvisata.

PRO dall’inglese professional come locuzione da affiancare ad una attività per indicare professionale, con esperienza, in quanto è una orchestra che, se pur giovane, ha già tre anni di studio alle spalle.

LA PROGETTAZIONE DEL LOGO E DELLE DIVISE DELL’ORCHESTRA

La YOung Orchestra ha studiato ogni particolare della sua costituzione. Non poteva mancare il logo. Si è voluti partire dal logo originario della ORCHESTRA RESPIGHI a cui le ragazze/i erano tanto legati (in cui compaiono giustapposti i 4 strumenti dell’orchestra originaria)

LOGO ORCHESTRA RESPIGHI

La costruzione del nuovo logo si è ottenuta aggiungendo tridimensionalità e l’acronimo PRO e mantenendo i 4 strumenti fondativi: Piano, Violino, Flauto e Chitarra. Inoltre si è cercato un simbolo che rappresentasse l’unione del gruppo.

L’abbiamo trovata studiando Le dieci calligrafie di Norio Nagayama: L’immagine del cerchio rappresenta la prima delle stazioni che l’uomo deve percorrere per diventare unità.

Il cerchio è la O di Orchestra che si ripete e moltiplica per diventare il cerchio della P PURSUE e della R di RESPIGHI cosi’ da formare l’acronimo PRO.

Dalle lettere partono le scie dei 4 strumenti che disegnano il logo della nostra Young Orchestra PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA.

LOGO PRO REALIZZATO
DA FILIPPO NOVELLI
(WHITE VERSION)
LOGO PRO REALIZZATO
DA FILIPPO NOVELLI
(BLACK VERSION)

L’AVVENTURA DELLA PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA E LO STORYTELLING DI DETTI E FUMETTI

Il format che creeremo per seguire l’avventura della Orchestra PRO avrà un taglio nuovo anche per chi ci leggerà; fin dal primo incontro della YOUNG ORCHESTRA PRO infatti pubblicheremo delle schede di approfondimento alla nostra maniera, ossia arricchendole con un fumetto.

Racconteranno sia il brano del repertorio dell’orchestra, sia la vita e il contesto storico in cui ha vissuto l’autore del brano. Questo racconto farà da introduzione alla trascrizione e distribuzione delle partiture della orchestra che vi metteremo a disposizione in fondo all’articolo. il progetto si chiama: LA STORIA DI UNA CANZONE

Riuniremo tutti gli articoli prodotti in un libro concept fatto da fumetto + scheda di approfondimento + spartiti, interessante per gli appassionati di musica ma anche per tutti i curiosi.

Non vi resta che entrare a far parte del nostro gruppo di lettori rimanendo in attesa della prima puntata delle avventure delle PRO e della STORIA DI UNA CANZONE.

Buon … ascolto!

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – Sezione Musica – articolo del 10 giugno 2022]

RITORNO A ROMICS (2022). LA PREMIAZIONE DI YI YANG e LA PRESENTAZIONE di LORENZA DI SEPIO (SIMPLE & MADAMA) in … TI SBLOCCO UN RICORDO

Cari amici di DETTI E FUMETTI anche questo anno siamo stati al ROMICS!

E’ stato un grandissimo successo di pubblico con circa 50000 e SOLDOUT . Ho visto i bagarini, vi rendete conto?!

Ho assistito a delle bellissime conferenze, alla premiazione di grandi autori tra cui la nostra amica YI YANG che abbiamo intervistato qualche anno fa QUI- lungimiranti!

Il PREMIO ROMICS 2022 nella sezione Miglior Libro per Bambini e Ragazzi è stato un grande acquisto per il nostro amico Michele Foschini (BAO PUBLISHING ) che non sbaglia un colpo (per chi non è del settore ZEROCALCARE pubblica per BAO PUBLISHING per intenderci)

Qui una sua breve bio tratta dal catalogo BAO

YI YANG – edizioni BAO PUBLISHING

Commovente anche l’incontro con l’autore di musiche Vince Tempera… un tuffo nel passato tra libri di cibernetica e insalate di matematica

MA veniamo al momento TOP del ROMICS di quest’anno. La conferenza “VERSO IL FUMETTO E OLTRE

(come recita il sito di ROMICS : “Un dialogo “semi serio” sul linguaggio del fumetto, dalla tradizione ai nuovi media, alla luce di nuovi target, nuovi stili e nuove piattaforme. Tra disegno in diretta e riflessioni sul tema, in compagnia di Sio, Pera Comics e Simple&Madama )


Il bravissimo moderatore  Mario Bellina ha saputo mettere a proprio agio gli ospiti e ha dato modo alla nostra amica Lorenza di Sepio di fare una lectio magistralis sul fumetto; godetevi lo spettacolo

Se volete sapere di piu’ su Lorenza e Marco QUI la nostra intervista.

ECCO IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE (su gentile concessione della protagonista):

L’intervista di Mario Bellina a Lorenza di Sepio

potete acquistare il libro di Lorenza di Sepio e Marco Barretta sul sito di TUNUE

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 13 aprile 2022]

MARTA coming soon

Cari lettori di DETTI E FUMETTI finalmente ci siamo. Mancano ormai pochi giorni all’uscita del primo libro di MARTA. presto il pre order su AMAZON

Il TEAM MARTA è al lavoro per gli ultimi ritocchi e poi pubblicheremo.

Restate connessi e, se volete approfondire, ecco un estratto del progetto che vedrà protagonisti i piu’ grandi esperti del settore.

IFAI CLICK SU L PROGETTO DEL FUMETTO DIDATTICO MARTA

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione FUMETTO – articolo del 10 aprile 2022]

OSVY E BERTOLD BRECHT

Abbiamo deciso di effettuare un restyling per arrivare alla stampa di una raccolta delle migliori strip. Ne pubblicheremo alcune nei prossimi giorni.

Questa strip su una domanda che ad un genitore viene fatta spesso dalla propria figlia/o PERCHE’ LA GUERRA?

pubblicata in occasione della guerra UCRAINA- RUSSIA scoppiata oggi 24 febbraio 2022

Se vuoi sapere di piu’ sull’autore dell’aforisma fai click QUI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 24 febbraio 2022]