Archivi categoria: FUMETTO

Intervista ritratto a Margherita La Tram Tramutoli

Salve amici di DETTI E FUMETTI in occasione della terza edizione dell’ARF abbiamo intervistato Margherita Tramutoli (in arte LA TRAM), proponendo le nostre famose nove domande per far capire ai nostri lettori come, una ragazza con la passione del fumetto, possa diventare, con studio e dedizione, un professionista del settore.

F.: Secondo te si nasce fumettisti o ci si diventa?

M.: Penso che ci sono delle persone con una propensione maggiore di altre. Le caratterizza una capacità di narrazione spiccata, poi la tecnica si acquisisce andando a scuola e con tanto lavoro si cresce.

F.: quale è stata la tua formazione e come sei approdata al fumetto?

M.: ho fatto il liceo classico e poi all’ università ho fatto scienze politiche. Mentre lavoravo come grafica per delle ONG ho fatto la Scuola di Comics.

F. : la famiglia, gli amici hanno appoggiato la tua scelta di diventare fumettista?

M.: la mia famiglia, sebbene apprezzasse il mio lavoro, avrebbe voluto che avessi più i piedi a terra, svolgessi una professione tradizionale. Io li ho accontentati, mi sono laureata ma dopo sono andata a scuola di comics ed ho iniziato a fare la fumettista.

F.: sei laureata in scienze politiche internazionali. Ritieni che il fumetto debba essere di denuncia oppure preoccuparsi solo dello svago del lettore?

M.: io penso che l’impegno sociale sia un dovere per ognuno di noi. Ognuno con i propri mezzi dovrebbe impegnarsi. Il fumetto in questo senso lo trovo un medium potentissimo. Proprio in questi giorni con il TeatrOfficina Refugio di Livorno stiamo organizzando il Combact Comics , una tre giorni dedicata al fumetto di denuncia e realtà.

F.: il web e il fumetto. Cosa ne pensi?

M.: inizialmente usavo i social per passatempo, in fondo è un bar virtuale. In seguito però ho capito che, aggiustando un po’ il tiro, poteva essere utile anche per il lavoro non tanto per offerte dirette di lavoro, quanto piuttosto per espandere la propria rete di conoscenze. Grazie al Web sono venuta in contatto con professionisti che mai avrei potuto avvicinare in altro modo.

F.: il web ha anche aspetti negativi? Che ne pensi quando uno che fa un meme, un brutto lavoro ed ha cento volte più visibilità di una professionista come te, che cura i suoi disegni?
M.: ma credo che ci sta tutto. Non mi da fastidio. Anche quello è marketing. Mi preoccupa piuttosto la potenza, la cassa di risonanza che possono avere i social nel mandare messaggi sbagliati.

F. : hai mai fatto fumetti brevi?
M.: si, il mio primo fumetto è stato un fumetto breve. Era una antologia su Alice nel paese delle meraviglie (WonderlandQuando Alice se ne andò) pubblicata da NPE Nicola Pesce Editore e scritta da Mauro Uzzeo. Qualche anno fa ho disegnato un altro fumetto breve all’ interno di una antologia che si intitola Bandierine Tutta una storia di Resistenze (Barta Edizioni), a proposito di denuncia e di impegno politico. Narra della Resistenza spiegandola ai bambini. In questa occasione la storia l’ha scritta Tuono Pettinato.

F.:Mauro e Tuono, due assi del mondo del fumetto chi sarà il tuo prossimo sceneggiatore? visto che ora collabori con la K.F. Kliner Flug  hai mai pensato di sceneggiare e disegnare la biografia di qualche personaggio famoso?

M.: il lavoro che sta facendo la K.F. è ampio e complesso. Trovo che l’approccio allo studio di un personaggio storico mediante un fumetto sia vincente. Grazie al fumetto dai un assaggio e invogli il lettore ad approfondire. Tu in fondo nei sai qualcosa con i tuoi Aforismi a fumetti di Osvy il porcospino, giusto?

F.: LA TRAM ora parlaci della tua nuova opera.

M.: Il libro della giungla è inizialmente nato come e- book. Me lo hanno proposto Ilaria D’uva e Frank Espinosa, editore e direttore creativo di Zum Zum Books che fa e-book di libri illustrati per ragazzi.
Successivamente si è deciso di renderlo un oggetto cartaceo grazie alla collaborazione con Kliner Flug che proprio con Il libro della giungla inaugura una collana non solo di fumetti ma anche di libri illustrati.
Il Libro e’ realizzato con tecnica tradizionale ad acrilico, con un grosso lavoro di concept alle spalle.

F.: Grazie Margherita per averci raccontato la tua storia.
M.: Ciao e a presto! Un saluto a tutti i lettori di DETTI E FUMETTI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI- Sezione Fumetto – articolo del 1 giugno 2017]

Intervista ritratto a Simona Binni -Recensione di Silverwood Lake

Salve amici di DETTI E FUMETTI in occasione della terza edizione dell’ARF abbiamo intervistato Simona Binni proponendo le nostre famose nove domande per far capire ai nostri lettori come una ragazza con la passione del fumetto possa diventare una professionista del settore.

Filippo:Parlaci di questa tua nuova opera Silverwood Lake.
Simona:Mi piace descrivere questo libro come la storia di una resa. Si parla si persone schiacciate dalla vita e del modo in cui in qualche maniera continuano a vivere o quantomeno a sopravvivere. Cosa succede nella vita quando ad un certo punto non c’è la fai e cadi non avendo voglia di rialzarti. Di questo parla Silverhood Lake, di persone che c’è la fanno a rialzarsi e di altre che rimangono schiacciate nella loro condizione ai margini della vita.
Sono tutte storie diverse ma accomunate dal dolore di questa resa, dal dolore di scelte difficili, a volte imposte dalla vita a volte per scelta personali che spesso portano a vivere una vita devastante, senza più una casa, senza più una famiglia.

Mi piace definire questo libro circolare; tutto ciò che troviamo all’inizio alla fine poi ha una spiegazione. C’è un filo conduttore che lega tutta una serie di persone apparentemente diverse l’una dall’altra.

F. A cosa ti sei ispirata per scrivere questa storia?
S. : quello dei senza tetto era un argomento che mi interessava molto, da sempre.
Questa storia si svolge in California dove ho indagato c’è realmente una grande comunità di senza tetto, un insieme di persone che hanno perso la casa ad esempio per i problemi economici occorsi con l’ultima crisi.
Ho tratto ispirazione dal film “In to the Wild” per la parte in cui il protagonista arriva nella comunità di hippies che vivono dentro dei furgoni,in questa sorta di campeggio.
Mi colpì molto questa comunità, feci delle indagini, mi documentai e scoprii che era stato girato un documentario da Gianfranco Rosi, il regista di “Fuoco a mare”, che si chiama Below Sea Level.

Ho poi scoperto che hanno girato un sacco di documentari su questa comunità californiana. Mi piacque molto il modo in cui loro si raccontavano nei documentari. Alcuni avevano proprio scelto di vivere li; stiamo parlando di downshifting, lo “scalare la marcia”; interessante in tal senso fu la storia di un professore da cui ho tratto spunto per un personaggio inserito nel mio racconto.

F.:parlaci dei rapporti familiari presenti nel racconto.
S. La famiglia è centrale nel libro. È il”luogo” dove ci viene dato l’imprinting e nel contempo è il nucleo fondante della società in cui viviamo. È interessante vedere cosa avviene nelle famiglie perché gli individui che diventiamo non sono mai il frutto della casualità. È nella famiglia che si trovano le radici profonde di un malessere o di un benessere.
In questo libro mi interessava parlare di padri, in particolare della loro assenza. Cosa succede ad un figlio quando un padre non c’è? Come si può crescere senza quel riferimento? Diego è un adolescente quando perde il padre. Come è cresciuto senza questa fonte di ispirazione? In fondo le madri e i padri sono le donne e gli uomini a cui noi un giorno somiglieremo. Fonte di ispirazione o per imitazione o per opposizione.
Nel libro si racconta di un ragazzo che si perde, va in prigione perché la madre era assente e il padre aveva segnato negativamente la sua vita. Il padre era stato violento e lui stesso lo diventa e viene carcerato.
Vi è la storia di Diego che senza il padre perde ogni riferimento e si congela, smette di vivere.
Vi è la storia di Memo che anche lui non conosce il padre ma lo mitiizza nell’attesa del suo ritorno.
Vi è la storia di Ted, che non se la sente di prendersi la responsabilita’ di fare il padre e lo lascia.

F.: Quindi nel libro ci sono molte storie sulla sconfitta personale che la vita ti infligge, storie di resa; ma non solo. Ce ne è anche una di speranza che non raccontiamo per non rovinare al lettore il piacere della scoperta. Qualcosa però possiamo accennarla. Cosa ci salva?

S.: Avere uno scopo nella vita è fondamentale, meglio sarebbe se fosse un lavoro in cui realizzarsi. Io credo che tutte le persone posseggano dei talenti. Bisogna scavare dentro di sé, trovarlo e poi impegnarsi a coltivarlo perché lui ci salva dal piattume, dall’idea di pensare che stiamo facendo sempre qualcosa che non coincide con quello che siamo. Il massimo sarebbe quello di rendere il nostro talento produttivo anche per gli altri.

F.: Bene, e ora le nostre famose nove domande.

F.: C’è chi dice che fumettisti si nasce, è veramente così?
S.: Io fin da piccola racconto le mie storie disegnando. Questa è una dote. La tecnica va studiata.

F.: Quali sono stati i tuoi punti di riferimento nel fumetto ed in che modo hanno influenzato il tuo stile.
S.: è difficile rispondere. I miei punti di riferimento cambiano continuamente. Ho iniziato ad avere come riferimento Sandoval; in Amina e il vulcano è palese graficamente. Poi piano piano ho iniziato a discostarmene. Attualmente scopro degli autori, li studio, ma non c’è nessuno che voglio imitare. Oggigiorno scelgo il mio stile in base a ciò che voglio raccontare.

F.: c’è un detto attribuito a Picasso che recita: ” i bravi artisti copiano, i grandi rubano”. Lui rubava da tutti ma alla fine quello che ne scaturiva era solo suo, era un Picasso. Ti ritrovi in quanto sostiene?
S.: accade esattamente così.

F.: agli inizi la tua famiglia, i tuoi amici hanno appoggiato la tua scelta di voler fare il fumettista?

S.: quando ero piccola e mi annoiavo mio padre mi dava un libro e mi diceva:
“Quando ti annoi leggi”. È grazie a questo stimolo della lettura che ho intrapreso la professione di fumettista, ho iniziato a raccontare le mie storie. Il mio cruccio più grande è che prima che iniziassi la scuola di fumetto lui è venuto a mancare e quindi non ha visto cosa poi sono diventata. Sarebbe stato orgogliosissimo.
Mia madre invece ne rimase un po’ spiazzata, atteggiamento comprensibile, specie in italia a quel tempo. Io comunque lavoravo e dopo aver fatto studi di Psicologia in età evolutiva, lavoravo con i ragazzi, nelle scuole. Un giorno mollai tutto per dedicarmi completamente al fumetto.

F.: mi hai anticipato la domanda successiva. In Italia il fumetto è sottovalutato? È ancora reputato un’arte minore?
S.:il fumetto in Italia è in grandissima espansione, vedrete cose straordinarie. Sono reduce dal salone del libro di Torino e vi dico che il lettore sta assumendo una grande consapevolezza. Prima andava un po’ imboccato, gli si doveva spiegare la differenza tra fumetto e fumetto da quello di edicola, al graphic Novel. Oggi non è più così.
Anche gli autori di letteratura stanno guardando al mondo del fumetto con interesse. Stanno cominciando a considerarlo un “medium” efficace. Questa sarà la svolta.
Anche le case editrici si stanno affacciando sui media vecchi come la radio e la televisone ma anche sui nuovi come il web; c’è come una convergenza di piu fattori positivi sul fumetto. Stanno cambiando le cose.

F.: A proposito di web, come vedi il fumetto nella rete?
Quali sono gli apsetti positivi e quali quelli negativi?

S.: il web, rispetto a prima quando pubblicare era difficile, è stata una grande opportunità. E stato un grande strumento di democrazia. Non ho i soldi per pubblicare il mio fumetto? Non riesco a trovare un editore che mi pubblica? Lo pubblico sul web e do visibilità al mio modo di fare arte di dare i miei messaggi. E questo è nel contempo il suo aspetto negativo: tutti possono … e così finisce che arrivano anche persone che certe cose se le potrebbero risparmiare. A volte c’è una bassa qualità, che incide negativamente nei confronti di tutto il mondo del fumetto. Bassa qualità nel senso che hai usato quei cinque minuti per avere visibilità, giusto un meme, senza la voglia di veicolare dei contenuti. E non sto parlando neanche di stile poco felice, niente di tutto questo. Parlo di storie, di temi. Purtroppo la libertà è anche questo.
Il filtro dell’editore ci può proteggere spesso. Un editore capace di lasciare libertà all’autore. Credo in un editing che aiuti l’autore a fare un percorso di crescita.

F.: ok questa è la produzione tradizionale. Cosa ne pensi invece di quei pochi episodi fortunati di croudfounding o di idee ancora più innovative come per il caso di Ratingher?

S.: che ben vengano queste iniziative. Magari divenisse fonte di ispirazione per altri. Questi fenomeni andrebbero studiati e capiti. Dovrebbero essere insegnati nelle scuole di fumetto. “Le ragazzine ” di Ratingher è un libro fichissim, andrebbe preso, sviscerato nella sua sceneggiatura.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 1 giugno 2017]

Intervista ritratto a Chiara Colagrande (Karicola) e Antonio Silvestri (Tauro)

Salve amici di DETTI E FUMETTI in occasione della terza edizione dell’ARF abbiamo intervistato Chiara Colagrande (Karicola) ed Antonio Silvestri (Tauro) proponendo le nostre famose nove domande per far capire ai nostri lettori come una ragazza, un ragazzo con la passione del fumetto possa diventare con studio e dedizione un professionista del settore.

F. Si dice che fumettisti si nasce. Che ne pensi?
Chiara: si, lo credo abbastanza; io ho disegnato fin da piccola: vedevo mia madre disegnare e così ho provato anche io ed è nata li la mia passione. Poi però occorre frequentare una scuola, un corso, che ti faccia capire come stare all’ interno di questo ambiente.

F. Quali sono stati i tuoi punti di riferimento e cosa hanno lasciato nel tuo stile?
Chiara: da piccola il Topolino di Cavazzano, successivamente ho iniziato a leggere i Manga, i Francesi come Uderzo, il papà di Asterix, gli americani come Calvin e Hobbes. Recentemente grazie alla mia casa editrice, la Tunué, sto cercando di recuperare anche molti autori italiani.

F. Gli amici e la famiglia. Come convivono con il tuo essere un fumettista?
Chiara:La famiglia agli inizi non mi ha appoggiato del tutto: fare un percorso di studi in questo settore, mi dicevano, era come fare un salto nel vuoto. Di comune accordo ho fatto il pedagogico e anche l’università, archeologia. Però poi ho fatto la Scuola del fumetto a Pescara (oggi Accademia del Fumetto). Ho fatto quella scuola perché ho capito che se dovevo fare la gavetta, tanto valeva farla nell’ambito che mi interessava davvero.

F. Il fumetto è un medium al pari degli altri (cinema, libri, teatro) per raccontare una storia, per fare cultura. Pensi sia valutato come tale o si dovrebbe farlo conoscere meglio? Come?
Tauro:In quanto mezzo per raccontare una storia per me è sicuramente al pari di un libro di letteratura ma anche di un film, di un’opera teatrale; dirò di più, io uso spesso la regia cinematografica come base per i miei fumetti quindi direi che non trovo alcuna differenza concettuale.
Certo in Italia il medium fumetto per la massa è ancora un figlio minore, un gradino sotto ma da qualche anno sta crescendo. Le editorie stanno frequentando spazi nuovi incuriosendo un nuovo e crescente pubblico; mi riferisco al salone del libro di Torino o a manifestazioni come l’Arf. Ci vuole ancora un po’ di pazienza, ma ci riusciremo a farlo crescere.

F. Il fumetto, i social e la sua diffusione sul WEB. Quale è la tua opinione?
Tauro: I social sono un mondo velocissimo ed orizzontale che è capace di far conoscere rapidamente un nuovo autore; tuttavia ritengo che occorra sempre una cosiddetta “selezione all’ingresso” altrimenti tutti fanno fumetti sentendosi giudice e giuria.
Noi prima di un pubblico abbiamo sempre cercato il confronto con un editore. Il mio è un consiglio, cercare sempre un filtro, un riscontro di un editore, altrimenti ci si brucia.
Dal punto di vista dello stile, sul web viene premiata l’immediatezza. Una volta c’era la striscia americana nel giornale della domenica. Le strisce, pur autoconclusive, in lettura cumulativa raccontavano spesso una microstoria, all’interno di un tema specifico. In questo senso il Graphic Novel di carta è vincente.
Non nascondo che ci sono delle eccezioni; si pensi alle pubblicazioni bisettimanali di Zerocalcare. Li però è l’autore stesso che si autoimpone un livello più alto.
Io stesso nasco come vignettista satirico e quindi il mio linguaggio era incentrato sul testo e il disegno poteva anche limitarsi a poche linee imprecise; quindi capisco le necessità del web soprattutto quando c’è l’esigenza di cavalcare l’onda del momento, più si è veloci più si riesce nell’intento.

F. Il fumetto e la vita quotidiana. Alcuni sostengono che il fumetto deve essere divertimento assoluto, svago, a volte anche semplice trasgressione. Altri pensano che debba raccontare i fatti della vita reale, debba essere denuncia. Voi in che categoria vi collocate e perché avete fatto questa scelta?
Tauro:Noi partiamo da un fumetto di svago, con riferimenti ai Penuts fino a Mafalda, che in fondo un pò di denuncia la facevano. Diciamo che ci piace partire da strisce umoristiche per lanciare un messaggio finale.

F. In fondo lo dicono anche gli psicologi: i messaggi, così come i ricordi, se legati ad un sentimento forte, come può essere una allegra risata, rimangono più impressi nella tua mente. Immagino concordi?

Tauro: è esattamente così.

Chiara: li per li ridi, poi rifletti. Io sono sicura che prima o poi sperimenterò nuovi registri e farò commuovere il mio lettore anche io.

F.: perché no, in fondo il fumettista è come un regista e se oggi fa una commedia non è detto che domani non possa scrivere una tragedia.

Chiara: i grandi pittori cambiavano stile e venivano accettati. Questa possibilità va vista come una grande risorsa. Nella mia collaborazione con le agenzie questa possibilità di cambio di stile è vista per fortuna come tale.

F. E per finire, fatevi un po’ di pubblicità. Parlateci della vostra opera di maggior successo, del vostro ultimo lavoro.
Tauro.: sono Antonio silvestri in arte Tauro, ho letto fumetti fin da piccolo, ho studiato all’Accademia del fumetto di Pescara dove ho conosciuto Chiara e con lei ho pubblicato la nostra prima Graphic Novel con la Tunue’ che si chiama CLAIRE E MALU’.

Chiara: io sono Chiara Karicola Colagrande, sono una illustratrice oltre che una fumettista. Grazie all’Accademia del fumetto di Pescara non ho trovato solo una strada professionale ma anche amici e una famiglia (ne ho sposato uno Fabrizio Pluc Di Nicola).
Con la Tunué mi trovo benissimo, ci coccolano.
Ci hanno ingaggiato grazie al JOB ARF!, il primo anno, quindi lo dico a tutti gli aspiranti fumettisti: Job ARF! funziona e noi ne siamo la testimonianza.

F.Grazie per aver raccontato la vostra storia!
T &C.: Ciao e salutaci la vostra mascotte Osvy!

SINOSSI (DAL SITO DI TUNUE)
Claire è una bambina di 10 anni e ha un legame fortissimo con la sua cagnolina, Malù, che l’accompagna in ogni più piccolo spazio della quotidianità, fra scuola, compiti, svaghi e marachelle. Ma Claire si rende anche conto che gestire un animale è un impegno costante. Le avventure di tutti i giorni, disegnate con larghi tratti di ironia, condurranno le due protagoniste passo dopo passo fino all’appuntamento più importante: il compleanno di Claire. Come se la caveranno in quest’occasione?

Biografie

Tauro è il nome d’arte di Antonio Silvestri, nato a Sulmona nel 1979 e da più di dieci anni insegnante all’Accademia del fumetto di Pescara. Ha al suo attivo la creazione di strisce per blog, settimanali di satira e quotidiani. Al momento è vignettista per Il Fatto Quotidiano.

Karicola è il nome d’arte di Chiara Colagrande, nata a Pescara nel 1984 e insegnante all’Accademia del fumetto di Pescara. E’ stata inchiostratrice e matitista per editori italiani e stranieri tra i quali Playpress e Delcourt, e ideatrice di albi da colorare e di stickers per diversi gruppi editoriali, tra cui Panini e Fanucci.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto -articolo del 1 giugno 2017]

ARF 2017- edizione III – Il resoconto del festival piu’ bello

FumettologiersCari amici anche questo  anno l’ARF è  protagonista in questo week end romano di fine maggio. Stavolta tutti i giornali ne parlano e non solo quelli della capitale. La manifestazione è cresciuta.

Gli esperti del settore sostengono sia diventata, in soli tre anni, il terzo evento del mondo del fumetto a livello nazionale per libri venduti.

Location vincente non si cambia e quindi anche per quest’anno ‘anno

l ‘ARF si tiene al Macro Testaccio presso i locali della Pelanda.

Durante questo Festival mi sono fatto letteralmente in quattro saltando dall’area Talk all’Arfist Alley, dall’ ARF KIDS alla sala interviste dell’edificio del JOB ARF.

       
Vi racconterò  quello che sono riuscito a vedere tra venerdì e sabato con il rimpianto di aver perso altrettanti eventi unici.
Al primo talk a cui ho assistito ho trovato Il campione di pallacanestro Andrea Lucchetta  che scherzava con una una folla di giovani studenti.

Accanto a lui l’arfer Mauro Uzzeo.  Insieme ci hanno parlato dello spirito dello sport declinato attraverso il fumetto ei cartoni animati.

 Lucchetta ci racconta un aneddoto:  Durante la stesura della sceneggiatura del cartoon spiegavo  e crecavo di convincere Uzzeo che non doveva far vincere la squadra. Che il secondo posto e’ meglio del primo perche sono le logiche della sconfitta che fanno venire la voglia di rivalsa. Davanti alle vittorie tutti son bravi.
Risultati immagini per papertotti di gervaso
Accanto a Lucchetta vi era  il mitico Gervasio che, proprio oggi che è l’ultimo giorno con la Roma del Capitano, ci ha raccontato della genesi di Papertotti, l’aquilotto – solo per fisionomiaovviamente– in cui  trasformo’  Francesco Totti  per farlo entrare nella squadra Disney. ..Ed è subito derby in sala conferenze.
Al secondo talk a cui riesco assistere ci sono i miei artisti preferiti che oggi so che hanno fatto una cosa bellissima. Hanno portato in Italia un fenomeno molto diffuso in America.
L’introduzione all’incontro recita così:
Prendete un locale nel cuore della movida romana, versateci una trentina di disegnatori e impregnateli di china, grafite e carta.
Separateli poi attentamente dalle loro dinamiche lavorative quotidiane.
Aggiungere un goccio di cazzeggio per esaltare l’aroma della voglia di fare qualcosa di figo. Non dimenticate di versare dell’alcol, quanto basta per dressare l’atmosfera.
Agitare il tutto per una serata intera, fino ad ottenere un’intensa miscela di illustrazioni dal sapore unico.
Si consiglia di accompagnare il tutto con una buona dose di solidarietà.
Servire inchiostrato, non mescolato.
Alla vostra!”

Le foto della serata insieme ai loro disegni sono stati raccolti in un libro: Inchiostrato non mescolato che è  in vendita all’Arf e  i cui proventi andranno alla associazione benefica  Dynamo Camp.
Questo penso sia stato il punto più alto della manifestazione. Abbiamo versato tutti una lacrima sotto e sopra il palco.
Chiudo con i talk con un attestato di stima verso i Fumettologiers.
 L’italia è il quarto mercato del fumetto a livello mondiale e nonostante questo prima di loro non esisteva un format capace di portare in TV il fumetto ed i suoi protagonisti.  Fumettology grazi e a questa idea è  stata in grado di avvicinare il grande pubblico al mondo del fumetto e per questo gliene saremo grati in eterno.
Qui all’ARF, tanto per farci capire  che valore storicodei loro archivi, ci hanno portato un frammento inedito dell’intervista del grande Lorenzo Bartoli.
Commosso dalla sorpresa chiude l’incontro Mauro (Uzzeo) con un aneddoto  su Gipi risalente al periodo in cui Fumettology stava preparando la puntata su di lui.

Gipi gli disse che se si vuole fare il fumettista, se si vuol raccontare una storia la devi vivere si ma rimanendo un passo indietro altrimenti non c’è la fai. Se devi raccontare del burrone non devi buttartici anche tu. Devi rimanere sul bordo e guardare. Non è un atto di vigliaccheria e’ una necessità.
Sabato ho assistito praticamente a tutti gli eventi della giornata coordinati dalla bravissima Teresa della sezione dell’ARF KIDS.
Interessantissimi e coinvolgenti penso che questi laboratori  siano il punto di forza dell’ ARF.
Gli insegnanti ormai sono delle rock star. [Arianna Florean-Dinky; Chiara Karicola e Antonio Tauro Silvestri per Claire e Malu’; Mattia Surroz per Topolino; Luca Bertele’ per Bonelli Kids]
I bambini si presentano al laboratorio già con il libro del loro beniamino per le dediche manco fosse l’ ARFIST ALLEY DEI PICCOLI.
I bambini hanno seguito intensamente gli insegnamenti dei docenti che gli hanno parlato dei loro eroi nuovi come Malu  o Dinky e vecchi come Topolino  e Zagor.
 Chiudiamo questo resoconto con una carrellata di artisti accorsi numerosi a questa manifestazione e che hanno gravitato in quel bellissimo e riuscitissimo luogo coordinato da David Messina chiamato ARFIST ALLEY.
[in ordine di apparizione: David Messina-Zerocalcare- Vanessa Cardinali-Carmine di Giandomenico-Lorenzo Ceccotti-La Badessa-Sara Pichelli-La Tram-Simona Binni- i ragazzi della Self Area]
Sono riuscito ad intervistarne per voi sei, dico sei.
Sto montando le interviste-ritratto quindi siate comprensivi se non ve le inserisco subito qui sotto.
Vi riporto i nomi ed il link all’ intervista che avrà per qualche giorno il cartello lavori in corso finché non  terminero’ il ritratto di tutti e sei.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI-28 maggio 2017 -SEZIONE FUMETTO]

L’ARF PRIMA DELL’ARF – La conferenza e le chiacchierate con gli amici – Roma 25 Maggio 2017.

[Arfio: Se non tolleri il calore, stai lontano dalla cucina (cit.). Osvy: tranquillo, entro… hanno detto che domani accendono l’aria condizionata, pensa mi sono portato il giubbotto!]

E’ una calda giornata di primavera a Roma ed io sono  davanti all’entrata della Pelanda a Testaccio, anche per quest’anno sede dell’edizione dell’ARF,la terza.

Stavolta sono in veste di blogger e insieme a piu’ di 120 giornalisti accreditati siamo in  trepidante attesa di uno dei miti del fumetto italiano: Milo Manara.

La conferenza stampa del maestro si terrà poche ore prima della inagurazione della sua mostra, MACROMANARA (dal 26 maggio al 9 luglio)-che “ripercorrerà l’intera carriera del fumettista attraverso due percorsi principali: da una parte una ricca proposta antologica, dall’altra la produzione piu’ contemporanea e il suo rapporto con Roma e il cinema”.

Inganno l’attesa salutando vecchi e nuovi amici. Inizio dagli ARFERS: nella piazzetta della Self Area c’è Daniele (GUD- Bonomo) che,mentre  gestisce lo scarico di decine di scatoloni di un corriere appena arrivato, riesce a raccontarmi di quanto l’ARF-KIDS Area quest’anno sarà ancora piu’ ricca di insegnanti ed iniziative.

Pochi metri più in la trovo Fabrizio (Verrocchi) e Stefano (Piccoli) che confabulano su come appropiarsi di un trabattello per attaccare il poster sul piu’ alto pennacchio del portone di ingresso. Prima di iniziare l’arrampicata riesce a farsi una chiacchierata con me al bar, raccontandomi dei loro futuri: un  ARF 0-12 dedicato interamente ai ragazzi, una cosa fantastica! Non vedo l’ora che lo realizzino.

Tranquillamente seduto al tavolo del bar trovo Mauro (Uzzeo) che osserva il frenetico via vai degli addetti ai lavori mentre scrive pezzi e posta foto; di tanto in tanto si alza e va nella sala conferenze per immolarsi in prima persona per giustificare il ritardo del Maestro bloccato nell’ingorgo capitolino. “That’s Roma Baby” gli dice …

Poco male; ho piu’ tempo per girare tra gli Stand e le mostre penso tra me e me.

Entro nell’ala est e vedo un nuvolo di gente; al centro c’è David Messina che mi dicono quest’anno coordinerà l’ARF Alley, la grande novità di questa terza edizione. Mitico!!!

Proseguo la mia passegiata ed ho la fortuna di imboccare, quasi in solitaria, il lungo serpentone delle mostre personali;

C’ è la mostra di Topolino secondo il French touch della Glenat (Cosey,Keramidas, Loisel e Tebo), quella di Gigi Cavenago, disegnatore di Dylan Dog,  quella di Bianca Bagnarelli ed infine la mostra di Sara Pichelli, la disegnatrice Marvel che ha disegnato il manifesto della terza edizione dell’ARF. Qui è quando posa per noi di DETTI E FUMETTI, che onore!!

Esco dagli spazi espositivi e gironzolo tra gli stands ancora in fase di allestimento. Ci sono tutte le piu’ grandi case editrici. Mi fermo a fare quattro chiacchiere con Michele Foschini della BAO. Non posso non complimentarmi con lui per la lunga serie di scelte azzeccate, da Zerocalcare a Ortolani alle edizioni di pregio di Dylan Dog e Orfani.

Lui mi mostra e tesse lodi, tra gli altri, per il lavoro  di quelli “nuovi”: Paliaga e Carlomagno con Aqualung, e ancora “Da quassu’ la terra è bellissima” di Toni Bruno,  “Il suono del mondo a memoria” di Bevilacqua e Frantumi della Petruccioli.

E’ giunto il momento fatidico…corro alla sala conferenze dove l’ultimo Arfer Paolo Campana  ha portato finaleme il grande Milo Manara.

si siede e con semplicità ci narrà delle sue tre versioni di Roma.

Spassoso è l’episodio della Antica Roma: Erano in corso i festeggiamenti del papà di Asterix, Uderzo; Manarà fu chiamato a omaggiarlo, unico italiano tra fumettisti da tutto il mondo.

Non ne poteva piu’ del galletto che picchiava i Romani. Fu così che disegno’ un fumetto dove una antica romana le dava di santa ragione ad Asterix ed Obelix.

Il secondo episodio su Roma  fu quello di quando Fellini lo accompagnò a visitare il centro storico e le rovine romane. Bella l’immagine che ne diede: con gli spigoli smussati dal tempo e dalle intemperie si aggirano per Roma come grandi pachidermi arcaici.

Riprese questa immagine in molti sui fumetti. Ve ne sono presenti in mostra.

Infine il terzo episodio, quello della Roma rinascimentale, dai colori accesi e dei grandi palazzi da non confondere con quella Barocca caravaggesca fatta di luci e ombre.

L’ARF prima dell’ARF,una esperienza unica  da ripetere.

Ed è già il 26 maggio. Che le danze abbiano inizio. Forza ragazze e ragazzi, forza ARFER, forza ufficio STAMPA e tutta l’organizzazione (a voi Fabiana Manuelli  Francesca Torre per la splendida accoglienza).

[Filippo Novelli Roma 25 maggio 2017- per DETTI E FUMETTI- Sezione Fumetto]

Puo’ interessarti anche:

era-una-bella-giornata-a-roma-quando…la conferenza stampa

https://dettiefumetti.wordpress.com/2017/05/21/era-una-bella-giornata-a-roma-quando-nel-quartier-generale-di-detti-e-fumetti-arrivo-una-mail/

 

arf-festival terza edizione

https://dettiefumetti.wordpress.com/2017/05/16/arf-festival-di-storie-segni-e-disegni-dal-26-al-28-maggio-2017-la-terza-edizione/

 

 

ERA UNA BELLA GIORNATA A ROMA QUANDO NEL QUARTIER GENERALE DI DETTI E FUMETTI ARRIVO’ UNA MAIL …

Amici di Detti e Fumetti finalmente il programma completo con tutti i talk ed alcune bellissime tavole di Sara Pichelli.

Ma prima voglio raccontarvi alla nostra maniera di quando c’è arrivata una mail inaspettata…

E ora

diamo spazio ad

ARF! «Festival di storie, segni e disegni»

Dal 26 al 28 maggio 2017 la terza edizione

Roma, MACRO Testaccio, La Pelanda

Piazza Orazio Giustiniani n° 4, Roma. Orario: 10.00-20.00

Dal 26 al 28 maggio 2017 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi de La Pelanda – MACRO Testaccio con la terza edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, ARF! 2017 cresce e si arricchisce ulteriormente nei contenuti e negli spazi grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con i professionisti del settore, masterclass e anteprime esclusive.

Un intenso weekend di attività, per tre giorni dalle 10 alle 20, che vedrà cinque grandi mostre esclusive a partire da «MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana» (dal 26 maggio al 9 luglio 2017) la grande esposizione dedicata al Maestro dell’eros Milo Manara e in particolare al suo rapporto con Roma e il cinema, da Caravaggio e i Borgia alla Cinecittà di Federico Fellini e le sue grandi dive, oltre a quelle di Sara Pichelli, la superstar tutta italiana che disegna per la Marvel Comics e che ha firmato il manifesto ufficiale di questa edizione 2017 del Festival; Gigi Cavenago disegnatore di Dylan Dog e tutti gli incubi di casa Sergio Bonelli Editore; Topolino e la Disney secondo il “French touch” della Glénat attraverso una mostra collettiva dei quattro artisti d’oltralpe Cosey, Keramidas, Loisel e Tébo, in esclusiva italiana dopo le sue esposizioni a Parigi e al Festival Internazionale di Angoulême; e ancora la bravissima Bianca Bagnarelli, già fondatrice di Delebile Edizioni e autrice per l’inglese Nobrow, vincitrice del Premio Bartoli alla seconda edizione di ARF!.

Tra le sezioni del Festival anche quest’anno riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: è la Job ARF! uno spazio dove poter mostrare agli editor il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Per i più piccoli torna ARF! KIDS, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (ad ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.

E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori in carriera non mancheranno le MASTERCLARF! vere e proprie classi (a numero chiuso) con le super star del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri Tito Faraci (Disney), Zerocalcare & Rita Petruccioli,Giuseppe Palumbo (Astorina/Diabolik), Diego Cajelli (Sergio Bonelli) oltre agli stessi autori in mostra Gigi Cavenago e Sara Pichelli.

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ingresso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa terza edizione si arricchisce di spazio ed espositori.

La grande novità dell’edizione 2017 sarà la ARFist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero, esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy” in Stati Uniti e Francia, tra i quali Theo, LRNZ, Carmine di Giandomenico tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.

Sin dalla prima edizione ARF! è sinonimo di solidarietà: dopo Emergency e Cesvi, quest’anno una nuova iniziativa benefica grazie alla vendita del libro di illustrazioni Inchiostrato non mescolato, i cui ricavati saranno interamente devoluti alla Dynamo Camp, Onlus italiana che offre terapia ricreativa gratuita ai bambini affetti da patologie gravi e croniche (www.dynamocamp.org).

Quest’anno ad ARF! saranno presenti anche grandi ospiti internazionali: dalla Svizzera, COSEY che presenta i due volumi «Mickey – Una misteriosa melodia (o “Come Topolino incontra Minni”)» per Glenat/Giunti e «Jonathan» uscito per Gazzetta RCS/Nona Arte; dalla Francia, JIM con «Una notte a Roma» edito da Edizioni BD; dalla Spagna, Angel de la Calle con «Ritratti di guerra» per 001 Edizioni.

Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre lectio magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Milo Manara, Tanino Liberatore e Paolo Eleuteri Serpieri rispettivamente nei giorni di venerdì, sabato e domenica.

ARF! è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Regione Lazio, delle Biblioteche di Roma e di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Più Libri Più Liberi e Cartoons on The Bay.


 

 

ARF TALK

PROGRAMMA SALA INCONTRI


venerdì 26

10.30 – 11.30

Come un fumetto… o un cartone animato!

I grandi personaggi dello sport e dello spettacolo sono spesso protagonisti dei comics, dove attraverso i loro alter ego parlano ai lettori più giovani: è il caso del campione mondiale di pallavolo Andrea Lucchetta e del popolare regista Fausto Brizzi, all’ARF! ospiti d’onore insieme a Marco Gervasio, creatore di PaperTotti, per un talk organizzato in collaborazione con Cartoons On The Bay.

Conducono: Roberto Genovesi & Mauro Uzzeo

11.45 – 12.45

Inchiostrato, non mescolato per Dynamo Camp
Da un’idea di Antonio Fuso nasce l’iniziativa di solidarietà dell’ARF! Festival di quest’anno, che ha coinvolto più di trenta disegnatori. Sul palco con Dynamo Camp tra gli altri: Sara Pichelli, David Messina, Toni Bruno e Alberta Aureli.

Presentano Gud & Antonio Fuso

13.00- 14.00

50 anni di Rivolta | Milo Manara racconta Guido Buzzelli

A 25 anni dalla morte di Guido Buzzelli – e a 50 da “La rivolta dei racchi”, considerato da molti il primo graphic novel italiano – Milo Manara racconta il suo rapporto con l’autore che definiva maestro e amico.

Interviene: Matteo Stefanelli

14.15 – 15.15

Vietato ai Maggiori!
L’editoria a fumetti per Kids e Teen è un territorio fertile dove sperimentazione e racconto si fondono con l’obiettivo di affascinare sempre più i giovani lettori. Un mercato in espansione che vede protagonista una nuova generazione di autori.
Intervengono: Luca Bertelé (Sergio Bonelli Editore), Massimiliano Clemente (Tunuè), Caterina Marietti (Bao Publishing), Marco Rizzo (Panini, Beccogiallo)
Modera: Gud

15.30 – 16.30
A Lezione con il Maestro Milo Manara
Lectio Magistralis
Durante una imperdibile performance di disegno dal vivo, Milo Manara si racconta alla scrittrice Carolina Cutolo

16.45 – 17.45

Roma sullo sfondo, nel cuore del racconto
Si può ambientare una storia nella Città Eterna lasciandola sullo sfondo, senza venire fagocitati dalla sua storia e dai suoi mille racconti? Ne parliamo con gli sceneggiatori di cinema e fumetto che, più di tutti, le stanno donando una nuova mitologia: Alessandro Bilotta (Mercurio Loi) e Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot).
Modera: Mauro Uzzeo

18.00 – 19.00

Creare digitale

Grazie al digitale oggi è possibile creare da soli i propri fumetti partendo dalla scrittura, passando per il disegno fino ad arrivare a stringere nelle proprie mani le copie stampate.
Ma come compiere le scelte giuste per raggiungere il risultato che vogliamo?
Intervengono: Lorenzo LRNZ Ceccotti, Alessio Tommasetti di Wacom e Vincenzo Cirimele di Press Up
Modera: Mauro Uzzeo

sabato 27

10.30 – 11.30

Mainstream indipendente!

L’eterna (?) lotta tra fumetto d’autore o popolare, indipendente o a grande distribuzione, per viva voce di chi si muove quotidianamente tra questi estremi contaminandoli e donando nuova linfa all’arte sequenziale.

Intervengono: Giuseppe Palumbo, Ratigher, Giovanni Masi, Rita Petruccioli, Giorgio Santucci, S3Keno
Modera: Riccardo Corbò

11.45 – 12.45

Oltre le mostre.
Da Spider-Man a Dylan Dog, passando per il fumetto indipendente e i Disney d’autore, un talk celebrativo e critico, con i grandi protagonisti delle mostre di Arf 2017!
Intervengono: Bianca Bagnarelli, Gigi Cavenago, Sara Pichelli, Julien Brugeas, Cosey.
Presenta: Riccardo Corbò

13.00- 14.00

I PREMI DI ARF! FESTIVAL
Premio Bartoli 2017!
Torna il premio intestato all’indimenticabile maestro di sceneggiatura e dedicato alle giovani promesse del fumetto italiano. Chi lo vincerà quest’anno?
Premio PressUp

Il premio dedicato all’editoria indipendente e autoprodotta. A tutti quegli autori che i libri li costruiscono vignetta dopo vignetta, pagina per pagina, senza avere un editore alle spalle.
Presentano: gli ARFer
Intervengono: Vincenzo Cirimele (Press Up), Raffaele Giasi (Stay Nerd), Mirko Oliveri (Verticalismi)

14.15 – 15.15

Il fumetto più triste del mondo

Tito Faraci & Sio, professionisti della disperazione e del melodramma, realizzeranno in diretta una storia* che finirà per farvi piangere… dal ridere!
(*L’organizzazione non si assume alcuna responsabilità per il soffocamento da risate)
Con Tito Faraci & Sio
Introduce: Mauro Uzzeo

15.30 – 16.30

A Lezione con il Maestro Tanino Liberatore
Lectio Magistralis
Tanino Liberatore si racconta durante una imperdibile performance di disegno dal vivo.
Presenta: Adriano Ercolani

16.45 – 17.45

Fumettology: il più grande viaggio mai compiuto all’interno del fumetto.
Per tre anni, tre stagioni e quaranta puntate, Fumettology ha raccontato il mondo del fumetto italiano portando gli spettatori dietro le quinte di una magia che continua a conquistare generazioni di lettori. Il regista e gli autori del programma ci parleranno di questa esperienza straordinaria, raccontandoci anche tutto quello che, per un motivo o per l’altro, non è mai andato in onda!
Intervengono: Alessio Danesi, Alessio Guerrini, Dario Marani, Clarissa Montilla.
Presenta: Mauro Uzzeo

18.00 – 19.00

Ci sono uno svizzero, uno spagnolo e un francese che…
Cosey, Angel de la Calle e Jim
, i tre ospiti internazionali di ARF! si confrontano sul lavoro del narratore per immagini e su come è cambiato nel corso degli anni, con l’arrivo dei supporti digitali e, soprattutto, dei social.
Modera: Luca Raffaelli

domenica 28

10.30 – 11.30

Viaggiatori con la matita
Cosa mette nella valigia un fumettista che deve raccontare il suo viaggio? Quali insidie si nascondono dietro un reportage di viaggio a fumetti? Aneddoti, curiosità e segreti per vivere al meglio un’avventura a fumetti.
Intervengono: Tuono Pettinato, Dario Moccia (Big In Japan), Gud e Giacomo Bevilacqua, Diego Cajelli
Presenta: Adriano Ercolani

11.45 – 12.45

Il disegno dentro il cinema

Il regista Ivan Silvestrini e il disegnatore Lorenzo LRNZ Ceccotti si confrontano sul viscerale rapporto tra la narrazione cinematografica e quella a fumetti partendo dalla splendida concept art fino agli incredibili storyboard realizzati per “Monolith”, il film nato dalla collaborazione tra Sky, Lock & Valentine e Sergio Bonelli Editore
Modera: Mauro Uzzeo

13.00- 14.00

Internet kills the edicola stars(?!?)
Grazie all’intelligente utilizzo dei social, emergono sempre più fumettisti capaci di ideare strategie editoriali e personaggi di grande successo. Come sta rispondendo il mercato tradizionale? Ne parliamo con alcuni dei protagonisti di questa new wave fumettistica.
Intervengono: Riccardo Torti Marci, Giacomo Bevilacqua, Maicol & Mirco, Labadessa.

Conduce: Raffaele Giasi di Stay Nerd

14.15 – 15.15

V.M.18
Con la morte del formato rivista e le imposizioni di editoria social, il fumetto v.m.18 è scomparso dai radar. Ma esistono dei coraggiosi che, nascondendosi tra le catacombe del web, portano avanti un discorso che, curiosamente, è molto più variegato di quello che spopolava sul finire del secolo scorso.
Intervengono: Laura Scarpa, Sara Spano, Giorgio Santucci, Ariel Vittori, Rosita Amici e Max Del Giusto, admin di Internet Is For Porn.
Presenta: Carolina Cutolo

15.30 – 16.30

A Lezione con il Maestro Paolo Eleuteri Serpieri
Lectio Magistralis
Paolo Eleuteri Serpieri si racconta durante una imperdibile performance di disegno dal vivo.
Presenta: Luca Raffaelli

16.45 – 17.45

Fumetti animati e disegni in carne ed ossa
Storie che nascono a fumetti e diventano lungometraggi animati che si trasformano in film in live action.
La CGI ha raso al suolo le distanze tra medium una volta lontanissimi facendo nascere un linguaggio ibrido che sta ancora cercando la sua direzione.
Intervengono: Paolo Baronci e Marianna De Liso (VVVID), Lorenzo LRNZ Ceccotti, Mauro Uzzeo e Dario Moccia.
Modera: Luca Raffaelli

18.00 – 19.00

Ma Dio… c’è?
Adorato, temuto, negato, insultato, parodiato, cercato, cercato, e ancora cercato e infine trovato nelle storie di fumettisti che hanno messo in scena i suoi fedeli, il figlio, i rivali e in un caso persino il suo papà.
L’ARF! 2017 si conclude parlando di Dio con Gipi (La terra dei figli), Maicol & Mirco (Il papà di Dio) Angelini & Taddei (Anubi) Antonucci & Fabbri (Gesù)
Evita di farci denunciare: Riccardo Corbò

 —-
 SARA PICHELLI

Nasce a Porto Sant’Elpidio il 15 aprile 1983;  è una disegnatrice e fumettista italiana, principalmente conosciuta per essere stata la prima illustratrice della versione di Ultimate Spider-Man di Miles Morales. Vive e lavora a Roma.

Dopo aver iniziato la propria carriera nell’animazione lavorando come storyboarder e character designer, Sara Pichelli è entrata nell’industria del fumetto lavorando per la IDW Publishing come assistente di David Messina per la serie a fumetti Star Trek, prima di essere assunta dalla Marvel Comics nel 2008 dopo essere stata scoperta in un concorso per giovani talenti.

Dopo aver lavorato per numerosi titoli Marvel, come NamoraNYXEternalsX-Men Manifest Destiny: DazzlerRunawaysNew X.Men: PixieAstonishing X-Men, Pichelli è stata ingaggiata come artista principale nel secondo volume di Ultimate Comics: Spider-Man, che è stato pubblicato nel settembre 2011.

Nel 2011 Sara Pichelli ha vinto l’Eagle Award come “miglior artista emergente”. Nel 2012, insieme a Laura Zuccheri, è stata l’autrice del manifesto del Lucca Comics & Games.

Nell’aprile 2014 firma la copertina, in coppia con Annalisa Leoni, del dodicesimo numero del Dylan Dog Color Fest.[FONTE WIKIPEDIA]

 

ARF! «Festival di storie, segni e disegni» Dal 26 al 28 maggio 2017 la terza edizione

Amici l’attesa sta per finire! mancano pochi giorni al festival. Vi riportiamo il comunicato stampa ufficiale.

Buon divertimento

 

 

Dal 26 al 28 maggio 2017 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi de La Pelanda – MACRO Testaccio con la terza edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.

 

Dopo il grande successo delle prime due edizioni, ARF! 2017 cresce e si arricchisce ulteriormente nei contenuti e negli spazi grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con i professionisti del settore, masterclass e anteprime esclusive.

 

Un intenso weekend di attività, per tre giorni dalle 10 alle 20, che vedrà cinque grandi mostre esclusive a partire da «MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana» (dal 26 maggio al 9 luglio 2017) la grande esposizione dedicata al Maestro dell’eros Milo Manara e in particolare al suo rapporto con Roma e il cinema, da Caravaggio e i Borgia alla Cinecittà di Federico Fellini e le sue grandi dive, oltre a quelle di Sara Pichelli, la superstar tutta italiana che disegna per la Marvel Comics e che ha firmato il manifesto ufficiale di questa edizione 2017 del Festival; Gigi Cavenago disegnatore di Dylan Dog e tutti gli incubi di casa Sergio Bonelli Editore; Topolino e la Disney secondo il “French touch” della Glénat attraverso una mostra collettiva dei quattro artisti d’oltralpe Cosey, Keramidas, Loisel e Tébo, in esclusiva italiana dopo le sue esposizioni a Parigi e al Festival Internazionale di Angoulême; e ancora la bravissima Bianca Bagnarelli, già fondatrice di Delebile Edizioni e autrice per l’inglese Nobrow, vincitrice del Premio Bartoli alla seconda edizione di ARF!.

 

Tra le sezioni del Festival anche quest’anno riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: è la Job ARF! uno spazio dove poter mostrare agli editor il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Per i più piccoli torna ARF! KIDS, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (ad ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.

 

E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori in carriera non mancheranno le MASTERCLARF! vere e proprie classi (a numero chiuso) con le super star del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri Tito Faraci (Disney), Zerocalcare & Rita Petruccioli, Giuseppe Palumbo (Astorina/Diabolik), Diego Cajelli (Sergio Bonelli) oltre agli stessi autori in mostra Gigi Cavenago e Sara Pichelli.

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ingresso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa terza edizione si arricchisce di spazio ed espositori.

 

La grande novità dell’edizione 2017 sarà la ARFist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero, esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy” in Stati Uniti e Francia, tra i quali Theo, LRNZ, Carmine di Giandomenico tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.

 

Sin dalla prima edizione ARF! è sinonimo di solidarietà: dopo Emergency e Cesvi, quest’anno una nuova iniziativa benefica grazie alla vendita del libro di illustrazioni Inchiostrato non mescolato, i cui ricavati saranno interamente devoluti alla Dynamo Camp, Onlus italiana che offre terapia ricreativa gratuita ai bambini affetti da patologie gravi e croniche (www.dynamocamp.org).

 

Quest’anno ad ARF! saranno presenti anche grandi ospiti internazionali: dalla Svizzera, COSEY che presenta i due volumi «Mickey – Una misteriosa melodia (o “Come Topolino incontra Minni”)» per Glenat/Giunti e «Jonathan» uscito per Gazzetta RCS/Nona Arte; dalla Francia, JIM con «Una notte a Roma» edito da Edizioni BD; dalla Spagna, Angel de la Calle con «Ritratti di guerra» per 001 Edizioni.

 

Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre lectio magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Milo Manara, Tanino Liberatore e Paolo Eleuteri Serpieri rispettivamente nei giorni di venerdì, sabato e domenica.

 

ARF! è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Regione Lazio, delle Biblioteche di Roma e di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Più Libri Più Liberi e Cartoons on The Bay.

 

INFO PUBBLICO

 

ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF3

26-27-28 maggio 2017 – MACRO Testaccio La Pelanda

Piazza Orazio Giustiniani n° 4, Roma.

Orario: 10.00-20.00

Arf 2016 – edizione II -Oltre l’autoproduzione del fumetto – la soluzione definitiva.

E’ un sabato mattina, il sole splende su Roma; il traffico capitolino ci ha dato una tregua e così in men che non si dica riusciamo a raggiungere la Pelanda, nuova sede dell’ARF, il FESTIVAL DI STORIE, SEGNI & DISEGNI alla sua seconda edizione.

arfio 2016

(ARFIO e l’autoproduzione di Filippo Novelli)

 

Mentre la stampa accreditata inizia già a scrivere epici pezzi sulla nuova Woodstock del fumetto, noi siamo seduti in sala per assistere alla conferenza “Quando l’editore non c’è; L’indie italiano da ieri a domani.

Ospiti :Stefano S3Keno Piccoli, Ratigher, Samuel Daveti, Alessandro Martoz Martorelli (LabA4- Crisma) e Marco Tavarnesi (Inuit).

A moderare l’incontro: Riccardo Corbò.

Da quando ho iniziato ad occuparmi di fumetti, vi confesso, questo è stato il mio argomento preferito. E presto capirete perché.

Inizia a parlare Piccoli ripercorrendo la sua esperienza sull’ autoproduzione degli anni ’90, dell’epoca d’oro, quella, per intenderci, quando alle fiere modello ARF si vendevano 5000 copie in 3 giorni . Era un’altra epoca ci ricorda.

massacratore_rmx_2

Piccoli ci racconta come a quei tempi  si usciva con il “grezzo sul grezzo”, cosa che oggi non è più possibile se non altro per la consapevolezza e il livello professionale dell’autoproduzione.

Oggi ci si autolimita, consci di quanto bravi siano i tuoi “conoscenti” del Web.

cop_sulla cattiva strada

Quando abbiamo iniziato non esisteva Internet; non si sapeva cosa facevano gli altri (gli fa sponda Ratigher); se tra i tuoi sei amici che disegnavano eri il piu’ bravo, ti facevi pochi problemi e pubblicavi. Oggi no. Prima di pubblicare ti senti in dovere di raggiungere un livello “alto”.

Ma veniamo al punto, continua Piccoli. L’autoproduzione nasce per due motivi: o per scelta consapevole o, siamo sinceri, per bisogno  perché nessuno ti pubblica.
Corbo’ a Ratigher: tu perche’ lo hai fatto? Sei stato promotore di modelli rivoluzionari e mi dicono che qui all’ARF ne proporrai uno nuovo che dovrebbe diventare la risposta “definitiva” al problema dell’autoprodzione.

Ratinger: io ho iniziato con l’autoproduzione con un gruppo di amici ( i super amici poi fratelli del cielo) perche’ volevamo pubblicare le nostre strane storie, liberi dai vincoli dell’editore.

superamici

Oggi tutti ne pubblicano ma è sorto un nuvo problema. Non ci sono più i soldi da investire che vi erano una volta.

Corbo’: PIC NIC, il primo free press di fumetto italiano che trovava i soldi dagli sponsor, per me continua ad essere il modello perfetto di autoproduzione. Perché non avete continuato?

picnic1

Ratigher: forse perche’ tra noi non vi era un account manager con spirito imprenditoriale capace di procacciare i clienti giusti, forse anche perché in Italia gli Sponsor non erano e non sono pronti ad entrare in questo mercato, sebbene oggi tornato ad essere florido, vedi le presenze di Lucca che raggiungono i 400.000 visitatori.. Chissa’…

Corbo’: Peccato. Ma sappiamo che non ti sei fermato nello studio di modelli efficaci di autoproduzione. Hai sperimentato il modello di vendita “Prima o Mai. Facci capire in cosa consiste.

ratigher

Ratigher: Il modello “Prima o Mai” consiste nel mettere in vendita il fumetto per un periodo di tempo limitato terminato il quale il fumetto non si vende piu’. Una sorta di vendita on demand ma con un livello di difficoltà ulteriore: il tempo limitato.

Ho sperimentato che inserendo questo fattore tu stimoli l’acquirente all’acquisto nella consapevolezza che altrimenti rischia di non avere più la possibilità dell’acquisto. Se con il metodo di autoproduzione clessica in 5 mesi ho venduto 1000 copie. Con questo metodo, in meno della metà del tempo, sono riuscito a venderne il 10% in piu’.

Vi confesso, continua Ratigher, che a livello di costi – benefici questo era il solo metodo (dico era perché a breve vi racconterò quello nuovo e definitivo) che valesse la pena per avere uno stipendio di un operaio specializzato (1.800,00 euro/mese).

Scusate la provocazione ma, non è che si deve avere la fissa dei soldi, ma sono contrario a fare fumetti per hobby. Ecco perche’ sono alla continua ricerca di modelli efficaci.

Corbo’: ce ne parlerai a breve. Ora pero’ indaghiamo anche altri modelli di autoproduzione di successo dando la parola a Samuel Daveti dei Mammaiuto.

mammaiuto

Corbo’: si legge sul vostro sito: “Le attività di vendita che intraprendiamo sono finalizzate a dare agli autori il massimo compenso possibile per il loro lavoro, e a pagare le spese vive dell’associazione”. Che vuol dire?

Daveti: I Mammaiuto, che prendono il nome dalla banda di pirati del film Porco Rosso di miyazaki, è un’associazione formata da un collettivo di autori che ha deciso di ribaltare la proporzione dei guadagni nel rapporto editore-autore, dando l’80% di utili all’autore anziché all’editore e lasciare il resto per le spese del collettivo. Terminate le copie di partenza prodotte ( 200 circa) con un investimento di qualche migliaio di euro, l’autore è svincolato dal “contratto” con il nostro collettivo.

Siamo un gruppo di amici che si è iniziato ad autoprodurre sostanzialmente perche’ volevamo  svincolarci dagli editori classici, i quali se la serie per cui disegni non va, te la chiudono e ti lasciano appeso (esperienza vissuta sulla mia pelle), abbiamo iniziato ad autoprodurci.

Il metodo che abbiamo utilizzato, molto di voga attualmente, è il Crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse[ fonte Wikipedia].

Corbo’: Si può essere un fumettista essendo un ingegnere? Alla provocazione di Ratigher sul concetto di fumettista per hobby cosa rispondi?
Daveti: Mi sono psesso chiesto se si puo’ essere fumettisti pur non vivendo di questo lavoro. Ci sono persone che hanno nel fumetto la parte più libera. Si può fare il fumettista anche senza soldi alla ricerca di un editore. E’ pur vero che se non guadagni delle tue tavole non sei un fumettista. Ci dovrebbe essere piu’ attenzione da parte degli addetti ai lavori. Gli editori dovrebbero aiutare gli artisti a vivere con questo lavoro altrimenti loro sono “costretti” a trovarne un altro per vivere.

Vedo Corbo’ che annuisce rivolto verso Piccoli, ospite della conferenza ma anche uno degli organizzatori di Arf, quasi a dire, voi con la Job-Arf questo incontro editore-autore volete alimentare.

Corbo’: Il processo di produzione di un fumetto è costoso; so di artisti che sono  disposti anche a pagare pur di farsi produrre. E questa, secondo me, è una perversione.  Una soluzione potrebbe essere quella di includere in sè tutto il processo dall’idea del fumetto fino alla stampa sempre con alla base il  Crowdfunding. Un esempio di successo è Inuit di cui ci parlato Marco Tavarnesi presente alla Conferenza.

inui2

 

Il Crowdfunding e i suoi limiti del finanziare una specifica opera possono essere superati da un altro modello il Patreon (da patron, ‘mecenate’), spostando gli investimenti dall’opera all’artista. Una sorta di nuovo mecenatismo nei confronti di fumettisti, che vengono stipendiati mensilmente per dare “libero” sfogo alla propria creatività. Metodo nordamericano che comincia a vedersi anche in Italia.

Corbo’: Martoz parlaci di Crisma, il modello di Autoproduzione ad oggi più nuovo, il Mecenatismo.

crisma1

 

Martoz: Crisma è una rivista annuale prodotta di un centro culturale, La Torre,che finanzia la Cultura e quindi il fumetto che ne è parte (ogni collaboratore viene regolarmente pagato).

Corbo’: Concludo sperando di avere soddisfatto le vostre curiosità sull’autoproduzione. Avete avuto modo di avere una panoramica a 360° su questo modo di fare fumetti, ma c’è un metodo ancora nuovo che ancora non conoscete e di cui vi parlerà Ratigher tra qualche ora. Ci vediamo dopo.

Abbiamo, per modo di dire, ingannato l’attesa deliziandoci con la mostra di Lorenzo Ceccotti e assistendo alla sua conferenza; relatore il bravissimo Adriano Ercolani.

Ercolani: Ceccotti è un autore di talento che con il tempo è divenuto riconoscibile. Parliamo di Ceccotti attraverso le sue opere in mostra.

arf poster

Iniziamo con il Poster della mostra. In stile volutamente semplice e lontano da artifici tecnologici, rappresenta tra l’altro l’archetipo di Roma, la lupa, ma anche il canide simbolo della Arf. Riprende i due uomini che attraversavano il fiume del precedente poster di Gipi quasi a ricordare l’arrivo al nuovo approdo, il Macro.

BRETONE-A2

Si continua a parlare della serie The Nostalgist e  del disegno en plan air dal vero in digitale  della Bretone fatto per la voglia di perdere un pò di vizio grafico. Prodotto in occasione del viaggio in Bretagna assieme a 5 blogger. Ceccotti ci racconta l’aneddoto per cui lo inizio con la destra e lo fini’ (per una tendinite) con la sinistra. Ecco il motivo del guanto stretto tra le mai della ragazza.

LRNZ1

Infine si è parlato delle copertine per Einaudi, con cui Ceccotti inizia il processo che lui indica come  un percorso  artistico “per tornare a zero”.

La conversazione continua sul rapporto tra scrittura e disegno e su quanto sia difficile il rapporto con uno sceneggiatore. Per Ceccotti fare i fumetti con uno scrittore è 10 volte più difficile che essere tu stesso lo scrittore dei tuoi fumetti. E’ pur vero che Il bravo sceneggiatore e colui che lancia uno stimolo e si aspetta una sorpresa. Più c’ è comunicazione su un piano eolico meglio è.

Lo sceneggiatore è l’innesco che scatena la forma

Erocolani lo provoca introducendo il concetto di Nerd nel Fumetto.

Ceccotti: Non mi piacciono i nerd, intesi come coloro che vogliono sempre la stessa cosa. Il Fumetto non deve essere per i Nerd ma andare oltre. Il fumetto con una semplice penna e della carta ti permette di creare qualsiasi cosa; pertanto è limitante l’idea che il fumetto si possa fermare a delle persone con un limite personale nell’Arte, cioè quello che per me è il nerd, un mono-maniaco, con un infinito feedback con sé stesso fino a quando la comunicazione tende a zero. E come quando su Facebook non dai contenuti ma condividi solo la notizia di altri. Che ci stai a fare?

Ercolani: Siamo quasi ( 23 maggio) al 60-esimo anniversario dalla nascita di Andrea Pazienza. Cosa ti senti di aver ereditatato da lui?

andrea_pazienza-01

Ceccotti: La volontà di esplorare una gamma stilistica differente. Pazienza dice che la sua tecnica di disegno funziona a stanze. A seconda di quello che devi raccontare si entra in una diversa. La varietà stilistica non è una forma di vanità culturale ma è dettata dalla necessità. E’ pur vero che se esci dal tuo seminato( cambi tecnica) ogni volta è un rischio, se cambi il fallimento e dietro l’angolo. Da qui la mia ossessione tecnica.

Finito l’incontro su Ceccotti arriva l’atteso evento di Ratigher dove finalmente di svela la nuova frontiera dell’autoproduzione.

poster

Ratigher:Fare un libro di fumetti impiegandoci mesi se non anni per poi ottenere una percentuale di guadagno irrilevante alla lunga non paga. C’e’ una nuova frontiera: il poster-fumetto che con un utile stimato intorno al 25% supera di gran lunga i guadagni del libro fumetto.

E con questo rivoluzionario modello che mi vede concorde e mi ricorda gli anni in cui, uscito dalla scuola d’arte, avevo superato le tele e i pennelli per dedicarmi alla stampa di grande formato,

passo e chiudo dall’ARF.

Filippo Novelli

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 22 maggio 2016]

Per chi vuole saperne di piu’ direttamente dal nostro Blog DETTI E FUMETTI puo trovare qui le notizie:

PIC NIC

MAMMAIUTO

INUIT

CRISMA

DETTI E FUMETTI il free press

DETTI E FUMETTI chi siamo