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WILLY IL BRADIPO alias Dario Santarsiero intervista i CASA ABIS per DETTI E FUMETTI

Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti, oggi intervisterò Gabriele Abis e Stella Falchi una coppia sia sulla scena che nella realtà di giovani e dinamici attori comici che hanno inventato e lanciato su TikTok: Casa Abis. In questi brevi video ci mostrano una coppia sposata alle prese con la vita di tutti i giorni.

https://youtu.be/s8fdqg7TuDk

Fumetto di Filippo Novelli

Se fate click sul disegno potete vedere il live painting

All’apparenza non sembra nulla di particolare, invece Gabriele e Stella hanno trasformato questi sketch in qualcosa di innovativo, come ad esempio il modo di fissare il vuoto senza sbattere le ciglia da parte di Gabriele mentre Stella gli elenca in modo compulsivo-ossessivo, tutte le regole di comportamento dell’uomo perfetto lette su DonnaPlus. Di seguito le loro Biografie.

Stella Falchi è nata a Roma il 21/03/1991. Amante della recitazione fin dalla tenera età si cimenta tra le quattro mura domestiche in scenette divertenti o imitazioni delle grandi attrici della commedia italiana. Dopo i vent’anni, inizia finalmente ad approcciarsi in modo professionale alla recitazione, frequentando numerosi stage e seminari d’arte drammatica e frequentando per 7 anni una scuola di recitazione. Iniziano per lei le prime esperienze come attrice, passando da Ionesco a Shakespeare, Brecht, Goldoni, Williams e altri autori della sceneggiatura teatrale. Inizia a coltivare anche la passione per la scrittura teatrale, cimentandosi nella stesura di varie commedie e la riscrittura di opere letterarie e drammaturgiche, poi messe in scena. All’età di 30 anni diventa attrice e autrice con Gabriele Abis del duo comico CASA ABIS, entrando a far parte dell’agenzia VERA di Paolo Ruffini e portando in scena dal 2023 la tournée con lo spettacolo “CASA ABIS” in tutta Italia e vantando un seguito di più di un milione di followers totali nelle varie piattaforme social.

Gabriele Abis è nato a Roma il 27/10/1990. La sua passione è sempre stata a senso unico, la recitazione.Frequenta un laboratorio di recitazione organizzato dalla scuola e capisce di non voler fare altro nella vita. Durante l’adolescenza frequenta corsi e laboratori e dopo essersi diplomato decide di entrare all’accademia d’arte drammatica. Frequenta il primo anno presso la scuola di recitazione Fondamenta e l’anno dopo viene ammesso all’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico dove si diploma nel 2014. Parallelamente frequenta corsi di critica cinematografica e scrittura cinematografica. Sviluppa una passione per la regia teatrale e per l’insegnamento che lo portano a scrivere e dirigere, nonché a recitare, diverse commedie e opere nell’arco di pochi anni. Nel 2021 insieme a Stella Falchi, fonda il duo comico CASA ABIS. Insieme a Stella è autore e attore degli sketch divenuti popolari nel web con più di un milione di followers e con più di 30 milioni di like, aprendo così la strada alla tournée dello spettacolo “CASA ABIS” in tutta Italia. Anche lui ormai da un anno fa parte della scuderia dei comici di Paolo Ruffini.

W. Quando si è formata, dal punto di vista artistico, la coppia Gabriele Abis e Stella Falchi di Casa Abis?

Inizialmente ci siamo uniti grazie ad una produzione teatrale messa in scena nel 2016 dove Gabriele era produttore e regista e Stella curatrice della parte di movimento scenico, uno spettacolo creato in occasione del triste evento del terremoto ad Accumuli e Amatrice, dove insieme siamo riusciti a raccogliere dei fondi da mandare in donazione ai terremotati. Da quel momento la nostra vita artistica non si è più divisa e siamo diventati anche coppia nella vita, continuando a portare in scena diverse opere teatrali autoprodotte. Casa Abis a livello social nasce nel settembre 2021.

W. Chi dei due ha l’intuizione giusta e chi la mette in pratica?

Ci definiamo un unica mente pensante e un unico motore. Solitamente Gabriele  la fonte creativa e Stella l’esecutrice, ma spesso ci scambiamo i ruoli, più che altro confrontiamo molto le nostre idee che poi unite creano il risultato finale che volevamo.

W. Che senso ha recitare in una società in continua evoluzione?

Questa società ha ritmi serratissimi, il pubblico ha sempre meno tempo e meno capacità di concentrazione e le informazioni e l’intrattenimento si sta adeguando a  questa “velocità”. Per questa ragione che ora un contenuto di 90 secondi comincia ad essere “un pò lungo”, o uno sketch di oggi è completamente diverso da quello che poteva essere prima dell’avvento dei social, più nello specifico i REEL di Instagram e i TIK TOK. La società si sta allontanando da quella che può essere la classica recitazione teatrale. Il nostro senso è quello di cercare come adeguarsi a questo cambiamento, senza snaturare o desacralizzare l’arte e riuscire a portare il nostro pubblico a teatro  e magari in un prossimo futuro al cinema. Questo è molto stimolante. Il nostro lavoro non può fermarsi ad un traguardo, soprattutto se il traguardo stesso è in continua trasformazione.

W. Chi ha la meglio in un diverbio dal punto di vista teatrale?

Gabriele. Perché è il regista. Ma Stella da brava attrice alla fine fa quello che le pare.

W. Qual è la prima regola che insegnate ai vostri allievi?

L’ascolto e il respiro. La cosa più importante per l’attore è l’ascolto e questo non si apprende con tecniche specifiche ma è una scelta coraggiosa da prendere. Avviene in un momento specifico. Come un’illuminazione che ci costringe a metterci a nudo perché solo così si potrà essere autentici. Apre le porte a quello che volevamo sentire ma anche a quello che non volevamo sentire a quello che sapevamo di noi e quello che era nascosto nel nostro più profondo. L’attore lavora con la propria anima e se c’è un tappo sarà sempre non autentico. Il respiro sarà il vento dell’anima che farà vibrare la nostra voce e ci permetterà di parlare in maniera autentica e vera.

W. I vostri sogni nel cassetto?

Sarebbe molto bello riuscire a riportare Casa Abis in un film o una sitcom, ma i sogni sono sempre tanti e quando si comincia a sognare non si smette più, alcuni dei nostri sogni si sono già avverati, come quello di portare il sorriso a tanti, anche a chi sicuramente è meno fortunato e vive un momento di difficoltà o tristezza, altri sogni si avvereranno presto… ma non possiamo dire di più.

W. Prima di salutarci vogliamo sapere quando sarà il vostro prossimo spettacolo!

Saremo l’8 Luglio al Teatro Studio 8 di Nettuno alle ore 21! Non vediamo l’ora. Invitiamo tutti a non perdersi questo spettacolo perché vi promettiamo che passerete una serata leggera e divertente.

W. Bene, grazie anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata

Grazie a voi, è stato un piacere poter parlare di Stella e Gabriele anche al di fuori dello schermo.

[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI -sezione MEDIA – Articolo del 7 luglio 2023]

BESAFE E DETTI E FUMETTI presentano il panel: I NUOVI CANALI DI COMUNICAZIONE in occasione della uscita del fumetto SALVO, la salute e la sicurezza raccontata ai ragazzi

Cari lettori di DETTI E FUMETTI abbiamo il piacere di presentarvi il live painting di MARTA E SALVO disegnato da Filippo Novelli in occasione del panel I NUOVI CANALI DI COMUNICAZIONE di BESAFE (Clubhouse Channel) del 9 giugno 2023.

Durante l’incontro ndel TEAM MARTA abbiamo avuto modo di presentare il nostro speciale progetto di comunicazione ai giovani di temi articolati come la sicurezza e la salute effettuato con un medium del tutto nuovo per il settore: il fumetto.

il fumetto SALVO la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi

è acquistabile su AMAZON (fai click qui).

Durante il panel ne abbiamo parlato diffusamente (il dibattito lo potete ascoltare su youtube-fai click sulla immagine sotto) e questa occasione ha dato modo al nostro disegnatore Filippo Novelli di cimentarsi in un simpatico live painting che da oggi potete trovare sul nostro canale youtube.

[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FMETTI-sezione Fumetto – articolo del 9 giugno 2023]

ARF 9 -CON IL CUORE

Filippo Novelli presenta il Reportage del Festival del fumetto di Roma, sul caleidoscopico mondo del fumetto a cura di DETTI E FUMETTI

“Nei miei disegni vi è una esplosione di colore che si fa messaggio e mezzo per richiamare l’attenzione del pubblico, superando il segno stesso. Utilizzo una atmosfera prospettica per dare anima ai miei personaggi il che ha in se qualcosa di rivoluzionario se siete abituati ai classici colori delle icone dei vostri eroi”. E’ cosi’ che Nicoletta Baldari, firma della copertina della nona edizione di ARF, ci introduce ai suoi disegni.

ARF, il Festival del fumetto di Roma, appuntamento obbligatorio per chi vive nella capitale (e non solo) quest’anno ci ha stupito piacevolmente per la scelta degli autori portati in mostra e per i  temi affrontati nei talk a vogliamo oggi dare ampio spazio. Temi, sempre in linea con l’attualità, sempre trasversali nella Cultura, sempre geniali nell’approfondire l’hype del momento: Zerocalcare che sfonda la quarta parete e si fa intervistare dai tiktoker e dai 2010; CAPAREZZA, la targa Tenco 2021 innamorata del fumetto; Lillo-Posaman che rivela le sue doti di fumettista; i personaggi delle fiction che si rivelano essere azzeccatissimi personaggi da fumetto come Raiz e Giacomo Giorgio di MARE FUORI. Sono tutti benzina del motore di questo ARF 9.

 Interessantissima la mostra del maestro Mattotti che ti permette di apprezzare la genesi delle tavole. Un vero e proprio salto nel tempo per tornare agli echi della metafica italiana dei due fratelli DE CHIRICO e SAVINO .Vi riportiamo alcuni capolavori affiancati ai loro bozzetti.

Dopo il tempo sospeso degli anni pandemici, la sfida per gli ARFER era grande:  tornare l’ARF degli anni d’oro 2018-19. Sapevano che non sarebbe stata una missione facile; il pubblico dimentica velocemente, oggigiorno l’offerta è sempre piu’ variegata e frammentata; le generazioni si susseguono, il pubblico si rinnova e tu devi ogni volta rincorrerlo e farti conoscere, farti notare in qualche modo. Ovviamente hanno accettato la sfida; hanno decuplicato l’offerta (mai organizzate tante mostre in una unica edizione). Insomma hanno affilato le loro armi migliori “Per offrire il meglio ARF di sempre” [cit. Fabrizio Verrocchi].

 

gli spazi della pelanda – Werther Dell’edera – Mostra su Arfio

Hanno innanzitutto riconquistato gli spazi della PELANDA, luogo perfetto per far esplodere le peculiarità dell’ARF e farne un unicum riconosciuto a livello nazionale. I feedback ed i numeri gli hanno dato ragione. Tenete conto che in una sola giornata hanno superato quelli della edizione precedente.

 

Cari lettori di DETTI E FUMETTI come promesso oggi vogliamo accompagnarvi all’interno di alcuni dei TALK più belli di questa edizione dell’ARF. Se avrete voglia di unire i puntini disegnati dalla mente dell’ARFER MAURO UZZEO, se vorrete interpretare la sua sceneggiatura del festival, allora sono sicuro che ne uscirete arricchiti e con le idee piu’ chiare sul MONDO DEL FUMETTO di oggi.

 Mauro e la sua squadra ha portato sul palco dei Talk la serie campione di incassi MARE FUORI [ panel dal titolo: ULTRAPOP: “COME FOSSE UN FUMETTO” – INCONTRO CON IL CAST DI MARE FUORI – (Intervengono: Ivan Silvestrini, Raiz, Giacomo Giorgio – Conducono: Mauro Uzzeo e Riccardo Corbò) ],

MARE FUORI è in onda su  RAI PLAY, e ha raggiunto un totale di 214 milioni di visualizzazioni con un numero incredibile di tempo speso pari a cica 89 milioni di ore. Con questi numeri ha scritto la storia della RAI  ed i suoi protagonisti verranno ricordati per sempre. Nel titolo il motivo di questo panel “come fosse un fumetto”.

Con il regista, Ivan Silvestrini, e due dei principali  protagonisti della serie, Giacomo Giorgio (Ciro Ricci) e Raiz – Gennaro della Volpe (Don Salvatore), è stata fatta una accurata analisi di MARE FUORI al fine di far emergere e apprezzare alla platea gli stilemi del fumetto che sono alla base della storia. La dissertazione sull’uso del colore nella caratterizzazione dei personaggi (ad ogni personaggio è abbianto un colore  correlato con il carattere) è stato uno dei passaggi che ho apprezzato di piu’.

Ivan ha fatto notare l’attento uso della palette: vestiti con delle tonalità marina per alcuni personaggi,  tonalità verde marrone per altri,  vestiti nella scala dei grigi per altri ancora; i protagonisti, i Ricci, che spiccano sugli altri personaggi per il colore dei  vestiti: bianco o nero con inserti oro.  Tutto è funzionale per distinguerli e fare loro delle vere e proprie icone.

Altro tema mutuato dal fumetto è stato quello del valore dato al ruolo del Villain (del cattivo); a tal proposito è stato chiesto il parere ai protagonisti del talk.

Giacomo: “Confesso di essermi ispirato per certi aspetti anche a Joker; ho trovato che interpretare un cattivo è molto più affascinante ed interessante che interpretare il buono. Il mio personaggio tuttavia non ha voluto  raccontare il male fine a se stesso, bensi’ far vedere il male come qualcosa che imprigiona l’uomo, che di base è  buono e fragile. Quando il protagonista muore questa verità emerge. Ciro si rivela un ragazzo indifeso e fragile che ha bisogno di suo padre, un padre purtroppo assente. Se disegni un personaggio di questo genere, ne fai un eroe perchè lo fai entrare in empatia con il pubblico. Si badi bene, Ciro si rivela essere ben diverso dallo psicopatico serial killer  che puo’ essere il Joker.  Spesso mi viene posta la domanda sul rischio della emulazione del cattivo/male. Io penso che il cinema deve essere scevro da qualunque tipo di rapporto nel sociale; non si può pensare al cinema come qualcosa di educativo. Il cinema è messa in scena, è Arte. Se ci facessimo questi problemi allora film come Il Padrino o Scarface non avremmo dovuto mai farli. Ed invece sono diventati  tutti grandi film che hanno fatto la storia del cinema; film con grandi cattivi il cui compito non è educare. L’importante è che tu regista o attore non inciti all’imitazione ma anzi spieghi, fai capire, che chi si comporta così poi fallisce, muore. Questo messaggio noi abbiamo cercato di darlo con Mare Fuori. Penso che invece la chiave vincente di Mare Fuori è che è un veicolo  per dare una educazione emotiva.

Per chiudere con una battuta sul falso problema della emulazione: visto il successo di don Matteo, se valesse questo principio il mondo sarebbe pieno di gente brava, buona e santa come lui, Voi li avete visti?

Un altro talk “sul pezzo” dopo Mare fuori è stato quello con Barbara Baraldi all suo esordio come nuova curatrice di Dylan Dog.  (panel: BARBARA BARALDI E LA QUINTA STAGIONE DI DYLAN DOG -Intervengono: Barbara Baraldi, Michele Masiero – Conducono: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo)

La prima domanda fatta a Barbara nasce da una curiosità che accomuna tutti noi: Quale è la prima cosa che hai fatto quando sei diventata curatrice di Dylan? “.

B.:Studiare chi aveva lavorato in questo stesso ambito prima di me. Io quando inizio a scrivere ho come metodo di lavoro il cercare delle persone che lo hanno fatto prima di me; in Italia per quel che riguarda l’horror  prima fra tutte abbiamo avuto Carolina Invernizio, soprannominata la casalinga di Voghera, nomignolo attribuitole per offenderla. Lei diceva che si era vendicata di questo nomignolo dei critici, facendo loro presente che le loro madri e le loro mogli leggevano i suoi scritti.

M.: E’ giustamente arrivato il tempo delle donne in posizioni apicali. Bonelli si è allineata al trend.

la Barbara Baraldi di Filippo Novelli

B.:In Bonelli mi hanno detto che mi hanno scelta perché in questi anni ho scritto buone storie; mi è piaciuta molto questa loro naturalezza nel dirmi che sono qui non per il mio genere ma per il lavoro che ho fatto. Io mi sento orgogliosa e carica di responsabilità. I miei lettori, nel complimentarsi per la notizia, mi hanno scrittouna bella frase che ricordo volentieri: “Spero che in quanto donna porterai delle cose sicuramente diverse in Dylan”.  Ebbene questo è uno divenuto uno dei miei principali obiettivi. Spero di portarlo a termine.

V.: Non hai scritto moltissimo in Dylan ma le tue storie hanno una  forte identità e si nota una forte conoscenza del personaggio; Dylan è considerata testata più femminile della Bonelli perché Dylan Dog è letto dalle donne, cercato dalle donne, voluto dalle donne; le donne trovano una sensibilità più affine a loro che non per altri personaggi di altre testate Bonelli. Tu che rapporto hai con il personaggio Dylan?

B.: Non sono mai stata innamorata di Dylan Dog, per me è sempre stato mio fratello. Io sono la più grande di quattro fratelli; ai piccoli spesso ho fatto da mamma; per i piu’ grandi sono stata la loro confidente.  Con Dylan è lo stesso. Lo considero uno di famiglia, un fratello. Il caso vuole poi che abbiamo molte cose in comune: infatti come lui soffro di claustrofobia, di vertigini, inizialmente avevo anche la fobia sociale… ora ce ne vuole per fermarmi quando inizio a parlare sul palco.

Vi confesso che ho sempre avuto una timidezza cronica; fino a poco tempo fa non sarei mai riuscita a parlare davanti alle persone. Questo per dire che leggendo Dylan ho trovato casa perché tutte le tematiche dilaniate erano mie; Posso elencarvene altre: l’invisibilità, il camminare ai margini mentre tutte le altre persone erano al centro e vivevano la vita vera (cosa che non facevo io).

Poi la scrittura mi ha riscattato, mi ha permesso di spaccare molti di questi muri che avevo tirato su. Riuscire piano piano a far vivere i miei personaggi mi ha consentito di  tirare fuori la mia voce;  e, come vi dicevo,  adesso si fa fatica a spegnermi. Oggi riesco ad esprimermi facilmente e questo, se vogliamo, lo devo a Dylan.

Diventare la curatrice del tuo beniamino è una cosa che fa tremare i polsi, pero’ la voglia di fare vince la paura. Quella voglia di fare che nasce dalla ossessione. Penso che l’ossessione sia la cosa che ci fa andare avanti nella vita. Quando davvero amiamo qualcosa le tue paure le superi.  

Ricordo quando ero adolescente;  in Dylan ho trovato tutto quello che amavo: vi  era l’orrore; c’erano le citazioni; c’era una scrittura che mi faceva provare davvero delle emozioni. Ecco vorrei che il lettore ritrovasse quello che ho trovato io nel nuovo Dylan che curerò. Il mio intento è riprendere il canone di Dylan.

Masiero: Dylan Dog nasce come fenomeno di massa molto importante; nel tempo ha risentito della della crisi generale del fumetto e della crisi dell’editoria. E’ diventato progressivamente sempre meno di massa; sul perchè ci sarebbe da fare un lungo ragionamento che inzia dalle edicole che spariscono e prosegue con i fenomeni generazionali, che non si agganciano piu’ come prima a personaggi del livello di Dylan; ma non è questa la sede. L’esigenza che sentivamo era quella di  rivitalizzare Dylan. Il nostro desiderio è riportare Dylan Dog a vivere le urgenze dei ragazzi di oggi.

Urgenze che hanno una accelerazione e sono molto diverse da quelle che intercettò Sclavi ai suoi tempi. Tuttavia  i “problemi” giovanili sono sempre gli stessi; non è che cambiato molto; è cambiato il modo di metterli in scena, questo si.  Ci siamo chiesti perché non provare a cercare una strada per far ritornare Dylan in mezzo ai giovani?

V.: Qual è il tuo rapporto con Tiziano Sclavi? Quanto ha contato per te? Sappiamo che Dylan ti ha formata e ti ha dato tantissimo; aver conosciuto Tiziano Sclavi in che modo pensi che abbia influito sulla persona che sei adesso?

B.: Ho un aneddoto che ce lo puo’ far capire.  Lucarelli  (lo scrittore) m’ha detto: “Quando racconti una cosa devi sempre avere un aneddoto” perchè l’aneddoto aiuta a capire. Tiziano mi volle conoscere dopo che scrissi la storia di Dylan: “Gli anni Selvaggi”. Era una storia delicata da trattare perchè toccava l’adolescenza di Dylan Dog, cosa mai fatta prima.  Andai a trovarlo a casa; lui viveva ai margini di un bosco in un paesino lontanissimo; mi venne a prendere la bibliotecaria della libreria nata grazie a una sua donazione. Mi disse: “Ti devo portare in un posto”, senza dirmi quale fosse (… era la casa di Tiziano). Il viaggio con lei sembrava una trama perfetta di un film horror. Dalla paura mi appiattii sul finestrino e pensai “Adesso mi ammazzano”. Ho finito il viaggio con la mano sulla portiera, pronta a saltare giu’ dall’automobile. Paranoia assoluta.

A sorpresa alla fine invece arrivai a casa di Tiziano. Mi accolse la moglie, lui e i sette bassotti. Quella fu la prima volta che lo conobbi. In quell’incontro non dissi quasi nulla dall’emozione,  sembrando una tipa molto misteriosa/educatissima.  Successivamente è nata la nostra lunga amicizia. Una volta all’anno ora vado a trovarlo nella casetta nel bosco e parliamo di libri, film (senza mai parlare di Dylan- salvo che lo chieda lui) .

Dovete sapere che i nuovi episodi di prossima uscita lui già li ha letti e sta contribuendo moltissimo con osservazioni e consigli. Questo credo che sarà un regalo per tutti noi; io da fan mi ci metto in mezzo.

Per tornare sui nostri obiettivi: vogliamo attrarre le giovani generazioni. Vi racconto come.

Già ho scritto cinque romanzi per ragazze; ho scritto una saga dark fantasy.  So cosa attrae i lettori giovani anche se sono consapevole che il genere Young Adult è il piu’ difficile da scrivere.

Devi avere rispetto per loro e non scrivere qualcosa da piccoli; i ragazzi hanno bisogno di essere portati via da qualcosa. Ad esempio nei miei racconti ho affrontato temi adulti come l’elaborazione del lutto. I giovani di oggi leggono molto i manga perché al loro interno si spinge  molto sull’acceleratore delle emozioni.

Nei  prossimi racconti cercheremo di inserire almeno una scena memorabile che vi faccia provare un brivido, o che sia onirica, vedremo. Voi ci direte se ci saremo riusciti.

Ci siamo dati una prospettiva nuova per l’immediato futuro. Portero’ quello che mi si muove dentro nella speranza che rispecchi il desiderio dei nostri lettori. Ci saranno tanti collaboratori a dare il loro contributo.

Ci metteremo a servizio non del mio gusto ma del gusto di Dylan. Come curatore cercherò di portare su tutte le storie nel rispetto del canone di Dylan.

Con questo non intendo dire che torneremo indietro al Dylan degli anni ottanta. Per quello già c’è l’Old Boy.

Fateci caso, i ragazzi di oggi vivono in un ambiente molto censurato (vedi YOUTUBE, i prodotti della Disney/Marvel) pertanto trovare un canale nuovo come il fumetto di Dylan in cui proporgli l’horror (horror come antidoto, direi) potrebbe essere la chiave vincente (molto piu’ vicina al manga per tematiche che non ai film disneyani).

L’incontro termina tra gli applausi.

A seguire un interessante talk che ci racconta la nuova frontiera del fumetto: il WECOMIC.  AI MIEI TEMPI QUA ERA TUTTO WEBCOMIC! [ intervengono: Giacomo Bevilacqua, Lorenzo Carucci (Jundo), Dario Sicchio e Lorenzo Magalotti (Tacotoon) – Conduce: Valeria Gobbato]

V. Facciamo un giro di tavolo e chiediamo agli ospiti di presentarsi. Iniziamo con Giacomo.

G.: Ho iniziato a disegnare Panda nel 2008. All’epoca c’ero io, Eriadan e pochi altri. Pensate che Zerocalcare è arrivato circa due anni dopo. Era un’epoca meravigliosa perché c’era ancora il Facebook dove i like delle persone (vere) contavano qualcosa. La gente ti metteva un like per il tuo disegno e tu facevi UAUH!. Adesso, nell’epoca dell’Algoritmo, anche se hai 6 milioni di like, ti arriva uno, quasi sempre un profilo fake o peggio una persona reale, solitamente uno che non ti conosce, che si prende la libertà di insultarti gratuitamente … e tu ci rimani malissimo…; ed è cosi’ che ti scordi gli altri 5,999 milioni like … e vai in paranoia. Bello eh?

V. Panda è nato su internet, figlio dello scroll verticale, quando le piattaforme ancora non esistevano; Lorenzo che cosa è successo con l’avvento delle piattaforme?

L.: Con le piattaforme è cambiato tutto. Ho fondato Jundo che per farvi capire, è una sorta di Netflix del fumetto digitale che contiene piu’ di 200 opere; queste possono essere webtoon (e poi vedremo magari un pò la differenza tra webcomic e webtoon) o webcomic, nazionali e internazionali. Abbiamo anche uno shop integrato dove è possibile acquistare i volumi cartacei di queste opere; lo scopo della nostra piattaforma è:  da un lato creare una sinergia totale tra cartaceo e digitale, dall’altro rompere quello schema dove cartaceo e digitale si sono visti molto in contrasto l’uno con l’altro, pensando erroneamente che il digitale va a mangiare il cartaceo oppure il cartaceo tiene indietro l’innovazione del digitale.

In realtà non c’è contrasto perchè  si creano due set molto fighi e molto diversi tra loro, dove il digitale e il cartaceo della stessa opera avranno proprio due dimensioni creative completamente indipendenti ma entrambe valide.   L’altra innovazione del MODELLO PIATTAFORMA è l’avere la linea original con il 100% dei profitti (esclusi i costi di produzione) che va all’autore. I profitti per la piattaforma infatti derivano dalle subscription: per accedere al catalogo bisogna pagare 2 € al mese (appunto il modello simil-NETFLIX). E’ questo il motivo per cui possiamo dare sui nostri original il 100% all’autore proprietario della propria opera.

In un momento storico in cui il nuovo autore fatica ad entrare nel mondo del fumetto, questa metodologia penso che  lo aiuti moltissimo. Non solo, gli autori hanno un feedback immediato, cosa che non è per nulla scontata con altri sistemi di promozione.

V.: Dario parlaci di te e di Tacotoon.

D.: ho iniziato a fruire del webcomic come lettore per poi arrivare ad esordire come autore. Ho vissuto l’epoca in cui i siti alla blogspot e Facebook  stavano iniziando a declinare.  Per intenderci i siti alla blogspost (estensione dei blog su piattaforma google) erano realizzati dagli autori  per far conoscere il proprio lavoro; delle vere e proprie pagine personali. Li si mettevano le proprie opere on line senza nessuna contezza del linguaggio del web. Noi autori avevamo solo coscienza del fatto che in quel modo i nostri lavori si potevano far leggere su internet. L’unica cosa che cambiava rispetto al cartaceo era il disporre le vignette in verticale per lo scroll. Usavamo Facebook per rimandare a queste pagine. Nulla di piu’.

Nel 2021 sono diventato line editor (coordinatore editoriale) delle produzioni originali di Tacotoon, che è un’app di fumetti a cui puoi accedere tramite browser. Ha un impianto leggermente diverso da quello di Jundo, nel senso che non ha un modello con sottoscrizione. Usa il pay-per-read (paga per leggere) . Ogni serie ha un primo capitolo gratis; poi se vuoi continuare a leggere, per sbloccare i capitoli successivi, bisogna pagare. I fumetti sono in formato webtoon; sono fatti per essere letti da smartphone o tablet ed offrono un’esperienza di lettura unica e performante. In tacotoon abbiamo tutta una serie di prodotti su licenza ma diamo anche una enorme attenzione alle produzioni originali, che sono uno dei prodotti di punta di Tacotoon.   

Se il webcomic è piu’ stile simil-scan (con l’impostazione tradizionale) da social (tipo Instgram),  nel  webtoon invece si inizia a identificare la infinite canvas, vale a dire si ha una lettura verticale infinita,  un ambiente narrativo diverso e con grande potenzialità. Il tutto è trasponibile in cartaceo.  Mi occupo infatti anche di line editing per quanto riguarda le produzioni italiane cartacee di edizioni BD che è la casa editrice madre da cui è nato il distaccamento digital che tacotoon. Se posso sintetizzare la differenza tra i due generi posso dire che: “ Ogni webtoon è un web comic; non tutti i web comic sono webtoon”.

Con lo scroll   (lo scorrimento verticale) che si ha nel webtoon possiamo creare una tensione; ad esempio creando una vignetta molto  lunga in cui più si scorre più scopriamo qualcosa fino ad avere una rivelazione finale; questa cosa nel fumetto cartaceo (che ha vignette affiancate e giustapposte) non è altrettanto efficace. Con il webtoon quindi c’è piu’ tensione  e siamo noi a decidere che cosa far comparire sullo schermo in quel determinato momento.

Dal punto di vista interazione casa editrice-autore, questo nuovo mezzo da a quest’ultimo molta più indipendenza. Non c’è piu’ quel rapporto ingessato con la casa editrice. Non si parla piu’ di minimo garantito, di avere un po’ piu’ royalty, o una tiratura maggiore, ecc.

Vorremmo concludere questo panel dando un po’ di numeri per far capire che è un medium valido; i lettori della piattaforma sono circa 100.000 in Italia e sono in aumento anno dopo anno.

Nuova giornata all’ARF e nuovo PANEL. Domenica mattina apre la sala talk l’incontro:  CALEIDOSCOPI DI LUCI, OMBRE, MACABRO E COLORE

Il panel recita cosi’: “Nicoletta Baldari, superstar del fumetto americano rappresenta il volto e il cuore di ARF! 2023, mentre Margherita Morotti incarna la sua anima più indipendente. Due fumettiste, due illustratrici, due autrici uniche dal talento straordinario raccontano il loro percorso e come, la loro arte, rappresenti perfettamente i loro moti interiori”. – Moderano: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo.

Mauro introduce il talk facendo presente che Baldari e Morotti in un modo o nell’altro rappresentano il volto dell’edizione di quest’anno di Arf. La prima ha realizzato il poster di ARF ed è presente al festival con

il Manifesto ARF 2023- di Nicoletta Baldari

una sua personale. Morotti rappresenta l’anima della SELF AREA e Arf ha preparato anche per lei una personale.

L’arf fin dal primo anno, spiega Mauro,  si è posto un obiettivo: quello di parlare di fumetto a 360 °; l’ARF è quel posto dove  Topolino e Corto Maltese sono posti allo stesso livello  senza alcuna distinzione; il linguaggio del fumetto è talmente vario e talmente ampio che non ci sembrava giusto focalizzarci solo su un determinato aspetto. Mauro conclude l’introduzione ringraziando Francesca Procopio, responsabile della Self Area, per aver contribuito a rafforzare questa idea  di  ricchezza delle potenzialità del fumetto e dell’illustrazione.  

Mauro con una serie di domande dirette e mirate ci da modo di conoscere meglio le due protagoniste di oggi.

La Nicoletta Baldari di Filippo Novelli

M.: Nicoletta chi sei e da dove vieni.

N.: Sono una fumettista e nasco come tale;  ho fatto anche delle illustrazioni e oggi lavoro con varie case editrici come: Disney, Marvel, DC, Bao, e altre.  Ogni tanto mi piace uscire fuori dagli schemi, evadere; ne sono un esempio alcuni lavori che ho portato in mostra  (vedi i disegni ad inizio articolo).

M.; E tu Margherita?

Mar.: Sono una freelance, lavoro dal 2011. Ho cominciato con l’autoproduzione e da allora ho lavorato per riviste e grandi marchi (Martini).  

M.: Guardando e visitando le vostre mostre,  ma anche vedendo il vostro percorso artistico,  la prima cosa che salta agli occhi è il diverso uso che fate del colore.  Nelle opere di Margherita troviamo una tensione tra il bianco e nero. E’ come se ci fosse una continua battaglia tra la luce e l’ombra. Invece guardando le opere di Nicoletta noto una esplosione emozionale di colori. E’ come se foste complementari l’una all’altra.  Approfondiamo meglio.  

Mar.: Per anni ho lavorato  solo  in bianco e nero perché non capisco bene i colori e non ho li ho mai  studiati in modo approfondito;  ho un difetto alla vista per cui non percepisco bene tutti i toni. L’uso del  bianco e nero mi ha permesso di capire subito (anche tramite grigi) dove andavano le profondità  e cosa volevo che funzionasse all’interno di una composizione senza dover pensare anche ai colori.

Il mio è un disegno molto di pancia dove linee sottilissime trattengono figure potenti. Uso la texture con la volontà di aggiungere dettagli senza dover far ricorso a molte ombre. Dal punto di vista della organizzazione della mia giornata di lavoro, io mi trattengo tutto dentro durante il giorno e poi la sera riverso sul foglio bianco le mie sensazioni. E’ quasi terapeutico.

N.: Ho iniziato ad usare questa “esplosione di colore nei miei disegni quando mi sono prefissa l’obiettivo che il colore fosse un vero e proprio mezzo espressivo di comunicazione. Avevo un disegno abbastanza forte, che pero’ era povero di inchiostrazione; c’era bisogno del colore. Il mio colore è tonale. Per meglio capire di cosa parlo facciamo l’esempio del mio Uomo Ragno. Lui non è piu’ blue, è viola. Uso il viola, un tono caldo, per ricreare l’atmosfera calda del tramonto. All’inizio la Marvel  aveva espresso dei grossi dubbi per come coloravo i suoi personaggi, perchè sai “i supereroi non si toccano”; tuttavia quando ho spiegato loro che la prospettiva atmosferica e la scelta dei colori  che utilizzavo erano importanti  e funzionali alla storia, allora si sono ricreduti ed hanno accettato l’Uomo Ragno viola. La successiva uscita del film  Spider-Verse ha sdoganato  definitivamente questo approccio. Oltre al colore ho voluto cambiare anche il fisico dell’Uomo Ragno; non volevo più che fosse muscoloso e ingessato; Peter era spiritoso, faceva acrobazie;  ho immaginato che dovesse essere molto agile e sempre in movimento;  quindi ho esaltato all’estremo la linea.  Mi sono detta: “Facciamo si che tutto sia  funzionale”. Anche l’uso della “sporcatura” nel tratto mi ha aiutato a sentire tutto piu’ vero, a donare freschezza al disegno. Essa crea empatia con con gli spettatori.

M.: E’ vero. E’ un po’ come nel cinema il respiro dell’operatore di macchina. Sapete oggi nel digitale ricreano questo effetto perchè piace e rende tutto meno artefatto e freddo.  

M.: Guardando le vostre opere un’altra cosa che salta all’occhio  è la differenza di approccio al disegno.

Molti dei lavori di Margherita rivendicano di essere analogici, materici, viscerali. Invece Nicoletta si vede che lavora totalmente in digitale.

Mar.: Lavorare in analogico  mi permette di capire meglio le proporzioni; con il digitale io faccio fatica e comunque anche quando provo ad andarci poi stampo e controllo su un foglio di carta se tutto funziona. Lavorare in digitale mi darebbe velocità, essendo io molto lenta, ma trovo molto meno senso di appartenenza. Quindi preferisco l’analogico.  Lo so che lavorare in analogico vuol dire sbagliare e non poter piu’ tornare indietro; tuttavia questo fatto significa per me solo che devo essere piu’ concentrata. L’analogico rende il mio lavoro piu’ immersivo anche se so che il digitale mi darebbe possibilità infinite.

M.: Te Nicoletta invece sei il caso opposto. Tutto digitale. Come mai? Ricordo quando ti sono venuto a trovare in studio ho notato una cosa:  ingrandivi l’illustrazione tipo un milione di volte e poi iniziavi a cesellare il disegno. Lo sai che solo gli alieni dotati di super retina si accorgeranno di quei particolari?  Parliamone.

N.: Ho iniziato a disegnare in cartaceo e con il solo inchiostro; tuttavia vedevo che questa tecnica non riusciva a darmi quello che io volevo.  Fu allora che inizia ad usare la tavoletta grafica; proprio per le sue immense possibilità. E’ stato molto divertente sperimentare dal punto di vista grafico. La mia è diventata non piu’ solo disegno/pittura bensi’ la  giustapposizione gioiosa di elementi.

Grazie al vantaggio dei tempi piu’ stretti di realizzazione che mi dava il digitale, ho potuto sperimentare molto e lo ho fatto in uno spazio illimitato che solo questo medium puo’ dare.  In esso posso sbagliare, ripetere e ripartire quante volte voglio. Questo è il mio approccio.

M.: Margherita, che differenza di approccio usi quando lavori per grandi brand come Martini e rispetto a quando fai cose per te, stile self. 

La Margherita Morotti di Filippo Novelli

Mar.: Ho capito negli anni che c’è qualcosa che funziona meglio per un progetto  (grandi committenti) rispetto ad un altro. Quando lavoro per grandi marchi divento una sorta di ghost artist  Solitamente questo tipo di lavori non li pubblico nemmeno, non li pubblicizzo.

M.: Tra il pubblico probabilmente c’è gente che vorrebbe essere voi. Potete raccontargli quale è il percorso che avete fatto per arrivare fin qui e che strada è bene intraprendere?

N.: Io fin da piccola volevo disegnare le principesse Disney; era il mio sogno da bambina.  ho coltivato questa passione e ho cercato di farla diventare un lavoro vero e proprio; a tale scopo sono andata a scuola di Comics. Dovete sapere che il lavoro del fumettista non è sempre facile. Ho ricevuto anch’io tanti no ma mi sono serviti  a crescere.  Il mio primo lavoro che feci era in bianco e nero e in stile  grottesco. E’ stato un trampolino per i successivi lavori.  Penso che se ti armi di determinazione e costanza, oltre che di tanta passione, riesci ad ottenere tutto.  

Alla Disney mi ha detto no due volte prima di prendermi a lavorare con loro. A pensarci ora  quei no sono stati fondamentali per la mia crescita. Quando me li diedero chiesi loro di farmi  capire dove non funzionava il mio disegno. Fortunatamente loro mi hanno aiutato a capire e, dopo due anni, quando mi sono ripresentata, hanno accettato il mio lavoro; dopo la Disney è arrivata la Marvel ( anche lei all’inzio mi ha dato il due di pikke). Insomma i fallimenti devono spronarvi a continuare ad andare avanti con determinazione.

In fondo facciamo il lavoro piu’ bello del mondo.  Saltando da un lavoro all’altro ho sviluppato quel mio stile che è diventato quello che conoscete; stile che ancora cambierà presuppongo, perche’ trovo bello cambiare; è bello studiare e studiando ci si evolve, si cambia.

Mar.: Infatti in questo lavoro non si arriva mai. In fondo l’artista ha questa peculiarità: mettersi sempre in discussione. Non fermarsi mai a fare sempre le stesse cose, a raccontare sempre le stesse cose.  

M.: E’ vero! immagina un regista che facesse sempre lo stesso film. E’ impensabile.  Margherita a te invece come è andata?

Mar.: Io ho cominciato ricopiando i manga e l’ho fatto fino dall’età delle medie. Mi sono trasferita a Milano e ho studiato illustrazione. Terminati gli studi avevo chiaro in testa che volevo fare l’illustratrice ma con un approccio che non fosse commerciale. Anche io ho ricevuto diversi no per i lavori che portavo ai miei committenti. All’inizio i miei disegni erano forse troppo complessi e poco leggibili nella composizione. Quando ho inziato ad usare il colore per alleggerire il tutto è andata meglio e sono arrivate le approvazioni e le nuove commissioni.

Proseguiamo il nostro racconto dalla sala talk, cuore dell’ARF, con quello che ritengo uno dei migliori panel anche perchè ci tocca da vicino a noi di DETTI E FUMETTI in qualità di blog che con passione prova a fare della divulgazione sul fumetto.

Il titolo del panel recita cosi’: “ I FUMETTI, SPIEGATI BENE. Da quando Vincenzo Mollica portò per primo le telecamere dei telegiornali della Rai a sbirciare dietro le quinte delle case editrici, all’esplosione dell’informazione fumettistica sul web grazie ai siti specializzati e ai social. Ne parliamo con i precursori della divulgazione e con chi, quotidianamente, ci racconta quel che accade nel mondo della Nona Arte.

Intervengono: Alucyel (Tiktoker, in collegamento), Riccardo Corbò (TG3, Utopia Comics Magazine), Kuro  (youtube/twitch), Luca Deejay (youtube/Instagram) – Andrea Gagliardi (blogger de LO SPAZIO BIANCO) -Moderano: Valeria Gobbato e Mauro Uzzeo

M.: Abbiamo parlato di chi i fumetti li fa, di chi i fumetti li legge. Oggi parleremo di chi li divulga e tenta di farli conoscere al piu’ vasto pubblico possibile, dando una panoramica la piu’ ampia possibile sui mezzi utilizzati.

Riccardo Corbo’ è stato il fondatore una delle prime fanzine italiane di fumetto, Utopia

Corbo’ è noto al pubblico di ARF perchè è stato il moderatore di molti dei nostri talk. E’ uno dei giornalisti di settore più noti e ci introdurrà un’altro grande giornalista che ha dedicato la sua vita al fumetto: Vincenzo Mollica. Oggi presenteremo con Riccardo alcuni reportage RAI storici di Mollica in cui si tratta il fumetto non tanto come notizia ma come un vero e proprio fenomeno sociale e sociologico.  Addirittura di fumetto come causa della depravazione della gioventù di allora.

R.: “Mollica è stato innovativo perchè è stato il primo giornalista di settore che ha parlato di autori e  li ha fatti conoscere al grande pubblico. Questo è stato un cambio di paradigma per l’epoca; ed è una rivoluzione ancora in atto non del tutto compiuta; lo dimostra il fatto tutti sanno chi è Topolino o Dylan Dog, pochi chi è il loro sceneggiatore.

Le interviste in TV di Mollica sono ancora valide a quasi quaranta anni di distanza. Viene da chiedersi quanti di noi produttori di contenuti  sono certi che tra quaranta anni tali contenuti abbiano ancora un valore?”.

A questo punto del panel si apre la storica  diatriba tra comunicazione del passato e quella presente. La domanda che ci si pone è: “Oggi è ancora possibile una comunicazione di massa condivisa e generazionalmente trasversale in stile RAI-Mollica? Le sue interviste le vedevano tutti, anche perchè la TV era l’unico mezzo visivo di comunicazione, mentre oggi i mezzi sono diventati molteplici, sempre piu’ specializzati e sempre piu’ di nicchia  (solo per citarne alcuni: YOUTUBE, TWITCH, TIK TOK, CLUBHOUSE, ecc) . Che battaglie affronterebbe oggi un Mollica tiktoker?

M.: Andrea, quest’anno il blog/portale Lo spazio bianco ha festeggiato i suoi ventuno anni.  Il portale ha cercato di dare un quotidiano aggiornamento sulla realtà fumettistica italiana ed internazionale. Dopo le fanzine cartacee degli anni ottanta si è passati al web di UTOPIA e poi ai portali come Lo spazio bianco. Ogni fanzine, blog, portale nasceva in quel tempo come una sorta di piccolo club (l’etimologia stessa di blog da la misura dell’approccio del medium usato. Blog infatti è una sorta di diario intimo e informale da far leggere ai tuoi amici); dove a noi redattori piaceva parlare di fumetto.

E’ una situazione quindi del tutto diversa dai programmi televisivi o dalle interiviste in TV. Quello che accadde successivamente sui canali youtube (a livello di possibilità di approfondimento di certe tematiche) è stata la diretta trasposizione dei blog e dei portali.  E’ cambiato il mezzo e con lui anche il pubblico.

Infine vi è stato l’avvento di Tik Tok che ha un approccio, se vogliamo, piu’ simile ai servizi giornalistici dei TG in TV, come loro infatti ha un tempo limitato, da 30-40-50 secondi; arrivi al massimo a 3 minuti; è pocchissimo tempo rispetto ai 30 minuti di un pezzo su youtube, dove si puo’ sviscerare un tema, approfondire. Spesso la formula degli elenchi, delle classifiche, dei “consigli” su tik tok è da un certo punto di vista limitata. Se ne deduce una “critica”, un giudizio superficiale del tipo da parte del divulgatore: “E’ bello per me” o   “A me piace”, e giu’ di li. Sono pareri o al massimo brevissime recensioni.

Poco tempo = poche informazioni.

Con questo non li voglio sminuire. Sottolineo che non è semplice avere successo come tik toker. Non è semplice avere una comunicazione veloce ed efficace. In poco tempo devi dare molte informazioni, precise, coincise e devi riuscire a coinvolgere l’ascoltatore, la tua cosidetta “community”.  Ci riesci se sai cogliere quella cosa importante di quel determinato  fumetto.

Interessante è anche sottolineare le differenze che vi sono tra il pubblico televisivo e il pubblico di youtube o dei social in generale. Mentre il primo è in ascolto passivo, il secondo invece interagisce con te. Youtube da questo punto di vista è piu’ “democratico” come medium. Inoltre mentre Mollica era uno. Oggi ci sono tanti youtuber, tanti tiktoker . La concorrenza è fortissima.

Ascoltare uno youtuber che ti parla di un fumetto è come entrare in una fumetteria e chiedere dei consigli su cosa leggere. E’ un rapporto piu’ diretto e intimo.

Il rischio di mancanza di approfondimento, il rischio di scadere nel dilettantismo ovviamente c’è. E’ dietro l’angolo; non lo si può negare.

Non si ha più la garanzia di poter ascoltare un esperto che divulga alla Mollica.

Questo problema nasce dalla disponibilità del medium. Grazie ad esso tutti possono parlare di tutto e dare un loro parere. Parere che è  soggettivo. E’ insito nella natura del nuovo media.

Stà poi nelle capacità  e nella intelligenza dello youtuber che ha la “pretesa” di approfondire, scegliere  di affidarsi ad esperti per parlare di determinati temi (magari intervistandoli).

Se sei bravo Youtube ti da modo anche di creare una sorta di piccoli documentari, di inchieste fruibili da tutti.

Per la sua facilità d’uso ed immediatezza, Youtube ti da la possibilità di mantenere la tua spontaneità (dipende dal taglio che vuoi dare) e quindi volendo ci sta  anche una certa amatorialità nel fare un pezzo. Cosa che ha i suoi pregi (come quello di entrare in stretto contatto con il tuo pubblico- cosa che con la TV non accadeva) e i suoi difetti (il rischio di essere superficiale è sempre dietro l’angolo e si contrappone al rigore giornalistico di ieri come di oggi).

R.: Serve secondo me a questo punto fare una riflessione, sia sulla divulgazione, sia sui mezzi che si usano, sia su cosa si vuole divulgare.

Ci siamo mai domandati veramente cosa vuol dire fare divulgazione? Vuol forse dire creare una conoscenza comune? E se si, il fumetto è un tema condivisibile? Può essere posto sullo stesso piano del:

– calcio

-dell’amore per la pizza

 -della musica

 La domanda è retorica e la risposta è no.

Inoltre la trasformazione della divulgazione è figlia dell’aumento dei modi di comunicare.

Quando ce ne era uno solo, la televisione di Mollica, qualcosa spostava. Anche il fumetto.

Oggi è tutto cambiato. I giovani la televisione nemmeno la guardano piu’. Vi è un pubblico per ogni media. Un media è piu’ efficace di un altro nel promuovere un determinato tema/oggetto/settore.

M.: Concordo e per farmi meglio capire faccio un esempio sulla quella che è stata la  mia scelta del mezzo per fare divulgazione e su quale ho trovato piu’ adatto per un mio prodotto. Io sono autore di un fumetto. Fare un passaggio sul canale youtube di Dario Moccia per promuovere il mio libro “il confine” mi ha aiutato molto di piu’ che non un servizio di qualche minuto in televisione. Buona divulgazione oggi significa parlare a pochi interessantissimi piuttosto che a tanti “distratti” e poco interessati.

Ritengo che forse a questo punto oggi è meglio avere pochi ma buoni lettori (interessati) -che quindi ci comprano (vedi il caso delle Variant)-  piuttosto che numeri piu alti di indifferenti.

R,: Il rischio tuttavia è che diventino sempre meno anche se sempre piu’ interessati è dietro l’angolo. Alla fine ti trovi a parlare con 100 persone, che, credo, che commercialmente forse è un obiettivo fallimentare.

M.: ok, però questo ragionamento va anche contestualizzato rispetto alla quantità di offerta del mercato. Facciamo l’esempio dei Manga. Ne escono moltissimi. Dal punto di vista del divulgatore è impensabile pensare di “fare la critica” ad ogni episodio. D’altro canto dal punto di vista del lettore è difficilissimo orientarsi.

Dove è che la domanda incontra l’offerta? al lettore piace (o forse deve accontentarsi) avere anche poche notizie su tutto cio’ che lo incuriosisce; il tiktoker gliele da nel giusto modo  (o come forse come puo’) condendo il tutto con tanta passione, intimità, vicinanza. Questo connubbio funziona visti i follower che hanno alcuni tiktoker.

R.: Ok, comprendo e alla fine dei conti sono contento che ci sia tanto “cuore” da parte di tutti coloro che sono intervenuti e fanno divulgazione di fumetto; anche io ci metto il mio, ormai un cuore cinico, ma ci sta.

Ne traggo questa conclusione: La verità è che viviamo in un mondo in movimento dove le forme cambiano. Sono sicuro che se ripetiamo questo talk tra un anno, ci sarà un nuovo medium per divulgare il fumetto. Quello che è certo è che la passione ci deve guidare;  bisogna creare un rapporto fiduciario con il lettore/ascoltatore/follower; è pur vero che rimango della mia idea:  c’è divulgazione e divulgazione; la gente vuole farsi consigliare ma deve aver ben chiaro chi è che la sta “consigliando” in termini di competenza altrimenti tutto scade nella superficialità e nella amatorialità e a rimetterci è tutto il mondo del fumetto sia gli autori che i consumatori.  

M.: E’ vero quello che dici, te lo riconosco. Da autore è molto bello parlare con persone (i divulgatori) che ne sanno e allo stesso tempo è molto triste parlare con persone non hanno minimamente idea di tu sia. Tutto ciò danneggia il mondo del fumetto e anche e soprattutto il lettore/ascoltarore/follower. Quindi mi raccomando parlate di fumetto ma con “cura e attenzione”.

Ci uniamo all’appello di Mauro e Riccardo e ,nella speranza di aver dato un contributo con questo reportage sul Festival ci diamo l’appuntamento ad ARF X nel 2024. Buon fumetto a tutti.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – articolo del 16 maggio 2023]

ARF! Festival & il Municipio IX di Roma presentanoSERGIO TOPPI. Geografie dell’avventura+VALO. Premio Bartoli 2022

Cari amici di Detti e Fumetti

Non mancate all’inaugurazione il 5 maggio della doppia mostra di SERGIO TOPPI e VALO.

Dopo le retrospettive dedicate negli anni passati a Maestri del Fumetto italiano come Guido CrepaxAttilio Micheluzzi e Gianni De Luca, solcando la stessa linea editoriale, ARF!  insieme al Municipio Roma IX e con la co-curatela della APS Artigiani delle Nuvole, presenta una nuova mostra antologica dedicata al grandissimo Sergio Toppi.
L’opera riconosciuta, pluripremiata e pubblicata in tutto il mondo, Geografie dell’Avventura racconterà l’attraversamento dei continenti e dei confini narrativi tramite i luoghi, le epoche e le culture che tracciano una “mappa” dell’opera di questo autore immenso.
 
La mostra, che verrà inaugurata venerdì 5 maggio alle ore 18, presenta decine di tavole originali e alcune stampe tratte dalle sue storie a fumetti più celebri, da Il Collezionista a Sharaz-De, da Blues e Little Big Horn 1875 a Una spada per KomuraSan Isidro Maxtlacingo 1850 e Kas-Cej (opere che – negli anni – sono approdate su riviste che hanno segnato la storia del Fumetto italiano, come Corto MalteseAlter AlterComic ArtL’Eterrnauta e Orient Express), da ambientazioni puramente western a suggestioni mediorientali che rimandano a Le mille e una notte, dal Giappone al Messico, dalle steppe russe agli altipiani aztechi. E oltre, fino ad alcune riproduzioni di illustrazioni oramai introvabili, a testimonianza delle tante collaborazioni che Toppi ha intessuto con alcune delle più prestigiose case editrici italiane e straniere, da Sergio Bonelli Editore alla Marvel Comics.
 
«Quando, da perfetto sconosciuto quale sono, grazie al cielo, al di fuori del piccolo mondo fumettistico italiano, mi presento a qualche manifestazione dedicata ai comics (a New York come a Buenos Aires, a Barcellona come ad Angoulême), mi basta una semplice dichiarazione per suscitare l’interesse e la stima dei miei interlocutori: “Mi chiamo Sergio Bonelli, pubblico fumetti in Italia e sono l’editore di Sergio Toppi.”» Sergio Bonelli
 
Questa mostra rappresenta la prima collaborazione di ARF! Festival con La Vaccheria, il nuovo spazio culturale ed espositivo dell’EUR, in via Giovanni l’Eltore, uno splendido casale storico di circa 1.800 mq. appena ristrutturato e rigenerato, a cavallo tra il Pratone delle Valli e il Parco Volusia, in gestione al Municipio Roma IX.
 
Nello stesso spazio verranno esposte le opere di VALO, al secolo Valentina Patete, fumettista e illustratrice di Isernia, vincitrice del Premio Bartoli 2022, riconoscimento che ogni anno ARF! Festival, in collaborazione con Stay Nerd, assegna alla “Miglior promessa del fumetto italiano”.  Il Premio – intitolato alla memoria dell’impareggiabile scopritore di talenti Lorenzo Bartoli – oltre a offrite l’opportunità di esporre le proprie opere accanto a quelle di un grande nome del Fumetto italiano riconosce anche un premio in denaro offerto da Stay Nerd.
SERGIO TOPPI. GEOGRAFIE DELL’AVVENTURA + VALO (Premio Bartoli 2022)
dal 5 maggio al 4 giugno 2023. Ingresso gratuito
La Vaccheria, via Giovanni l’Eltore 35 (EUR). 00144 Roma
Dal martedì al giovedì: 9:00 — 13:00 | Dal venerdì alla domenica: 9:00 — 19:00 | lunedì chiuso

Riferimenti della organizzazione del FESTIVAL:

Ufficio Stampa ARF! Festival: Fabiana Manuelli – 347 8263425 – stampa@fabianamanuelli.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto -articolo del 4 maggio 2023]

SALVO il fumetto, la salute e la sicurezza raccontata ai ragazzi

Cari amici di DETTI E FUMETTI in occasione della giornata mondiale sulla sicurezza cogliamo l’occasione per pubblicare il bellissimo lavoro di un team di esperti  che  parla direttamente ai giovani di salute e sicurezza  in modo semplice, nuovo e diretto mediante un concept book fatto che unisce al fumetto delle schede di approfondimento chiare e sintetiche. Un libro SALVO IL FUMETTO la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi lo possiamo definire uno strumento, un vero e proprio kit (come ricorda la copertina), di cui ognuno di noi dovrebbe dotarsi per interfacciarsi con i lavoratori del futuro.

Per l’occasione abbiamo intervistato alcuni degli autori: Elena Magno, Vito Schiavone, Ivan Mainardi e Paolo Zambianchi.

F. : Elena vedo te ed il tuo team ogni giorno spendere le vostre energie per sensibilizzare i vostri colleghi sul tema della salute e sicurezza; so che eravate da tempo alla ricerca di un modo. Intervenire sui giovani per creare una sensibilità forte fin dalla tenera età, potrebbe essere la soluzione rivoluzionaria?

E.: Penso proprio di si; cio’ che si apprende da piccoli ti rimane scolpito nella mente e non lo scordi piu’. E’ fondamentale far capire agli adolescenti quali sono i corretti comportamenti da tenere per la propria salute e sicurezza al fine di impostare un cambiamento di mentalità che porti ad un consolidamento della cultura della sicurezza alle generazioni future.

La giusta comunicazione agli adolescenti permette infatti di realizzare un futuro diverso dal presente che conta ancora troppe vittime ed incidenti: attraverso appropriati metodi di comunicazione (come ad es. il fumetto) possiamo contribuire a sensibilizzare e responsabilizzare gli adolescenti sulla necessità di prendersi cura di se stessi e degli altri.

F.: Perché siete andati a cercare temi nelle situazioni della vita di tutti i giorni e non solo nel cantiere?

E.: Per coinvolgere ed interessare gli adolescenti sui temi di salute e sicurezza risulta essenziale fare esempi concreti, individuare contesti familiari e analizzare le azioni quotidiane che li coinvolgono in prima persona.

Ad esempio si può diffondere la cultura della sicurezza agli adolescenti cominciando dalle situazioni divertenti che si svolgono ogni giorno come andare in piscina, tuffarsi, andare in bicicletta oppure ad un concerto o allo stadio in auto con gli amici. E’ fondamentale inoltre trovare il giusto linguaggio per trasmettere i concetti principali sulla salute e sicurezza agli adolescenti.

F.: Da te Vito mi piacerebbe sapere come hai accolto l’idea di usare il medium del fumetto per parlare di queste tematiche.

V.: Perché il fumetto? Abbiamo provato a dare in mano ai nostri ragazzi un libro, una rivista con delle belle foto. L’hanno usata nel migliore dei casi come ferma porta. Non penso che oggi giorno ci sia un mezzo migliore. Il fumetto è essenziale, d’impatto, veloce. E’ la loro lingua. Per raggiungere il nostro scopo divulgativo era importante esprimersi il più possibile nella loro “lingua”. Ma ti dirò di più: secondo me il fumetto coniuga operativamente testo e immagine, dando la possibilità al giovane lettore di immedesimarsi momentaneamente nel protagonista della storia. E’ questa la chiave vincente: l’immedesimazione, il mettersi nei panni dell’altro; è cosi’ che possiamo avvicinare il lettore.

Crediamo fortemente che per ingaggiare il lettore su tematiche “noiose” come potrebbero apparire quelle di salute e sicurezza sia importante trovare modi comunicativi non convenzionali ed il fumetto assolve appieno questa funzione.

F. : Ivan vuoi aggiungere qualcosa sul perchè utilizzare un fumetto cartaceo per trasmettere il vostro messaggio?

I.: Oggi abbiamo la fortuna di vivere in un mondo che ti fornisce tutte le informazioni che cerchi, dandoti molte più nozioni di quello che ti saresti aspettato. Viviamo in un momento in cui la intelligenza artificiale risponde alle domande che ancora devi porti ed è proprio per questo che abbiamo deciso di esprimere concetti così importanti con uno strumento cartaceo; leggere un fumetto, un libro, una rivista richiede attenzione, concentrazione, dedizione ed il tema della sicurezza ha bisogno di queste qualità quindi ben si sposa con l’uso del fumetto cartaceo. Oggi è tutto molto veloce, troppo a volto direi; il tema sicurezza invece ha bisogno di tempo per essere compreso e messo in pratica.

F: E allora perche non un manuale classico?

I.: Potevamo esprimerci con un manuale, ma abbiamo voluto farlo con un fumetto, perché per noi la sicurezza deve far parte del nostro quotidiano, deve essere un concetto semplice e applicabile alle nostre abitudini. 

F.: Perché ad un certo momento avete deciso di proporvi sui social?

I.: Perché è il primo punto di incontro dei giovani, la piattaforma su cui si incontrano e dialogano. Vogliamo parlare in primis a loro, sono la nostra platea ideale. I social hanno lo scopo di catturare la loro attenzione per spingerli ad approfondire le loro esperienze, la loro cultura, la loro conoscenza. Per noi è un po’ come una vetrina per i negozi di giochi; il primo approccio che genera curiosità; serve ad aprire la porta a una nuova esperienza che li porta a conoscere e giocare con nuove regole.

F.: Paolo ti seguo sui social e vedo quanta passione dedichi al tema della salute e sicurezza. Per quale motivo te e il team MARTA avete trovato una ragione di vita nell’occuparvi di sicurezza (Salvo è la seconda stagione non dimentichiamo di ricordarlo ai nostri lettori).

P: Perché occuparsi di sicurezza significa occuparsi di vita, occuparsi delle persone, occupare il proprio tempo per un bene più alto: la vita di altre persone. Significa creare un circolo virtuoso in cui, prendendosi cura degli altri si può creare un mondo che si prenda cura di me e delle persone a me care. Occuparsi di sicurezza significa che quello che io faccio per qualcun altro verrà fatto a qualcun altro per me e per il bene per me più prezioso: i miei figli.

F.: Concordo pienamente, E’ per questo che il fine ultimo dello scrivere MARTA e ora SALVO è arrivare a presentarlo nelle scuole?

P.: Si vogliamo arrivare nelle scuole perchè è li che nascono e traggono linfa le nuove generazioni. Io penso che ogni generazione è programmata per essere migliore di quella precedente e se occuparsi di sicurezza significa migliorare il mondo, creare un mondo in cui le persone si prendono cura degli altri, direi che non c’è motivazione o occupazione migliore.

F.: Grazie ragazzi, dove possiamo trovare SALVO?

E.: E’ uscito da qualche giorno su AMAZON sia in versione E-BOOK che cartacea. Portatelo ai vostri incontri nelle scuole, regalatelo ai vostri ragazzi e usatelo per dialogare con loro. Se vi volete fare una idea potete leggere l’estratto del libro a questo link QUI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Fumetto- articolo del 28 aprile 2023]

ARF! FESTIVAL 2023 – IX ED.A Roma, dal 12 al 14 maggio 2023, torna il Festival del Fumetto di Roma

Amici di DETTI E FUMETTI finalmente ci siamo.

Dal 12 al 14 maggio 2023 al Mattatoio di Roma torna ARF! Festival, la festa di chi ama, legge, scrive, disegna e respira fumetti. Tre giorni di Storie, Segni & Disegni, un’immersione totale nel Fumetto al centro di Testaccio, quartiere-simbolo del fermento creativo della Capitale.
Dall’ARFist Alley per incontrare decine di stelle del fumetto internazionale (Pepe LarrazOtto Schmidt, il Collettivo MolesteWerther Dell’EderaRita Petruccioli, solo per citarne alcune), alla Job ARF!, luogo d’incontro tra case editrici e aspiranti professionisti; dall’ARF! Kids, un’area per laboratori creativi di qualità, incontri con libri e letture, sotto la guida dei migliori talenti dell’editoria per l’infanzia del panorama italiano alla Self ARF! interamente dedicata all’editoria indipendente.
E gli immancabili incontri-evento della Sala Talk con i grandi del Fumetto internazionale, editori, autori e autrici indipendenti e personalità dal mondo del cinema e della musica come Lillo, Fiore Manni, Caparezza, Ivan Silvestrini, Raiz e il cast di Mare Fuori, Luana Belsito, Pera Toons, Zerocalcare, Gicaciao (Sio, Giacomo Bevilacqua, Dado e Fraffrog) Will McPhail, Zuzu, Gipi, Kalina Muhova e tantissimi altri…
Confermate le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” per tutti coloro che vogliono approfondire le conoscenze su colore, disegno e scrittura con le star del fumetto italiano e internazionale come Nicoletta Baldari (autrice del manifesto di ARF! 9), Fiore Manni & Michele Monteleone e le Lectio Magistralis tenute da tre Master del fumetto d’autore: IgortLorenzo Mattotti e Francesca Ghermandi.
La grande novità di ARF! 9 è il BOOKSHOW®, lo spazio espositivo di oltre 500mq (in collaborazione con la libreria Giufà) dove sarà possibile trovare una nutrita rappresentanza delle maggiori case editrici di fumetto con le proprie novità e gli autori per sketch e dediche.
Per la nona edizione di ARF! saranno allestite ben 11 mostre allestite in differenti spazi, di cui tre con inaugurazioni anticipate e a ingresso gratuito.
La prima il 28 aprile presso la Sala Dalì di Piazza Navona per l’esposizione in anteprima esclusiva in Italia organizzata da ARF! e l’Instituto Cervantes di Roma, De Sagittis et Seminibus di David Aja, il rinomato artista spagnolo vincitore di 5 Eisner Awards e 2 Harvey Awards.
ARF! inaugurerà poi il 5 maggio la grande mostra antologica dedicata a Sergio ToppiGeografie dell’Avventura, realizzata in collaborazione con il Municipio IX, allestita fino al 4 giugno 2023 a La Vaccheria, il nuovo spazio espositivo di Roma Capitale all’Eur. Nello stesso spazio verranno esposte le opere di VALO, la vincitrice del Premio Bartoli 2022, riconoscimento che ogni anno ARF! Festival assegna alla “Miglior promessa del fumetto italiano”.

Nell’intenso weekend di attività del 12,13 e 14 maggio, dalle 10 alle 20, presso La Pelanda al Mattatoio, sarà possibile inoltre visitare altre 8 mostre esclusive come Caleidoscopio di Nicoletta Baldari (autrice del manifesto di ARF!2023) la fumettista, illustratrice e character designer, tra i tanti personaggi, di Frozen, Gli Incredibili, Star Wars, Spider-Man, Big Hero 6  e [RE]BUILDING HEROES dello spagnolo Pepe Larraz, disegnatore Marvel per la prima volta in mostra in Italia con pezzi assolutamente unici. Altra anteprima assoluta è l’esposizione delle tavole di Lancillotto del maestro Lorenzo Mattotti che verranno pubblicate a fine 2023 nel volume IV della tetralogia Artù, Lancillotto e il Graal, de I Millenni di Einaudi.
A Lillo, al secolo Pasquale Petrolo, ospite speciale di questa edizione, ARF! dedica anche una mostra dal titolo Lillo & Friends in cui il celebre attore è protagonista con tutti i suoi personaggi, nati dalla sua matita e da quelle di colleghi fumettisti come Greg, Michelangelo La Neve, Franco Saudelli, Gabriele Dell’Otto, Luca Usai, Lorenzo La Neve e Giancarlo Caracuzzo. E ancora Mattatoio, i segni ruvidi, potentissimi, che scolpiscono il bianco e il nero nell’arte di Werther Dell’Edera, un’occasione, anche questa in prima assoluta, per poter ammirare dal vivo le sperimentazioni pittoriche legate a Ultraman, Batman, Orfani, Dylan Dog, fino a Something is Killing the Children e NO ENTRY — Vietato l’Ingresso di Shintaro Kago, Maestro del Manga e implacabile indagatore dell’animo umano, ra body-horror, sensuali paranoie, teneri gattini e altre frivole e romantiche atrocità.
Nell’Area Kids Mafalda! un percorso espositivo che racconta, in una selezione di oltre cento strisce, il mondo della bambina argentina creata da Quino e per la sezione Self ARF! il talento di Margherita Morotti, artista, fumettista e illustratrice con Miraggi, Incubi e Ossessioni, storie con un’ossessione per i dettagli e le citazioni mistiche di culture diverse per una narrazione sofisticata e punk allo stesso tempo.

ARF! nato nel 2015, in pochi anni, da piccolo festival indipendente si è trasformato in una delle manifestazioni nazionali di riferimento nel settore, richiamando nell’ultima grande edizione oltre 15.000 visitatori tra appassionati e curiosi, bambini, ragazzi e famiglie. Ideato e organizzato da Daniele “Gud” BonomoPaolo “Ottokin” CampanaStefano “S3Keno” PiccoliMauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi, ARF! fa parte del RIFF (Rete Italiana Festival Fumetto).
La nona edizione è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e Azienda Speciale PalaExpo con il sostegno della Centrale del Latte di Roma e la partnership di ATAC.


INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» IX Edizione
MATTATOIO Piazza Orazio Giustiniani 4, (Testaccio) Roma
12/13/14 maggio 2023 – Orario: 10:00-20:00 
Biglietti: giornaliero € 12,00 – abbonamento 3 giorni € 22,00
Info: 060608

Riferimenti della organizzazione del FESTIVAL:

Ufficio Stampa ARF! Festival: Fabiana Manuelli – 347 8263425 – stampa@fabianamanuelli.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 11 maggio 2023]

ARF E ISTITUTO CERVANTES DI ROMA PRESENTA DE SAGITTIS ET SEMINIBUS – L’ARTE DI DAVID AJA A ROMA

Amici di DETTI E FUMETTI una mostra imperdibile

In esclusiva nazionale e per la prima volta in Italia, ARF! e l’Instituto Cervantes di Roma presentano alla Sala Dalì di Piazza Navona la mostra del rinomato artista spagnolo, vincitore di 5 Eisner Awards e 2 Harvey Awards, David Aja.
 
“Con un linguaggio ricco di sfumature, David Aja non è solo uno dei grandi autori contemporanei del fumetto spagnolo, ma una figura ammirata in tutta Europa. È una gioia e un motivo di orgoglio portare il meglio del suo lavoro ai romani” così dichiara il Direttore Instituto Cervantes di Roma Ignacio Peyró.
 
In De Sagittis et Seminibus, che sarà inaugurata il 28 aprile 2023 alle ore 18 alla presenza dell’artista, verranno esposte alcune delle creazioni più rappresentative dell’intero percorso artistico di David Aja.

Man, Black Panther, Secret Wars, Star Wars, The Punisher, Jessica Jones, Doctor Strange, X-Corps ma soprattutto per la serie Scarlet Witch, grazie alle cui illustrazioni vince il suo 5° Eisner Award nel 2016.
Slegatosi dal genere supereroistico, nel 2018 con Ann Nocenti crea la miniserie «epica e disturbante» The Seeds, pubblicata negli USA dalla Berger Books di Karen Berger e in Italia come volume unico da Bao Publishing, di cui Frank Quitely ha detto: «Un libro disegnato splendidamente, costruito in modo davvero completo e intelligente!» É invece del 2021 la sua prima collaborazione con la DC Comics, con la bellissima storia breve The Devil in the detail per la prestigiosa collana d’autore Batman: Black & White, di cui cura sia i testi che i disegni.

Mi piace affrontare ogni nuovo progetto in modo diverso, mettermi alla prova tutto il tempo. Perché?
Da un lato non mi piace ripetere quello che ho fatto, perché l’ho già fatto,
e dall’altro penso che ogni storia abbia bisogno del “proprio modo” per essere raccontata.
Sì, mi piace complicarmi le cose, ma spero sia un bene per le storie che disegno.
David Aja

DE SAGITTIS ET SEMINIBUS – L’ARTE DI DAVID AJA A ROMA
Dal 28 aprile al 9 luglio 2023. Ingresso libero
Instituto Cervantes – Sala Dalí – Piazza Navona, 91 – 00198 Roma
Orari di visita: da martedì a venerdì dalle 14:00 alle 20:00 | sabato dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 20:00
Info: pnavona@cervantes.es – curom1@cervantes.es | Tel.: 06 686 18 7
Ufficio Stampa Instituto Cervantes Roma: Lia Davis – liaedavis@gmail.com Marco Moretti – marcomoretty@gmail.com

Riferimenti della organizzazione del FESTIVAL:

Ufficio Stampa ARF! Festival: Fabiana Manuelli – 347 8263425 – stampa@fabianamanuelli.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto articolo del 27 aprile 2023]

STAR COMICS A COMICON NAPOLI 2023 – dal 28 aprile al 1 ̊ maggio 2023 -Torna in Italia dopo 10 anni la stella giapponese Miki Yoshikawa: dagli incontri con l’autrice alle celebrazioni per la conclusione di DEMON SLAYER, questo e molto altro tra le iniziative di Star Comics per Comicon


Dal ritorno della stella giapponese Miki Yoshikawa alle celebrazioni per la conclusione della serie DEMON SLAYER – KIMETSU NO YAIBA: sono numerosissime le attività previste dalla casa editrice Star Comics per questa nuova edizione di Comicon Napoli presso la Mostra D’Oltremare. Molti gli autori presenti, dalla già citata Yoshikawa a Mirka Andolfo e poi Paolo Traisci, Federica Di Meo, Elisa Pocetta, Emiliano Pagani e Daniele Caluri. Oltre alla consueta esposizione all’interno dell’Asian Village, un secondo stand, posto all’esterno dei padiglioni, sarà interamente dedicato alla serie DEMON SLAYER – KIMETSU NO YAIBA, che proprio questo aprile è giunta alla sua conclusione con la pubblicazione del volume numero 23. MIKI YOSHIKAWA IN ITALIA – Attesissimo il ritorno in Italia, dopo 10 anni, di Miki Yoshikawa, autrice della nuova serie A COUPLE OF CUCKOOS, il manga che racconta un vero e proprio scherzo del destino, vissuto attraverso gli amori di due liceali. Già pubblicata da Star Comics con le serie YANKEE-KUN & MEGANE-CHAN – IL TEPPISTA E LA QUATTROCCHI e YAMADA-KUN E LE 7 STREGHE, Yoshikawa sarà a Napoli per presentare la sua nuova opera che ha già riscosso molto successo e da cui è stata tratta una serie animata, disponibile sulla piattaforma Crunchyroll. Molti i momenti che vedranno l’autrice protagonista: tra questi, imperdibile l’appuntamento di sabato 29 aprile (dalle ore 13:00 presso la Sala A. Pazienza) che la vedrà insieme ad un’altra grande star del fumetto internazionale come Mirka Andolfo. Miki e Mirka daranno vita a uno “scambio di guardaroba” dei loro iconici personaggi, disegnando l’una con i vestiti dell’altra: un incontro divertente e originale che si pone come ponte tra fumetto occidentale e orientale.CELEBRAZIONI PER LA CONCLUSIONE DI DEMON SLAYER – KIMETSU NO YAIBA – Per celebrare l’opera di Koyoharu Gotouge – un manga diventato ormai un vero fenomeno generazionale con oltre 150 milioni di copie in circolazione a livello globale – sarà dedicato un intero stand dove si potranno trovare tutti i volumi della serie. Qui sarà allestito uno speciale photobooth con gli iconici personaggi a grandezza naturale e, in regalo, uno speciale ventaglio dedicato al manga.ESPERIENZE UNICHE – Realizzata in esclusiva per Comicon e i lettori italiani dal maestro Hiroyuki Takei, venerdì 28 (ore 14:00, presso l’Asian Village) sarà inaugurata la parete celebrativa con delle esclusive illustrazioni raffiguranti i personaggi della serie SHAMAN KING. Qui, per tutti i giorni della manifestazione, i lettori potranno lasciare un loro messaggio per l’autore. Sempre all’interno dell’Asian Village, non si potrà non fare sosta alla caffetteria che, per l’occasione, si trasformerà nel CAFÈ YURI IS MY JOB! Un’occasione unica per immergersi nell’atmosfera del manga.Tante attività anche presso lo stand Star Comics (padiglione 10) dove sarà allestito un originale photobooth dedicato alla nuova serie RANKING OF KINGS, qui i lettori potranno sedersi sulla poltrona dei re e ricevere in regalo un poster esclusivo dell’acclamata serie; giocando con una slot machine dedicata ad A COUPLE OF CUCKOOS si potrà tentare la sorte e cercare di vincere dei set di card anime (proposti in collaborazione con Crunchyroll), set card manga, shikishi con accesso al firmacopie di Miki Yoshikawa e t-shirt esclusive. Inoltre, un’originale pesca con in premio un’illustration card e delle t-shirt esclusive sarà dedicata alla serie MASHLE.
Non rimane che lanciarsi in questa nuova edizione di Comicon 2023. Maggiori dettagli, regolamento e orari dei firmacopie saranno disponibili sui canali social e sul sito starcomics.com
CALENDARIO EVENTI STAR COMICSSTAR COMICS: PANEL E INCONTRI
28 aprile alle ore 13:00, Sala HirobaPanel dedicato a SHAMAN KING di Hiroyuki Takei
I celebri content creator e curatori dell’Asian Village di Comicon, Angelo Cavallaro (Sommobuta), Domenico Guastafierro (Cavernadiplatone) e Antonio di Napoli (Tony), terranno insieme al Publishing Manager di Star Comics Cristian Posocco un approfondimento sulle avventure dello sciamano Yoh Asakura, protagonista della serie. Dopo l’incontro, alle ore 14:00, presso l’Asian Village, sarà inaugurata una parete celebrativa con delle illustrazioni realizzate in esclusiva per Comicon e i lettori italiani dal maestro Hiroyuki Takei.
28 aprile alle ore 16:00, spazio di Animeclick.it, Asian VillageAPERIMANGA: Annunci novità Star Comics
Primo slot di annunci sulle prossime novità Star Comics insieme alla redazione di Animeclick.it. L’evento sarà trasmesso sul canale Twitch di Animeclick.it.
29 aprile alle ore 13:00, Sala A. PazienzaShowcase con Miki Yoshikawa e Mirka AndolfoLe star del fumetto Miki Yoshikawa e Mirka Andolfo daranno vita a uno “scambio di guardaroba” dei loro iconici personaggi, disegnando l’una con i vestiti dell’altra: uno incontro divertente e originale che si pone come ponte tra fumetto occidentale e orientale.
29 aprile alle ore 15:00, Sala HirobaPanel  “Oltre la disabilità”: la forza e il coraggio di Ranking Of Kings
Un incontro, secondo della serie di panel a tema “Manga e inclusività” curati da Star Comics in collaborazione con Animeclick.it, sarà dedicato a RANKING OF KINGS, il popolarissimo manga di Sousuke Toka. Interverranno, insieme a Deborah Cioccoloni di Star Comics, il content creator Sommobuta e Alessandro Falciatore, responsabile della testata di approfondimento Animeclick.it.
30 aprile alle ore 15:30, Sala ItaliaProiezione anime A COUPLE OF CUCKOOS e incontro con l’autriceIn collaborazione con la piattaforma Crunchyroll, saranno proiettati i primi due episodi dell’anime A COUPLE OF CUCKOOS. All’incontro parteciperà per un saluto ai fan l’autrice Miki Yoshikawa.
30 aprile alle ore 17:00, spazio di Animeclick.it, Asian VillageAPERIMANGA: Annunci novità Star Comics
Secondo slot di annunci sulle prossime novità Star Comics insieme alla redazione di Animeclick.it. L’evento sarà trasmesso sul canale Twitch di Animeclick.it.
1˚ maggio alle ore 11:00, Sala Hiroba Panel dedicato Tatsuki Fujimoto, la carriera di un grande maestroCavernadiplatone, insieme a Claudia Calzuola di Star Comics, ripercorreranno l’intera carriera di uno dei più grandi maestri del manga: Tatsuki Fujimoto, in attesa dell’arrivo in Italia dell’opera GOODBYE, ERI (in arrivo a maggio 2023).
1˚ maggio alle ore 12:30, sala A. PazienzaRE:STAR: Saluti e ultimi annunci da Star Comics 
Un momento d’incontro con il pubblico, in collaborazione con il team di Comicon e di Animeclick.it, che vedrà il riepilogo dei titoli annunciati durante la manifestazione e il reveal delle ultime grandi novità Star Comics. L’evento sarà aperto al pubblico e trasmesso in contemporanea via Twitch, sul canale di Animeclick.
1˚ maggio alle ore 15:00, sala A. PazienzaLive Drawing con Miki Yoshikawa
Davanti al pubblico la maestra Yoshikawa disegnerà tre shikishi (piccole illustrazioni) raffiguranti i personaggi del suo ultimo manga A COUPLE OF CUCKOOS, ognuno di questi andrà in regalo a un fortunatissimo spettatore.
STAR COMICS NELL’AREA KIDS:
Laboratori – “Disegna anche tu i manga”
Le due artiste italiane Elisa Pocetta, autrice di STARDUSTER – IL GIOIELLO DELLE STELLE, e Federica Di Meo, disegnatrice di RABBIDS – LUMINYS QUEST, terranno due laboratori di disegno rispettivamente il 29 aprile dalle ore 15:30 presso l’Area Laboratori (per bambini e ragazzi dagli 8 anni) e il 30 aprile dalle ore 12:00 presso la Sala Incontri Kids (per bambini e ragazzi dai 10 anni).Oltre ai panel, grande attenzione sarà rivolta ai consueti eventi con gli immancabili annunci che sveleranno le prossime pubblicazioni di casa Star Comics. Sarà possibile trovare tutti i dettagli per seguire questi eventi sui canali social della casa editrice. 

SALVO – episodio 6 – COSA FARE DURANTE UN TERREMOTO

Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al sesto episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi.

Per chi non ci conosce ancora siamo un TEAM di esperti che ha deciso di collaborare assieme per divulgare la cultura e la sicurezza ai piu’ giovani attraverso l’uso potentissimo del fumetto, che riteniamo essere un mezzo trasversale, chiaro e diretto per poter portare avanti contenuti utili alla collettività.

Nel nostro curriculum già vi è MARTA (potete prenderlo a questo LINK) , simile a SALVO, ma rivolta ai piu’ piccoli ( fascia di età 9-12).

Tanti i temi trattati in materia di salute e sicurezza, la maggior parte dei quali si rifà ai punti fondamentali dell’INAIL ma che spazia anche in materie come l’educazione civica, l’alimentazione e la pedagogia.

Nel ringraziare DETTI E FUMETTI, che con questo progetto coglie appieno la sua essenza, cioè quello di essere un HUB NEL WEB e unire mondi e culture diverse nell’insegna del fumetto, oggi vogliamo concludere questo primo ciclo di SALVO parlandovi di uno dei temi che ci sta piu’ a cuore: SALVare VITE. Come farlo? Aiutando a capire come reagire e comportarsi se si viene colti da un evento sismico e/o atmosferico avverso mentre si è in un locale.

Prendiamo ad esempio il Terremoto.

COSA FARE DURANTE UNA SCOSSA?

Prima di tutto  occorre identificare posti sicuri all’interno e all’esterno del luogo in cui sei quando si verifica una scossa:

INTERNI

► Contro un muro, interno;

librerie pesanti o altri mobili pesanti potrebbero

► Lontano da dove vetri potrebbero frantumarsi (come nei pressi di finestre, specchi, quadri) o da dove scaffali potrebbero cadere.

 ► Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una

porta inserita in un muro portante (quelli più spessi)

o sotto una trave … ti può proteggere da eventuali

crolli;

► Sotto mobili robusti, come per esempio una pesante

scrivania o un tavolo;

► Riparati sotto un tavolo

… è pericoloso stare vicino

ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero

caderti addosso;

► Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore

… talvolta le scale sono la parte più debole

dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti

di uscire;

ESTERNI

► All’esterno, lontano da edifici, alberi, linee telefoniche

ed elettriche, cavalcavia o autostrade sopraelevate.

Di questo e di molto altro parleremo in SALVO nel capitolo dedicato al SISMA. Se voltete effettuare il pre order potete scrivere a filipponovelli.911i@gmail.com. Per il momento vi anticipiamo una pagina del fumetto, buona visione!

Il TEAM MARTA si avvale della collaborazione di esperti del settore:

Paola Favarano, Elena Magno, Veronica Bonanomi, Maria Grazia Apuzzo, Ivan Mainardi, Michele Rovida, Paolo Zambianchi, Alessandro Nanni, Stefano Pancari, Vito Schiavone. Con il sostegno di Carla Mammone e Roberto Scirocchi.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – Articolo del 27 febbraio 2023]

SALVO – Episodio 5 – Come andare in bicicletta

Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al quinto episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi.

Il nostro racconto sulle best practices in materia di salute e sicurezza va avanti con grandi risultati e riscontro di pubblico, quel pubblico della fascia di eta 14-18 che è cosi’ difficile da coinvolgere. A compiere l’impresa è il mezzo vincente, fresco e trasversale del fumetto che i nostri esperti della sicurezza hanno adottato. Il fumetto come strumento per raccontare tematiche attuali e coinvolgenti, strumento per catturare l’attenzione in modo nuovo di quelli che saranno i lavoratori del futuro.

Ormai ogni responsabile della salute e sicurezza vuole avvalersi di questo “aiuto” quando si reca nelle scuole a parlare di sicurezza perché tramite il fumetto riesce a tenere viva l’attenzione, a far immedesimare il suo pubblico, a farlo partecipare al corso.

Già con MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini ( che potete prendere QUI) si era riusciti nella impresa in occasione dei corsi presso le scuole elementari. Con Salvo si vuole arrivare ai licei e agli istituti tecnici.

Ma veniamo al tema “calamita” del giorno: come andare in bicicletta in modo sicuro.

Quando si va in bicicletta ci si puo’ disporre in fila, in coppia o in tre a ruote appaiate? Come si attraversano le strisce? come si segnala la svolta a destra o a sinistra? Di questo e di tante altre curiosità e consigli parleremo nella scheda di approfondimento presente nel fumetto. Oggi vogliamo anticiparvi una pagina, quella con la storia della gita di Salvo. Se siete interessati al fumetto completo di SALVO potete contattarci alla e mail: filipponovelli,911i@gmail.com

per un pre order del fumetto.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione FUMETTO – articolo del 24 febbraio 2023]