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ZEROCALCARE -Scavare fossati – nutrire coccodrilli -la recensione di DETTI E FUMETTI

Scrivere una sorta di elegia del capofila del fumetto italiano; questo l’obiettivo che mi ero ripromesso dopo l’incontro all’ ARF dello scorso maggio in occasione del libro Macerie Prime –Sei mesi dopo, per rendere un tributo al più disponibile, socievole e simpatico ragazzo che ho mai conosciuto in questo fantastico mondo del Fumetto.

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Se non ve ne siete resi conto amici questo è l’anno di Zerocalcare; lo dimostra dapprima il successo del primo libro “in due tempi” Macerie Prime, poi il film su di lui (la profezia dell’armadillo) ed infine la consacrazione del fumettista romano con la sua mostra in Un Museo (il MAXXI  – a cura di Giulia Ferracci).

Lui sdrammatizza -perché è anche modesto – e dice di aver già preallertato tutti i genitori dei ragazzi a cui dava ripetizioni, non si sa mai…

In realtà questa mostra “SPACCA”.

All’ingresso non capivo perché uno come me con la faccia da metereologo dovesse essere perquisito e deprivato di zainetto, borsello e buste varie poi entrando ho capito il perché … qui lo dico subito: a tutti gli amanti di allestimenti mostre che mi seguono vi sto per spoilerare l’organizzazione della mostra di ZEROCALCARE quindi andate a vederla e poi leggete l’articolo.

A tutti gli altri ci siete ancora?

Bene, dicevo l’allestimento di Silvia Barbagallo è fichissimo: andiamo dalle tavole su masonite sfogliabili poste dentro delle scatole di legno;

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seguono delle teche con moleskine e sopra dei device con le foto delle stesse per poterle sfogliare;

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ed ancora i vetri della sala oscurati con le più famose illustrazioni delle copertine dell’autore.

La sala di ingresso è pensata per il SELFY-POINT: c’è un puff in legno dove tu ti siedi e tu o il tuo accompagnatore può’ scattarti la foto con dietro il manifesto della mostra.

ingresso

C’ è un raccoglitore fichissimo con tutti i libri di ZERO che tu puoi prendere e sfogliare stando comodamente seduto su un altro puff.

libri

La mostra si snoda lungo una grande scalinata nella tromba della quale è raccontata la storia del percorso artistico del fumettista in doppia lingua. Nel piano superiore l’allestimento è quello tipico di una atmosfera underground con il muro fatto con un ondulit e alle pareti tutti i poster disegnati da Zero.

Le tavole sono accostaste magistralmente una accanto all’altra a formare un percorso a spirale che ottimizza magistralmente l’utilizzo dello spazio riservato alla mostra.

Ogni tanto ci sono degli info point in cui puoi prendere il tuo depliant personale o delle pagine di approfondimento che, per i feticisti dell’autore, è uno sballo. Io ci ho letto anche un gesto molto democratico ed intelligente per regalare un ricordo a chi non vuole prendersi il catalogo ufficiale. Immancabili anche i VIDEO con interviste all’autore e agli intellettuali del momento i quali  ti fanno conoscere aspetti inediti di Michele Rech (questo il vero nome di Zerocalcare per chi non lo sapesse).

Come recita il depliant della mostra “la mostra si dipana in quattro nuclei tematici: POP, TRIBU’, LOTTE  E RESISTENZE, NON REPORTAGE” racchiusi in una sorta di guscio che ricorda quello del suo alterego, l’armadillo. La mostra è, come suggerisce il titolo: “ scavare fossati-nutrire coccodrilli”, una riflessione sul momento storico,  tratta “…dell’avanzare delle paure originarie dell’uomo, legate all’invasione, alla  preservazione del proprio territorio…” ma non aggiungo altro per non rovinarvi la sopresa quando visiterete la mostra,  un piccolo gioiello incastonato nel cuore di Roma che potrete visitare fino al 10 marzo del 2019… ma io se fossi in voi ci andrei subito.

Altre notizie utili:

  1. C’è un catalogo favoloso distribuito da BAO PUBLISHING che vi consiglio vivamente di prendere, se non altro per evitare di stare a leggere una ventina di pagine fitte fitte  con il rischio di intasare le scale di ingresso alla mostra ( la cosiddetta  timeline come la chiamano  quelli bravi).
  2. altra notizia riservato ai feticisti di ZERO: nella zona biglietteria, sulla sinistra, ti danno la brochure del museo. Se tu la giri dietro ci trovi il super mega poster di Zerocalcare!!! un mio amico è tornato indietro a prenderselo quando a visto che la serigrafica originale con dedica (nei musei – quelli seri- ogni grande autore ne fa una) costava due piotte (che per  i non romani significa 200 euro).
  3. Zerocalcare ha integrato la locandina con alcune indicazioni per quelli di fuori Roma. Ve la lascio qui sotto.poster mostra

4. Alla mostra ci sono le fan art di Zerocalcare dell’uomo ragno, jeeg robot, groucho,Andy Capp e tanti altri … insomma  ci vediamo li. Ciao.

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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo dell’11 novembre 2018]

 

 

 

 

 

FUGHE-La nuova edizione in versione Integrale – Intervista a Filippo Novelli e Dario Santarsiero

Ciao a tutti  i nostri affezionati lettori di DETTI E FUMETTI; oggi sono io l’intervistatrice di turno per forza di cose! Mi tocca infatti dal momento che i nostri due reporter consueti  per un giorno vestiranno i panni degli intervistati.

Esce infatti  il loro nuovo libro: FUGHE nella versione Integrale.

copertina fughe integrale

Già abbiamo intervistato Dario su DETTI E FUMETTI per l’uscita di Racconti Sparsi;
racconti sparsi
mentre l’intervista a Filippo ci mancava. Oggi colmiamo questa lacuna 🙂
E’ vero, i due nostri amici si sono raccontati in “Da grande faro’ l’artista“, quindi già sapete quasi tutto su di loro
da grande
Nel libro  Dario ha immaginato un “futuro da attore” perchè lo richiedeva il personaggio; Filippo invece è rimasto più con i piedi per terra, raccontando le sue reali ambizioni di bambino: diventare un fumettista.
Ma veniamo al motivo per il quale siamo tornati a parlare di loro:
 l’uscita di Fughe integrale.
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C.: Come mai a distanza di due anni vi è venuto in mente di proporre questo UP DATE?
D.: l’idea è venuta a Filippo, io l’avrei lasciato cosi’, ne ero già soddisfatto.
C.: Ok, allora raccontacelo tu Filippo.
F.: quando lessi per la prima volta Fughe, che è il racconto che apre la serie di Racconti Sparsi scritti da Dario, già avevo in mente questa versione rivisitata.
L’idea mi venne quando proposi il nuovo finale a Dario; stiamo parlando della figura del gatto… ma non vi voglio spoilerare nulla.
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Ebbene sentivo l’esigenza di raccontare la storia dei personaggi che si avvicendavano in Fughe:
-il ragazzo che guida la 1100,
-la ragazza che gestisce la pompa di benzina,
-il meccanico scorbutico…
Volevo narrare attraverso di loro della deriva di questa società moderna.
Ho chiesto a Dario di lavorare a dei monologhi su 4 temi: la tecnologia, il disagio di vivere in questa società; il diverso e l’intelligenza. 
C.:Dario raccontaci a cosa ti sei ispirato per parlare di questi temi.
D.:Con Filippo volevamo mantenere il racconto tale e quale, inserendo dei monologhi come fosse uno spettacolo teatrale diviso in 4 atti.
Sguazzavo nel mio mondo. Quando me lo chiese ne fui entusiasta. C’era una difficoltà però: riuscire a mantenere un filo rosso che non spezzasse l’attenzione.
Il protagonista maschile ha dato l’incipit e narrare il suo disagio. Doveva essere qualcosa di personale ed intimo.
Decisi di partire dal ricordo del padre: cosa c’è di più’ personale e caldo della famiglia.
La scusa era ancora una volta l’automobile: oggi  idolo moderno per antonomasia, non credi?
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C.: Filippo sei stato tu ad introdurre l’IOT immagino, chi meglio di te (sorridono per via del suo attuale lavoro).
F.: Si, mi hai scoperto…. E’ diventato il mio pane, il mio lavoro nella vita parallela, quella grazie alla quale pago il mutuo di casa.
Abbiamo scritto a quattro  mani questo primo monologo perché penso sia un problema comune ai più l’avere una sorta di  repulsione per la tecnologia che tutto fagocita con una velocità sempre maggiore e rischia a volte di tagliarti fuori dal mondo reale, di farti alienare.
C.: del secondo monologo che mi racconti Dario?
D.:  il secondo monologo parla della deriva a cui l’individualismo di questa società può farti cadere.
Inizi con l’allontanarti dall’altro, a non riconoscerlo più come tuo simile. E’ un percorso pericoloso, una sconfitta per l’uomo, da cui si dovrebbe sempre fuggire.
C.: il terzo e quarto capitolo so che Filippo ci ha messo del suo. Me lo confermi?
F.: si il terzo è un preambolo per il quarto; ma non vi posso dire tutto per non rovinare la sorpresa del lettore.
Posso solo dire che ho attinto dalla tradizione surrealista per l’uso del paradosso.
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Ho colto l’occasione per criticare ancora una volta le manie e le mode di oggi.
Parlando di TV, l’altro totem tecnologico, che ci allontana dagli altri; i  programmi di cucina poi sono stati l’acme della storia …
D.: Fermati qui! che altrimenti sveliamo il finale.
F.: hai ragione Dario. D’altronde il libro è on line. Potete leggervelo da soli.
Il libro lo trovate su AMAZON che è il distributore: QUI   insieme agli altri titoli pubblicati dagli autori
C.: Grazie per averci svelato questi retroscena, ci vediamo per la pubblicazione del prossimo libro!
F/D: Ciao a tutti gli amici di DETTI E FUMETTI e rimanete connessi!
[Maria Clotilde Massari per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – Articolo del 10 novembre 2018]

Raccolta Aforismi

osvy interviste

Facciamo tutto: Recensioni, interviste, libri … ma soprattutto ci piace recitare aforismi. Qui ve ne lasciamo alcuni che abbiamo diffuso sui social ultimamente.

 

osvy e curti

Da Giga a Mega, il nostro compito sarà recuperare la capacità del racconto: troveremo nuove stalle dove sederci in cerchio e raccontare storie. Perché i Giga, da soli, saranno il segno della bulimia dell’istante, del “qui ed ora”, di un eterno presente che non produce storie e non sedimenta memoria. Dovremmo ricondurli a dei Mega dicibili, raccontabili. (Ilda Curti)

 

 

osvy e einstein

La creatività è contagiosa, trasmettila. (Albert Einstein)

 

 

osvy e Khayyam

La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte.
(Omar Khayyam)

 

ercolani

Nella vita ognuno sceglie le sue priorità: per me sono sempre state la libertà e la bellezza.
Non ho investito nella carriera o nel mattone, ma nella cultura e nello spirito, ricchezze che nessuna crisi potrai mai levarmi. (A.Ercolani)

 

 

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Penso che forse non mi leggi più. Ma ora
tu sai tutto di me, della mia prigionia e del mio dopo; ora sai che non può nascere l’aquila
dal topo. (E. Montale)

 

 

Osvy e montale

«La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui». (E.Montale)

 

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[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto – articolo del 20 giugno 2018]

Intervista ritratto a Maria Chiara Gianolla

Amici di DETTI E FUMETTI in occasione dell’ARF 2018 abbiamo intervistato Maria Chiara Gianolla.

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Da quest’anno abbiamo cambiato le nostre domande standard per aiutare i nostri lettori aspiranti fumettisti e non a capire quale è stato il momento di passaggio dallo studio alla professione, gli ostacoli incontrati e l’atteggiamento da tenere per andare avanti con successo.

F.: Ciao Maria Chiara da 1 a 100 quanto il disegno è per te un impiego a tempo pieno.
M.C.: Direi un buon 90%.
F.: E’ probabile che all’inizio si debba fare un altro lavoro, per avviare l’attività di disegnatore, per supportare il proprio sogno, facendolo diventare un vero e proprio progetto di vita. A te è capitato?
M.C.: Sì, certamente, ancora adesso lavoro come insegnante di laboratori per bambini e adulti, oltre ad essere supplente precaria di Storia e Filosofia.
F.: Non ci si sente mai pronti al cento per cento per cominciare, è sempre un salto nel vuoto; come d’altronde qualunque inizio lo è; avviare un’attività professionale, poi,
è sempre un esperimento: nessuno ti dà la garanzia che funzionerà. Quale è stato il momento, l’episodio scatenante per te? Ti sentivi pronta?

M.C.: Ancora adesso non mi sento pronta e combatto costantemente con il mio senso di inadeguatezza, ma sono le storie o i disegni che prendono forma dentro di me che spingono per uscire, indipendentemente da me, dalle mie paure e dalla mia volontà. È
una pulsione più forte di qualsiasi controllo. In ogni fase, per ogni progetto, direi che è questa spinta a rappresentare “l’episodio scatenante”.

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F.: Viviamo in una società iper scolarizzata, del sapere tutto subito; questo crea molta ansia, aspettative disattese; si pensa di dover partire solo dopo aver acquisito altissime capacità tecniche. Prima non si parte. E’ così o sei della idea che c’è una
serie di abilità che si acquisiscono solo sul campo, lavorando?

M.C.: per me che sono una perfezionista, abituata a studiare e a prepararmi molto prima di cimentarmi in qualcosa, estremamente metodica e riservata, risulta davvero difficile questo approccio veloce ed immediato dove conta più il farsi conoscere e il sapersi
vendere piuttosto che la cura e la qualità del lavoro. Ho dovuto imparare anche questo e ancora sto cercando di impararlo in realtà.  Indubbiamente è altrettanto importante il lavoro sul campo. Per quanto forte sia la preparazione di un autore, solo “facendo” e
confrontandosi con i limiti e le difficoltà reali, si acquisiscono le abilità necessarie al lavoro.

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F.: Il mestiere del disegnatore è una crescita infinita. Alcuni sostengono che non c’è un lavoro passato che non rifarebbe nello stesso modo alla luce della nuova esperienza acquisita. Questo aspetto lo vedi come fonte di stress o come uno stimolo?

M.C.: Entrambi. Mi capita di provare una sorta di imbarazzo a rivedere certi lavori passati che oggi non riconosco o che realizzerei in maniera differente, ma allo stesso tempo provo anche uno strano senso di tenerezza per quelle opere che ora vedo come acerbe ma che rappresentano comunque dei momenti importanti che mi hanno portato ad essere quello che sono adesso e ad esprimermi oggi in maniera più matura e consapevole, con un tratto e uno stile decisamente più personali e definiti.

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F. Ed ora raccontaci dei tuoi studi e dei lavori che stai portando avanti, insomma fatti un po’ di pubblicità.

M.C. :Dopo aver compiuto studi classici ed essermi laureata e dottorata in
Filosofia Estetica, mi diplomo alla “Scuola Romana dei Fumetti”.
Terminati gli studi comincio a lavorare come grafica, illustratrice
freelance e storyboard artist, realizzando locandine, grafiche, copertine,
pitture murali e contributi vari, soprattutto per la scena artistica
underground e indipendente.
Inizialmente non volevo fare la fumettista. Mi interessava l’ambito
dell’illustrazione piuttosto, in particolare quella per l’infanzia e inoltre
puntavo al cinema (come storyboard artist) mia prima e costante
materia di studio e di formazione.
Nella vita scrivo e ho sempre scritto molto, ma saggi, critiche, articoli,
non vere e proprie storie, ho sempre pensato di non essere capace, fino
a che improvvisamente, senza che neanche me ne rendessi conto, ho
cominciato a raccontare. A un certo punto sono nate delle storie, alcune
brevi, altre lunghe, spesso comiche, altre invece molto introspettive e
dolorose. In realtà è stato proprio il dolore (in un particolare momento della mia vita) che mi ha spinta raccontare. Non per forza o non direttamente quel dolore, ma comunque dentro di me, in un momento in cui si era rotto tutto, si sono aperti dei varchi, dai quali hanno cominciato ad uscire tante cose, si sono aperte nuove strade e semplicemente ho iniziato a percorrerle e a sperimentare.
Sempre in quel periodo, due sceneggiatori mi hanno proposto di lavorare
insieme a dei progetti editoriali e quindi, più o meno nello stesso
momento, ho iniziato a lavorare a varie storie, mie e in collaborazione con
altri.

Ultimamente poi ho iniziato a lavorare ad una serie di racconti brevi che
hanno come protagonista un unicorno, anzi, un’unicorna!
Miss Unicorn  prende vita un anno fa tra le pagine di una piccolissima moleskine e piano piano arriva ad occupare intere tavole a fumetti, dove, tra il naïf, il surreale e il
grottesco, racconta le fragilità e le meraviglie del femminile, anche se
attraverso lo sguardo ironico e sornione di una creatura fantastica.
Altro progetto importante e del quale sono molto orgogliosa è la Scuola
Popolare Fumetto e illustrazione Lab Puzzle che fondo nel 2015 all’interno di Lab Puzzle, uno spazio sociale di Roma, molto attivo nel territorio che fornisce servizi importantissimi al quartiere e non solo.

F.: Grazie  Maria Chiara per aver partecipato a questa chiacchierata con noi. alla prossima

M.C.: Ciao a tutti, è stato un piacere.

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – Sezione Fumetto – Articolo del 28 maggio 2018]

 

Intervista ritratto a Gianluca Manzo

Ciao amici, in occasione dell’ARF 2018 abbiamo intervistato Gianluca Manzo sceneggiatore della Noise Press.

Anche a lui abbiamo fatto le nostre nuove  sei domande per dare modo ai nostri lettori appassionati di fumetto di comprendere quale è la via per diventare un professionista in questo fantastico mondo del fumetto.

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F.:Da 1 a 100 quanto il disegno è per te un impiego a tempo pieno.

G.: Cerco di dedicare più tempo possibile alla sceneggiatura ma purtroppo non è il 100%. Tieni conto che almeno  20 ore a settimana gliele dedico. Ho un altro lavoro, anzi altri due, per vivere: un Call center e la gestione di un appartamento.

F.:  E’ probabile che all’inizio si debba fare un altro lavoro, per avviare l’attività di disegnatore, per supportare il proprio sogno, facendolo diventare un vero e proprio progetto di vita. A te è capitato?
G.: Certamente, attualmente ho un altro lavoro, anzi altri due, per vivere: un Call center e la gestione di un appartamento
F.: Non ci si sente mai pronti al cento per cento per cominciare, è sempre un salto nel vuoto. Avviare un’attività professionale, poi, è sempre un esperimento: nessuno ti dà la garanzia che funzionerà. Quale è stato il momento, l’episodio scatenante per te? Ti sentivi pronto?
G.: Non ci si sente mai pronti è vero. Il mio inizio è  avvenuto a Lucca Comics qualche anno fa quando mi sono presentato ad una casa editrice di giochi come illustratore di carte da gioco. Mi hanno preso e questo piccolo lavoro è  andato avanti per due anni. La pubblicazione andò bene ma i guadagni erano esigui e abbandonai l’illustrazione.
Il contatto che mi ha consentito di essere qui oggi a fare lo sceneggiatore  è  stata la chiamata di un mio amico che lavorava alla NOISE. Mi chiese di fare una prova per loro, andò bene ed entrai nel mondo dello script.
F.: Viviamo in una società iper scolarizzata, del sapere tutto subito; questo crea molta ansia, aspettative disattese; si pensa di dover partire solo dopo aver acquisito altissime capacità tecniche. Prima non si parte. E’ così o sei della idea che c’è una serie di abilità che si acquisiscono solo sul campo, lavorando.
G.: Di base c’è la voglia di fare, poi il talento (che non basta). Occorre studiare  se si vuole diventare un professionista.
Personalmente non ho fatto una scuola di sceneggiatura. Ho frequentato la scuola romana dei fumetti per diventare DISEGNATORE e leggevo le sceneggiature, ma non ho fatto un corso di specifico. Quindi ho imparato da solo, commettendo errori e facendo tesoro della critica costruttiva che ricevevo dagli editor.
Sostanzialmente ho sperimentato sul campo con una minima base come detto sopra.
F.:Il mestiere del disegnatore è una crescita infinita. Alcuni sostengono che non c’è un lavoro passato che non rifarebbe alla luce della nuova esperienza acquisita. Questo aspetto lo vedi come fonte di stress o come uno stimolo?
G.: Sempre come uno stimolo. Anche i fallimenti ti permettono di migliorare.
F.: grazie per averci rilasciato questa intervista, per esserti aperto ai nostri lettori. Ora ti chiediamo di parlarci un po’ dei tuoi progetti nella NOISE
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G.:Stiamo pubblicando la serie di The Steams, In cui io ho collaborato nell’ultimo numero.
C’è  poi lo spin off di the Steams Chronicles, che amplia il suo filone;
-Aeterna è  un thrilling horror ambientato nell’antica Roma, una pubblicazione nata all’ ARF, durante i colloqui del JOB ARF,
-Winter Deth  è un fantascientifico, cyberpunk  mozzafiato e pieno di Action
-Stiamo pubblicando l ‘Art book della bravissima Valentina Pinti
-A sort of Fairy Tale è  un racconto in tre volumi, di cui il primo ha vinto il Premio Audaci 2016, tutto da leggere! Una storia intima, bellissima che narra di un rapporto bizzarro tra una bambina e una creatura (Bigfoot) dei sogni che cerca di ucciderla.
-The Quest è un fantasy comico divertentissimo
-Kabuki Fight richiama il genere dei picchiaduro anni novanta
-Ophidian narra dello scontro tra il bene  e il male che si combatte tra angeli e demoni.
Infine abbiamo portato all’Arf l’anteprima di Black Knot, del quale vi lasciamo l’anteprima con dedica, realizzato da Giovanni Fubi e David Ferracci. Un progetto di cui siamo molto orgogliosi.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI -sezione fumetto -articolo del 28 maggio 2018]

 

L’ARF PRIMA DELL’ARF- 4° EDIZIONE -2018- La mostra di Andrea Pazienza

Il giorno 25 maggio  2018 in occasione di ARF  4 verrà inaugurata la mostra di Andrea Pazienza

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Oggi c’è stata la presentazione alla Stampa. Ha fatto da Cicerone l’arfer Stefano Piccoli che via via ha introdotto i suoi ospiti.conferenza

Nell ‘articolo 27 della Carta Universale dei Diritti dell’Uomo è scritto che ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Questo testo è stato scritto dopo l’ultima guerra perché si era capito quanto fosse importante il contributo della Cultura e dell’Arte per mantenere il Mondo in Pace.

Esordisce così l’assessore alla Crescita Culturale del Comune di Roma Luca Bergamo, annunciando la prima grande mostra della nuova esperienza progettuale del Mattatoio (ex Macro Testaccio) sotto l’egida dell’Azienda Speciale Palaexpo – uno dei più importanti organizzatori di Arte e Cultura in Italia che gestisce il Palazzo delle Esposizioni, il Macro e il Mattatoio per conto di Roma Capitale. Quello gestito dall’Azienda Speciale Palaexpo è, dunque, un vero sistema integrato di spazi ed eventi per la cultura, in grado di raggiungere un pubblico numeroso ed attento.
A presentare la mostra c’era anche lo sponsor CLES , il centro di ricerca e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo, che sostiene da anni ARF e consente la creazione di eventi culturali di alta qualità (come sono state le edizioni precedenti e dal programma che si legge anche l’attuale).
Nel passare la parola ai fratelli Pazienza il rappresentante del CLES conclude: “Siamo contenti di sponsorizzare la mostra di Andrea Pazienza perché ci dà modo di pensare a come eravamo in un mondo da poco uscito dalla crisi che tanto ricorda quello di oggi”.

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Interviene Mariella Pazienza, sorella di Andrea: “Siamo stati contenti che l’ARF abbia organizzato questa mostra perche Andrea, che è stato un artista poliedrico, ad un certo punto della sua vita si è votato totalmente al fumetto.

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Inizialmente dipingeva quadri, che fin dal principio furono di denuncia ma  che arrivavano a pochi. Scelse pertanto il fumetto perché era il modo più efficace e veloce per raggiungere con la sua denuncia un mondo più’ vasto.

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Ritengo che l’ARF, un festival completamente votato a questo medium, sia il contenitore ideale.
Penso che il taglio della mostra sia azzeccato e consentirà anche ad un pubblico più giovane di apprezzare l’opera di Andrea. Ma non solo permetterà a tutti di apprezzare  l ‘evoluzione tecnica nel fumetto di Pazienza.

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E’ la volta del fratello Michele:”Andrea in questi 30 anni è cresciuto. Quando morì era amatissimo da una cerchia ristretta di affezionati; con il tempo questa notorietà  è cresciuta.
Spesso mi chiedono cosa avrebbe potuto fare se non fosse morto. Io credo invece che nel breve arco della sua vita, sostanzialmente dieci anni di fumetto abbia compiuto a pieno la sua parabola e  abbia raggiunto il suo apice.

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Andrea è stato coraggioso nel mettere in piazza se stesso; a noi ha lasciato il compito di divulgare la sua opera
senza censura.  Speriamo di esserci riusciti con questa mostra che per il solo fatto che espone due inediti, vale la pena di essere visitata.

“Opere inedite”, foto tratte dal catalogo pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri.  ZANARDI EQUESTRE (Credito@foto di Guido Sancilio)-Ritratto di Tamburini

 

Ancora Michele:“ Si celebra spesso il genio, l’artista sublime, ma una ultima cosa voglio dirvi: Andrea era capace di essere anche una persona normale; spesso ho paura che questo aspetto non sia considerato; Viva Andrea”.20180524_182146

Una ultima raccomandazione dell’Arfer Uzzeo per prepararvi alla mostra: “ Quando vedrete la mostra spegnete il concetto di fumetto che avete nella vostra mente finora. Con pazienza proverete un senso di vertigine per il fatto che in una stessa pagina è capace di cambiare stile due, tre volte; questo espediente non lo ha fatto nessun altro oltre a Pazienza. Questo vi fa meglio comprendere ancor piu’ che il fumetto è ancora un’arte sperimentale potentissima.

 

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(QUI trovate la descrizione dell’evento).

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione Fumetto- articolo del 24 maggio 2018]

ARF 4 ..sta accadendo di nuovo-ARF! Festival di storie, segni e disegni» 25-27 maggio 2018​

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​Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.
Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.
Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l’inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che – nell’anno del trentennale della sua scomparsa – celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).

Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».

Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».
Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 15 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.
Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l’area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA – Rome University of Fine Arts.
Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.
E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti. Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, tra gli altri, Davide De Cubellis, Mirka Andolfo e Corrado Mastantuono, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci.
Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d’autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Leo Ortolani, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi
Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.
Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.
ARF! è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo con il patrocinio della Regione Lazio e le Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.

Si ma chi c’è?… QUASI TUTTI

LE MOSTRE

ALESSANDRO BARBUCCI
Una grande mostra che da Skydoll a Monster Allergy, dalle W.I.T.C.H. a Ekho, passando per i personaggi Disney, raccoglie bozzetti, studi e characters.

JORDI BERNET
Tutto quello che volete sapere e vedere sul Maestro spagnolo. Tex, Torpedo e le inconfondibili ‘chicas’ di Jordi Bernet:

WILL EISNER (12 maggio al 6 giugno 2018)
Nata dalla collaborazione con gli amici della CArt Gallery una ricca mostra a 101 anni dalla nascita di Will Eisner.
(CArt Gallery – Via del Gesù, 61 – 00186 Roma)

FRANCESCO GUARNACCIA

Francesco Guarnaccia vincitore del Premio Bartoli 2017 (in collaborazione con Stay Nerd) una mostra per scoprire e conoscere il ‘miglior talento italiano’.

LOVE YOUR SELF
Non poteva mancare una mostra collettiva prodotta dalla SelfArea che per l’occasione ha messo insieme 12 talenti legati alla cultura delle autoproduzioni italiane per esprimersi sulla tematica dell’autoerotismo (VM18)

DANIJEL ŽEŽELJ
La mostra completa di Danijel Zezelj, l’artista croato che ha saputo ‘viaggiare’ con disinvoltura tra graphic novel, illustrazione, animazione e pubblicità.

ANDREA PAZIENZA, Trent’anni senza (FINO AL 15 LUGLIO 2018)

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“Pazienza è riuscito a rappresentare, in vita e anche in morte, il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione che solo sbrigativamente, solo sommariamente chiameremo quella del ’77 bolognese” – Pier Vittorio Tondelli.
“Era il capostipite di una grande scuola che non ha avuto poi nessun allievo prediletto perché era inimitabile, un talento irripetibile” – Roberto Benigni.
Nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di soli 32 anni, ARF! Festival e Napoli Comicon presentano «Andrea Pazienza, trent’anni senza», una intensa esposizione di opere originali che celebra il più eclettico e geniale autore italiano di tutti i tempi e che, finalmente, riunisce in un unico luogo le sue eredità artistiche, grazie alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.
Dopo Hugo Pratt nel 2016 e Milo Manara nel 2017, gli spazi espositivi del MATTATOIO di Roma ospiteranno dal 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale questa grande mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto l’Andrea Pazienza fumettista – con una particolare attenzione ad un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco – attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell’empireo della letteratura disegnata.
A integrazione della narrazione a fumetti, non mancheranno brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.
​ Il catalogo della mostra sarà pubblicato da Coconino Press – Fandango Libri. ​

La mostra verrà inaugurata il 25 maggio in occasione dell’apertura della quarta edizione di ARF! «Festival di storie, segni e disegni» che si terrà dal 25 al 27 maggio sempre negli spazi del MATTATOIO

«Andrea Pazienza, trent’anni senza» è prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto di CLES S.r.l. e con le partnership di ATAC, Arredopallet, PressUp e DIY – Do It Youself.

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INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF4
25/26/27 maggio 2018 – MATTATOIO Testaccio
piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: 10:00-20:00
Biglietti: giornaliero € 10,00 – abbonamento 3 giorni € 20,00
Info: 060608
http://www.arfestival.itinfo@arfestival.it
Facebook: http://www.facebook.com/arfestival
Twitter: @arfestival
Instagram: @arfestival

http://www.mattatoioroma.it

[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione fumetto-articolo del 9 maggio 2018]