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SALVO, la seconda stagione di MARTA – il fumetto didattico che racconta la salute e sicurezza ai giovani- Episodio 1 – SALVO e i PERCORSI

Cari lettori di DETTI E FUMETTI dopo il successo di MARTA inauguriamo oggi la seconda stagione del fumetto didattico che racconta la salute e la sicurezza ai giovani: SALVO.

Per coloro che non conoscono il progetto MARTA ecco la sua breve storia.

il progetto MARTA prodotto da DETTI E FUMETTI e OSVY PROJECT nasce nel 2020 come declinazione per i bambini di una serie di fumetti didattici da me prodotti nell’arco degli anni 2001-2005 che avevano lo scopo di rendere gli argomenti dei corsi della salute e sicurezza, tenuti al POLIMI ( Politecnico di Milano), piu’ accattivanti.

Lo scopo era quello di preparare al mondo del lavoro i bambini che altro non sono se non i lavoratori del futuro e dare loro uno strumento per un approccio differente alla educazione civica e alla salute tramite il medium fresco e semplice del fumetto.

All’interno del blog DETTI E FUMETTI pertanto furono pubblicati una serie di episodi di MARTA a partire dal 2020 ed ebbero un gran riscontro di pubblico.

Nel 2022, visto il successo del fumetto, decisi di realizzarne una raccolta arricchendola di una serie di schede di approfondimento sui temi che erano stati trattati. Per produrre un fumetto che fosse semplice ma nello stesso tempo con contenuti di alto livello, chiamai a raccolta una serie di esperti del settore. Venne creato il TEAM MARTA con cui ad agosto di quello stesso anno riuscimmo a pubblicare il fumetto.

(lo puoi acquistare facendo click QUI).

Associazioni, scuole, case editrici ci contattarono per poterlo utilizzare come strumento originale e innovativo di insegnamento per i bambini.

Alcuni pensarono di darlo come regalo ai loro lavoratori in modo che in famiglia si potessero trattare certe particolari tematiche; altri proposero di inserirlo come allegato di testi scolatisci di educazione civica. Alcune scuole chiesero di proporlo come piccolo manuale nelle giornate dedicate alla sicurezza (Le prove di evacuazione sono obbligatorie delle scuole e chiamano a raccolta tutti gli alunni della suola 2 volte all’anno).

Tra tutte le richieste che ci arrivarono quella piu’ simolante e interessante venne fatta da alcune associazioni: replicare il nostro fumetto (MARTA è adatto ad un pubblico di 9-12 anni- scuole medie) anche per ragazzi piu’ grandi.

Abbiamo aderito a questa bellissma richiesta ed abbiamo disegnato SALVO e OLIVIA, che sono rispettivamente il fratello e la sorella di MARTA.

SALVO è un liceale e quindi il suo fumetto sarà adatto alla fascia di età (14-18), mentre OLIVIA è una studentessa universitaria (fascia 18-24) e grazie a lei tratteremo argomenti piu’ maturi .

SALVO – I COMPORTAMENTI DEGLI ADOLESCENTI

Molte erano le tematiche che avremmo voluto affrontare per questa fascia di età, una eta’ di mezzo tra la fanciullezza e la maturità, in cui la voglia di libertà ed indipendenza ti spinge ad essere spesso poco attento nell’affrontare i pericoli perchè spesso non si riflette sulle conseguenze.

Se immagino un giovane la prima cosa che mi viene in mente è la strada che sta percorrendo verso il futuro. Ecco perche il primo tema che ho voluto trattare con l’aiuto del TEAM MARTA è come affrontare un percorso: i percorsi, i camminamenti, le vie di fuga in caso di pericolo.

SALVO EPISODIO 1 – OSTACOLI, VIA DI FUGA, CAMMINAMENTI

Per capire meglio cosa intendiamo per ostacoli facciamo un esempio che ci è familiare come quello dello spostamento dalla vostra classe alla palestra: cosa dovete fare insieme al vostro insegnante per essere sicuri?

·Verificare la presenza di un percorso sicuro, senza ostacoli e protetto verso la palestra;

·Valutare qual’è il percorso più idoneo/sicuro da percorrere per accedere alla palestra;

-Verificare la presenza eventuale di interferenza con altre persone che non fanno parte della vostra classe ma che sono comunque presenti lungo il percorso che dovrete percorrere (potrebbero essere dei tecnici/operai che stanno facendo dei lavori, dei bidelli o anche altre classi.

A cosa devo stare attento quando entro per la prima volta in un luogo chiuso? quali segnali devo osservare? ci sono delle segnalazioni acustiche

Di questo e di tanti altri temi parleremo nell’approfondimento che sarà presto pubblicato nel fumetto di SALVO. per ora leggiamo insieme la prima pagina del suo fumetto.

Potete leggere MARTA acquistandolo QUI e potete fare il preordine di SALVO scrivendo alla mail filipponovelli.911i@gmail.com.

[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 31 gennaio 2023]

LA PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA in CONCERTO

La Pursue Respighi Orchestra, la Young Orchestra degli ex alunni della scuola musicale Respighi del Municipio IX del Comune di Roma sarà ospite al concerto della scuola ARTI E SUONI.

La Pursue Respighi Orchestra PRO, nasce dalla volontà delle ragazze e dei ragazzi di mantenere in vita la loro Orchestra (da cui la parola nel nome Pursue=Proseguire), oltre la sua naturale scadenza, ossia il  ciclo del triennio delle scuole medie. L’obiettivo fondante è quello di non disperdere quel senso di appartenenza, di amicizia e quel legame che solo la passione per la Musica riesce a creare. La PRO è un esperimento di aggregazione socio-culturale di quartiere che vede  mettere in atto una proficua sinergia con le scuole di musica e le associazioni culturali di zona, le cosiddette Respighi-off.

Diamo le indicazioni per assistere al concerto gratuito

QUANDO: 22 gennaio 2023- Viale degli Eroi di Cefalonia – 00128 ROMA – ORE 15:00

DOVE: presso la SALA CONCERTI del PARCO degli Eroi di Cefalonia

INGRESSO GRATUITO

poster a cura di Anna Novelli

(FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE MUSICA – articolo del 21 gennaio 2023)

willy il bradipo alias Dario Santarsiero intervista Paola Tiziana Cruciani

Paola Tiziana Cruciani di Filippo Novelli

Cari lettori di Detti e Fumetti, oggi scambierò quattro chiacchiere con l’attrice Paola Tiziana Cruciani

Allora Paola Tiziana sei nata a Roma nel 1958, dal 1979 al 1981 frequenti il primo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti, presso il Teatro Brancaccio di Roma, dove ti diplomi. Con i tuoi  colleghi del corso [Patrizia Loreti, Shereen Sabet, Rodolfo Laganà, Massimo WertmüllerSilvio Vannucci]fondate il gruppo comico La Zavorra, iniziando così la tua carriera teatrale e televisiva. Conclusasi nel 1984 l’esperienza con La Zavorra, inizi a lavorare come attrice, autrice e regista. Sono molte, le tue opere portate in scena per citarne alcune [Torno a casa lessa, Cose di casa, Sole 24 ore] o che sono state interpretate da altri. Nella stagione 2008-2009 sei in Ultima chiamata di Josiane Balasko, con Pino Quartullo. A novembre del 2010 impersoni al Teatro Sistina Eusebia nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Rugantino, diretta da Enrico Brignano. Nel novembre 2013 sei di nuovo con Enrico Brignano dei panni di Eusebia, in scena nei teatri di Roma, Milano, Firenze e New York.Debutti al cinema nel film Fatto su misura del 1984. Da allora ti ritroviamo caratterista in numerose pellicole; hai collaborato con i registi: Paolo Virzì , Alessandro D’Alatri, Giovanni Veronesi. Nel 1999 sei candidata al David di Donatello come miglior attrice non protagonista per il film Baci e abbracci di Paolo Virzì. Ancora con Virzì reciti in Tutta la vita davanti del 2008. Debutti in Straparole, per la regia di Ugo Gregoretti nel 1981. Seguono diversi varietà come Attore amore mio, Io a modo mio, A come Alice, Al Paradise, Un altro varietà di Antonello Falqui su Rai 2 e molti altri. La tua prima apparizione come attrice in una fiction è in Aeroporto internazionale nel 1985.Nell’ottobre 2008 sei in Anna e i cinque. Nell’aprile 2012 sei con a Gigi Proietti tra i protagonisti della fiction Rai L’ultimo papa re. Nel 2015 sei narratrice di una puntata del programma Techetechete’. Nel gennaio 2019 va in onda la serie La dottoressa Giò, dove interpreti la caposala Gigliola Ardenzi. Negli ultimi anni ti sei dedicata all’insegnamento del mestiere ai giovani aspiranti attori.

DS. Perché hai voluto fare l’attrice?

PTC. Ho sempre amato il teatro e la capacità comunicativa degli attori.

Nel 1976 vidi Gigi Proietti in “A me gli occhi, please”. Andavo ancora al liceo. Tornai a casa e incollai il biglietto sul mio diario, accanto scrissi “ Ho deciso, da grande voglio fare l’attrice”. La fortuna è stata incontrare proprio Gigi.

DS. La scuola di Gigi Proietti cosa ti ha lasciato?

PTC. Tutto quello che so, se so qualcosa, lo devo a Gigi. E’ stato l’incontro più importante della mia vita.

DS. La zavorra è stato il tuo trampolino di lancio

PTC. Decisamente sì.

DS. Quali sono le differenze tra la comicità degli anni 80 e quella attuale?

PTC. All’epoca il varietà si faceva con gli autori e i copioni. Si facevano le prove. Adesso è tutto affidato all’improvvisazione.

DS. Se ti venisse proposto di formare nuovamente un gruppo comico la tua risposta quale sarebbe e perché

PTC. Ogni volta che formo una compagnia per mettere in scena una commedia scritta da me, in fondo creo un un nuovo gruppo comico.

DS. Tu e Rodolfo Laganà avete formato un duo molto affiatato ce ne vuoi parlare?

PTC. Eravamo e siamo molto amici. Abbiamo una comicità simile e ci divertiamo a lavorare insieme. Il segreto è tutto qui.

DS. Che sensazioni provi nel vedere i tuoi allievi muovere i primi passi sul palcoscenico?

PTC. Sono molto orgogliosa. Tifo sempre per loro.

DS. Il tuo sogno nel cassetto?

PTC. Riuscire ad andare in pensione.

DS. Bene Paola Tiziana grazie anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata, aspettiamo con impazienza un tuo nuovo spettacolo!

PTC. Non dovrete aspettare molto. Grazie a voi.

[DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI -SEZIONE CINEMA E TEATRO- ARTICOLO DEL 28 novembre 2022]

GAIA ZUCCHI – IL LIBRO: LA VICINA DI ZEFFIRELLI PRESENTA DARIO SANTARSIERO

Gaia Zucchi, attrice poliedrica e internazionale, ha come vicino di casa Gian Franco Zeffirelli. Sembra l’inizio di una pièce teatrale ma è la pura realtà. Gaia è stata veramente la vicina di casa del grande maestro, ed ha avuto la possibilità di interagire con Zeffirelli per molti anni fino alla morte del regista. Questo patrimonio di: aneddoti, conoscenze, dialoghi e tutta una serie di situazioni grazie alla “convivenza” con Zeffirelli, Gaia lo ha voluto salvare in un’ avvincente e esilarante autobiografia dal titolo “La Vicina di Zeffirelli” De Nigris Editore

W. Allora Gaia come accennavamo nella precedente intervista del 6 ottobre qui hai scritto un libro autobiografico, ce ne vuoi parlare?

GZ. La Vicina di Zeffirelli è il mio primo libro romanzato autobiografico, ed è un’esperienza meravigliosa che mai avrei creduto possibile ma è stata anche una grande fatica, giorno e notte non ho fatto altro che pensare a questo libro a quello che dovevo aggiungere a quello che dovevo togliere. Ho deciso di scriverlo perché erano anni che tutti i miei amici mi esortavano a scrivere un libro, poi in sogno è arrivata la mia mamma Mirella e mi ha detto che era arrivato il momento di scriverlo. Ho voluto fortemente questo libro perché noi siamo di passaggio in questo mondo, ed io ho sentito il bisogno di lasciarlo ai miei figli come una traccia tangibile e preziosa del mio passaggio. È stato molto faticoso raccontare gli aneddoti della mia vita attraverso l’amicizia con Zeffirelli che è stato il mio mentore amico e maestro, perché avevo tanta voglia di raccontare ma che non sapevo da dove iniziare. Ma la voglia di scriverlo mi ha dato la forza di andare aventi. Ho dedicato questo libro a mia madre Mirella, oltre ad essere stata una grande guerriera è stata la persona migliore che abbia conosciuto a questo mondo e ai miei figli che sono il proseguimento di me stessa.

W. Che sensazione hai provato, riferendomi al libro, quando hai scritto la parola fine?

GZ. La parola fine io non l’ho ancora scritta, in realtà nonla voglio scrivere, perché sto ancora correggendo; il libro uscirà a fine dicembre, spero di fare in tempo. Se volete potete acquistarlo con il pre-order dandomi così la possibilità di salire la classifica e farlo tradurre in varie lingue, perché Zeffirelli era un uomo internazionale di grandissima cultura. Come ho detto prima non voglio scrivere la parola fine perchè è una parola tremenda; è bello l’inizio, non la fine; quindi, non l’ho ancora scritta

W. Stiamo morendo dalla curiosità, puoi raccontarci un aneddoto?

GZ. Mi dispiace ma per ragioni editoriali, non posso spoilerare il libro, posso però raccontarvi l’episodio dei cagnolini di Zeffirelli. Nella sua meravigliosa villa a Positano, dove io sono stata ospite diverse volte e che adesso è stato trasformato in un albergo dove solo i miliardari possono andare,io avevo una stanza che dava sul mare, passeggiavo per il giardino pieno di olivi e di alberi di limoni ed ho conosciuto ospiti internazionali che sono citati nel libro ma che ora non posso svelarne i nomi, Zeffirelli che amava più i cagnolini che le persone, quando era l’ora di pranzo suonava una campanella e noi accorrevamo a mangiare, però Zeffirelli prima faceva accomodare i suoi jack russell intorno ad un tavolo e poi mangiavano gli ospiti. Questo episodio mi ha profondamente colpita lasciandomi un ricordo indelebile. Tutti i personaggi internazionali che ho incontrato e che sono citati nel libro hanno un aneddoto simpatico e divertente, ma lo scoprirete solo leggendo il mio libro  

W. Che eredità ti ha lasciato Zeffirelli?

GZ. Un grande amore per tutte le forme d’arte, perché Zeffirelli era veramente una persona eclettica e profonda, empatica e generosa. Mi ha lasciato il suo patrimonio culturale e i suoi preziosi consigli sull’impegno: sia sul lavoro che sullo studio e lui metteva in pratica i suoi consigli con una pignoleria che rasentava l’inverosimile. E’ da poco uscito un documentario su Zeffirelli, all’interno del quale parla il mio ex marito padre di mio figlio che ha prestato la casa dove viveva Zeffirelli e che racconterà la sua esperienza con il Maestro. Gian Franco mi ha lasciato oltre ai suoi meravigliosi film, l’amore per l’arte ed è un amore per cui vale la pena vivere

W. Bene, grazie Gaia, anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti. Il libro uscirà nelle librerie il 12 febbraio, in concomitanza con il  centenario di Gian Franco Zeffirelli. Ai più curiosi lascio il link https://www.denigriseditori.it/shop/la-vicina-di-zeffirelli/ dove poter ordinare il libro; chi lo farà, riceverà a dicembre  in anteprima oltre al libro, l’autografo e una dedica personale di Gaia Zucchi più un piccolo bonus e l’invito alla presentazione.

[DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTO -SEZIONE CINEMA E TEATRO- ARTICOLO DEL 12 novembre 2022]

 

WILLY IL BRADIPO ALIAS DARIO SANTARSIERO INTERVISTA RODOLFO LAGANA’

Cari lettori di Detti e Fumetti, oggi scambierò quattro chiacchiere con l’attore e regista Rodolfo Laganà.

Rodolfo Lagana’ – Ritratto di Filippo Novelli

Allora Rodolfo, sei Nato e cresciuto a Roma il 7 marzo 1957, da padre calabrese e madre abruzzese, nel 1979 hai iniziato la tua carriera nel laboratorio teatrale di Gigi Proietti. Dopo esserti diplomato, insieme a Massimo Wertmüller, Paola Tiziana Cruciani, Giorgio Tirabassi e Patrizia Loreti avere creato il sodalizio La Zavorra. Avete partecipato a diverse trasmissioni televisive: il varietà di Rai 1 Al Paradise, i principali autori erano Antonello Falqui e Michele Guardi, riscontrando un notevole successo. Nel 1984 La Zavorra si sciolse. La tua carriera è andata avanti tra il teatro cinema e qualche passaggio nella pubblicità; fino al 2015 quando ti viene diagnosticata la sclerosi multipla. Nonostante la malattia tu continui la tua attività di attore.

W. Perché hai deciso di fare l’attore?

RL Era il 1978 andai al teatro Brancaccio a prendere i biglietti per vedere uno spettacolo di Gigi Proietti “ Gaetanaccio” mi accorsi che da una parte c’erano dei ragazzi in fila; incuriosito mi avvicinai e gli chiesi come mai erano in fila e mi risposero che stavano riempiendo una scheda per partecipare al Primo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto dallo stesso Proietti. Risposi ad una serie di domande che mi fece una elegante e garbata signora (Annabella Cerliani); lasciai i miei recapiti pensando” ma figurati se chiamano a me?” Mi chiamarono per telefono e mi dissero di presentarmi il 26 giugno ( e chi se la scorda quella data) per presentarmi al provino di ammissione per la scuola . Lo feci lo superai e mi presero . Incontrai Gigi e la mia vita cambiò. Devo tutto a Gigi. Immediatamente scattò tra noi un rapporto di grande simpatia e complicità che negli anni si e’ trasformato in un grande affetto. Ci volevamo e ci vogliamo un bene infinito.

W. Cosa ti ha lasciato la scuola di Gigi Proietti?

RL Professionalità Serietà Lavoro e tanta umiltà. Valori che ci ha trasmesso il maestro.

W. Negli anni ’80 nasce il sodalizio La Zavorra ce ne vuoi parlare?

RL La zavorra nasce da una intuizione di Antonello Falqui. Facemmo con lui “ Come  Alice” Con tutti i ragazzi della scuola.  Poi ci scelse a noi sei ( Cruciani- Wertmuller- Loreti- Vannucci- Sabet- Lagana’) e ci chiamò per fare Al Paradise varietà di rai 1 e ci chiamammo la Zavorra. Fu un successo pazzesco. Rappresentavamo per quell’epoca una assoluta novità.

W.nell’83 inizi la carriera cinematografica con “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada” regia di Lina Wertmüller. Com’è stato lavorare con la Wertműller?

RL Fu il mio primo film. Ero molto emozionato tremavo come una foglia. Mi ritrovai a girare scene con Ugo Tognazzi  Gastone Moschin  Enzo  Iannacci e Valeria  Golino anche lei alla sua prima esperienza cinematografica. Lina era una grande regista dirigeva gli attori in maniera fantastica

W.Nell’85 la televisione e nell’89 il teatro: dove hai avuto la possibilità di esprimerti al meglio?  

RL Il teatro e’ la mia grande passione che spero di fare tutta la vita. Il palcoscenico il contatto diretto con il pubblico. A teatro non si bleffa o funzioni oppure il pubblico non torna.  

W. Cosa si prova ad avere un figlio che decide di fare l’attore?

RL Non ho mai forzato a fargli fare l’attore, e’ stata una sua libera scelta. Sono felice di questa sua scelta.  Credo lo possa fare perché ( anche se non dovrei dirlo io) e’ proprio bravo. Cercherò di dargli dei consigli e dei suggerimenti che ho maturato e carpito in 42 anni di mestiere. Ma la libertà di fare le sue scelte sarà sempre la sua. Mi tranquillizza la sua serietà e impegno.

W. nel 2015 una battuta d’arresto la sclerosi multipla

RL Quando mi hanno diagnosticato la malattia mi e’ caduto il mondo addosso e ho  pensato “ E mo’? Smetto di fare l’attore.” Ma ho anche pensato immediatamente che non ce penso per niente. Il palcoscenico per me e’ la migliore medicina che possa prendere e l’unica che mi fa bene infatti non smetto e anche quest’anno sarò in scena con due spettacoli in due teatri diversi.

W. Il tuo sogno nel cassetto?

RL Non mi basta un cassetto per contenere tutti i miei sogni continuo a farne ancora molti. La malattia può impedirmi di fare delle cose ma non potrà mai impedirmi di sognare. Grazie alla vita che e’ meravigliosa. E grazie a voi per questa intervista.

W. Bene Rodolfo, facci sapere quando andrai in scena e grazie anche ha nome dei lettori di Detti e fumetti, per questa bella chiacchierata.

[DARIO WILLY SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTO -SEZIONE CINEMA E TEATRO- ARTICOLO DEL 5 NOVEMBRE 2022]

LA MEMORIA -CAPITOLO 1 – TINO BUAZZELLI

Cari lettori di Detti e Fumetti, inauguriamo  la rubrica LA MEMORIA con Tino Buazzelli.  Graziano Marraffa ci accompagnerà in questo viaggio attraverso “la Memoria”, presentandoci di volta in volta attrici e attori celebri ma dimenticati. 

D. Buongiorno Graziano, come stai?

G. Buongiorno Dario tutto bene

D. Hai deciso di inaugurare la rubrica con Tino Buazzelli, parlaci di lui.

Ritratto di Tino Buazzelli di Filippo Novelli

G. Tino Buazzelli appartiene alla generazione di grandi interpreti del teatro e del cinema italiano della quale quest’anno ricorre il Centenario dalla nascita: è nato a Frascati il 13 Luglio del 1922, e successivamente al diploma magistrale, studia recitazione a Roma presso l’Accademia nazionale d’Arte Drammatica con la direzione di Silvio D’Amico, avendo tra i compagni di corso Nino Manfredi che lo affiancherà nel 1947 nel cast della compagnia teatrale formata da Vittorio Gassman ed Evi Maltagliati. Si afferma subito come ottimo interprete dei testi di Molière (“DonGiovanni”), Arthur Miller (“Erano tutti miei figli”), Jean Cocteau (“L’aquila a due teste”) e altri importanti autori, caratterizzando i personaggi con la sua corpulenta fisicità e le espressioni severe del volto.

D. Senon sbaglio nel 1955 Lucio Ardenzi lo coinvolse in una tournée in America meridionale. E’ cosi?

G.Sì, fu in seguito all’esperienza conseguita nel 1952 all’incontro con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano; Ardenzi, con il sostegno economico del Ministero dello Spettacolo, organizzò una tournée in Brasile, Argentina e Uruguay che vide Buazzelli inserito tra i maggiori interpreti del teatro italiano dell’epoca, tra i quali Enrico Maria Salerno, Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Luigi Vannucchi, Renzo Ricci, Glauco Mauri, nella rappresentazione di testi moderni di Diego Fabbri (“Il seduttore”), Alberto Moravia (“Beatrice Cenci”), e Ugo Betti (“Corruzione al palazzo di giustizia”).

D. Poi c’è stato l’esordio nel cinema come è avvenuto?

G. Sebbene la sua carriera cinematografica è alquanto sporadica, ha avuto modo di valorizzarsi tanto in qualità di comprimario di Vittorio Gassman (“Il cavaliere misterioso”, 1946; “Una vergine per il principe”, 1965), Totò (“Le sei mogli di Barbablù”, “TotoTarzan”, 1950; “Totò all’Inferno”, 1954/’55) e Renato Rascel(“Il bandolero stanco”, 1952; “Il corazziere”, 1960), quanto conferendo le sue memorabili partecipazioni straordinarie a film diretti da Antonio Pietrangeli (“Fantasmia Roma”, 1960), Tinto Brass (“Chi lavora è perduto – Incapo al mondo”, 1963), Ettore Scola (“Il vittimista”, ep. di“Thrilling”, 1965), Vittorio De Sica (“Caccia alla volpe”, 1966), Sergio Sollima(“Il diavolo nel cervello”, 1972).

D. Con l’esordio nel 1954 in televisione Buazzelli si fa conoscere al grande pubblico

G. Sì, partendo dall’interpretazione di “Spettri” di Henrik Ibsen, tra le primissime riduzioni di testi teatrali per il piccolo schermo, si è proposto anche tra i conduttori del varietà televisivo “Canzonissima” in due diverse edizioni nei primi anni ’60; ma l’interpretazione che lo lega alla notorietà popolare è quella dell’investigatore privato “Nero Wolfe” nell’omonima serie di sceneggiati tratti dai racconti di Rex Stout, realizzati dalla Rai dal 1969 al 1971, nei quali ha quali coprotagonisti fissi attori del calibro di Paolo Ferrari e Pupo De Luca. E non dimentichiamo la sua partecipazione a programmi RAI come “Ieri e Oggi”.

D. Anche la pubblicità ha contribuito alla sua fama

G. Fin dai primi anni ’60 si è cimentato anche interpretando gli spot pubblicitari che precedevano quotidianamente le trasmissioni televisive, nella mitica serie intitolata “Carosello”, promuovendo prodotti di largo consumo come carne in scatola, aperitivi analcolici, orologi, bibite sciroppate.

D. La sua carriera si interrompe bruscamente con la sua prematura morte, com’è successo?

Purtroppo, a causa della linfoadenite, una patologia infiammatoria del sistema linfatico è prematuramente scomparso a Roma il 20 Ottobre 1980 a soli 58 anni di età, distinguendosi per una professionalità distinta unita a una non comune discrezione umana.

D. Bene, ti ringraziamo anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti e non vediamo l’ora di conoscere la vita del prossimo artista.

G. Ringrazio la redazione e i lettori per l’opportunità di confronto, rimandandovi al prossimo appuntamento che riguarderà una fondamentale interprete femminile dello spettacolo italiano del ‘900.

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione TEATRO -articolo del 5 novembre 2022]

l’inizio di una nuova rubrica: LA MEMORIA con Graziano Marraffa

Cari lettori di Detti e Fumetti, il cinema ha da sempre affascinato il pubblico fin dagli esordi. I fratelli Auguste e Louis Lumière nel 1887 proiettarono i primi brevi cortometraggi precorritori del moderno cinema. Le reazioni degli spettatori di allora ci fanno sorridere e intenerire allo stesso tempo, come il panico che scoppiò nella sala,  quando fu proiettato l’arrivo del treno: molti scapparono terrorizzati perché credevano che il treno l’avrebbe travolti. Ma il cinema è fatto anche di attori, che ci fanno commuovere o entusiasmare con la loro professionalità e bravura; ed è proprio degli attori che voglio parlarvi. Lo faccio con una  nuova rubrica intitolata La Memoria. Dove verranno ricordati appunto personaggi che hanno fatto la storia del cinema fini primi del novecento Attrici e Attori ormai dimenticati dai più che sarà interessante riscoprire e valorizzare. Ho coinvolto in questo nuovo appuntamento, il mio amico esperto di cinema Graziano Marraffa che periodicamente ci presenterà un’attrice o un attore dimenticati o sconosciuti ai più. 

Ritratto di Graziqno Marraffa di Filippo Novelli

Il primo ritratto per simpatia e riconoscenza vede Graziano Marraffa come protagonista.

Buona lettura. Ci ritroviamo qui. Tra poco. Rimanete connessi.

NOTE BIOGRAFICHE

Nato a Roma il 18 Ottobre 1975, è

Fondatore  e Presidente dell’Archivio Storico del Cinema Italiano – Associazione Culturale Onlus, costituito da un patrimonio illimitato di materiali cinematografici originali dagli anni ’30 ai giorni nostri, suddivisi in varie sezioni :

Cineteca, Videoteca, Manifestoteca, Biblioteca, Emeroteca, Fonoteca, Scenografia e Costumi.

Consulente e curatore di mostre iconografiche, retrospettive e Festival realizzati in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali.

Consulente internazionale per vari laboratori di sviluppo, stampa e post-produzione esperto in teoria e pratica del restauro cinematografico su supporti originali in pellicola b/n e colore.

(DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI SEZIONE CINEMA E TEATRO – ARTICOLO DEL 29 ottobre 2022)

DARIO SANTARSIERO ALIAS WILLY IL BRADIPO INTERVISTA GAIA ZUCCHI

Oggi cari lettori di Detti e Fumetti intervisterò l’attrice Gaia Zucchi.

Allora Gaia, sei nata a Roma il 27 marzo 1970, ti sei laureata in psicologia. Ti sei diplomata al centro sperimentale nel 1994 Hai fatto quindici anni di teatro sotto la guida del regista Attilio Corsini al teatro Vittoria. Hai lavorato con Ronconi, Daniele Formica al Sistina, Argentina, Brancaccio, per citarne alcuni.  Nel cinema hai lavorato sotto la regia di Tinto Brass, Anna Carlucci, Cinzia Torrini. Hai partecipato in varie fiction: Carabinieri, Distretto di Polizia, La Squadra. Sei apparsa in diversi spot pubblicitari, uno fra tanti quello con Mike Buongiorno e Fiorello.

W. Perché hai voluto fare l’attrice?

Innanzitutto, perché è il mestiere più bello del mondo. Attraverso questo lavoro posso interpretare tutti gli aspetti dell’umanità e tutti i mestieri. Cioè, un giorno puoi essere un dottore, un altro un insegnante, o uno psicologo o un drogato, oppure un ladro e quindi è meraviglioso. Ciò che mi spinse a fare l’attrice furono i film: Kramer contro Kramer, con Meryl Streep e Dustin Hoffman e Mammina cara con John Crawuford Gli avrò visti almeno trenta volte e grazie a questi film, decisi di recitare. Ho intrapreso questa carriera, anche per essere apprezzata, amata, e lasciare così un segno su questa terra. Un altro motivo fondamentale con questo mestiere e che puoi viaggiare e per me viaggiare è la più grande cultura che un essere umano possa avere, perché ti apre completamente la mente

W. Il rapporto professionale con Attilio Corsini cosa ti ha lasciato?

Per me Attilio Corsini è stato uno dei più grandi registi teatrali che il nostro teatro italiano abbia mai avuto. Attilio Corsini mi ha formata, supportata, mi ha fatto credere tantissimo in me stessa, facendomi amare questo lavoro. Mi ricordo un aneddoto in cui Attilio mi chiamò “Animale da palcoscenico” ed io mi offesi. Invece mi disse che era un bellissimo complimento. Ogni volta che c’era la prima, mi portava sempre i fiori in camerino. Ho lavorato con lui per più di dieci anni in tantissimi spettacoli che Attilio scriveva appositamente per me. Ci adoravamo. Un personaggio, Attilio, molto folle e molto capace. Mi ha lasciato tanti bei ricordi e la voglia di studiare. Attilio amava la spontaneità nella recitazione, non amava l’attore impostato e quindi mi diceva di essere me stessa, mi lasciava molto libera, pur dandomi delle direttive. Ha creduto tantissimo in me come attrice e io in lui.

W. Lavorare con Tinto Brass oltre ad arricchirti professionalmente ti ha dato la meritata notorietà, è così?

Accettai di partecipare al film Fermo posta di Tinto Brass proprio per diventare famosa e grazie al film, ho avuto la notorietà in pochissimo tempo; nonostante venissi dal centro sperimentale, da tanti anni di pubblicità e da trasmissioni televisive e spettacoli teatrali, con Tinto Brass sono stata conosciuta dal grande pubblico. Con Tinto mi sono arricchita sicuramente di esperienza, perché pur essendo un bravo regista il film in se, non mi ha arricchito dal punto di vista artistico. Però mi ha dato notorietà. Tanto è vero che poi ho fatto le riviste in tutto il mondo, copertine in Spagna, in Francia. Anche perché sul set quando si girava c’erano i giornalisti dell’espresso e dei più importanti quotidiani italiani. E quando mai ti ricapita.

W. Che cosa è per te l’applauso?

L’applauso è il massimo riconoscimento per un attore, è l’appagamento vero di tutte le fatiche che si fanno. L’applauso, soprattutto ottenuto a teatro, ti riempie il cuore di gioia. Il primo applauso che ho avuto è stato nel mio primo spettacolo al teatro Vittoria con la regia di Attilio Corsini, dove c’erano seicento persone, quando il sipario si è aperto ed è esploso l’applauso, sono svenuta per l’emozione. Mi hanno tirato dentro per i piedi e il sipario si è chiuso.

W. Che cosa è per te il fallimento dal punto di vista professionale?

Il fallimento dal punto di vista professionale è non riuscire a lavorare. Non essere chiamati, non riuscire a far parte di uno spettacolo o non fare un film. In pratica non riuscire ad esprimere la propria arte. Per me questo è il vero fallimento.

W.  Per un periodo hai insegnato recitazione ai bambini cosa hanno insegnato loro a te?

E’ stata un’esperienza stupenda anche se dal punto di vista energetico mi ha devastata. Cosa mi hanno dato? Mi hanno fatta sentire amata, mi portavano sempre i fiori e mi hanno ridato l’entusiasmo, quello che nel corso della vita si perde. È stato stupendo lavorare con i bambini, quello che ho dato a loro, me lo hanno restituito tre volte tanto. Era una fascia di età che variava dai due anni agli otto. Abbiamo fatto in questa scuola Il saggio di fine anno che poi è andato su Sky ed è stato bellissimo, ho aperto uno scrigno per far volare dei palloni bianchi con la musica di We are the world e con i bambini che alzavano le loro manine al cielo. A fine spettacolo sono venuti da me abbracciandomi forte, c’era anche mia figlia che aveva recitato con il gruppo dei bambini. È stato emozionante

W. So che stai seguendo un progetto nel sociale, ce ne vuoi parlare?

Sono molto attratta dalla gente che ha una storia da raccontare, per esempio chi ha vissuto il carcere, i drogati, i disadattati; in una parola, gli ultimi. Queste persone potranno accedere gratuitamente ai corsi, dove io metterò a loro disposizione tutta la mia esperienza artistica, dando lezione di recitazione, dizione. Altri artisti daranno lezioni di disegno, musica, pittura, fotografia. Insomma, attraverso l’arte, voglio far riscattare le persone, perché a mio avviso, l’arte guarisce ogni male, perché se riesci ad esprimerti, guarisci te stesso.

W. ll tuo sogno nel cassetto?

Di sogni nel cassetto ne ho tantissimi, come le mie mille personalità, non ne ho uno solo. Nonostante la vita sia stata spesso crudele con me, ancora ho la capacità e la voglia di sognare. Come ho detto prima, vorrei aprire questi centri-laboratorio per aiutare appunto gli ultimi. Questo per quanto riguarda il sociale. Per quanto riguarda me, vorrei finalmente ritrovare la serenità e la pace in una bella casa con i miei figli, tanti animali e l’amore, se ci sarà. Per quanto riguarda la carriera, vincere un oscar per la mia interpretazione in un film internazionale. Fare uno spettacolo dove la gente sia felice di vederlo e dove possa ridere, perché siamo molto angosciati, veniamo da anni difficilissimi, ed ho voglia di far ridere le persone. Anche attraverso questo libro che sto scrivendo; uscirà a dicembre e mi auguro che sia un libro leggero dove la gente possa sorridere ridere e riflettere, perché nella leggerezza ci possono essere delle note profonde che non debbano essere necessariamente pesanti

W. Bene, grazie Gaia per questa interessante chiacchierata, anche a nome dei lettori di Detti e fumetti; non vediamo l’ora di applaudirti a teatro ma soprattutto di leggere il tuo libro. A presto

[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI sezione TEATRO – articlo del 29 settembre 2022]