Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti, l’intervista che segue è leggermente fuori dai canoni a cui siete abituati. Cosa c’entra l’ingegneria elettronica? C’entra, perché in un prossimo futuro un robot sarà la nostra guida all’interno di una mostra o di un museo. Prima una breve spiegazione, poi Lascero’ la parola a Filippo Cantucci ingegnere elettronico dell’ISTC.
L’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) è un istituto interdisciplinare, con numerose integrazioni fra i laboratori e temi di ricerca.
Gli obiettivi di ricerca di ISTC convergono sull’analisi, la rappresentazione, il ragionamento automatico, la simulazione e l’interpretazione critica dei processi cognitivi e sociali negli umani e nei primati non umani, dal livello fisiologico a quello fenomenologico e computazionale.
L’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione nasce nel 2001, grazie al progressivo cambiamento dell’Istituto di Psicologia, che ne rappresentava il troncone principale cui si aggiunsero l’Istituto di Dialettica e Fonologia operante a Padova e gruppi provenienti da altri Istituti (Istituto di Tecnologie Biomediche di Roma, LADSEB di Padova e Istituto di Elettronica degli stati solidi di Roma).
W. Ingegnere elettronico si nasce o si diventa?
Nel mio caso si diventa. Non ho mai avuto una particolare passione per la tecnologia (tutt’ora cerco di evitarla e fallisco sistematicamente), nonostante io abbia vissuto la transizione dall’analogico al digitale e il boom di internet. Tuttavia ho sempre subito il fascino dell’ingegneria come disciplina fortemente orientata alla progettazione. Sono un appassionato di Sherlock Holmes e il mio mito è sempre stato il professor Moriarty: un vero e proprio ingegnere del crimine. Ero indeciso tra elettronica e meccanica e alla fine ha vinto la prima, senza un particolare motivo. Ho vissuto la scelta di ingegneria elettronica come una sfida, non come una scelta naturale. Alcuni miei ex compagni di università ce l’avevano proprio nel sangue, io no.
W. Dopo la laurea, quale è stato il tuo percorso?
Dopo avere conseguito la laurea a Bologna, mi sono trasferito a Roma, non per lavoro ma per amore. Fortunatamente, sono riuscito subito ad inserirmi nel mondo della ricerca, e dopo una breve esperienza in un laboratorio di robotica all’università La Sapienza, sono stato assunto presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, dove tutt’ora svolgo la mia attività. In ISTC continuo ad occuparmi di robotica, ma la mia attività di ricerca è più orientata alla progettazione e lo sviluppo di modelli computazionali di supporto alla interazione tra umani e sistemi artificiali, come ad esempio i robots.
W. Come vede il futuro un ingegnere elettronico?
Personalmente vedo un futuro in cui l’intelligenza artificiale avrà un forte impatto nella società, penso che sarà necessario ripensare molte cose alla luce della introduzione di sistemi artificiali sempre più sofisticati e collaborativi. Penso che diventerà naturale interagire con tali sistemi, siano essi robots o sistemi virtuali, ma penso che tutto ciò potrà avvenire in un ambiente che sarà progettato ad-hoc per favorire interazioni sempre più utili ai bisogni dell’uomo. Non penso che l’AI ci ruberà il lavoro, anzi penso che collaborare con i robots diventerà spontaneo come accendere o spegnere la luce.
W. Riusciremo a realizzare il cervello positronico?
Me lo auguro, e mi auguro anche che riusciremo a non fare la fine di Will Smith nel film “Io,Robot”! Realizzare robots super intelligenti, in grado di interagire come gli umani nel mondo, per come ce li ha descritti Asimov è di sicuro il sogno proibito di ogni ingegnere che lavora in questo campo. La realtà poi ci riporta coi piedi per terra e ci mostra come sia estremamente complicato progettare robots, pensando che possano autonomamente anche solo superare i limiti di un ambiente imprevedibile come quello in cui noi siamo immersi quotidianamente.
W. Parlaci di Nao, il robot che ci guiderà all’interno di un museo
NAO
Nao è un robot umanoide, dalle sembianze di un bambino, alto 58 cm ed è largamente utilizzato in ambito di istruzione e ricerca. Il suo aspetto e le sue capacità interattive lo rendono particolarmente adatto a studi di interazione uomo-robot. Nel nostro caso, stiamo cercando appunto di sviluppare un sistema robotico che sia in grado di ricoprire il ruolo di assistente museale, e che possa sfruttare la propria autonomia decisionale per pianificare la visita ad un museo più adatta ai bisogni di ogni utente che intende usufruire del suo servizio.
NAO dovrebbe comunicare anche con altri sistemi intelligenti inseriti all’interno del museo e coordinarli per soddisfare a pieno i bisogni dei visitatori.
W. Il tuo sogno nel cassetto?
Ovviamente progettare e realizzare il cervello positronico!
W. Bene Filippo aspettando con curiosità l’arrivo di Nao nei nostri musei,ti ringrazio anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata.
[Dario Santarsiero per Detti e Fumetti – sezione Scienza e Tecnologia- articolo del 05-08-2023]
Cari amici di DETTI E FUMETTI, fervono i preparativi della mostra per i 15 anni dalla nascita del nostro giornale. La mostra UNA INTERVISTA, UN RITRATTO come dice il nome, conterra’ tutti i ritratti fatti alle artiste/i che abbiamo intervistato negli ultimi 15 anni.
Stay tuned per maggiori dettagli
(Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI SEZIONE ARTE -ARTICOLO DEL 27 LUGLIO 2023)
Cari amici di Detti e Fumetti, vi segnalo un nuovo libro di una nostra vecchia conoscenza. Nell’ambito della ESTATE NURSINA 2023, SABATO 29 LUGLIO, Michele Sanvico presentera’ un libro sullaLEGGENDA DELLA SIBILLA DEGLI APPENNINI
Alle ore 18:00, presso lo Spazio DIGIPASS del Comune di Norcia (Via Solferino). “Sibilla – Il Segreto di Pietra”, la storia delle leggende dei Monti Sibillini.
Non mancate.
(Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI- sezione letteratura – articolo del 27 luglio 2023)
Cari Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti, oggi intervisterò l’attrice Fernanda Pinto. Buona lettura!
La Fernanda Pinto di Filippo Novelli
Allora Fernanda la protagonista della serie web “Casa Surace”, Casa di produzione sul web con 400 milioni di visualizzazioni, enfatizzando l’eterno campanilismo t, sei nata a Napoli il 22/07/95.Ti sei fatta conoscere dal grande pubblico come ra nord e sud. Il tuo primo debutto è a teatro all’età di 16 anni nel musical “Rent in Neapolitan Language”, regia di Enrico Maria Lamanna, in scena al Festival di Benevento Città Spettacolo e al teatro Trianon di Napoli. Partecipi a diversi Stage con Mimmo Borrelli, a teatro, Francesco Munzi, al cinema e con altri esponenti del Musical Italiano. Ti formi presso il laboratorio teatrale Artefia con il maestro e attore Vincenzo Maria Saggese.Con la sua regia partecipi a diversi spettacoli nei maggiori teatri napoletani e al Festival della Filosofia di Velia. Nel 2013 inizi il tuo percorso di formazione come performer presso il laboratorio di Musical Mind the Gap a Napoli, una tra le prime scuole di Musical in Italia, diretto da Fabrizio Miano. Nel 2015 vinci una borsa di studio nella prestigiosa Accademia MTS MUSICAL THE SCHOOL di Milano, scegli però di restare a Napoli, perché nello stesso anno inizi a lavorare con la Casa di Produzione sul Web. Nel 2017 frequenti per circa un anno il Nuovo Teatro Sanità e lavori come attrice protagonista a diversi spettacoli con la regia di Mario Gelardi. Successivamente: “Ritorno del Mammasantissima” con la regia di Luciano Saltarelli. Nel 2018 ti sei laureata presso l’Università Suor Orsola Benincasa con indirizzo Comunicazione e attualmente prosegui i tuoi studi presso l’Università Federico II di Napoli. Nel 2023 hai lavorato nella compagnia di Vincenzo Salemme con lo spettacolo scritto diretto e interpretato da Vincenzo Salemme dal titolo “ Napoletano? E famme ‘na pizza!”. Hai preso parte in alcune fiction Rai e Mediaset, come un Posto Al Sole, Rosy Abate 2. E come ospite Vip nel programma Pizza Girls in onda su La5.
W. Perché hai deciso di fare l’attrice?
In realtà non ho mai deciso di fare l’attrice. Direi che piuttosto è successo e basta. Ho iniziato un po’ per gioco a casa, poi a scuola, e poi non ho più smesso di giocare!
W. Che senso ha recitare?
Per me più che avere un senso credo sia una risorsa. Ho la possibilità di dare voce a quello che c’è dentro di me, e soprattutto, spesso a quello che non ho. Mi fa sperimentare e soprattutto mi diverto. Sai che c’è finzione, immaginazione, eppure c’è un tacito patto col pubblico, ci crediamo insieme e diventa tutto vero. Ed è bellissimo!
W.Chi ti tenta di più il teatro il cinema o la televisione? E perché?
Ho sempre lavorato maggiormente a teatro e mi piace davvero tantissimo. Però mi tenta tanto il cinema, e spero presto di farne esperienza!
W.Perché hai rinunciato alla borsa di studio dell’Accademia MTS MUSICAL THE SCHOOL di Milano, per la Casa di Produzione Web?
A malincuore rinunciai alla borsa di studio perché si, iniziavo il mio lavoro con Casa Surace, è stato istintivo, anche se non sapevo bene dove mi avrebbe portata quella scelta. Alla fine direi che è andata bene e oggi nonostante mi dispiaccia per non aver iniziato un percorso a Milano, non me ne pento. Il musical è stata una parte importantissima della mia vita e lo è ancora oggi, quindi mai dire mai!
W. E poi Casa Surace, ce ne vuoi parlare?
Faccio parte di Casa Surace da otto anni ormai. All’epoca avevo solo 19 anni ed ero l’unica donna del gruppo. È stato un fulmine a ciel sereno nella mia vita, in senso positivo ovviamente. Inaspettato. Ho imparato molto grazie a questa esperienza insieme a loro e ho ricordi bellissimi. Oggi andiamo avanti, spero con progetti sempre più grandi!
W. Cimentarti come pizzaiola nel programma Pizza Girls in onda su La5, ti ha aperto nuove prospettive?
L’esperienza a Pizza Girls è stata divertente, per una ragazza del SUD atipica che non sa cucinare, soprattutto. Nuove strade non saprei, ma sono una curiosa nel mio lavoro e cerco sempre di impegnarmi in quello che faccio. Non mi dispiacerebbe condurre un programma!
W.Il tuo sogno nel cassetto?
Mi hanno insegnato a non svelare i sogni, si sciupano e poi non si avverano.. posso dire però che è ancora lì nel cassetto. Incrociamo le dita!
W. Bene Fernanda, grazie anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata!
(DARIO SANTARSIERO PER DETTI E FUMETTI SEZIONE TEATRO – articolo del 2 luglio 2023)
Cari lettori di DETTI E FUMETTI oggi intervistiamo l’attrice e resposabile dello Spazio Modus Laura Murari per scoprire tra l’altro quanto la contaminazione tra arte pittorica e teatro puo’ essere affascinante.
F.: Ciao Laura, raccontaci brevemente chi sei e come si svolge la tua attività.
La Laura Murari di Filippo Novelli
L.: ho 51 anni, sono madre di due figlie di 18 e 27 anni, attrice, regista e formatrice teatrale (maggiori info in BIO ). L’ ”accademia” che ho frequentato è stata la somma di tante esperienze come allieva di grandi maestri e come osservatrice. Profondamente curiosa. Mi occupo a pieno di teatro, tra interpretazione, regia, scrittura, organizzazione e formazione; curo laboratori teatrali e seminari. Sono vice direttore del Teatro Modus di Verona, un teatro off di 99 posti, con una ricca e viva programmazione.
F.: quale e’ stato l’episodio che ti ha fatto divenire una attrice.
L.: Incantata e rapita dal telefilm “Fame. Saranno famosi” degli anni 80. L’ho visto decine di volte. È colpa loro se mi è scoppiato l’amore viscerale per l’arte scenica. E a dare il colpo di grazia è stato “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini interpretato da Johnny Dorelli ed altri straordinari interpreti. Visto decine di volte anche quello. Ho consumato la videocassetta. Ho sognato molto. Si. E con il passare degli anni, dopo svariate deviazioni sul percorso, attorno ai sogni ho costruito la mia vita nel teatro.
F.: Perche’ la scelta del teatro rispetto al cinema.
L.: Ho provato qualche piccola esperienza di cinema. Niente da fare, senza nulla togliere al cinema, ma tutto mi dà l’emozione viva, presente, viscerale nel qui e ora come il teatro. Si è a tu per tu in tempo reale con ciò che avviene di unico e irripetibile. Nessuna replica assomiglia alle altre, ogni volta è una scoperta, una ricerca, una trovata del momento.
F.: come scegli un soggetto se e’ di altri, perche’ scegli un certo tipo di soggetto se devi scriverlo tu.
L.: In caso di testo di altri, più che il soggetto scelgo il tema e come questo tema viene affrontato dall’autore. Il teatro a mio parere ha compimento se dentro il testo c’è un messaggio, un argomento da sviscerare. Palese o meno. Non un insegnamento, ma una possibilità di ricerca, di riflessione personale e arricchimento per il tramite di un racconto teatrale o vicenda che sia, che può essere comico o tragico. La sottile ironia di un testo che faccia sorridere ma che non lasci indifferente è l’obiettivo. Un esempio il testo di Furio Bordon “Le ultime Lune” un capolavoro, dove l’autore tratta il tema dell’anzianità con profonda dolcezza e ironia, senza sfiorare il patetico.
Nel caso di un mio soggetto, oltre a quanto espresso come finalità, la scelta volge verso la profonda sintonia di cuore che mi rapisce verso una figura che abbia in un certo senso dato esaltazione alla bellezza della vita. Oltre a ciò ricerco la poesia e la poetica delle parole. Se nei miei studi incontro poesia quella è la direzione verso cui vado, senza dubbio.
F.: Perche’ hai scelto di parlare di Frida e quanto in generale la pittura e’ di ispirazione per una opera teatrale.
F.: Adoro Frida Kahlo da tempi insospettabili, ancor prima che scoppiasse la “Fridamania” . Una donna che ha saputo trarre dalla sua sofferenza fisica e di cuore una esemplare fonte di energia vitale. Non mi piace affermare che sia stata una donna che ha “lottato” o “combattuto” o che sia stata una “guerriera” , perché i termini che riconducono alla guerra non sono mai arricchenti la vita. Mi piace affermare che abbia esaltato la vita in tutte le sue sfumature e l’abbia accettata per come è stata, ricercando ovunque gioia. Non ha avuto limiti, è stata una donna libera di essere e di fare, e soprattutto libera dalla paura del giudizio. In una parola, appunto, poetica.
La pittura in questo caso è stata determinante. Il racconto in forma di monologo, con il contributo musicale e di effetti sonori di due bravissimi musicisti Antonio Canteri e Claudio Manzini, trae ispirazione proprio da alcune delle sue opere. Di conseguenza si arriva a sviscerare l’esistenza di questa straordinaria artista, attraversando con le parole e le suggestioni sceniche dolori fisici, amori, gioie e trasgressioni. Il tutto in un contesto coloratissimo, tipico del Messico. I suoi quadri diventano il racconto. Tant’è che durante la messa in scena un acuto osservatore può riconoscerli.
F.: un consiglip per una giovane che si avvicina ora al teatro.
L.: Nulla come il teatro necessita di un richiamo che parte dal profondo intimo. Se c’è è travolgente e non se ne può fare a meno, se non si sente questa innata spinta viscerale non si può fare del teatro la propria strada. Fare teatro e soprattutto vivere di teatro è estremamente difficile, ma se c’è una grandissima voglia di farcela e non ci si ferma davanti agli ostacoli, ce la si fa. La tenacia è ricompensata.
F.: Rappresentazioni in corso e progetti futuri?
L.: Attualmente oltre allo spettacolo “Frida. Una bomba avvolta in nastri di seta” , in repertorio abbiamo “Maria. La Callas”, un monologo dove ho cercato di portare in scena la figura di questa immensa cantante lirica con l’intento di restituirne la profonda umanità, fragilità, sensibilità, eleganza e femminilità.
Il silenzio, oltre alle parole, le suggestioni tramite una assoluta cura dell’atmosfera attraverso le luci sceniche, portano ad immedesimarsi nei suoi stati d’animo, sia donna che artista “Divina”.
Il teatro Modus di Verona, diretto da Andrea Castelletti, regista di entrambi gli spettacoli, è artisticamente vivo e vivace, è la casa da cui nascono gli spettacoli di nostra produzione, con il nome di Orti Erranti, ma anche lo spazio dove si ospitano molteplici proposte teatrali di artisti sia locali che provenienti da tutta Italia.
Per il prossimo futuro in programma, sempre come Orti Erranti, ci sarà il ruolo di attrice nello spettacolo dal titolo “Gli occhi di Medea” del M° Nicola Guerini , maestro d’orchestra e presidente del Premio Internazionale Maria Callas, per la stagione invernale, ispirato al film Medea di Pasolini che interpretò Maria Callas e, sempre come attrice, uno spettacolo sul tema della ludopatia in previsione per gli inizi del 2024.
F.: Grazie per la bella chiacchierata anche da parte di tutti i lettori di DETTI E FUMETTI.
L.: Grazie a voi, è stato piacevolissimo. A presto
LA BIO di Laura
FORMAZIONE D’ATTRICE
Stage condotto da Massimo di Michele organizzato da Punto in Movimento, tema Antigone, 2008
Stage di teatro comico condotto da Diego Carli, 2010
Laboratorio teatrale condotto da Roberto Adriani, dal 2009 al 2011
Laboratorio teatrale condotto da Massimo Totola, 2012
Stage + spettacolo “Del bene e del male” ideato e diretto da Stefano Cenci, 2014
Vari stages di teatro condotti da Carlos Maria Alsina sul “metodo delle azioni fisiche, argomenti: autori del 900, Cechov, Tennessee Williams, Shakespeare, Brecht, dal 2014 al 2019
Stage intensivo con Danny Lemmo dell’Actor Studio sul metodo Stanislavkij, 2015
Workshop con Zooz Approach di Berlino sull’intelligenza del corpo, 2018
Workshop corporale intensivo con Mamadou Dioume presso Teatro Magro di Mantova, 2018
Residenza artistica – Workshop fisico “Gli Erranti” a cura di Elisa Giovannetti e Samuel Hili presso Creative Lab – Mantova , 2018
Workshop di recitazione “Let’s use our imagination”a cura di Francesco De Vito, anno 2019
Workshop “Dare voce”a cura di Batteo Belli, 2019
Residenza artistica 7 giorni a Roma “Pensare per azioni” e avvicinarsi alle tecniche dei grandi Maestri del ‘900: Stanislavskij, Grotowski, Barba ed applicarle nella pratica a cura di Sandro Conte – Teatro di Nessuno, 2020
Workshop sulla preparazione del monologo condotto da Isabella Dilavello, 2020
Stage di alta formazione “Maschere E Commedia dell’Arte”a cura di Michele Monetta, 2020
Workshop Residenziale in natura Architetture in/Visibili con Alessando Zatta, 2020
Workshop di partecipazione al Training preparazione spettacolo “Le Beatrici” produzione L’Avogaria di Venezia con Teatro Tascabile di Bergamo , a cura di Caterina Scotti, 2020
Seminario teorico online “Educazione alla teatralità” , a cura di Marco Miglionico, 2020
Master di perfezionamento “Regia e pedagogia teatrale” a cura di Michele Monetta , 2021
Workshop “Il linguaggio, il corpo, la scena. Elementi di Lecoq. La maschera neutra. “, a cura di Luca Fusi, 2022
Residenziale 7 giorni in Toscana “L’improvvisazione creativa-biomeccanica del corpo e movimento scenico ” a cura di Gaddo Bagnoli e Gianni Coluzzi, 2022
Workshop sul metodo Linklater “Liberare la voce naturale” a cura di Leonardo Gambardella ESPERIENZE Dal 1990 al 2019 a tutt’oggi fa parte della COMPAGNIA AURORA di Villafranca di Verona, partecipando con parti di rilievo all’annuale “Rivista di Villafranca”, commedia comico-musicale di grande rilevanza. Dal 1998 al 2003 fa parte della COMPAGNIA LA BARCACCIA di Roberto Puliero:
personaggio di Marietta nella commedia “El Conte de le Ave” di Marino Zampieri (più di 200 repliche)
personaggio di Meneghina nella commedia “La casa Nova” (circa 80 repliche)
premio come migliore attrice al concorso nazionale “Sipario d’oro” di Rovereto (TN);
personaggio di Cassie nella commedia “Rumors” di Neil Simon;
alcune sostituzioni di circostanza in altre commedie in repertorio. Dal 2003 a tutt’oggi fa parte della COMPAGNIA TEATRO IMPIRIA come attrice e come collaboratrice nell’organizzazione e ideazione degli spettacoli :
ruolo della moglie di Shakespeare nella commedia “La notte di Shakespeare”
ruolo di Moana Updown nella commedia musicale “Chiuso per Western” (circa 50 repliche)
ruolo di Caterina in uno spezzone di “La Bisbetica Domata” nel contesto dell’Estate Teatrale Veronese
ruolo di Ilary in “Toccata e Fuga” (circa 50 repliche)
ruolo di Lara nello spettacolo “Ultima Chiamata” (circa 50 repliche)
ideatrice e protagonista, con Roberto Bonotto, dello spettacolo “I Shake You”
ruolo di Dora nello spettacolo “Giulia” (circa 50 repliche)
aiuto regia e personaggio di Clara nello spettacolo “Molto Piacere” (circa 100 repliche)
ruolo di Gostanza nello spettacolo “Guilty-Colpevoli”
co-regia, con il regista Andrea Castelletti, dello spettacolo “Bon Mariage”
ruolo “M.me Vigee” nello spettacolo “Bon Mariage” Dal 2018 a tutt’oggi collabora con MODUS, lo spazio cultura di Verona diretto da Andrea Castelletti, nel ruolo di vicedirezione del Teatro e co-direttrice di ModusLab, insieme a Consuelo Trematore, per l’organizzazione di corsi e stage di formazione in ambito teatrale Spettacoli Modus Produzioni – Orti Erranti:
Ruolo nel film-documentario “Cuore di donna” sulla vita di Suor Vincenza Maria Poloni, realizzato da APS video, regia di Riccardo Mastini.
Protagonista dello spot-redazionale televisivo “Condizionatori Aermec” realizzato da Produzioni Enos, per conto di Telenuovo, regia di Enos Rizzotti.
Conduttrice dello special televisivo “Il villaggio di natale della Flover” realizzato da TeleVenetoTeleVerona, regia di Ivan Zoggia.
Attrice protagonista del videoclip “Mattonelle verdi” degli Otto Ohm, realizzato da Upgrade Multimediale.
Segretaria di Produzione del video per il progetto Oblivion di Gardaland realizzato da Upgrade Multimediale ATTIVITA’ DI FORMATRICE TEATRALE
Dal 2009 ad oggi docente di corsi per bambini, ragazzi e adulti, organizzati dal Teatro Impiria e dal 2018 da Modus
Anno 2016-2017 docente per nr. 2 progetti teatrali (uno per studenti e uno per professori) presso l’ITC Borgo Milano / Stadio (VR) + spettacolo finale,
Anno 2018-2019-2020-2021-2022 docente di nr. 4 corsi di teatro per ragazzi e adulti presso il Circolo NOI Villafranca (VR)
Anno 2019 docente nel progetto teatrale “Ciack si gira 6” presso l’IIS Agrario Stefani-Bentegodi di Villafranca di Verona + spettacolo finale
Anno 2019/2020 docente di un progetto teatrale di 10 incontri presso il Liceo Medi di Villafranca di Verona.
Anno scolastico 2022/2023 – docente presso le scuole medie e superiori del progetto “Oggi teatro” finanziato da Fondazione Cattolica, con più di 40 classi, in orario curricolare scolastico.
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione TEATRO – articolo del 20 luglio 2023]
Da oggi i MARDI GRAS segnano la loro storia con un fantastico libro fotografico MADRI GRAS – ROAD BOOK che raccoglie i migliori scatti di alcuni tra le piu’ affermate/i fotografe/i del panorama italiano: Mario Belfiore, Daniele Bellucci, Giovanni Canitano, Roberta D’Orsi, Walter De Moja, Roberta Gioberti, Domenico Maddaloni, Alberico Mattei, Andrea Mercanti, Albena Nikolova. Ernesto Notarantonio, Paola Schiavoni, Roberto Scorta, Valeria Scorza, Sara Terreni. Il progetto grafico e la copertina sono stati realizzati da Filippo Novelli del Graphic Studios EFFENNE.
Un libro che traccia il percorso della loro storia, sempre in crescendo, facendoci entrare nelle stanze del phatos e della energia sfavilante della band.
Road book è disponibile fin da subito su Amazon in un click QUI,
E’ uscito in occasione del loro fantastico concerto al SUMMER FESTIVAL di ROMA che si tiene ogni anno al KILL JOY, locale storico di Roma, dove hanno suonato le migliori band del panorama italiano e non solo.
“I Mardi Gras gruppo romano che prendono il nome dall’ultimo album in studio dei Creedence Clearwater Revival, nome del Carnevale di New Orleans, i Mardi gras strizzano l’occhio alla tradizione dei song writers americani ed irlandesi
Influssi dell’irish rock, del country riecheggiano nei loro pezzi piu’ noti
Politicamente impegnati sono noti per le due canzoni di protesta dei “The wait” (contro la pena di morte) e “Scarecrow in the snow” (sulla paura del diverso indotta dai politici per scopi elettorali) ambedue le canzoni sono incluse nel Songs of the times di Neil Young, una raccolta di “peace and protest songs”
Li ha portati alla ribalta anche il brano “Kiss the night” sulla violenza sulle donne. Tuttavia a temi seriosi i Mardi GRas alternano anche altri piu’ leggeri in chiave ballad e pop -rock rimanendo sulla cresta dell’onda da svariati lustri. Rimanete in contatto per conoscere il calendario dei loro prossimi concerti e non fateci sfuggire il loro ultimo libro ROAD BOOK.
Stay tuned popolo del rock!
[Filippo Novelli per DETTI E FUMETTI – sezione MUSICA – articolo del 19 luglio 2023]
Care Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti, oggi intervisterò Gabriele Abis e Stella Falchi una coppia sia sulla scena che nella realtà di giovani e dinamici attori comici che hanno inventato e lanciato su TikTok: Casa Abis. In questi brevi video ci mostrano una coppia sposata alle prese con la vita di tutti i giorni.
Se fate click sul disegno potete vedere il live painting
All’apparenza non sembra nulla di particolare, invece Gabriele e Stella hanno trasformato questi sketch in qualcosa di innovativo, come ad esempio il modo di fissare il vuoto senza sbattere le ciglia da parte di Gabriele mentre Stella gli elenca in modo compulsivo-ossessivo, tutte le regole di comportamento dell’uomo perfetto lette su DonnaPlus. Di seguito le loro Biografie.
Stella Falchi è nata a Roma il 21/03/1991. Amante della recitazione fin dalla tenera età si cimenta tra le quattro mura domestiche in scenette divertenti o imitazioni delle grandi attrici della commedia italiana. Dopo i vent’anni, inizia finalmente ad approcciarsi in modo professionale alla recitazione, frequentando numerosi stage e seminari d’arte drammatica e frequentando per 7 anni una scuola di recitazione. Iniziano per lei le prime esperienze come attrice, passando da Ionesco a Shakespeare, Brecht, Goldoni, Williams e altri autori della sceneggiatura teatrale. Inizia a coltivare anche la passione per la scrittura teatrale, cimentandosi nella stesura di varie commedie e la riscrittura di opere letterarie e drammaturgiche, poi messe in scena. All’età di 30 anni diventa attrice e autrice con Gabriele Abis del duo comico CASA ABIS, entrando a far parte dell’agenzia VERA di Paolo Ruffini e portando in scena dal 2023 la tournée con lo spettacolo “CASA ABIS” in tutta Italia e vantando un seguito di più di un milione di followers totali nelle varie piattaforme social.
Gabriele Abis è nato a Roma il 27/10/1990. La sua passione è sempre stata a senso unico, la recitazione.Frequenta un laboratorio di recitazione organizzato dalla scuola e capisce di non voler fare altro nella vita. Durante l’adolescenza frequenta corsi e laboratori e dopo essersi diplomato decide di entrare all’accademia d’arte drammatica. Frequenta il primo anno presso la scuola di recitazione Fondamenta e l’anno dopo viene ammesso all’accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico dove si diploma nel 2014. Parallelamente frequenta corsi di critica cinematografica e scrittura cinematografica. Sviluppa una passione per la regia teatrale e per l’insegnamento che lo portano a scrivere e dirigere, nonché a recitare, diverse commedie e opere nell’arco di pochi anni. Nel 2021 insieme a Stella Falchi, fonda il duo comico CASA ABIS. Insieme a Stella è autore e attore degli sketch divenuti popolari nel web con più di un milione di followers e con più di 30 milioni di like, aprendo così la strada alla tournée dello spettacolo “CASA ABIS” in tutta Italia. Anche lui ormai da un anno fa parte della scuderia dei comici di Paolo Ruffini.
W. Quando si è formata, dal punto di vista artistico, la coppia Gabriele Abis e Stella Falchi di Casa Abis?
Inizialmente ci siamo uniti grazie ad una produzione teatrale messa in scena nel 2016 dove Gabriele era produttore e regista e Stella curatrice della parte di movimento scenico, uno spettacolo creato in occasione del triste evento del terremoto ad Accumuli e Amatrice, dove insieme siamo riusciti a raccogliere dei fondi da mandare in donazione ai terremotati. Da quel momento la nostra vita artistica non si è più divisa e siamo diventati anche coppia nella vita, continuando a portare in scena diverse opere teatrali autoprodotte. Casa Abis a livello social nasce nel settembre 2021.
W. Chi dei due ha l’intuizione giusta e chi la mette in pratica?
Ci definiamo un unica mente pensante e un unico motore. Solitamente Gabriele la fonte creativa e Stella l’esecutrice, ma spesso ci scambiamo i ruoli, più che altro confrontiamo molto le nostre idee che poi unite creano il risultato finale che volevamo.
W. Che senso ha recitare in una società in continua evoluzione?
Questa società ha ritmi serratissimi, il pubblico ha sempre meno tempo e meno capacità di concentrazione e le informazioni e l’intrattenimento si sta adeguando a questa “velocità”. Per questa ragione che ora un contenuto di 90 secondi comincia ad essere “un pò lungo”, o uno sketch di oggi è completamente diverso da quello che poteva essere prima dell’avvento dei social, più nello specifico i REEL di Instagram e i TIK TOK. La società si sta allontanando da quella che può essere la classica recitazione teatrale. Il nostro senso è quello di cercare come adeguarsi a questo cambiamento, senza snaturare o desacralizzare l’arte e riuscire a portare il nostro pubblico a teatro e magari in un prossimo futuro al cinema. Questo è molto stimolante. Il nostro lavoro non può fermarsi ad un traguardo, soprattutto se il traguardo stesso è in continua trasformazione.
W. Chi ha la meglio in un diverbio dal punto di vista teatrale?
Gabriele. Perché è il regista. Ma Stella da brava attrice alla fine fa quello che le pare.
W. Qual è la prima regola che insegnate ai vostri allievi?
L’ascolto e il respiro. La cosa più importante per l’attore è l’ascolto e questo non si apprende con tecniche specifiche ma è una scelta coraggiosa da prendere. Avviene in un momento specifico. Come un’illuminazione che ci costringe a metterci a nudo perché solo così si potrà essere autentici. Apre le porte a quello che volevamo sentire ma anche a quello che non volevamo sentire a quello che sapevamo di noi e quello che era nascosto nel nostro più profondo. L’attore lavora con la propria anima e se c’è un tappo sarà sempre non autentico. Il respiro sarà il vento dell’anima che farà vibrare la nostra voce e ci permetterà di parlare in maniera autentica e vera.
W. I vostri sogni nel cassetto?
Sarebbe molto bello riuscire a riportare Casa Abis in un film o una sitcom, ma i sogni sono sempre tanti e quando si comincia a sognare non si smette più, alcuni dei nostri sogni si sono già avverati, come quello di portare il sorriso a tanti, anche a chi sicuramente è meno fortunato e vive un momento di difficoltà o tristezza, altri sogni si avvereranno presto… ma non possiamo dire di più.
W. Prima di salutarci vogliamo sapere quando sarà il vostro prossimo spettacolo!
Saremo l’8 Luglio al Teatro Studio 8 di Nettuno alle ore 21! Non vediamo l’ora. Invitiamo tutti a non perdersi questo spettacolo perché vi promettiamo che passerete una serata leggera e divertente.
W. Bene, grazie anche a nome delle Lettrici e Lettori di Detti e Fumetti per questa interessante chiacchierata
Grazie a voi, è stato un piacere poter parlare di Stella e Gabriele anche al di fuori dello schermo.
[DARIO SANTARSIERO per DETTI E FUMETTI -sezione MEDIA – Articolo del 7 luglio 2023]
Le swingeresse sono un fantastico quintetto swing anni 50’ tutto al femminile con un repertorio che spazia dagli anni 30 ai giorni nostri. La loro particolarita’ e’ quella di riarrangiare i brani (soprattutto quelli moderni) in chiave swing, talvolta con un pizzico di ironia, coinvolgendo il pubblico.
Bio: Daniela B, Rossana e Cinzia si conoscono in un coro gospel accompagnato da Francesca. Nel ’18 al ritorno da un matrimonio decidono di fondare un gruppo swing. A completare l’anno dopo il quintetto si e’ aggiunta Daniela che ha saputo dare quel tocco di unicita’ di cui solo le grandi batteriste sono capaci. 5 anni di successi in giro per l’Italia ne fanno uno dei migliori gruppi di swing rivisitato in chiave moderna che abbia mai ascoltato. Girl power! Viva le S W I N G E R E S S E
( FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FUMETTI – SEZIONE MUSICA – ARTICOLO DEL 6 LUGLIO 23)
Cari lettori di DETTI E FUMETTI abbiamo il piacere di presentarvi il live painting di MARTA E SALVO disegnato da Filippo Novelli in occasione del panel I NUOVI CANALI DI COMUNICAZIONE di BESAFE (Clubhouse Channel) del 9 giugno 2023.
Durante l’incontro ndel TEAM MARTA abbiamo avuto modo di presentare il nostro speciale progetto di comunicazione ai giovani di temi articolati come la sicurezza e la salute effettuato con un medium del tutto nuovo per il settore: il fumetto.
il fumetto SALVO la salute e sicurezza raccontata ai ragazzi
Durante il panel ne abbiamo parlato diffusamente (il dibattito lo potete ascoltare su youtube-fai click sulla immagine sotto) e questa occasione ha dato modo al nostro disegnatore Filippo Novelli di cimentarsi in un simpatico live painting che da oggi potete trovare sul nostro canale youtube.
[FILIPPO NOVELLI PER DETTI E FMETTI-sezione Fumetto – articolo del 9 giugno 2023]
Cari lettori di DETTI E FUMETTI oggi siamo all’ Ischia film festival che si tiene presso la fantastica location del castello aragonese ad Ischia.
L’Ischia Film Festival è un festival cinematografico internazionale specificamente dedicato alle location del cinema. Il festival è realizzato dall’Associazione Culturale Art Movie e Music e il suo ideatore e direttore artistico è Michelangelo Messina.
La prima edizione del festival si è tenuta nel 2003 presso l’isola d’Ischia con il nome di Foreign Film Festival. La manifestazione è nata con l’intento di conferire un riconoscimento artistico alle opere, ai registi, ai direttori della fotografia e agli scenografi che hanno valorizzato luoghi italiani o stranieri per invogliare lo spettatore a visitarne le bellezze.
Il festival, che si svolge in luglio, organizza annualmente il convegno nazionale sul cineturismo. La rassegna cinematografica si compone di tre sezioni competitive dedicate ai cortometraggi e ai documentari, una sezione speciale denominata Primo Piano dedicata ai lungometraggi e una sezione fuori concorso denominata Scenari.
Il festival fa parte dell’AFIC, l’Associazione Italiana Festival di Cinema, cui appartengono altre analoghe manifestazioni nazionali di promozione del cinema italiano. La diciassettesima edizione ha ottenuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e l’adesione del Presidente della Repubblica con una targa onorifica (fonte wikipedia).
Se volete avere maggiori informazioni sulla edizione del 2023 fate click al link
A noi di DETTI E FUMETTI e’ rimasta impressa la performance di ELODIE, oramai divenuta una artista a tutto tondo, che ha debuttato nel bellissimo film TI MANGIO IL CUORE, gangster movie ambientato in una puglia atavica e pastorale, a mezzastrada tra la Fonteamara di Silone e il Kill Bill di Tarantino, con cui il regista Pippo Mezzapesa ha vinto il Nastro d’argento.
La visita al Castello aragonese vale il viaggio ad Ischia.
In epoca medioevale il castello fu sempre indicato come Insula Minor per distinguerlo dall’Insula Major (l’Isola d’Ischia) che andava lentamente popolandosi. È a questo periodo che risale l’attuale cripta della Cattedrale dell’Assunta con i suoi pregevoli affreschi.
Due ne ricordiamo:
-La cappella di Maria Maddalena che i Caracciolo fecero erigere per ingrazarsi i reali Angioni dell’epoca
-La cappella di san Gioacchino ( padre di Maria) con illustrata la storia della sua vita: dalla cacciata da Gerusalemme perche’ sterile, alla annunciazione del concepimento di Anna della Vergine Maria.
Il nome attuale di CASTELLO ARAGONESE ha origine dalla dinastia che più delle altre ha impresso all’isolotto la fisionomia che lo caratterizza: Alfonso I d’Aragona che trasformò nel XV secolo d.C. il preesistente Maschio angioino, costruendo le poderose mura difensive, fece scavare nella roccia la galleria di accesso pedonale.
Non puoi dire di aver visto il castello se non lo hai circumnavigato.
Noi di DETTI E FUMETTI lo abbiamo fatto nel miglior modo, ospiti del veliero LA RONDINE, in compagnia dei capitani Virginia e Pietro (figlia e padre)
Una straordinaria storia accompagna il veliero La Rondine
Negli anni venti il nonno di Virginia trasformo’ una delle prime navi cargo a vela (pensate portava persino le auto e il bestiame) in un vero e proprio veliero per navigare il tirreno.
Ci ha raccontato Virginia che trasportava gli ischitani fino in Sardegna e in Sicilia.
Oggi puoi salpare con loro pranzare a bordo e goderti le meraviglie dell’isola accompagnato dal racconto del vulcanico capitano che conosce mille e uno aneddoti dell’isola. L’autenticita’, l’avventura, il romanticismo in una parola: La Rondine.
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