
OSVY FIGHT COVID-19 #38 DIARIO FOTOGRAFICO DELLA GUERRA


L’interdipendenza dei concetti di spazio e tempo non è solo argomento di discussione scientifica, ma qualcosa di tangibile. Ne sono un esempio le mappe isocrone, che si materializzano attraverso una deformazione del territorio, nel quale due città che hanno un trasporto pubblico veloce, sono rappresentate più vicino rispetto ad altre che, sebbene a una distanza inferiore, non dispongono di tale trasporto.Queste mappe forniscono la percezione spaziale del viaggiatore
Fig. 1 Mappa Isocrona di Francis Galton

Fig. 2 Mappa Isocrona; collegamenti trasporto ferroviario Italiano
Lo spazio è il soggetto principale con cui è concepita la città. Storicamente il concetto di spazio non era immutabile, né da un punto di vista scientifico né da un punto di vista sociale.
Possiamo identificare tre paradigmi ognuno con un diverso concetto di tempo.

Fig.3 Un Universo Omogeneo e Isotropico,
Le facce opposte di questo parallelepipedo sono identificate l’una con l’altra. Il primo paradigma corrisponde a una visione dello spazio in cui la Terra occupava il centro dell’Universo e l’individuo il centro della Terra. Lo spazio era un’entità omogenea e isotropa perché esibiva le stesse proprietà in tutte le direzioni.

Fig. 4. La prospettiva.
La prospettiva, dando all’osservatore un punto di vista fisso, era il modo usato per rappresentare questo spazio, concepito come un vuoto in cui le forme tridimensionali dell’architettura rappresentavano il confine di un volume.

Dall’industrializzazione e, due secoli dopo, dall’informatizzazione, la visione dell’Universo, della Terra, dell’individuo e il tempo, hanno subito cambiamenti successivi emergendo un nuovo paradigma per il concetto di spazio. Il tempo misurato in i minuti, prima dal pendolo e poi dall’orologio, hanno iniziato a essere misurati nanosecondi dal computer, una scala che sfugge alle capacità sensoriali dell’individuo.

Fig.7 Segni architettonici effimeri
Il ritmo è così rapido; la consapevolezza del carattere effimero e marcatamente sociale di certi valori sono così acuti; il progresso della conoscenza è così travolgente che i segni architettonici cessano di assumere il ruolo quasi esclusivo di immutabili testimonianze storiche.
Si dice che il tempo sia “irreversibile”, nel senso che, con le stesse condizioni iniziali si possono produrre fenomeni differenti , Un esempio ben noto che illustra il comportamento dei sistemi instabili è “L’effetto Farfalla”: “Il battito d’ali di una farfalla a Roma può provocare un uragano a New York” quindi davanti ad un fenomeno accaduto, non sappiamo come ricostruire la sua storia , ossia uno stesso presente può corrispondere a diversi passati.
Le idee alla base di questa interpretazione possono essere sintetizzate attraverso affermazioni come: Le strutture da costruire sono strutture per un “tempo imprevedibile”, perdendo significato la trascendenza temporale e il valore di testimonianza di un’epoca, assumendo un carattere effimero e quindi non monumentale

Fig.8 Dancing House di Frank Gerry- L’Instabilita´dell’Universo
Torneremo presto con il terzo capitolo.
Restate connessi
Ciao OTTAVIO.
[Francesco Ottavio Marconi per DETTI E FUMETTI – Sezione architettura – Articolo del 24 aprile 2020]

(FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI -SEZIONE FUMETTO -ARTICOLO DEL 23 APRILE 2020)
Ciao Amici mi chiamo Chiara Sforna e mi occupo di politica, accademicamente e professionalmente. Nel cuore ho il Milan, la poesia di Eliot e qualche angolo di Mediterraneo. Penso spesso di essere fortunata, perché sono nata in Umbria, dove vivere è essenziale e tornare è rassicurante.
La mia mission? Attraverso Murray vorrei parlarvi del potere delle parole… o delle parole del potere! In una realtà sempre più mediata, scopriremo quanto conta la comunicazione nelle relazioni tra politici, media e cittadini.
Il nome è un tributo a Murray Edelman, politologo statunitense noto per i suoi studi sul linguaggio come risorsa politica. Quando l’ho scelto ho pensato alla libertà, che per fortuna – o per conquista- noi donne oggi abbiamo di scegliere lo pseudonimo che vogliamo.
Murray fa lo spin doctor, uno che si dice esperto dello spin, il colpo decisivo.
I suoi clienti sono perlopiù i politici, di qualsiasi rango e tipo, dai veterani a quelli di primo pelo – destra, sinistra, centro. Tutti diversi, ma tutti con le stesse identiche necessità: devono rendersi visibili per diventare pienamente “politici”, per accedere alla polis, e al tempo stesso hanno bisogno di protezione per potervi sopravvivere.
Murray parla spesso di quanto il mondo sia diventato complicato. Lungi dal banalizzare con un malinconico pessimismo, il nostro spin doctor sa che le complicazioni sono dovute al fatto che sono sempre più gli attori disposti a mobilitarsi per conquistare – o influenzare- il potere.
Più attori, più competizione, più strategie comunicative. Perché per affermarsi come protagonisti, in una realtà essenzialmente mediata dai mezzi di informazione, la buona comunicazione diventa una risorsa imprescindibile. E va da sé che per i politici la sopravvivenza pubblica dipende da una strategia di comunicazione con un preciso scopo: la rielezione.
Vedremo allora come linguaggi, discorsi, rituali e simboli, se sapientemente maneggiati, possono
divenire veri e propri strumenti nelle mani del potere per influenzare la percezione presso l’elettorato e l’opinione pubblica.
Murray ci mostrerà quanto a destra e a sinistra ci si riconosca in determinate parole, per poi posare lo sguardo sulla Prima Repubblica, e sull’evento comunicativamente più saliente e drammatico, il rapimento di Aldo Moro; ci porterà anche negli Stati Uniti, dove tutto ebbe inizio; scopriremo come in tempo di guerra le parole possono anche stabilire chi vince e chi perde. Sull’attualità, Murray vorrà oltretutto renderci consapevoli delle contraddizioni più forti: districarsi nel reticolo di parole del web sarà la chiave.
Che altro dire se non… A presto!
[Chiara Sforna per DETTI E FUMETTI -sezione Comunicazione della della Politica -articolo del 22 aprile 2020]

(FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI SEZIONE FOTOGRAFIA ARTICOLO DEL 21 APRILE 2020)
Ciao amici di DETTI E FUMETTI ho realizzato una rubrica “UNA PAROLA AL GIORNO TOGLIE IL VIRUS DI TORNO che vi proporrò anche qui su DETTI E FUMETTI, una parola alla volta dalla A alla Z percorreremo insieme tutto l’alfabeto.
E come Educare: Ciao! Questa parola è uno strumento potente, profondo, che può cambiare il mondo, andando a scavare nell’animo delle persone per ascoltarlo e capirlo e traendone il suo meglio. E come…
Guardate il video e lo scoprirete!
per vedere il video fai click sull’immagine qui sotto
[CHIARA PER DETTI E FUMETTI -sezione LETTERATURA -articolo del 7 aprile 2020]
Ciao Amici sono Francesco alias OTTAVIO

Ciao
Mi chiamo Francesco Ottavio Marconi e per DETTI E FUMETTI mi occuperò di architettura impersonificando l’avatar Ottavio, un rinoceronte antropomorfo perchè questo è il modo per entrare a far parte della redazione di DETTI E FUMETTI.
Scriverò sulla necessitá della frequentazione dell’architetto nell’universo della Scienza.
Lo ho già scritto in un libro publicato in Portogallo dal titolo Ciênciacidade
Ve lo descrivero´ in capitoli riassuntivi, qui, a puntate mediante degli articoli fatti soprattutto di disegni ed immagini che spieghino semplicemente questa frequentazione .
Nel frattempo sto traducendo il libro in italiano che sara´prodotto da DETTI E FUMETTI e distribuito da AMAZON.
Facendo click sulla immagine sotto potete già acquistare il LIBRO in portoghese
Fig 1 – La Copertina del Libro CIENÇACIDADE
Ora voglio raccontarvi un po’ di me per far in modo di spiegare perché sono giunto alla idea che l’Architettura deve frequentare assiduamente l’universo della Scienza ,dalla Biologia,alla Fisica, dalla Matematica alla Scienza dei Materiali; come un luogo d’invenzione metaforica, il cui convivio può´offrire strumenti del sapere capaci di dare al progetto nuovi orizzonti creativi.
Ho frequentato la Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma dopo il liceo artistico di via Ripetta. Era la fine degli anni sessanta dello scorso secolo.
Nella seconda metà degli anni Sessanta si assiste a una radicale trasformazione delle principali città italiane.
Si modificano i centri storici, abbandonati dai loro vecchi abitanti e riconvertiti alle nuove funzioni del terziario.
Gli acquisti del sabato ai grandi magazzini, il lavaggio delle automobili la domenica mattina, le vacanze al mare e i pic- nic fuori porta diventano i nuovi riti collettivi di molti italiani.
All’esplodere del movimento antiautoritario a livello internazionale la Contestazione dilaga nel ’68.
Da Trento a Pisa, da Roma a Milano e a Torino prende vita la rivolta giovanile che da protesta libertaria legata alla cultura beat, diviene movimento organizzato dagli studenti universitari in lotta per un nuovo modello d’istruzione.
E’ in questo clima che scrivo la mia tesi di laurea (1972) e in un certo senso inizio ad indagare come la scienza clinica e il sociale penetrino l’architettura.

Fig.2 Tesi di Laurea Relatore Giuseppe Perugini
“L’origine sociale della malattia é legata alle condizioni di lavoro. L’Ospedale é in certo senso anche il luogo dove si cancellano temporariamente le conseguenze negative di tale condizioni. . Il lavoratore é riabilitato, per essere reinserito nel processo produttivo, entrando cosi´in una spirale senza fine”
Questa frase mi ha da sempre rappresentato: penso che per un Architetto quello che importa soprattutto, oltre a costruire un’immagine, é sapere se il mondo può cambiare grazie ad essa immagine.
Dopo la laurea inizio dei viaggi alla scoperta di nuove opportunitá.
Visito per la prima volta il Portogallo; trovo un panorama architettonico non esaltante. Circa il 25% della popolazione viveva in edifici degradati che non soddisfacevano alcun indice di sicurezza, confort e igiene.
Forte della mia esperienza nel lavoro sociale sviluppato nella Facolta’ di Architettura di Valle Giulia e realizzato nelle periferie romane, decido di partecipare al programma del SAAL (Servico de Apoio Ambulatório Local ) per il risanamento delle città Portoghesi del dopo 25 di Aprile 1975 ( Revolução dos Cravos)
Divento il coordinatore di una” Equipa Tecnica” pluridisciplinare del SAAL. Questa esperienza la ho publicata in libri e riviste:
fig. a fig. b fig. c
-(a) La rivista di architettura Casabella. Portogallo Operação- SAAL (419, 1976).
– (b) Nel libro Politica e progetto. Un’esperienza di base in Portogallo, Milano, Feltrinelli, 1977
– (c) Nel libro Politica y proyecto. Una experiencia de base en Portugal, Barcelona, Gutavo Gil, 1978,
Nel 1977 mi trasferisco a Parigi e li rimango fino al 1982; qui insieme a Renzo Piano collaboro ad un interessante progetto pilota finanziato dall’UNESCO per il recupero dei Centri storici italiani (Otranto) che prevedeva la partecipazione diretta degli abitanti e l’utilizzo di tecnologie leggere. Questo tipo di intervento era teso ad evitare la disgregazione del tessuto sociale poiché permetteva la permanenza degli abitanti nelle loro abitazioni durante le fasi di recupero

Fig.4 Progetto Pilota per il recupero del Centro Storico di Otranto
Potete approfondire qui l’argomento:
– R. Piano, M. Arduino, M. Fazio, Antico è bello. Il recupero delle città, Roma, Bari, Laterza, 1980).
Nel 1979 Propongo all’Unesco lo stesso progetto pilota nella citta di Evora , Portogallo.

Fig. 5 Il tempio Romano di Evora
Si tratta di recuperare il centro storico di Évora, nella fattispecie dapprima implementare il progetto pilota del solo quartiere di Largo Chão das Covas e successivamente la ristrutturazione della intera città grazie alla riuscita del promo lotto e al sostegno dell’allora sindaco Abílio Fernandes.
Nell’1982 decido di aprire il mio studio di architettura a Coimbra avendo nel frattempo avuto delle richieste di progettazione in varie citta portoghesi. Scelgo come base la città universitaria di Coimbra dove la mia futura sposa, insegna alla facoltà di Matematica.
Inizio a studiare il cambiamento che sta avvenendo i Portogallo: emergevano essenzialmente due differenti espressioni formali: un certo modernismo accademico,coltivato nella scuola di Porto e rappresentato da Álvaro Siza Vieira

Fig.6 Arch.Alvaro Siza Vieira – São Victor Porto
e una produzione architettonica di carattere eterogeneo, legata soprattutto alla scuola di Lisbona, che plasmava differenti sensibilità.

Fig. 7 Arch. Tomas Taveira – Centro Comerçial Amoureira
Io ero libero da qualsiasi ortodossia stilistica, essendo cresciuto in un ambiente culturale dalla visione pluralista grazie anche alla mia collaborazione con gli architetti Franco Purini e Luigi Pellegrin.
Fa parte di questo periodo:

Fig. 9 Sede dell’Impresa VISABEIRA
In questo periodo (anni 80-90) nel Portogallo la popolazione inizia ad emanciparsi e si diffonde un certo benessere economico. Nei professionisti nasce il desiderio di vivere in case che li rappresentino al meglio, che identifichino il loro ceto sociale e li distinguino nel contempo gli uni dagli altri.
Studio la loro professione e costruisco attorno ad essa delle case a sua immagine.
Appartengono a questo periodo:

Fig. 10- Fatta di vetrate, perchè l’avvocato è aperto al dialogo deve essere trasparente e deve poter comunicare)

Fig. 11. Minimalista, capace di trasmettere calma, fiducia e serenità
Fig. 12 -Con stile Organico, complesso ed introspettivo.
Nel 1991 creo l’impresa ARCHEURI.
Partecipo a progetti finanziati dalla Comunità Europe in cui è entrato il Portogallo di recente.
A questo periodo appartengono:

Fig 13. L’edificio della facoltà di Ingegneria Chimica.

Fig. 14 -Il Centro di Impiego e Formazione di Guarda


Fig.15 (a e b) -Hotel Montebelo
Il filo conduttore dei miei progetti vuole andare oltre gli aspetti formali, perchè è dettato dalla convinzione che ciò che conta di più per un’ architetto, oltre a costruire un’immagine, è se il mondo può cambiare con quell’immagine.
Ed è proprio per cambiare il mondo che l’architettura deve diventare un atto di comunicazione in cui il dialogo assume un ruolo centrale: un dialogo sociale nello spirito del tempo..
Parleremo di questo nei capitoli che seguiranno qui articolo dopo articolo in DETTI E FUMETTI.
Restate connessi,a presto! OTTAVIO
[Francesco Ottavio Marconi per DETTI E FUMETTI – articolo del 20 aprile 2020]








Testi Recensione di Gabriella Grifò
Sceneggiatura e illustrazioni di Filippo Novelli
[Gabriella Grifò per DETTI E FUMETTI -sezione Cinema e Fumetto – articolo del 18 Aprile 2020]
Amici è su AMAZON il libro DA GRANDE FARO’ L’ARTISTA un libro coroale di YUKIKO KONDO, ERIKA LAVOSI, MARIA CLOTILDE MASSARI, DARIO SANTARSIERO e FILIPPO NOVELLI illustrato da FILIPPO NOVELLI
Potete leggere la trama e sfogliare le pagine facendo click sulla foto
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione fumetto -articolo del 16 aprile 2020]
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