Dante è d’ispirazione per l’ambientazione metafisica del dramma “L’Amor che move”, in scena Domenica 23 aprile, ore 16, presso il rinnovato e moderno Auditorium San Pio X (ANGELO BRIZI) a Piazza della Balduina, 67. Lo spettacolo è voluto e prodotto da LibeRinArte, scritto a 4 mani da Simonetta Fioranti e da Angelita Puliafito che ne cura anche e sapientemente la regia, portando la passione della Sicilia, sua calda terra d’origine, sulle sacre tavole del palco. In scena e nel team un gruppo oramai affiatato e consolidato composto da Gianluca Cecconello, Valeria Mafera, Paolo Andreotti, Gianluca Boccuni, Manfredi Gelmetti e Alessandra Vagnoli (voci off). La Scenografia multimediale è ad opera di Lorenzo Valle, Luci e fonia di Enrico Marcacci, mentre le foto sono di Stefano Ciccarelli.
Sinossi «L’oscurità… moglie, sorella, amante e prostituta di ogni uomo… in ogni tempo… in ogni luogo… Maledirla non ha senso e non potrebbe averne… è la goccia di sangue presente in ognuno di noi… è il taglio dell’anima che ogni uomo porta in sé… Siamo qui… ora… in questa oscurità che prende l’anima… la avvolge per coccolarla e frantumarla, per amarla e devastarla, per farvi casa, nascondiglio, perché l’una non potrà esserci senza l’altra». Lo spettacolo “L’Amor che move…”, regia di Angelita Puliafito, è un viaggio metafisico nelle atmosfere dantesche colto da una prospettiva che interpella ognuno di noi nel profondo; un viaggio introspettivo che accompagnerà gli spettatori nell’analisi delle risposte individuali alle domande su se stessi e su quanto li circonda. L’accento verrà posto sulla responsabilità dell’uomo nella scelta del proprio destino, in un mondo intera- mente pensato da Dio, sì, ma dove Questi lascia all’uomo il decidere chi davvero vuole essere. Esistere non è altro che “poter scegliere”. Dante, la sua opera, sono attuali perché è fuori dal tempo, fuori da quello che sono i costumi degli uomini in un dato momento storico: al Poeta interessa l’essenza dell’uomo, che è sempre la stessa, non muta; ed è questa la ragione per cui anche l’uomo d’oggi vi può trovare risposta alle grandi domande della vita. Ci porta sul cammino che ci conduce alla conoscenza di noi stessi, senza la quale non vi può essere vera felicità. Egli stesso dice che lo scopo per cui ha scritto il suo poema è quello di “togliere i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli allo stato della felicità”. Oggi come ieri l’umanità si trova ancora a chiedersi quale scelta farà per il futuro individuale e collettivo: è la riflessione che lo spettacolo suggerisce. In scena : Gianluca Cecconello Valeria Mafera Paolo Andreotti Gianluca Boccuni Manfredi Gelmetti e Alessandra Vagnoli ( voci off) Scenografia multimediale Lorenzo Valle Luci e fonia Enrico Marcacci Foto Stefano Ciccarelli
Domenica 23 aprile ore 16 Costo biglietto 10 euro Auditorium San Pio X (ANGELO BRIZI) Piazza della Balduina, 67
Produzione LibeRinArte
Info e prenotazioni: liberinarte@gmail.com 3387362933
Oggi care lettrici e lettori di Detti e Fumetti svolgeremo con entusiasmo la nostra funzione di HUB NEL WEB interlacciando ambiti culturali diversi tra loro. A tal proposito oggi intervisterò l’attrice Marial Bajma Riva, buona lettura.
Marial – ritratto di Filippo Novelli
Allora Marial, inizi la tua carriera artistica all’Académie de Danse Princesse Grace di Monte Carlo, dove ti diplomi come ballerina professionista. Durante il tuo percorso di ballerina, tra i 16 ed i 17 anni, vieni ammessa per due anni consecutivi al «Musical Theatre Dance Intensive », corso di alta formazione del Boston Conservatory at Berklee, coniugando così danza, canto e recitazione. Successivamente studi presso il Conservatoire d’Art Dramatique di Parigi e l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico dove ti diplomi nel 2016. Nello stesso anno vieni selezionata ed entri a far parte del gruppo di alta formazione del Centro Teatrale Santa Cristina (fondato da Luca Ronconi e diretto da Roberta Carlotto) con Fausto Russo Alesi. Sempre nel 2016 debutti a teatro con lo spettacolo “Il sorpasso”, regia di G. Ferro. Tra il 2017 e il 2019 incontri la regista francese Muriel Mayette-Holtz con cui lavori ne “Il gioco dell’amore e del caso” (spettacolo ripreso poi nel 2020 al Théâtre National de Nice) e successivamente ne “Le Troiane” al Teatro Greco di Siracusa dove interpreti Cassandra vincendo il premio come miglior interprete emergente ed il premio Stampa Teatro come migliore interpretazione del 55° Ciclo di rappresentazioni classiche. Nel 2020 reciti nello spettacolo “The seven daughters” diretto dalla regista inglese Colleen Cameron presso l’Espace des Arts (scène nationale), in collaborazione con il Jeune Théâtre National (JTN), in Francia. I lavori teatrali svolti negli ultimi anni sono “Le notti bianche” in cui interpreti Nastenka al fianco di L. Lavia e “Padri e Figli” diretto da Fausto Russo Alesi (produzione Emilia-Romagna Teatro). Nell’ambito cinematografico sei tra i protagonisti nelle due stagioni della serie Amazon Prime exclusive “Scatola nera” e lavori al fianco di Massimo Popolizio (interpreti la figlia) e Vinicio Marchioni nel film “Governace”. Nel 2022 prendi parte alla nuova serie in “Lidia Poët” diretta da Matteo Rovere (appena uscita su Netflix), sei nel cast dell’opera prima di Lorenzo Adorisio “La Festa del ritorno” e nel film americano “The first omen” per la regia di Arkasha Stevenson prodotto dalla Disney.
W: Perché hai scelto di fare l’attrice?
In realtà è stata una scelta molto naturale. Pensandoci mi ricordo che fin da bambina il mio gioco preferito era mettere su dei piccoli spettacoli con i miei amici, dove io poi facevo le imitazioni dei miei familiari, costringendo ovviamente gli stessi a fare da pubblico. Inserivamo anche degli stacchi pubblicitari (spesso di giocattoli incredibili che avremmo voluto ricevere, un modo originale per convincere mamma e papà a regalarceli, che non ricordo abbia mai funzionato). Anche se lo facevamo per divertimento ricordo che ci mettevamo un sacco di impegno. Questa cosa me la sono portata dietro anche durante l’accademia di danza dove organizzavo spettacoli interni tra noi allievi e divertendo le mie compagne di dormitorio (essendo un collegio dormivamo in camerata) con le imitazioni dei nostri insegnanti. Raggiunta una certa maturità ho capito che quel gioco bellissimo che è la recitazione lo avrei voluto continuare per sempre e farne la mia vita.
W: Cosa si prova a recitare nell’antico teatro greco di Siracusa?
È un’esperienza che difficilmente si può descrivere a parole. È il luogo del Teatro per eccellenza. L’energia che emanano quelle pietre è potentissima e lì capisci che tu, attore o attrice, non puoi fare altro che metterti a servizio di quel palco immenso, farti veicolo del testo per arrivare a 5 mila persone. Ricordo il giorno della prima, quando sono entrata in scena ed ero avvolta da mille e mille occhi. Oltretutto a Siracusa gli spettacoli iniziano con la luce naturale del tramonto, quindi vedi davvero ogni singolo spettatore. E dal palco sembra davvero che questa montagna di persone non abbia fine. È una sensazione pazzesca, da farfalle nello stomaco tutte le sere. Dire poi quelle precise parole scritte per quel luogo più di 2 mila anni fa mi fa sentire i brividi ancora oggi. Ho avuto la fortuna poi, all’età di 23 anni di portare in scena un personaggio incredibile come Cassandra e sono grata e onorata di averle potuto prestare la mia voce.
W: Dove esprimi tutta te stessa, nella danza o nella recitazione?
Sicuramente la recitazione è il mio mestiere, la mia vita. La danza è una parte di me e della mia formazione. Piuttosto che discernere le due direi che l’una arricchisce l’altra, come per esempio nel caso della serie “La legge di Lidia Poët” in cui interpreto Greta la prima ballerina dell’Opera, la danza è messa a disposizione del personaggio e questo ogni qual volta un ruolo lo richiede.
W: Che cosa è il talento?
Più che dire cos’è la fortuna è scoprire quale sia il proprio talento e la cosa più importante è poi coltivarlo. Per un attore o un’attrice, ma credo come per tutti gli altri ambiti, è fondamentale non sedersi sulle proprie capacità. Se c’è una cosa che ho capito e imparato negli ultimi anni è l’importanza di mettersi in gioco, stupirsi e non adagiarsi nella propria zona di comfort dove credo si assopisca la creatività. Siamo in continua evoluzione, sia come esseri umani che come artisti, abbiamo bisogno di mantenere la nostra curiosità, non smettere di studiare, di evolvere il talento insieme a noi. Lo dobbiamo soprattutto a noi stessi.
W: Cosa rappresenta per te l’applauso?
Sicuramente è la migliore unità di misura per capire se ciò che hai portato in scena è arrivato ed è stato apprezzato, si lavora perché sia sempre così. Mentirei se non dicessi che è una sensazione bellissima prendere l’applauso a fine spettacolo. È un rilascio di energia da parte del pubblico che ci ripaga del lavoro fatto. Io personalmente lo vivo come un momento molto intimo, mi svuoto di tutto e rimane solo Marial.
W: Dal punto di vista attoriale cos’è il fallimento?
Premetto che non amo questa parola. Per me il fallimento non esiste, un attore o un’attrice deve avere la capacità di vedere sempre nel fallimento una risorsa, un’opportunità di crescita. Solo con l’errore si può progredire, conoscersi e andare oltre i propri limiti. So che sembra molto retorico ma ci credo molto. Spesso proprio nei momenti più difficili scopriamo e riusciamo ad attingere a risorse, a parti di noi che non sapevamo neppure di avere. Per esempio, durante l’allestimento dello spettacolo “Padri e Figli” dovevo interpretare Sitnikov, un uomo becero e arrivista. Nel mio processo di creazione del personaggio ho fatto numerosissimi tentativi e sbagli senza i quali non avrei trovato tutte le sue sfaccettature.
W: Che responsabilità ha l’attore nei confronti del pubblico?
Una grandissima responsabilità, anche perché l’attore o attrice non ha ragione di esistere senza il pubblico. Si fa veicolo di un messaggio, quindi di una storia, di un personaggio, sia a livello teatrale che cinematografico. E deve avere coscienza che la sua interpretazione, che è unica, fa la differenza perché ha il potere di toccare l’emotività dello spettatore, fargli fare un viaggio che farà nascere pensieri, domande, riflessioni e, perché no, anche cambiargli la vita.
W: Il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto… beh difficile sceglierne uno solo. Ci sono tante cose che vorrei fare e sperimentare. La me bambina sicuramente vuole fare un viaggio di almeno una settimana agli Universal Studios di Orlando, un sogno che mi porto dietro veramente dalle elementari, ma prima o poi lo realizzerò. Invece se parliamo in ambito artistico forse quello più challenging ad oggi è di riuscire in futuro a mettere in scena un monologo interpretato da me, collaborando anche alla scrittura e portarlo in giro, in Italia e, perché no, anche all’estero essendo madrelingua francese e parlando perfettamente inglese. È una grandissima sfida. Appena raggiungo il momento giusto. Quando lo realizzerò metterò nel cassetto un nuovo sogno.
W. Bene Marial, grazie anche a nome delle lettrici e lettori di Detti e Fumetti per questa bella chiacchierata
[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI – Sezione Teatro – Articolo del 2 Marzo 2023]
Cari lettori e lettrici di Detti e Fumetti ho avuto il piacere di incontrare il Direttore della famosa Sartoria teatrale Piero Farani, Luigi Piccolo e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione per intervistarlo.
Allora Luigi, sei nato a Udine, hai studiato lettere a Padova con l’intenzione di diventare un restauratore, ma grazie all’amicizia con il regista Giancarlo Cobelli, nel 1980 sei stato contattato da Paolo Tommasi che all’epoca era il suo scenografo e costumista. Dopo due anni, come assistente ai costumi, sempre grazie a Cobelli hai incontrato Piero Farani che ti ha proposto di aiutarlo nella conduzione della storica sartoria dove sono stati realizzati i costumi per gran parte dei capolavori del cinema italiano degli anni 60 – 70. Nato dalla collaborazione con l’amico Danilo Donati, all’epoca astro nascente, poi costumista di Pasolini, Fellini e Zeffirelli, due premi Oscar e innumerevoli altri premi. Dal 1997, dopo la scomparsa di Farani, hai preso in mano le redini e la conduzione della sartoria; senza rinnegare niente del passato, le sperimentazioni che tanto piacevano a Farani, la sartoria si è orientata nella ricostruzione storica del costume e, tra i clienti più affezionati degli ultimi anni possiamo citare Colleen Atwood, la costumista di Tim Burton, che ha vinto quattro di Oscar. Da cinque anni insegni storia del cinema allo IED di Roma.
W: Com’è stato, da assistente ai costumi, uscire da una realtà come quella Veneta e approdare in quella di Roma?
Un salto nel buio, è stata l’incoscienza dei 20 anni a guidarmi; partire per Roma, dove non ero mai stato e dove non conoscevo nessuno, se ci ripenso oggi mi sembra quasi un sogno.
W: Poi l’incontro con Piero Farani, ce ne vuoi parlare?
Cobelli, il mio pigmaglione, abitava nello stesso palazzo dove viveva Farani, sapendo che cercava un assistente mi propose il fatale incontro. Incredibile ma vero, all’epoca ancora contavano i rapporti umani.
W: Cosa provi quando un tuo abito è indossato sul set da un attore famoso?
Emozione, amo talmente il mio lavoro che ancora mi emoziono, come l’immensa Tilda Swinton che si è commossa indossando la giacca di Totò di Uccellacci e uccellini.
W: Ultimamente la sartoria teatrale in Italia è in crisi perché?
Perché lo stato non aiuta in nessun modo gli artigiani, anzi. Perché è sempre piu difficile trovare manodopera valida, di improvvisazioni se ne trovano in gran quantità, ma nonservono. Perché non si producono film in costume, per il contemporaneo non c’è bisogno della sartoria. E dire che in Francia lavoriamo a 4/5 produzioni in costume all’anno, se non di piu.
W: In un mondo globalizzato la sartoria Farani che ruolo riveste?
Il ruolo di un piccolo artigiano che continua imperterrito per la sua strada, riconosciuto e stimato nel mondo; lavoriamo molto in Francia, Inghilterra, recentemente a Dubai, Giappone e via dicendo. Diciamo che Internet ha facilitato i contatti e ridotto le distanze.
W: Qual è la prima cosa che insegni ai tuoi allievi?
La curiosità, bisogna essere curiosi nella vita, altrimenti resti relegato nel tuo guscio. Purtroppo i giovani di oggi, rispetto alla mia generazione, hanno tutte le possibilità del mondo, ma non sono in grado di usufruirne, non sono educati alla ricerca.
W: Quando un film finisce gli abiti di scena che fine fanno?
Tornano a noi, vanno nei famosi magazzini, come quelli dei film di Pasolini esposti a Palazzo, solitamente abitano in un magazzino, sono conservati gelosamente.
W: Il tuo sogno nel cassetto?
Creare un museo con tutti gli abiti autentici che ho raccolto in quasi 45 anni di attività, oltre 5.000 pezzi che vanno dalla metà del 1700 all’Alta moda degli anni 70.
W: Caro Luigi, grazie anche a nome delle lettrici e lettori di Detti e fumetti, per questa interessante chiacchierata.
Grazie a voi,
[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI – sezione ARTE – articolo del 27 febbraio 2023]
Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al sesto episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi.
Per chi non ci conosce ancora siamo un TEAM di esperti che ha deciso di collaborare assieme per divulgare la cultura e la sicurezza ai piu’ giovani attraverso l’uso potentissimo del fumetto, che riteniamo essere un mezzo trasversale, chiaro e diretto per poter portare avanti contenuti utili alla collettività.
Nel nostro curriculum già vi è MARTA (potete prenderlo a questo LINK) , simile a SALVO, ma rivolta ai piu’ piccoli ( fascia di età 9-12).
Tanti i temi trattati in materia di salute e sicurezza, la maggior parte dei quali si rifà ai punti fondamentali dell’INAIL ma che spazia anche in materie come l’educazione civica, l’alimentazione e la pedagogia.
Nel ringraziare DETTI E FUMETTI, che con questo progetto coglie appieno la sua essenza, cioè quello di essere un HUB NEL WEB e unire mondi e culture diverse nell’insegna del fumetto, oggi vogliamo concludere questo primo ciclo di SALVO parlandovi di uno dei temi che ci sta piu’ a cuore: SALVare VITE. Come farlo? Aiutando a capire come reagire e comportarsi se si viene colti da un evento sismico e/o atmosferico avverso mentre si è in un locale.
Prendiamo ad esempio il Terremoto.
COSA FARE DURANTE UNA SCOSSA?
Prima di tutto occorre identificare posti sicuri all’interno e all’esterno del luogo in cui sei quando si verifica una scossa:
INTERNI
► Contro un muro, interno;
librerie pesanti o altri mobili pesanti potrebbero
► Lontano da dove vetri potrebbero frantumarsi (come nei pressi di finestre, specchi, quadri) o da dove scaffali potrebbero cadere.
► Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una
porta inserita in un muro portante (quelli più spessi)
o sotto una trave … ti può proteggere da eventuali
crolli;
► Sotto mobili robusti, come per esempio una pesante
scrivania o un tavolo;
► Riparati sotto un tavolo
… è pericoloso stare vicino
ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero
caderti addosso;
► Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore
… talvolta le scale sono la parte più debole
dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti
di uscire;
ESTERNI
► All’esterno, lontano da edifici, alberi, linee telefoniche
ed elettriche, cavalcavia o autostrade sopraelevate.
Di questo e di molto altro parleremo in SALVO nel capitolo dedicato al SISMA. Se voltete effettuare il pre order potete scrivere a filipponovelli.911i@gmail.com. Per il momento vi anticipiamo una pagina del fumetto, buona visione!
Il TEAM MARTA si avvale della collaborazione di esperti del settore:
Paola Favarano, Elena Magno, Veronica Bonanomi, Maria Grazia Apuzzo, Ivan Mainardi, Michele Rovida, Paolo Zambianchi, Alessandro Nanni, Stefano Pancari, Vito Schiavone. Con il sostegno di Carla Mammone e Roberto Scirocchi.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – Articolo del 27 febbraio 2023]
Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al quinto episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi.
Il nostro racconto sulle best practices in materia di salute e sicurezza va avanti con grandi risultati e riscontro di pubblico, quel pubblico della fascia di eta 14-18 che è cosi’ difficile da coinvolgere. A compiere l’impresa è il mezzo vincente, fresco e trasversale del fumetto che i nostri esperti della sicurezza hanno adottato. Il fumetto come strumento per raccontare tematiche attuali e coinvolgenti, strumento per catturare l’attenzione in modo nuovo di quelli che saranno i lavoratori del futuro.
Ormai ogni responsabile della salute e sicurezza vuole avvalersi di questo “aiuto” quando si reca nelle scuole a parlare di sicurezza perché tramite il fumetto riesce a tenere viva l’attenzione, a far immedesimare il suo pubblico, a farlo partecipare al corso.
Già con MARTA, la salute e sicurezza raccontata ai bambini ( che potete prendere QUI) si era riusciti nella impresa in occasione dei corsi presso le scuole elementari. Con Salvo si vuole arrivare ai licei e agli istituti tecnici.
Ma veniamo al tema “calamita” del giorno: come andare in bicicletta in modo sicuro.
Quando si va in bicicletta ci si puo’ disporre in fila, in coppia o in tre a ruote appaiate? Come si attraversano le strisce? come si segnala la svolta a destra o a sinistra? Di questo e di tante altre curiosità e consigli parleremo nella scheda di approfondimento presente nel fumetto. Oggi vogliamo anticiparvi una pagina, quella con la storia della gita di Salvo. Se siete interessati al fumetto completo di SALVO potete contattarci alla e mail: filipponovelli,911i@gmail.com
per un pre order del fumetto.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione FUMETTO – articolo del 24 febbraio 2023]
Amici di DETTI E FUMETTI siamo arrivati al quarto episodio di SALVO, un fumetto disegnato per raccontare la sicurezza alle ragazze ed ai ragazzi. Tema TOP di oggi l’abuso dei videogiochi, una dipendenza subdola perchè intangibile e difficile da fronteggiare da parte dei genitori. Diceva un famoso samurai: La prima cosa da fare per sconfiggere il tuo nemico è conoscerlo. Approfonidiamo allora questa dipendenza e proviamo a combatterla.
Lo sapevate che esistono QUATTRO CYBER DIPENDENZE apparentemente simili ma con effetti dei piu’ svariati?
da internet/ smartophone
dalla TV/dai videosocial
dai videogiochi
dipendenza dal gioco d’azzardo
Di questi temi oe di come gestirli parleremo nel prossimo fumetto SALVO. Per il momento potete acquistare MARTA
e leggere una anticipazione che vi proponiamo di seguito. Buona lettura
[FILIPPO NOVELLI per DETTI E FUMETTI – Sezione FUMETTO – Articolo del 21 Febbraio 2023]
Amici di DETTI E FUMETTI siamo giunti al terzo episodio di SALVO, la seconda stagione di MARTA, il fumetto didattico che racconta la salute e la sicurezza alle ragazze e ai ragazzi accendendo in loro la curiosità su alcuni argomenti cardine per la loro sicurezza. Strumenti che gli tornano utili nella vita di tutti i giorni. Strumenti che noi adulti possiamo usare da leva negli incontri sul tema salute e sicurezza ma anche semplicemente nei momenti di confronto con loro durante la vita di tutti i giorni.
Argomento principe per chi inzia ad utilizzare la fatidica MINI CAR o semplicemente esce con gli amici e si siede accanto o dietro in auto è LA CINTURA DI SICUREZZA.
Quanto è importante? perchè dobbiamo indossarla? queste e tante altre domande che stimoleranno la loro curiosità e si imprimeranno nella loro testa le troverete nel prossimo FUMETTO in uscita in questi prossimi mesi; nel frattempo in anteprima una pagina a tema del fumetto SALVO. buona lettura.
prima pero’ potete acquistare il FUmetto della prima stagione QUI e prenotare SALVO scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 13 febbraio 2023]
Amici di DETTI E FUMETTI siamo al secondo episodio di SALVO, la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi, che altro non è che la seconda stagione del fumetto MARTA che si rivolgeva ai piu’ piccoli.
e prenotare quello di SALVO scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com
Quale è la cosa piu’ pericolosa che un adolescente puo’ fare? I tuffi.
In questo episodio scopriremo quali sono le tecniche e le regole per continuare a tuffarsi in sicurezza ben sapendo che ad un adolescente non puoi impedire di fare una cosa solo perchè è pericolosa… anzi, finiresti per “provocarlo”.
Ad accompagnare questo racconto, come da nostra abitudine, utilizziamo il medium del fumetto, medium potentissimo che infrange la distanza tra colui che consiglia, suggerisce e colui che ascolta, il nostro caro adolescente. Il nostro team di esperti ha trovato questo escamotage e ne ha fatto il proprio strumento preferito di approccio con l’utenza di questa età, raccogliendo ottimi riscontri.
Il fumetto “ragionato”, cosi’ ci piace chiamarlo, non è ad ogni modo strumento esclusivo dell’esperto che si reca in aula e spiega un tema riguardante la sicurezza o la salute. Il fumetto è anche utile come metodo di approccio di certe tematiche in famiglia. Abbiamo molti manager di azienda che ci hanno chiesto questo fumetto didattico per regalarlo ai propri dipendenti al posto di tanti inutili gadget. I dipendenti lo hanno portato in famiglia e lo hanno usato per parlare di certi argomenti con i propri figli. In conclusione un approccio nuovo, al passo con i tempi che si è dimostrato simpatico, efficace e …vincente.
Ma torniamo al tema del giorno: I TUFFI e piu’ in generale le cadute (cadute in piano, dall’alto, ecc. ) argomento annoverato tra i punti dell’INAIL.
DIAMO dei numeri
Tra tutti gli infortuni che accadono agli uomini il 33% è dovuto alle cadute dall’alto; il 70% delle volte ci si frattura qualcosa e il 50% delle volte a rompersi è la testa. La maggior parte delle cadute avviene perchè non si sta attenti a dove si cammina; accade infatti che se sei su un tetto, o non sai se è in grado di reggere il tuo peso (caduta per sfondamento della copertura 40%) oppure non riesci a rimanere in equilibrio o non ti sostieni adeguatamente (pavimento sdrucciolevole o mancanza di dispositivi di sicurezza come cinture e parapetti 20%); non ultimo il fattore ambiente: cioè il pericolo non è stato segnalato in modo adeguato (mancata interdizione o segnalazione 40%). Per raccontare i numeri che abbiamo dato ci viene in aiuto una delle attività piu’ divertenti che si possono fare al mare: i tuffi.
Di come ci si tuffa in sicurezza e di molti altri aspetti ne parleremo piu’ approfonditamente nella SCHEDA del FUMETTO DI SALVO presto in uscita su AMAZON. Per il momento vi anticipiamo una pagina del suo fumetto.
[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI -sezione FUMETTO – Articolo del 7 febbraio 2023]
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