I MIGLIORI ARTICOLI SUL FUMETTO #2

Ecco di nuovo una rubrica della serie “i migliori articoli sul fumetto”. Ecco a voi “Le riflessioni sulle  WEB STRIP da ABC Apogeo Bit Comic (di Antonio Sofi)”.

Ormai scalzato nella  hit parade dei motivi-per-i-quali-la-gioventù-è-bruciata dai videogiochi e dai  reality show, superato dai cartoni animati nel cuore dei più piccoli (Luca  Raffaelli suggerisce giustamente di chiamarli disegni animati, ma è una  battaglia persa), inchiodato alla bidimensionalità dell’inchiostro che non si  muove e non si gioca con un joypad, il fumetto rischiava di andare incontro a  una mesta vecchiaia fatta di bei ricordi e di un consumo d’élite (curiosa  parabola di un arte nata che più popolare non si può). Questo prima del Web.  Perché oggi il fumetto ha nella Rete un alleato formidabile, una miracolosa  fonte di giovinezza, un economico lifting virale di linguaggi e talenti. Il Web  è naturalissimo botulino del fumetto, e in molti se ne stanno accorgendo.  […]

In Italia, a dire il  vero, il fumetto di carta non è esattamente il deserto dei Tartari in attesa del  successo che forse verrà. Resistono ancora oggi esperienze di quantità e qualità  come gli albi dellaBonelli, i cui vari Tex, Dylan Dog, Nathan Never mostrano  pochi cedimenti (ma ci sono, nelle vendite degli ultimi vent’anni). E c’è molta  produzione d’autore (ma non come dagli amati-odiati cugini francesi), quella  letteratura disegnata di cui parlava Hugo Pratt (o romanzo grafico come si  preferisce oggi) che ha avuto negli ultimi anni straordinari interpreti di casa  nostra: lo strabiliante Gipi, il celebrato Mattotti, il bravissimo e  anomalo bonelliano Enoch, il rockerDavide Toffolo e tanti altri –  anche giovanissimi usciti dalle fucine delle scuole di  fumetto.

Manca però – e  parliamo sempre del nostro buffo Paese – quel trait d’union fumettistico che  altrove ha messo in connessione virtuosa il fumetto d’elite (la letteratura  disegnata) e quello fictional e d’intrattenimento (Bonelli in Italia, o le  molteplici saghe dei supereroi negli Usa). Un tratto d’unione quotidiano e  popolare, mescolato alla varia cronaca, altare o contraltare dissonante  dell’attualità; quello che altrove occupa giornalmente o quasi le pagine interne  dei newspapers e che da noi si vede solo per qualche mese d’estate, nella pagina  dei cruciverba: la comic  strip (o striscia). La strip è la forma primigenia del fumetto  e nasce proprio per essere pubblicata all’interno delle pagine dei quotidiani:  da destra a sinistra, due/tre vignette e conclusione (tranne la domenica, ché  l’importante foliazione dei quotidiani anglosassoni ha permesso la libertà di  una striscia-non-più-striscia, dallo sviluppo verticale e più  narrativo).Raccontano una storia, le comic strip, e giorno dopo giorno, con o  senza continuità temporale: con personaggi eternamente uguali a se stessi e  dimentichi di ciò che ieri fu, oppure che invecchiano e cambiano, in sincronia  con i loro disegnatori. L’intento è facile e difficilissimo allo stesso tempo:  far ridere o sorridere (che vuol dire, in fondo, pensare).  […]

La strip costringe  chi disegna ad impegnarsi in una delle prove più difficili in assoluto, per un  narratore quale ci si aspetta che sia: essere sintetico, ed essere brillante.  Non sempre il salto mortale narrativo riesce; non è sempre facile esaurire nei  limiti spazio-temporali di poche vignette tutta la forza centrifuga di una  storia compiuta. Quando riesce, però, scatta l’intimo applauso – il sorriso o il  pensiero.

In Italia mercato  per le comic strip, però, non c’è – e mai c’è stato. Nell’editoria dei  quotidiani anglosassoni le comic strip sono intoccabili come il meteo e gli  annunci economici. Usati come arma per conquistarsi, vignetta dopo vignetta, la  fedeltà dei lettori. Nel tempo questa scelta editoriale ha prodotto una vera e  propria scuola stilistica con tanto di capolavori indiscussi dell’arte del  fumetto (non scrivo dell’arte tout  court, ma lo penso). In Italia, tranne rari casi,  nisba.

È questo quello che  deve aver pensato chi, a un certo punto, ha cominciato a guardare alla Rete come  un luogo dove finalmente pubblicare strip e fumetti senza aspettare che dalla  torre d’avorio dei quotidiani aprissero l’inferriata invece di sguinzagliare i  coccodrilli. Sono quindi nati nel corso degli ultimi anni molti siti e webzine  che si propongono di pubblicare, promuovere, accogliere i talenti fumettistici  innamorati delle strip (ottimi esempi italiani sono, tra gli  altri, La Striscia.net e Nuvole  Elettriche). Nonché – è storia più recente – la rivoluzione dei blog ha permesso  a molti talenti individuali di aprirsi un proprio sito personale dove pubblicare  i propri fumetti, bypassando in parte anche l’appassionata intermediazione delle  webzine fumettare. Disegnando se stessi, senza alcun filtro, in stretto  rapporto con chi legge e commenta – trovando così, spesso, il senso più puro e  incontaminato delle comic  strip.[…]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

 

CIUCCI,una idea vincente

 

…e poi ci sono delle idee vincenti  su internet e facebook come il blog di Marta Lasorniana che, come si legge nella   sua introduzione, “… ospita i disegni d’infanzia di alcuni fumettisti e   illustratori italiani. Confrontando i disegni del passato e del presente, è   possibile intravedere i temi e lo stile, anche se acerbi, di un  autore”.
[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 10 maggio 2012]

La VENERE NERA di Botticelli?

La Venere Nera di Botticelli: grazie al film sui  Vendicatori siamo riusciti ad avvicinare un grandissimo pubblico al mondo del fumetto; sempre più neofiti stanno cominciando a capire che il fumetto è arte e sta velocemente risalendo dal 9° posto in cui l’avevamo relegata, dal momento che in sè vi sono i semi delle altre: dalla sceneggiatura alla poesia, dall’esaltazione dell’immagine concettuale alla comicità straripante. E   scusandoci per aver deturpato il vostro ricordo della venere botticelliana alziamo i calici e brindiamo al miliardo di nuovi fan del fumetto!!!

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 26 maggio 2012]

 

Professionista o "omo sanza lettere"?

Oggi la prosa di Leonardo viene giudicata tra le migliori del Rinascimento italiano; aliena da ogni retorica, artificio e sonorità, è tutta aderente alle cose: rifacendosi al linguaggio parlato, ha colore, robustezza, concisione, in modo da dare energia e spigliatezza all’espressione.
Leonardo si dimostrò inventore anche nella scrittura, tanto da apparire molto più moderno rispetto tanto ai suoi predecessori che ai suoi contemporanei. Francesco Flora dichiara che:”la prosa grande, la prima prosa grande d’Italia, è da trovare negli scritti di Leonardo”.
Ma ai suoi tempi non gli fu riconosciuta questa sua “professionalità”; era definito, come lui stesso riporta nel codice atlantico “Omo sanza lettere”, ossia uno che non conosce il latino. Ai suoi detrattori replicava così:
Siete Gente stolta! Non sapete che io potrei rispondervi, così come fece Mario ai patrizi romani: ”i professionisti, i letterati che si fanno ornamento delle altrui fatiche (citazioni, sapere derivato dagli altri e non derivato dalla propria fatica di genio ed inventiva)  il mio lavoro non vogliono riconoscere. La mia opera è tratta dalla esperienza, e non dalle parole di altri.
Sappiate che è l’esperienza la maestra degli autori di cui voi letterati, voi professionisti si riempiono la bocca. Perché il problema  resta quello della verità di ciò che si argomenta.
Manon ci si può fermare all’esperienza; essa  fa conoscere la realtà delle cose ma non da la necessità razionale dei fenomeni, la legge nascosta della manifestazione delle cose. La natura è costretta dalla ragione della sua legge che in lei infusamente vive. «nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non avrai più bisogno di esperienza; una volta compresa la legge che regola un fenomeno non occorre ripeterne l’osservazione:l’intima verità del fenomeno è raggiunta.
In conclusione due sono le cose che devi sapere: che le leggi che regolano la natura si esprimono mediante la matematica e che non esiste scienza che inizi e finisca nella mente senza prima passare per l’esperienza.
Leonardo da Vinci [ si ringrazia wikipedia per alcune citazioni ]
[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 1 agosto 2012]

LA GENESI DEL LOGO DI OSVY

Recentemente molti mi hanno chiesto se le strip  che disegnavo fossero una serie, se seguissero un filo rosso; ho capito che  occorreva fare chiarezza a cominciare dal nome, magari da inserire in testa alle strip. Non mi bastava un semplice nome, avevo bisogno di   una scritta che rimanesse nella memoria del lettore, che fosse l’essenza stessa della serie OSVY… c’era bisogno di un logo.

OSVY innanzitutto è il bianco porcospino in cui si trasforma il protagonista della serie per ricevere da esso la forza per recitare aforismi e illuminare il mondo attraverso le più famose massime; perché comprendere è possibile e conoscere è necessario e ti aiuta ad affrontare meglio la Vita.  Ho rappresentato l’occhio di OSVY con la lettera O.

Ma OSVY è anche il racconto scanzonato della   routine della vita di coppia nella quale Linda, con i suoi comportamenti   vessatori nei confronti di Osvy, la fa da padrona. La S è la sua coda.

OSVY è anche la lotta del Bene contro il Male; come Osvy recita aforismi positivi e carichi di speranza, allo stesso modo la   perfida volpe Morbo recita quelli cinici malvagi anche se drammaticamente veri. La V è la sua faccia.

Infine vi è la Y che nel suo segno raccoglie sia il  fulmine, trasformando i protagonisti della serie in animali, sia la matita che le disegna.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 6 settembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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MINNY E MERIDA

I miei amici mi hanno preso in giro… Filippo quelli della Pixar ti stanno spiando!

Perchè gli  ho risposto io? E loro: “No dico, non hai visto il film di Merida?”

Certo perche? E loro: “Come perchè… una bambina appassionata del tiro con l’arco con una madre orso proveniente dalla Scozia, no dico… è plagio!”

Si, si continuate a prendermi in giro… gli dissi il giorno dopo gli ho mandato questa illustrazione.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 9 settembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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LAUREARSI PER POI DEDICARE LA PROPRIA VITA A DISEGNARE FUMETTI: Osamu Tezuka il creatore dei MANGA

Oggigiorno non puoi  permetterti di coltivare le tue passioni e  tentare di farne un mestiere. Devi puntare a qualcosa di stabile, studiare una  vita, almeno ti devi  laureare per provare a trovare un lavoro con cui riuscire  a sfamare te e la tua famiglia. Solo dopo ti puoi permettere di dedicarti alle  tue passioni. Così fece Osamu Tezuka  che studiò medicina e divenne medico; nel frattempo disegnava  fumetti per  pagarsi gli studi, tanto bene che il fumetto stravolse i suoi piani di una  carriera nel campo medico. Tezuka, non a caso definito  “il Walt Disney  Giapponese”, creò il moderno genere dei fumetti giapponesi, conosciuti  come manga. I manga, distinguibili per l’estrema semplicità dello stile, avevano un linguaggio stenografato, visivo, che fondeva l’eleganza della forma con un momento narrativo a rotta di collo. I manga inizialmente furono per un pubblico di adolescenti (c’erano i robot che combattevano per la pace, come nella la popolare serie di ASTRO BOY), ma già a  partire dagli anni ’60, si spostarono verso storie più serie e adulte che  ebbero un grandissimo successo; Perfino dopo la sua scomparsa (1989), i libri  di Tezuka continuano a vendere a decine di milioni di copie in Giappone, tanto  che i manga rappresentano un quarto di tutti i libri venduti nel paese. Ma gli  è servito diventare medico? A quanto pare si, dal momento che i suoi studi  scientifici precedenti traspaiono in molte delineazioni sottili dei paesaggi e  della natura.

[Si ringrazia il blog “ASCOLTARE” ]

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 11 novembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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ZOLLETTA TI SCONFIGGERO'

La regolazione della glicemia, ovvero l’equilibrio dello zucchero nel sangue, è una funzione fondamentale per il corpo, indispensabile per la coscienza umana.
L’organismo si impegna per mantenere i livelli di zucchero entro un ambito di valori molto ristretto, grazie agli sforzi coordinati di molte ghiandole e dei loro ormoni. Il corpo risponde all’aumento del glucosio (zucchero nel sangue) dopo i pasti secernendo insulina, un ormone prodotto dal pancreas.

Con il digiuno o con l’esercizio fisico cala il glucosio e il pancreas secerne glucagone che stimola la liberazione di glucosio accumulato nei tessuti (glicogeno soprattutto nel fegato).
Se la glicemia cala troppo in fretta o se il soggetto è spaventato, affamato, o sotto stress, l’adrenalina o i corticosteroidi secreti dalle ghiandole surrenali mobilizzano rapidamente il glucosio immagazzinato per dare energia rapida.
Purtroppo il meccanismo naturale di controllo del glucosio viene logorato dalla dieta e dallo stile di vita occidentale, creando le basi per la grande espansione di diabete, di ipoglicemia reattiva e di obesità.
Questo tipo di alimentazione privilegia gli zuccheri raffinati, i grassi saturi, i prodotti animali ed è scarsa di fibre. Gli zuccheri raffinati vengono assorbiti velocemente, provocando un rapido innalzamento della glicemia: il corpo risponde aumentando esageratamente l’insulina, principale fattore dei sintomi di ipoglicemia (irritabilità, cefalea, calo di umore, sudorazione eccessiva, confusione, comportamento non controllato ecc.). Per rispondere al successivo calo improvviso dello zucchero le surrenali secernono adrenalina, che provoca un rapido innalzamento dello stesso. Con il tempo le surrenali vengono esaurite dagli stress provocati dall’innalzamento e abbassamento degli zuccheri e non riescono a rispondere in modo adeguato. In questo modo si manifesta ipoglicemia reattiva che, a lungo andare, crea le basi per un’insufficienza del pancreas e diventa diabete.
Inoltre è stato dimostrato che un quantitativo eccessivo di carboidrati raffinati è in grado di danneggiare il fegato al pari di un abuso di bevande contenenti alcolici.

Lo zucchero è energia

Gli zuccheri sono importanti per l’energia di cui un bambino ha bisogno.
La prima regola è evitare gli zuccheri raffinati. È preferibile, invece, consumarli sotto forma di carboidrati a catena lunga comenei cereali integrali biodinamici o biologici che liberano il glucosio nel metabolismo in modo lento e costante.
I nostri figli sono abituati a ingerire zucchero raffinato, edulcoranti artificiali, cibi zuccherati e dolcificati con le più svariate sostanze. Sono abituati a un sapore dolce così forte che copre quello dell’alimento in cui viene addizionato. Inoltre gli zuccheri raffinati (sotto forma di dolci, merendine, biscotti, etc.) contribuiscono alla formazione della carie dentaria e provocano nel bambino quel costante senso di fame e insoddisfazione metabolica dovuta al rapido assorbimento che determina poi un calo del glucosio nel sangue, influenzando negativamente lo stato psichico. Molte ipercinesie e molti malumori improvvisi di cui cerchiamo le ragioni psicologiche o che ci portano a colpevolizzarci come educatori non sono altro che ipoglicemie reattive, create da merendine e dolciumi fuori pasto.
Occorre cominciare dall’inizio con le buone abitudini: sono contrario alla pratica di addomesticare il bambino con una tettarella intinta nello zucchero o nel miele. Conosciamo purtroppo la carie provocata da questa abitudine oppure aggiungendo liquidi zuccherati nel biberon (acqua, camomilla o succhi di frutta, per esempio). Questi bambini presentano una caratteristica distruzione delle corone degli incisivi superiori che già verso i 3-4 anni sono ridotti alle sole radici.
Consiglio di evitare il frequente ricorso ad alimenti dolci nel corso della giornata lontano dai pasti. Bisogna ricordare che il loro potere cariogeno non dipende soltanto dalla quantità di zuccheri contenuti, ma anche dalla loro consistenza: quelli più appiccicosi rimarranno più a lungo sui denti favorendo la crescita dei batteri della placca. Le caramelle gommose/colorate date ai nostri bimbi sono una vera catena di montaggio della placca batterica che crea la carie.

I dolcificanti

Sono categoricamente contrario agli edulcoranti di sintesiche sono una vera e propria scuola di cancro. Non voglio sparare sulla Croce Rossa citando la saccarina, ma è stato ampiamente dimostrato che l’aspartame è tossico. I produttori, essendo essa molto redditizia, hanno fatto controanalisi cercando di dimostrare che il quantitativo tossico è basso e che, per avere danni, bisogna assumerlo in dosi elevate e continuative. Una domanda: possiamo avvelenare i cibi con piccole dosi di contenuto tossico e cancerogeno? Ma a quanti alimenti è stato applicato lo stesso metro di giudizio? Le sostanze tossiche sono cumulative e collaborano tra loro a danneggiare e diminuire le nostre difese immunitarie.
Dico questo pensando al danno che corre un bambino piccolo assumendo l’abitudine di assaggiare bibite più o meno “diet” o “zero” che contengono aspartame, che la mamma assume illudendosi di non ingrassare…
Tornando allo stile di vita dei bambini, penso che l’abitudine di far mangiare qualcosa prima di andare a letto sia una pratica malsana, responsabile di carie e che favorisce l’obesità e il diabete. Principio che vale anche per il latte, che non va somministrato prima di dormire come un sonnifero. La pratica di aggiungere zucchero nel latte della prima colazione è priva di senso: il latte, bevuto tiepido, è dolce.
Diverso è aggiungere al latte del pane integrale vecchio, creando la zuppa, un cibo da guerrieri invincibili, ma generosi con i vinti. Molte intolleranze al lattosio (lo zucchero del latte) sono favorite dall’aggiunta di zucchero e dalla pratica di bere il latte freddo che indebolisce la digestione.

Le alternative

In natura esistono molte alternative allo zucchero bianco (saccarosio) che è un cibo troppo unilaterale, come dimostra il fatto che è praticamente eterno ancor più della plastica: la vita è favorita dai cibi mobili e dinamici come il miele, che vediamo cristallizzare e modificarsi nel tempo.
Il miele è un alimento/medicina ricco di vitamine e di sostanze lenitive, viene assorbito più lentamente e deve essere assunto in piccole quantità, insegnando ai bambini il rispetto per il grande lavoro delle api. Può essere mescolato al burro o al tahin (burro di sesamo) per essere spalmato sul pane integrale a merenda o aggiunto alla frutta cotta in piccola quantità per abbellirne la visione. Può essere usato nelle tisane per la tosse, come il miele di tiglio che aggiunto alla tisana di tiglio ne intensifica armonicamente il potere sudorifero utile per combattere la febbre.
Per preparare dolci o biscotti possiamo usare, con parsimonia, lo zucchero integrale di canna biologico, che non subisce trattamenti chimici di raffinazione, ed è prodotto con un metodo artigianale e semplice. Per questo motivo rimane ricco di sali minerali (calcio, fosforo,zinco, magnesio) e vitamine (A, B1, B2, B5, B6, C, D, E). Raccomando di non confonderlo con lo zucchero di canna grezzo, che subisce trattamenti di raffinazione poco meno dello zucchero bianco ed è quasi altrettanto unilaterale.
Un’altra sostanza usata per addolcire è il malto, che deriva dalla germinazione di vari cereali, come il malto d’orzo o il malto di riso, con un contenuto di vitamine e sali minerali interessante. Può essere accettato per dolci e biscotti. La clinica insegna in modo inequivocabile che la gran parte dei bambini considerati inappetenti e addirittura a rischio salute dai loro genitori (perché indifferenti ad ogni seduzione zuccherina) amano cibi essenziali e semplici, e sono la gioia segreta di ogni pediatra perché, aldilà delle lamentele materne, semplicemente non si ammalano mai.

[fonte Valorealimentare.it]

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 22 dicembre 2012]

[Illustrazioni di Filippoo Novelli]

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IL LATTE… EVITIAMOLO!

Non lo sapevo, non l’ho mai digerito e … nel dubbio lo evitero’. Tu lo sapevi che il latte di mucca è un alimento troppo proteico per l’uomo (la natura infatti lo ha creato per il vitellino che ha una velocità di crescita 3 volte superiore) e crea acidificazione in un organismo dal sangue tendenzialmente alcalino.

[…] La continua acidificazione richiede un intervento immediato del nostro sistema immunitario, che affronta il terribile invasore bianco, prelevando calcio organico dalle nostre ossa. I paesi con il più alto consumo di latticini sono quelle con le più alte percentuali di osteoporosi. Ruba più calcio di quanto ne offre. Tra l’altro ci consegna calcio inorganico, pastorizzato, cotto, denaturato e carico di antibiotici. Inoltre il latte di mucca è anche un alimento privo di ferro e come tutti i cibi ferro-carenti ruba ciò che gli manca (in questo caso il ferro ma il discorso vale per tutti i minerali) dalle nostre già esigue riserve.

Informazioni tratte da  Biohaus S.r.l. Il resto lo trovi   QUI.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 1 dicembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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UNA MOSTRA DI FUMETTI IN BIBLIOTECA

Come ogni sabato sono passato in biblioteca a fare la scorta  di libri per la settimana. Gironzolando tra gli scaffali indovina cosa scopro?  Una bella mostra di fumetti disegnati dai ragazzi della scuola di quartiere.Speriamo che questa iniziativa contagi le altre biblioteche  comunali e che diventi itinerante mi sono detto.

Con l’occasione la biblioteca ha creato una serie di  aree dedicate al fumetto: c’è quella per i piu’ piccini, dove i  genitori si siedono con loro e glieli leggono;c’è quella per i grandi,  dove sono presentati i più famosi fumetti sia degli  autori del momento sia dei  classici; la cosa interessante è che  qui i comics si alternano via via che il  visitatore li prende in prestito; e se non ne trovi uno specifico? Nessun problema,  lo segnali alla biblioteca e lei lo compra, mettendolo a disposizione dopo  qualche giorno per te fortunato lettore. Si ma se lo vuoi subito senza  aspettare? Nessun problema, grazie alla sua rete di biblioteche sparse per la  città, il bibliotecario di turno ti segnala quella in cui puoi andarlo ad  affittare! 

Sono proprio soddisfatto; erano anni che parlavo alla  direttrice di organizzare una mostra di fumetti. Sono sicuro che questa non  sarà l’ultima.

Dopo il “caso Amazon”, dopo le interviste ai  fumettisti in TV, ora siamo anche nelle biblioteche, il fumetto sta prendendo  sempre più piede in Italia. Continuiamo così.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 15 dicembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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VORREI DISEGNARE UNA STRIP…

Vorrei disegnare una strip…una al giorno. Quando vivrò di disegno lo farò.

Una strip perfetta ogni volta che voglio raccontare una storia; per ora quelle imperfette le conoscete, sto sperimentando.

Vorrei farvi capire che voi siete quello che accade tra una una strip e l’altra, e a volte siete la strip, perchè noi attingiamo dalle nostre esperienze, da cio’ che ci accade attorno, noi siamo spugne!

Per chiosa vi lascio una “Apologia del fumettista” scritta dalla Comic Star del momento, Roberto Recchioni, che inizia più meno così:“…fare fumetti richiede fatica e dedizione completa, forse più che nella maggior parte dei mestieri”. 

e prosegue: ” […]  Perché fare fumetti è arte quanto artigianato. E’ applicazione quanto talento. E’ estro quanto metodo. Perché non basta saper disegnare e non basta saper scrivere. Si deve saper disegnare (anche solo con la mente) e scrivere (anche con il disegno).

E, ancora di più, bisogna saper raccontare. Perché lo scopo è quello. Raccontare una storia. Poco importa se grande o piccola, se ambientata tra le montagne dell’Arizona o in un condominio di un quartiere di periferia. Se gialla, nera, rossa o rosa o di chissà che colore. I fumetti si fanno per le storie. Tutte quante. E’ il senso del racconto, quello che ci vuole. E del segno. Perché, nel fumetto, il segno è parola, quanto le parole stesse. E i segni bisogna conoscerli, amarli e saperli usare. E quello è mestiere, prima che istinto. E’ mestiere che diventa istinto. Per un fumettista, uno vero, fare fumetti è come respirare. Anzi, meglio: un fumettista respira fumetti, vive tra le pagine e il tempo della sua vita è scandito da quella linea bianca che separa una vignetta dalle altre. Volete fare fumetti nella vostra vita? Lo volete sul serio? Allora, dovete fare in modo che il fumetto diventi un problema. Perché se non siete dominati da esso, allora lo state facendo sbagliato. Qualcuno vi dirà che l’ossessione non è obbligatoria se si vuole fare questo mestiere. E’ vero. Ma aiuta parecchio”. Qui la versione integrale.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 24 dicembre 2012]

 

BERE ACQUA DI RUBINETTO E FILTRARE L'ACQUA GRAZIE AL FAI DA TE

Bere acqua del rubinetto è una delle prime regole per chi vuole essere buono con la Terra: è conveniente per le tasche, è ecologica perché consente di risparmiare plastica e di abbattere l’inquinamento atmosferico causato dal trasporto, è pulita, perché controllata di più dell’acqua in bottiglia, è sana, perché non contiene batteri, è comoda, visto che una famiglia di tre persone che consuma acqua confenzionata sarebbe costretta a trasportare e sollevare una tonnellata di bottiglie ogni anno.

Ma se volessimo rendere ancor più  gradevole al palato il sapore della nostra fresca acqua del rubinetto, o essere certi che sia filtrata correttamente, ecco una soluzione davvero geniale per realizzare un sistema “casalingo” fai da te per trattare l’acqua. E anche per riciclare in maniera creativa le nostre vecchie bottiglie PET. Si tratta di “Bottlefilter“, un’idea di David Rainbird che consente di “cogliere due piccioni con una fava”.

Continua QUI
[fonte GREENME.it articolo di Roberta Ragni]

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 26 dicembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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CONVIENE PROMUOVERSI PIU' ON LINE O PIU' OFF LINE

Inizia così l’articolo di Roberto Tartaglia su youcanprint.it -blog book: “ Io credo che i due scenari siano complementari e non esclusivi.  […] La promozione offline, a differenza della sua sorella online, è leggermente più costosa e faticosa, ma non meno d’impatto.Ecco qualche esempio di come fare pubblicità offline ai tuoi libri. […]

Volantinaggio.

Lo so, può sembrare antiquato e noioso come metodo ma, t’assicuro, se usato bene, ha il suo effetto.Importante è “scegliere le persone da conquistare e andare da loro”; pensa: che luoghi frequentano queste persone? Crea dei volantini accattivanti o dei piccoli manifesti in formato A3 da distribuire nei luoghi da loro frequentati, da affiggere nelle bacheche o da lasciare sui banconi.Occhio! la qualità del volantino è molto importante per la riuscita del lavoro.

Comunicati stampa.

Prendere contatti con i giornalisti è un punto fondamentale per l’autopromozione offline. Prendi contatti con i giornalisti via Web. Su Facebook, ad esempio, non è difficile trovarne. Puoi anche dare un’occhiata ai siti Web delle testate, molti giornalisti mettono le loro email in bella vista. Quando scrivi un comunicato stampa, ricorda, devi sempre offrire una notizia al giornalista per invogliarlo a scrivere di te. Non dire semplicemente “ho scritto questo libro e nella vita ho fatto questo, ricevuto questi riconoscimenti”. Non interessa a nessuno. Parla, invece, del tema del tuo libro. Mettici entusiasmo, inserisci qualche recensione, se già ne hai. Solo alla fine metti i riferimenti per acquistare il libro.

Presentazioni dal vivo.

Come per il comunicato stampa, anche qui devi avere qualcosa di succulento da proporre, non solo l’uscita del libro. Questo è un errore che commettono molti, ecco perché, poi, alle presentazioni ci sono solo pochissime persone.

A tutti noi piace sentirci coinvolti, parte di un gruppo o di un progetto, amiamo scoprire cose nuove, svelare misteri e divertirci. Per questo andare in libreria per dire “ho scritto questo libro e l’ho pubblicato con…” non serve a nulla.

Pensa sempre come un possibile lettore. Se io andassi alla presentazione di un libro come il mio, cosa mi piacerebbe vivere? Di cosa mi piacerebbe sentir parlare l’autore/autrice? Preferirei starmene seduto/a su una sedia ad ascoltare, o sgranocchiare qualcosa in un aperitivo in piedi? Vorrei della musica di sottofondo? Dal vivo o tramite dj? Un gioco di ruolo?

E non dimenticare di farti stampare sempre del materiale di corredo: tovaglie per i tavoli, manifesti, volantini, così da creare il giusto ambiente e mettere a disposizione dei presenti un promemoria da portar via con i tuoi contatti.

Ovviamente il tavolino con qualche libro da poter acquistare al volo è d’obbligo.

Con un po’ di contatti giusti, bastano davvero pochi soldi per mettere su una presentazione come si deve.

L’articolo integrale è QUI

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti del 28 dicembre 2012]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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PER IL VOSTRO GATTINO … L'ARTE DEL RICICLO

Sui social, su YUOTUBE gli articoli e i video piu’ visti sono quelli sui gatti. Approfittiamo anche noi dell’animale domestico tanto amato per parlare di riciclo!

Come ogni anno, quando si avvicinano i saldi, riordinate l’armadio e vi accorgete che non vi è piu’ nulla da poter indossare. Stavolta però evitate di buttare decine di vestiti… usate un po’ di fantasia e RICICLATE !!! Ecco una simpatica idea

Altre idee di RICICLO CREATIVO tratte dal sito BABYGREEN. IT le trovate  qui di seguito:

[Filippo Novelli per L’arte del Riciclo del 3 gennaio 2013]

DISEGNARE FUMETTI OGGI: SI DEVE SCEGLIERE IL DIGITALE O LE TECNICHE TRADIZIONALI?

Inizia così una interessante riflessione di Carmine  Di Giandomenico [del quale sotto riportiamo la biografia]. Carmine prosegue:

“[…] il lavoro artigianale ha un suo fascino importante  ed insostituibile, ma chi appartiene ad un mercato che fagocita e sputa  tutto velocemente non può permettersi tale lusso di tempo”. Servirsi del  digitale …”non vuol dire fare i furbi, non essere creativi…perchè  comunque sia senza gusto e senza nozioni di base ben radicate, tali strumenti  non servono a nulla.

[…] il fumetto è soprattutto narrazione, ed essa vale più del bel  disegno illustrato, in sè effimero; …e  poi ci vuole anche l’istinto per essere un  bravo fumettista”. [Carmine di Giandomenico]

Note Biografiche

Carmine  di Giandomenico, nato a Teramo (Abruzzo-Italy) il 13 aprile 1973, inizia la sua  carriera disegnando la   miniserie Examen  nel 1995 con la sceneggiatura di Daniele Brolli. In seguito ha lavorato a Giulio Maraviglia, La Dottrina, Romano e La Landa degli  aviatori collaborando con Alessandro Bilotta. Tra il  2004 e il 2005 scrive, sceneggia e disegna l’opera in due libri dal titolo Oudeis per la casa editrice Saldapress, un’  opera che rivisita l’  odissea omerica in chiave moderna. Nel 2005 inizia la  sua collaborazione con la   Marvel Comic, realizzando varie miniserie e What if su personaggi leggendari come Capitan  America e Wolverine. Nel 2006  sempre per La casa delle idee e in collaborazione con il co-sceneggiatore Zeb  Welss, realizza la miniserie da lui ideata “Battlin’  Jack Murdock”, che ricalca le orme delle origini del  personaggio leggendario di Daredevil visto dagli occhi del padre. In Italia  ritorna a collaborare con Alessandro Bilotta per la realizzazione del color fest 2 per Sergio Monelli Editore. Dal 2009  si dedica alle due miniserie dedicate al personaggio di Spider-man Noir,  rivisitazione di Spider-man negli 30-40 e, sempre nel 2010, lavora a Invincible  Iron Man #500[4], dove segna il ritorno del mandarino nella serie  regolare. Nel 2011 è tra gli autori del numero commemorativo per i 50 anni di  vita della serie dei Fantastic Four #600[5]. (fonte WIKIPEDIA)

L'uso del disegno nel film "Il RE della terra Selvaggia

E’ la storia dell’iniziazione alla vita di Hushpuppy una bimba di sei anni, da parte di Wink il padre,resa urgente dalla malattia incurabile del genitore.

Il regista, Benh Zeitlin, ha sapientemente traslato nella Natura l’angoscia del padre morente e la paura della piccola, ambientando il film in una grande e minacciosa palude della Luisiana, la Grande Vasca, costantemente a rischio di allagamento per via di terribili uragani.

Zeitlin è stato capace di sublimare l’attualissimo sentimento lacerante che molti uomini hanno verso la propria patria in crisi, combattuti tra il desiderio di rimanere e quello di scappare da un paese ormai devastato ed in rovina. Il padre desidera che la figlia rimanga nel proprio paese, e anzi sappia diventarne un giorno la regina, o meglio il RE, il Re di questa terra selvaggia. Alla fine la figlia, forte e tenace, metabolizzerà gli insegnamenti del padre e lui continuerà a vivere in lei.

Bellissima e tenera la parte in cui Hushpuppy impara ad esorcizzare la paura del mondo nel modo più naturale per i bimbi: attraverso il disegno.  Ritrarrà i terribili e fantastici mostri, per farli ritrovare agli scienziati che verranno a visitare quella selvaggia palude nel prossimo futuro.

NRCN ha intervistato Benh Zeitlin, il giovanissimo regista americano che con il suo film di esordio “Re della terra selvaggia”, è in corsa per ben 4 premi Oscar. Trovate l’intervista QUI.

[Filippo Novelli per la sezione Cinema di Detti e Fumetti – 6 febbraio 2013]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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Io reagisco cercando di migliorarmi …- il Docu-Film Suicidio Italia di Filippo Soldi

Eleonora è affetta dalla sindrome di Williams… è la gioia della mia vita, sono innamorato di lei e per lei sarei pronto anche all’estremo sacrificio. Mi hanno messo in mobilità e la notte dalla preoccupazione non riesco a dormire.

Se qualcosa non cambia tra qualche anno mi ritroverò disoccupato, senza soldi; questo metterebbe a serio repentaglio la sicurezza di Eleonora. Ci alcuni giorni in cui io e la mia moglie passiamo dei momenti veramente duri in cui facciamo fatica ad accettare questo carico.

A volte non riesco nemmeno a guardarmi allo specchio perché penso di non aver fatto abbastanza per mia figlia.Dentro ho una rabbia che se la lasciassi libera distruggerebbe l’intera casa. Ma farla finita non è il modo giusto di reagire. Io reagisco mettendomi a studiare, cercando di migliorarmi, faccio qualcosa… anche questa intervista.

[Filippo Novelli per la Sezione CINEMA DETTI E FUMETTI -8 febbraio 2013 -intervista estratta dal Docu-Film Suicidio Italia- Regia di Filippo Soldi]

[Illustrazioni di Filippo Novelli]

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L'ingegner Vittorio Giardino, il Maestro della Linea Chiara

Vittorio Giardino,  ingegnere elettronico, una mattina si alzò e, contro tutti e tutto, decise di cambiare mestiere dedicandosi alla sua passione,  il fumetto. All’inizio non fu facile, il suo tratto era indeciso ed immaturo, ma nel giro di qualche anno migliorò fino a divenire uno dei miti del fumetto italiano.

Esponente di primo piano della raffinata “linea chiara” in Italia, seppe cavalcare l’onda del successo del fumetto tra la fine degli anni settanta ed i primi anni  ottanta. Noto al grande pubblico per il suo Max Fridman, nel 1982 vinse il premio  Yellow Kid con Rapsodia Ungherese. Successivamente Ottenne l’Harvey Award e il premio Alfred come miglior album straniero con il volume di Jonas Fink. E’ già perchè se in Italia vendeva una copia in Francia, dove il Romanzo per immagini è molto appprezzato, ne vendeva dieci volte tante.  I suoi Graphic Novel sono veri e propri romanzi storici, colti e politici ed oggi tornano attuali quasi che questi trent’anni non fossero passati.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti – 8 febbraio 2013]

Il piano di Ratzinger profetizzato da Nanni Moretti

“Le dimissioni del Papa celano segreti inviolabili? Lotte per il comando tra poteri oscuri, movimenti di interessi colossali ai quattro angoli del mondo, guerre intestine all’interno della Curia? Se però ci astraiamo per un attimo da tutto questo possiamo immaginare la vicenda di un uomo che cede sotto il peso di una responsabilità, che prova a riprendere in mano la propria vita, che sceglie di fare ciò che vuole e non ciò che gli altri si aspettano da lui. In fondo un insegnamento per i tanti che cercano la loro strada ma non la trovano, spesso perché non riescono a distaccarsi dal contesto in cui vivono e da una vita non scelta. Un’altra vita è possibile, per tutti. Persino per un Papa. Profetico l’Habemus Papam di Nanni Moretti, che colse il desiderio di downshifting che sempre di più si sta diffondendo tra la nostra generazione.
[ Stefano Milani – sezione cinema per Detti e Fumetti del 13 febbraio 2013]
[illustrazioni di Filippo Novelli]
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FINALMENTE SHREK A TEATRO

 

L’orco verde più simpatico e maldestro di sempre torna a combinare guai in nome dell’amore. Riuscirà, lo stravagante protagonista, a conquistare il cuore della sua “bella”? Il musical che ha sbancato i botteghini di New York, Londra e Parigi, arriva al Teatro Olimpico portando sul palco il mondo delle favole in un modo mai visto prima dal 14 febbraio 2013

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti]

Allora Come Va? la Commedia teatrale di Dario Santarsiero

Cari amici sono Osvy e voglio parlarvi di una bellissima commedia  ‘Allora come va?!’ scritta dal nostro amico e redattore di Detti e Fumetti Dario Santarsiero.

Allora come va?! ,per la regia di Raffaello Sasson, ha un cast di alto livello: Andrea Dugoni, Chiara Pavoni, Francesca Stajano e Biagio Tomassi. Con la partecipazione straordinaria di Fabio Marcari.

Con ironia e sarcasmo Santarsiero è riuscito a restituirci un esilarante spaccato dei vizi e delle manie della società contemporanea. E’ la storia di quattro cugini che si ritrovano nella sala d’aspetto di una clinica nella quale è ricoverato il vecchio zio milionario. Non che loro siano li per i soldi… come potrebbe sembrare. Anche loro a ricchezza non scherzano… Nell’attesa non perdono occasione per punzecchiarsi ed attaccarsi l’un l’altro col coltello tra i denti..ma senza affondare l’ultima stoccata. Un’aggressività ed un cinismo che mal cela la propria fragilità, un’esistenza piatta fatta di amicizie superficiali e legami sentimentalmente instabili, e, fondamentalmente, quel legame morboso ma forte che hanno con i propri cugini, con la propria Famiglia.

INFO: Allora Come Va? sarà in scena al Teatro Manhattan di Roma fino al 10 Marzo 2013; Le repliche proseguiranno al Teatroinscatola dal 15 al 17 marzo 2013 La Compagnia: Compagnia del Brivido. Sponsors: Carrot’s di Alessio Marcari-lospazio Ex Lavanderia di Santa Maria della Pietà

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti]

Per l'arte del Riciclo oggi costruiamo MORBO, LA VOLPE

Ciao, sono Tiger Kahuna, il tuo amico tigre con la fissazione dell’ecologia.

L’arte del riciclo perche’ …e’ bello giocare con i propri figli…siamo il loro giocattolo preferito.

L’arte del riciclo perchè…e’ piu’ bello costruire da soli i propri giocattoli…anzichè passare i pomeriggi davanti alla tv o con i video giochi…

Ma bando alle ciance, ora cominciamo a realizzare qualche giocattolo… neanche a dirlo iniziamo con i personaggi del mondo di Osvy…e dal piu’ cattivo! MORBO LA VOLPE

[Eugenio Brugnoli per Detti e Fumetti del 10-aprile 2013]

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Didò al naturale…e occhio ai bimbi..NON SI MANGIA,OK!?!.

Con Stefania Rossini, nota blogger ecologista (natural-mente-stefy@blogspot.it)  ci siamo divertiti a scrivere questo simpatico articolo per Detti e Fumetti.

La sezione è quella della CUCINA ma solo per scherzare… in realtà avremmo dovuto metterla nella sezione giochi e riciclo, non so fate voi.

Care mamme questi sono gli ingredienti per preparare il dido’:

– 1 tazza di farina

– 1/2 tazza si sale marino fino

– 1 tazza di acqua

– 1 cucchiaio di olio di oliva

– 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio

– colorante alimentare oppure curcuma per ottenere il giallo ,cioccolato in polvere per il marrone

MESCOLATE IL TUTTO IN UNA CIOTOLA.

NEL FRATTEMPO SCALDATE UNA PADELLA ANTIADERENTE E METTETE IL COMPOSTO NELLA PADELLA;

RIGIRATE FRETTOLOSAMENTE E SPESSO CON UN CUCCHIAIO DI LEGNO PER POCHI SECONDI.

QUANDO LA PASTELLA SARA’ ASCIUTTA TOGLIETE DAL FUOCO E LASCIATE RAFFREDDARE.

CONSERVATE IN UN CONTENITORE ERMETICO, DURERA’ PER SETTIMANE,SE NON VELA MAGERANNO PRIMA…SI E’ COSI’ LA PRIMA VOLTA CHE L’HO FATTA LA MIA PICCOLINA SI E’ FATTA LA MERENDA CON IL DIDO’….

 

( Linda e Minny preparano e .. tentano di mangiare il dido’)

[Filippo Novelli  per Detti e Fumetti -10 Aprile 2013]

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Ho incontrato David Lloyd a Romics

Oggi sono stato a Romics dove ho visto una bella  mostra su Superman.

C’era gente che disegnava fumetti western sui muri in omaggio a Bonelli, dei talent show e tanti tanti gadget….

Attraversata la sala con le locandine dei film in uscita (ce ne sono almeno quattro da vedere nei prossimi mesi) sono arrivato in una sala buia, di un nero pesto.

Riuscivo a sentire solo un inglese che parlava, poi il silenzio e quindi una frase: ” Non sono i popoli che devono avere paura delle nazioni ma sono le nazioni che  devono avere paura dei popoli”.

Eccola là…anche qui, mi sono detto. L’uomo proseguì: “Ti dicono,noi ti togliamo un po’ di libertà per poterti far stare meglio. Nel mio fumetto mi sono inspirato alla Germania degli anni 30, ma quello che sta succedendo in Grecia è molto simile”.

Io ne frattempo avevo aperto il mio tablet ed avevo iniziato a disegnare il suo ritratto.

Lui continuava a parlare: “Le banche falliscono e fanno pagare la crisi ai cittadini, si parla di istanze di libertà. Alla fine del mio romanzo le persone hanno la possibilità di fare una scelta: mantenere la propria libertà o darla via”.

Volevo riprodurre quell’oscurità che avevo trovato entrando nella stanza.

Misi un fondo nero al posto dello schermo illuminato che era dietro al fumettista. Lui aveva la camicia nera, che  modificai nel colore verde per generare un minimo stacco dal fondale.

Intervenne l’intervistatore: “Hai disegnato il tuo romanzo negli anni ottanta (1984),cosa hai pensato quando trent’anni dopo hai visto un insieme di persone che protestavano riunite indossando  la maschera di  Guy Fawkes, (cospiratore britannico che nel 1605 cercò di far saltare in aria il parlamento inglese) da te riprodotta nel graphic novel? Hai pensato di aver previsto il futuro?”.

David replicò: ” Nel film, come lo scorso anno in Egitto, a scatenare la rivolta è stata l’ingiusta uccisione di un  uomo. Non bisogna aspettare che tutto degeneri. Bisogna agire prima per fermare il declino.Quando sei un artista devi scrivere quello che pensi. Devi approfittare del  talento che hai per dire quello che devi dire.Va bene disegnare l’uomo ragno ma poi che resta?”.

“V for Vendetta”, disegnato da David Lloyd e scritto da Alan Moore, è un capolavoro del fumetto politico che è stato capace di far crescere questo genere letterario fino a farlo entrare dalla porta principale delle librerie.Per questo sdoganamento tutti i fumettisti devono essere grati a David Lloyd.

L’intervista si concluse con il racconto della genesi di V for Vendetta, un racconto che usciva a puntate in bianco e nero su una piccola rivista a metà degli anni ottanta. Di volta in volta si realizzavano gli episodi senza un disegno preordinato.

Ci racconta Lloyd: “Era un po’ come suonare del Jazz”. il graphic novel è cresciuto insieme a noi con i nostri pensieri e con quello che sentivamo  al momento”.

“Quale tema vorresti trattare ora?” gli chiese l’intervistatore.

“Ho fatto un poliziesco; a me piace scrutare l’animo dell’uomo, la sua fragilità,vedere come sia facile perdere le proprie difese, come l’animo sia corruttibile e come fa a resistere”.

E ancora l’intervistatore: “Infine parliamo del tuo ultimo progetto: un progetto rivoluzionario: “ACES WEEKLY”.  Si tratta di riunire i più bravi fumettisti e produrre un fumetto sul web fribile con un abbonamento di pochi euro. Non più la carta, non più la stampa, le case editrici e la distribuzione; finalmente la possibilità di creare un rapporto diretto con il lettore senza più  filtri. Questo è Aces Weekly”.

Così termina l’intervista a David Lloyd, Romics D’oro 2013.  Da parte mia vi lascio il ritratto di uno dei fumettisti più coraggiosi ed innovativi di questi anni.

[Filippo Novelli per Detti e Fumetti- 6 Aprile 2013]
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