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MAAM -INDIPENDENT NIGHT-resoconto del primo concerto della PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA

A pochi giorni dal nostro primo Concerto tiriamo le somme di quello che è accaduto il primo ottobre.

Un gruppo di quattordicienni ha esordito sul palcoscenico dell’Indipendent Night al MAAM di ROMA per aprire un fantastico Festival organizzato Da Fabrizio Fontanelli ( Mardi Gras) in collaboraizone con il MEI.

Il progetto della Pursue Respighi Orchestra (che trovi QUI) da oggi è una realtà ed il riscontro di pubblico e della la stampa di settore è stato ottimo (vedi rassegna stampa sotto).

Conserviamo gelosamente le belle parole che l’organizzatore (nonche’ nostro primo tutor) Fabrizio Fontanelli ha speso per noi.

” stata una giornata veramente emozionante e densa quella che abbiamo trascorso al Museo! Non ho abbastanza parole per ringraziare tutti coloro che hanno lavorato duro sin dalle prime ora della mattina per mettere su una esperienza che ci porteremo a lungo dentro di noi;

[…] La Pursue Respighi Orchestra coordinata da Filippo Novelli è stata veramente l’inizio perfetto. Vedere questi giovanissimi alle prese con i loro strumenti, spartiti, vederli cosi educati, rispettosi, curiosi e assolutamente dediti alla musica è stato rigenerante. E il loro primo concerto è stato accolto con gioia in una sala già piena dal primo pomeriggio. E siete stati in centinaia di persone ad accogliere la musica indipendente”.

Roberta Gioberti e Giorgio Sacher hanno immortalato alcuni momenti della nostra performance insieme a FEST, il gruppo di amici fotografi che curano la nostra immagine e le foto. riportiamo i loro scatti.

Preso questo buster da questo bellissimo Concerto, da oggi ci dedicheremo al nuovo repertorio che costituirà il filo rosso del libro STORIA DI UNA CANZONE che porteremo al concerto di Maggio 23. Il progetto del libro lo trovate QUI.

Le foto di Giorgio Sacher

Le foto di Roberta Gioberti

Le foto di FEST

La rassegna stampa

BIO PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA

La Pursue Respighi Orchestra, la PRO, è la Young Orchestra autogestita e fondata dagli ex alunni della scuola media della sezione musicale Respighi di Roma.

Nasce dalla volontà delle ragazze e dei ragazzi di mantenere in vita la loro Orchestra (da cui la parola nel nome Pursue=Proseguire), oltre la sua naturale scadenza, ossia il ciclo del triennio delle scuole medie. L’obiettivo fondante è quello di non disperdere quel senso di appartenenza, di amicizia e quel legame che solo la passione per la Musica riesce a creare. La PRO è un esperimento di aggregazione socio-culturale di quartiere che vede mettere in atto una proficua sinergia con le scuole di musica e le associazioni culturali di zona, le cosiddette Respighi-off.

Nel logo la sua Vision; il richiamo al cerchio calligrafico del maestro Nagayama, simbolo di Unità, viene ripreso dalla PRO; e così la Musica dei loro strumenti, le cui scie ne scrivono il nome, diviene simbolo di Unione, perché uniti si arriva lontano e si raggiungono i piu’ grandi obiettivi.

La PRO è autogestita e, in quanto tale, per finanziarsi, ha scelto il metodo del Crowdfunding: Il costo delle sale prove e l’acquisto di strumenti verranno coperti dalla vendita dei biglietti del Concerto, di un disco e di un fumetto scritto da un gruppo di musicisti che fanno da tutor della PRO.

Se lavori nel mondo della Cultura e/o credi in questo progetto, puoi diventare sponsor ufficiale della PRO e contribuire anche tu

Qui le indicazioni per partecipare all’iniziativa.

Scrivere a filipponovelli.911i@gmail.com per ricevere uno dei COUPON e chiedere a scelta:

-COUPON 1-SIMPLE: BIBLIETTO CONCERTO

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COUPON 5: SPONSOR BASE: 5 BIGLIETTI CONCERTO + SPONSORIZZAZIONE DIVISA DELLA PRO

COUPON 6: SPONSOR PLUS: 5 BIGLIETTI CONCERTO + SPONSORIZZAZIONE DIVISA DELLA PRO + STRISCIONE PUBBLICITARIO PALCO

MAAM INDIPENDENT NIGHT – ROMA – 1 ottobre 2022- LA PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA APRE IL CONCERTO

Abbiamo aspettato fino all’ultimo per annunciarvi qualcosa che ha dell’incredibile. A poche settimane dalla loro fondazione un gancio dal cielo ( cit.) è sceso sulla Young Orchestra di cui stiamo seguendo le gesta.

Le ragazze ed i ragazzi sono stati chiamati a partecipare al grandissimo evento di Roma: l’indipendent night al MAAM – il terzo polo museale di Roma -in via prenestina 913 – che si terrà il 1 ottobre 2022 dalle ore 17 alle ore 24.

Una occasione irripetibile, che magari poteva ricapitare tra anni, a cui non potevano rinunciare. Buttando il cuore oltre l’ostacolo hanno accettato di calcare per la prima volta nella loro vita un palco per suonare ad un festival. Incredibile ma vero.

All’età di quattordici anni è un traguardo bellissimo, incredibile quanto inaspettato. Per di piu’ apriranno loro il festival. Quindi non mancate per incoraggiarli, Saranno le mascotte di un FESTIVAL FANTASTICO in collaborazione con il MEI (Meeting degli indipendenti) che rimarrà senz’altro nella storia della PURSUE RESPIGHI RESPIGHI e anche in quella di tutti coloro che tifano per loro…. e siete già in tanti.

FORZA RAGAZZE/I …che la musica abbia inizio!

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione MUSICA – articolo del 28 settembre 2022]

ROMICS THE LADY TORNA A CANTARE 6-9 ottobre 2022

Cari amici di DETTI E FUMETTI torna Romics

dal 6 al 9 ottobre 22 a ROMA. Punti chiave di questa edizione i 50 anni di LADY OSCAR e il ritorno di colei che è divenuta l’icona , la LADY del fumetto con le sue magistrali interpretazioni delle sigle dei cartoni piu’ amati da tre generazioni: CRISTINA D’AVENA

Tutti per Lady Oscar… i 50 anni di un manga “rivoluzionario”

Lady Oscar e il manga di cui è protagonista, “La rosa di Versailles”, compiono 50 anni! E’ infatti nel 1972 che l’opera dell’autrice Riyoko Ikeda viene pubblicata in Giappone. A distanza di 50 anni, in tutto il mondo l’androgina eroina armata di fioretto continua ad essere una delle icone più amate, celebrate e dibattute dell’immaginario nipponico.

Romics festeggierà questo speciale compleanno con un evento che si propone come un momento di analisi del fenomeno “Lady Oscar” ma anche come uno show al quale prenderanno parte volti noti della cultura italiana, sportivi, musicisti, professionisti insospettabili, attori… tutti accomunati dall’amore per Oscar e dall’influenza che Lady Oscar ha avuto nelle proprie vite!

All’evento parteciperà anche il Lady Oscar Italian Fan Club!
 

L’incontro è in programma nella giornata di domenica 9 ottobre 2022.

TINA D’AVENA SPECIAL GUEST DELLA XXIX EDIZIONE DI ROMICS


Cristina D’Avena, la voce più amata delle sigle di cartoni animati, sarà tra le protagoniste della XXIX edizione di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games in programma dal 6 al 9 ottobre 2022 in Fiera Roma.


Nata a Bologna, Cristina D’Avena ha esordito all’età di 3 anni cantando Il valzer del moscerino; ancora adolescente firma un contratto di esclusiva e diviene così l’interprete della canzone Bambino Pinocchio. Da allora non ha mai smesso di incidere, registrare e cantare divenendo l’unica voce presente sulla tv italiana ininterrottamente dai prima anni 80 almeno una volta al giorno, 365 giorni l’anno. Diventa anche un volto famoso della tv quando interpreta Licia nella serie per ragazzi Love me Licia basata sul cartone Kiss me Licia.


Nel 2012 ha festeggiato i 30 anni di carriera con la nascita del progetto 30 e poi…, composto da CD che raccolgono sigle originali dei cartoni animati più famosi degli anni ’80, ’90 e 2000; sigle inedite, una reinterpretazione del classico natalizio O Holy Night, una cover del brano L’anno che verrà di Lucio Dalla, un DVD, e un Libro Fotografico.


Nell’estate 2014 nasce la sua personale etichetta discografica, la Crioma Music; nel 2017 esce Duets – Tutti cantano Cristina e l’anno successivo Duets Forever, una raccolta di alcune delle più celebri sigle di cartoni animati reinterpretate da Cristina D’Avena insieme ad alcuni dei più importanti cantanti italiani, tra cui Ermal Meta, Noemi, Loredana Bertè, Elodie, Alessandra Amoroso, Nek e molti altri.  Cristina D’avena ha tenuto e continua a tenere numerosi concerti con un enorme successo di pubblico composto non solo da bambini, amanti dei cartoni animati ma anche adulti che affollano le sue esibizioni live.

Appuntamento con Cristina D’avena sabato 8 ottobre presso il Pala Romics- Sala Grandi Eventi e Proiezioni per tornare a cantare insieme tutte le sigle dei nostri cartoni animati preferiti.

[Filippo Novelli del DETTI E FUMETTI – sezione FUMETTO – articolo del 21 settembre 2022]

STORIA DI UNA CANZONE -SESTA PUNTATA -STAR TREK DI RENATO NORCI

Qualche puntino bianco sullo schermo, uno squillo di flicorni e un astronave che sfreccia. Poi la voce narrante di william shatner che recita: “Space: the final frontier.”

Era il 1966 quando per la prima volta andò in onda la serie StarTrek con la mitica sigla realizzata da Alexander Courage nota come la fanfara di apertura. La fanfara di Alexander Courage è trionfante, immediatamente riconoscibile, ed emozionante. Il tema della Serie Originale ha stabilito lo standard che tutte le serie di Star Trek dovevano soddisfare. È un tema meraviglioso e talmente originale che il fruscio dell’astronave Enterprise che sfreccia nello spazio fu realizzato a voce dallo stesso Alexander Courage. 

Dalla prima serie di Star Trek ad oggi, quando ascoltiamo la fanfara di Courage, non possiamo fare a meno di volare con la fantasia lì “…dove nessun uomo è mai giunto prima”.

Tutti ricordiamo con affetto il tenente Nyota Uhura interpretata dalla bellissima Nichelle Nichols scomparsa lo scorso 30 luglio. La Nichols è stata la prima attrice di colore ad andare nello spazio come ufficiale delle comunicazioni ed occupare un posto nella plancia accanto al comandante Kirk.

Il Tenente Uhura fu protagonista di quello che è comunemente considerato uno dei primi baci interrazziali della storia della televisione americana e censurato in alcuni nazioni.  L’attrice ottenne anche il plauso personale da parte di Martin Luther King, il quale si dichiarò suo fan e la convinse a non abbandonare la serie dopo la prima stagione.

Questa è una nuova puntata di STORIA DI UNA CANZONE il libro scritto a piu’ mani da un gruppo di amici musicisti per sostenere la Young Orchestra PRO PRURSUE RESPIGHI ORCHESTRA nata dalla volontà di un gruppo di ragazze e ragazzi di autogestirsi e suonare musica. STORIA DI UNA CANZONE parlerà dei brani del loro nuovo repertorio e sarà arricchita da multi partiture per orchestra e da un fumetto che ne narrerà le gesta

Se volete partecipare alla campagna di crowdfunding e aiutare l’orchestra a crescere e autofinanziarsi potete leggere come fare QUI

Lunga vita e prosperità alla PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA

[RENATO NORCI per DETTI E FUMETTI – sezione musica – articolo del 20 settembre 2022]

Willy il bradipo alias Dario Santarsiero intervista Edoardo Albinati

Cari lettori di Detti e Fumetti, oggi ho il piacere di intervistare lo scrittore Edoardo Albinati.

RItratto di Filippo Novelli

Sei nato a Roma nel 1956, hai studiato al Liceo classico San Leone Magno (dove è ambientato il tuo romanzo La scuola cattolica) con Walter Mauro; hai però frequentato l’ultimo anno di scuola al Liceo classico statale Giulio Cesare, dove hai conseguito la maturità classica. Dal 1994 svolgi attività di insegnamento all’interno del penitenziario di Rebibbia. I tuoi esordi avvengono all’interno della rivista Nuovi Argomenti della quale entri a far parte nel 1984. Con il regista Giorgio Barberio Corsetti hai scritto Il colore bianco, andato in scena per le Olimpiadi di Torino 2006. Dal tuo libro Orti di guerra sono stati tratti venti episodi realizzati da Radiotre Rai (1997) con musiche di Fabrizio De Rossi Re (nell’edizione Fandango 2007). Nel 2002 hai lavorato presso l’Alto commissariato ONU per i rifugiati in Afghanistan e nel 2004 hai partecipato a una missione dell’UNHCR in Ciad, pubblicando reportage sul Corriere della Sera, The Washington Post e La Repubblica. Il libro Il ritorno. Diario di una missione in Afghanistan ha vinto nel 2003 il Premio Napoli Nel 2002 hai vinto, nella sezione Poesia, il Premio Nazionale Rhegium Julii, con Sintassi italiana; nel 2004 hai vinto il Premio Viareggio con il romanzo Svenimenti. Sei stato vincitore del Premio Strega 2016 con il romanzo La scuola cattolica pubblicato da Rizzoli. Proclamato vincitore l’8 luglio 2016. Il 30 agosto 2022 è uscito, edito da Rizzoli Uscire dal mondo. In questo libro Albinati tratta un tema di estrema attualità: siamo noi che ci rendiamo inaccessibili agli altri o sono gli altri che ci confinano in piccoli spazi?

W. Perché hai deciso di fare lo scrittore?

Fin da bambino mi sono appassionato alla lettura, al suono e al senso delle parole. Scrivere è il mio modo di immaginare e ragionare. E la lingua è l’unico campo in cui mi trovo veramente a mio agio.

W. Che senso ha oggi la letteratura?

E’ una delle poche cose che può dare, insieme, conoscenza e piacere. Serve a superare i propri limiti, ad allargare la propria vita, permettendoti di viverne altre per interposta persona.

W. Chi o cosa ti ha ispirato il libro “La scuola cattolica”?

Il fatto che i responsabili del Massacro del Circeo erano stati miei compagni di scuola. E che uno di loro, Angelo Izzo, nel 2005, cioè trent’anni dopo il primo delitto, sia di nuovo tornato a uccidere. Dunque, quel passato non era veramente passato… Ma io non volevo raccontare solo i crimini, piuttosto la mentalità, la vita borghese, le famiglie, il quartiere, appunto la scuola in cui avevamo studiato, insomma tutto ciò che sta intorno e dietro a quella storia. La vita cosiddetta “normale” in mezzo alla quale è piombato quel macigno.  

W. All’interno del tuo libro “La scuola cattolica” c’è una richiesta non detta da parte dei maschi di avere dei contatti tra di loro che non siano esclusivamente di tipo competitivo. Ce ne vuoi parlare?

Credo che i ragazzi abbiano un bisogno di intimità e di tenerezza niente affatto diverso da quello che provano le ragazze, ma che purtroppo si sentano a volte costretti ad assumere pose da duro e comportamenti violenti per dimostrare la propria virilità. È un equivoco tremendo, un meccanismo perverso che andrebbe smontato. 

W.Nel tuo libro di poesie “Nella tua bocca è la mia religione” anche questo in parte autobiografico, dichiari il tuo amore per il corpo umano e in special modo per quello femminile. E così?

Noi siamo il nostro corpo, con i suoi difetti e la sua bellezza. La poesia parla sempre di questi aspetti sensuali che ci fanno tanto soffrire e godere. Il corpo è sempre pieno di sorprese, è un campo di ricerca e di attrazione inesauribile. Io ne sono solo un umile e sventato esploratore. Diciamo che i miei sul corpo amato sono “esercizi di ammirazione”.

W. Perché la decisione di insegnare nel carcere di Rebibbia?

Per conoscere un mondo ignoto, e frequentare gente di ogni tipo, normalmente molto diversa da me. Le persone simili a me mi annoiano. Insegnare lì è un bell’esperimento.

W. Il tuo sogno nel cassetto?

Devo essere sincero? Non ne ho. Anche perché sono totalmente incapace di immaginare il futuro. W. Bene, grazie caro Edoardo, anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura – articolo del 19 settembre 2022]

Willy il bradipo, alias DARIO SANTARSIERO intervista ENZO CASERTANO

Ben trovati cari lettori di Detti e Fumetti, dopo la pausa estiva oggi scambieremo quattro chiacchiere con l’attore Enzo Casertano.

Allora Enzo sei nato il 25 luglio del 1970 a Napoli tra il 1991 e il ’94 hai frequentato la scuola di recitazione Accademia Napoletana di Teatro di Armando Marra. sei un attore di teatro, cinema, televisione. ]Tra i tuoi lavori figurano partecipazioni a vari film 5come Amore a prima vista  [1999], Mari del Sud [2000], Dentro la città [2003], Un’estate al mare 2008, Tatanka [2011] e la commedia E io non pago [2012].In televisione lo ricordiamo ne I bastardi di Pizzofalcone [2017] Nero a metà 3 [2022] Il commissario Ricciardi 2 [2022]

W. Perché hai voluto fare l’attore?

Se ti dicessi che da bambino sognavo di fare l’attore sarebbe una bugia, ho scoperto verso i 18 anni che forse questa poteva essere la mia strada per evadere dalla vita che mi si prospettava ma devo dire che ad un certo punto è il Teatro, il Cinema che sceglie te, non il contrario inizi a lavorare e se funzioni e soprattutto se  hai un carattere e una tenacia adatta inizia la carriera.Sono stato anche fortunato ad avere subito dopo la scuola di Teatro delle chance che ho sfruttato per allargare le mie conoscenze in questo mondo ed oggi sono ancora qui ad imparare  centinaia di battute a memoria, una faticaccia ma qualcuno diceva che quando fai della tua passione un lavoro non ti pesa più di tanto.

W. Che cosa è per te l’applauso?

L’applauso è come una pacca sulla spalla che ti dà il pubblico, l’apprezzamento, il riconoscimento che tutti gli artisti cercano. C’è però da dire che ci sono diversi tipi di applausi, quello di cortesia che ti fa un pubblico educato a fine spettacolo, quello grato, sempre ai saluti finali, quello a scena aperta che , forse, è il più ambito, quello di sortita (la prima entrata in scena dell’attore) che è un applauso sulla fiducia per quello che hai fatto prima. Io li riconosco e me li prendo tutti quando arrivano ma è sempre meglio non aspettarsi nulla e lavorare bene tenendo sempre un orecchio al pubblico e alle sue reazioni per non coprire con le battute le loro risate e i tanto agognati applausi.

W. Dal punto di vista professionale, cosa ti insegna un fallimento?

La carriera dell’attore è coronata da una miriade di piccoli e grandi fallimenti, basti pensare alla differenza tra i provini fatti e i lavori svolti. Ci vuole una forza d’animo non indifferente per affrontare i “no” e pensare alla prossima occasione,per questo nell’altra domanda ho parlato di carattere e di tenacia perché se si è mentalmente deboli il fallimento e la competitività ti può distruggere in poco tempo. La speranza che qualcosa di bello accadrà ti deve accompagnare sempre nel percorso, anche perché non siamo degli atleti che hanno un’età in cui devono smettere, è come giocare ad una roulette,il tuo numero,il famoso ruolo della vita, può arrivare quando meno te lo aspetti, è questa la forza di chi fa del fallimento un trampolino per saltare più in alto la prossima volta.

W. Cosa ti ha dato il cinema e cosa il teatro?

Il Teatro è sempre stato la mia vita, ho iniziato su quelle tavole e non lo abbandonerò, il Teatro mi ha dato sicurezza, autostima, amici, amori, serate memorabili e altre meno.Una marea di emozioni grazie a questa magia che ti trasforma ,migliora o peggiora ma che ti fa sentire vivo.

Il Cinema è un mezzo completamente diverso come impatto, ci sono arrivato un po’ dopo rispetto al Teatro ma sicuramente mi ha dato e sta dando soddisfazioni. Al Cinema, a differenza del Teatro, mi hanno dato più ruoli drammatici che comici, questo mi ha consentito di mettere in mostra anche il mio lato umano carico di ansie,paure e sensibilità quando ci sono riuscito naturalmente (ride). Si dice che il Teatro lo fa l’attore e il Cinema il Regista ma io credo che un successo lo fa una buona squadra sia da una parte che dall’altra.

W. Mentre la televisione?

Ormai c’è grande commistione tra Cinema e Televisione,grandi Registi di Cinema lavorano per la TV, l’avvento delle piattaforme ha alzato il livello delle serie, quasi costringendo le TV generaliste a fare meglio ed i risultati si vedono nelle produzioni degli ultimi anni.Per tornare a me, la TV mi ha dato grande visibilità sia attraverso vari spot di cui ero testimonial qualche anno fa (TeleTu,Pizza Buitoni) e sia per i vari ruoli nelle serie TV. La televisione entra nelle case di tutti è una bomba mediatica per un attore, se fai una prima serata in TV è facile che il salumiere sotto casa ti dica di averti visto. Mia madre per esempio e’molto più felice se faccio una serie per le TV generaliste che se partecipo ad un festival cinematografico.E’ quella scatola che fa sognare gli italiani dagli anni 50. Andare in TV resta sempre un sogno da realizzare.

W. tra i vari registi che ti hanno diretto, chi ha lasciato un segno indelebile?

           Per il Teatro vorrei ricordare un attore napoletano con il quale ho mosso i primi passi, Armando Marra, lui mi ha insegnato i primi rudimenti nella sua scuola e mi ha fatto capire di poter fare questo lavoro, sempre per il Teatro non posso non citare il grande Aldo Giuffrè che mi ha preso in compagnia da giovane e mi ha insegnato veramente tanto sia sulla scena che fuori,uno dei più grandi attori italiani con cui ho avuto la fortuna di lavorare.

             Nel Cinema ho   lavorato con  tanti bravi Registi ed ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Sicuramente Gianni Amelio è stato un incontro bellissimo ,un grande Maestro, Carlo Vanzina, competenza, bravura e signorilità ma molti altri

Saverio Costanzo Ricky Tognazzi, Giuseppe Gagliardi, Roberto Andòe tanti altri. Ora sono sul set con Francesca Archibugi come posso non citarla, artista di una sensibilità rara ma non sono io a scoprirlo.

W. Hai appena finito di girare un film con un cast internazionale, ce ne vuoi parlare?

Del film posso dire praticamente nulla perché ho firmato un accordo di riservatezza con la produzione ma è stata una grande esperienza,un grande set e sono sicuro un grande film. Lavorare con questi professionisti di fama mondiale mi ha reso orgoglioso. È un film molto atteso e sicuramente lo vedremo tra qualche mese, di più non posso dire.

W. Il tuo prossimo spettacolo a teatro?

Ho una stagione teatrale molto movimentata come sempre del resto, fortunatamente. Inizio il 6 Ottobre al Teatro degli Audaci a Roma con “Cuori senz’acqua” di e con la Regia di Luigi Russo, continuo dal 1 Novembre al Teatro 7 con Paola Tiziana Cruciani in “Chi l’ha vista”

Ed ancora “Una canonica per 2” con Francesco Procopio con il quale continuiamo anche la tournée di “Non ci resta che ridere” grande successo della scorsa stagione, nei pochi mesi liberi riprenderò due spettacoli “Game Lover’ e ‘Io e Kate’ con Alessandra Merico che ne è anche l’autrice. Una stagione bella piena, vi aspetto a Teatro.

W. Il tuo sogno nel cassetto?

Nella vita è di trovare stabilità e tanta serenità. Nel lavoro molti sogni si sono avverati ma il mio cassetto è senza fondo quindi mi aspetto non di svuotarlo ma almeno di renderlo più leggero. (ride)

W. Bene Enzo, grazie anche a nome dei lettori di Detti e Fumetti per questa bella chiacchierata

Grazie a te per l’intervista e a tutti lettori per averla letta. Vi abbraccio tutti.

[Dario Santarsiero per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura – articolo del 19 settembre 2022]

PURSUE RESPIGHI ORCHESTRA – SI PARTE! – AL VIA LA CAMPAGNA DI Crowdfunding per il nostro sostegno.

La Pursue Respighi Orchestra, la PRO, è la Young Orchestra autogestita e fondata dagli ex alunni della scuola media della sezione musicale Respighi di Roma.

Nasce dalla volontà delle ragazze e dei ragazzi di mantenere in vita la loro Orchestra (da cui la parola nel nome Pursue=Proseguire), oltre la sua naturale scadenza, ossia il  ciclo del triennio delle scuole medie. L’obiettivo fondante è quello di non disperdere quel senso di appartenenza, di amicizia e quel legame che solo la passione per la Musica riesce a creare. La PRO è un esperimento di aggregazione socio-culturale di quartiere che vede  mettere in atto una proficua sinergia con le scuole di musica e le associazioni culturali di zona, le cosiddette Respighi-off.

Nel logo la sua Vision; il richiamo al cerchio calligrafico del maestro Nagayama, simbolo di Unità, viene ripreso dalla PRO; e così la Musica dei loro strumenti, le cui scie ne scrivono il nome, diviene simbolo di Unione, perché uniti si arriva lontano e si raggiungono i piu’ grandi obiettivi.

La PRO è autogestita e, in quanto tale, per finanziarsi, ha scelto il metodo del Crowdfunding: Il costo delle sale prove e l’acquisto di  strumenti verranno coperti dalla vendita dei biglietti del Concerto, di un disco e di un fumetto scritto da un gruppo di musicisti che fanno da tutor della PRO.

Se lavori nel mondo della Cultura e/o credi in questo progetto, puoi diventare sponsor ufficiale della PRO e contribuire anche tu

QUI le indicazioni per partecipare all’iniziativa.

Scrivere a filipponovelli.911i@gmail.com per ricevere uno dei COUPON e chiedere a scelta:

-COUPON 1-SIMPLE: BIBLIETTO CONCERTO

-COUPON 2-FOLLOWER: BIGLIETTO CONCERTO + UNA T SHIRT (una a scelta tra le 12 prodotte).

-COUPON 3 -KEN ON : BIGLIETTO CONCERTO+ UNA T -SHIRT ( una a scelta tra le 12 prodotte) + FUMETTO

-COUPON 4: ADDICTED: BIGLIETTO CONCERTO + TUTTE LE T-SHIRT + FUMETTO

COUPON 5: SPONSOR BASE: 5 BIGLIETTI CONCERTO + SPONSORIZZAZIONE DIVISA DELLA PRO

COUPON 6: SPONSOR PLUS: 5 BIGLIETTI CONCERTO + SPONSORIZZAZIONE DIVISA DELLA PRO + STRISCIONE PUBBLICITARIO PALCO

Rimanete connessi per tutte le novità sulla campagna e sulle sue modalità di comunicazione

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione Musica – Articolo del 4 settembre 2022]

PRESENTAZIONE DEL LIBRO MARGARET FULLER, CORRISPONDENTE DI GUERRA, Quando Roma Capitale era un sogno di MARIO BANNONI per DETTI E FUMETTI

Cari lettori di DETTI E FUMETTI oggi abbiamo fatto quattro chiacchiere con lo scrittore Mario Bannoni

Autore di MARGARET FULLER, CORRISPONDENTE DI GUERRA, Quando Roma Capitale era un sogno.

F. Mario presentati ai nostri lettori

M. Prima di tutto non sono “uno scrittore” ma soltanto un appassionato di storia che studiando il nostro Risorgimento ha incontrato sulla sua strada il personaggio Margaret Fuller, una donna che amava molto il nostro Paese, da cui è purtroppo stata per tanti anni ignorata, e sta facendo di tutto per farla conoscere come merita;

Sono una persona a cui piace frugare nelle pieghe del passato per scovare tra le cose dimenticate le analogie che ci possono essere con il presente e, possibilmente, trarne insegnamento per il futuro. Insomma, la scrittura non è fine a sé stessa ma il risultato delle ricerche, delle osservazioni e delle esperienze che ho fatto, a beneficio mio e degli altri. Ma soprattutto un divertimento, non un lavoro in senso stretto, anche se libri come questi comportano anni di impegno.

F. Ho letto della vita di Margaret Fuller, ci vuoi raccontare meglio chi è stata?

M. In estrema sintesi, anche perché non voglio togliere al lettore il gusto di scoprire chi fosse dalla mia biografia del 2012 “Vi scrivo da una Roma barricata”, Margaret Fuller fu “figlia del New England per nascita, cittadina di Roma per adozione, cittadina del mondo per il suo genio”, come sta scritto sul suo monumento a Cambridge nel Massachusetts.

Donna coltissima, aveva studiato Roma e l’Italia già nel suo paese, e quando giunse qui sentì di essere giunta a casa, non di stare viaggiando.  Essendo una delle principali redattrici del suo giornale, fu incaricata di scrivere dei reportage dall’Italia: il caso volle che il suo lavoro a causa degli eventi politici e militari si trasformasse sino a farla diventare la prima donna corrispondente di guerra della storia.

F. Perché un libro su di lei e come si struttura?

M. Ho studiato a lungo la vita e le vicessitudini di Margaret, personaggio epico ed affascinante [..] Il libro è la raccolta di 27 reportage da tre diverse pubblicazioni tradotte in italiano: 

La New-York Daily Tribune (il suo giornale, per cui scrisse 25 articoli, prima e dopo la rivoluzione romana)

Il People’s Journal di Londra (per il quale scrisse un articolo in difesa di Giuseppe Mazzini, allora sotto attacco da parte di un giornale francese in lingua inglese).

La Democratic Review di Washington (per la quale scrisse un articolo “Ricordi del Vaticano”, che è in assoluto il suo ultimo lavoro giornalistico).

F. Un reportage di una guerra passata, la prima grande guerra di epoca moderna per la Roma se vogliamo, quando risuonano gli echi di una altra guerra nella nostra cara Europa, che significato assume?

M. Esatto. Nella mia prefazione ho esattamente colto proprio questa analogia, l’utilità di questa opera si basa proprio su ciò. La sola curiosità non giustificherebbe la lettura di un libro come questo che in 640 pagine riporta articoli di giornale di 200 anni fa.  L’analogia tra i fatti politici e militari di cui la Fuller fu testimone a Rome e gli avvenimenti più recenti è sorprendente. “Nel 1849 un corpo di spedizione francese sbarcò a Civitavecchia fingendo di portare al popolo dello Stato Romano la propria fraterna solidarietà. No, le truppe francesi non erano qui per sopraffare con la forza il governo di Roma: avevano innalzato l’albero della libertà, mostrato il tricolore francese insieme a quello italiano, accolto con parole rassicuranti i delegati dell’Assemblea costituzionale romana. Ma dopo pochi giorni con la scusa di esercitazioni di routine, spostarono le proprie forze su posizioni più strategiche, misero Roma sotto assedio e in breve tempo sconfissero le forze romane e abbatterono il governo che i romani si erano democraticamente dati.

Difesa di Roma, 29 giugno 1849
litografia di De Belli & Calamatta (MCRR)

Margaret Fuller, allora presente a Roma, ha testimoniato con i suoi reportage scritti su carta, con penna e inchiostro, e apparsi sul giornale dopo più di un mese dai fatti perché viaggiavano per nave, quello che oggi i corrispondenti ci raccontano e ci mostrano in diretta al telegiornale o su internet. Tutto è cambiato, ma non è cambiata la falsità con cui certi despoti si impossessano degli stati più deboli.”  

F. Quelli che tu narri, furono anni cruciali per il Risorgimento Italiano. Volendo fantasticare sugli eventi non accaduti e  senza scendere nel “politico stretto”,  come sarebbe oggi l’Italia se la Repubblica Romana avesse resistito? In particolare ci sarebbe potuta essere una  Italia democratica del Centro-Sud?

M. Quel periodo sembra molto complesso, ma si può semplificare così: esistevano due opzioni militari per liberare e unificare l’Italia allora divisa in sette, otto stati, di cui uno sotto dominazione straniera.  La prima opzione era quella monarchica, la seconda quella repubblicana.  Fallita l’opzione monarchica con la disfatta di Carlo Alberto, non supportato dagli altri sovrani italiani, tra i quali il papa, che a quei tempi era anche “re”, l’opzione repubblicana prese slancio, al punto che non solo a Venezia fu dichiarata la repubblica, ma anche a Firenze, a Genova e a Roma.  Roma doveva costituire il nucleo centrale al quale le altre repubbliche avrebbero dovuto aggregarsi, tanto è vero che l’Assemblea Costituente romana fu formata anche da rappresentanti non solo eletti a Roma, ma in tutta Italia.  Con i se e i ma non si fa la storia, ma se la Repubblica Romana non fosse stata abbattuta dall’intervento francese forse non avremmo dovuto vivere una tanto lunga parentesi monarchica e autoritaria, e attendere cento anni per vedere applicata una Costituzione democratica. 

9 febbraio 1849 – proclamazione della repubblica romana

F. Ci hai incuriosito molto e questo era lo scopo di questa chiacchierata. Dove troviamo il tuo libro? Quando e dove lo presenterai prossimamente?

M. Il libro è disponibile presso tutte le librerie e anche acquistabile o prenotabile da subito online presso i maggiori siti come Amazon, Hoepli, IBS, Libreria Universitaria, ecc. 

Potete andare sul sito mediante il link facendo click QUI

Il libro presenta oltre un centinaio di immagini d’epoca, con personaggi difficilmente visti da giovani tra i quali Mazzini, Garibaldi e perfino Karl Marx.

La presentazione ufficiale sarà il 27 settembre prossimo, in occasione dei 150 anni di Roma Capitale d’Italia (in ritardo per il Covid), alle ore 18:30 presso la Fondazione Studi per il Giornalismo Paolo Murialdi, via Augusto Valenziani 11 (piazza Fiume). Sarà presente Giuseppe Garibaldi, pronipote dell’Eroe, presidente dell’Istituto di Studi omonimo che ha sostenuto la pubblicazione del libro.

La bandiera della Repubblica Romana

F. Grazie a nome dei lettori di DETTI E FUMETTI, l’hub nel web che collega le diverse arti, in primis la letteratura.

M. Grazie a tutti voi! A presto.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura- articolo del 1 settembre 2022]

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “Non eravamo dominati che dal cielo” – La riscoperta ottocentesca dei Monti Sibillini nei documenti del Club Alpino Italiano di MICHELE SANVICO

Cari lettori di DETTI e FUMETTI, vi proponiamo oggi un’intervista al fisico e scrittore Michele Sanvico, autore di un volume dal titolo “Non eravamo dominati che dal cielo – La riscoperta ottocentesca dei Monti Sibillini nei documenti del Club Alpino Italiano”, pubblicato da Edizioni Il Lupo.

Ritratto di MICHELE SANVICO di Filippo Novelli

Siamo curiosi di scoprire, assieme a voi, perché il nostro amico Michele abbia deciso di dedicare un libro proprio ai Monti Sibillini e perché queste montagne, che molti non conoscono nemmeno, possano rappresentare una interessante scoperta non solo per il lettore ma anche per l’escursionista più appassionato.

F. Michele, i Monti Sibillini, questi sconosciuti, che come saprai è una delle location del nostro fumetto OSVY quindi luogo a noi caro.

Perché scrivere un libro proprio sui Monti della Sibilla, una serie di picchi appenninici situati tra l’Umbria e le Marche?

M. Quando si parla di Monti Sibillini ovviamente la Sibilla c’entra sempre: è lei la protagonista di questi luoghi. Molti non sanno che ben prima che nascesse il moderno escursionismo, e parliamo dunque di centinaia e centinaia di anni fa, i Monti Sibillini erano già famosi e conosciuti in tutta Europa a causa delle oscure leggende che vivevano tra quelle cime.

A partire dal Trecento molti studiosi e letterati ne hanno scritto e moltissimi viaggiatori si sono recati a Norcia, in Umbria, o a Montemonaco, piccolo borgo situato sul lato marchigiano, per salire fino alle vette di quelle montagne disabitate, alla ricerca di un sogno la cui fama ha avuto modo di diffondersi addirittura fino ai Paesi nord-europei.

F. :Viaggiare a quell’epoca non era certo facile; perché questi visitatori decidevano di affrontare i rischi di una visita in terre così desolate e al di fuori dei percorsi canonici, come quelli che i pellegrini erano soliti seguire per recarsi a Roma o in Terrasanta?

M. : Perché i leggendari racconti che abitavano i Monti Sibillini erano tali da suscitare grande emozione, e anche aspettative molto particolari.

Si era sparsa la voce, infatti, che la grotta che si trovava proprio sulla cima del Monte Sibilla permettesse di accedere al regno sotterraneo e magico governato dalla Sibilla degli Appennini, presso la quale sarebbe stato possibile vivere una vita di sensualità e lussuria, tra bellissime damigelle e ricchezze senza fine. E questo non era tutto, perché a poche miglia di distanza una seconda leggenda abitava la cima del Monte Vettore: nel gelido laghetto glaciale che lì si trovava (e si trova ancora) sarebbe stato seppellito il corpo di Ponzio Pilato e sarebbe stato possibile consacrare libri magici ai dèmoni che in esso dimoravano. Insomma, un complesso leggendario multiforme, che neanche le Alpi hanno mai dimostrato di ospitare.

F.:. Che storia! Molto affascinante! Lo racconti nel libro?. Ma cosa c’entra il Club Alpino Italiano? E perché il tuo volume si intitola “Non eravamo dominati che dal cielo”?

M.:ll Club Alpino Italiano rappresenta il momento della riscoperta dei Monti della Sibilla. Il CAI nasce infatti nella seconda metà dell’Ottocento, a Torino, quando già la fama internazionale dei Monti Sibillini era venuto meno con il progredire delle scienze e l’abbandono delle antiche leggende. Proviamo a immaginarci, oggi, questi aristocratici notabili del primo Club Alpino (un’associazione che in origine ha avuto un carattere particolarmente esclusivo), che iniziavano a percorrere la penisola italiana da poco riunificata sotto i Savoia, esplorando montagne che, per loro, abituati alle sole Alpi, rappresentavano una sorta di “terra incognita”.

L’incontro con i Monti Sibillini è subito esplosivo: il fascino emanato da quei luoghi, da quelle vette incontaminate, cariche di leggende affascinanti ed anche un poco spaventose, colpì immediatamente la fantasia di quei gentiluomini, che ne scrissero sui primi “Bollettini” del CAI raccontando le proprie esperienze e le proprie impressioni. Il mio libro raccoglie proprio questi racconti, narrando di tanti luoghi visitabili anche oggi e di quelle persone oggi dimenticate che, all’epoca, ne percorsero i sentieri.

F. : Sì, ma non mi hai spiegato il perché di quel titolo, “Non eravamo dominati che dal cielo”

M.: È una frase speciale, scritta in una lettera vergata dalla contessa Lucia Rossi Scotti: una donna meravigliosa, che nel 1879 ebbe il fegato di unirsi a una escursione alla quale partecipavano solamente uomini, tutti aristocratici soci del CAI, risalendo gli scoscesi fianchi del Monte Vettore fino alla cima e scrivendo parole che, oggi, possono agevolmente risuonare nel cuore di ogni moderno escursionista: lassù, «non eravamo dominati che dal cielo», una frase bellissima che ho voluto utilizzare nel titolo.

Ma il libro contiene anche molte altre storie, come quella di Giovanni Battista Miliani, il grande imprenditore delle cartiere di Fabriano, appassionato dei Monti Sibillini; o come la vicenda di Grace Filder, pioniera del volo in pallone aerostatico e provetta alpinista, che ai primi del Novecento scalò sia il Vettore che il Monte Sibilla, scrivendo che questi luoghi custodivano «storie di spiriti e di diavoli da far rizzare i capelli».

F.: Michele ci hai proprio incuriosito. Ma quanto sono affascinanti i Monti Sibillini e dove possiamo trovare il libro?

M.: Moltissimo, fidati! Il libro può essere acquistato presso l’editore a questo link facendo click sulla foto o al link sotto riportato

LINK

e in tutte le librerie della zona dei Monti Sibillini ovviamente.

F. grazie per la bella chiacchierata!

M. Grazie a voi e ai lettori di DETTI E FUMETTI

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Letteratura – articolo del 30 agosto 2022]

STORIA DI UNA CANZONE – THE BEATLES – ELEANOR RIGBY – a cura di Carlo Di Tore Tosti per DETTI E FUMETTI

Cari lettori di DETTI E FUMETTI, non potevamo cavarcela così con i Beatles e dedicargli solo un capitolo (MY GUITAR GENTLY SWEEP). La loro grandezza meritava un BIS come nei migliori concerti.

Abbiamo chiesto al nostro amico Carlo Di Tore Tosti, bravissimo bassista dei Mardi Gras, nonchè beatlessiano della prima ora, di raccontarci la storia di una altra loro HIT, entrata con merito nell’olimpo delle canzoni piu’ ascoltate di sempre: Eleanor Rigby.

Quando i Beatles iniziano a suonare nel 1962 non c’è nessuno come loro. Provarono ad imitare il rock di Elvis ma gli venne talmente male che dovettero creare qualcosa di nuovo: aprire nuove porte a quel fenomeno noto come BEAT.

Creatori di arrangiamenti e melodie (specie dopo l’incontro del 64 con Dylan) vennero da tutti ,  Rolling Stones compresi, come i veri creatori del BEAT. In realtà è grazie al cortocircuito con Dylan che i Beatles introducono testi piu’ densi e pregnanti, iniziano ad usare l’ elettronica e a mixare vari generi tra cui il rock, il folk e il blues. .

ELEONOR RIGBY, appartenente all’album Revolver (nel 45 giri con Yellow Submarine -1966), è stata scritta nel ’65 da Paul Mccartney (infatuato da Vivaldi) in occasione crediamo di un refuso mentale.

Paul stava andando a Bristol e lungo la strada trovò un negozio dal nome RIGBY che gli rimase impresso nella mente. Aveva appena terminato il film HELP dove recitava la bellissima attrice Eleanor Bron. Paul uni’ i due nomi Rigby con Eleonor e ne fece il titolo della canzone. Ma c’è di piu’, Paul scrive questa canzone incentrata sul tema della povertà, sulla solitudine senza redenzione, ambientata nella Inghilterra post bellica degli anni 40-50, che furono gli anni della sua gioventù  trascorsa a Liverpool.

 In quegli anni lungo la strada per andare a casa il piccolo Paul passava in un cimitero (che come sappiamo in Inghilterra spuntano tra le case e dove gli inglesi sono soliti passeggiare, sostare a prendere il sole senza farsi troppi problemi).

Ebbene in quel cimitero, Paul tornò a passeggiare dopo qualche tempo quando la sua E. R. era divenuta una canzone da hit parade e vi trovò la tomba di una certa Eleonor Rigby. Eleonor era sempre stata li e il giovane Paul aveva letto mille volte il suo nome sulla lapide ma lo aveva rimosso. Immaginate che strana causalità.

George Martin, il produttore dei Beatles, definito da molti il quinto Beatles, chiese a Paul di arrangiare Eleanor Rigby alla stregua di Yesterday ( 1965- sempre di Paul – prima canzone arrangiata con un quartetto di archi-cosa rivoluzionaria per l’epoca)  mediante un doppio quartetto di archi… e quella fu la fortuna della canzone che la rese immortale. Fu la prima canzone che Paul compose e arrangiò tutto da solo scrivendo e cantando la parte delle voci tanto che George nel 1966, anno del loro ultimo concerto, intervistato dai media rivelò questo segreto alla domanda se i Beatles avessero o meno dei progetti da solisti. La dichiarazione fu: si Paul sicuramente, se pensate che  mentre componeva Eleanor gli altri Beatles non c’erano e si erano andati a prendere un the.

il CONCEPT BOOK -mix di fumetto, partiture musicali per orchestra e narrazione dei brani del repertorio del concerto, STORIA DI UNA CANZONE conterrà questo brano di cui vogliamo anticiparvi alcuni passi.

Al prossimo concerto sarà disponibile insieme alla T-shirt realizzata da Filippo Novelli. Per gli appassionati e per chi volesse averli per primo, si puo’ fare il preorder scrivendo a filipponovelli.911i@gmail.com .

Alle prossima puntata! Rimanete connessi.

MARDI GRAS & Carlo Tore Tosti BIO

Carlo di Tore Tosti – bassista dei MARDI GRAS è già stato nostro ospite quando ci ha raccontato come un suono puo’ trasformarsi in disegno. Se volete approfondire potete andare (QUI)

Liina Rätsep MARDI GRAS . foto di Roberta Gioberti
— presso Kill Joy. Tutti i diritti sono riservati

[Carlo Di Tore Tosti per DETTI E FUMETTI -sezione MUSICA – articolo del 2 agosto 2022]

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